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  • it's like christmas came early

mercoledì, 30 aprile 2008

Nicola!


[Premessa]

Quando cinque anni fa nella stessa settimana iniziavamo a bloggare, il cantante preferito di Inkiostro (o così almeno allora avevo capito) era Nick Cave. Di lì a poco sarebbe uscito Nocturama. Quando due anni fa sul mio blog accostavo nella stessa foto Tiziano Ferro, Raffaella Carrà, James Murphy e i Daft Punk mi sentivo solo, molto solo. Poi, in una puntata di Get Black che oserei definire storica, venne dedicato il giusto spazio a Tiziano Ferro e io mi sentii meno solo. La cosa che non tutti sanno è che la traccia audio incriminata era stata manomessa da Inkiostro e quel Nicola era un riferimento subliminale a Nick Cave. Io sono maxcar e anche io sto con Ink.

 

[Svolgimento]

Nella prima parte del 2008 una delle linee di tendenza è stata quella di prendere un cantautore piagnone dal forte impatto gay e calarlo, tra bassi alla Moroder o campanelli natalizi, in un contesto disco-gay elevato al quadrato. Hercules and Love Affair l’ha fatto con Anthony, i Supermayer l’han fatto con Rufus Wainwright. Forse non tutti sanno però che tutto questo era stato già realizzato due anni prima quando Tiziano Ferro aveva chiamato Biagio Antonacci per l’inno disco-lesbo delle donne che Baciano Le Donne. Baciano Le Donne non ha bisogno di nessun trattamento uso pista da ballo, ma a chiusura del cerchio con i due epigoni, ho il piacere di proporre su queste pagine il mash-up impossibile in cui gli alunni tributano il giusto riconoscimento al caposcuola.

 

[Postilla]

Il mash-up nella sua prima formulazione si sarebbe dovuto chiamare Delitto Al Blue Gay. Ritenenendo questo riferimento non in linea con la linea di editoriale di Inkiostro e in coincidenza con una modifica della prima versione, si è optato per un più opportuno Omosessualità 2.0. Come illustrazione poi avevo pensato a due ragazze LEGO che si baciavano, ma non sono riuscito a trovare nessuna foto on-line (possibile che i maniaci del LEGO abbiano rifatto la Bibbia, Guerre Stellari, Thriller, ma non abbiano mai sentito la necessità di far baciare due pupazzetti?!). In sostituzione ho optato per la foto di un tartufo gigante.


 


 


Tizi vs Anto @ Truffle Club - Omosessualità 2.0 (maxcar SupHerc mix)


lunedì, 21 aprile 2008

Ma che'cce frega dei Postal Service

Ci stanno facendo aspettare da anni, e non accennano a volerci dare soddisfazione: dopo il loro blockbuster dal cuore di panna Give up, pietra d'angolo del pop indietronico con un piede negli anni '80, un piede nel glitch e un piede nell'indie-rock emotivo che piace ai nipotini di Seth Coen, i Postal Service si son presi una pausa e non paiono voler tornare a breve. Noi però facciamo di necessità virtù, e lasciamo Gibbard alle prese con le sue suite progressive da 8 minuti e Tamborello alle prese coi suoi mille progetti sempre insoddisfacenti, e troviamo soddisfazione nei tanti epigoni che mirano a perfezionare la formula dei maestri riuscendo, non di rado, a batterli sul loro stesso terreno.


Prendiamo Styrofoam. Arne Van Petegem pubblica dischi da ben prima dei compari postali, è mitteleuropeo fino al midollo (è di Anversa) tanto quanto gli altri sono ammerigani, negli anni ha sperimentato con la glitchtronica in lungo e in largo (per un po' ha bazzicato pure coi Notwist), ma con l'ultimo paio di dischi si è assestato esattamente dalle parti del pop emotivo («Happy beats and sad lyrics», dichiara lui) di Gibbard & Tamborello (non bastasse, negli anni ha collaborato con entrambi).


Il suo ultimo singolo After sunset è un pezzo indietronico di quelli che ne esce uno ogni paio d'anni: melodia in maggiore, synth e beat al posto giusto, voce malinconica e cuore che si taglia con un grissino (se non fosse ancora chiaro il livello di indietudine del tutto, il disco da cui è tratto -A thousand words- in copertina ha il tenero orsacchiottone che vedete qua sopra). Eppure, nonostante la melassa e nonostante la maniera, è facile venire colpiti al primo ascolto, e indulgere con il repeat.

Non so voi, ma io al pop non chiedo niente di più.

 

Styrofoam - After sunset (MP3)


[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (6)]

venerdì, 18 aprile 2008

Gente che dovreste conoscere

Stasera a Get Black vi presentiamo un paio di amici che dovreste conoscere.

 

Claudio, in arte Athebustop, è uno dei più interessanti nuovi cantautori in cui mi sia capitato di imbattermi recentemente. Dopo un po' di demo e un EP autoprodotto, ha da poco partecipato alla compilation Tales from my pocket (in compagnia di Sara Lov, John Parish, Giovanni Ferrario, Uzi e Ari e molti altri) pubblicata dall'etichetta lussemburghese Panoplie. Un nome da tenere d'occhio, soprattutto per i fan di Damien Rice, Iron and Wine, Radiohead e affini. Stasera ci suonerà anche qualche pezzo live, in duo chitarra e violoncello.

 

Samuele Galassi è fresco autore dell'ottimo Tornerai ogni mattina, un romanzo che sta facendo molto parlare di sè. Una straordinaria capacità di giocare col grottesco in modo lieve, di mischiare Bill Murray e Bret Easton Ellis, il noir e Sclavi, di costruire una tragedia sulle piccole fissazioni e di ricondurla poi al quotidiano che, nella sua surrealtà, è forse ancora più drammatico. Un esordio eccellente. 

 

Stasera faremo 2 chiacchiere, ascolteremo della musica, parleremo delle rispettive produzioni (e le regaleremo, ovviamente) e capiremo che evoluzione avranno i loro percorsi artistici.  Ce li scegliamo bravi, gli amici.

[Dalle 21 sui 103.1 FM a Bologna, oppure in streaming, e tra qualche giorno in podcast.]

 

Athebustop - A wish (MP3)

 

mercoledì, 16 aprile 2008

Fanculo le spillette

In questi tempi bui, non c'è altra possibilità che ascoltare musica buia.

E a tal proposito, cogliendo i consigli di diversi di voi, ho recuperato il disco d'esordio dei Fuck Buttons, e contro ogni pronostico me ne sono perdutamente innamorato.

Non so quasi nulla di loro (sono un duo e sono inglesi, mi fermo qui), e finchè posso preferisco continuare a non saperne nulla, e a tenere completamente separata la loro musica aliena da qualunque percezione legata alle persone che la suonano, alla scena in cui si inseriscono, ai pareri della stampa e a quanto faccia figo amarli o odiarli nella geografia musicale della primavera del 2008.

 

So solo che nel loro Street horrsing (più una suite in sei movimenti che un disco fatto di canzoni, a occhio) c'è quasi solo rumore ma c'è una straordinaria quantità di melodia, e nonostante non ci siano parole nè armonie intelleggibili i lambiccamenti da musica d'avanguardia vengono smussati da un approccio di pancia che li rende una materia accessibile e apprezzabile anche da chi normalmente non vi si avvicinerebbe per nulla al mondo.

Io ci sento di tutto, dai Mogwai al post-punk, dai tribalismi alla Liars al post-metal degli Jesu, dall'industrial degli anni '80 alle morbidezze vellutate di distorsione degli shoegazer, dalla non-musica impossibile dei Fantomas ai drones dei folkster meno acustici, il tutto frullato in maniera insospettabilmente compiuta e decisamente più omogenea di quanto si potrebbe pensare, adatto da ascoltare a massimo volume in cuffia in una mattinata storta o da tenere in sottofondo in camera, prima di andare a letto.

 

E' difficile essere così da naif da fingere che un nome furbo e l'etichetta giusta non faccia di loro già qualcosa di diverso, meno puro e alieno di quanto ci piacerebbe credere. Eppure, in un giorno buio di pioggia e lavoro, con la giornata che non finisce mai e la Primavera -reale e metaforica- che non vuole arrivare, ci si può sentire così in sintonia da crederci davvero. Prima che torni il sole.

 

Fuck Buttons - Sweet love for planet earth (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (9)]

martedì, 08 aprile 2008

Controverse, disgustose, o solo brutte

Mettiamola così: io ve ne faccio vedere un paio, mentre le altre andate a vedervele da soli, chè poi sennò un paio di persone che capitano su queste pagine mi si sconvolgono e mi dispiace: The most controversial album covers of all time.

Blasfeme, splatter, erotiche, controverse, audaci, fuori luogo o semplicemente disgustose, c'è dentro un po' di tutto; una galleria che merita (appendici comprese), in particolare nelle posizioni alte. Ma occhio agli impressionabili, alcune sono molto (molto) sconsigliate agli stomaci deboli.
[via]

 

[inkiostro | # | fantascienza, suoni | commenti (10)]

lunedì, 31 marzo 2008

YuppieHead

Ai tempi dell'uscita di In Rainbows, messo dai Radiohead in download sul loro sito a offerta libera, sembrava che il mercato discografico sarebbe cambiato per sempre. Sono già passati sei mesi, e -a parte un paio di tentativi qua e là (tra cui il più visibile è stato quello dei Nine inch Nails)- della strada battuta da Yorke e soci sembrano essersene dimenticati tutti. Tranne qualcuno.

 

Ho sempre saputo che gli Yuppie Flu erano diversi.

Dalla prima volta che mi sono imbattuto nelle loro melodie sghembe e nella particolarissima voce di Matteo Agostinelli (erano gli anni pavementiani di Automatic but static), fino al periodo in cui hanno trovato una via italiana all'indietronica con Days before the day e al ritorno alle chitarre con i pezzi killer di Toastmasters, ho sempre saputo che negli Yuppies c'era qualcosa che pochi altri hanno.

 

Venerdì notte, con appena poche ore di preavviso, la band ha annunciato che dalla mattina successiva il suo nuovo, atteso, disco Fragile Forest sarebbe stato disponibile a tutti. Gli Yuppie Flu e la loro etichetta Homesleep hanno avuto il coraggio di fare quello che, dopo che i Radiohead sei mesi fa hanno aperto le danze, quasi nessun'altro ha osato fare: mettere il nuovo disco in download a offerta libera dal proprio sito. Basta fare un salto su www.yuppieflu.net e le opzioni sono chiarissime: si può pagare una cifra a scelta (sì, anche zero euro) e scaricarsi l'intero disco in MP3 nel giro di qualche minuto, oppure si può comprare anche la copia fisica (in edizione limitata, con libretto illustrato da Gabbo) per 15 euro (25 se si vuole anche la T-shirt), e comunque scaricarsi immediatamente l'intero disco in MP3.

 

Tra la promozione web fatta un mesetto fa, l'annuncio a sopresa (che in questi casi fa sempre gioco), la possibilità di downloadare a 0€ o comprare anche il CD, la grafica d'impatto e molto chiara, il meta-contest in corso sul blog, l'operazione è stata davvero un centro secco.

Per non parlare del disco: Fragile Forest mischia e compone il meglio dell'esperienza degli Yuppies degli ultimi anni, ha le chitarre (acustiche ed elettriche), un po' di elettronica ma anche un sacco di percussioni, ha le derive psichedeliche, magniloquenti aperture pop alla Flaming Lips e piccole, splendide indie-ballad, sintetizzando con grande maestria 10 anni di carriera. E sono certo che, come tutte le produzioni della band anconetano-bolognese, con ulteriori ascolti crescerà ancora.

 

Ma non è finita qui. Non paghi di aver già messo in piedi un'esemplare dimostrazione di moderna promozione musicale, alla Homesleep hanno deciso di esagerare, e di offrire a un po' di blogger e ai loro lettori la possibilità di entrare gratis ai concerti della band.

Questo blog è quindi felice di potervi regalare un biglietto per andare a vedere gli Yuppie Flu  sabato prossimo, 5 Aprile, al Covo di Bologna. Si aggiudicherà il biglietto omaggio il più veloce che manderà via mail (all'indirizzo inkiostroblog|x|gmail.com) la lista completa (o più completa possibile) delle cover pubblicate (anche online) dagli Yuppie Flu nella loro carriera.
Via alle telefonate, ci vediamo sabato.

Mi raccomando, mandate a memoria i pezzi nuovi.

 

Yuppie Flu - Make it happen (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (8)]

giovedì, 27 marzo 2008

My awesome Muxtape

Sarà la Primavera che non arriva, il periodo di super-lavoro o uno dei ciclici momenti di stanca che prendono un po' tutti, ma da queste parti ora come ora non sono le idee o gli argomenti a latitatare ma -toh- il tempo e la voglia per esprimerle al meglio su queste pagine; nel frattempo potete provare a desumerle dal nastrone 2.0 di cui vi faccio dono, che si avvale della nuovissima piattaforma Muxtape (il fenomeno del web delle ultime 24 ore, e che a occhio -per questioni di copyright ma non solo- non ne durerà ancora molte) per farvi sentire un po' di pezzi gloomy e atmosferici che in questo periodo si adattano bene all'umore delle mie giornate. Buon ascolto.

 

AAVV - Inkiostro muxtape (link)

 

mercoledì, 26 marzo 2008

The Boy, the Light e la parrucchiera delle piante grasse

Dopo l'ottima e pressochè unanime accoglienza ricevuta alla sua pubblicazione, finalmente per promuovere l'ultimo eccellente disco dei Settlefish Oh Dear c'è anche un video. The Boy and the Light (opera di Opificio Ciclope) è una storia completamente folle che vede il professor Clancy, l'ingegner Pieretto, il tecnico Germano, il dott. Oppi e il garzon Torreggiani alle prese con un misterioso fenomeno che colpisce nottetempo le piante grasse del loro laboratorio.

 

La band presenterà il video questo pomeriggio su Mtv (ma noi ce l'abbiamo già), ad aprire una settimana che, dopo l'anteprima dei giorni scorsi, li vedrà di nuovo calcare i palchi italiani a seguito dell'ennesimo, acclamato tour inglese (insieme ai Cut). I nostri saranno giovedì al Renfe di Ferrara, venerdì al Viper di Firenze, e sabato al nuovo TPO di Bologna; nei giorni successivi poi saranno un po' dovunque, da Torino a Salerno.
Se non li avete mai visti live è un'occasione da non mancare. Se invece li avete già visti, sapete già che non potete perderli.

 

Bonus:

Settlefish - The boy and the light (acoustic live @ Su la testa) (MP3)

Settlefish - Summerdrip (Summerdrop - Amari Night Members remix) (link > MySpace)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (3)]

giovedì, 20 marzo 2008

Daft punk are shooting a video at my house (my house)

Sempre più spudorati, per il loro nuovo video gli LCD Soundsystem omaggiano (o, se preferite, plagiano) là dove avevano già omaggiato (plagiato). Dividono i puristi, entusiasmano gli altri (io continuo ad andare fuori di testa; ma io non ne capisco niente, si sa), ma ormai sono oltre, e chi li prende più.

 

LCD Soundsystem - Big Ideas (video edit) (MP3)

 

mercoledì, 19 marzo 2008

Prog Cab for Cutie

Ogni volta che i Death Cab for Cutie escono con un nuovo singolo, al primo ascolto è quasi impossibile non storcere il naso: le aspettative di incontrare un nuovo indie-anthem emotivo vengono sempre disattese e la premiata ditta Gibbard e Walla mischiano le carte, spostano le coordinate e mettono di nuovo alla prova la fede e i gusti della OC generation.
Su queste pagine è già successo due volte (uno, due), e rileggere quelle parole ad album ben metabolizzati fa un po' ridere, e ci dice più di una cosa sulla capacità dei due di costruire qualcosa che va sempre più spesso oltre la semplice canzone (e sui giudizi affrettati).
Il nuovo singolo I will possess your heart (diffuso ieri dalla Atlantic; grazie a N. per la dritta) non fa eccezione. Otto minuti di monotonia cadenzata e un po' riverberata, un giro di basso insistente incorniciato da un pianoforte in cerca di autore, il messia riluttante Gibbard che non entra in voce prima del quarto minuto e mezzo (e quando lo fa pare rimasto ai tempi dei pezzi più pallosi di Plans), e dopo un paio di ascolti si fa un po' di fatica anche solo a ricordare la melodia.
Che il sound della band stia un po' invecchiando è cosa nota (e non da oggi), ma non è detto che sia necessariamente un male. Ma non era lecito aspettarsi qualcosina in più?

 

Death Cab for Cutie - I will possess your heart (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (17)]

martedì, 18 marzo 2008

Lost in the post

[in cui si mischiano flashback e flashforward]

 

 

_Se scrivi un post per punti vuol dire che non hai idee. O tempo. O abbastanza scuse, non bastano mai.

 

 

_«Along the lines of Shakira or Alanis Morissette». Così di Carmen Consoli (da poco in tour negli States) dice il New York Times. Vallo a spiegare ai suoi fan, và. (via)

 

 

_Io sono così. Geek fun: codici colore esadecimali, parole e date.

 

 

_Li voglio vedere a fare Help the aged. il fumetto di Archie «hackerato» per mettere in scena Common People dei Pulp. (via)

 

 

_It's all about Galileo. Nominare invano, Martowskaja fa un magistrale riassunto dell'affaire Gabriella Carlucci VS il mondo della fisica di qualche giorno fa.

 

 

_Cosa hanno in comune il twee-pop, i Baustelle e le donne nude? Ovviamente Stefano Poletti, che oltre ad essere voce dei Pecksniff è anche regista di videoclip: le sue ultime produzioni sono lo psichedelico Charlie fa surf dei Baustelle e il pruriginoso Last dei Fake P (di cui in molti aspettano la versione non censurata). Del fatto che dipinge e scrive poesie parliamo un'altra volta.

 

 

_Il passato che non passa, il futuro che non futa, il presente che non presa. Già segnalato da chiunque, ma enorme: la Cortellesi nei panni della Santanchè.  

 

 

_File under stasera a Bologna: dalle 22 al Locomotiv c'è il party di Matite per la radio dei cugini di Radio Città del Capo. In consolle un po' di fumettisti (tra cui Ema, e sono curioso di scoprire chi sono gli altri), e a seguire anche Enzo e Francesco (la cui trasmissione Maps ieri è stata di nuovo linkata da Pitchfork per il live dei Los Campesinos). Se riesco a rinnovare la patente, ci si vede là.

 

 

_Freeconomics. Una lettura obbligata per chiunque lavori con/nel la rete: Free. Why $0.00 is the future of business, il nuovo articolo/saggio di Chris Anderson, già Editor-in-chief di Wired e autore dell'epocale The long tail.

 

 

_The drums the drums the drums the drums. Il tormentone del mese per il sottoscritto (e un sacco di altra gente) è Great DJ dei The Ting Tings. A tal proposito ieri Fabio diceva:  «Si accettano scommesse sul giorno in cui “Great DJ” dei Ting Tings diventerà stacchetto a “Striscia la notizia”», e come dargli torto. A me, per dire, ricorda un sacco l'indimenticata Short Dick Man dei 20 fingers; anche perchè la mia versione preferita non è l'originale ma l'ancor più tamarro -contagiosissimo- remix di Calvin Harris:

 

The Ting Tings - Great DJ (Calvin Harris remix) (MP3)

 

 

 

_Che sia un flashback? Il luogo più strano in cui incontrare un attore di Lost: al minuto 3:36 di uno dei più noti videoclip degli anni '90.

 

 

_Ci si potrebbe fare un graffito. Ora che, mio malgrado, ho una specie di portatile anch'io (non che mi serva, peraltro), la cosa potrebbe pure interessarmi (ma anche no): Laptop Sleeves, Skins and Stickers. Ci sono un sacco di belle idee.

 

venerdì, 14 marzo 2008

Name the band

A suo tempo il fantastico Nanopops ci aveva fatti letteralmente impazzire; ora, con lo stesso principio ma senza raffinatezze grafiche pixelose, c'è Group Quiz: un file Excel con 270 nomi di band da indovinare partendo dalla sola foto. In mezzo c'è di tutto, dai classici a alle boy band, dai gruppi hair metal ai quartetti vocali, io sono arrivato intorno al centinaio (beccando anche gli Sparks e i Crazy Town, mica pizza e fichi) ma a giudicare dalle facce quelli che mi mancano non sono proprio coperti dal mio radar. Mi date una mano?

[senza hackerare il file o cercare le soluzioni, dai]

 

[grazie Apomorfina]

 

[inkiostro | # | suoni, gaming | commenti (48)]

giovedì, 13 marzo 2008

Il pre-war folk veste Prada

Due cose che mi hanno lasciato un po' perplesso:

 

Prada - Trembled blossoms - Music & Lyrics by Cocorosie (FLASH VIDEO)
[ben fatta ma, non so...Prada??]

 

Devendra Banhart - Dress me (FLASH APP)
[simpatica (?), ma bruttina]

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (3)]

giovedì, 13 marzo 2008

Intervallo

[Drumming  to Super Mario 2. Tamarrissimo, splendido.]

 

[inkiostro | # | suoni, oh my geekness | commenti (7)]

mercoledì, 12 marzo 2008

2008 records blues

Sarà che questo per me è un periodo di pessimismo e fastidio cosmico misto a demenza un po' isterica, ma me la dite una cosa? Sembra solo a me, oppure -Italia a parte, cfr. il Currently Listening qui sopra- questo 2008 finora è stato piuttosto avaro di dischi belli?

 

I Foals mantengono quello che promettevano ma non vanno oltre (e non riesco a capire se -ormai metabolizzati i vecchi singoli- ce lo ricorderemo ancora tra qualche mese come disco), Vampire Weekend carucci e simpatici ma dai, siamo seri, Why è sempre un grande ma brividi sto disco qua non troppi, These new puritans ben fatto ma mancano i pezzi da ricordare, The Kills è il loro disco migliore ma stanca in fretta, Teenagers mi divertono sempre ma il disco è prodotto da culo, MGMT ha 2 pezzi meraviglia e il resto è un po' una palla, Adam Green zzzzz, tra i millemila gruppetti rock'n'roll non svetta nessuno che regga più di qualche ascolto, ai millemila progetti di cantautorato classico più o meno retrò (She & Him, il ritorno del duo Campbell/Lanegan, Cat Power) manca la personalità per svettare oltre la maniera, dal dancefloor tutto tace (a parte Hercules, Anthony e compagnia e i Does it offend you yeah?, che entrambi hanno uno spaccapista e il resto è rispettivamente disco DFAta un po' noiosa e nu rave andato a male), Malkmus ha scoperto gli assoli di chitarra e forse era meglio di no (ma rimane un grande e il 2 Giugno per la sua data all'Estragon non si può mancare), Nick Cave è solido ma il confronto con uno qualsiasi dei dischi precedenti (a parte il mostruoso Nocturama, ovviamente) è impietoso, i Long Blondes al primo ascolto fanno quasi paura (agli ascolti successivi si apprezza Alkan in regia e si salva il paio di pezzi che reggono, il resto è nulla), i Portishead sono eccellenti ma il cuore l'hanno già colpito quattordici anni fa e ci si può fare ben poco, e via andare, ce ne sono molti altri che neanche mi ricordo, e questo già la dice lunga.

 

Cosa mi sto perdendo? Cosa sto sottovalutando? A parte l'ottimo produzione italiana di inizio anno (Offlaga, Don Turbolento, Baustelle, Benvegnù...) quali sono i grandi dischi che finora ci ha dato il 2008?

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (59)]

martedì, 11 marzo 2008

Colp(it)o basso e affondato

Qualche anno fa si sarebbe usata la parola Serendipità; ora -invece- è un semplice e più banale scherzo del caso, o più probabilmente di una mente maliziosa e creativa che ha provato a sfruttare uno dei tanti buchi della società dell'informazione come strategia promozionale, riuscendo di fatto ad ottenere almeno un po' dell'attenzione che (stavolta probabilmente a ragione) pensava di meritare.
E così, tra un mp3 scaricato e l'altro, il mislabeling -probabilmente volontario- di un disco ti porta a scoprire una grande canzone che non c'entra nulla con quello che pensavi di ascoltare. Si spacciava per un pezzo nuovo dei Guillemots, quartetto inglese con un buon disco alle spalle (in cui spiccava la splendida Trains to Brazil), ma voce, stile e arrangiamento non quadravano per nulla. E' bastata una ricerca del testo su Google per scoprire che si trattava invece di un misconosciuto artista electro/indie-pop francese (tale T.), uscito in patria anni fa e nel mondo l'anno scorso per l'etichetta svedese Black Star Foundation.
E al diavolo i Guillemots: Dancing together è una grande canzone, un pattern dolceamaro e ballabile che non dispiacerà ai fan delle cose più pop della Morr, dei Radiohead più idiotecari e dei Postal Service in mood malinconico. Ora non riesco a smettere di ascoltarla: colpo basso riuscito, ma non provateci mai più.

T. - Dancing together (MP3)

 

venerdì, 07 marzo 2008

Vede la Fine in me che vendo dischi in questo modo orrendo

In questi tempi in cui dopo due ascolti si è costretti a decidere se un disco vale qualcosa oppure non merita attenzione (e dopo dieci -in ogni caso- è già vecchio), e in cui anche i dischi migliori si perdono nell'incertezza delle mezze tinte e nelle perplessità dei 'se' e dei 'ma' che frenano in partenza quasi ogni entusiasmo, è stato strano imbattersi in un disco che suscita sensazioni forti come Amen dei Baustelle. Al confronto col disco intero, il gran parlare che abbiamo fatto del singolo Charlie fa surf appare ora oltremodo fuori misura, una discussione sproporzionata su un piccolo particolare (seppur importante) di un quadro che allora non avevamo ancora avuto modo di esaminare nella sua interezza. Amen è un disco patinato ma estremamente sporco, con momenti altissimi e passaggi a dir poco squallidi, un cerchiobottismo sapiente di cui sai di non poterti fidare ma che ti fa inesorabilmente vittima, e un'antipatia perfetta che ti concede la giusta distanza (cosa che non succede MAI con le band italiane) per odiarlo con intensità oppure innamorartene senza mezze misure. O anche, come sta succedendo a molti di noi, entrambe le cose contemporaneamente.
E questo, al di là dello specifico giudizio di valore sul disco, è più o meno un miracolo.

[nel senso baustellianno del termine]

 

I Baustelle suoneranno questo sabato all'Estragon di Bologna, e anche se è noto che la performance live non è esattamente la loro dimensione ideale, sono molto curioso di vedere cosa combineranno sul palco e, soprattutto, come sarà composto e come reagirà il pubblico che accorrerà sicuramente numeroso ad assistere. E sarò parimenti molto curioso di mettere i dischi dopo il concerto, ospite in consolle del principe DJ Mingo, per capire se a Charlie piacciono i Foals e se conosce i Don Turbolento. Mi porterò dietro una compilation di brutal metal, per ogni evenienza. E una mazza da golf.

 

[foto]

 

Baustelle - Bruci la città (live a Vicenza 2008) (MP3)

 

lunedì, 03 marzo 2008

Lost in the post

[diciassettesima puntata]

 

_Se scrivi un post per punti vuol dire che non hai idee. O tempo. O che ti sei bruciato tutto il weekend dentro casa a formattare e reinstallare il PC, imparare a usare il tuo nuovo N81 e a starnutire a causa dell'allergia. Avete presente il delirio di cose da fare della settimana scorsa? Ecco, è ancora praticamente tutto da fare. Nonostante ciò:

 

 

_Calembour della settimana. Charlie fa surf.

 

 

_Che tu sia per me il coltello (again). Tra un mese e mezzo tornano i dEUS, e dei due nuovi singoli usciti finora (il primo -bruttino- è qui) quello in duetto con Karin Drejer Andersson, già splendida voce degli splendidi The Knife, mi piace un sacco:

[link originale via]

 

dEUS feat. Karin Drejer Andersson - Slow (MP3)

 

 

 

_Stayin'alive. Barack 'Barry' Obama, circa 1979.

 

 

_Sport nazionale. Avete presente Music Club, free press musicale di poche pretese che si trova spesso in giro per locali e concerti? Non è certo una pubblicazione nota per la sua originalità; e non è strano, visto che è quasi interamente composto di testi saccheggiati qua e là, dai comunicati stampa a siti, webzine e blog scovati in rete. Desperate Youth l'ha scoperto con le mani nel sacco.

 

 

_Bachelite. Art Compagnoni sul secondo disco degli Offlaga Disco Pax. Chapeau.

 

 

_Ed era dura, . The best picture of Britney ever.

 

 

_Perchè io rido dentro. No more LOL: LOI (laughing on the inside).

 

 

_Stai cercando di dirci qualcosa? Justin Timberlake in due imbarazzanti mise anni '70: in Run, nuovo video degli Gnarls Barkley, e in Love Guru, il nuovo film di Mike 'Austin Powers' Myers.

 

 

_Bad management. Non so chi sia il criminale da incolpare, ma vi pare che una data attesissima come quella dei MGMT (ne ho parlato qui) a Milano sia fissata appena una decina di giorni prima? Suonano lunedì 10 al Rocket, chi può non se li perda. E se qualcuno fa una macchina da Bologna e torna in serata...

 

 

_A ciascuno il suo hobby. Questa, ad esempio, tiene 75 tartarughe vive nel frigo.

 

 

_Dev'essere per questo che mi piacciono. Le pubblicità della Ford sembrano sempre fatte per essere linkate dai blogger: dopo Ode to a Ford, la sinfonia composta e suonata solo con pezzi della macchina, ora è la volta di Human Car.

 

 

martedì, 26 febbraio 2008

The big ideas again

Una di quelle cose che ti rimettono al mondo: tornare a casa a tarda sera dopo una pessima giornata, e scoprire che c'è in giro un nuovo pezzo degli LCD Soundsystem, dalla colonna sonora di 21. E che è una bomba!

[venerdì test in pista al Covo assicurato, interminabile intro compresa]

 

LCD Soundsystem - Big Ideas (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (6)]

lunedì, 25 febbraio 2008

Yuppie Forest

Ho il sospetto che oggi leggerete questa notizia un po' dovunque: a sorpresa ad Aprile tornano sulle scene gli Yuppie Flu, principi più o meno incontrastati dell'indie-rock nostrano assenti dalle scene dai tempi dell'eccellente Toastmasters di un paio di anni fa.

L'attesa per l'uscita di Fragile Forest comincia già da oggi, con il lancio in grande stile di un MP3 in anteprima liberamente scaricabile dal sito ufficiale della band, a fronte di una veloce registrazione che -si promette- sarà ben più di un semplice mezzo per la ricezione di info e newsletter. Cold Device è una ballad da manuale, che parte con un sitar un po' spiazzante, continua con una strofa timida e poi si lancia in una languida apertura che ricorda qualcosa del loro capolavoro Days before the day

Il pezzo è in streaming qua sotto, e in download free dal sito. E se il buon giorno si vede dal mattino, Fragile Forest sarà un altro grande album.

 

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (5)]

venerdì, 22 febbraio 2008

Turn up the music Take me home Take me anywhere

Del concerto di Jens Lekman di un paio di sere fa al Teatro Rasi di Ravenna non so bene cosa dire, ma voglio dirlo. Non so se è stata la splendida location, la scaletta impeccabile, gli arrangiamenti imprecisi che eliminavano un po' della fatidiosa perfezione formale dell'ultimo disco, l'essere costretti sulla poltroncina del teatro che ti porta a trovare modi inediti per ballare e tenere il tempo o l'aria insieme sfigata e super-cool che Lekman riesce a portare con invidiabile naturalezza; sarà stato anche solo uno di questi fattori o più probabilmente la somma totale, sta di fatto che è stato un concerto che mi ricorderò.

 

Clicca sulle immagini per ingrandirle

 

 

Jens Lekman - Live @ Copehangen, 15/02/08 (megaupload > 15 MP3)

 

 

Una selezione:

Jens Lekman - New directions (unpublished - live 15/02/08) (MP3)

Jens Lekman - Black Cab (live 15/02/08) (MP3)

Jens Lekman - A postcard to Nina (story intro - live 15/02/08) (MP3)

Jens Lekman - Sipping on sweet nectar (live 15/02/08) (MP3)

 

giovedì, 21 febbraio 2008

You can stand under my piramidella

Un uber-mash-up di grande pop il cui risultato, seppur interessante, è inferiore alla somma delle parti: Rihanna che canta il singolone Umbrella sulla base del singolone Golden Skans suonata live dai Klaxons con una scenografia parecchio debitrice alla celebre piramide dei Daft Punk. Dalla premiazione dei Brit Awards, ieri sera.

 

 

Rihanna feat. Klaxons - Umbrella (live at Brit Awards) (MP3)

 

[Perdonatemi per il titolo del post, vi prego]

 

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martedì, 19 febbraio 2008

Un uomo entra in un bar

Oggi va così:

A man walks into a bar
orders a beer and a bowl of peanuts
but the bar turns into a spaceship
and the bartender gives him a hair cut
i cant remember the end of that joke
you once told it to me when we smoked
on your fathers expensive cigars
all i remember is the part of a man walking into a bar

How many lovers does it take
to put a light bulb into a socket?
Why did Mona Lisa smile?
I have the answer written down in my pocket.
I just remember I laughed til i cried
because you told it with your funny voice
your southern dialect makes me rejoice
those special times we had
when love was just a silly gag

I know why Mona Lisa smiled
Da Vinci must have been a really funny guy
and laughter is the only way into my heart
I know why Mona Lisa smiled
Da Vinci must have been a really funny guy
and laughter is the only way into my heart

Summer night on a gravel road
you told me about your childhood friend Veronica
who was claimed to have swallowed a toad
and i picked up my harmonica

I know why Mona Lisa smiled
Da Vinci must have been a really funny guy
and laughter is the only way into my heart
I know why Mona Lisa smiled
Da Vinci must have been a really funny guy
and laughter is the only way into my heart

A man walks into a bar
orders a scotch and a bottle of coke
but the laughter is gone in his heart
you never told me the end of the joke.. [#]

Jens Lekman - A man walks into a bar (MP3)

 

[stasera Jens Lekman suona al Teatro Rasi di Ravenna. Venerdì invece è al Viper di Firenze]

 

venerdì, 15 febbraio 2008

Zen Lullaby

 

Di Punk Lullaby, il singolo dei nostrani Zen Circus insieme a Brian Ritchie (già nei leggendari Violent Femmes), che presenta al mondo il frutto della loro collaborazione Villa inferno (che esce oggi per Unhip Records), l'unica cosa che non mi piace è il titolo.

Il resto, però, è davvero un instant-classic. Merito anche del coretto delle Breeders Kim e Kelley Deal (che non sono neanche l'unico nome pesante che compare nelle liner notes del disco; c'è anche Jerry Harrison dei Talking Heads) che rimanda direttamente ai migliori anni '90, quelli dei primi anthem indie che si facevano strada a forza verso l'airplay radiofonico. Il bellissimo video, disegnato dal venerabile Davide Toffolo, riporta invece al presente, con un tratto che ricorda quello del video di Young Folks, una protagonista curiosamente somigliante ad Ellen Page dell'indie-blockbuster Juno, e una coreografia a metà tra esercizi di aerobica e sfilata di moda di indie-style al femminile.

Quadratura del cerchio, pezzo in repeat, e (fidatevi) segnalazione sui blog di oltreoceano obbligatoria. Si parte.

 

 

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martedì, 12 febbraio 2008

Caro lettore, ascolta questo disco

Ehi tu, giovane lettore che ogni tanto capiti su questo blog e saltuariamente ascolti un po' della musica di cui spesso si parla su queste pagine.

 

[No, non sto parlando a te, giovane collega m-blogger che mi leggi sul tuo feed reader o che sei arrivato qui dalla Hype Machine, e neanche di te, giovane musicista / giornalista / DJ / webzinaro / forumista / scenester che di musica ne sai a tronchi più del sottoscritto -non è difficile- ma ogni tanto vieni qui a storcere un po' il naso perchè, lo sappiamo tutti, i blog rappresentano la degenerazione dei costumi musicali del nuovo millennio ma non si può fare a meno di leggerli una volta ogni tanto, sti bastardi]

 

Mi rivolgo a te, giovane lettore che apprezzi un po' della musica proveniente da quel calderone informe spesso etichettato come «indie» ma che te ne freghi di ogni fottuta nuova band svedese o trio di adolescenti inglesi o cantautore folk del Nebraska o band post-punk di Williamsburg, Brooklyn che per un paio di settimane si contende con i suoi simili il titolo di miglior disco del secolo e poi scompare ingloriosamente nell'anonimato da cui era venuto, e tutti stiamo bene ugualmente.

Caro lettore, c'è la possibilità che tu, pur apprezzando, che ne so, i Franz Ferdinand, Beirut o gli Arcade Fire, e pur amando fare due salti il Venerdì sera al Covo, al Plastic o all'Annex, magari non abbia mai sentito nominare i Neutral Milk Hotel. Innanzi tutto non ti preoccupare, non è grave, e c'è sempre tempo per rimediare; anch'io li ho scoperti molto tardi, eppure sono qui a parlarvene come se nel 1998 fossi stato davanti al Disco d'oro pronto ad acquistare la prima copia arrivata dagli States del loro capolavoro assoluto In the aeroplane over the sea.

 

Perchè, caro lettore, l'occasione per parlarti di loro mi viene esattamente dal decennale dell'uscita del disco, che cade appunto tra qualche giorno; nella remota ma possibile eventualità che tu non li abbia mai sentiti nominare, ciò non può che spingermi, con tutta l'insistenza di cui sono capace, a consigliarti di procurarti il prima possibile e senza dubbio alcuno questo clamoroso disco. Già gli organi indie-hipster Stereogum e Pitchfork gli stanno tributando i dovuti onori, e non c'è occasione migliore di un anniversario per recuperare un bel classico e innamorarsene perdutamente come, in questo caso, è quasi inevitabile succeda.

 

Quando è uscito, In the aeroplane over the sea era avanti anni luce, o forse indietro di decenni, o più probabilmente di lato e sta tuttora in un'altra dimensione a cui i dischi normali non si sognano nemmeno di poter accedere. La sua ruvida, semplice, bellezza, urgente come il suono delle corde della chitarra strapazzata e della voce a squarciagola di Jeff Mangum, sontuosa come gli arrangiamenti della banda di ottoni che fa capolino qua e là, e visionaria come i testi che parlano di ragazzini con due teste, di figlie comuniste, del re dei fiori di carota e di Anna Frank, è talmente accecante che a 10 anni dalla sua uscita non ha perso un raggio della sua luce.

 

Caro lettore, se non conoscevi questo disco, procuratelo, e ne sarai contento. Se invece lo conoscevi già, tiralo giù dallo scaffale, e brinda con me.

 

 

Neutral Milk Hotel - In the aeroplane over the sea (MP3)

Neutral Milk Hotel - Two-headed boy (MP3)

 

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lunedì, 11 febbraio 2008

Rebus eliico

La copertina di Parco Sempione, nuovo sfolgorante singolo di Elio e le Storie Tese è un rebus (9, 6, 2, 5; facilissimo), nonchè l'ennesimo tassello di un mosaico che unisce la piaga dei bonghisti, l'Ecopass, la crew di Maccio Capatonda, la politica ambientale dell'amministrazione di Milano, l'Africa, le «torte di fumo» e The ring. Qui sotto il video, opera di genio dell'indimenticabile regista Pelo Ponneso.
[grazie a Pelodia]

 

 

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venerdì, 08 febbraio 2008

Neanche nei vostri sogni piu' incredibili

Un giorno molto difficile, per gli adolescenti di oggi: da Horror Vacui (il nuovo disco che esce oggi) ecco Sogni risplendono, il duetto tra i Linea77 e Tiziano Ferro. Chiunque abbia concepito questa idea è un genio del male.

(via Simona)

 

Linea77 feat. Tiziano Ferro - Sogni risplendono (MySpace rip) (MP3)

 

Bonus:

Get Black - Puntata VIII (Tiziano Ferro) (MP3)

 

giovedì, 07 febbraio 2008

Le pesche marce che non maturano. Mai.

La storia dei Moldy Peaches è di quelle per cui sembra sia stata inventata originariamente la parola «improbabile».

 

Già sgangherato e surreale duo folk-punk newyorkese, scioltosi cordialmente -dopo una manciata di anni di successo di culto- dando il via a due belle carriere soliste mai andate troppo in là, la band di Kimya Dawson e Adam Green negli ultimi mesi è prepotentemente -e improvvisamente- diventata una celebrità grazie alla colonna sonora del blockbuster indie (ossimoro? ma và) Juno, il film (molto carino ma molto paraculo) di Jason Reitman già candidato all'Oscar e costruito in buona parte proprio sui pezzi di Kimya Dawson, nonchè sulla ballad manifesto dei Moldy Peaches Anyone else but you.

In un paio di mesi è successo l'incredibile: la colonna sonora del film (che contiene anche pezzi dei Belle & Sebastian, Sonic Youth, Kinks e Cat Power) è prima in classifica negli USA, i Moldy Peaches -ancora ufficialmente sciolti- sono stati invitati più volte a suonare in tv, e la loro musica risuona da spot, blog e locali che fino a un paio di mesi fa non li avevano mai sentiti neanche nominare.

 

La coincidenza temporale, peraltro, è curiosa, perchè entrambi i musicisti stanno per uscire con dei nuovi dischi solisti, esattamente come successe anche due anni fa. Allora dedicai ai due un post di cui vado ancora fiero, che vi riporto qua sotto, perchè ancora oggi -soprattutto oggi- non saprei trovare parole diverse per parlare della loro musica. Nella speranza (che è queasi una certezza) che il successo non li cambi, e che le pesche marce continuino a non maturare mai.

 

Le pesche marce che non maturano

Erano altri tempi; l'11 Settembre 2001, per la precisione. Il giorno della perdita dell'innocenza americana, con una coincidenza che continua a sembrare casuale anche se cerchi di trovargli significati reconditi, usciva un piccolo disco. Uno di quelli che ti esaltano per qualche mese e che quasi subito dimentichi, di quelli che dopo qualche tempo sembrano divertenti e niente più, e che poi, retrospettivamente, finiscono per avere più influenza di quanto chiunque si aspetti. Soprattutto di quanto si aspettino i suoi autori, un ragazzetto con la faccia da schiaffi e la sua tata, nera e riccioluta, che vengono dalla grande mela, amano suonare sul palco vestiti rispettivamente da Peter Pan e da orsacchiotto e incrociano la lezione del miglior lo-fi con una sensibilità pop infantile e bizzarre influenze di quello che qualcuno definirà anti-folk. Sono Adam Green e Kimya Dawson, i Moldy Peaches.

 

The Moldy Peaches - Anyone else but you (MP3)

The Moldy Peaches - Downloading porn with Davo (MP3)

 

Tempo un disco -irresistibile- e i Moldy Peaches («le pesche marce») si separano. Adam Green eredita la vena pop e il senso dell'umorismo iperbolico e volgarotto, Kimya Dawson le pennellate folk e l'intimismo infantile, e le loro carriere musicali procedono parallele senza quasi toccarsi, fino ad oggi. Tre dischi per lui (di buon successo; a parte che in Germania, dove il nostro va regolarmente in top 10) e quattro per lei (di nicchia che più nicchia non si può); ora, la prossima primavera, vede i loro nuovi dischi uscire a distanza di appena un mese.
Jacket full of danger di Adam Green, che esce il 10 Marzo su Rough Trade (preceduto dal singolo Nat King Cole), è l'ennesimo passo sulla strada di una incontenibile grandeur pop da monellaccio che fa il verso ai grandi crooner del passato. Il disco si risolleva dalla cocente delusione dell'ultimo Gemstones, e contiene pezzi meno frenetici (e immediati) che in passato e parecchie ballate, con un'ingombrante orchestra di archi quasi sanremese a fare capolino in quasi tutti le canzoni. Assai piacevole, anche se i fasti di Friends of mine, sembrano decisamente andati.

 

Adam Green - Pay the toll (MP3)

Adam Green - Nat King Cole (MP3)

 

Remember that I love you di Kimya Dawson, che esce l'11 Aprile su K, è forse, invece il miglior disco solista della scarmigliata orsacchiottona. Oscilla, come al solito, tra  piccoli acquerelli acustici e iper-sensibili (l'ottima Underground) e filastrocche con melodie elementari e abbondanza di cori disordinati. La tentazione di considerarlo (ancora) frutto di una naivetè post-hippy è forte, ma l'ascolto attento rivela un'attenzione ai dettagli e alla costruzione delle armonie assai inusuale per un disco tanto platealmente lo-fi.

 

Kimya Dawson - Underground (MP3)

Kimya Dawson - Tire swing (MP3)

 

Sono partiti dichiarandosi scaramanticamente marci, e forse, a un certo punto, a qualcuno il dubbio è anche venuto. Si dimostrano invece tutt'altro che andati, entrambi perfettamente in grado di realizzare un percorso musicale già presente in potenza in quel primo, letteralmente seminale, album. Le pesche nate da quel seme non saranno marce, ma non sono neanche mature; quello no. Le pesche marce non maturano mai. [#]

 

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martedì, 05 febbraio 2008

When I go back to Ludlow Street

Un paio di sere fa, mentre la quieta early selection del Covo passava l'omonima canzone di Suzanne Vega, raccontavo a Sara e Marina la storia di Ludlow Street, e pensavo colpevolmente che su queste pagine non ho mai parlato del disco da cui è tratta, il recente Beauty & Crime.

Dietro l'apparenza di una semplice canzone sulla perdita -una banale canzone d'amore, per dire- ambientata nella strada del Lower East Side già nota come meta di artisti e amanti della vita notturna (da quelle parti c'è Piano's), Ludlow Street è in realtà una straziante canzone dedicata alla morte di Tim Vega, fratello della cantautrice newyorkese che abitava proprio in quella via. Non so spiegare perchè, ma il colpo basso all'inizio dell'ultimo ritornello (un semplice, banale «Tim»), che esibisce tanto un dolore sordo che non può essere nascosto dietro ellissi o metafore quanto un coraggio onesto e semplice che in pochi altri possono vantare, riesce ancoa ogni volta a mandarmi al tappeto come la prima volta che l'ho sentito. E non è da tutti.

 

Suzanne Vega - Ludlow Street (MP3)

Suzanne Vega - New York is a woman (MP3)

 

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giovedì, 31 gennaio 2008

Link musicali piu' o meno faceti

 

Photoshop me baby one more time

Sulla copertina dell'ultimo numero di Blender c'è una foto di Britney Spears in posa discinta. Completamente falsa, come dice il disclaimer sulla stessa copertina: «This cover image is a composite photo. Britney did not pose for this picture. That, sadly, is not her body». Applausi.

 

 

Onanismi

Avete provato a tradurre in italiano il titolo del nuovo disco dei Tinderticks, The lonely saw?

 

 

Postmetallari matematici

Un video che spiega i legami tra Lateralus (la canzone) dei Tool e la serie di Fibonacci, sulla quale -pare- la canzone è interamente costruita. Affascinante, delirante.

 

 

Omaggio Presa per il culo ai Radiohead

Il video di Just dei Radiohead nella versione fatta da Mark Ronson fa il verso al celebre video dell'orginale. Chapeau.

 

 

Barack, it was really nothing

La t-shirt del momento? Morrissey e Obama 2008.
[e Moz l'ha pure messa]

 

 

Lavare i panni sporchi su Men's Vogue

No, non è Justin Timberlake o 50 Cent, ma Dean Wareham (ex Galaxy 500 e Luna, ora Dean & Britta), che racconta in prima persona la fine del suo matrimonio e l'inizio della storia (sentimentale e artistica) con Britta Phillips. Racconto davvero avvincente (anche per chi come me lo segue ben poco), ma -wow- non è un tantino sbagliata, come cosa?

 

 

Every moment leads towards its own sad end

Il video del singolo dei Mountain Goats (la splendida Sax Rohmer #1) è un vero spettacolo, come del resto tutto il nuovo disco. Com'è che fino ad ora non ero riuscito ad innamorarmi di loro?

 

 

Esilarante, inquietante

Mentre Matte è andato a vederli dal vivo a NYC, i Vampire Weekend (l'ultimo «fenomeno indie di Internet» appena uscito con il suo disco d'esordio) devono già affrontare il Backlash, come riporta questo esilarante post di Vulture: What to expect from the upcoming Vampire Weekend backlash. Quando il giorno stesso che esce un disco si parla già della reazione di rifuito dovuta al suo successo, vuol dire che siamo proprio alla frutta.

 

 

Kylie + Calvin

Mi attendevo di più dai pezzi di Kylie Minogue prodotti da Calvin Harris, che sono bellini ma davvero troppo troppo di plastica. Certo che sotto la voce iper-prodotta c'è quel synth lì...

 

 

Last but not least

Mentre qualcuno ha notato che il sottoscritto ha silenziosamente saltato a piè pari il rituale delle classifiche dei dischi dell'anno, la parola fine la mette The Hype Machine, che aggrega tutti i suoi dati del 2007 e tira fuori le band e i dischi dell'anno, sulla base di centinaia di M-blogger censiti dal servizio (tra cui questo).
Band: 1. Arcade Fire 2. Radiohead 3. Feist 4. LCD Soundsystem 5. Spoon.
Dischi: 1. Radiohead 2. Arcade Fire 3. The National 4. LCD Soundsystem 5. Spoon.
Amen?