lunedì, 06 luglio 2009
Hibi no Neiro by Sour

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JeongMee Yoon è una fotografa sud coreana che ha iniziato “The Pink and Blue Project” ispirandosi a sua figlia di 5 anni. La ricerca si interroga, com’è evidente, sul tema delle differenze di genere e del consumismo. Il monocromo delle camerette evidenzia scelte culturali e sociali che vengono compiute ancora prima che i bambini nascano e/o sviluppino una loro identità propria.
Molto interessante anche il lavoro sui luoghi di lavoro Space-Man-Space.
Voi cos'avete ricevuto a Natale?



C’è un blog che non mi dimentico mai di andare a visitare: Toys Blog. Questo sito che a uno sguardo poco attento e superficiale potrebbe apparire poco interessante offre a volte degli spunti di riflessione niente male e delle perle trash storiche. Per esempio tipo questa:
Il mondo dei Toys si è a torto o a ragione fatto strada di soppiatto nel mondo dell’arte contemporanea. Ci sono gallerie in Italia che si occupano proprio di promuovere questi oggetti d’arte come la Dorothy Circus Gallery di Roma. Nel gran marasma che spazia tra oggettini discretamente carini e veri e propri prodotti artistici, ho scovato due ragazze che usano la loro manualità assolutamente femminile per cucire giocattoli che farebbero impazzire di gioia Tim Burton.
Marina Bychkova é nata in Russia e realizza delle bambole di porcellana. Queste dolls sono caratterizzate da una sensualità e una dolcezza estremamente intriganti. Se fate un giro nella gallery del suo sito non potrete non rimanere affascinati dalla delicatezza e dalla estrema cura per i particolari che caratterizza queste bambole. Non solo i volti, i capelli, ma anche le mani, i piedi sono decorati con un’attenzione quasi maniacale. Tuttavia la cosa più interessante in questi oggetti sono le giunture. Le bambole sono perfettamente snodabili e sono capaci di eseguire tutti i movimenti degli esseri umani. Questo desiderio di mimesi con il corpo umano ha portato Marina ha inventare queste giunture super snodate e al tempo stesso delicatissime. La bellezza di queste dolls si fa ancora più struggente se le guardiamo senza vestiti, nude in tutta la loro bellezza e allo stesso tempo mostruosità che viene celata una volta che indossano i suntuosissimi costumi. Sono esseri che appartengono ad un altro mondo, come le Geishe che appartenevano all’Ukiyoe, il mondo fluttuante. Queste bambole non sono chiaramente fatte per le bambine, ma per persone adulte che saranno capaci di apprezzare la cura e la scrupolosità con cui sono state costruite.
Anastasia Ward costruisce delle sculture e dei pupazzi interattivi terrificanti che contengono un piccolo motore, un altoparlante, un microchip, un rivelatore di movimento (una volta urtati, i piedi e le braccia si muovono avanti e indietro). Le creature sono dei piccoli Frankenstein-giocattolo, costruiti all’interno e all’ esterno con parti di vecchi peluche o giocattoli elettronici e meccanici già usati. Questi piccoli mostri rinsecchiti mi ricordano non so perché il neonato sul soffitto a cui si girava la testa nel film Trainspotting, e per certi versi anche le opere degli immensi fratelli Chapman. Devo dire però che mi sento molto più vicini e familiari questi piccoli aggeggi tremolanti e brutti che non le perfette bambole-androidi di Marina Bychkova. Nel loro essere orripilanti e disgustosi conservano qualcosa di teneramente goffo e rassicurante, sono sicura che, come diceva la pubblicità di quando ero piccola, questi piccoli mostri troveranno qualcuno pronto a firmare il contratto di amicizia con loro.

D'estate si sa non ci sono notizie e allora i giornalisti inventano con la fantasia. Tra i soliti servizi sulla pantera sfuggita al circo che si aggira nella bassa padana, sull'invenzione del bikini, su quanto è fottutamente caldo vi regalo questa pillola scovata su wikipedia (ma da anni se ne parla ).
"More recently, an italian anthropologist speculated that Munch might have seen a mummy in Florence's Museum of Natural History which bears an even more striking resemblance to the painting 'The Scream' ".
La mente delle persone funziona in modi imprevedibili e incomprensibili. L’intelligenza spesso assume delle forme e dei colori molto diversi da persona a persona. C’è chi pensa a zig zag, chi pensa come una serie di cubetti lego messi uno sopra l’altro. La mia mente funziona così. Tutto inizia con un’immagine che mi colpisce. E’ un’immagine irresistibile, quasi violenta nella sua bellezza, che parte dall’osso sacro, risale la colonna vertebrale e arriva fino al mio cervello. E così l’immagine rimane lì giorno dopo giorno e ogni tanto torna a trovarmi nei momenti più impensabili, magari mentre aspetto l’autobus o mentre nuoto. Poi a poco a poco si tirano dei fili, si creano dei collegamenti nel mio cervello e di solito è così che nasce il post. Tutta questa premessa per parlarvi di alcune suggestioni che hanno preso il via dal video di No Surprises dei Radiohead.
Il 1997 fu un grande anno per la musica rock, c’erano i Verve, c’erano ancora i Super Furry Animals che facevano su e giù con i loro molleggianti, c’era anche Thorn di Natalie Imbruglia. In quell’anno uscì uno degli album che mi avrebbe cambiato la vita OK Computer. Se in 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrik l’intelligenza artificiale HAL 9000 mostrava un uomo indifeso di fronte ad una tecnologia che non è più capace di gestire e che lo ha superato, in OK Computer, i RH usciti da The Bends non hanno più problemi ad affidarsi al computer per scrivere un album che sarà visto come uno spartiacque.
Lasciando da parte queste problematiche, solo molti anni dopo (circa 10!) dovevo scoprire l’opera di Yael Davids, Aquarium, datata proprio
Yael Davids è un artista nato a Gerusalemme che vive ad Amsterdam. Nelle sue istallazioni/performance si dedica da anni a studiare le forme di silenziosa violenza sociale. Le performance di Davids costringono il corpo umano a mettersi in posizioni scomode e forzate. In Mattress l’attore è disteso sotto ad un materasso e respira solo attraverso un piccolo buco. Per il visitatore che si è perso l’inizio della performance il corpo dell’artista rimane di fatto invisibile.
In altre installazioni Davids costringe i visitatori a infilare la testa, le labbra o altre parti del corpo in buchi sulle pareti creando assurde situazioni di conflitto e tensione tra il corpo e lo spazio circostante. Se quella di Yael Davids è un’arte silenziosa che proprio nel silenzio e nel soffocamento dell’essere umano esprime quello che ha da dire, i Radiohead riescono ad esprimere pensieri, sensazioni che di solito rimangono nel silenzio nella testa delle persone che ogni giorno prendono l’autobus e si sentono soffocare.