2.0

mercoledì, 08 luglio 2009

They DID remix

di inkiostro

Il did remix contest è finalmente giunto al termine! E come promesso… ecco la compilation dei vincitori della competizione della competizione che abbiamo lanciato un mese fa! I partecipanti sono stati numerosi e, come speravamo, provenienti da tutta europa, già noti o meno, ma soprattutto con la voglia di dare una personale versione di Time for Shopping. La scelta è stata davvero difficile e sofferta.. che fatica selezionare i sette migliori!! E siamo ancora convinti che l’esclusione sia tutt’altro che una stroncatura… abbiamo pensato di cambiare regole, ma ci sembrava ingiusto anche se più facile per noi. Crimeax, Testarossa, Tempelhof, Frost dj sexx sono solo alcuni, ma rappresentano il panorama degli artisti che ha partecipato. L’idea che ci ha guidato: stile e groove! Speriamo che vi piaccia… basta con le chiacchiere: SCARICATE!!

 

Did - Time for shopping remix EP (ZIP - 7 MP3)

 

 

Come annunciano qua sopra i ragazzi di Foolica Records, il remix contest di Time for shopping dei Did è giunto al termine, e questo è uno de blog da cui potete tutti scaricarne e ascoltarne i frutti. Dopo un paio di ascolti il mio remix preferito è probabilmente quello dei calabresi Shirt VS T-shirt, ma devo dire che anche gli altri sono molto notevoli (e al di sopra delle aspettative). Ora non rimane che la prova del dancefloor...

 

Did - Time for shopping (Shirt VS T-shirt remix) (MP3)

 

 

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martedì, 07 luglio 2009

Lampi e tuoni

di uomosenzak

Il nuovo singolo degli Arctic Monkeys. It's a blast!

 

 

Arctic Monkeys - Crying lightning (MP3)

 

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venerdì, 03 luglio 2009

Cassette e 7 pollici

di inkiostro

Durante i primi anni dell'università non amavo molto l'indiepop. Ero in grado di ascoltare un po' di tutto (dai Portishead ai Tool, dai Pixies a Nick Drake, dagli Smiths agli Enturzende Neubauten), ma voci gentili, xilofoni, hand-clapping e iper-sensibilimso mi dicevano poco.

Con gli anni mi sono ammorbidito (sarà l'età, sarà l'ubiquità che il genere ha raggiunto), ma anche oggi rimango un consumatore abbastanza moderato di questo tipo di suoni, poco incline all'entusiasmo infantile che tipicamente lo contraddistingue e tendenzialmente scettico verso le produzioni in serie delle etichette portabandiera del fenomeno.

 

Ed è forse proprio a causa di questo scetticismo che quando mi innamoro di una canzone indiepop, me ne innamoro davvero. Che è quello che è successo con Compilation Cassette, uno dei brani contenuti in Pram Town, l'ultimo disco pubblicato da Darren Hayman. Già noto come leader dei seminali Hefner (una band che, per i motivi suddetti, quando esisteva ho bucato completamente) in cui militava insieme all'amico fraterno ma litigiosissimo bandmate Antony Harding (meglio noto come Ant) Darren Hayman ha pubblicato mesi fa Pram Town, onesto e ambizioso opus indie-pop con canzoni che paiono piccole piccole ma che nascondono velleità da concept album. Del pezzo che mi ha folgorato c'è ben poco da dire (come per quasi tutti i grandi brani pop), se non che racconta di un colpo di fulmine da film e del mixtape fatto in casa che gli fà da colonna sonora. Riuscite ad immaginare un clichè più trito? Ma anche: quanto paghereste per ritrovarvi nella stessa situazione?

 

A dare man forte a Hayman su Compilation Cassette c'è il suo ex socio Ant, quasi un antipasto per il vinile 7 pollici appena pubblicato dalla nostrana Black*Kitten Records della Ele e del Paso, che ha come protagonisti su un lato Darren Hayman e sull'altro proprio il grande amico e rivale Antony Harding, per una doppietta che vede i nostri cantare l'uno sul pezzo dell'altro (piccola anteprima su Myspace, acquisto online oppure, se siete in zona, al Bologna cornershop).

La band sarà sciolta da anni e senza alcuna possibilità di riformarsi, ma il binomio Hayman/Harding funziona ancora a meraviglia. Ascoltare per credere.

 

 

Darren Hayman - Compilation Cassette (MP3)

 

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martedì, 30 giugno 2009

When I said I wanted to be your swine

di inkiostro

Come annuncia lui stesso sul suo diario (nella entry con data 27 giugno), nel corso del tour sudamericano Jens Lekman si è preso l'influenza suina.

(via)

I picked home one last souvenir from South America, it's called the H1N1 virus. Wrongfully known as the Swineflue.


I was crossing the Atlantic when things started getting really bad, the fever was hallucinogenic and shaking me like a leaf and I grabbed the sleeve of the Air France steward. "I'm not feeling well, I should see a doctor" I said and the reply came as a brilliant mix of death anxiety and french rudeness: "Uh, yes... Terminal D... go there maybe... when we land". After that the stewards and stewardesses took long detours. A ring of empty seats formed around me. Peoples eyes were kind but determined, they read "Poor you, I really wish you all the best but if you come near me or my kid I will have to stab you with this plastic fork". I got up and went to the bathroom where I fainted.


Now I'm in quarantine for ten days. I can see the summer through my window and it's just perfect. Summer is always best through a window. [#]

Auguri Jens! Rimettiti presto!

 

Jens Lekman - I don't wanna die alone (MP3)

 

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martedì, 23 giugno 2009

House party

di inkiostro

Non pensavo che su queste pagine avrei mai scritto ancora dei Bloc Party.
Esaltantissimi ai tempi dei primi singoli (la prima volta che ne ho scritto era per magnificare l'anthem Banquet) ed eccellenti con l'LP di esordio Silent Alarm, i 4 londinesi capitanati da Kele Okereke sono stati protagonista di una parabola discendente quasi da manuale, con un secondo disco nel complesso debole (ma retto da un paio di buoni singoli) e un terzo disco a dir poco mostruoso, intramezzato da singoli sparsi e da dischi di remix di qualità decisamente altalenante.

 

Quando ieri mi sono imbattuto -grazie a Stereogum- nel loro nuovo singolo (a meno di un anno dall'uscita dell'ultimo disco di inediti; la parsimonia continua a non essere tra le loro qualità più spiccate) non so neanche esattamente perchè ho spinto Play, tanto scarso era ormai il mio interesse per le loro produzioni. Non avrei mai immaginato che nelle successive 5 ore avrei spinto Play almeno altre 10 volte, sotto l'effetto di una incomprensibile e malsana compulsione che al termine di ogni ascolto mi costringeva ad ascoltare la canzone di nuovo. One more chance, infatti, è un pezzo malsano, che mostra i Bloc Party alle prese con l'ennesima mutazione, che li porta questa volta dalle party parti di quella che non esito a definire come house anni '90.

 

Intendiamoci: non è che si siano trasformati nei Two Unlimited, eh. Però la cassa inesorabilmente in quattro quarti e il familiare pianoforte saltellante sono proprio quelli, e rimandano direttamente a certi detestabili hit single radiofonici che si ballavano nelle discoteche commerciali dei primi anni '90 (con un effetto simile a quanto fanno con la jungle alcuni pezzi del trendyssimo -e tremendissimo- Zomby ®) e che noi, ai tempi, non potevamo che odiare con tutta la nostra forza.
Cosa sta succedendo, quindi? E' la nostra adolescenza che viene a riscuotere il conto? O sono gli incubi di quegli anni che si materializzano? E allora perchè One more chance mi piace così tanto e, anche adesso, non posso fare a meno di spingere un'altra volta Play?

 

 Bloc Party - One more chance (MP3)

 

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venerdì, 19 giugno 2009

Beck e la banana

di inkiostro

Se fossi Beck e avessi un po' di tempo libero, a parte struggermi (ancora?) perchè Winona mi ha lasciato e cercare di fare proseliti tra i miei amici VIP per Scientology, anch'io metterei in piedi un Record Club. Inviterei un po' di gente a casa (dove sicuramente ho un fighissimo studio di registrazione) sceglierei un disco (facciamo The Velvet Underground and Nico, un classico immortale), lo strimpellerei un po' facendo girare alla mia domestica ucraina un video in bianco e nero un po' pixelato, e poi e farei una di quelle cose fighe che ti assicurano l'imperitura simpatia dei fan come mettere in rete un video della session alla settimana.

 

Guarda un po' (colpo di scena!), Beck l'ha fatto veramente, e ha già postato il primo video. Gli amichetti di questo turno solo Nigel Godrich, Joey Waronker, Brian Lebarton, Bram Inscore, Yo, Giovanni Ribisi (in una commovente performance allo xilofono), Chris Holmes e Thorunn Magnusdottir, che si sono cimentati nello loro versione di Sunday Morning. L'idea è bella, ma speravo un po' meglio. Stiamo a vedere anche i prossimi.

 

 

Beck's Record Club - Sunday Morning (The Velvet Underground cover) (MP3)

 

 

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martedì, 16 giugno 2009

Chicks on surf

di inkiostro

E' curioso come nessuno si fili più le Chicks on speed. Non mi ero accorto che fossero passati ben sei anni da 99 cents, l'ultimo disco vero e proprio del trio tedesco, che ai tempi aveva molto fatto parlare di sè per il suo gustoso pastiche di electro-clash politico e pop fashionista, postmoderno e semiserio. Testi intelligenti, ospiti illustri, un paio di buoni singoli, e un fenomeno art-pop assai interessante.

 

Dopo anni passati ad occuparsi di performance di arte contemporanea e del suo marchio di moda, il collettivo con base a Monaco è finalmente tornato anche alla musica, e ha pubblicato da un paio di settimane Cutting the edge, doppio CD uscito nel silenzio pressochè totale di stampa e siti web che una volta facevano a gara per parlare di loro e ora le snobbano bellamente.

 

Ed è un peccato, perchè, se anche il disco non è un capolavoro (ma non è neanche male, tutt'altro) e se il fenomeno Chicks on Speed ha forse già detto tutto quello che poteva dire, il disco contiene alcuni pezzi davvero niente male. C'è il proclama Art rules, il gioca-jouer erotico Vibrator e la carrellata sulle compagnie aeree low-cost in salsa bubblegum pop Buzz, ma soprattutto c'è Super surfer girl, che si è già conquistato saldamente un posto nella playlist della mia Estate. Spensierato inno balneare spudoratamente e dichiaratamente costruito col copiaincolla sui Beach Boys, Super surfer girl (video) è perfetta per l'autoradio sulla strada verso il mare, oppure per la pista della Spiaggia 72 dell'Hana-bi di Marina di Ravenna (dove l'ho provata sabato e dove metterò i dischi anche sabato prossimo).

 

Le Chicks on speed saranno a Bologna questo venerdì, per il Birthday Party dell'outlet online Yoox.com (che avrà luogo a Villa Impero, ma è a inviti, quindi facciamo finta non ci sia).
Noi invece ci vediamo sabato al mare. Sarò quello con la tavola da surf, ovviamente.

 

 

 Chicks on speed - Super surfer girl (MP3)

 

 

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lunedì, 15 giugno 2009

Altro che crisi di mezza età.

di Icepick

"Sai se la metropolitana andrà ancora quando il concerto sarà finito? Devo andare in stazione a prendere il treno..." La domanda me la pone un giovane fan piemontese dei Limp Bizkit il quale, finito il set dei suoi beniamini, è rimasto solo e si è avvicinato a me in cerca di risposte, “forse perché ho l’aria di persona affidabile in mezzo a questo inferno”, penso. Anche io sono solo e al momento siedo impaziente sui gradini vicino a una delle entrate a monitorare il riempimento del parterre e a prendere un po' d'aria prima dell'immersione. Dentro, ci sono almeno 15 gradi in più dei 30 che ci sono fuori, all'aperto. Non si vede altro che una distesa di torsi nudi, tatuaggi e bermuda a tre quarti. Io sono vestito come per un concerto dei Fleet Foxes a Hipsterlandia. Sono addiritttura elegante. Qua dentro insomma sono una fighetta.

Mi trovo al Palasharp (che per me sarà sempre "Palatrussardi", con quel suo retrogusto socialista) per Rock in Idro e, a differenza di tutte queste persone provate da una pesante abbuffata di birra e decibel sin dal primissimo pomeriggio, sono appena arrivato per assistere all’unico set che mi interessa, l’ultimo. Per essere qui ho pagato 50 euro. "...e poi ne varrà la pena? Non li ho mai visti e conosco solo tre canzoni...". Al mio nuovo e temporaneo amico propino un'accorata perorazione che spero gli faccia comprendere che perdere l’ultimo metrò è un rischio che vale la pena correre, eccome, per assistere allo spettacolo che sta per andare in scena.

Questa band ha finito per significare così tanto per me, per convogliare e sintetizzare così tanti significati appartenenti alla mia più piena e torbida adolescenza che a casa in attesa di venira qua ero emozionato come una ragazzina prima del ballo di fine anno. Non sapevo cosa mangiare. Non sapevo se mangiare. Come vestirmi. A che ora arrivare. Non mi capitava da molto, molto tempo e forse, a pensarci meglio, non poteva capitarmi che con loro. Ma è ora di avviarmi, sento che stanno per cominciare. Il ragazzo mi propone un cinque che ricambio e mi saluta con un “Ciaobbello” cui replico con un paterno “Buon concerto e rientro a casa”. E mettiti la maglina di lana ché prendi freddo, figliolo.

I Faith No More salgono sul palco e partono in quarta con un pezzo...lento, romantico e languido di Peaches & Herb, sconosciuto duo black, spiazzando l'audience e portandola all’epifania ilare quando si capisce dal testo del ritornello il motivo per cui stasera lo stanno suonando:

Reunited and it feels so good
Reunited 'cause we understood
There's one perfect fit And, sugar, this one is it We both are so excited
'Cause we're reunited, hey, hey


I FNM se non prendono per il culo, loro stessi e il pubblico e tutti, non sono contenti. Non poteva scamparla il loro reunion tour che questa sera tocca la quarta tappa a Milano, unica data italiana.

 

Durante questo primo pezzo sto in disparte, temo per la mia incolumità, sono vecchio per queste cazzate, non voglio essere stritolato da un pericoloso pogo di metallari. Ma quando parte The Real Thing, be', capisco che non posso stare lì con la mia fotocamerina del cazzo a filmare o a guardare; e quando il pezzo come da copione esplode io, semplicemente, non capisco più nulla e mi butto a incudine tra la gente (il palazzetto è stracolmo) portandomi più vicino possibile al palco. Il mio viaggio a ritroso nel tempo è iniziato. Non faccio più un lavoro serio, non ho più l'età che ho, non ho più le responsabilità di oggi. Al contrario, ho 17 anni, suono la batteria e sperimento le droghe, ho American Psycho sul comodino della cameretta e penso che io e i miei amici siamo più fighi degli altri perché leggiamo e ascoltiamo quelle cose invece di leggere di Che Guevara e ho una rabbia dentro che non so neanch'io cosa sia e bisogna pur sublimarla in qualche modo e spesso ho voglia di spaccare tutto e qualcosa spacco pure perché devo farlo, devo confrontarmi con questo mostro che mi possiede e capire dove mi vuole portare e sono capace di amare e soffrire e odiare come mai più mi capiterà nella vita. We Care a Lot, cioè non ce ne fotte un cazzo di niente, nemmeno dei bambini che muoiono di fame e del Live Aid, capito? E questa trance l'hanno innescata Mike Patton, che ha una voce impressionante con la quale fa letteralmente ciò che vuole, e gli altri che suonano gli strumenti con una foga e una precisione inaudite o comunque inalterate dopo dieci anni di pausa e tanti capelli bianchi in più.

E allora il gigione mette a frutto i suoi anni vissuti nel Belpaese e tira fuori una Evidence in italiano che è una piccola chicca solo per noi. E per voi, qua sotto.

 

Poi due inserti altrui nei loro pezzi che lascio indovinare a voi, qua e qua. L'ammissione quindi, anche quella ironica e contraddetta dai fatti che sono sotto i nostri occhi (e nelle nostre orecchie), che loro sono "troppo vecchi per queste cazzate".
E poi il finale (dopo diversi brani tra cui due esplosive Land of Sunshine e Caffeine) con una tirata e perfetta We Care a Lot.

 

E io per tutto il tempo sono felice come un ebete e ho i brividi e le lacrime agli occhi e a sorpresa mi ricordo i testi a memoria, mentre i pezzi passano via uno dopo l'altro, troppo veloci, maledizione. Non c'è tempo per la noia, non c'è tempo per pensare a dove sei. C'è solo un lampo che mi passa per la testa: "al ragazzo piemontese starà piacendo?". Ma è un breve momento di lucidità nel mezzo di un momento senza stile, coolness e controllo, un momento in cui pensi di capire solo tu la portata di quanto sta accadendo e ti ci butti a copofitto. E mentre scrivo, anzi, prima, mentre penso di scrivere queste parole che ho appena scritto, penso che sono retoriche e banali e pompate, ma anche che non me ne frega nulla e va bene così, perché questa basicità adrenalinica e sconclusionata forse è l'essenza stessa del Rock and Roll.
Il ritorno a casa non me lo ricordo. In realtà sono ancora là, almeno per oggi.

 

venerdì, 12 giugno 2009

Bastard pop, l'evoluzione della specie?

di inkiostro

E' un po' che non si sente parlare del non-genere illegale che qualche anno fa sembrava dover essere il futuro della musica. A ritirarlo fuori dal cappello è tale Faroff, DJ brasiliano che sul suo Myspace condivide molti mash-up eccellenti e, per quasi tutti, ha realizzato pure dei video, che ovviamente riprendono quelli dei pezzi messi in gioco. Ottimamente fatti, peraltro. Guardare qua sopra gli LCD Soundsystem che si incrociano coi Beatles e coi Kinks (titolo: The Brits are playing at my house) per credere.
E non c'è niente da fare: un buon mash-up mi pare quasi sempre meglio di diecimila remix d'autore.

 

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lunedì, 08 giugno 2009

Biografilm in musica

di inkiostro

Un paio di giorni fa, quasi per caso, ho guardato The filth and the fury, l'eccellente documentario di Julien Temple sui Sex Pistols (che vent'anni dopo completa lo storico The Great rock'n'roll swindle - La grande truffa del rock'nroll) di imminente pubblicazione in Italia per la gloriosa ISBN Edizioni in una bella versione libro + DVD.

 

Il destino vuole che proprio in questi giorni, in occasione del Biografilm Festival, Julien Temple sarà a Bologna per presenziare all'omaggio che il festival tributa a lui e alla sua carriera di documentarista. Stando al programma completo, da oggi a lunedì 15 verranno proiettate quasi tutte le sue opere, da Glastonbury (sul festival inglese) ad Absolute Beginners, (con David Bowie) da Joe Strummer - The future is unwritten (sul leader dei Clash) al nuovo The liberty of Norton Folgate (sui Madness), oltre che ovviamente i tre (c'è anche There'll always be an England) documentari sui Sex Pistols. Un must per gli amanti della perfida Albione e della sua musica.

 

Ma anche gli amanti dela musica americana quest'anno avranno pane per i loro denti, visto che un'altra delle retrospettive si intitola Back to Woodstock, e prevede proiezioni, mostre ed eventi sul mega-festival più famoso della storia (tra cui l'anteprima di Taking Woodstock, il nuovo film del premio Oscar Ang Lee). Ho il sospetto che mi vedrete spesso da quelle parti.

 

venerdì, 05 giugno 2009

Notte raminga e fuggitiva

di inkiostro
Notte raminga e fuggitiva lanciata veloce lungo le strade d’Emilia a spolmonare quel che ho dentro, notte solitaria e vagabonda a pensierare in auto verso la prateria, lasciare che le storie riempiano la testa che così poi si riposa, come stare sulle piazze a spiare la gente che passeggia e fa salotto e guarda in aria, tante fantasie una sopra e sotto all’altra, però non s’affatica nulla. Correre allora, la macchina va dove vuole, svolta su e giù dalla via Emilia incontro alle colline e alle montagne oppure verso i fiumi e le bonifiche e i canneti. Poi tra Reggio e Parma lasciare andare il tiramento di testa e provare a indovinare il numero dei bar, compresi quelli all’interno delle discoteche e dei dancing all’aperto ora che è agosto e hanno alzato persino le verande per godersi meglio le zanzare e il puzzo della campagna grassa e concimata. Lungo la via Emilia ne incontro le indicazioni luminose e intermittenti, i parcheggi ampi e infine le strutture di cemento e neon violacei e spot arancioni e grandifari allo iodio che si alzano dritti e oscillano avanti e indietro così che i coni di luce si intrecciano alti nel cielo e pare allora di stare a Broadway o nel Sunset Boulevard in una notte di quelle buone con dive magnati produttori e grandi miti. Ne immagino ventuno ma prima di entrare in Parma sono già trentatré, la scommessa va a puttane, pazienza, in fondo non importa granché. [#]

Le straordinarie e immortali parole di Pier Vittorio Tondelli (da Viaggio, uno dei racconti milgiori di Altri libertini) sono state l'incipit del secret show di stasera alla Unhip Factory, dalle parti di Piazza Santo Stefano nel pieno centro di Bologna.  Sul palco Vasco Brondi (alias Le luci della Centrale elettrica) supportato dallo scrittore Enrico Brizzi col quale ha duettato in un paio di reading delle parole di Tondelli prima di lanciarsi in un insolito set acustico che non ha lasciato il pubblico indifferente. Qua sopra una foto rubata all'evento via cellulare, visto il rigoroso divieto di riprese audio-video.
Una serata che sarebbe piaciuta a Tondelli, probabilmente.

 

mercoledì, 03 giugno 2009

Anagrammi Melodrammi

di inkiostro

Finalmente ecco l'eccellente video di Onomastica, uno dei pezzi migliori di Bachelite degli Offlaga Disco Pax. Nella nuova versione (con l'aggiunta degli archi del trio Ginko Narayana) già uscita nell'Onomastica EP.

 

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giovedì, 28 maggio 2009

Time for shopping but the remix is free

di inkiostro

Qualche mese fa su queste pagine parlavamo dei Did, presentando la promettente proposta in salsa punk-funk del quartetto torinese attraverso il remix della loro eccellente Time for shopping firmato dai reggiani Crimea X.

 

Ora, grazie anche alla nuova label Foolica Records, la band alza il tiro e mette in piedi un intero remix contest, consegnando il suo pezzo nelle mani del pubblico, che può prelevare dalla pagina apposita tutte le tracce e ri-miscelarle a proprio piacimento. Il contest parte oggi e dura un mese, al termine del quale la band sceglierà i 7 remix che insieme al brano originale andranno a comporre un EP che verrà messo in free download su vari siti. Tra cui quello che state leggendo (che non si è scappato la faceta opportunità di venire definito media partner di qualcosa), cosa che con tutta evidenza vi renderà in breve tempo ricchi e famosi.

 

Andate e remixatene.

 

 

Did - Time for shopping (MP3)

 

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mercoledì, 27 maggio 2009

My lack of knowledge is vast, and my horizons are narrow

di inkiostro

«And if every relationship is a two-way street
I have been screwing in the back whilst you drive»

[Jarvis Cocker - I never said I was deep]

Non so voi, ma io Jarvis l'avevo dato per perso.

 

Dopo la perfezione toccata negli anni del brit-pop (che hanno consegnato i suoi Pulp e la loro Disco 2000 alle leggenda), con l'appendice del sontuoso noir di This is hardcore, Jarvis Cocker stava cominciando a farmi un po' pena. Letteralmente intrappolato nel personaggio del dandy inglese colto, brillante e un po' stronzo, ma incapace di scrivere e pubblicare ancora materiale all'altezza del suo passato, Jarvis stava diventando più famoso per le sue frequentazioni (è diventato un grande amico di Nick Cave, pare) e le sue opinioni (come columnist del Guardian o conferenziere d'eccezione) che per la sua musica. Il nuovo disco Further Complications, a un primo ascolto, non mi sembrava in grado di cambiare le cose, complice anche un singolo abbastamza inutile.

Grazie a un giro di shuffle particolarmente ispirato (sia sempre benedetto lo shuffle) ho però cambiato idea.

 

I never said I was deep è tra le migliori ballad mai scritte dall'autore inglese, un classico pezzo di crooning con melodia e arrangiamento impeccabili e un testo ispiratissimo, crudele e ironico che gioca a smentire  tutti i luoghi comuni più nobili su un'artista intelletuale come Cocker, che si professa invece gretto, volgare e «profondamente superficiale». Come stile e atmosfera impossibile non pensare ai pezzi migliori del Nick Cave più grottescamente romantico, in modo simile a quanto accade con Leftovers, impietoso e quasi patetico corteggiamento di un «avanzo» ormai in là con l'età. Due stoccate di gran classe che si fanno ascoltare e riascoltare, e segnano un nuovo inizio per la carriera di Cocker.

 

Anche se alla fine fanculo, chissenefrega.

Questo post in realtà è un semplice sfoggio del mio giudizio e del mio fiuto musicale, al solo scopo di fare colpo sulle ragazze. Come tutti gli altri.

 

 

Jarvis Cocker - I never said I was deep (MP3)

Jarvis Cocker - Leftovers (MP3)

 

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lunedì, 25 maggio 2009

Due settimane

di inkiostro

Non ci vuole un genio a capire che nella scena musicale indipendente mondiale questo è decisamente il momento dei Grizzly Bear.

Autori di quello che è già uno dei dischi dell'anno (anche se tecnicamente Veckatimest non esce prima di domani), protagonisti dei set più osannati e impeccabili del South by Southwest di Austin e destinati a un futuro da grandi nel panorma dell'adult pop più colto (la stessa lega che l'anno scorso è stata dominata dai Fleet Foxes, per intenderci), i Grizzly Bear sono finalmente pronti a riscuotere quello che meritano.

 

Per quanto mi riguarda, a incoronarli tra gli eroi musicali del 2009 basterebbe il piccolo primato di cui sono titolari sul mio lettore MP3, dove la loro Two weeks per numero di ascolti batte quasi del doppio tutti i contender più accreditati (e quest'anno non ne mancano, per fortuna).

Come tutti i pezzi del quartetto di Brooklyn, Two weeks non avrebbe sfigurato nelle mani di un girl-group degli anni '60 (riferimento non facile da vedere ma che, una volta scovato, appare la lente più chiara attraverso cui osservare la musica della band), a partire dai suoi cori quasi angelici per arrivare all'andamento indolente e al testo cripticamente frustrato. Un prodigio di chamber-pop sognante ma contemporaneamente inquieto, come sembrano indicare anche i due video che girano su YouTube; il primo, non ufficiale, schifosamente poetico e romatico (e bellissimo), mentre il secondo -ufficiale, appena diffuso- lento e inquietante oltre ogni dire.

Se non li avete mai approfonditi, un'ottima introduzione ad un mondo musicale complesso e molto affascinante. Se invece li conoscete già, sappiamo entrambi qual è il brano più ascoltato del momento sul vostro lettore MP3.

 

 

Grizzly Bear - Two weeks (MP3)

 

-Previously-

Grizzly Bear - He hit me and it felt like a kiss (Carole King cover) (MP3)

Grizzly Bear - Knife (MP3)

 

-Elsewhere-

Grizzly Bear - Live on WNYC (4 canzoni)

Grizzly Bear - Black Cab Sessions (live video)

 

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venerdì, 22 maggio 2009

I've come to wish you an unhappy birthday

di inkiostro

Oggi Stephen Patrick Morrissey compie 50 anni. Che possa avere un pessimo compleanno, e come al solito scriverci sopra un disco bellissimo.

 

Il sito dedicato alle celebrazioni: HappyBirthdayMorrissey.Com

The Times

The Guardian

BBC

lunedì, 18 maggio 2009

It's just you and me and the washing machine

di inkiostro

Era ora.

La prima volta l'abbiamo ascoltata che il disco d'esordio non era ancora uscito, e l'abbiamo adorata; poi My lonely and sad Waterloo è finalmente arrivato nei negozi, e ci siamo stupiti non poco per la sua assenza dalla tracklist. Da allora sono passati due anni, e nel mentre l'abbiamo ascoltata a ripetizione, ballata un sacco, canticchiata sotto la doccia o quando facevamo il bucato, e citata più volte come una delle migliori canzoni indiepop del panorama italiano (e forse non solo) ad essere ancora inspiegabilmente inedita.

Questo primato è durato fino ad oggi, perchè, con una mossa a sorpresa, nella giornata odierna Me and the washing machine dei My awesome mixtape vede finalmente la luce. La 42 Records, nuova etichetta per cui i Bologna Geek Dancers hanno da poco firmato, ha infatti deciso di costruirci attorno un EP, e di farne il succoso antipasto del secondo disco How Could A Village Turn Into A Town.

 

Other Houses EP esce oggi, e oltre alla versione definitiva di Me and the washing machine e a due remix (ad opera di Congorock e di Peluche) contiene altri due inediti. Il nuovo materiale denota un deciso passo in avanti per la band, che ha già raggiunto una maturità sonora e compositiva assolutamente invidiabile, che si smarca dai modelli procedenti ed emerge con una scrittura originale e con arrangiamenti mai così ricchi e al contempo leggeri. E il nuovo disco, in uscita a Settembre, lo conferma ancora di più (fidatevi).

 

Potete scaricare gratuitamente la versione digitale di Other Houses EP da Vitaminic Pronti al Peggio, e approfittarne anche per vedere i due nuovi video realizzati per loro da Opificio Ciclope; potete quindi comprarvi online l'edizione in cassetta colorata limitata e numerata (ne ho già vista una copia ed è un piccolo gioiellino Art Attack), in combinazione con la relativa t-shirt.

E poi passare tutta l'Estate a canticchiare «Pam-parà Parà-pa-pa-pa»...

 

 

 

My awesome mixtape - Me and the washing machine (MP3)

 

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domenica, 17 maggio 2009

La piccola agenda dei concerti di Ink... Vitaminic

di punch-drunk


Ammettiamolo: noi le detestiamo, le città. Non ci possiamo proprio vivere. Lo stress ci uccide. Lo smog ci uccide. Le amministrazioni comunali parafasce ci sfiancano. D’estate, poi. A Bologna d’estate è caldo e si sta male, cantava Luca Carboni, e se c’è una cosa di cui mi sono accorto dal mio primo anno da fuorisede è che, beh, non diceva per dire. A Milano non saprei, ma ad occhio e croce credo ci sia la stessa afa invivibile, la stessa umidità canaglia, le stesse zanzare (forse non proprio le stesse, ma saranno magari le cugine).

La campagna, ecco cosa ci vuole. L’arcadia, il locus amoenus, il buen retiro, l’otium della vita pastorale. Una casa in campagna. Con il cibo sano, le repliche in tv, le buone letture, la possibilità di disintossicarci.

 

Solo che dopo un po’, che palle. Davvero, non se ne può più. Tutti quegli uccellini, quel verde, lo sguardo liquido e assente delle mucche, l’aria paciosa dei cavalli che pascolano. Quell’odore di erba tagliata di fresco, di fiori impegnati ad impollinare il circondario, di cacca. Basta, non se ne può più, dopo un po’. Si finisce a rinchiudersi in una stanzetta angusta (gli sgabuzzini sono ottimi allo scopo) ad allumare sigarette fino a ricreare l’atmosfera nebulosa del centrocittà. Dopo tre settimane si prende e si torna a casa, ad aspettare la notte il canto dei camion della nettezza urbana, a malsopportare le vacchiette che affondano di gomiti sui mezzi pubblici, a drogarsi ancora un po’ delle serie tv che la tv nazionale scoprirà tra tre anni. Ad annoiarsi, ma in modo costruttivo. E poi ad annoiarsi e basta.

E poi, cosa fare? Ok, voi che vivete a Bologna e dintorni lo sapete già cosa potreste fare, avete la piccola agenda dei concerti. Purtroppo come sapete che quest’anno niente Julive1. Amen, anyway. Se siete a Milano, sapete invece che potete contare sul Miami: il meglio della musica indipendente italiana (ad essere onesti, praticamente tutta la musica indipendente italiana) riunita in un unico posto dal carisma della frangetta di Carlo Pastore2. Bello, bello, bello.

Ma se per caso vi piacessero anche i gruppi stranieri? Se passaste metà anno a sospirare sulle next big thing di Pitchfork, vagheggiando di vederle un giorno, per capire se valgono veramente quanto sembra o meno, per scatenarvi sul vostro anthem di fiducia, per piangere finalmente a dirotto su quella canzone3?

Vitaminic una risposta ce l’ha. Magari non è LA risposta, però è un ottimo inizio. Otto serate dal 18 maggio al 6 giugno, un SXSW tascabile in terra milanese organizzato dal paziente lavorìo della sempre benemerita Marina4. Se leggete queste pagine probabile che Marina la conosciate già e non ci sia bisogno di fare un’apologia dei suoi gusti, o che già abbiate un’idea di quanto sia difficile organizzare concerti in questo periodo (non parliamo di portare davvero il vostro gruppo del cuore a suonare per voi). Probabilmente almeno avete già avuto modo di ricevere su Facebook o su Last.fm aggiornamenti dettagliatissimi sul programma dei Days. Che ha avuto un po’ di cambiamenti anche inaspettati, come è giusto che sia la prima volta che si fa qualcosa: l’imperfezione è inevitabile, forse necessaria.

Che insomma sapeste già o meno dei Vitaminic Days, che conosciate già il programma o meno, prendetevi cinque minuti di pausa; avvicinatevi alla finestra ed apritela, in modo da fare entrare smog e caldo asfissiante (o pioggia torrenziale, a vostro piacimento). Se necessario accendete una sigaretta, se volete essere sicuri che ci sia una percentuale sufficiente di monossido di carbonio.

Ora fate un lungo respiro profondo, e date un’occhiata qui:

 

Quando Chi Dove
Lun 18/05 Andrew Bird (+ Vitaminic/Coop Music dj set) Musicdrome (MI)
Il nostro polistrumentista e fischiatore di fiducia non ha bisogno di presentazioni. Il concerto è stato spostato per le richieste superiori alle attese, nel link (i link richiamano quasi sempre la pagina dedicata su Vitaminic) si trovano tonnellate di esibizioni live che da sole dovrebbero convincervi ad esserci. Una data immancabile in esclusiva italiana.
Mar 19/05 Emmy The Great + Mange Tout (+ Vitaminic dj set) La Casa 139 (MI)
La 24enne sempre meno antifolk e più rotondamente pop viene a Milano a cantarci cose terribili col sorriso sulle labbra (e che labbra). Seconda esclusiva italiana e appuntamento fortemente raccomandato agli anglofili.
Mer 20/05 LOSER night con Hatcham Social + A Classic Education (+ Loser dj set) Musicdrome (MI)
La post-new-wave (esisterà?) vs. l'indie rock dei nostri, di cui personalmente non sono un fan sfegatato, ma la cui crescita costante (e resa dal vivo) è innegabile. Serata notevole e dj set imperdibile.
Gio 21/05 My Awesome Mixtape + Le Rose (+ Vitaminic dj set) Arci Biko (MI)
I My Awesome Mixtape sono da tempi non sospetti un pallino del padrone di casa. Spalleggiati nell'occasione dall'electro-retro-pop dei Le Rose, dovrebbero valere anche l'eventuale trasferta per ogni geek degno di questo nome.
Gio 28/05 Abe Vigoda + Buzz Aldrin (+ Vitaminic dj set) La Casa 139 (MI)
Ovvero : l'acidissimo shitgaze dei primi dopo lo spietato post/wave/gaze dei secondi. Se questo concerto fosse un film, sarebbe Lynch che incontra Gilliam e si scontra con Aronofsky. Se fosse un libro, sarebbe Hunter Easton-Palahniuk. Se fosse un dolce sarebbe... ehm, scusate, mi ci ero fatto prendere la mano. Comunque direi un krapfen, così su due piedi.
Lun 01/06 KISS THIS night: Vivian Girls + The Pains of Being Pure At Heart (+ Kiss This dj set) Magnolia (MI)
Il gruppo che Tarantino avrebbe potuto inventare e rendere protagonista di un suo film vs. il gruppo poppero definitivo, per di più sponsorizzato da Dietnam. Non aggiungo altro.
Mer 03/06 SECRET FURRY HOLE night: Women + Banjo Or Freakout + His Clancyness (+Secret Furry Hole dj set) Rocket (MI)
Le meravigliose strutture sghembe di Banjo Or Freakout si giustappongo alle traiettorie psicotiche dei Women (definiti giustamente da Pitchfork "il gruppo più ingooglabile dai The Music in poi"), una band che fa math-rock come lo penserebbe John Nash; tutto questo al release party del riservatissimo progetto solista di Jonathan Clancy.
Sab 06/06 VITAMINIC SUM UP PARTY: Wavves + DID + Swim (+ festa di chiusura della rassegna con dj set di: Fabio De Luca (Rolling Stone) e Giorgio Valletta (Xplosiva)/ DiscoLimone/Dj Persignora /Vice Magazine / EnzoPolaroid (Polaroid blog)) Bitte (MI)
Finalone di sabato sera con il Beck degli anni zeroooo (e scusate se è poco), supportato dai tiratissimi DID (anche qua, potrei sbagliarmi ma mi sembrano esattamente il genere del padrone di casa) e da Swim, e non mi sembra blasfemo pensare che i due italiani possano reggere il confronto. Segue un dj-set con così tanti nomi da sembrare la versone dj di Domani 21/01/2009, e provateci voi a non rimanere a ballare fino all'alba.

 

Questo è il programma; molti dei nomi li avevate già visti nell’esaustivo report che il sempre benemerito dott. inkiostro in persona aveva stilato al suo ritorno dal SXSW. Di alcuni aveva parlato molto bene, di altri così-così, altri non lo avevano impressionato positivamente. Mettete in conto che ink è anche un grande fan di Tiziano Ferro, e valutate pertanto che potreste anche dissentire da lui, e trovare eccezionale un live che a lui non è piaciuto (o viceversa)5, e che in generale varrebbe almeno la pena di provare. Fatto? Bene. Ora finite la sigaretta, chiudete la finestra, lasciate ripartire l’aria condizionata, aprite questa pagina e seguite le istruzioni: avete tempo fino alle 18 di oggi per vincere un ingresso gratuito a tutti e otto i Vitaminic Days. E ammettetelo, è anche per piccole cose così che le adoriamo, le città. E non ne possiamo davvero fare a meno.

[Ma in effetti avrei potuto linkare anche questo.]



1. Nonostante le tantissime ferme voci di protesta che si sono levate unanimi contro quest’ennesimo taglio al lato migliore di Bologna, forse l’unico che la rende veramente il posto in cui vivere (piuttosto che quello da cui scappare), cioè l’offerta culturale. Come, niente voci? Toh, mi sarò confuso.
2. Voglio credere che non esista nessuno capace di offendersi per una battuta così. Ma desse fastidio, come da tradizione: chiedete e verrà cancellata
3. Tu, sì, tu, che stai alzando gli occhi al cielo sottintendendo che nessun adulto sano di mente potrebbe fare mai nulla del genere, fatti un esame di coscienza. Ricordi quella volta, a quel concerto, il secondo anno di università? Com’eri giovane, quanta ingenuità, vero? Ecco, pensaci.
4. In collaborazione con Live In Italy, Hub Music Factory, Maple Syrup Gigs e Vice Magazine.
5. Come accade, del resto, ogni volta che entra in gioco la banalissima varietà dei gusti umani.

DISCLAIMER: questo post è stato scritto in pieno conflitto d’interessi, visto che anche io scrivo per Vitaminic. Le parole di sufficienza sulla vita pastorale sono puramente strumentali al fine del post. Non spenderò nemmeno una parola per convincervi che i Vitaminic Days mi sembrano sinceramente una cosa molto bella: se non ci credete non vi convincereste. Peccato per voi, nel caso. Come? Storcete la bocca? Vorrà dire che la prossima volta vi porterò delle veline minorenni, comunisti!
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venerdì, 15 maggio 2009

Frequenze disturbate 2009?

di inkiostro

Ancora non si sa nulla di sicuro, ma se incrociamo le dita anche quest'anno l'improbabile potrebbe accadere: nel 2009 una nuova edizione di Frequenze Disturbate potrebbe vedere la luce.

 

Gli anni delle elezioni amministrative non sono mai stati facili per il festival musicale di Urbino (il più bello d'Italia, secondo alcuni; certamente il più sofferto), eppure pare che, contrariamente a quanto sembrava all'inizio, la macchina organizzativa abbia cominciato ad avviarsi e (se tutto va bene) presto ne sapremo qualcosa di ufficiale. Pare ci sia già stato un incontro tra organizzatori e amministrazione (un cui succoso reperto è ritratto nella foto qua sopra), su Facebook c'è già un gruppo che reclama il festival a gran voce e speriamo di vedere presto un po' di attività sul sito ufficiale (e magari pure un re-design grafico).

Nulla è ancora detto, ma se son rose fioriranno. Nel dubbio, mi mangio una crescia propiziatoria alla vostra -un po' meno alle mia- salute, e incrocio le dita.

 

giovedì, 07 maggio 2009

Awesome quakers and stunning live pics

di inkiostro

Stasera al Sesto Senso di Bologna ci sono due piccoli eventi da tenere d'occhio.

 

Il primo ha come protagonista Maolo Torreggiani, già voce ed anima dei My awesome mixtape. In attesa dell'uscita del loro secondo disco (prevista per l'autunno per 42 Records), l'infaticabile capa rezza nostrano (minuscolo e con lo spazio) non ha perso tempo e ha messo in piedi Quakers and Mormons, progetto solista di matrice hip-hop sorprendentemente interessante. Nonostante solitamente io non bazzichi il genere, i primi pezzi di questa nuova creatura musicale (che non ha ancora neanche un Myspace) mi hanno molto colpito, non saprei esattamente spiegare il perchè. Ascoltate e ditemi anche voi.

 

Dopo l'aperitivo della settimana scorsa Quakers and Mormons debutterà ufficialmente questa sera al Sesto Senso di Bologna, in occasione dell'inaugurazione di (A)live!, la mostra dedicata alle foto di concerti di Emanuele Rosso. Già fumettista, fotografo, fotologger, speaker radiofonico e gran règaz, Emanuele (AKA EhiUomo!) ha raccolto i suoi migliori scatti live che verranno esposti per circa un mese.
Spesso brillanti e anticonvenzionali (come quella qua sopra, che ritrae per l'appunto i My awesome mixtape), le foto mostrano in azione -tra gli altri- Vampire Weekend, The Teenagers, Battles, Datarock, Amari e Settlefish. E gira voce che alcune riproduzioni saranno in vendita, quindi se avete la stanza da arredare...

 

Citando Enzo, direi proprio che ci si vede a banco.

 

 

Quakers and Mormons - Moldavia (MP3)

Quakers and Mormons - New York Town (MP3) 

 

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mercoledì, 06 maggio 2009

Mi-ca-chù!

di inkiostro

Della musica di Micahu and the shapes mi sono innamorato fin dalla prima volta che l'ho sentita. Lo scorso autunno avevo scaricato da chissà dove (non riesco a ricostruirlo) uno sparuto mp3 che aveva avuto una certa gloria sul mio Winamp; della band che l'aveva prodotto si trovavano però pochissime informazioni, e in breve tempo il file è finito nel triste dimenticatoio riservato alle belle canzoni senza un disco intero o una storia a dargli il giusto contesto. Disco intero che è arrivato in primavera (sotto la prestigiosa egida di Rough Trade, tra l'altro), e con esso l'attenzione della stampa che conta e un rinnovato colpo di fulmine nello stereo del sottoscritto.

 

Jewellery è un disco strano e familiare al tempo stesso. Per esso è stata coniugata l'etichetta di «pop cubista», che pare curiosamente appropriata nel definire il modo in cui una materia fondamentalmente melodica viene scomposta e ricombinata in modo innovativo e sorprendente, incorporando un approccio lo-fi, inserti di elettronica a 8 bit, echi blues (a volte viene in mente persino Tom Waits) e irruenza punk.

La titolare del progetto - Mica Levi, classe 1987- ha un nome da pokemon e l'aria un po' da freak ma studia a una scuola di musica e ad ascoltare bene la cosa si sente. In cabina di regia siede niente meno che Matthew Herbert, ed è probabile che un nome del genere non si scomodi se non ha a che fare con qualcosa di grosso.

 

Sono poi riuscito a vederla live al South By SouthWest, ma nell'apposito post è finita citata solo tra le honorable mentions (dal vivo il suo set è ancora un po' acerbo; ma si farà); ne ho scritto un po' di più nell'esteso report in bella copia che trovate sul numero di Rumore in questi giorni in edicola.
Dalle nostre parti capiterà per una sola data questo Sabato al Palazzo dei Congressi di Roma, all'interno del sempre eccellente festival Dissonanze (quest'anno tra gli altri ci saranno Moderat, Bat for lashes, Lindstrøm, Timo Maas, Laurent Garnier, Telepathe..) che insieme ai rigatoni alla gricia e ar colosseo è una delle cose che più invidio alla capitale. 

 

Al grido di: meno Totti, più pokemon cubisti.

 

 

Micachu and the shapes - Golden phone (MP3)

Micachu and the shapes - Calculator (MP3)

 

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giovedì, 30 aprile 2009

The Teenagers @ Covo

di inkiostro

Dei Teenagers, un paio di anni fa scrivevo così: 

il loro leziosissimo mix di post new-wave, eurotrash e porno-pop (definizioni volutamente senza senso, sia chiaro) ci ha messo qualche mese a conquistarmi, ma è da un po' che ho abbandonato ogni resistenza, e tutte le cose che inizialmente me li rendevano un po' indigesti (il citazionismo sfrenato, i continui riferimenti sessuali, lo spoken svogliato e le basi che sembrano fotocopiate da qualche demo in bassa qualità dei primi New Order), ora mi divertono come poche altre. [#]

 

Qualche mese dopo, parlando del loro singolo Starlett Johansson in un post che cominciava con il fotogramma del culo della suddetta attrice all'inizio di Lost in Translation, scrivevo: 

La canzone ora ha anche un video, che potete vedere qua sotto, e che alterna dissolvenze incrociate di rara bruttezza con la bella idea di proiettare la band -e le sue tutine un po' new-rave- sulla schiena nuda dell'attrice (o chi per lei), appena sopra le mutandine rosa che con tutta evidenza citano proprio l'immagine di Lost in translation. Come sembrano dire The Teenagers, per una volta con poca spocchia e molta naiveté, ogni tanto lasciateci sognare. [#]

 

 

Non so bene perchè mi piacciano così tanto i Teenagers. Non sono niente più che tre hipsters francesi che fanno base a Londra, suonano un indie-electropop-wave egocentrico e pornofilo e devono tutta la loro fama a un pezzo morboso che racconta di una banale storia di una notte tra una cheerleader americana (è amore) e un rocker inglese (è solo una scopata) e a una canzone d'amore dedicata (e intitolata) a Scarlett Johansson. Detestabili, e pure un po' antipatici.

 

Eppure mi piacciono un sacco. Dietro alle loro t-shirt strette e jeans skinny, dietro ai loro pezzi da tre accordi, dietro ai loro arrangiamenti semplici al limite del banale, vedo una capacità di cogliere lo zeitgeist che pochi hanno, e di raccontare l'incoscienza esaltata di certi momenti dell'adolescenza (contemporaneamente filtrandoli con un occhio adulto e assai disincantato, e con un'autoironia abbastanza rara nella musica hipster) come pochi altri riescono a fare. Più l'intellighenzia li bolla come egocentici e fighetti, più la loro esaltazione di gioventù, sesso e stupidità mi pare più significativa di quanto sembra, e forse anche di quanto fosse nelle intenzioni della band stessa. E -cosa mai scontata- sanno scrivere della canzoni.

 

Sabato sera i Teenagers suoneranno al Covo, e sarà una bella festa. Chissà se inviteranno una folla di ragazze sul palco durante il finale con Homecoming (come fecero l'anno scorso quando li vidi a Brooklyn, vedi la foto qua sopra), e se si dimostreranno antipatici esattamente come sembrano. A seguire io e Art Compagnoni metteremo i dischi al Gate1 per l'ultima volta della stagione; e so già che sarà una delle serate migliori dell'anno.

 

The Teenagers - Trouble (MP3)

The Teenagers - Homecoming (MP3)

  

lunedì, 27 aprile 2009

What kind of animals are we?

di inkiostro

Sarebbe facile liquidare Seasoned eyes were beaming, il primo disco solista di Sara Lov (appena uscito per Nettwerk), come una versione ridotta del suo progetto maggiore Devics. Del resto viene naturale pensarlo: mentre il suo socio Dustin O'Halloran si prende una pausa dal gruppo per occuparsi della sua carriera solista (decisamente impegnata dopo la benedizione di Sofia Coppola, che ne ha scelto vari pezzi nella colonna sonora di Marie Antoinette), lei ammazza il tempo pubblicando un disco solista.

 

Le coordinate musicali, peraltro, sono pressapoco le stesse: torch songs dolenti, ballate malinconiche, pop songs sontuosamente sconsolate. Gli arrangiamenti sono simili: sempre curati, classici, ricchi ma molto semplici. La canzone migliore (Animals) è un duetto con una voce maschile, che non è quella di Dustin O'Halloran ma gli somiglia (è Alex Brown Church dei Sea Wolf). E la voce di Sara, beh, QUELLA voce è sempre lei, ed è capace di afferrarti al torace e di aprirtelo in due come se fosse fatto di burro, esattamente come succedeva con il capolavoro dei Devics The stars at Saint Andrea.

 

Il disco di Sara Lov non è così diverso da un disco dei Devics, quindi. A scanso di equivoci, un gran bel disco dei Devics.
Eppure c'è qualcosa che non torna, qualcosa di leggermente differente, e non appena ti concentri su quella sfumatura più scura, su quell'ombra che prima non c'era, su quel bordo che ora non coincide, non riesci a fare più a meno di notarlo. La formula solista nasconde una nudità che ai Devics era sconosciuta, che è tanto più coraggiosa quanto più dolorosa, e che spesso rinuncia ai toni melodrammatici che una volta erano la cifra distintiva della band per preferirgli una malinconia in qualche modo più distante.

 

Malinconia più distante che forse è la rassegnazione di chi ha rinunciato, o che più probabilmente è la serenità maturata dagli occhi stagionati a cui il disco dedica il titolo. In ogni caso, è una prospettiva nuova su un panorama familiare, e un gioco che ti invita a trovare le differenze anche se queste non sono poi così importanti. Ma, soprattutto, è una domanda nuova che non ha risposta («Che tipo di animali siamo?») ma che è importante farsi.

 

 

Sara Lov - Seasoned eyes were beaming (MP3)

Sara Lov (feat. Alex Brown Chuch) - Animals (MP3)

 

 

 

Alla fine di questa settimana Sara Lov sarà in tour in Italia: 30 Aprile - Pisa, @ Circolo Caracol, 1 Maggio - Roma @ Circolo Degli Artisti, 2 Maggio - Torino @ Spazio 211, 3 Maggio - Marina di Ravenna @ Hana-bi, 4 Maggio - Milano @ Salumeria della Musica. Non provate a perderla. Ci vediamo a Ravenna.

 

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giovedì, 23 aprile 2009

La piccola agenda dei concerti di Inkiostro

di inkiostro

Normalmente per la versione estiva dell'agenda dei concerti inkiostro-approved di Bologna e dintorni aspettavo fine Maggio, quando i club invernali sono chiusi e i giochi per i festival estivi sono già fatti. Quest'anno però l'Estate in città pare magra (niente fondi per JuLive o per il palco di S.Stefano), mentre Maggio presenta una densità di appuntamenti a tratti davvero imbarazzante.

 

Ce n'è per tutti i gusti, dall'indie al folk all'elettronica, passando per i festival piccoli medi e grandi (RockEr, Handmade, Musica nelle Valli, Homework, Express, Ferrara sotto le stelle), le ultime serate danzanti nei club e un sacco di piccoli eventi qua e là che la crisi non riesce a fermare. L'Estate si preannuncia più calma, ma dopo un Maggio così ci riposeremo.

 

Come sempre da stampare ed evidenziare, e suggeritemi le date mancanti. Buon divertimento.

 

 

Quando Chi Dove

Ven 24/04

Hot Gossip + Desanfetaminado Party

Julie's Haircut + Les Fauves

Autokratz + Kitsunè Night

Yuppie Flu

Dente

Covo (BO)

Estragon (BO)

Mattatoio (Carpi - MO)

Bronson (RA)

Retro Pop (Pinarella - FC)

Non ho mai capito il perchè, ma spesso quando in regione passano dei nomi italiani interessanti, lo fanno tutti la stessa sera. Prendete stasera: al Covo gli Hot Gossip presentano il nuovo disco (seguiti dall' incendiario Desanfetaminado Party di Arturo e Pullo - io sarò qua), all'Estragon fanno lo stesso Julie's Haircut e Les Fauves; al Bronson ci sono gli Yuppie Flu e a Pinarella Dente. Scaglionarsi no, eh?

Sab 25/04

Butthole Surfers

Micah P. Hinson + Casador

The Rifles

Heike has giggles

Lomas

Estragon (BO)

Bronson (RA)

Covo (BO)

Diagonal (FO)

Mattatoio (Carpi - MO)

Dimmi che concerto scegli e ti dirò chi sei: Butthole Surfers? Hai più di trent'anni. Micah P. Hinson? Tendenze maniaco-depressive. The Rifles? Giovane e hipster. Heike has giggles? Romagnolo (e pigro). Lomas? Polaroid o Leonardo. :-)

Dom 26/04

Casino Royale + Neffa + Papa Ricky

Propagandhi

Passe Montagne

TPO (BO)

Estragon (BO)

Locomotiv (BO)

Lun 27/04

Ghost Bees + Aidan Smith

TREeSESSANTA (Gambettola - FC)

Mer 29/04

Bonnie Prince Billy

Estragon (BO)

Quatto quatto il Rocker Festival è arrivato alla quarta edizione, con meno fama di quanto merita ma una storia di eccellenti concerti portati sul finire della primavera sui palchi di Estragon e Covo. Anche quest'anno line-up notevolissima e assai versatile, su cui brilla il nome di Will Oldham e del suo folk senza tempo.

Gio 30/04

Get Well Soon + Dear Reader

Boduf Songs + To kill a petty bourgeoisie + Larkin Grimm

Cristina D'avena + Gem Boy (!)

Balmorhea

Drunken Butterfly + Orange Lem

Covo (BO)

Almagià (RA)

 

Estragon (BO)

Mattatoio (Carpi - MO)

Arterìa (BO)

Ven 01/05

Handmade Festival (Yuppie Flu, My awesome mixtape, Blake/e/e/e, A classic education, Arnoux + altri)

UK Decay + LTD + Oltretomba

Balmorhea

 

 

Pino Scotto

The Cleb (Guastalla - RE)

 

Covo (BO)

Teatro Dimora - (Arboreto di Mondaino - RN)

Russi (RA)

Ho sentito belle parole sulle due edizioni precedenti dell'Handmade Festival, il primo maggio di indie italico che porta alcune delle migliori band nostrane nel sempre accogliente contesto dei festival do-it-yourself della bassa. Vari bei nomi sia tra le band che tra i DJ e anteprima assoluta per il nuovo materiale dei My awesome mixtape, direi che vale la trasferta. Speriamo sia bel tempo.

Sab 02/05

The Teenagers

Bugo

Icy Demons + Arnoux

Corona + Datura DJ set

Covo (BO)

Estragon (BO)

Locomotiv (BO)

Velvet (RN)

Irresistibili, non so trovare un'altra parola per definire i Teenagers. Hipsters francesi trapiantati a Londra, grandissime facce da schiaffi che suonano un indie-electropop-wave pornofilo che dovrebbe essere detestabile, invece è eccezionale. Già visti a Brooklyn l'anno scorso, e divertito assai. A seguire sono anche in consolle, per l'ultima volta della stagione al Covo. What a night.

Dom 03/05

Sara Lov

Hana-Bi (Marina di RA)

E a conclusione di un weekend intenso non c'è niente di meglio di un concerto sulla spiaggia, il primo dell'annata dell'Hana-bi. A suonare c'è Sara Lov, di cui tante volte avete letto su queste pagine. Imperdibile.

Mer 06/05

Love Is All

Covo (BO)

Gio 07/05

Holloys

Loco Squad (Milano Marittima - RA)

Ven 08/05

The Rakes

Action Beat + Edie Sedgwick + Bob Corn

Hanne Hukkelberg

 

DM Stith

Post contemporary corporation

Covo (BO)

Locomotiv (BO)

 

Retropop (Pinarella - FC)

Zuni (FE)

Estragon (BO)

Sab 09/05

Trail of dead

Themselves

Parker Lewis

Estragon (BO)

Hana-bi (Marina di RA)

Lego (CE)

Dom 10/05

A Life along the borderline - A tribute to Nico (feat. John Cale, Peter Murphy, Lisa Gerrard, Mark Lanegan, Mark Linkous, Mercury Rev, Soap and Skin)

Glasvegas

Teatro Comunale (FE)

 

 

 

 

Bronson (RA)

L'idea di fare una serata in onore di Nico con un cast stellare e di farla, di tutti i posti del mondo, a Ferrara, ha qualcosa di chiaramente surreale. Non oso immaginare che atmosfera ci sarà, ma sono sicuro che avrà qualcosa di magico. Temo proprio non ci sarò, ma sarebbe bello.

Lun 11/05

Tiziano Ferro

Futurshow Station (Casalecchio di Reno - BO)

Ven 15/05

Julie's Haircut

 

Thee Second Kiss + Mashrooms

Retropop (Pinarella - FC)

Locomotiv (BO)

Sab 16/05

The Death of Anna Karina + Altro + Wax Anatomical models

Jamie Stewart (Xiu Xiu)

Locomotiv (BO)

 

Mattatoio (Carpi - MO)

Dom 17/05

Tender Forever

Mattatoio (Carpi - MO)

Lun 18/05

Tender Forever

Clandestino (Faenza - RA)

Mar 19/05

Crystal Stilts

Hana-Bi (Marina di RA)

Mer 20/05

Lydia Lunch with Teenage Jesus and the Jerks

Locomotiv (BO)

Gio 21/05

Boss Hog

Locomotiv (BO)

A quanto leggo nelle date di questo comeback tour la band di Jon Spencer e sua moglie Christina Martinez non suonano il loro hit single White Out. Potrebbe essere sufficiente per non andare a vederli? Mah.

Ven 22/05

Hatcham Social

Phosphorescent

Sleepy Sun + Pater Nembrot

Covo (BO)

Hana-Bi (Marina di RA)

TREeSESSANTA (Gambettola FC)

Sab 23/05

1990's + closing party

Pink Mountaintops

Covo (BO)

Hana-Bi (Marina di RA)

Già protagonisti di un gran bel set alla chiusura di due anni fa, i 1990s tornano sul luogo del delitto per presentare il nuovo disco e traghettare i fedeli del club di Viale Zagabria verso la fine della stagione. Sarebbe un peccato non esserci.

Mar 26/05

Peter Broderick + The Veils

Hana-bi (Marina di RA)

Gio 28/05

Psychic TV

Homework Festival (Radiq + Hirnlego + Tomme)

Arena Puccini (BO)

Teatro San Leonardo (BO)

Ed ecco un altro weekend difficile da gestire. La concomitanza in zona di ben tre festival (l'Homework Festival con la sua elettronica miniale, Musica nelle valli con il suo folk e art-rock barbuto della bassa, l'Express con una all-star intellettuale e cross-genere) rende la pianificazione delle serate quantomeno difficile. Da queste parti tenteremo di passare da tutti e tre, ma è solo un'idea.

Ven 29/05

Homework Festival (Dorian Concept + Lukid + Grillo)

Musica nelle Valli (Bachi da Pietra, SJ Esau, Comaneci + altri)

 

God is an astronaut

Teatro San Leonardo (BO)

Barchessone Vecchio (San Martino Spino - MO)

Arena Puccini (BO)

Sab 30/05

Musica nelle valli (Callers + Father Murphy + Atlantic Cable + Majirelle + altri)

Homework Festival (Bruno Pronsato + Finale Elettrowave)

Matmos

Barchessone Vecchio (San Martino Spino - MO)

Teatro San Leonardo (BO)

Arena Puccini (BO)

Dom 31/05

Vivian Girls + The Pains of Being Pure at Heart

Akron Family + Women + His Clancyness

Yo la tengo

Musica nelle valli (Vialka + Dadamatto + Movie Star Junkies + altri)

Hana-Bi (Marina di RA)

 

Area Puccini (BO)

 

Sala Estense (FE)

Barchessone Vecchio (San Martino Spino - MO)

E nonostante i tre festival (che la domenica sono rimasti in due), anche il resto della regione spara delle belle cannonate. Ferrara mette in campo i sempre ottimi Yo la tengo, mentre l'Hana-bi mette in scena un'accoppiata da spiaggia che per il sottoscritto batte tutto il resto. Love love love per i The pains of being pucci at heart, un po' meno per le Vivian Girls ma sono sicuro che all'Hana-bi riuscirò a divertirmi pure con loro. Concerto da spiaggia dell'Estate (per ora).

Lun 01/06

Sunn o)))

Chemical Brothers DJ set + Erol Alkan DJ set

Akron Family

Bowerbirds

Arena Puccini (BO)

Cocoricò (Riccione - RN)

Hana-bi (Marina di RA)

Mattatoio (Carpi - MO)

Confesso che non ho mai sentito un disco intero dei Sunn o))) , ma ho l'impressione che dal vivo possano essere notevoli. O noiosissimi. O più probabilmente, entrambe le cose contemporaneamente. Peccato perchè ad averci voglia poteva essere l'occasione per mettere piede al Cocoricò (dubito mi capiteranno altre occasioni, sto invecchiando) e ritrovarci due DJ set coi controfiocchi.

Gio 11/06

Jarboe + Rose Kemp

Rock Planet (Pinarella - FC)

Ven 12/06

A hawk and a hawksaw

Hana-bi (Marina di RA)

Sab 13/06

It's a musical + Sin Fang Bogus + Borko - Thomas Morr DJ set

Zen Circus

TREeSESSANTA (Gambettola FC)

Arti vive (Soliera - MO)

Ven 19/06

Dredg

Bronson (RA)

Dom 21/06

Lords of Altamont

Hana-bi (Marina di RA)

Lun 22/06

Anthrax

Sottotetto (BO)

Mar 23/06

Kylesa + Coalesce

Sottotetto (BO)

Mer 24/06

Editors

Piazza Castello (FE)

Gio 25/06

Pete and the pirates

Hana-bi (Marina di RA)

Gio 27/06

Paolo Conte

Piazza Castello (FE)

Mer 01/07

Diamanda Galas

Rocca Brancaleone (RA)

Ven 03/07

Karma to burn

Hana-bi (Marina di RA)

Lun 06/07

Testament + Fear Factory

Velvet (RN)

Mer 08/07

The Dillinger Escape Plan

Velvet (RN)

Mer 15/07

Bloc Party + White Lies

Piazza Castello (FE)

Ven 17/07

Oblivians + The Gories

Hana-bi (Marina di RA)

Mar 21/07

TV on the radio + Animal Collective

Piazza Castello (FE)

A occhio è il concertone dell'Estate. Nella solita piazza di Ferrara gli autori di uno dei dischi più acclamati del 2008 e quelli di uno dei dischi più acclamati del 2009. Imperdibile, chevvelodicoaffà.

Mer 22/07

Emiliana Torrini

Verucchio (RN)

Ven 24/07

Bob Log III

TBA (BO)

 

 

(Eventuali) gite fuori porta

 

Quando Chi Dove

Lun 04/05

PJ Harvey & John Parish

Auditorium A. Gottardo (MI)
Direte: «ma l'hai già vista ad Austin!». Dirò: quando riuscirò a sposarla la vedrò ogni giorno della mia vita. Nel mentre, se devo fare 300 Km e pagare 60 euro mi pare già un buon affare.

Mer 03/06

Women + Banjo or Freakout + His Clancyness
Rocket (MI)
Forse la più interessante tra le date dei Vitaminc Days, che purtroppo da bravo festival milanese presenta quasi tutti i concerti durante la settimana e non nel weekend. Solidissimi i Women, e da vedere il Clancy solista e Banjo Or Freakout, prima che la perfida Albione (e Pitchfork) ce lo rubino per sempre.

Sab 18/07

Kraftwerk + Aphex Twin

Italia Wave (LI)

Manco ad Italia Wave dai tempi in cui si chiamava ancora Arezzo Wave e la sua attrattiva principale oltre ai concerti ancora gratuiti era il meraviglioso e surreale campeggio. Questa serata potrebbe essere l'occasione per tornarci; un'accoppiata di principi della musica elettronica del genere ha pochi rivali.

 

mercoledì, 22 aprile 2009

69 Fumetti D'Amore

di batteriaricaricabile
Dieci anni fa Stephin Merritt e i suoi Magnetic Fields tiravano fuori dal cilindro una trilogia musicale sull'amore in 69 canzoni di tutti i generi (pop, rock, country, synthpop, punk, jazz, world etcetera) chiamata appunto 69 Love Songs. A leggerla, se non l'avete mai sentita (vi affliggano criminali sensi di colpa per ciò), sembra qualcosa di megalomane ma tutte le premesse sono giustificate dalla riuscita e dalla grazia che percorre i tre volumi. C'è cresciuta gente e di sicuro non basta una vita per provare tutte le cose che capitano lì dentro. Dieci anni dopo, un gruppo di disegnatori, illustratori e scrittori londinesi ha dato vita ad un progetto chiamato How Fucking Romantic che ripercorrerà tutti e sessantanove i momenti, con i personaggi e i luoghi a noi tanto cari, da Abigail a Reno Dakota, dai conigli al Grand Canyon. Siamo insomma pronti per chiederci quando comincerà il revival degli anni Zero.


renodakota
The Magnetic FieldsAll My Little Worlds (MP3)

[batteriaricaricabile | # | suoni, indie-gestione, midlife crisis | commenti (2)]

martedì, 21 aprile 2009

Cosa fanno i computer quando sono da soli

di inkiostro

In principio fu lo straordinario esperimento di un tizio qualunque chiamato James Houston. Approfittando del contest indetto dai Radiohead che invitavano i loro fan a remixare e reinterpretare il loro più recente singolo Nude, Houston produsse un video incredibile in cui la canzone era interamente risuonata attraverso un paio di stampanti, un hard disk e un vecchissimo computer.Una roba incredibile.

Su queste pagine ai tempi lo postò kekkoz, e parecchi mesi dopo io e Pirex l'abbiamo scelta come sigla di Impronte digitali, il magazine di web e tecnologia che da una paio di settimane conduciamo sulle frequenze di Radio Città Fujiko.

 

 

 

Lo sapevo che non sarebbe passato molto prima che altri facessero lo stesso. Ieri mi sono imbattuto (via) in questa versione del tema di Super Mario Bros interamente suonata da una tagliatrice laser opportunamente programmata.
Per i pazzi o gli ingegneri, abbondanza di dettagli tecnici qui.

 

 

 

Se non vi bastasse (e perchè dovrebbe?) c'è chi ha alzato il tiro. E ha prodotto nientemeno che la versione completa di Bohemian Rhapsody dei Queen suonata da due stampanti, un hard-disk, vari floppy disk e un vecchio Atari collegato a un oscilloscopio (se ho capito bene). Roba da spazzare via in un sol colpo decine di anni di imprese nerd.

 

 

Ora però voglio di più.
Voglio un'orchestra intera fatta di stampanti che suona i Concerti Brandeburghesi di Bach. Voglio un virus che prenda il controllo di tutti i computer del mondo e li costringa a riprodurre all'unisono The Wall dall'inizio alla fine. Voglio che il mio computer impari a suonare Moon River con i bip della scheda madre. Voglio che impari le canzoni da solo e sviluppo un gusto suo. Poi però non mi fiderei più a lasciarlo solo; e se finisse per appassionarsi a Laura Pausini?

 

[inkiostro | # | suoni, oh my geekness | commenti (4)]

lunedì, 20 aprile 2009

A morte i negozi di dischi

di inkiostro

[un post volutamente attaccabrighe]

 

In Italia la notizia non è girata granchè (anche perchè le iniziative organizzate non sono state molte nè di particolare richiamo), quindi forse a qualcuno di voi è sfuggito: sabato scorso è stato il Record Store Day, il giorno dedicato alla celebrazione e alla difesa dei negozi di dischi.

 

Ogni appassionato di musica ama i negozi di dischi. E' talmente scontato che non ha quasi senso scriverlo. Ciascuno di noi ne ha frequentati tanti, si è affezionato, ha ricordi memorabili legati a questo o a quell'acquisto e ha desiderato almeno una volta nella vita di fare il lavoro del protagonista di Alta Fedeltà. I negozi di dischi sono belli. Difendiamoli.

 

Qualche giorno fa, rincasato dal lavoro, ho trovato nella cassetta della posta la piccola montagna di cd dell'ultimo ordine che ho fatto su Play.Com . Un paio di vecchi best per colmare le lacune, tre cd dell'anno scorso che non mi erano piaciuti abbastanza da comprarli subito (ma non abbastanza brutti da decidere di non comprarli affatto), un po' di roba varia ed eventuale trovata in offerta e un paio di vecchi dischi super-indipendenti praticamente introvabili in quasi tutti i negozi della città. Costo totale: una trentina di euro, spese di spedizione comprese.

 

Non ho mai comprato così tanti dischi come negli ultimi due anni, eppure quasi non riesco a ricordare l'ultima volta che ho comprato un disco in un negozio (in Italia). Ordinare online è incommensurabilmente più comodo: l'assortimento è imbattibile, i prezzi sono molto più bassi, lo puoi fare a qualsiasi ora (io ordino praticamente sempre all'una di notte, dopo ore di navigazione certosina) e se sei incerto a un click di distanza c'è sempre un MySpace e decine di m-blog su cui ascoltare qualche pezzo, e decine di recensioni da leggere per farsi un'idea più precisa.

 

Cercate di dimenticare per un attimo quello a cui siete abituati, e pensateci: un bene immateriale come la musica è fatto apposta per essere acquistato online, anche per chi come noi non può fare a meno dell'oggetto disco. E' la piattaforma più completa per avere un assaggio di cosa si sta acquistando, prezzi onesti che tagliano le intermediazioni inutili, disponibilità illimitata che rispecchia la sempre più sterminata produzione discografica. In un negozio si compra a scatola chiusa, si è vincolati da una disponibilità ridotta e il prezzo paga anche la distribuzione e il punto vendita che non aggiungono quasi niente al valore del disco (per tacere dell'insensata IVA italiana).

 

I negozi di dischi hanno svolto un ruolo fondamentale nei decenni passati, ed è normale essere tristi per la loro inevitabile, progressiva, scomparsa. Ma il loro ruolo è finito, i tempi sono cambiati, e i pochi negozi che riusciranno a sopravvivere dovranno inventarsi modi diversi per sostenere il proprio business. Si ibrideranno con bar e locali, oppure con boutique e negozi di design (entrambe le cose stanno già accadendo); oppure -come dice il BDD- diventeranno più simili a degli antiquari, che vendono beni di lusso che vengono da un'altra epoca. Non potranno competere con la rete per prezzo e assortimento, e a breve non avranno più neanche clienti fedeli che comprano perchè affezionati o perchè non ancora avvezzi all'e-commerce.

 

It's evolution, baby, e combatterla è inutile. Per questo iniziative come il Record Store Day sono intrinsecamente contraddittorie e fuorvianti, oltre che incapaci di fermare il corso delle cose. Invece che celebrare un'istituzione che è ormai fuori del tempo, proviamo piuttosto a guardare avanti, e a risolvere il rompicapo dell'industria discografica, anch'essa destinata a morire ma priva di un modello alternativo realmente sostenibile che riesca a far convivere la libera condivisione dei contenuti in rete (che ormai è un dato di fatto, checchè ne dica la corte di Stoccolma) con la remunerazione degli autori dei suddetti contenuti (che permette la loro stessa esistenza). Quella è la vera sfida di questi anni.

Ai negozi di dischi va l'affetto e il ricordo di ogni appassionato, ma ormai il loro tempo è passato.

 

 

domenica, 12 aprile 2009

Prancin' in the dark

di hankmooody

E proprio nei giorni in cui l'attesissimo concerto di Bruce Springsteen allo Stadio Olimpico di Roma (40.000 biglietti già venduti) rischia di saltare per la concomitanza con i mondiali di nuoto all'adiacente foro italico (anche se Maroni ha promesso di salvarlo, ma solo perchè è un fan) il Boss è protagonista di un succoso rumour che lo vede al centro di una causa di divorzio (e non è il suo).

 

Dai vari articoli un po' confusi scritti negli ultimi giorni dal "blasonatissimo" New York Post (una specie di tabloid) sembra di capire che il marito di una donna del New Jersey l'abbia tirato in mezzo nella sua causa di divorzio come amante di sua moglie. Springsteen (sposato da 17 anni con Patti Scialfa) nega, la donna nega, Patti Scialfa nega e rimane a fianco del marito, quindi probabilmente si tratta della bufala di un mitomane geloso del rocker preferito da sua moglie.

Non pensavo fosse così facile finire in prima pagina...non vi viene un po' voglia di provare anche voi?

 

mercoledì, 08 aprile 2009

Anche Inkiostro è un po' Pronto al Peggio

di inkiostro

Non lo diciamo solo noi ma quasi tutte le riviste e i siti del settore e non: Pronti al peggio, la web tv dedicata alla musica indipendente italiana è stata una delle novità più belle nel panorama nostrano da un po' di tempo a questa parte. Partendo da una serie di idee tutt'altro che originali, ma mettendo in campo una realizzazione tecnica eccezionale, una notevole capacità di scovare contesti significativi e la furbizia di chi guarda anche fuori oltre che dentro il solito orticello, il suo creatore Andrea Girolami (nome e faccia nota da tempo a chi bazzica la musica italiana e il web e il web che parla di musica) è riuscito a superare le perplessità iniziali di tanti e a mettere in piedi un prodotto di grande valore, complice il supporto del marchio Vitaminic.

 

Dalla settimana scorsa Pronti al peggio è uscito dalle proprie pagine per invadere quelle di un po' di siti e blog amici con gli out-take inediti delle sessioni già pubblicate. Potevamo sottrarci all'opportunità di ospitare anche noi uno dei loro ottimi video? Giammai.  

Soprattutto quando ci sono stati offerti su un piatto d'argento (in esclusiva su queste pagine per 24 ore) i Settlefish che suonano The boy and the light (partendo con un accenno di Doors, chi l'avrebbe mai detto) camminando per Via dell'Archiginnasio tra gli sguardi allibiti degli umarells e delle zdaure.

 

Girolami  e Pronti al Peggio saranno anche tra i protagonisti di oggi di Impronte digitali, il nuovo spazio settimanale dedicato al web e alle tecnologie all'interno di Talk Radio, il magazine di informazione di Radio Città Fujiko, condotto da Filippo Piredda e con lo zampino del sottoscritto.
Oggi intorno alle 19.10 sui 103.1 FM a Bologna e dintorni, oppure in streaming.

 

 

lunedì, 06 aprile 2009

South by Southwest 2009: thumbs up and thumbs down

di inkiostro

Se siete appassionati di musica, meglio se indipendente, avete probabilmente già letto un sacco di cose sul South by Southwest di Austin.

 

Il festival più bello del mondo, con la sua atmosfera unica data dall'incredibile fusione tra città e musica che trasforma tantissimi luoghi del centro in location per concerti, e la conseguente invasione della città da parte di migliaia di musicofili di ogni ordine e grado, dall'hipster (forma di vita dominante) al nerd metallaro, dal biker al redneck, dalle coppie più o meno attempate ai giovanissimi autoctoni con la X sulla mano (segno che sono under-21 e quindi non possono bere alcool) produce nei presenti l'irrefrenabile bisogno di scrivere, fotografare, documentare l'evento e raccontare agli altri gli esiti del proprio percorso musicale tra i quasi 2000 live act che hanno luogo in 4 giorni.

 

Ovviamente non posso esimermi dal fare lo stesso (del resto la scritta Press sul mio badge in qualche modo me lo impone, come me lo imporrà altrove), anche se farò in modo di essere sintetico, e di limitarmi a indicare brevemente le band più interessanti e quelle più deludenti tra le circa cinquanta che sono riuscito a vedere dal vivo.

 

[le foto sono tutte mie, se non è indicato altrimenti. Per questo alcune fanno un po' schifo. :-\
Se volete vedere delle belle foto ci sono quelle di Giulia Mazza]

 

 

 

South by Southwest: thumbs up

[Attenzione, alta densità di superlativi]

 

 

Wavves

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Partivo super-prevenuto nei confronti del ragazzino californiano dalla faccia d'angelo e dal bizzarro spleen post-grunge. Invece, prima con un estemporaneo set acustico che ha svelato le melodie dietro la distorsione, poi con un notevolissimo set elettrico, mi sono dovuto ricredere: la stoffa c'è, le canzoni anche, il sound che frulla Cobain, Beck, la musica surf e le distorsioni totali dei My bloody Valentine dal vivo è più immediato e autentico che su disco. E in bella vista c'è un anthem molto lo-fi (So bored) che fa la differenza.

 

Wavves - So bored (MP3)

Wavves - So bored (acoustic - live @ SXSW 2009) (MP3)

 

 

PJ Harvey & John Parish

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Prima assoluta dal vivo per i nuovi pezzi di Polly scritti in coppia col fedele John Parish e si nota subito un ritorno alla teatralità grottesca dei suoi dischi migliori, con grande interpretazione vocale e pezzi assai interessanti già al primo ascolto. Vederla urlare «I want you fucking ass!» in A woman a man walked by e sentirla abbaiare come una pazza su Pig will not è stato, francamente, ineguagliabile. Eccitante, pure.

 

PJ Harvey and John Parish - A woman a man walked by (MP3)

 

 

Grizzly Bear

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A detta di molti miglior live del festival, ed è difficile non pensarla allo stesso modo. La cosa è tutt'altro che una novità (era la quarta volta che li vedevo dal vivo), ma con gli anni il sound del quartetto di Brooklyn si è ulteriormente raffinato, i pezzi sono sempre più notevoli, l'esecuzione sempre più sopraffina. Averli visti suonare in una chiesa presbiteriana è stato il bonus.

 

Grizzly Bear - Cheerleader (MP3)

 

 

Little Boots

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Dite quello che vi pare, ma la nuova divetta pop-dance 2.0 (di cui su queste pagine abbiamo parlato qui) a me piace, e neanche poco, e dal vivo non ha deluso. Live act solido, il fedele nerdissimo Tenori-On in primo piano, voce e movenze da starlette ma l'attitudine e l'umiltà da chi ha la testa salda sulle spalle. Interessa poco se andrà lontano o meno, è stato una bel vedere.

 

Little Boots - Meddle  (MP3)

 

 

Daniel Johnston

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Avevo già visto dal vivo il songwriter texano (noto anche per i suoi problemi psichiatrici) in un live solitario a Bologna una sera d'Estate, e tanto quella volta era stato lacerante vederlo terrorizzato biascicare sul palco, quanto questa volta è stata una grande festa. Ad Austin giocava in casa, aveva una band che rockeggiava non poco, e da cui traeva una forza e una confidenza che gli credevo sconosciute. Pubblico in visibilio e gioia palpabile. Grandissimo set.

 

Daniel Johnston - Don't let the sun go down on your grivances (MP3)

 

 

The Soft Pack

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Già tra i miei favoriti tra le nuove band americane, i Soft Pack (ex The Muslims) dimostrano attitudine a fiumi e l'autenticità svagata di chi pare trovarsi per caso su un palco. E che invece confeziona il miglior indie-rock senza tempo (ci si sente di tutto, dai Velvet Underground di Loaded ai Cure di Boys don't cry agli Strokes di Is this it) e senza frozoli che si possa ascoltare al momento. Non saranno mai delle celebrità, meno male.

 

The Soft Pack - Brightside  (MP3)

 

 

 

Fanfarlo

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Il disco d'esordio supera a pieni voti le perplessità suscitate dall'EP (un po' troppo fedele alla formula Arcade Fire + Beirut) e si conferma eccellente anche dal vivo. Trascinante ed emotivo, orchestrale ma compatto, il tipo di concerto che ti fa alzare le braccia al cielo e cantare a squarciagola. Anche se non sai le parole.

 

Fanfarlo - Harold T. Wilkins  (MP3)

 

 

 

The pains of being pure at heart

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Istantaneamente ribattezzati «The pains of being pucci at heart», per il sorriso ubriaco della tastierista Peggy che disegna cuoricini sui cd che autografa e per la faccia pulita del cantante Kip; e per le melodie di miele coperte di distorsione soffici e dolceamare del migliore indiepop d'altri tempi, che dal vivo non perdono un briciolo del loro fascino. Come direbbe una persona che conosco: «Love!».

 

The pains of being oure at heart - Young adult friction (MP3)

 

 

 

Titus Andronicus

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Nel 2009 il gruppo più punk del festival suona un power-pop alcolico quasi springsteeniano con voce sguaiata con cui il cantante (un incrocio tra Sylar e Aidan Moffat), contorcendosi come un ossesso dalla prima all'ultima canzone ci fora i timpani e ci frigge il cervello. Impossibile non rimanere colpiti. Li conoscevo poco, ora sono un fan.

 

Titus Andronicus - Titus Andronicus (MP3)

 

 

 

The Rural Alberta Advantage

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Meraviglia. Ancora semisconosciuti in America, ma adorati da tutti quelli che se ne sono imbattuti (io ve ne parlai l'Estate scorsa), i figliocci dei Neutral Milk Hotel sembrano fatti apposta per rendere ancora meglio dal vivo, con la batteria che romba, la chitarra acustica maltrattata, la voce sguaiata, i nervi scoperti. Finalmente se c'è accorto anche Pitchfork che dice «This band could be huge».

 

The Rural Alberta Advantage - Don't haunt this place (MP3)

 

 

 

The Wrens

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Ci metterei la firma per essere a 40 anni come sono i Wrens. Indie-rock sincero e sudato, una manciata di canzoni memorabili, fan fedeli che li seguono da sempre nonostante le uscite (di dischi e concerti) più rade dei capelli del cantante. Un grandissimo ritorno.

 

The Wrens - Everyone chooses sides (MP3)

 

 

 

Here we go magic

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Non sapevo esattamente cosa aspettarmi da Luke Temple e soci (tra i primissimi set visti al festival, nel mezzogiorno caldo e assolato del patio del Mohawk), e ciò non ha fatto che rendere più piacevole il farsi conquistare dal suo pop psichedelico in salsa Remain in light. Che dal vivo guadagna quel tanto di forma dal colpire dove il disco (un po' fuori fuoco) non riesce.

 

Here we go magic - Fangela (MP3)

 

 

 

South by Southwest: thumbs down

[Attenzione, alto tasso di giudizi tranchant]

 

 

Peter, Bjorn and John

Clicca sulle immagine per ingrandirla. Foto: Stereogum

Il backlash colpisce forte, la hit single Young Folks rimane ineguagliata, e con somma presunzione i nostri la escludono dalla scaletta preferendogli molti pezzi dal nuovo, mediocre, disco. Neanche brutto come live (funestato pure da problemi tecnici, tra l'altro), ma il dimenticatoio è dietro l'angolo.

 

Peter, Bjorn and John - Nothing to worry about (MP3)

 

 

Lemonade

Clicca sulle immagine per ingrandirla. Foto: PanicManual

Tanto su disco la loro proposta da !!! più psichedelici e meno punk-funk mi piace, tanto dal vivo è risultata spenta e priva di verve. Sarà che erano le due del pomeriggio, ma il segno lasciato non è stato dei migliori.

 

Lemonade - Big Weekend (MP3)

 

 

Lissy Trullie

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Stacco di coscia mica male, giacchetta in pelle e Stratocaster d'ordinanza per la scenester newyorkese con gli amici hipster e le serate da DJette nei posti giusti. La musica lasciamola fare a chi la sa fare, però.

 

Lissy Trullie - Self-taught learner (MP3)

 

 

Crystal Stilts

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Quando ad un concerto, dopo appena 5 minuti, tutto quello che vorresti fare è salire sul palco e strappare via dal microfono l'insopportabile filtro che trasforma la voce del cantante in quella di una versione mummificata di Ian Curtis che canta attraverso le crepe della sua bara, forse la band non ti sta piacendo granchè. La musica non sarebbe neanche male, in realtà, e la cosa rende il tutto ancora più irritante.

 

Crystal Stilts - Crystal Stilts (MP3)

 

 

Blank Dogs

Clicca sulle immagine per ingrandirla. Foto: The Grizzly Life

Stessa sensazione dei Crystal Stilts (ma qui dal vivo il filtro trasforma la voce in quella di un Ian Curtis cyborg che parla con il filtro vocale di Stephen Hawking hackerato dall'inventore dell'Atari), però con un sound più slabbrato e ancora meno convincente. Le canzoni forse sono migliori di quelle dei Crystal Stilts, ma è un po' una guerra tra poveri. Meglio su disco, e anche lì, la maturità è ancora lontana.

 

Blank Dogs - Ants (MP3)

 

 

Alela Diane

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Normalmente amo molto le cantautrici acustiche ma qui...yawn. Boooooring.

 

Alela Diane - White as diamonds (MP3)

 

 

Cause co-motion

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Su disco non mi dispiacciono, dal vivo il loro indie-pop punk dipinge impietosamente quattro ragazzetti scalmanati i cui pezzi da un minuto sono troppo inutili persino per dare sui nervi ai presenti. Che infatti sono pochissimi, e una buona parte se ne va dopo 5 minuti, all'ottavo pezzo.

 

Cause co-motion - I lie awake (MP3)

 

 

Vivian Girls

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Simpatiche sono simpatiche, allegre sono allegre, carine direi pure (ho un debole per la bassista, ma anche la cantante col fascino da gioventù violata non è male) ma -come era chiaro già a priori- la sostanza è praticamente nulla. Speravo che fossero almeno divertenti dal vivo. Invece no.

 

Vivian Girls - Where do you run to (MP3)

 

 

Late of the pier

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Bizzosi e vezzosi, giovani e bellocci, gli inglesi devono sempre farsi riconoscere. Suonano svogliati e boriosi un set decisamente inutile, risollevato sul finale dai singoloni coi synth che dal vivo diventano quasi new-rave e colpiscono per potenza e precisione. Troppo poco e troppo tardi, però.

 

Late of the pier - Focker (MP3)

 

 

Hatcham Social

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Tanti ne dicono un gran bene, su disco sono interessanti ma non mi cambiano la vita, dal vivo hanno un sound tutto sbagliato e neanche troppa voglia di suonarlo. A Maggio vengono in Italia quindi vedremo se è stata solo una serata sfigata e se, in effetti, hanno nella manica gli assi che a Austin sono mancati.

 

Hatcham Social - So so happy making (MP3)

 

 

Dent May & his magnificent ukulele

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Potrebbe non starci simpatico un uber-nerd svedese che suona canzoni indie-pop all'ukulele? Giammai. Simpatico e basta, però, ché di canzoni buone ne ha solo un paio. E dal vivo si sente.

 

Dent May & his magnificent ukulele - Meet me in the garden (MP3)

 

 

Passion Pit

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Quando l'hype sbaglia tiro. Come sapete ero pronto a scommettere su di loro, e mi sa che sbagliavo. A parte il vecchio singolo Sleepyhead, del loro set non convince quasi nulla, dal tedioso falsetto del cantante agli arrangiamenti assai poco coesi che danno l'impressione di una band ancora alla ricerca di una forma precisa. Rimandati.

 

Passion Pit - Sleepyhead (MP3)

 

 

Honorable Mentions

• Micachu & The Shapes

• Graham Coxon

• Yelle

• The Thermals

• Au revoir Simone

• Blitzen Trapper

• Black Lips

• Primal Scream

• Lisa Hannigan

• American Analog Set

• Women

• Camera Obscura

 

giovedì, 19 marzo 2009

Fake Lov'ers

di batteriaricaricabile
Il dott. Inkiostro in questo momento sta gozzovigliando in Texas, ma se fosse al suo posto segnalerebbe sicuramente l'uscita di Seasoned Eyes Were Beaming, il debutto solista di Sara Lov dei Devics (qui qualche dettaglio). Nel fare le sue veci, purtroppo vi toccherà una Sara Lov un po' più movimentata, ma, ehi, mi ha dato lei l'idea con questa foto.

sara lovSara Lov vs Nathan Fake - Touched by a Fentiger (Hi Low To Lov maxcar vibrato) (MP3)
(per l'originale di Nathan Fake che è quella figata che senti in sottofondo fai un salto dalle mie parti)

giovedì, 12 marzo 2009

Harder better Faster Stronger Dafter

di hankmooody

Con iDaft provi il brivido di governare la console dei Daft Punk con la tastiera del computer. Un incrocio tra un controller midi e la rotella coi versi degli animali con cui giocavi da bambino. E' questione di minuti perchèarrivino i primi remix.

 

martedì, 10 marzo 2009

Meglio di un milione di recensioni di Pitchfork

di inkiostro

L'idea di raccogliere i pareri di persone di un'altra generazione sulla musica pop e rock contemporanea è tutt'altro che nuova. Ricordo uno dei primi numeri dell'edizione italiana di Rolling Stone, in cui c'erano anziane maestre di musica che recensivano non so più cosa; ma forse in qualche libro ho letto che l'aveva già fatto qualcuno con il punk, sottoposto, nel suo periodo d'oro, ad attempate e inorridite ladies britanniche.

 

Di recente sono arrivati anche i puntuali pareri in maceratese di mamma Fiorella in Pronti al Peggio, ma solo oggi (grazie a Gorilla VS Bear) ho scoperto lo spettacolare Breakfast at Sulimay's, in cui degli allucinatissimi vecchietti un po' rincoglioniti di Philadelphia si trovani alle prese con canzoni più o meno alternative da recensire (quando non gli fanno direttamente intervistare delle band, come i Fuck Buttons). Sentite cosa hanno da dire sui Blood Brothers, Peter Bjorn & John o Beirut, o i loro sboccatissimi pareri sui Thermals, Joanna Newsom, Pitchfork e i Decemberists. o le acide lamentele quando si trovano alle prese Santogold, i Portishead e i Death Cab for Cutie.

 

E, qua sotto, guardate cosa dicono dell'osannatissimo Merryweather post pavillon degli Animal Collective (proprio in questi giorni in tour in Italia): «I'm starting to get an headache», «I doubt that this group is not gonna get very far from Baltimore, Maryland» e così via.
Abbiamo trovato dei nuovi critici musicali di riferimento.

 

 

lunedì, 09 marzo 2009

L'Hipster Pod suona i Passion Pit

di inkiostro

Tempo fa (via Onigiri) mi sono imbattuto nel video di presentazione dello straordinario Hipster Pod:

 

A parte il video in sè (che potreste trovare o non trovare divertente), è curioso che per indicare musica hipster si faccia ricorso a mostri sacri ormai riconosciuti da tutti come i Velvet Underground o i Sonic Youth o comunque a band non esattamente di primo pelo (e non certo modaiole) come gli Yo la Tengo. Se il video l'avessi fatto io, al tizio avrei fatto ascoltare Chunk of change, l'EP d'esordio dei Passion Pit.

 

Già incensati dai blog di mezzo mondo e (e già comparsi su queste pagine all'interno del report della CMJ Marathon di Matte), come da copione i Passion Pit non hanno ancora pubblicato un disco completo, e godono di una gloria effimera basata in larga parte su quello che potrebbero fare ma non hanno ancora fatto. Esattamente come succede a tutta la vera musica hipster, che nella sua perenne ricerca di anticipare tutti vive sempre in un futuro che non deve accadere mai.

 

Non che i Passion Pit non siano bravi; tutt'altro. Il loro sound flirta ora con l'indietronica dei Postal Service o degli Hot Chip ora con certo elettropop da classifica, con abbondanza di falsetti stralunati, campionamenti bizzarri e melodie pronte a stamparsi nella testa. Ottimi pezzi, per lo più, da godersi senza chiedersi se i nostri diventeranno grandi oppure scompariranno dopodomani. L'importante è che piacciono alle ragazze, e che quindi sull'Hipster Pod farebbero un figurone.

 

 

Passion Pit - Sleepyhead (MP3)

Passion Pit - Smile upon me (MP3)

 

martedì, 03 marzo 2009

Down the rabbit hole

di inkiostro

In un periodo in cui, da Nannucci alla Virgin di Union Square, i negozi di dischi non fanno che chiudere, e in molti profetizzano che tra un po' i dischi come li conosciamo non usciranno neanche più, c'è chi ha capito tutto o forse niente, e invece di seguire la massa fa di testa sua. E per celebrare l'imminente morte dei supporti audio sceglie di tornare alle origini, dando alle stampe dischi piccolissimi che coniugano una straordinaria cura per i dettagli con l'approccio povero del miglior do-it-yourself, a base di CDR e dell'amatissimo, quasi dimenticato, formato dell'audiocassetta.

 

Secret Furry Hole parte così, con un paio di dischi sbucati dal nulla e la nobiltà d'altri tempi di chi, non avendo nulla da perdere, rischi di ottenere risultati migliori di chi ha nomi più storici e blasonati.
Dietro ci sono due nomi noti di chi frequenta la rete musicale italiana: Tommaso Bellletti (già Mr. Umanuvem e valida penna di Vitaminic) e Jukka Reverberi (che è talmente iperattivo che, dopo questo e questo post, inkiostro pare essere diventato il suo organo ufficiale).

 

Dopo l'interessante antipasto della compilation Borghesia, le cose si fanno già serie con la seconda uscita dell'etichetta, che segna il debutto di His Clancyness, progetto solista di Jonathan Clancy, già voce e chitarra di Settlefish e A classic Education.

Hissometer Cassette è volutamente sfuggente e frammentario, una composizione di schegge di canzoni appena abbozzate che saranno mai, e che traggono buona parte del loro fascino proprio dalla durata esigua e dalla natura effimera. La sensazione però è che Hissometer Cassette sia ben di più di un semplice ripostiglio di canzoni abortite delle due band di Clancy, ma un progetto compiuto nella sua incompiutezza, che esplora la strada di un indie-songwriting che si muove senza i vincoli dei generi e i canoni della musica pop e rock, che punta a costruire momenti molto belli per poi stufarsene subito dopo, più per coscienza che per capriccio. 

La prima tiratura di 30 pezzi (tutti fatti a mano) è ovviamente andata sold-out all'istante, e mi si dice che anche la seconda (che ha l'interno di un colore diverso) non durerà molto. Si ordina qua per 5 euro, e si paga con Paypal. Dura poco, ma vale molto.

 

 

His Clancyness - Next year is ours (MP3)

His Clancyness - Dream Tune (MP3)

 

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martedì, 24 febbraio 2009

Wikipedia Names Your Band

di inkiostro

Ecco un nuovo Internet meme di quelli che fanno impazzire la rete; una stupidaggine di nessuna importanza che raggiunge spesso risultati in qualche modo sorprendenti.

Direttamente da Buzzfeed (ma si sta diffondendo pure su Facebook), Wikipedia names your band è l'esperimento che invita all'uso di Wikipedia, QuotationsPage.Com e Flickr per costruire in modo casuale il nome della vostra band, il titolo del disco e la copertina del medesimo. Le istruzioni: 

Go to "Wikipedia." Hit "random" and the first article you get is the name of your band. Then go to "Random Quotations" and the last four or five words of the very last quote of the page is the title of your first album. Then, go to Flickr and click on "Explore the Last Seven Days" and the third picture, no matter what it is, will be your album cover. [#]

 

Ecco cosa è uscito a me (con questa voce di wikipedia, questa citazione e questa foto). Niente male, no?

[se qualcun'altro vuole provare, mi fate vedere il risultato nei commenti?]

 

 

 

sabato, 21 febbraio 2009

Frontiere della promozione discografica

di inkiostro

Josh Freese, già batterista degli A perfect Circle, dei Devo e dei Vandals, e in passato anche dei Nine Inch Nails, dei Guns'n'roses, dei Queens of the stone age, degli Offspring e di dozzine di altre band, ha fatto un nuovo disco solista. Per promuoverlo, il nostro ha messo in piedi una campagna "a pacchetti" assolutamente clamorosa. Non fosse che è confermata da più parti (qui, qui e qui, ad esempio), sembrerebbe davvero una bufala. A seconda di quanto offrite (e le offerte più costose sono disponibili solo per un numero limitato), oltre al disco vi portate a casa più o meno piccoli pezzi di vita di Freese e dei suoi amici (e che amici).

Per capirci:

 

Per 7$ vi scaricate il disco.

Per 15$, vi arriva il cd.

Per il 50$ il cd, la maglietta, e una telefonata di 5 minuti con Freese.

[e già non è male]

 

 

Per 250$: cd, maglietta, bacchette della batteria autografate, e un pranzo con Freese da PF Changs o alla Cheesecake Factory.

 

Per 500$, oltre al resto, un giro per Venice, California con Freese, e poi cena a base di bistecca o gamberi.

 

Con 1000$ i pezzi della batteria aumentano, e oltre alla cena, Freese vi lava la macchina o vi fa il bucato (o voi fate il suo, a scelta), e alla fine vi tagliate i capelli a vicenda in un parcheggio.

 

Con 2500$ nel lotto c'è una lezione di batteria, una gita al museo delle cere insieme anche a un membro dei Vandals o dei Devo a scelta, e 3 indumenti presi dal suo armadio.

 

[il meglio deve ancora venire, eh]

 

 

Con 5.000$ Freese scrive una canzone su di voi e poi la mette in vendita su iTunes; in più vi fa co-dirigere il videoclip per la canzone stessa. Poi vi fa da cicerone in un tour di Disneyland, vi ubriacate insieme (se volete a casa di suo padre) e Stone Gossard dei Pearl Jam vi manda una lettera per parlarvi della sua canzone preferita del disco di Freese.

 

Se pagate 10.000$, tra le altre cose, Freese e Twiggy Ramirez (ex chitarrista di Marilyn Manson, ora nei Nine Inch Nails) vi offrono una cena da Roscoe’s Chicken ‘n’ Waffles a Long Beach. Poi fate un giro a Disneyland, e alla fine Freese vi regala la sua Volvo Station Wagon (a patto che gli diate almeno un passaggio a casa).

 

Per 20.000$ Freese, Maynard Keenan dei Tool e Mark Mothersbaugh dei Devo vi portano al minigolf e poi vi abbandonano sull'autostrada e vi filmano per mettervi su YouTube. Freese vi fa fare un tour estensivo di Long Beach, compresa la scuola dove andava Snoop Dog e il barbiere di due dei NOFX; poi passate la notte sulla Queen Mary (cabine separate). Freese scrive due canzoni su di voi, le mette su iTunes e sul prossimo disco, e voi potete partecipare (vanno bene anche i cori o l'handclapping).

 

E infine, per 75.000$, vi fate un po' di giorni in tour con Freese, le canzoni scritte su di voi diventano cinque (un intero EP sulla vostra vita), vi portate a casa una sua batteria intera, e vi fate un giro per Hollywood sulla Lamborghini di Danny Carey dei Tool. Freese entrerà nella vostra band e ci resterà un mese; se non avete una band, per lo stesso periodo vi farà da assistente personale. Vi fate un giro in limousine a Tijuana a fare cose illegali non meglio specificate, e nel lotto c'è anche una lezione di trapezio acrobatico con due dei Nine Inch Nails.

 

 

Poi magari il disco fa schifo. Ma quest'uomo è un genio.

 

[tutti i dettagli qui]

 

venerdì, 20 febbraio 2009

Rave on, this crazy feelin'

di inkiostro

Visto che nel paese reale le cose negli ultimi mesi vanno di male in peggio, proviamo almeno a distrarci con la musica (non troppo, però).

Per evadere un po' dal presente non c'è niente di meglio che rifugiarsi nel passato mitico evocato dalle melodie di Hold Time, il nuovo disco di M Ward. Una carriera solista lunga e mai troppo di successo la sua (che però negli anni ha prodotto alcuni pezzi bellissimi), salita agli onori delle cronache l'anno scorso, grazie al disco d'esordio del progetto She and Him (che Ward condivide con la divina Zoey Deschanel, ora fidanzata con Beniamino Gibbard dei Velveteen, Death Cab for Cutie), un vero e proprio bagno di atmosfere retrò e melodie anni '60. Ed esattamente come quest'ultimo progetto, Hold Time stavolta si distanzia un po' dal classico modello folk cantautore-con-chitarra, e osa di più mischiando vari generi del presente e del passato, che riescono a combinarsi nella mirabile alchimia propria dei capolavori pop senza tempo.

Ascoltare il singolo Never had nobody like you, oppure la cover di Buddy Holly Rave on, per credere: mi fanno venire voglia di mettere un completo nero, il fiore all'occhiello e andare al ballo della scuola con la mia bella. Sperando che assomigli sempre a Zoey Deschanel.

 

M Ward - Never had nobody like you (MP3)

M Ward - Rave on (MP3)

 

Previously (uno dei suoi pezzi migliori, del 2005):

M Ward - Hi-fi (MP3)

 

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lunedì, 16 febbraio 2009

Punk-funk torinese in salsa balearica emiliana

di inkiostro

I Did sono uno dei più promettenti nomi italici emersi nell'anno appena passato. Partiti da un bell'EP in free download (per la sempre benemerita netlabel piemontese Kirsten's Postcard), in cui spiccava quella Ask U2 che ha ottenuto una certa visibilità sui blog non solo italiani e che fa sempre la sua porca figura sul dancefloor del Covo, sono da poco arrivati alla pubblicazione del primo EP 'fisico' (Time for shopping, pubblicato da Circolo Forestieri), che perfeziona il primo EP integrandone due pezzi con due nuove composizioni. Il riferimento più vicino sono i migliori Rapture, quelli che mischiano punk e funk in parti uguali e che partono dalla new wave più danzereccia per arrivare ai synth e alla cowbell, o i primi Disco Drive, con i continui raddoppi alle percussioni e il virus avant-rock ancora fuori dall'organismo. A confronto con tali modelli musicali, i Did -peraltro ancora giovanissimi- escono già a testa alta.

 

Crimea X è un neonato progetto «balearic/kraut/cosmicdisco/moroder / carpenter/ecc» con base a Reggio Emilia. Dietro ci sono Jukka Reverberi (i cui vari progetti -Giardini di Mirò, Die stadt der romantische punks e Bastion elencavo giò nel post relativo al suo più recente progetto Racconti Emiliani) e Luca Roccatagliati (storico DJ del Maffia come Rocca DJ, ed ora parte del progetto nu italo disco Ajello che sta attirando molta attenzione sui circuiti internazionali) che non paghi dei rispettivi mille impegni hanno trovato il tempo per mettere in piedi questa nuova creatura musicale. All'attivo per il momento solo un paio di remix, in arrivo un EP d'esordio (previsto per aprile sotto marchio Hell Yeah) e forse i primi live/Dj set sul finire della primavera.

 

I Crimea X hanno appena remixato la title-track dell'EP dei Did, riuscendo nell'apparente mission impossible di «balearizzarne» il sound metropolitano, smussando gli spigoli e portandoli a bersi un cocktail in un bar lungo la spiaggia. Ascoltare per credere, e segnarsi i due nomi. Ho il sospetto che ne sentiremo ancora parlare.

 

 

Did - Time for shopping (Crimea X remix) (MP3)

 

Did - Ask U2 (MP3) 

Did - Ask U2 EP (link -> ZIP con 4 MP3)

 

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giovedì, 12 febbraio 2009

Inkiostro does SXSW

di inkiostro

Il South by Southwest di Austin è il sogno dell'appassionato di musica che diventa realtà. Ormai diventato uno dei festival musicali più importanti del mondo (ma noto anche per le sue versioni Film e Interactive), il South by Southwest (SXSW) si differenzia dai festival che conosciamo per l'assenza di palchi giganteschi, nomi altisonanti e folle oceaniche, e gli preferisce invece più di 50 luoghi medio-piccoli (club, bar e parchi, case private) in cui si suona più o meno ininterrottamente per 5 giorni. E così, per i musicofili di tutto il mondo, per 120 ore il centro di Austin (Texas) si trasforma nel centro del mondo.

 

Il focus è tutto sulle band giovani e sulle nuove sensazioni, che tipicamente trovano nella platea di Austin, composta in buona parte da addetti ai lavori, il pubblico giusto per emergere dall'anonimato o fare il salto che li porta sulle riviste, radio e siti web indipendenti di tutto il mondo. Andate a cercarvi gli autori dei dischi che compaiono più spesso nelle top 10 di fine anno; scoprirete che quasi tutti, a Marzo di quell'anno, sono passati per Austin.

E quest'anno al festival ci sarò anch'io, e, come è ovvio, vantarmene è lo scopo principale di questo post.

 

Per il momento la line-up (non ancora definitiva) elenca circa 1600 band, in cui i pochi nomi grossi (Primal Scream, PJ Harvey & John Parish, Echo and the bunnymen, The Decemberists, Tori Amos, Okkervil River, Katy Perry, Meat Puppets, New York Dolls) annegano nella marea di nomi medi e piccoli (tra cui cercherò di non perdermi Ra Ra Riot, +/-, Lisa Hannigan, Cut off your hands, Passion Pit, Crystal Stilts, M Ward, The pain of being pure at heart, Andrew Bird, Peter Bjorn e John, Gomez, Lemonade, Grizzly Bear, Department of eagles, Late of the pier, Au revoir Simone, Fanfarlo, The Soft Pack, Phosphorescent, The Whip, The Wrens, Telekinesis!, Cause co-motion, The Little Ones, Dent May, The Rural Alberta Advantage e poi ce ne sono ancora, non finiscono davvero più) che mi costringeranno spesso a scelte ardue o alla trilocazione.

Anche la delegazione di band italiana quest'anno è di tutto rispetto, e conterà su nomi molto apprezzati da questo blog come A Classic Education, Les Fauves e Afterhours per cercare di ottenere un po' dell'attenzione estera che certamente meritano.

Strumenti indispensabili per orientarsi in questa marea di band sono la lista di DO512, la straordinaria web-app di Paul Lamere e il SXSW Blog di Shed.Org che aggregano dati e bio prese dalla rete, costruiscono classifiche sulla base degli ascolti su Last.fm, postano quotidianamente news su eventi, showcase e parties del festival e consentono di costruirsi la propria scaletta personalizzata.

 

 

Sulla strada per Austin, all'andata e al ritorno, mi fermerò per qualche giorno a New York City, giusto il tempo sufficiente per mangiare una bagel, fare un giro nel Lower East Side, trascinare mia sorella a concerti di band che non conosce, bere galloni di Red Stripe con Matte e twittare cose insopportabili che vi faranno venire voglia di uccidermi. E vedere i Modest Mouse al Terminal Five e Morrissey alla Carnegie Hall, certo.

Sarà dura aspettare ancora un mesetto (con tutto quello che sta succedendo in Italia, poi...se continua così provo a chiedere lo status di rifugiato, magari Obama ha pietà), ma con quello che mi attende, scommetto che ce la farò. Voi che dite?

 

martedì, 10 febbraio 2009

Sanremo: unire i puntini

di inkiostro

Eddy Anselmi è un guru. Oltre ad essere probabilmente il miglior speaker radiofonico bolognese e una persona di rara simpatia, Eddy è senza ombra di dubbio il più grande esperto mondiale di quello straordinario evento di costume che è il Festival di Sanremo. Da ieri è in edicola (e la prossima settimana in libreria) Festival di Sanremo - Almanacco Illustrato della canzone italiana, prima, mastodontica, opera enciclopedica dedicata alle 58 edizioni del festival, scritta da Eddy con la passione di un innamorato e dedizione di un pazzo. Ci fa l'onore di presentarlo qua, in prima persona, spiegandoci le ragioni di questa bizzarra (e davvero anticonformista) ossessione, raccontandoci (senza lesinare una doverosa previsione sull'edizione di quest'anno) una storia in cui molti di noi, in fondo, almeno un po' si riconoscono.

 

 

Sanremo: unire i puntini

di Eddy Anselmi

 

 

Una passione che nasce nel marzo 1977.

 

Mentre le radio private si moltiplicano, gli autonomi sampietrinano, la celere carica, Cossiga al Viminale e i blindati in piazza, una sola settimana prima che la forza pubblica sfondi la porta di Radio Alice in Via del Pratello 41, io vedo per la prima volta il Festival di Sanremo.

 

Faccio la seconda elementare, di anni ne ho 7. Del Festival ho già sentito parlare. La locuzione non mi è nuova, ma non ho mai capito di cosa si tratti di preciso. A musica leggera non sono propriamente uno sprovveduto. Nell’estate 1976, avevo guadagnato il potere sul mangiacassette lasciato da papà a casa nel momento della separazione. La mamma aveva comprato una cassetta taroccata dove c’erano Fernando degli Abba, Dolce amore mio dei Santo California e Ramaya di Afric Simone. Il Festival del 1977 è bellissimo, rapido, a colori, una formula semplice semplice, tutta a eliminazione diretta: quarti, semifinali e finale a tre.

 

Vince Bella da morire: io non colgo le sfumature del caso, mi sfugge cosa voglia dire che "a sedici anni non si perde il cuore nemmeno se tu provi a fare l’amore". Santo cielo, un sacco di gente nelle canzoni "faceva l’amore" io non sapevo cosa volesse dire, sapevo solo che si cantava nelle canzoni. Io avevo perso la testa per una mia compagnuccia delle elementari con uno sguardo un po’ fricchettone da Uma Thurman, per dire, e il massimo della vita sarebbe stato invitarla a pranzo a casa e poi fare i compiti.

 

Sul serio, da lì a contestualizzare espressioni come "Sul tuo seno da rubare io non gioco più" ne mancava. Non me ne rendo mica conto, ma in quel momento ci deve essere stato una sorta di baco, nel mio hard disk. Vuoi per l’adrenalina della gara, vuoi per gli accordi in maggiore, vuoi per i forti sentimenti di cui tutto mi sembrava permeato: va a finire che tutto quello che erano canzoncine, e in particolar modo quello che erano canzoncine di Sanremo, zum, non se ne andavano mica via, rimanevano lì.

 

lunedì, 09 febbraio 2009

Covers will kill you

di inkiostro

Chiunque abbia mai sentito nominare Ben Lee, in genere se lo ricorda per due motivi: la sua hit del 1999 Cigarettes will kill you (diventata un piccolo tormentone anche da noi, cosa piuttosto improbabile per un musicista indiepop australiano) e la sua bella versione acustica dell'anthem dei Modest Mouse Float On. Due elementi che, se dicono poco della statura artistica di Lee (che ha prodotto un repertorio abbastanza vasto ma molto, molto discontinuo), ci fanno capire tre cose: il nostro ci sa fare con i tormentoni. E con le cover. E con le cover dei tormentoni.

E infatti come appendice del suo nuovo disco The rebirth of Venus (che, dopo un ascolto distratto, non mi sembra niente di che) Lee pubblicherà un EP di cover. Ci sono i connazionali The Grates, un vecchio singolo di John Lennon, gli Against me!, gli Ataris (con la loro invettiva contro lo stesso Lee) e, come ciliegina sulla torta, Kids degli MGMT, che a buon diritto può essere definita come uno dei pochi tormentoni usciti dall'anno musicale appena concluso. In mano a Lee, Kids diventa un delicata ballad acustica, con un arrangiamento che toglie quasi tutto e non aggiunge quasi niente al pezzo originale. Non proprio lo stesso trattamento che toccò a Float On, in effetti; ma a qualcuno -forse- piacerà.

 

Ben Lee - Kids (MGMT cover) (MP3)

 

Ben Lee - Float On (Modet Mouse cover) (MP3)

Ben Lee - Cigarettes will kill you (MP3)

 

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venerdì, 06 febbraio 2009

Note in absentia

di inkiostro

Quando non hai una ragazza, una fidanzata o una moglie, quando sei solo da secoli e quando ogni volta che sei in coppia non vedi l'ora di tornare libero e ogni volta che torni libero la solitudine brucia come una tortura insopportabile, certe volte a tarda notte ti ci vogliono dei dischi come quello di Barzin.

Notes to an absent lover, che esce a metà Febbraio per Monotreme, è il terzo disco del cantautore canadese, e sembra fatto apposta per suonare in sottofondo in certe sere troppo sconsolate e buie per i volumi alti e le manifestazioni evidenti di qualsivoglia animo. Un capolavoro di mestizia elegante e misurata, gode di arrangiamenti complessi ma quasi invisibili, della classe in sapiente bilico tra folk e pop che è solo dei migliori e di testi pronti a colpire nel cuore non appena gliene date la possibilità. Da maneggiare con cautela, e amare molto.

 

Barzin - Words tangled in blue (MP3)

Barzin - When it falls apart (MP3)

 

mercoledì, 04 febbraio 2009

Halfway between Sweden and Ibiza

di inkiostro

Prima, in pausa pranzo, stavo cercando di fingere di essere altrove guardando il nuovo video escapista degli Air France, alfieri del recente bizzarro ibrido musicale per lo più scandinavo che mischia in varie dosi dance balearica e indie-pop etereo, quando mi è tornato in mente un MP3 che ha stazionato sul mio desktop per tutto l'autunno e per cui a un certo punto sono entrato davvero in fissa. Si tratta del primo singolo dei Pallers, nuova promessa della Labrador (già etichetta dei Radio Dept, chevvelodicoaffà), un piccolo prodigio indietronico che non so bene come concilia gli orizzonti più glaciali della sua terra di origine (ricordando non poco The Knife o la Karin Dreijer Andersson solista) con un calore tutto mediterraneo (da copione, il pezzo pare essere stato prodotto durante una vacanza in Spagna). A metà strada tra due posti lontani, in una terra che non esiste. Esattamente quello che ci vuole per la mia pausa pranzo.

 

Pallers - Humdrum (MP3) 

 

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venerdì, 30 gennaio 2009

Settimo Cielo

di batteriaricaricabile
…la musica di Gorni Kramer…

Ehi tu, caro lettore di Inkiostro, non vorrei che ti dimenticassi della CRISI. E non pensare che in quanto componenti di un’elite ristretta e invidiata, noi autori di Inkiostro siamo immuni al crollo del fatturato, alle fluttuazioni del mercato, a quella sana voglia di far pesare la CRISI più del necessario per smaltire i chili di troppo e tonificare la massa rimanente con aiuti di Stato in vista delle vacanze al mare. Io, per esempio, dalle mie parti festeggiavo il concetto di ferie obbligatorie il giorno di Natale con un mix techno e house nuova-vecchia scuola sulla lunga distanza. Oggi che per noi è stata concordata la settimana corta per i prossimi due mesi, volevo festeggiare qui nella mia seconda casa. Con la braga calata che mostra le mutande OVS Industry e con un mix di felicissima Cosmic Disco House nuova-vecchia scuola sulla lunga distanza. In fondo settimana corta vuol dire più tempo per i propri interessi extra-lavorativi, per i viaggi, per il sonno. Tanto come possiamo non tornare ad essere quelli che eravamo prima?

p.s.: i passaggi tra i pezzi si complicano più avanti che si va, un po’ come la CRISI

pps: in teoria anche questo fa parte in qualche modo della serie sui pilota dimenticati

ppps: come fare a meno di un mix con un pezzo techno con la voce e l’accento di Mara Redeghieri (“massi di rose e fiori”) e con una Björk Guðmundsdóttir vecchio stile house e senza le sopracciglie depilate?

Settimana Corta (means Long Weekend Mix)  - maxcar

Intro
Parage - Justus Köhncke [Kompakt]
Veronica’s Veil (Erol Alkan Extended Rework) – Fan Death [Phantasy Sound]
Of Moon, Birds and Monsters (Holy Ghost Remix) – MGMT [Columbia]
Walter Neff – Matias Aguayo [Kompakt]
I’m In Love With A German Film Star (Mark Reed’s Stuck In The 80s Mix) – Pet Shop Boys presents Sam Taylor Wood [Kompakt]
Breakfast In Heaven (Diskjokke Remix) – Lindstrøm [Feedelity]
Personal Angst – In Flagranti [Eskimo Records]
William’s Blood (Aeroplane Dub – Personal Angry Maxcar Short Edit) – Grace Jones [white label]
Opera Soap – Üstmamò [Virgin]
Goblin Think 1 – Margot [Margot Recods]
Minimal (Dj Koze Remix) – Matias Aguayo [Kompakt]
Leash Called Love (12 Inches Remix) – Sugarcubes [Elektra]
Superyou (Justus Köhncke Remix) – International Pony [Columbia]
Endorphinmachine – Erobique [Mirau]
Hello Tomorrow – Moody(man) [KDJ]

happy
Settimana Corta (means Long Weekend Mix)  - maxcar

venerdì, 23 gennaio 2009

Oltre i led

di uomosenzak

Fantastico video in stop motion: Revamped Graphic Equalizer. E non guarderete più il vostro hi-fi con gli stessi occhi.

 

[uomosenzak | # | suoni, guarda te | commenti (1)]

giovedì, 22 gennaio 2009

Un post a braga calata

di inkiostro

Volevo fare un post su su un cupissimo esordio solista di elettronica un po' d'avanguardia, oppure su un disco di pop folk retrò che ultimamente ascolto tantissimo, o anche su un ottimo ritorno di soft disco un po' FM di uno de miei eroi musicali di tutti i tempi, il tutto con un paio di frasi ispirate, informazioni di contesto, qualche mp3 e un po' di pippe mentali.

Poi mi sono ri-imbattuto a breve distanza prima in una eccezionale versione di un pezzo di Rihanna che non mi è mai davvero dispiaciuto (anzi) e subit dopo nel mash-up migliore dell'anno scorso (che mischia l'eccezionale anthem avant-folk dei Department of Eagles con l'eccezionale anthem strappamutande di Britney Spears), et voilà, un post a braga calata è servito senza sforzo. Da gustare freddo, e coi pantaloni alle caviglie.

 

The bird and the Bee - Don't stop the music (Rihanna cover) (MP3)

ABX - No one womanizes like you (Britney Spears VS Department of eagles) (MP3)

 

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (1)]

lunedì, 19 gennaio 2009

La piccola agenda dei concerti di Inkiostro

di inkiostro

Pare un po' meno ricca del solito, la lista di concerti Inkiostro-approved di Bologna e dintorni che torna più o meno puntuale più o meno ad ogni cambio di stagione. Del resto c'è la recessione, signora mia, e il numero di concerti un po' ne risente. Se ci mettiamo anche il freddo e la nebbia che spesso ti tolgono la voglia di uscire di casa, il quadretto catastrofico pare completo.

 

E invece, spulciando bene, le proposte interessanti non mancano. Un po' di nomi grossi, un po' di interessanti nomi piccoli, una bella infilata di grandi nomi indie-pop, qualche sorpresa e come al solito molte sovrapposizioni. Crisi o no, ordinaria amministrazione.

 

Stampate ed evidenziate, appuntatevi gli eventi da non perdere, e suggerite le date mancanti. Buon divertimento.

 

 

Quando Chi Dove

Mer 21/01

Calibro 35

OFF (MO)

Gio 22/01

Carla Bozulich + Congs for drums

 

Granturismo

Clandestino (Faenza - RA)

Sesto Senso (BO)

Ven 23/01

Calexico

Cut

NetMage feat: Keiichiro Shibuya + Evala + Growing + The Skaters + Pierre Bastien

Estragon (BO)

Covo (BO)

Palazzo Re Enzo (BO)

Burns e Convertino non capitano sotto le due torri da un sacco di tempo, e vederli sul comodo palco dell'Estragon dopo l'ultimo, bello, Carried to dust sarà certamente un grandissimo piacere. Chissà se ancora si portano dietro i Mariachi.

Sab 24/01

Jamie Lidell + Beatrice Antolini

NetMage feat: Black Dice + Mudboy + Andrea Dojmi/Flushing Device + Németh

NetMage Afterparty feat: DJ Balli, Okapi e M 16

Zu

Tre allegri ragazzi morti

Velvet (RN)

Palazzo Re Enzo (BO)

 

 

Locomotiv (BO)

 

Bronson (RA)

Estragon (BO)

Dom 25/01

Massimo Zamboni

Musica per bambini

Arterìa (BO)

Locomotiv (BO)

Lun 26/01

Paolo Conte

Europa Auditorium (BO)

Gio 29/01

Adem

Fake P

Magazzeno Bis feat. Collettivo Angelo Mai

Velvet (RN)

Sesto Senso (BO)

Locomotiv (BO)

L'arte di Adem Ihlan rimane un segreto ben custodito che senza clamori ci riempe di meraviglia da 5 anni. Dopo l'ultimo, ottimo disco di cover Takes, il cantautore inglese fa un mini-tour solo nel centro Italia, e chi l'ha già visto dal vivo sa che è un piccolo evento da non perdere. Chiunque l'abbia portato di nuovo in Italia è un pazzo. E un genio.

Ven 30/01

Thomas Tantrum

Helmet

Frankie Hi-NRG

Covo (BO)

Bronson (RA)

Estragon (BO)

Il weekend prosegue con lo scontro tra una delle più sorprendenti promesse dell'indie-pop britannico e un monolotico pezzo della storia del post-grunge (o hardcore, o post metal, fate voi). Frankie Hi-NRG fa da outsider, ma ho un po' la sensazione che il pubblico non sia esattamente lo stesso. Ce n'è per tutti.

Sab 31/01

Adem

 

Giant Sand

Kap Bambino

Joakim & The Disco

Alessandro Grazian

 

Tonino Carotone

Aquaragia (Mirandola - MO)

Bronson (RA)

Covo (BO)

Locomotiv (BO)

Eternit (S. Matteo della Decima - BO)

Estragon (BO)

Qua non so neanche da dove cominciare, nè tantomeno so dove mi dirigerò. Doppietta di Adem, avant-folk desertico, indie-rock francesce o nu-house contaminata? Andrà a finire che salterò tutto, vedrete.

Dom 01/02

Eight Legs

Mattatoio (Carpi - MO)

Lun 02/02

Amore

Sesto Senso (BO)

Mar 03/02

Franco Battiato

Europa Auditorium (BO)

Gio 05/02

Oxford Collapse

Above the tree

Locomotiv (BO)

Sesto Senso (BO)

Appuntamento interessante con una delle più recenti e acclamate nuove promesse di casa Sub Pop. Il live sarà all'altezza dei dischi? La tacca sul fucile del presenzialismo comunque è quasi d'obbligo.

Ven 06/02

Twisted Wheel

Covo (BO)

Sab 07/02

Billie the Vision and the dancers

Stereo Total

Napalm Death + Cripple Bastards

Massimo Volume

Bronson (RA)

Locomotiv (BO)

Estragon (BO)

Teatro Consorziale (Budrio - BO)

La milionesima volta in città degli Stereo Total viene spazzata via dalla prima data di tutti i tempi di Billie the Vision and the dancers dalle nostre parti. Il folle collettivo indie-pop svedese è un piccolo culto e qua ci professiamo fedeli devoti. Ho la sensazione che sarà una bella festa.

Dom 08/02

Paolo Benvegnù duo

The shipwreck bag show

Arterìa (BO)

Locomotiv (BO)

Lun 09/02

Mogwai + Errors

Marlene Kuntz

Estragon (BO)

Arena del sole (BO)

Mer 11/02

Uzi & Ari

OFF (MO)

Gio 12/02

Trees of mint + Casador

Sesto Senso (BO)

Ven 13/02

Emiliana Torrini

 

Zu

The Damned

Corallo (Scandiano - RE)

Locomotiv (BO)

Estragon (BO)

Non sono mai stato al Corallo di Scandiano, ma un locale dal nome così retrò perso nel reggiano sembra una bel posto per ospitare Emiliana Torrini. L'artista islandese migliora di disco in disco e un suo live potrebbe valere la trasferta.

Sab 14/02

Il Genio

Mouse on Mars

Skiantos

Covo (BO)

Locomotiv (BO)

Estragon (BO)

Non riesco a immaginare nessun modo migliore per passare San Valentino di un concerto dei divetti di Pop Porno. Ancor di più se è al Covo, che garantisce la giusta presa di distanze e consente di abbandonarsi senza alcun ritegno. Innamorati o meno, non farà differenza.

Dom 15/02

Kill the vultures

Locomotiv (BO)

Gio 19/02

Handsome Furs + Wolther goes stranger

Locomotiv (BO)

Ven 20/02

Islands

Hugo Race and the true spirit

Covo (BO)

Locomotiv (BO)

Hugo Race mi è sempre piaciuto, ma non c'è gara con la prima tournèe italiana degli Islands, astri canadesi di indie-pop-rock sui generis che ci hanno fatto ballare e deliziato con le loro soluzioni assai originali, direttamente figlie di quelle degli schozofrenici papà Unicorns. Un piccolo evento.

Sab 21/02

Yuppie Flu

Covo (BO)

Mer 25/02

One Little Plane

Secret show (BO)

Gio 26/02

Crystal Antlers

One Little Plane

Locomotiv (BO)

Velvet (RN)

Sab 28/02

Metronomy

Telefon Tel Aviv + Arnoux

Iron Maiden World Convention

Le luci della centrale elettrica

Covo (BO)

Locomotiv (BO)

Estragon (BO)

Velvet (RN)

Ecco una serata da ubiquità garantita. Al Covo ci sono gli spettacolari Metronomy, conquistatori di più di una top 10 dei migliori dischi del 2008, al Locomotiv i Telefon Tel Aviv, in passato molto amati e con un nuovo disco in uscita. Al Covo si balla (ma con la testa) al Locomotiv si ondeggia languidi. Nel dubbio, ci rimangono le corna metal dell'Estragon.

Mar 03/03

Paolo Fresu + Kokani Orkestar

Teatro delle Celebrazioni (BO)

Ven 06/03

Neil's Children + We rent vinyl

Perturbazione

Covo (BO)

Teatro Consorziale (Budrio - BO)

Sab 07/03

The Spinto Band

Brightblack Morning Light + Rio en Medio

Moltheni + Bachi da pietra

Covo (BO)

Bronson (RA)

 

Estragon (BO)

Altro evento da non perdere, per questo fine inverno dedicato ai fan dell'indie-pop. The Spinto Band viene per la prima volta in Italia, e sono sicuro che gli autori del riempipista Oh Mandy sapranno attirare una piccola folla.

Dom 08/03

Beatrice Antolini

Arterìa (BO)

Mar 10/03

The Sisters of Mercy

Estragon (BO)

Ven 13/03

Ministri

Covo (BO)

Sab 14/03

Who made who

Orange

Uochi Toki + The Black Fanfare

Locomotiv (BO)

Covo (BO)

Bronson (RA)

Mer 18/03

Kaki King

Bar Wolf (BO)

Ven 20/03

The Ex

Locomotiv (BO)

Sab 21/03

Vic Chesnutt + Elf Power

Le luci della centrale elettrica

Julie's Haircut

Bronson (RA)

Locomotiv (BO)

OFF (MO)

Lun 23/03

Peter, Bjorn & John

Estragon (BO)

Il primo concerto di primavera è la prima (e unica) data italiana del trio svedese che con la melodia di Young Folks ha ottenuto il successo mondiale. Dopo il prenditempo strumentale, per il nuovo disco i fucili sono spianati; eppure vedrete che la spunteranno.

Ven 27/03

Ruby Suns

Covo (BO)

Sab 28/03

Marta sui tubi

Estragon (BO)

Dom 29/03

Franz Ferdinand

Estragon (BO)

Sab 09/05

Trail of dead

Estragon (BO)

Lun 11/05

Tiziano Ferro

Palamalaguti (BO)

 

 

(Eventuali) gite fuori porta

 

Quando Chi Dove

Sab 28/02

Maximo Park

Zion Club (Conegliano - TV)
Scelta volutamente periferica per l'unica data italiana del nuovo tour di Paul Smith e soci, dedicato a testare i brani prima dell'uscita del terzo album. Proprio per questo, meriterebbe la trasferta.

Gio 12/03

Animal Collective
Viper (FI)
Disco dell'anno già a inizio Gennaio: lo dicono in molti. E per una volta, anch'io che non li ho mai amati («capiti» forse sarebbe il termine giusto) non posso dissentire più di tanto. La voglia di vederli live sarebbe tanta, vediamo se si riesce.

Mar 21/03

David Byrne

Teatro dal verme (MI)

Non ho la più pallida idea di cosa farà David Byrne in questo tour. I pezzi del suo recente disco in compagnia di Brian Eno? Un best-of della sua lunga e caleidoscopica carriera? Vecchi classici dei Talking Heads? Sarebbe quasi da scoprire..

Mar 04/05

PJ Harvey & John Parish

Auditorium A. Gottardo (MI)

PJ.

 

venerdì, 16 gennaio 2009

«Reading Wire behind porno magazines»

di inkiostro

Non appena ho letto lo snobbissimo (o nerdissimo) slogan che compare sul MySpace degli Errors, ho saputo che avrei dovuto scrivere questo post. «Reading Wire behind porno magazines» non dice praticamente nulla sulla musica della band di Glasgow (a parte il riferimento a Wire, il giornale musicale più spocchioso al mondo, al cui confronto Blow Up sembra Cioè e Pitchfork Donna Moderna), ma dimostra che la band di Glasgow ha un certo senso dell'umorismo.

 

Abbastanza sconosciuti e curiosamente ignorati dall'hype internazionale, gli Errors parrebbero invece avere tutte le carte in regola: un bel disco strumentale (It's not something but it's like whatever) pubblicato da qualche mese dalla Rock Action Records (etichetta dei loro concittadini Mogwai), un sound che passa agilmente da un'elettronica a base di synth grassi che piacerebbero ai fan della Kompakt a costruzioni geometriche e nervose che ricordano i Foals o gli Holy Fuck e la benedizione di Mr Alan McGee, che li ha segnalati tra i nomi da tenere d'occhio nel 2009 (e il manager e scopritore di una bella fetta delle migliori band inglesi degli ultimi 30 anni -dai Jesus and Mary Chain ai My Bloody Valentine agli Oasis- di solito la sa molto lunga).

 

Ora la band è in tour per tutta l'Europa di supporto ai Mogwai (saranno anche in Italia, il 9 Febbraio all'Estragon e il 10 al Rolling Stone) e chissà come i talebani del post-rock accoglieranno una proposta così eterodossa. Speriamo che per una volta tirino fuori un po' di senso dell'umorismo perchè, come si diceva, gli Errors ne paiono ben provvisti. Guardare qui sotto il video ballerino di Pump per credere. Gli Ok Go sentono gi&aagrave; ilfiato sul collo...

 

 

Errors - Pump (edit) (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (2)]

venerdì, 09 gennaio 2009

Del meglio del nostro meglio

di batteriaricaricabile
imaidan
Aidan Moffat And The Best Ofs - Lover's Song
 
[batteriaricaricabile | # | suoni, indie-gestione, midlife crisis | commenti ]

mercoledì, 24 dicembre 2008

A Night Members Christmas

di uomosenzak

Dlin Dlon, risponde la segreteria telefonica di Inkiostro. Il padrone di casa al momento è un po' indaffarato e non può rispondervi. Quando ieri gli ho mandato una mail per segnalargli lo stupendo regalo di Natale degli Amari (Night Members Club, un disco intero di remix in free download), lui mi ha risposto:

Sì, il Pasta me lo aveva anticipato, il disco con quasi tutti i loro remix fatti nell'ultimo paio d'anni. Molti erano già scaricabili dal MySpace o da qualche blog. In mezzo c'è anche Summerdrip, la loro versione di Summerdrop dei Settlefish che mi piace un casino (almeno quanto l'originale) e che metto spesso in consolle al Covo. Magari scrivine tu (e metti l'mp3), chè io sono ancora impegnato in un rush finale lavorativo (con fallimentari ritagli di tempo dedicati ai regali) e domani devo andare all'aeroporto a recuperare mia sorella e portarla sana e salva dai miei in compagnia di un televisore LCD da 32 pollici e dello spirito del Natale. Non credo ci entreremo, in macchina. Buon Natale, eh.

Mi associo agli auguri. E buon ascolto.

 

Amari - Summerdrip (Settlefish - Summerdrop remixed) (MP3)

Amari - Night Members Club (ZIP > 10 MP3)

 

[uomosenzak | # | suoni, indie-gestione | commenti ]

lunedì, 22 dicembre 2008

Non si esce vivi da questi cazzo di anni zero

di inkiostro

Lo avrete probabilmente già letto, ma se lo avete perso il post di Leonardo su Le Luci della Centrale elettrica merita attenzione. Con la capacità di sintesi e le solite brillanti intuizioni che gli valgono il titolo di miglior blogger italiano, Leo è riuscito a dare voce alle perplessità di molti appassionatidi musica che, pur riconoscendone il valore e l'efficacia, non riescono ad apprezzare davvero la produzione artistica del cantautore ferrarese di questi cazzo di anni zero.

Io per esempio ieri sera sono andato a vedere Le Luci Della Centrale Elettrica. Seconda volta che ci andavo, ma continuo a non capire. Ecco, se io fossi stato un discografico e Le Luci fossero venute da me, gli avrei riso in faccia, come il tizio della Decca coi Beatles. E mi sarei pentito atrocemente, perché adesso Le Luci va in tv, vince il premio Tenco, riempie sale sempre più capienti, e le ragazzine in prima fila sanno le canzoni a memoria. E hanno ragione loro. Le ragazze che imparano i testi a memoria hanno sempre ragione.

Io non ci capisco niente, mi distraggo come alla predica in chiesa. Non riesco neanche bene a distinguere quando finisce una canzone e comincia l'altra. Ogni tanto una frase più lapidaria delle altre mi riscuote, ma ho la sensazione che siano tutte frasi lapidarie, centinaia di versi lapidari, una specie di contraddizione in termini secondo me, ma le ragazzine mi danno torto. Comunque, sintetizzando, di cosa parla? Sembra che sia uscito a prendere le sigarette ma i distributori non funzionavano, allora ha provato un po' più avanti, ma non funzionavano nemmeno là, e quindi ancora più in là, e così per sempre, il fantasma del ferrarese volante che gira su una macchina a recriminare quando basterebbe un distributore funzionante per tranquillizzarlo. [#]

 

Quindi è davvero una questione generazionale? Nonostante la differenza d'età relativamente minima, abbiamo già salito un gradino, e c'è già una generazione dietro di noi con un linguaggio musicale evoluto in cui molti di noi (la maggior parte, credo) non si ritrovano? Oppure, come dice qualcuno, è più una questione di attitudine, e ci siamo talmente abituati all'inoffensività media (e a volte mediocre) che caratterizza molte band indie-rock nostrane da non riuscire più ad apprezzare un personaggio che fa del suo approccio viscerale e un po' maudit (con capricci da rockstar, in qualche caso) una cifra stilistica?

[un po' entrambe le cose, secondo me]

 

E intanto, con le nostre conversazioni serie (?) si arricchiscono solo le compagnie telematiche.

 

Le luci della centrale elettrica - La gigantesca scritta COOP (demo) (MP3)

Le luci della centrale elettrica - Fare i camerieri (demo) (MP3)


 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (24)]

giovedì, 18 dicembre 2008

Doveroso post a base di librerie e cover natalizie

di inkiostro

Shelf Christmas Tree (dalla collezione Unusual and creative Christmas trees)

 

 

 

Better enjoyed listening:

Pas/Cal - Last Christmas (Wham cover) (MP3)

Già lo sapete perchè la linko ogni anno: la mia cover natalizia preferita di sempre.

 

Heike has the giggles - All I want for Christmas is you (Mariah cover) (MP3)

Dalla spettacolare compilation natalizia di Polaroid. Go get it!

 

mercoledì, 17 dicembre 2008

Intervallo

di hankmooody

Jake Shimabukuro - While my guitar gently weeps (Ukulele version)
Brividi. (via)

 

lunedì, 15 dicembre 2008

Loro sono quelli che invece ce la fanno

di inkiostro

«Io sono quello che non ce la faccio»: questo il celeberrimo incipit di Bassotuba non c'è, con cui cominciano i set del loro nuovo progetto congiunto due delle personalità musicali più creative d'Emilia (e forse d'Italia).
Max Collini, già voce e autore dei testi degli Offlaga Disco Pax (nonchè membro del multiforme team di Get Black, quando non è in tour -cioè quasi mai) e Jukka Reverberi, chitarra e voce dei Giardini di Mirò e titolare di vari progetti più o meno elettronici, rumoristi e ambientali come Die stadt der romantische punks e Bastion (e anche blogger) ogni tanto riescono a ritagliarsi un po' di tempo dai rispettivi impegni e a portare in giro Racconti emiliani, spettacolo a base di droni e letture. Jukka ci mette la musica (per lo più desolate sinfonie atmosferiche e rumorismi livellati di grande impatto emotivo), Max la voce (con un paio di testi inediti, più brani di Tondelli, Nori, Simona Vinci, Morozzi, Philopat, Matteo B. Bianchi), e il risultato è spesso superiore alla somma delle parti.

E' possibile ascoltare qualche brano live in bassa fedeltà sul loro nuovo myspace congiunto, oppure qua sotto. E sperare che passino anche dalle vostre parti.

 

Max Collini / Jukka Reverberi - La Maga Lorella (testo di Max Collini - live) (MP3)

Max Collini / Jukka Reverberi - Stanza 411 (testo di Simona Vinci - live) (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (4)]

giovedì, 11 dicembre 2008

These Little Boots are made for walking

di uomosenzak

E' probabile che abbiate già incrociato il nome di Little Boots, anche se non lo sapete.

 

Qualcuno l'ha conosciuta con le sue prime canzoni, qualcuno ne ha ammirato il canale YouTube pieno di versioni live fatte in casa, qualcuno ha letto il suo nome per la prima volta tra i 50 della Cool List 2008 di NME.

A me, come a molti, sono piaciute soprattutto le sue curiose e adorabili versioni di due dei singoli dell'anno (Time to pretend degli MGMT e Ready for the floor degli Hot Chip) suonate con il curioso e adorabile Tenori-on (un incrocio tra una tastiera Casio e un Sapientino), e spero che anche le sue canzoni passino presto da innocuo elettro-pop a piccole perle di bassa fedeltà fatte in casa.

Guardate i video e capirete cosa intendo. E innamoratevi, anche.

 

 

 

 

Little Boots - Stuck on repeat (ZShare MP3)

 

martedì, 09 dicembre 2008

Economie alternative per l'industria musicale

di inkiostro

L'industria discografica è in crisi, lo sanno tutti. Sono anni che il mercato musicale cerca disperatamente di trovare rimedio all'emorragia finanziaria che l'ha colpito ultimamente, di solito combattendo crociate inutili contro la diffusione dei file in rete o rendendo i cd copy-protected in modo che le copie originali finiscono per funzionare ancora peggio delle versioni piratate.

 

Nell'ultima settimana, però, sono spuntate fuori un paio di soluzioni decisamente più creative. La Ashtmatic Kitty (etichetta di Sufjan Stevens) ha lanciato un'iniziativa bizzarra: per un numero limitato di ore, ogni nuovo cd avrà un prezzo particolare, basato sul voto ottenuto dal disco nella recensione di Pitchfork (più alto il voto, più alto il prezzo).

Ecco la spiegazione dettagliata.

The record industry has reeled in the wake of Radiohead's decision to sell their album at a price determined by the consumer. Likewise, we here at Asthmatic Kitty have also had many internal discussions on pricing and value. How much is our artists' music worth anyway? Who gets to determine that?

Sure, there's been a lot of focus on you, the people who buy the music. But while we were reading Pitchfork's review of Grampall Jookabox's new album, Ropechain, we started to wonder: who's thinking about the music critics here? Everyone is looking to the consumer for guidance on pricing in an Internet-driven world, but don't music reviewers deserve some attention?

Today we are officially experimenting with what we call the Critic-Based Pricing Structure. Instead of selling Ropechain for our standard $10, or letting consumers pick their own price, we have let Pitchfork determine the price. Pitchfork gave Ropechain a 5.4. So, for the next 54 hours, Grampall Jookabox's Ropechain album is available for just $5.40 (+S&H). That's right, $5.40. Be part of this experiment by buying it. [#]

Io ho l'impressione che ci stiano un po' prendendo tutti per il culo (voi che dite?), ma invece magari no, è un'idea geniale e oltre all'ovvia pubblicità iniziale per la sua bizzarria, funzionerà benissimo aumentando i guadagni dell'etichetta.

 

Anche perchè là fuori c'è anche chi ha idee ancora più assurde. Come quelli di Bopaboo, il mercatino online degli MP3 usati

Q. What is bopaboo?

bopaboo is an online marketplace that allows you to legally transfer and resale digital music. Unlike, peer-to-peer file networks - bopaboo never creates duplicates of your music.

Q. Why bopaboo?

bopaboo was founded as a legal secondary marketplace to enable consumers to have the ability to resale their previously purchased music. With bopaboo, you now can upload and sell your unwanted music and buy your favorite artist music from other consumers just like you. [#]

 

La domanda sorge spontanea: Ma questa cosa è legale? Che significato ha sostenere che Bopaboo non crea duplicati dei file, contando che la cosa è virtualmente inverificabile, e comunque tecnologicamente priva di senso?

Se l'è chiesto anche l'avvocato di Idolator, e il succo della sua dissertazione in aglo-legalese infatti è "non ha senso". Ovvero: questa iniziativa ha i giorni contati. Però è una bella idea, no? Chissà che a forza di pensarne di così strambe un giorno a qualcuno non venga in mente la soluzione per evitare il definitivo collasso del sistema che altrimenti -dicono- è solo questione di qualche anno...

 

 

Soudrtrack di indie-pop borghese:

The Submarines - You, Me & the Bourgeoisie (ZShare MP3)

 

venerdì, 05 dicembre 2008

I don't wanna hear you play guitar

di inkiostro

Non è che io abbia niente contro le chitarre, anzi. Però, ogni tanto, non è bello ascoltare anche un po' di musica suonata (senza laptop o piatti) che riesca ad essere clamorosamente rock -a tratti punk- senza fare uso di una sei corde?

 

Dei Don Turbolento e della loro soprendente proposta a base di synth e batteria, come qualcuno ricorderà, ho già parlato un paio di volte più di un anno fa, sulla scorta del loro sorprendente EP di esordio e di uno dei loro spettacolari live set. Nel mentre il duo bresciano ha pubblicato un LP omonimo che da queste parti è stato in heavy rotation per mesi, e poi abbondantemente passato sulle frequenze di Radio Città Fujiko e diventato ormai un appuntamento fisso sul dancefloor del Covo (di solito con la mia favorita, Take it up). Arrivato ormai in periodo di classifiche di fine anno, non posso non dare lo spazio che si meritano ai dischi che nei mesi hanno abbondantemente tenuto banco sul lettore ma, tra una cosa e l'altra, sono ahimè sfuggiti a queste pagine.

 

Uno spazio per cui in questo caso parlano le fantasiose soluzioni musicali trovate dalla band per tirare fuori dalla formula a due una varietà di sfumature di sorprendente freschezza. Tanto negli episodi più classicamente punk-funk (Spend the night on the floor) quanto nell'apocalittica cassa dritta a 8 bit di Jingo & Nina, tanto nei pezzi più atmosferici e spaziali (Snapshots) quanto nel pop cadenzato del manifesto IDWHYP Guitar e nell'acidissima e assai riuscita cover del classicone I wanna be your dog. Se fossero di Brooklyn sarebbero di certo già un piccolo fenomeno della scena indipendente mondiale; da noi non hanno ancora attirato l'attenzione che meritano, anche se il nuovo disco, in uscita a Gennaio, potrebbe cambiare le carte in tavola. Sempre senza chitarre.

 

[stasera i Don Turbolento suonano al Covo di Bologna. Indovinate un po' chi sarà in prima fila a ballare]

 

Don Turbolento - IDWHYP Guitar (MP3)

Don Turbolento - Take it up (MP3) 

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (8)]

mercoledì, 03 dicembre 2008

Storia di un cantautore un po' sfigato

di inkiostro

James Yuill è un cantautore talmente sfigato che la sua voce su wikipedia ha solo un paio di righe.

«James Yuill è un musicista folktronico inglese che viene da Londra, e che incide dischi per la Moshi Moshi» [#

Esauriente, non c'è che dire. Eppure Yuill è di Londra, terra nota per celebrare ogni promessa musicale come la next big thing ancora prima che questa abbia pubblicato alcunchè. Per giunta è arrivato già al secondo disco -uscito già da un paio di mesi- e online le recensioni (tutte assai favorevoli) si contano sulle dita di una mano.

 

Se lo merita? Direi di no.

Certo, Yuill si muove in un terreno già abbondantemente battuto (che ha come estremi da un lato i Tunng e i Mùm più pop, e dall'altro Styrofoam e i Postal Service), e lo fa con un'estetica da cameretta (cfr. l'immagine qui di lato, che viene dal suo sito ufficiale) ormai abusatissima. Eppure la sua è una proposta di ottimo valore, e il suo recente disco Turning down water for air è una delle cose che recentemente si è fatta più apprezzare da questo lato degli auricolari, grazie alla scrittura classica ma non scontata e alla produzione curata ma non patinata. Ma soprattutto grazie al pezzo migliore del lotto, quella No pins allowed che tocca le stesse alte vette da instant classic dei migliori Postal Service, mancando solo di poco la destinazione indie-dancefloor che pure gli sarebbe propria. Sempre la sfiga del suo autore, probabilmente.

 

 

James Yuill - No pins allowed (MP3)

 

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (6)]

giovedì, 27 novembre 2008

In cucina con Cat Power

di inkiostro

Chan Marshall, meglio nota come Cat Power, cucina le patate dolci al forno, ospite in video su Oh-Audrey.com (una specie di Antonella Clerici del web). Se vi interessa, la ricetta è anche in versione testuale. (via)

[evitiamo gli ovvi commenti sull'inarrestabile imborghesimento della cara Chan. Ormai è cosa nota. E un po' triste]

 

 

Lettura consigliata:

Kara Zuaro - I like food, food tastes good

Musica e cucina: l'abbinata è vincente. In questo libro più di 100 musicisti indipendenti segnalano e spiegano la loro ricetta, dai Kings of Convenience ai Death Cab for Cutie, dagli Okkervil River agli Interpol, dai Violent Femmes ai Descendents (da un cui verso prende titolo il libro). Comprato a NYC mesi fa, testato e approvato. Curioso, e pure utile.

 

Lettura sconsigliata:

Alex Kapranos - Rock Restaurant

Come ho scritto su Anobii: «Canti bene e magari sei anche un bravo cuoco, ma come scrittore lasciamo perdere». Il leader dei Franz Ferdinand -ex cuoco- racconta il cibo e i ristoranti dal mondo visti durante i suoi tour con la band. Poche idee, poco originali, e espresse in modo per nulla memorabile. Passate oltre.

 

 

Soundtrack dai bei tempi che furono:

Cat Power - Wonderwall (Oasis cover) (MP3)

 

martedì, 25 novembre 2008

Ditelo con i coretti!

di ildottorGola


Da una decina di giorni, precisamente da sabato 15, non riesco ad ascoltare musica che non contenga almeno trelinee vocali armonizzate. Dopo l'incredibile concerto dei Fleet Foxes ai Magazzini Generali di Milano, il mio doping personale sono diventati i coretti e le canzoni piene di aaaaaaaaahhhhhhh uuuuuuuuuuuuuhhhhhhhhhh oooooooooooohhhhhhh.
Dopo aver consumato il disco e l'ep delle suddette volpi agili sono andato alla ricerca di altri gruppi che potessero darmi la modica quantità di voci modulate di cui ormai abbisogno per sopravvivere. E ho notato una cosa curiosa: sotto il velo di melodie dolci e melassose, spesso le canzoni coi coretti (da qui in poi CcC) celano retroscena decisamente inquietanti.
Prendete i Fleet Foxes.

Fatto? Immagino che una larga percentuale dei lettori di questo blog conosca il loro singolo più famoso, White Winter Hymnal. Vi siete mai messi a leggere il testo? Se l'avete fatto vi sarete probabilmente resi conto del fatto che la canzone, nonostante quel diffuso sentore natalizio - che come tutti sanno è dato da un misto di mascarpone, zenzero, cannella e sterco di renna - cela un terribile segreto. Andiamo a vedere.
I was following the pack
all swallowed in their coats
with scarves of red tied ’round their throats
to keep their little heads
from fallin’ in the snow
Ok scena bucolica, gruppo di gente... Ma andiamo a vedere dopo.
And I turned ’round and there you go
And, Michael, you would fall
and turn the white snow red as strawberries
in the summertime
Qualcosa non quadra. Ad un'analisi attenta, la drammaticità della scena appare in tutta la sua evidenza.
Michael cade e la bianca coltre di neve si trasforma in una distesa di fragole. Michael non si è semplicemente sbucciato un ginocchio. Michael, chiaramente, perde sangue a fiotti, una quantità probabilmente simile a quella che esce dall'ascensore di "Shining".
Al sesto verso della canzone Michael ancora non lo sa, ma è già morto.
Delle cause della morte del povero Michael non è dato sapere. Ci sono però indizi interessanti nella canzone Mykonos, in cui pare evidente la fuga del protagonista verso lidi pacifici, il sole il mare lo iodio per "dissipare le ombre del casino che hai combinato".
And you will go to Mykonos
With a vision of a gentle coast
And a sun to maybe dissipate
Shadows of the mess you made
I particolari della fuga sono tutti in questi quattro versi. L'interpol indaga.
Appare evidente, quindi, che Michael - da tutti descritto come un bravo ragazzo studioso e diligente che faceva volontariato - è stato brutalmente assassinato dal branco, gente avvolta in cappotti e sciarpe in modo da meglio occultare la propria identità. Poichè ci troviamo negli Stati Uniti, è probabile che ognuno dei partecipanti al massacro avesse con se almeno un paio di pistole, e lo zampillare del plasma dai fori dei proiettili trasforma un pomeriggio in campagnia in un agghiacciante bagno di sangue.
Nessuno si era però accorto di tutto questo, perchè il cantante cela la brutale confessione sotto un tappeto di coretti simil-natalizi, che sviano l'attenzione dell'ascoltatore dal terribile fatto di sangue.
Qualcuno però è stato attento e ci ha fatto un film.


Mentre andavo a caccia di CcC mi sono imbattuto in un gruppo che ascoltavo quando ero piccolo, dai vinili di mammà: i Mamas and Papas. Noti all'universo italico come quelli a cui i Dik Dik devono metà del loro successo (per l'altra metà "sentiti ringraziamenti" ai Procul Harum), sono una band ingiustamente sottovalutata. Al di là di California Dreaming, capolavoro assoluto menomato dal fatto che tutti la conoscono ma quasi nessuno si è preso la briga di ascoltarla attentamente, i M&P hanno scritto una buona quantità di canzoni meravigliose, con intrecci vocali e arrangiamenti tra i migliori di sempre.
Tra le mie canzoni preferite ce n'è una che si chiama I Saw Her Again Last Night. Anche qui, coretti a profusione, cambi di tempo e di mood, in una canzone pop pressochè perfetta. Ad un ascolto superficiale pare una sincera ballata d'amore, di un uomo che ripensa alla sua bella incontrata poche sere prima.
La realtà ancora una volta è ben diversa.
I saw her again last night,
And you know that I shouldn't
Perchè non avrebbe dovuto? Lei è fidanzata? E' sposata? Niente di tutto questo.
Just string her along; it's just not right
If I couldn't I wouldn't.
But what can I do; I'm lonely too.
And it makes me feel so good to know
She'll never leave me.

I'm in way over my head;
Now she thinks that I love her (yeah, yeah)
Because that's what I said
Though I never think of her.
(No, no, never think of her)
Se avete ascoltato la canzone, il modo in cui queste parole sono cantate, l'arrangiamento, le armonie zucchero e miele, vi sentite un po' truffati. Mai sareste andati a pensare che questa fosse la versione cantata del noto detto latino "in tempo di carestia ogni buco è galleria." Il simpatico figlio di mignotta canta del fatto che si vede con 'sta tipa di cui non gli frega granchè ma siccome lei ci sta alla fine perchè negarsi una bottarella o due?
Ma fosse solo questo, vabbè. Lui no, la illude pure, le dice che la ama, lei è completamente persa e lui si vanta con gli amici al bar bevendo crema al whisky col ghiaccio, per poi andare a fare le penne col Booster al parcheggio vuoto dietro lo stadio.
Every time I see that girl,
You know I wanna lay down and die.
But I really need that girl
Though I'm living a lie;
(Though I living a lie...)
It makes me wanna cry
Ma vai a cagare, ipocrita! Pensate, gli vien pure da piangere, povero ragazzo...

Insomma la lezione l'abbiamo capita: con i coretti si può dire qualunque meschinità o nefandezza, e la gente se la beve meglio di un chupito.
Avete detto ai vostri genitori che vi laureate a febbraio ma in realtà avete dato solo due esami in sette anni?
Non c'è più bisogno di impiccarsi il giorno della laurea nel bagno dell'università, che si sporca pure il vestito buono: ingaggiate un gruppo vocale che metta in musica il vostro misfatto e vedrete che i vostri parenti lo accetteranno di buon grado!
Probabilmente vi daranno un buffetto e vi diranno sorridendo "sei sempre il solito...Però potevi avvertirci prima che vendessimo tuo fratello per pagarci il viaggio in corriera per venire da Agrigento ad Aosta...".


Extra: un po' di mamme e papà
:

The Mamas and The Papas - I Saw Her Again Last Night (MP3)
The Mamas and The Papas - Creeque Alley (MP3)
The Mamas and The Papas - I Call Your Name (MP3)
[ildottorGola | # | suoni, guarda te | commenti (9)]

giovedì, 20 novembre 2008

Works for me

di inkiostro

 

In campo informatico, l'espressione «Works for me» è una brutta bestia.

Nella sua accezione più comune viene solitamente usata da un programmatore per indicare l'esito della sua verifica di un problema precedentemente segnalato da un tester. «Works for me« vuol dire «Da me funziona» ed è contemporaneamente un alleggerimento della coscienza («Non sono stato io!») e l'attestazione dell'impotenza del programmatore di fronte al presunto problema, che porta al dubbio strisciante che ci sia davvero un errore, ma che questo si verifichi solo in circostanza difficili da ricreare, che lo rendono particolarmente infido da individuare e quindi da risolvere. Non una bella situazione.

 

Sono abbastanza sicuro che i The Twelves non pensassero a questo quando hanno scritto il loro pezzone Works for me, ma mi piace pensare che un po' dell'ambivalenza del significato informatico sia rimasta (però il testo è abbastanza inutile, da quanto sono riuscito a capire). Elegante e dolceamaro gioiellino di pop elettronico ballabile (strettamente parente di quello che una volta si chiamava french touch, direttamente sui passi di Phoenix e Daft Punk), Works for me è uno dei primi pezzi originali pubblicati dal duo di DJ e produttori brasiliani che nell'ultimo anno ha fatto parlare di sè mezza blogosfera. Dopo una notevole quantità di remix molto belli (tra i nomi più grossi Kylie Minogue e M.I.A., ma i miei preferiti sono quelli dei Black Kids) e un paio di mixtape diffusi in rete, i primi pezzi autografi promettono davvero molto bene. Un tocco di Francia dal Brasile con doppio senso informatico, chi l'avrebbe mai detto.

 

The Twelves - Works for me (MP3)

Black Kids - I'm not gonna teach your boyfriend how to dance with you (The Twelves remix) (MP3)

The Twelves - Episode 2 mixtape (Zshare > MP3 con 11 canzoni)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (6)]

martedì, 18 novembre 2008

Matte's CMJ Marathon report / 2

di mahtte

Seconda parte del resoconto sulla CMJ Marathon svoltasi tra il 22 e il 26 ottobre scorso a New York (qui la prima parte).

 

 

Venerdì

Parto in quarta perdendomi, bestemmiando un bel po', il set dei danesi Kirsten Ketsjer. A detta di quelli che li hanno visti, si e' trattato di una delle migliori sorprese di questa CMJ (anche se sono in giro da un po' di tempo). Consigliati per gli appassionati dell'indie dei primi anni '90 e chi ama bands eclettiche e vagamente sperimentali. La giornata per me inizia al Cake Shop dove, tra gli altri, vedo i concerti di Women (che un po' mi annoiano ma poi rivedo, apprezzando, sabato v. piu' in la') e Phosphorescent. Phosphorescent e' il progetto del brooklynite Matthew Huock; alle spalle ci sono gia' una manciata di albums ed EPs. Il set del Cake Shop e' suggestivo. Accompagnato da una band, il lo-fi cantautorale e vagamente folkie di Huock suona solido ed emotivo. Alcune canzoni al secondo ascolto iniziano a prendermi. Il pubblico sembra aprezzare parecchio. Lasciato il Cake Shop mi dirigo al Fort Fader per il party di Fader e Levi's. Scena completamente diversa qui. Evento molto pompato, tanti faccioni newyorkesi, ma anche un ottimo open bar e una scenografia azzeccata. Arrivo che suonano gli australiani Seabellies, di cui non sapevo una cippa e che, nonostante un suono un po' derivativo (Arcade Fire in testa), hanno dei pezzi carucci. Alle mie amiche piace il cantante, mentre a me e i miei amici la cantante... tutti accontentati insomma. La gita al Fort Fader era stata fatta, oltre che per sentirci tutti un po' piu' stilosi, per gli/le School of Seven Bells (ex chitarrista dei Secret Machines e due sorelle di Brooklyn alla voce e tastiere/laptops) tra le bands piu' hyped della manifestazione. Il live non mi ha convinto molto, purtroppo (il cantato in particolare non mi e' parso impeccabile). Col tempo pero' sono certo sapranno migliorsi: le canzoni sono belle e loro hanno tutte le carte per affermarsi.

 

Kirsten Ketsjer - Ernie and the Sandstorm (MP3)

Phosphorescent - A Picture of Our Torn Up Praise (MP3)

School of Seven Bells - Connjur (MP3)

 

La serata si chiude col live di Jay Reatard alla Bowery Ballroom. Reatard e' un giovane garage/punkrocker che viene attualmente portato sul palmo della mano da quei cinque blog e siti che contano nella scena indie nordamericana. Parecchio prolifico (scrive una canzone al giorno e ne registra due o tre alla settimana...), si e' fatto notare per avere fatto uscire un'infinita' di 45 giri (ora raccolti in due collezioni uscite nei mesi scorsi, personalmente preferisco quella che copre le annate 06/07) e un buon album di esordio. Dal vivo il nostro propone sets tiratissimi, senza piu' o meno interrompersi mai tra un pezzo e l'altro. Rispetto ai pezzi incisi su disco, dal vivo le canzoni sono molto piu' veloci e pesanti. Suoni ipersaturi e molta molta rabbia. Peccato che anche questa volta abbia indugiato nel vezzo non troppo galante (e punk) di prendere a calci e pugni chi cerca di salire sul palco... (anche se poi tira su dal pubblico un mega nerd cui fa fare l'assolo di chitarra nell'ultimo pezzo). Dei gruppi di apertura - gli inutili Longwave e gli insopportabili White Lies - non ho molta voglia di parlare (temo che purtoppo nei mesi a seguire dovremo imparare a sorbirci i secondi, col loro stucchevolissimo e posticcio revival Joy Division/primi U2/Echo & The Bunnymen, al cui confronto gli Editors sembrano degli innovatori alla John Zorn).

 

 

Sabato

Mi sveglio e non posso che constatare di essere completamente sfatto. Vorrei poter starmene a letto a poltrire fino alle 5 del pomeriggio e invece... Invece c'e' il terzo showcase di BrooklynVegan, questa volta alla Knitting Factory. Meta' degli artisti sono stati selezionati dal mio amico Fred aka Blackbubblegum, l'esperto di metal (ma non solo) di BV. Per cui non ci sono scuse e faccio il piacere di portare le mie chiappe alla Knit. La venue ha tre palchi dislocati su tre piani. Cosi', per un buon sette ore abbondanti faccio su e giu' con l'inerzia del maratoneta nei suoi ultimi chilometri (il nome dell'evento non e' in effetti casuale). Non ricordo in che ordine ma vedo una marea di bands a me semisconosciute, tra cui gli ottimi Delta Spirit (californiani a meta' tra americana e northern soul, molto coinvolgenti: sono circa le tre del pomeriggio e tutti quanti ballano come fossero le tre di notte), i noiosetti Shout Out Out Out (fanno dancetronica, non dimentichero' mai che il momento piu' bello sono stati i Daft Punk nel PA mentre veniva montato il palco, peraltro cargo di strumentazione fighettosissima), i rumororissimi e violenti Trap Them (non la tipica band di cui si parla da 'ste parti, per cui non mi dilungo se non per dire che sono stati perfetti dal vivo), gli un po' inutili Made Out of Babies (riot grrrl meets three metal dudes, together they form a band and come up with some tasteless Alice in Chains stuff and some of the worst LP artwork I have ever experienced) e gli acidi e assai interessanti Lemonade da San Francisco.

 

Delta Spirit - Trashcan (HYPEM link)

Lemonade - Sunchips (RCRD LBL link)

 

Tra i nomi meno semisconosciuti (ripeto, a me), la giornata offre altre cose interessanti, a partire da Marnie Stern, il cui ultimo disco ha fatto parlar gran bene. Trovo lei e la sua voce sempre in bilico tra la follia pura e il genio. Non sono ancora sicuro se davvero serva tutto quel virtuosismo che alle volte trovo persino fastidioso e anche un po' cheap: cresciuto, ahime', con Vai e Satriani in una fase breve ma importante della mia vita, il suo guitar tapping non mi impressiona piu' di tanto. Buffo come il suo segno distintivo sia la cosa che trovo meno interessante. Comunque lei e' molto simpatica e carina dal vivo e il concerto viene molto gradito dal pubblico (e dallo stesso BrooklynVegan che si agita parecchio accanto alla console). Tra le grandi attrazioni della giornata ci sono i da poco riuniti Rival Schools, il piu' recente progetto della leggenda hardcore Walter Schreifels (in giro da quando aveva circa 14 anni e con passato glorioso nelle fila di Youth of Today, Gorilla Biscuits e Quicksand). I Rival Schools, in cui militano anche ex componenti degli Iceburn, fanno un indie/emo radicato in tipiche sonorita' 90s. Visto che sono stati tra i primi a proporre la miscela (si sono orignariamente formati nel '99), non li puo' tacciare di scarsa originalita'. Cio' detto, nonostante lo show sia molto piacevole, non riesco a scrollarmi dalla testa l'idea che i Rival Schools siano piu' che altro un'all star band del passato. A breve ci sara' un nuovo disco e saro' felice se le mie riserve saranno smentite. Finiti i Rival Schools mi imbatto ancora nei Women, visti anche il giorno prima al Cake Shop. Non so se sono io o sono loro, ma mentre la prima performance mi dice poco niente, la seconda mi rapisce. Psichedelici, retro, sperimentali, mi catapultano in atmosfere fuori dal tempo come solo i primi Clinic. Una delle piu' belle sorprese della CMJ. Prendo e consumo il disco di esordio. Non vedo l'ora di ribeccarli al prossimo passaggio. Poco dopo e' la volta dei Mae Shi, che vedo per la prima volta dal vivo. Come da attese, sono molto molto meglio che su disco. Parecchia improvvisazione e situazionismo. Sembra a tratti di essere a teatro. Grande interazione con gli spettatori. Nel mentre tra il pubblico iniziano ad aggirarsi Rude Bear (no, non e' uno degli Animal Collective: e' un tizio che va a concerti vestito da orso e baccaglia le tipe al bar, un nuovo role model insomma) e Mike D dei Beastie Boys (e io per poco non collasso dall'emozione). Dopo i Mae Shi e' la volta dei Lightspeed Champion in versione rimaneggiata (e senza piatti della batteria per la prima meta' del concerto). Il loro leader Dev e' oramai newyorkese d'adozione da qualche tempo e col suo berretto di lana dei Knicks e' facilmente riconoscibile nei bars. Il suo ingaggio allo showcase e' avvenuto davanti ai miei occhi il giorno prima, a meta' pomeriggio in mezzo alla strada in Ludlow Street: il buddy Fred/Blackbugglegum lo vede e gli chiede se vuole suonare, lui caccia un urlo che fa girare tutti i pedoni quando viene a sapere che ci sarebbero stati i Rival Schools, e poi dice: "Ha! BrooklynVegan e' l'unico sito che parla bene di me: fammi fare due telefonate ma penso proprio di si'". Lo show e' improvvisato all'ultimo momento e fatto principalmente di covers, piu' o meno a richiesta, tra cui pezzi delle Heart, dei Pixies (Alec Eiffel, secondo momento Trompe Le Monde di questa CMJ) e Nirvana (School, peraltro eseguita in maniera superba). Sempre un live divertente il suo.

 

Marnie Stern - Every Single Line (MP3)

Women - Black Rice (MP3)

Women - Group Transport Hall (MP3)

 

Questo e' quanto ho visto e sentito in quei cinque giorni. Uno sputo rispetto a quello che c'era in giro ma, privo del dono dell'obiquita', era ovvio dover saltare una marea di artisti che pur avrei visto piu' che volentieri, tipo Crystal Stilts, Fucked Up, Gang Gang Dance, Crystal Castles, Lykke Li, Deerhof, Fujiya & Miyagi, Roisin Murphy, Dungen, etc. Oh, siete tutti liberi di prendermi a male parole per le scelte da me fatte, il piu' delle volte, lo ammetto, avvenute under the influence. Next big thing? Mah, non saprei proprio. Probabile qualcuno a caso tra Reatard, Crystal Stilts, Friendly Fires e/o forse Phosphorescent (e i White Lies pure, ma sono posseduti dallo schifo). A parte che la ricerca non e' che mi ecciti piu' di tanto -- salvo poi spaccare la testa al prossimo quando incappo in una. Quindi preparatevi che torno a tirarmela peggio di James Murphy non appena uno dei gruppi segnalati sopra mi prende un 4 su 5 sul Rolling Stone o un 7.2 su Pitchfork o finisce in alto nelle vostre classifiche lastfm o di fine anno. A proposito, l'anno volge al termine: bloggers, ci state dando con la classifichina?

 

venerdì, 14 novembre 2008

New Foxes Old Foxes

di inkiostro

Tra qualche ora il sottoscritto è in partenza alla volta di Milano, dove trascorrerà il weekend per incrociare un po' di amici in occasione dell'imperdibile concerto dei Fleet Foxes (sabato 15 novembre, ai Magazzini Generali). Pare che tra il pubblico saranno presenti addirittura cinque tra gli autori di questo blog.

Dei Fleet Foxes, qualche mese fa, scrivevo:

A qualcuno ricordano il sound senza tempo dei Midlake, ad altri il folk americano elegante dei My morning Jacket, a qualcuno anche gli Animal Collective o gli Hidden Cameras, per la vena psichedelica e l'abbondante uso di cori; c'è chi ci sente un sacco di cose anni '60 un po' desuete (tipo i Byrds, gli Eagles o Crosby, Stills e Nash) e chi i recenti indie-heroes Band of Horses, loro concittadini e compagni di etichetta. Quando gli ascoltatori non riescono a mettersi d'accordo su quali siano le tue vere influenze, e quando il mondo musicale comincia a incensarti (9.0 su Pitchfork, Disco del mese su Mojo) anche se la tua band è interamente composta di giovani barbuti che indossano camicie di flanella, e il tuo disco d'esordio ha in copertina non una foto cool ma un dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio, allora vuol dire che sta succedendo qualcosa di grosso. E infatti i Fleet Foxes sono qualcosa di grosso.

 

Le vie dell'hype sono strane e impredicibili, si sa. Ma la band capitanata da Robin Peckold non concede davvero niente alle mode ed ha attirato tanta attenzione su di sè solo ed esclusivamente grazie alle sue capacità. Canzoni splendide e senza tempo (la mia preferita, come sa chi ha ascoltato la fine della stagione di Get Black è il singolo White Winter Hymnal, una nenia che ti si incolla alle orecchie e che sembra qualche remoto classico dei Beach Boys cantato da un coro di monaci gregoriani), arrangiamenti antichissimi eppure modernissimi, e dei live -pare- straordinari (saranno in Italia il 15 Novembre, per una data unica a Milano).
Ma, soprattutto, la tranquillità e la classe di chi non deve dimostrare niente a nessuno, perchè è come se fosse sempre stato qui. [#]

 

Del loro live Matte, che li ha visti a New York a Luglio e, sull'onda dell'eccitazione, è tornato a vederli di nuovo il giorno seguente, scriveva:

Il concerto dei Fleet Foxes a cui ho appena assistito e' stato semplicemente strepitoso, uno dei migliori (se non il migliore) dell'anno, senz'altro il piu' emozionante. [#]

E se lo dice lui, che vede decine di concerti al mese nella città in cui passano tutti, c'è da fidarsi.

Se non bastasse, proprio ieri La Blogotheque ha pubblicato uno dei suoi concerts à emporter che ha come protagonista (di nuovo) la band di Seattle, che regala una splendida versione di Blue Ridge Mountain (aperta da Sun Giant) cantata e suonata all'interno di un'ala abbandonata del Grand Palais. Se non vi fidate di me o di Matte, fidatevi delle vostre orecchie.

 

 

 

Fleet Foxes - Mykonos (MP3)  (ALT)

Fleet Foxes - He doesn't know why (MP3) (ALT)

 

martedì, 11 novembre 2008

Giovani, carini e con il ritmo nel sangue

di batteriaricaricabile
Si è da poco discusso di preach-a-pella (=voce declamatoria quasi da predicatore su musica elettronica fica) e da poco l’elezione del nuovo presidente americano ha fornito un discorso che sembra fatto apposta per essere messo in musica. Il discorso di Obama è così musicale nella ritmica e nell’evoluzione che non ha bisogno di essere manipolato, è già mixtape (è rap direbbe Luzzato Fegiz). Ha già dentro di sé l’house, l’Africa, le armoniche redneck e la festa. Devi soltanto ascoltarle bene e ballare con Ann Nixon Cooper.

It’s The Answer Mixtape – maxcar (ALT)


I Need A Life (Four Tet vs maxcar Bending The Arc Of History Version) – Born Ruffians
I Exist Because Of You (Heinrik Schwarz vs maxcar Brick By Brick Live Version)
- Heinrik Schwarz and Amapondo
Kiss You On The Cheek (King Of Town vs Maxcar I Want To Kiss Ann Nixon Cooper On The Cheek Version) – Desmond And The Tutus

martedì, 04 novembre 2008

«Toh, al Covo è appena entrato Erlend Øye»

di inkiostro

 

Sabato, mentre io e Arturo mettevamo i dischi al Covo, è entrato Erlend Øye.

 

Così: in un non brillantissimo sabato sera post-festivo (peraltro più affollato di quanto l'infelice collocazione da day after di Halloween facesse presagire), mentre stavo passando un po' di classici della cassa dritta, lo smilzo e poliedrico musicista norvegese (noto per essere la metà occhialuta dei Kings of Convenience, tra le altre cose) è entrato dalla porta del club di Viale Zagabria come un avventore qualsiasi. Si è messo in coda coi suoi amici, ha pagato, ha ordinato da bere, e si è messo a ballare. Io, da grandissimo fan del duo norvegese, ho rischiato di svenire, e ho continuato a mettere i dischi con il cuore a mille e l'ansia da prestazione di chi si trova davanti a uno dei suoi piccoli idoli.

 

Avevo sempre saputo che portarmi nella valigetta una copia del tendenzialmente imballabile Riot on an empty street prima o poi sarebbe servito a qualcosa; così, quando abbiamo fatto partire I'd rather dance with you than talk to you, Erlend ha reagito con lo stile tranquillo e sportivo che gli si confà: ha alzato le dita in segno di vittoria, e si è messo a ballare la sua stessa canzone, in mezzo agli amici che ridevano. Ha fatto un paio di richieste, subito accontentate (gli Smiths e «qualcosa di italiano»; abbiamo messo Il Genio e i My awesome Mixtape, e pare aver gradito), e alle tre passate, sulle note di Young Folks dei suoi (quasi)connazionali Peter, Bjorn and John, ha lasciato il locale.

 

Così.

 

 

Kings of Convenience - I'd rather dance with you than talk to you (MP3) (ALT)

 

Bonus:

Erlend Øye - A sudden Rush (MP3) (ALT)

 

lunedì, 03 novembre 2008

Lo vuoi un palloncino colorato?

di batteriaricaricabile
Inkiostro mi ha chiesto di remixare gli I’m From Barcelona, con la stessa leggerezza di uno che chiede a Troy McLure di tenergli d’occhio l’acquario (tutte le altre similitudini che mi vengono in mente sono più fiche, ma probabilmente poco adatte a un pubblico facilmente impressionabile). Io però non avevo ancora sentito il pezzo originale e allora ho deciso di accettare a scatola chiusa. L’ascolto delle singole parti vocali e strumentali si è subito tradotto nell’entusiasmo di poter tradurre i cori di chiesa in una disperazione industriale alla Radiohead trattata con tecniche di produzione alla Burial o alla Four Tet. Il pezzo originale invece era più dalle parti di un cartone animato degli Arcade Fire, con lieto fine. Nel mio caso invece la trama è che c’è un serial killer vestito da cantante degli I’m From Barcelona che testa l’età mentale degli indie-kid col Nintendo DS e il giochino della Kidman e se uno dimostra meno della metà dell’età fisica lo fa a fette. Ovviamente il lieto fine ce l’ho anch’io: il serial killer non uccide le indie-kid e canta con loro il coro finale sul tetto dell’Hana-bi.

it-pennywise-basement

domenica, 02 novembre 2008

Endorsement

di NuxxNews



In Yow We Trust

David Yow by Kris Mestdag


I can swim, I can't swim, I can swim, I can't swim
I can swim, I can't swim, I can swim, I can't swim
Well here's a notion, a single idea
Swing by the ocean, because
I can't swim, I can swim, I can't swim, I can swim
I can't swim, I can swim, I can swim, I can swim
Hang by a maritime, marine at nighttime, waiting waterlogged down by the high sea
Waiting (wading) waterlogged, for that guy to arrive
Oh he don't know that
I can swim, I can't swim, I can't swim, I can swim
If there was even one chance, that he would come along
If there was even one chance, that he would come alone
If there was even one chance, that he would come along
If there was even one chance, and take a drink by the drink
Fucked up in the flood, stoned
And get soused by the sea
And take a dip, in the briny deep
Hang by the maritime, marine at nighttime
Waiting waterlogged, down by the high sea
Wading waterlogged, for that guy to arrive
Well he don't know that
I can swim, I can't swim, I can't swim, I can swim
I can't swim, I can swim, I can't swim, I can swim

We Can Swim

The Jesus Lizard - Seasick

[photo by Kris Mestdag]

venerdì, 31 ottobre 2008

Wild Wild Zen

di inkiostro

Non c'è niente di meglio del nuovo video degli Zen Circus (in anteprima assoluta su questo blog) per fare una pernacchia ad Halloween. Wild Wild Life è una cover dei Talking Heads, ed è il terzo singolo estratto dal brillante Villa Inferno, sottovalutato opus magnus della band pisana composto e suonato insieme a Brian Ritchie dei Violent Femmes e pubblicato da Unhip Records. Il video è diretto da Filippo Francione e prodotto da zimbrAVideo.

 

Che c'entra Halloween? Con la canzone e il video, poco o niente. Gli Zen Circus, però, torneranno a calcare il palco del Covo domani sera, il giorno dopo Halloween, per un'ingombrante serata post-festiva in cui probabilmente buona parte del pubblico che normalmente affolla il club di Viale Zagabria sarà a casa impegnata a smaltire la sbronza della sera prima.

Io invece me ne frego di Halloween, stasera sto a casa o vado a bere una birra tranquilla in centro, e tengo le energie per domani sera; visti i travolgenti live set a cui ci ha abituato la band toscana (forte di un repertorio assai vasto e di una innata capacità di tenere il palco rarissima in Italia) ce ne sarà bisogno. A seguire, in pista grande, il sottoscritto mette un po' di dischi insieme ad Art Compagnoni. Boicotta Halloween, vota Zen Circus.
[o almeno fatti entrambe le serate]

 

The Zen Circus - Wild Wild Life (MP3)

 

giovedì, 30 ottobre 2008

Matte's CMJ Marathon report / 1

di mahtte

Tempo fa, Ink mi invito' a collaborare sul blog che state leggendo. Dopo circa tre mesi persi a scegliere un nickname su splinder e altri quattro a trovare qualcosa da dire, ecco finalmente il pretesto: la CMJ Music Marathon che si e' svolta a NY la settimana scorsa.
Nata nel 1980, la CMJ e' una rassegna in cui oltre un migliaio di artisti piu' o meno emergenti presentano il proprio materiale a un'itinerante massa di fan, musicofili, giornalisti, bloggers, poseurs e presenzialisti vari, che per cinque giorni zompettano da un posto all'altro di Lower Manhattan e Brooklyn (clubs, bars, cafes, negozi, open spaces, case, cantine, giardini e parchi) alla ricerca disperata della next big thing. Quello che segue e' un resoconto dei miei cinque giorni di poco sonno, molto alcol e tanta musica.

 

 

 

Martedì

Parto col primo dei tre showcases di BrooklynVegan alla Music Hall of Williamsburg dove vedo The Sammies, Shearwater, Ponytail e Passion Pit. I Sammies dal vivo sono piacevoli, anche perche' a tratti paiono una tribute band dei Replacements, ma a risentirle le canzoni scivolano via un po' anonime. Gli Shearwater, altra faccia degli Okkervil River, mi sono piaciuti parecchio, molto di piu' che su disco, dove non mi pare riescano a catturare alla perfezione l'intensita' del cantato di Jonathan Meiburg e la ricchezza dei suoni (avro' visto almeno dodici strumenti diversi, ad alcuni dei quali non sono nemmeno in grado di dare un nome). Incuriosito dal disco e dal chiacchericcio di tutti quanti, i Ponytail mi sono parsi buoni nel complesso, a tratti pure ottimi (mutuando da Morrissey, ma in un'ottica del bicchiere mezzo pieno, some songs are better than others). Quanto a presenza scenica, mentre alcuni hanno trovato gli art-rockers di Baltimore efficaci, a me sono invece sembrati un po' fiacchi. Infine, i prossimi-ospiti-fissi-di-Gossip-Girl Passion Pit come da attese fanno scatenare le ragazze, il che e' sempre una cosa che come minimo mette di buon umore. Non so se e' un azzardo parlare di incrocio tra Cold War Kids e Hot Chip, ma questa e' l'impressione che ne ho avuto. Il falsetto del cantante era molto fastidioso comunque. Peccato non essere potuto restare fino alla fine, che mi sarei visto pure Jens Lekman, in versione singing dj.

 

(Shearwater)

 

 

Mercoledì

Si parte alla Lit Lounge con gli italiani Tiger! Shit! Tiger! Tiger! (lo so, il nome e' un capolavoro, al tempo stesso il migliore e il peggiore della rassegna...). Anche per loro vale la massima morriseyana di cui sopra. Alcuni pezzi interessanti, anche se un po' di tempo in piu' in sala prove non avrebbe guastato. Ricordano un po' i Rapture pre-Murphy therapy, ruvidi e spigolosi. Certo, fossimo nel 2000-2001 sarebbero una delle cose piu' interessanti in giro. Lasciati i connazionali, mi reco al 205 a vedere il duo indie-pop australiano An Horse. Il lui e la lei suonano bene, sono carucci e potenzialmente potrebbero divenire i nuovi beniamini di quelli con appetito fashionista. Alla quarta canzone inizio un po' ad annoiarmi e a guardarmi in giro pero'.

 

(An Horse)

 

 

An Horse - Postcards (HYPEM link)

 

 

Fortuna che al Cake Shop mi aspetta lo showcase dell'etichetta olandese Subbacultcha! (primo dei momenti Trompe Le Monde di questa CMJ, v. sabato). Arrivo e faccio in tempo a beccarmi gli ultimi due tiratissimi pezzi dei tetri e sperimentali Bonne Aparte. Buoni a tal punto che mi prendo pure il disco (che ora ascolto solo quando fuori c'e' il sole e sono di buon umore, che senno' nella migliore delle ipotesi o mi spavento o mi deprimo). Di seguito assisto a una delle performances migliori della settimana, quella del duo chitarra-batteria The Moi Non Plus. Molto bravi e spettacolari: vedere un batterista spaccare un ride da quanto pesta e' sempre cosa che rida' fiducia nel genere umano. TMNP sono leggermente piu' accessibili dei Bonne Aparte con tante influenze che pescano dritto tra i miei artisti preferiti: Fugazi, Cop Shoot Cop, Sonic Youth di Sister (e tutti i loro derivati, vedi Ikara Colt...), tra i vari. Preso anche il loro di cd (ho fugato ogni dubbio quando ho sentito che una canzone, peraltro molto bella, si intitola Jil Sander Makes Your Eyes Black). Dopodiche', complice l'open bar, inizio a essere un poco sbronzo e a dare appuntamenti nell'asse Orchard/Ludlow a circa tutta la mia rubrica di contatti. Nell'affannoso tentativo di incrociare amici, faccio un paio di blitz all'Annex dove, come ogni mercoledi', c'e' la solita sfilza di gruppi targati NME-rde. Posto strapieno (di giovanissimi soprattutto), intravisti i tanto celebrati astri nascenti d'oltre manica Friendly Fires (catchy, certo, ma sondati troppo di sfuggita e troppo poco sobrio per poter esprimere un giudizio, il disco e' la tipica cosa che, conoscendomi, amero' i primi quindici giorni e poi odiero', assieme ai relativi fans, per il resto della mia vita - Killers/MGMT anyone?). Visto qualche altro gruppo che faceva del goffo brit-pop. Dopo essermi finalmente beccato con alcuni amici, si finisce la serata a far caciara al dive bar Motorcity con un bel sottofondo 60s/garage/punk.

 

 

(The Moi Non Plus)

 

 

The Moi Non Plus - I Lie (MP3)

 

 

 

Giovedì

Nel pomeriggio c'e' il secondo showcase di BrooklynVegan, da Pianos qesta volta. Il primo gruppo che vedo sono i Crystal Antlers da Long Beach, Ca., autori di un'eccellente EP di esordio in cui mischiano psichedelia, post-hardcore, 70s rock, noise, etc, etc. Gia' visti qualche mese prima, ne rimango ancora una volta impressionato. Dal vivo questi sono una bomba. Il bassista/cantante Jonny Bell (la cui voce a tratti mi ricorda pure Mike Patton) si dimena cosi' tanto che temo sempre faccia finire un qualche bandmate all'ospedale per via di una palettata del fighissimo e vintagissimo Precision Bass. Il batterista e' bravo e molto scenografico. Certo, nessuno riesce ad emulare la coolness del percussionista afroamericano Damian Edwards, che pare uscito da una scena di Serpico: il suo segno distintivo e' suonare con la t-shirt arrotolata sul torace, giusto per mettere in evidenza una prodigiosa pancia da birra (vedere per credere).

 

(Crystal Antlers)

 

 

Poi mi tocca assistere a una pallosissima performance di Sebastien Grainger & The Mountains. L'ex Death From Above 1979 si cimenta senza troppo profitto in un classic rock abbastanza insipido, dove l'unica canzone degna di nota plagia Common People. Stufatomi dopo poche canzoni, decido di andare al piano di sopra dove vedo i bei live sets di Wye Oak e Phosphorescent. I primi sono un duo della (oramai imperante) scena di Baltimore, con disco uscito la scorsa primavera per Merge (e una data l'11 novembre alla Casa 139 di Milano in supporto ai Dr. Dog). Cantano sia lei (chitarra) sia lui (batteria). Il timbro di lei e' molto bello, ricorda un po' S. Vega e un po' C. Love. Il live crea un'atmosfera pre-serale fantastica. Le canzoni riescono miracolosamente a conciliare chitarre anche spigolose e rumorose (sembra a tratti di sentire la PJ Harvey di Dry) con un cantato parecchio dreamy e soave. Da tenere a bada. Di Phosphorescent, che tutti spacciano per il nuovo Bon Iver e che fa un set interamente acustico, ne parlero' poi (venerdi' suonera' con tutta la band).
Dopo una veloce sosta a casa per un boccone al volo e una mini scorta di redbull, me ne vado alla Music Hall of Williamsburg a vedermi i concerti di Jay Reatard (visto anche venerdi', ne parlero' poi), The Dutchess & The Duke, King Khan and the BBQ Show e Mission of Burma (un sincero plauso a chi ha messo insieme la bill). Di Seattle, The Dutchess and the Duke sono un lui e una lei che cantano e suonano la chitarra acustica accompagnati da un tizio alle percussioni che sembra abbia addosso the cheapest John Lennon Halloween costume ever... or Liam Gallagher, can't decide (v. qui). Visti per la seconda volta dopo che fecero spalla per il Fleet Foxes a luglio. Anche qui confermo il giudizio positivo. Sara' per una mia malsana passione per ogni tipo di tributo alla British Invasion, ma trovo il loro songwriting ottimo.

 

 

The Dutchess & The Duke - Reservoir Park (MP3)

 

 

E che dire di King Khan? Presentatosi come al solito con un costume improponibile (abitino d'oro cortissimo, gambe nude, pezzo sotto di un bikini e parrucca alla Stevie Wonder), il re del revival garage/soul fa ancora una volta divertire tutti. Certo, gli Shrines, la sua altra band, sono tutta un'altra roba, anche se il combo ridotto del BBQ Show gli permette molta piu' improvvisazione e di fare, se possibile, ancora di piu' il cazzone. Dopo pochi secondi tutta la sala si dimena a ballare rapita dalle diavolerie di uno dei migliori frontmen in circolazione. Se capita dalle vostre parti andatelo a vedere anche senza conoscere una mezza canzone. Chiudono i leggendari Mission of Burma. Che concerto, mamma mia: mi aspettavo sapessero suonare parecchio bene, ma non cosi' bene! Tiratissimo, adrenalina a gogo e loro che non sbagliano nemmeno un accento. Due serie di bis da tre pezzi, pescati tra i pezzi storici del repertorio. Peccato suonino cosi' tardi, ma per fortuna che l'open bar di Beck's tiene il morale di tutti parecchio su di giri. Torno a casa alle due e mezza che sono uno straccio, come faro' domani?

 

(Mission of Burma)

 

 

 

(Continua)

 

 

mercoledì, 29 ottobre 2008

Italia Brasile New York una fazza una razza

di inkiostro

Nessuno dei Brazilian Girls è brasiliano, e solo uno è una ragazza; la prima volta che parli di loro non puoi fare a meno di cominciare così.

 

La loro leader, Sabina Sciubba, è nata in Italia e cresciuta a Monaco e a Nizza. Ora vive a New York City, dove la band si è formata nel 2003 durante una jam session improvvisata in un locale dell'East Village. I Brazilian Girls cantano in (almeno) 5 lingue, spesso usate all'interno della stessa canzone (e a volte della stessa frase), e pubblicano per la Verve, leggendaria etichetta jazz. Ovviamente non suonano jazz neanche per sbaglio, ma un caleidoscopico e incategorizzabile pop cosmopolita che flirta con certa elettronica europea da club, con la samba, con il downtempo, col melò di Kurt Weill, con le colonne sonore di Morricone e con un sacco di altra roba che se continuo a elencarla non faccio altro che confondervi ancora di più.

 

Il loro ultimo disco, eloquentemente intitolato New York City, è uscito a inizio Agosto ed è stato l'inevitabile colonna sonora della seconda metà della mia Estate; su queste pagine non ve ne avevo parlato, e mi sembra appropriato farlo adesso, ora che l'Autunno si fa più rigido e le giornate più corte. Non so bene perchè.

I just want good time. Tortelloni.

 

 

Brazilian Girls - St. Petersburg (MP3) (ALT)

Brazilian Girls - Noveau Americain (MP3) (ALT)

 

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venerdì, 24 ottobre 2008

Il primo videoclip al mondo in formato Excel

di inkiostro

Una cosa talmente figa da ridefinire il concetto stesso di 'figo': via Giavasan il primo videoclip al mondo in formato Excel. Andate sul sito degli AC/DC e scaricate il file .XLS. (ovviamente dovete avere la macro abilitate).

 

Io ho provato su un paio di computer (un PC con OpenOffice Calc e un Mac con Excel) e non mi funziona, ma immagino che un'installazione classica su Windows con Excel non fallisca. Altrimenti si può vedere su YouTube, qua sotto. Una vera meraviglia

 

 

venerdì, 24 ottobre 2008

Mimì Clementi stasera a Get Black! (con Simon Reynolds)

di woland

Questa sera, alle 21.00, a Get Black! (per chi è a Bologna, sui 103.1 di Radio Città Fujiko, per chi è fuori sede in streaming da qui):

 

 

_ Per i "Ferri del Mestiere" avremo in diretta Emidio — Mimì — Clementi, anima, parole e voce dei Massimo Volume che ci racconterà la storia di una reunion in cui tutti noi trentaequalcosa enni abbiamo sperato da quando eravamo venticinqueequalcosa enni. Chi li ha sentiti suonare quest'estate, ad esempio a Frequenze Disturbate, ne ha scritto così.

 

 

_ Al Quiz Black regaleremo "Hip-Hop-Rock" di Simon Reynolds (celebrato e celeberrimo autore di "Post-Punk"). Il nuovo volume raccoglie, in 452 pagine targate ISBN edizioni, gli articoli, i saggi e le recensioni che il più grande critico musicale vivente ha scritto dal 1985 al 2008, raccontando il confine, dice Reynolds, mobile, labile e alle volte impercettibile, tra musica "nera" e musica "bianca", tra il rock underground dei Sonic Youth e il rap dei ghetti alla 50 Cent.
Reynolds, per chi non lo sapesse, è un bastardo. E' un bastardo geniale e stronzissimo, uno che con la faccia da culo che tu metteresti su per andare a trovare a Natale una lontana zia di tua madre scrive:

"Morissey elabora e interpreta il flusso dell'adolescenza: il tentennamento tra agorafobia e claustrofobia, possibilità e vincoli, la sensazione che il corpo e i significati culturali ad esso attribuiti siano una gabbia. Morissey cristallizza questo flusso, lo plasma in distici, giochi di parole, aforismi, guizzi introspettivi, una sapienza che ci rassicura. [...] Gli Smiths sono una sinossi del dolore."

Un bastardo, appunto. Perché tu leggi una cosa così e sai che non potrai mai più parlare degli Smiths nella tua vita senza che ti rimbombi in testa quella "sinossi del dolore".
Ma a Get Black! non guardiamo in faccia nessuno, neanche quando la faccia è quella di Reynolds. Il quiz black di questa settimana riguarderà gli Smiths, quindi siate preparati.

 

 

_ Parleremo in diretta con Stefano Brugnara, dell'Arci Emilia Romagna, che insieme a Homesleep Music e agli Yuppie Flu ha organizzato Colla+eral 2008, la rassegna musicale volta a valorizzare le collaborazioni artistiche e sinestetiche, i progetti paralleli, insoliti ed inusuali. Colla+eral è iniziato ieri sera, al Maffia di Reggio Emilia, con il concerto dei riuniti Massimo Volume e procederà con una scaletta eccezionale che toccherà molti fra i più importanti circoli Arci della Regione (tutte le informazioni qui)

Siateci tutti.

 

 

Bonus Tracks:

The Smiths - Girl Afraid (live) (MP3)

Massimo Volume - Atto Definitivo (MP3)

 

martedì, 21 ottobre 2008

Terra Nostra

di batteriaricaricabile
Il viaggio di Inkiostro/Batteria Ricaricabile negli episodi-pilota in musica delle serie più trascurate dalla maggioranza modaiola continua con Terra Nostra. Sfortunata nella collocazione iniziale su una rete secondaria, la storia degli emigranti italiani in Brasile ha saputo più che raddoppiare i suoi fedelissimi nel tempo. Per raccontarla sono qui con noi Kanye, sedici cavalli di potenza, la delocalizzazione del gospel, un Mark Lanegan dolente come un Johnny Cash della techno, la terra promessa, gli Eurythmics, il Brasile.

terra_nostra
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venerdì, 17 ottobre 2008

Amico Fuoco

di batteriaricaricabile
Finalmente ti raggiungo al bar ti vedo,
sei tu "mon amour"
le tue gambe allucinanti
"me rendent fou, me rendent jaloux"


Questo post è un remix

Non c'è più l'hype di una volta. E' un gruppo di cui molti tessono le lodi già da mesi, e che – eppure - misteriosamente non è già famosissimo. Diskoinkiostro li segnalava già a giugno anche se li sentiva già da prima, e prima che esca il loro disco d'esordio (sennò che hype è?) non posso che dare inizio al coro, e magnificare le grazie degli Aeroplane, qui alle prese con una rilettura dei Friendly Fires.

Il singolone Paris diventa disco-dream-pop dolceamaro (con una proporzione 33,33%/33,33%/33,33% tra i tre generi) imbevuto di synth trattenuti, viulini svolazzanti e una voce di donna spacca la pista a colpi di spleen sognante. Come una versione disco dei Delgados, degli Stars più europei ed elettronici, oppure dei Phoenix che decidono di vendere la cowbell di prima e indossare una parrucca buffa alla Farah Fawcett.
Una bella scoperta (o, se preferite, conferma). A fine Novembre suonano a Verona, qualcuno li porti anche a Bari, dai. Buttate via i vostri trench e compratevi un eskimo.


remix
 Friendly Fires - Paris (Aeroplane Remix)

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giovedì, 16 ottobre 2008

Wombat rock

di inkiostro

Che i Wombats fossero degli adorabili cazzoni si era capito già da un po'. Una band che nel suo secondo singolo cita Bridget Jones e nel terzo invita a trovare il lato divertente delle canzoni dei Joy Division -blasfemia!- fa capire da subito che non gioca neanche nello stesso campionato della massa di fighetti pieni di sè che in media compone le giovani band della terra di Albione, e non può che stare subito simpatica.

 

E infatti il trio di Liverpool è tra le mie band favorite della sua generazione (ne ho già parlato qui, qui e qui); grazie anche all'ottimo esordio che contiene (almeno) tre singoli che ancora riempono la pista degli indie-dancefloor, ai loro live carichi, entusiasti e scatenati, e alle cover di canzoni bislacche che talora si divertono ad inserire nei loro set (sentite qua sotto).

 

Le ultime news li danno candidati agli Mtv Europe Music Awards come Best UK Act (sono contro corazzate come i Ting Tings, Duffy, Adele e Leona Lewis; non hanno speranze), e pronti a uscire a dicembre e a Febbraio con due nuovi singoli. Capace che fanno pure un bel secondo disco. Le carte ci sono.

 

[i Wombats suonano stasera all'Estragon di Bologna. Se vi interessavano le date di Milano, Roma o Treviso, beh, ve le siete perse]

 

 

The Wombats - Bleeding Love (Leona Lewis cover) (MP3)  [ALT]

The Wombats - Everything I do (Bryan Adams cover) (MP3)  [ALT]

The Wombats - Patience (Take that cover) (MP3)  [ALT]

The Wombats - There she goes (The La's cover) (MP3)  [ALT]

 

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martedì, 14 ottobre 2008

Cascate

di inkiostro

Del disco di Arnoux  mi sono innamorato perdutamente una sera in cui pioveva.
Il che, per un disco che si chiama Cascades e che è evidentemente acquatico fin dalla sua copertina, è talmente perfetto da essere quasi troppo scontato.

 

Ero uscito dal lavoro tardi, che era già buio, ero stanco e mi trascinavo verso casa lentamente con il suo disco in cuffia. La consonanza emotiva tra la mia condizione psicofisica e i suoi pezzi circolari, in larga parte costruiti su loop di chitarra arpeggiata o pianoforti pigri, con aperture quasi indietroniche, uno xilofono più virtuoso di quanto non sembri e un paio di voci che giocano a nascondersi, è stata così perfetta che l'ho ascoltato per tre volte di fila, e alla fine le sue atmosfere ambientali (che a volte ricordano certe cose degli Hood o dei Mice Parade) mi avevano completamente conquistato.

 

Arnoux è il progetto solista di Fabio Arnosti (già bassista dei Ten thousand bees), è pubblicato dalla Knifeville e costa solo 10 euro, spese di spedizione incluse. E' davvero bello.

 

 

Arnoux - Fishing bottles in the middle of a lake, Akko, Israel (MP3)

Arnoux - Today, a rainy day (MP3)

 

 

 

E poi c'è il live in the tracking room, una serie di video registrati e messi online da Atracoustic, con micro-intervista iniziale e live dall'altissima qualità e dalla cura eccezionale (la loro realizzazione potrebbe competere con celebri serie di live come quelle di PitchforkTV o della Blogotheque), che mi ha confermato che in questo caso ci troviamo davvero di fronte a qualcosa di piccolo ma grandioso. Che fa rumore come una goccia che cade ma in realtà, dentro, è fragoroso come una cascata.

 

 

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venerdì, 10 ottobre 2008

Lov Lov Lov

di inkiostro

Non è la prima che questo blog professa il suo esagerato amore nei confronti di Sara Lov e dei suoi Devics. Successe nel 2006, in occasione dell'uscita dell'ultimo disco della band, ma anche l'anno dopo, quando la cantante californiana iniziò a diffondere il suo materiale solista, poi pubblicato in un EP autoprodotto (un oggetto bellissimo) e presentato in anteprima mondiale sulla spieggia dell'Hana-bi in un concerto memorabile (da cui proviene la foto qui sopra, scattata dal Paso e ospitata dalla Ele insieme ad altri begli scatti).

 

Non è la prima volta, e non sarà l'ultima, perchè Sara Lov ha da poco annunciato di aver firmato per la Nettwerk, che pubblicherà a Gennaio The Young Eyes EP e ad Aprile un disco intero, intitolato Seasoned eyes were beaming. L'EP è già disponibile in forma digitale, e oltre a contenere la già classica New York e una versione alternativa della title track del disco, contiene anche due cover: una del recente singolo di Beck Timebomb, l'altra di My body is a cage degli Arcade Fire (che trovate qua sotto, in qualità non proprio perfetta ma vabbè). Online circolano già alcune tracce del disco, come la spettacolare Animals (in duetto con Alex Church, già cantante dei Sea Wolf ) e Fountain, entrambi eccellenti esempi del cantautorato crepuscolare e melanconico della cantante e songwriter losangelina. Classe da vendere, cuore che sanguina.

 

Sara Lov - My body is a cage (Arcade Fire cover) (MP3)  (ALT)

 

Sara Lov (feat. Alex Church) - Animals (MP3)  (ALT)

Sara Lov - Fountain (MP3)  (ALT)

 

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mercoledì, 08 ottobre 2008

Troublemaker

di inkiostro

Ok, lo ammettiamo: da queste parti (quasi) tutti amiamo senza se e senza ma i Weezer, nonostante l'ultimo bel disco della band risalga più o meno a un decennio fa.
Già a Maggio Valido aveva linkato il paraculissimo video dell'apripista del nuovo disco Pork and Beans, che sopperisce alla povertà del suo pop chitarristico senza pretese con la partecipazione dello YouTube-All-Stars al gran completo. Ora la band di Rivers Cuomo torna con un nuovo singolo (Troublemaker, probabilmente il pezzo migliore del red album), e stavolta a illustrare il suo pop chitarristico senza pretese c'è un delirio visivo che mischia tutto e il contrario di tutto il cui scopo è, forse, esattamente quello di buttare fumo (colorato) negli occhi di chi guarda. E secondo me funziona.

Il video forse è mostruoso, forse è bellissimo, non lo so. Durante le sue riprese sono stati compiuti alcuni record per il Guiness dei primati (tra gli altri: più numeroso ensamble di air guitar, più grande partita di palla avvelenata, più lunga maratona di Guitar Hero World Tour e più grande battaglia a torte in faccia), per buona parte del video c'è uno spudorato e imbarazzantemente evidente product placement dell'N85 dela Nokia, e Rivers Cuomo è conciato come un Mike Patton più grottesco e senza senso dell'umorismo. Insomma, un delirio. Mi piace un sacco, anche se fa schifo.

 

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martedì, 07 ottobre 2008

Primo gelo

di inkiostro

Era notiza di questo weekend: da qualche parti sulle Alpi negli scorsi giorni è già caduta la prima neve. Da noi in città di giorno si sta ancora bene ed è difficile trovarsi a pensare con tanto anticipo all'inverno; se recentemente vi è capitato di svegliarvi molto presto, però, avrete sicuramente sentito il freddo pungente di quelle ore, e l'aria gelida e pura non avrà potuto non farvi venire in mente con un brivido che all'inverno non manca poi tanto.

 

Un clima del genere sembra perfetto per l'uscita di un disco che si chiama First Frost, «Primo Gelo». Curioso però che a pubblicarlo sia una band australiana, originaria di una terra dove, come intuirete, per quest'anno il freddo è ormai alle spalle e si appresta ad arrivare la bella stagione. The Lucksmiths, però, sono sempre bravissimi a prenderci in contropiede sulle stagioni della nostra vita, a mostrarci l'aspetto reale delle cose che tutti i giorni sono sotto i nostri occhi, e a condurci in un nuovo viaggio che stavolta tematicamente pare portare lontano da quegli angoli tiepidi del loro capolavoro di tre anni fa.

 

Il loro penultimo disco Warmer Corners, infatti, è stato il mio disco dell'anno nel 2005, ed ogni volta che l'ascolto non riesco quasi a capacitarmi tanto della bellezza del suo pop semplice e cristallino quanto della sua capacità di descrivere alla perfezione buona parte della mia vita nell'anno domini 2005. Non ho idea di cosa riuscirà a raccontarmi First Frost, che esce a Novembre per Matinée/Fortuna Pop (poco temo, visto che al momento c'è ben poco da raccontare), ma visti i primi tre brani diffusi sul Myspace (altri frammenti sul sito della Matinée) sono fiducioso. Il primo gelo in arrivo non mi è mai sembrato così bello.

 

 

The Lucksmiths - Good Light (MP3)

The Lucksmiths - Sobering thought (Just When One Was Needed) (MP3)

The Lucksmiths - The town and the hills (MP3)

 

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lunedì, 29 settembre 2008

Hipsteria

di inkiostro

C'è arrivata persino Repubblica, quindi -come ampiamente previsto- ora il fenomeno è inequivocabilmente mainstream anche da noi. Non piangete, immagino ce ne faremo una ragione.

 

Hipster, essere fashion col peggio della moda è un profilo meritatamente superficiale ma piuttosto accurato del popolo frangettato, che non si concentra sulla vera caratteristica distintiva dell'hipster (la smodata ricerca della novità a tutti i costi, per raggiungere la sensazione di far parte di un'elite all'avanguardia e super-cool) per concentrarsi di più sull'aspetto estetico e modaiolo:

 

Secondo lo Urban Dictionary, il più autorevole vocabolario online di linguaggio urbano, hipster, che deriva dal termine slang hip ovvero "informato sulle ultime mode", è una sottocultura di persone tra i 20 e i 30 anni che crede nel pensiero indipendente, nell'anticonformismo, nella creatività, nell'arte e nella musica indie. Nato intorno all'inizio del 2000 nel quartiere di Williamsburg, New York, e poi diffusosi in tutto il mondo, l'hipsterism raccoglie intorno a sé giovani istruiti che spesso lavorano nel mondo dell'arte, della musica e della moda e rifiutano i canoni estetici della cultura Usa. E anche la sessualità predefinita.

 

Non sono radical chic, né bohemien o neo-liberal. Quello che li differenzia da questi gruppi è la mancanza di intenti politici. Non rivendicano alcuna appartenenza politica, perché volutamente indipendenti da ogni regola. Non vogliono essere catalogati e eludono l'attualità: tranne, ovviamente, per quel che riguarda musica e moda. L'unica religione che tutti gli hipster riconoscono come tale sono i pantaloni attillati: le donne indossano quelli super slim, stretti fino al polpaccio e gli uomini - per risultare ancora più insaccati - si infilano a fatica nei modelli femminili. [...]

 

Così conciati, e alla disperata ricerca di uno stile di vita indie, gli hipster sono purtroppo caduti nel nemico da loro più temuto: il conformismo e la catalogazione. Divenuti una delle tante espressioni della creatività giovanile, proprio come i punk o gli emo, musica, moda e società li hanno ingabbiati in numerose definizioni. C'è l'hipster rap, l'hipster hop e l'hipster funk. Ci sono gli hipster-genitori, preferibilmente coppie multiculturali che portano i loro hipster-figli a concerti e mostre, e le hipstermobile, biciclette a ruota fissa senza freni né cambio. Si potrebbe continuare ancora per molto. Fino all'hipsteria. [#]

 

[H•I•P•S•T•E•R•S è un'idea del sempre fondamentale Hipster Runoff]

 

 

Random hipster-themed song:
(che gli hipster, che hanno un sacco di senso dell'ironia, sono costretti ad apprezzare)

 

Oh snap! - I'm too fat to be a hipster (MP3)

 

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giovedì, 25 settembre 2008

Il nuovo Gondry?

di inkiostro

Ve lo ricordate il video aggregator? Fino a un paio d'anni fa questo blog ospitava regolarmente una rassegna dei più interessanti videoclip del momento (con corredo di link ai file scaricabili) finchè l'appuntamento non è stato placidamente ucciso da Youtube e compagnia (che hanno reso i video tanto facili da trovare quanto in precedenza in rete erano merce rara), dalla mia carenza di tempo e da una certa mancanza di idee che ha incontestabilmente colpito la forma videoclip nel corso degli anni. Ora la ricetta per far uscire dall'impasse il videoclip e farlo tornare ai fasti dei tempi di Michel Gondry e Spike Jonze cerca di darla Wired, che individua Six New Directors Who Are Making Music Video Cool Again.

 

Ci sono Matthew Cullen (quello del pluricitazionista video web-geek di Pork and beans dei Weezer ), Vincent Morisset (quello del brillante video interattivo in flash di Neon Bible degli Arcade Fire ), Vincent Moon (deus ex machina de La Blogotheque e dei suoi sempre splendidi concerts à emporter in giro per Parigi) e soprattutto Keith Schofield, autore che dopo una gavetta durata anni (era il regista di One with the freaks dei Notwist, nientemeno) è dietro alcuni dei video più interessanti usciti nell'ultimo mese.

 

C'è il video di Move dei CSS, che gioca con una polaroid e i piani prospettici come amava fare Gondry, mischiandoci anche lo spirito cazzaro e DIY che contraddistingue la band brasiliana, e donando ad una canzone non proprio indimenticabile un video assolutamente caratteristico.
Un'idea simile ma uno svolgimeto più pulito è dietro al video di Be the one dei Ting Tings, che esplora in modo lo-fi cosa si può fare con due schermi da proiettore e un po' di piani visuali; a giudicare dal risultato Schofield ha probabilmente avuto a disposizione  un decimo dei soldi che aveva Gondry in questi casi (e forse un po' meno talento), ma le carte ci sono (e a me piace pure la canzone).
E infine c'è il nuovo video dei BPA - Brighton Port Authority, il supergruppo capitanato da Fatboy Slim che vede dietro ai microfoni una vera squadra di nomi illustri. Toe Jam ha alla voce David Byrne e Dizzee Rascal, è basato su un'idea geniale (se non l'avete visto non ve la svelo: guardare per credere) ed è realizzato ottimamente. Gondry stesso probabilmente non avrebbe saputo fare di meglio. Finalmente un erede  per l'indimenticato mestro dei videoclip?

 

martedì, 23 settembre 2008

La piccola agenda dei concerti

di inkiostro

Puntuale col cambio di stagione, ecco la solita lista di concerti Inkiostro-approved di Bologna e dintorni. Vista la quantità allucinante di tempo che ci vuole a compilarla a questo giro stavo quasi per saltare; l'insistenza di qualcuno di voi però è stata tale da farmi cambiare idea (non è stato difficile, in effetti).

Grazie a Dio è tornato l'autunno. Se cadere vittima dei malanni di stagione (a me è già successo, la settimana scorsa) è il prezzo da pagare per riavere un programma di concerti affollato anche in città, una scelta decente di locali in cui andare e i nostri club preferiti in cui passare i fine settimana, allora ben vengano il freddo e la pioggia.

Tra questa e la prossima settimana riaprono praticamente tutti i club della regione, cominciano a fioccare un po' di nomi interessanti (che hanno latitato quasi in toto negli ultimi due mesi) e la guerra per accaparrarsi i nostri favori può ricominciare. Se il buon giorno si vede dal mattino, sarà una stagione coi fiocchi.

 

 

Quando Chi Dove
Mar 23/09 Glorytellers (feat. Geoff Farina) + Three in one gentleman suit Locomotiv (BO)
Mer 24/09 Melvins + Big Business Porn Bronson (RA)
Ven 26/09

R.E.M. + We are scientists

Someone still loves you Boris Eltsin
Swim

Palamalaguti (BO)

Retropop (Cesena)

Officina 49 (Cesena)

Sab 27/09

It's a brand blue Covo opening party feat. The Valentines

Suzanne Vega

 

The Zen Circus

Someone still loves you Boris Eltsin

Covo (BO)

 

Castelnuovo Rangone (MO)

CeseNotte (Cesena)

Mattatoio (Carpi - MO)

Il tempio dell'indie padano (se non italiano) riapre, e conferma le voci di questi mesi: un sacco di cose sono cambiate. La musica, però, resta la stessa di sempre, e infatti per l'opening party a fare gli onori è una delle band di casa. Tenetevi forti, ci si vede là.
Dom 28/09

Notwist + Saroos

The Charlatans

Il Genio

Bronson (RA)

Vox (Nonantola - MO)

Mattatoio (Carpi - MO)

Come tanti altri, non sono rimasto convinto dall'ultimo disco della band dei fratelli Archer; almeno finchè non li ho visti dal vivo nel monumentale concerto in piazza di Ferrara di qualche mese fa, che ha spazzato via ogni dubbio e li ha riconfermati come un live act eccezionale. E indoor di solito sono ancora meglio. Fate voi.
Lun 29/09 Coldplay + Albert Hammond Jr Palamalaguti (BO)
Mer 01/10 Mahjongg + Styrofoam Officina 49 (Cesena)
Gio 02/10 Amycanbe + Athebustop Locomotiv (BO)
Una doppietta notevolissima, con due tra i nomi più brillanti del cantautorato acustico italiano di questi anni.
Ven 03/10

Styrofoam

Il Genio + Barbie Ferrari

31 Knots

Marlene Kuntz

Covo (BO)

Locomotiv (BO)

Officina 49 (Cesena)

Estragon (BO)

L'acerbo (a esser buoni) live act dell'ex Studiodavoli nulla può contro il primo dei sempre affollatissimi venerdì del Covo, che parte col botto ospitando l'autore di uno dei dischi electro-indie-pop migliori dell'anno. A seguire il sottoscritto in consolle (con George)