2.0

lunedì, 23 novembre 2009

Lego Escher

di TribecaRain

da Chickago.

 

[TribecaRain | # | oh my geekness, lego my ego | commenti ]

mercoledì, 11 novembre 2009

EPIC FAIL

di inkiostro

I 37 secondi più belli che io abbia mai visto. Da Failblog, via.

 

martedì, 10 novembre 2009

Go out and play!

di ComeToDaddy
[ComeToDaddy | # | gaming, oh my geekness | commenti (3)]

lunedì, 09 novembre 2009

A ciascuno la sua presa

di inkiostro

[Clicca sull'immagine per ingrandire]

 

 

Le prese di alimentazione: ecco il tipo di cosa su cui ti soffermi a pensare solo quando (solitamente prima di partire per un viaggio) diventano un problema.

 

E invece questa cartina delle prese nel mondo è curiosamente affascinante, e mostra contemporaneamente scelte inspiegabili e apparentemente assurde insieme a pattern o affinità con radici storiche tra paesi che ora non potrebbero apparire più diversi. Notare che l'Italia è l'unica (insieme all'Etiopia -e fino a qui- alla Siria -?- e al Cile -?!-) ad avere la presa piccola con tre gambe allineate (che avrà anche un nome tecnico, che però ovviamente ignoro), che la Danimarca e la Tailandia sono le uniche a condividerne un modello, e che la Svizzera, che come al solito deve distinguersi, ne ha una unica al mondo (che hanno solo in Madagascar).

 

Su Gizmodo un sacco di dettagli, e la risposta alla domanda: verranno mai uniformati tutti questi modelli? La risposta ovviamente è no. Avevate dubbi?

 

venerdì, 06 novembre 2009

Futurama - The Movie: What if?

di kekkoz


L'incredibile fan-poster che circola su 4chan per un immaginario film live action tratto da Futurama. In fondo, avreste idee migliori per il casting? Particolarmente gradita la presenza di Cobie Smulders nei panni di Leela, ma anche Seth Rogen come Bender è azzeccato.

Sono curioso di sapere chi diavolo interpreta Bruce Campbell.

(via epicponyz / thedailywhat)

giovedì, 05 novembre 2009

Wanna date my avatar

di inkiostro

Ne abbiamo parlato anche un paio di giorni fa a Impronte digitali, ma mi sono accorto di non avere mai linkato qui l'improbabile Do you wanna date my avatar firmata dalla cricca di The Guild. Ovvero, un piccolo anthem nerd pieno di umorismo di bassa lega e giochi di parole scontati dal cast di una delle più celebri sitcom online (interamente dedicata al mondo del gaming: Worlds of Warcraft e similia), già vincitrice nel 2007 dello Youtube Video Awards (eggià, esiste uno YouTube Video Award) e nel 2008 dello Yahoo Video Award (idem, ma non ha una voce wikipedia).

 

Anche questo singolo (un banale ma appiccicosissimo pezzo elettropop) è stato a suo modo un piccolo caso finendo, nella settimana in cui è uscito (ad Agosto) contemporaneamente primo nella Amazon MP3 chart e secondo della iTunes Muisc Video Chart. Come commenta Idolator, online bastano ancora qualche ragazza carina e un po' di giochi di parole nerd per spalancare molte porte.

 

 

The Guild - Do you wanna date my avatar (MP3)

 

 

mercoledì, 04 novembre 2009

Un po' di rispetto, e che diamine

di inkiostro

Ricevo notizia (grazie a Giovanna) dell'esistenza di cravatte realizzate con il nastro di vecchie audiocassette e la prima cosa che penso è NO.

Indossarne una sarebbe come per un animalista indossare una pelliccia di volpe o ermellino. E non vale dire che erano già morte. Non scherziamo.

 

martedì, 03 novembre 2009

Tutto torna: agli alieni piace Space Invaders

di uomosenzak

Da Holy Taco, 25 awesome crop circles. Semplicemente splendidi.

 

[uomosenzak | # | oh my geekness | commenti ]

venerdì, 30 ottobre 2009

Monster Mash due punto zero

di inkiostro

[da The joy of tech]

[Buon Halloween]

 

 

Bobby 'Boris' Pickett & the Crypt-Kickers - Monster Mash (MP3)

 

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti ]

martedì, 27 ottobre 2009

La musica liberata e le impronte digitali

di inkiostro

 

Vi ho già parlato de La musica liberata, lo spettacolare libro di Luca Castelli che racconta come nessun altro i cambiamenti tecnici, economici e sociali subiti dall'industria discografica e dal nostro modo di scoprire, ascoltare e condividere la musica negli ultimi dieci anni. Tra Napster, iPod, blog e Radiohead, una lettura indispensabile per chi sia appassionato di musica e/o di tecnologia e semplicemente imperativa per chiunque si trovi a lavorare (in modo amatoriale o professionale) nel settore.

 

Stasera alle 19 avremo l'onore di avere Castelli in collegamento telefonico su Impronte digitali, il magazine di web e tecnologie che conduco ogni martedì con Filippo 'Pirex' Piredda sulle amichevoli frequenze di Radio Città Fujiko, a preludio della presentazione che il nostro terrà domani alle 21.30 alla libreria/osteria Modo infoshop (Via Mascarella, Bologna), per la rassegna curata dai cugini radiofonici di Maps.

Un'ottima occasione per farci raccontare la genesi del libro e i suoi passaggi fondamentali, per 'costringere' Castelli a sbilanciarsi un po' e fare qualche previsione sul futuro e per chiedergli di commentare, alla luce delle sue ricerche, eventi recenti come l'imminente chusura dell'etichetta portabandiera dell'indie nazionale (la Homesleep) o le sciagurate e miopi dichiarazioni dei Kings of Convenience (che, tra l'altro, giovedì saranno in concerto a Milano; ci vediamo là) su Prefix Magazine.

 

 

martedì, 27 ottobre 2009

Le regole della fisica sono sopravvalutate

di hankmooody

 

Letti a castello "Escher", dall'Ikea dei nostri sogni.

(via)

 

[hankmooody | # | oh my geekness, want it | commenti (1)]

martedì, 13 ottobre 2009

Welcome to the Ogori cafe!

di uomosenzak

At this cafe, you get what the person before you ordered. The next person gets what you ordered.

Questa è la semplicissima regola dell'Ogori cafe (nel racconto di Cabel), il locale in Giappone in cui a ciascuno viene portato quello che ha ordinato un altro. Geniale e funzionale, ma solo se sul menù tutto costa uguale. Ideale per chi si annoia, sconsigliato alle persone troppo schizzinose e metodiche.

Chi ne apre uno in Italia?

(via)

 

venerdì, 09 ottobre 2009

Scale pentatoniche

di ComeToDaddy

Come fare in modo che il 66% delle persone in più, all'uscita dalla metro, scelga le scale al posto delle scale mobili? Semplice: trasformandole in un enorme pianoforte.

E' una pubblicità virale (per laVolkswagen), ma chi se ne frega. Solo quelel piccole cazzate che migliorano la vita.

 

 

giovedì, 01 ottobre 2009

Facce da cubo

di inkiostro

Nel set collaborativo dedicato ai CubeDudes, i pupazzi fatti di lego, si trovano delle cose eccezionali. A partire da Jules e Vincent di Pulp Fiction qua sopra per continuare con Abramo Lincoln, il cast di Big Bang Theory, Homer Simpson, Wolverine, Mr. T, Darth Vader e via dicendo. Nerd attack!

 

giovedì, 24 settembre 2009

Apple.com in '83

di uomosenzak

Se il web fosse esistito nell'83 (prima che ve lo chiediate: no, non esisteva), la Home Page della Apple sarebbe stata più o meno così. Clicca sull'immagine per ingrandire.

(via)

 

martedì, 22 settembre 2009

It's fun to stay at the XKCD

di kekkoz
Ieri sera Randall Munroe, l'autore del vostro web comic preferito, ha incontrato il pubblico durante una serata di raccolta fondi della Electronic Frontier Foundation chiamata Geek Reading (...) per rispondere alle domande che gli sono state poste su Reddit da decine di fan.

Il tutto in occasione dell'uscita del suo primo bellissimo libro, già segnalato dal capo su Twitter e da me su Tumblr.

Ecco il video della prima domanda. Le altre li trovate tutte belle in ordine sul magnifico sito io9, che è anche la fonte della notizia e dei video.



Scusate il titolo cretino.

venerdì, 11 settembre 2009

Improvvisazione in SI

di inkiostro

«A Youtube digital orchestra»: così Core77 descrive In B-flat, progetto audiovisivo collaborativo e sperimentale lanciato nei mesi scorsi da tale Darren Salomon.

Che lo spiega così:

Play these together, some or all, start them at any time, in any order. [...]

The videos can be played simultaneously -- the soundtracks will work together, and the mix can be adjusted with the individual volume sliders.

Un'idea semplicissima, dagli esiti a volte sorprendenti. Provare per credere.

 

[inkiostro | # | suoni, oh my geekness | commenti (6)]

martedì, 08 settembre 2009

Rubik Cubes Album Art

di hankmooody

Le riconoscete? Da Creative Review.

 

[hankmooody | # | suoni, oh my geekness | commenti ]

martedì, 01 settembre 2009

La musica liberata

di inkiostro

La musica liberata di Luca Castelli è un libro molto bello e intelligente già dalla copertina. Il fatto che poi al suo interno contenga la più ricca, precisa e competente ricostruzione di quello che è cambiato nel nostro modo di fruire la musica negli ultimi dieci anni (da Napster in avanti, più o meno) è un semplice dettaglio.

 

Davvero: difficile immaginare una disamina così completa e ben fatta del fenomeno (dagli MP3 al file-sharing, dai blog a Youtube e Myspace, dall'iPod ai social networks, dalle net-label alla morte dei negozi di dischi), che mette ordine nella straordinaria quantità di cose che sono riuscite a cambiare per sempre la nostra idea della musica, i suoi modelli di business e il nostro modo di scoprirla, ascoltarla, viverla e parlarne.

 

Castelli (già giornalista per La Spampa, Il Mucchio, XL e chissà cos'altro, nonchè di casa sul suo blog Il Pozzo di Cabal) compone con i pezzi del puzzle un quadro ricchissimo e multiforme, spiegato con lo stile leggero che è proprio dei grandi divulgatori e la passione di chi sta vivendo in prima persona la rivoluzione che sta raccontando.

Come dice Rossano Lo Mele (che ha cavallerescamente intervistato Castelli per Rumore di Luglio - online in due parti: uno  | due) è «uno di quei libri che se fosse pubblicato in Inghilterra o negli Stati Uniti farebbe del suo autore un pensatore tech da seguire come uno sciamano».

 

Se ruscite a interpretarlo, il sommario dà qualche idea dei contenuti:

1.0

1. MP3 (La mosca / Seattle / Preistoria / Mpeg-1 Audio Layer 3 / Sacrilegi)

2. Napster (I 331kb che sconvolsero il mondo / Pirro / Gratis / Tutto / Noi)

3. Le major (Vade retro, tecnologia / Il diamante / DRM / Rootkit / Perdita di controllo)

4. iPod (Pray / Music Store / Monopolio / Shuffle / iGod)

 

2.0

5. Il laboratorio (Libertà è partecipazione / Dire / Fare / Baciare / Lettera /Testamento)

6. Gli artisti (The artists formerly known / Giovani turchi / Premio fedeltà / It's up to you / Ghosts)

7. Dura lex (Jammie Thomas / Il dilemma del linguaggio / Il dilemma della copia / Il dilemma del remix / Il dilemma dell'autore e del produttore / A due velocità)

 

3.0

8. Macchine (Streaming / AI / Ovunque / Eroi)

9. Where Have All the Good Times Gone? (La qualità / I giornalisti / I negozi di dischi / Gli album)

10. L'onniutente (Intelligenza / Furore / Generosità / Responsabilità)

11. La musica liberata (I Mille / Neointermediazioni / L'oceano / Serendipity)

Lettura consigliatissima per chiunque si interessi di musica negli anni '00 (e non lo dico perchè a pag. 117 è citato pure Inkiostro), e semplicemente imprescindibile per chiunque pretenda di lavorare nel settore, con menzione speciale per i dinosauri del giornalismo e della discografia.
La musica è stata liberata, fatevene una ragione.

 

giovedì, 27 agosto 2009

Non mi divertivo così tanto dai tempi di Eliza

di inkiostro

Una volta c'era Eliza.

Ora i tempi sono cambiati, e ci dobbiamo accontentare di Anna, la commessa virtuale dell'IKEA scoperta grazie alla segnalazione di Personalità Confusa su FriendFeed. Eccellente per le serate solitarie, gli esperimenti di Intelligenza Artificiale e i consigli su come arredare il salotto.

 

 

mercoledì, 26 agosto 2009

Trip a 8 bit

di hankmooody

8 bit trip.

Ingredienti: musica a 8 bit, videogiochi vintage, un sacco di lego. Il videocilp del futuro, anzi, del retrofuturo.

 

martedì, 11 agosto 2009

Non ci rimarrà altro che cinguettare

di inkiostro

E proprio quando mi ero appena deciso ad usare il mio account di Friendfeed al posto di Twitter (trovandolo, come dicono tutti, anni luce migliore), Facebook si compra Friendfeed.

Gli scenari che si prefigurando adesso sono i più vari, dalla morte del social network uber-aggregatore alla sua riduzione fino all'integrazione dentro la tentacolare creatura di Mark Zuckenberg.

Una bella notizia per Twitter, quindi, anche se -a partire da Google- ormai giustamente si fa a gara per prendere per il culo i cingettii e i loro fanatici: 

 

 

giovedì, 06 agosto 2009

Su GMail la tragedia uccide la pubblicità

di inkiostro

Una delle cose più fastidiose dell'altrimenti favoloso servizio di posta GMail (oltre al fatto di dare alla Big G le chiavi della nostra privacy, ovviamente) sono le pubblicità che compaiono nella colonna di destra. Si tratta di pubblicità contestuali: se nelle mail che mandate e ricevete si parla di andare in vacanza in Sardegna, compaiono molte pubblicità di hotel e campeggi della Costa Smeralda. Se parlate di film e serie tv vedete un sacco di pubblicità di cofanetti in DVD e pay tv. Se parlate di qualcosa da fare alla fine dell'anno, ecco i messaggi su decorazioni natalizie e pacchi regalo (anche ad Agosto).

 

Come smettere di visualizzare la fastidiosa colonna pubblicitaria? Un tizio ha fatto un po' di esperimenti (poi ripresi ed estesi da mezza rete), e ha scoperto che, se all'interno delle mail sono presenti alcune parole chiave dal significato particolarmente negativo (lui ha provato con Suicide, Death, 9/11 e Murder), le pubblicità curiosamente non compaiono. Paura di essere inopportuni?

 

Il trucco funziona anche in italiano, pare (ha fatto qualche prova il -ridisegnato- Punto Informatico), anche se putroppo il ricorso sistematico ad esso (se le parole infauste sono inserite come firma della mail o hanno dimensioni molto piccole, o non ricorrono abbastanza spesso nelle mail lunghe) non funziona. Sarebbe stato un bel metodo situazionista e inutilmente complicato per liberarsi degli ads (fingendo che Adblock plus non esista) mentre così è 'solo' l'ulteriore testimonianza di quanti dettagli una web application di massa debba essere in grado di gestire.

 

mercoledì, 05 agosto 2009

Ceci n'est pas une pipe

di inkiostro

La pipa USB, vista sul New York Times.

(peraltro anche l'articolo è carino)

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (1)]

martedì, 21 luglio 2009

Weezer a 8 bit

di inkiostro

Non so da quanto tempo sia in giro, ma io l'ho scoperto ieri sera e, benchè sia il secondo post sui Weezer in una settimana, è impossibile trattenersi: Weezer - The 8-bit Album è il tributo di micromusic dedicato alla band si Rivers Cuomo e soci. Liberamente scaricabile dal sito della netlabel Pterodactyl Squad, è esattamente quello che sembra: una compilation di pezzi più belli dei Weezer interamente risuonati attraverso gameboy, commodore 64, tastierine Casio e altri aggeggi a 8 bit.

In parole povere, la nostra infanzia brufolosa che incrocia l'adolescenza meno inquieta e le due che se ne vanno insieme a braccetto e si commuovono per il ricordo dei lunghi pomeriggi passati a studiare ascoltando il Blue Album e giocando a Super Mario Land. Che meraviglia.

 

 

Nordloef - Buddy Holly (MP3)

Bit Shifter - The world has turned and left me here (MP3)

Videogame Orchestra - Island in the sun (Belmont's revisal) (MP3)

 

 

 

Pterodactyl Squad - Weezer - The 8-bit album (ZIP - full album)

 

 

giovedì, 16 luglio 2009

Twitparade

di inkiostro

(vignetta via)

 

Sono iscritto a Twitter quasi dagli inizi e lo uso regolarmente (ma moderatamente), eppure non avrei mai immaginato che il social network cinguettante sarebbe diventato il fenomeno che è diventato, arrivando a impensierire la corazzata Facebook e a prefigurare una rivoluzione nel web basata su brevità e real-time. Continuo a non essere sicuro che gli scenari siano così rosei e che questa sia davvero una rivoluzione («moda» sarebbe forse il termine più adatto) ma in effetti è interessante notare come sta cambiando mese dopo mese la percezione del servizio da fuori (da leggere in merito il post di Kottke In defense of twitter e i suoi link), e di come praticamente ogni giorno escano fuori nuovi servizi che mirano a sfruttarne appieno le potenzialità o a utilizzarne in modi impensati la banca dati.

 

Ieri è stata la volta delle Popular Songs on Twitter di Hype Machine, con cui l'aggregatore degli MP3 Blog mira ad allargarsi e a monitorare anche Twitter. Non sono sicuro mi convinca appieno il coefficiente usato per calcolare la classifica delle canzoni più popolari (il Twitter score, la cui formula è spiegata in dettaglio qua), ma la posizione è un dato che, in un mondo governato dalla coda lunga, non ha questa grande importanza. E se, come credo, il filtro dei link andrà a raffinarsi nel corso dei mesi e sarà in grado di raccogliere menzioni e link di diverso tenore e formato, si farà un altro passettino avanti per capire di cosa parla la grande conversazione digitale. E, soprattutto, cosa ascolta.

 

martedì, 14 luglio 2009

Oggi sciopero (o forse no)

di inkiostro

Che oggi si scelga di scioperare o meno, secondo me fa poca differenza. L'importante è non far passare obrobri legislativi come il ddl Alfano sotto silenzio.

 

giovedì, 02 luglio 2009

Hai mai visto delle stampanti ballare?

di ComeToDaddy

HP Workstations performance.
Non è un videoclip, ma è come se.

 

[ComeToDaddy | # | oh my geekness | commenti (1)]

mercoledì, 01 luglio 2009

Obbligatorio postarlo

di inkiostro

Lego + retrogaming = 100% inkiostro:

 

Relive some classic video games from the 1980's with legos. (I didn't include Mario or Donkey Kong because I have already made videos featuring them).

This Video includes:
1. Frogger
2. Space Invaders
3. Pacman
4. Arkanoid
5. Tron (Light Cycles)
6. Asteroids [#]

[via]

 

mercoledì, 24 giugno 2009

Non ci avevo mai pensato

di hankmooody

Jaime Pitarch, Cyclops

 

[hankmooody | # | oh my geekness | commenti (1)]

mercoledì, 24 giugno 2009

Chirurgico

di inkiostro

[XKCD, ovviamente]

 

mercoledì, 17 giugno 2009

Drink esplosivi!

di uomosenzak

Scherzone:

 

1. Ingredienti: diet coke, rum, mentos, stampo per i cubetti di ghiaccio, un amico che ti sta sulle palle.

 

2. Metti le mentos nello stampo per i cubetti di ghiaccio, aggiungi acqua e metti il tutto nel congelatore.

 

3. Prepara un Cuba Libre per l'amico che ti sta sulle palle: rum, diet coke, e un paio di cubetti di ghiaccio presi dallo stampo di cui sopra.

 

4. Aspetta qualche minuto che il ghiaccio si sciolga e goditi la scena (se non capisci cosa succederà, forse negli ultimi 2 anni hai vissuto su Marte. Guarda qui). Grasse risate!

 

[trovato su Wired. Mi raccomando: accertati previamente che l'amico che ti sta sulle palle non sia anche grosso e/o incline alla violenza fisica. In quel caso, meglio lasciar perdere. O fuggire di corsa mentre il ghiaccio non si è ancora sciolto]

 

mercoledì, 10 giugno 2009

Intervista col pirata

di inkiostro

Lo straordinario successo del Piratpartiet, il Partito dei Pirati svedese, che sembrava nato come una provocazione e invece -forte di un impressionante 7,1%- porterà un suo candidato a Bruxelles, dà molto da pensare. Ovviamente, è una gran bella notizia: sentire che in un paese in teoria non troppo lontano dal nostro le elezioni non sono state dominate dalle inqualificabili e quasi surreali gesta di un presidente del consiglio che ormai non conosce vergogna (e di un popolo bue che lo vota), ma hanno visto il successo di una formazione modernissima, controcorrente e lungimirante è certamente un (piccolo) modo per consolarsi. Che le leggi del copyright, l'accesso ad internet, i diritti digitali siano tematiche che prima o poi andranno affrontate in modo organico e sensato, invece che regolate con leggi fatte a casaccio, spesso illogiche, incostituzionali, ridicolmente parziali e impossibili da far rispettare (come la recente dottrina Sarkozy) è un altro punto inevitabile. E vedere finalmente premiata gente che in merito sa il fatto suo è davvero una bella cosa.

 

Ci vuol poco, però, a interrogarsi sul resto. Ora che è stato eletto, come pensa un singolo soggetto di portare avanti la sua battaglia? Un file-sharing completamente legale è conciliabile con uno sviluppo delle industrie dei contenuti e con il giusto compenso degli autori e dei produttori? Qual è la posizione del Partito dei Pirati in materia di ambiente e di politica estera? Questa vittoria rimarrà un caso isolato o la battaglia per i diritti digitali ha qualche speranza di crescere e diffondersi anche altrove?

E' ovvio che dalle nostre parti abbiamo problemi ben più gravi di cui preoccuparci. Ma è anche ovvio che un fenomeno politico così interessante va osservato attentamente proprio adesso, prima che perda inevitabilmente la sua freschezza, cambi e diventi qualcosa di diverso.

 

Di tutto questo parleremo stasera (dalle 19.15 alle 20) su Impronte Digitali, il magazine di web e tecnologie che sono fiero di condurre insieme a Filippo Piredda sulle frequenze di Radio Città Fujiko
E lo faremo nientemeno che con Chrstian Engstrom, il neo-eurodeputato del Partito dei Pirati. Engstrom ha accettato di rispondere alle nostre domande, e ci spiegherà quello che intende fare a Bruxelles, la posizione del suo partito sul copyright (ma non solo) e il futuro della sua battaglia politica. E vedrete che le questioni aperte sono tante, e i dubbi di cui sopra assolutamente legittimi.

 

Update: l'MP3 della puntata:

 

Radio Città Fujiko - Impronte digitali 10/06/09 (Mediafire > MP3)

 

venerdì, 05 giugno 2009

Send a corrupted file instead!

di uomosenzak

Corrupted Files ha la banalità e semplicità delle idee geniali.
In ritardo per una scadenza? Dovete inviare un documento a quel severissimo professore o a quel cliente rompiscatole e non ce la farete mai? Invece di una usare una scusa, mandategli un file corrotto. Un metodo eccellente per prendere tempo senza prendersi la colpa.

Il servizio costa 4 dollari, ma se volete, visto quanto spesso mi capita su WIndows Vista, io ve lo faccio anche gratis.

 

giovedì, 28 maggio 2009

For an awesome and nerdy kitchen

di hankmooody

Tetris Tiles, le mattonelle di Tetris.

Le voglio. 

 

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martedì, 19 maggio 2009

La caffortera

di uomosenzak

Cafuerteras, di Javier Jaèn

 

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giovedì, 14 maggio 2009

Pillow fight!

di inkiostro

Quando sono stanco morto e lavoro troppo (tipo adesso) di solito riesco a pensare a una sola parola: cuscino.

Così questa gallery dei 15 coolest pillows (grazie a Luca per il link) casca a puntino; il cuscino-gambe-di-donna e i cuscini-Scarabeo li avevo già linkati in passato, ma la testa di cavallo morto, il libro, il CTRL + ALT + DEL e il Boyfriend (provvisto di falangi e di camicia), tra gli altri, non sono male.

 

I migliori però nella lista mancano. Tamarrissimi, direttamente dalla mia stanza, i DJ Pillowcases:

 

 

martedì, 05 maggio 2009

The Lord of the Bricks?

di dedalus1


Senza parole. Presto sarà una maglietta in vendita qui. Nel caso conosciate qualcuno abbastanza coraggioso da indossarla. (via)

lunedì, 04 maggio 2009

Career evolution in advertising

di uomosenzak

Da stagista a capo del mondo, gli strumenti di lavoro nel mondo della pubblicità. Triste ma vero.

 

mercoledì, 22 aprile 2009

Want it!

di inkiostro

Oddfellows Artists: Andy Warhol, Salvador Dalì, Frida Kahlo, Vincent Van Gogh, Pablo Picasso. Fantastici.

Da non perdere anche i writers, i revolutionaries e i scientists.

(via)

 

martedì, 21 aprile 2009

Cosa fanno i computer quando sono da soli

di inkiostro

In principio fu lo straordinario esperimento di un tizio qualunque chiamato James Houston. Approfittando del contest indetto dai Radiohead che invitavano i loro fan a remixare e reinterpretare il loro più recente singolo Nude, Houston produsse un video incredibile in cui la canzone era interamente risuonata attraverso un paio di stampanti, un hard disk e un vecchissimo computer.Una roba incredibile.

Su queste pagine ai tempi lo postò kekkoz, e parecchi mesi dopo io e Pirex l'abbiamo scelta come sigla di Impronte digitali, il magazine di web e tecnologia che da una paio di settimane conduciamo sulle frequenze di Radio Città Fujiko.

 

 

 

Lo sapevo che non sarebbe passato molto prima che altri facessero lo stesso. Ieri mi sono imbattuto (via) in questa versione del tema di Super Mario Bros interamente suonata da una tagliatrice laser opportunamente programmata.
Per i pazzi o gli ingegneri, abbondanza di dettagli tecnici qui.

 

 

 

Se non vi bastasse (e perchè dovrebbe?) c'è chi ha alzato il tiro. E ha prodotto nientemeno che la versione completa di Bohemian Rhapsody dei Queen suonata da due stampanti, un hard-disk, vari floppy disk e un vecchio Atari collegato a un oscilloscopio (se ho capito bene). Roba da spazzare via in un sol colpo decine di anni di imprese nerd.

 

 

Ora però voglio di più.
Voglio un'orchestra intera fatta di stampanti che suona i Concerti Brandeburghesi di Bach. Voglio un virus che prenda il controllo di tutti i computer del mondo e li costringa a riprodurre all'unisono The Wall dall'inizio alla fine. Voglio che il mio computer impari a suonare Moon River con i bip della scheda madre. Voglio che impari le canzoni da solo e sviluppo un gusto suo. Poi però non mi fiderei più a lasciarlo solo; e se finisse per appassionarsi a Laura Pausini?

 

[inkiostro | # | suoni, oh my geekness | commenti (4)]

sabato, 18 aprile 2009

A casa di Pažitnov

di dedalus1


La Tetris Furniture, ovviamente modulare e ovviamente componibile a piacimento in casa o nei propri sogni. Perchè accontentarsi di usarla per i libri se può diventare un divano-futon, un vano televisione o una cassettiera?

E' una naturale evoluzione di cose come questa e questa, di cui si era già parlato, ma per una volta, tra colori e possibili utilizzi mi sembra tanto utile quanto bella (forse).

In un futuro perfetto, prima di uscire di casa, potrete urlare a vostra moglie: "Amore, ti ho lasciato le chiavi della macchina sul tetramino verde a L". Si, avere un divorzio sarà così semplice.

martedì, 07 aprile 2009

US Invaders

di uomosenzak

[da Flags inspired by Video Games. Ce ne sono almeno un paio d'altre molto belle]

 

[uomosenzak | # | oh my geekness | commenti ]

lunedì, 16 marzo 2009

Rubik ci fa un baffo

di uomosenzak

Petaminx mi fa sinceramente paura. Se ve lo steste chiedendo, ha 1212 facce.

 

[uomosenzak | # | oh my geekness | commenti (1)]

giovedì, 12 marzo 2009

Harder better Faster Stronger Dafter

di hankmooody

Con iDaft provi il brivido di governare la console dei Daft Punk con la tastiera del computer. Un incrocio tra un controller midi e la rotella coi versi degli animali con cui giocavi da bambino. E' questione di minuti perchèarrivino i primi remix.

 

giovedì, 26 febbraio 2009

Who Watches the Watchmen ('s Movie)?

di punch-drunk
[0. Intro
Tutte queste parole ti spaventano? (Ciao, Valido, che piacere). Non leggerle: limitati a guardare i due trailer inglesi pubblicati finora - qui e qui - e questo delizioso giochino virale in flash che posterei ora se non fosse grande tre volte il layout di questo blog. Altri link alla fine delle mille righe che seguono]
 
 
Lo ammetto, fino ad un paio di giorni fa ero scettico. Scettico? Catastrofista.
Come ogni persona che abbia avuto l’occasione di leggere Watchmen, probabilmente la più completa graphic novel di tutti i tempi, l’idea dell’adattamento cinematografico mi faceva venire in mente solo cattivi pensieri.
Per almeno tre motivi: il primo, legato all’opera in sé. Anche se non sono mai stato tra i puristi che considerano “fumetto” una definizione derogativa, relegare Watchmen al semplice rango di storia illustrata, magari di fantascienza da nerd cresciuti a pane e Asimov (non me ne vogliano i nerd, può capitare a tutti, anch’io ho letto quasi tutto Asimov fino a 12 anni: poi però si cresce) sarebbe veramente ingiusto.
 
[1. Del perché Watchmen è una delle più belle storie mai scritte]
 
Non c’è modo per renderne conto esaustivamente senza rivelare troppe cose che è d’uopo scopriate man mano con la lettura (perché lo leggerete, sì?) e la visione del film. Per farla breve, la storia è questa: un uomo viene assassinato, si ignora chi siano i responsabili, e si scopre presto che quest’uomo lavorava come, mmh, supereroe (semplifico) prima che una legge ad hoc per impedire una sollevazione popolare lasciasse alle sole forze dell’ordine ufficiali (ed al quasi-onnipotente Dr. Manhattan, l’unico in tutta la storia ad avere dei superpoteri) il compito di vegliare sulla popolazione americana. L’unico dissidente tra questi paladini della legge, che è anche la nostra voce narrante (almeno, lo è nel fumetto) indaga.
Oppure potrei essere un po’ più analitico: Watchmen è un’ucronia (tipicamente una distopia nata da un “what if”) ambientata in un’America degli anni ’80 guidata da Nixon e vincitrice incontrastata sia in Vietnam che nella guerra fredda (a causa del suddetto Dr. Manhattan). O forse potrei partire così: Watchmen è un fumetto con i supereroi, che ne decostruisce il concetto stesso, ne nega la funzione, ne rivoluziona la prospettiva. O forse: Watchmen è un’opera metanarrativa (uno dei personaggi legge continuativamente un fumetto di avventura – alla maniera ottocentesca, con i pirati e i fantasmi – chiamato Tales of the Black Freighter, la cui storia si interseca continuamente con la macrostoria, che a sua volta non si ferma al solo medium del fumetto, ma si amplia con documenti ed estratti di libri e giornali fittizi, come il New Frontiersman, un giornalaccio scandalistico e cospirazionista che fa anch’esso da frequente raccordo narrativo), permeata di cultura pop (nei colori, negli ambienti, nelle canzoni citate dovunque), ossessivamente intertestuale come ogni opera di Alan Moore (che se non si fosse dedicato negli ultimi dieci anni quasi esclusivamente alla magia pagana ed alla letteratura pornografica insieme alla sua seconda moglie sarebbe tutt’ora uno dei più geniali autori viventi), in cui ogni dettaglio (ogni vetrina di un negozio, ogni scritta su un muro, ogni giornale ed ogni notiziario) ha un suo sottotesto, in cui ogni snodo narrativo si allaccia ad un altro che sembrava esserne totalmente avulso. O ancora: Watchmen, come anche lo splendido V for Vendetta (liofilizzato in pappetta al cinema dai fratelli Wachowski, ma parto altrettanto geniale della mente del signor Moore), è un esercizio di etica, perché costringe a riflettere tantissimo sul concetto di giusto ed ingiusto, sui limiti della libertà umana di operare per un bene comune (ed in senso appena più lato sui limiti che è giusto imporre alla collettività per il bene comune), sulla violenza propria ed inestricabile dal genere umano. Ma è anche un esercizio di politica, è un trattato di sociologia, è una serie di riflessioni mai scontate sul tempo – riflessioni esplicite o esplicate dal continuo susseguirsi di piani temporali, non solo con gli ampi flashback canonici per il genere, ma con scarti improvvisi da vignetta a vignetta. Ed è sicuramente una prova: è dura alla lunga sostenere tutta la violenza che ci presenta davanti, è probante per il lettore abituato al semplice manicheismo di molta della produzione contemporanea dover stabilire di volta in volta se quello che accade è, o ci sembra, (completamente) giusto o sbagliato.
 
 
[2. Del rapporto tra Alan Moore e il cinema]
 
Proprio le mille sfaccettature del prisma narrativo (ed etico, insisto) di Moore sono la causa del secondo problema: il cinema non gli ha mai reso giustizia. Dai personaggi creati da lui ma sviluppati da altri (Constantine) al thriller storico di From Hell, alla distopia orwelliana del succitato V for Vendetta al delizioso divertissement postmoderno ed iper-intertestuale di The League of Extraordinary Gentlemen (che i doppiatori italiani hanno pensato di semplificare ben prima che Wikipedia diffondesse l’abitudine), Hollywood ha sempre colto di Moore solo il livello di lettura più immediato, il feticismo giocattoloso, lo scarto immaginifico ed immaginativo, badando sempre bene di riallinearne le intemperanze lungo una linea di pensiero più canonica e comprensibile (il lunghissimo calderone di banalità para-new age con cui i fratelli Matrix hanno affogato V for Vendetta). Al punto che Moore è arrivato dal protestare per il trattamento subito dalla sua opera al chiedere che il suo nome fosse tolto dai credits (in V for Vendetta), fino ad arrivare con quest’ultimo film a devolvere tutta la sua percentuale (o almeno così si diceva) al coautore Dave Gibbons, che della storia è il disegnatore, a patto di non venire mai citato in associazione al film.
 
 
[3. Di Watchmen, cinema e pessimismo]
 
Per di più, Watchmen è un film dichiaratamente impossibile da realizzare: passato dalla 20th Century Fox alla Warner Bros alla Universal, e di nuovo alla Warner Bros, il tentativo di traduzione cinematografica ha visto susseguirsi invano decine di sceneggiature, trattamenti, supposti registi, produttori, etc. Gilliam, uno che ama le sfide facili (e porta risaputamene una fortuna micidiale quando si tratta di film – tanto per rimettere le cose a posto con l’intera questione “Heath Ledger e il film maledetto”), rinunciò dopo aver provato a dirigerlo nell’89 e nel ‘86, proponendo infine che se ne ricavasse una miniserie in sei puntate di un paio d’ore ciascuna. Quando David Hayter, cosceneggiatore dei primi due X-Men, scrisse un trattamento dalla mole smisurata per Hollywood ma dichiaramene approvato da Moore in persona qualcosa si mosse: si pensò prima ad Aronofsky e poi a Greengrass per dirigerlo, ma non sembrava possibile che l’idea andasse in porto.
 
Ed è qui che subentra il terzo problema: a prendere le redini del progetto arriva Zack Snyder, il visionario (cito) regista responsabile dell’adattamento di 300. Ora, magari voi non l’avete visto 300. Sappiate nel caso che si tratta di un buon banco di prova: non solo trasporre un fumetto*, ma anche un fumetto di Frank Miller, uno che se interpretato bene è un grande autore tra il new-epic ed il pulp (Sin City, sia lode a Robert Rodriguez) e se interpretato male un buffone fascista (la sceneggiatura originale di Robocop 2, il suo sconclusionatissimo The Spirit).
Purtroppo Miller usciva da 300 come un buffone fascista: il film piacque solo a Saviano, e tutt’ora, personalmente, provo sgomento a rileggere quella recensione. Non solo: la prima novità introdotta da Snyder era utilizzare sì la sceneggiatura di Hayter, ma come open script supervisionato da Alex Tse (il cui cognome parla da sé).
Tutto, insomma, sembrava mettersi per il peggio.
 
 
[4. Grandi speranze]
 
Però. Però la fase di produzione, maniacalmente documentata (possiamo solo immaginare dalla parte pubblicata quanto lavoro sia stato fatto nel mentre), lasciava molto ben sperare. Quasi emozionava. Per contro, i cambiamenti nei costumi (darkeggianti, sintetici, pieni di muscoli stampati) e certi tagli di capelli parlano da sé, e sono sconfortanti, è sconfortante l'immaginario collettivo da cui traggono a piene mani. Lasciando perdere, delle prime sequenze intraviste, i bullet time che tanto piacciono al Nuovo Cinema d'Azione Americano**. Però. Però negli ultimi giorni sono state pubblicate le prime opinioni sul film.
Ebbene: sembrerebbe che sia bello. Bello e coerente con il fumetto. Più bello se si è già letto il fumetto. Parrebbe che chi abbia visto l’anteprima sostenga che il film sia “quanto di più fedele al fumetto fosse possibile”.  E insomma, qualcosa si stava già incrinando dentro di me. La speranza che fosse effettivamente bello stava vincendo sul mio cinismo (e su una realistica considerazione della capacità ermeneutica di Snyder).
Quindi nulla. Inutile che ne parli oltre: sperando di avervi già convinto a dare un senso alle vostre vite e leggerlo, poi vederlo, poi rileggerlo eccetera, non esprimerò alcun ulteriore parere. Mi limiterò a farvi notare
 
-          che il sito ufficiale è di una bellezza da far paura. Davvero, guardatelo, rifatevi gli occhi.
-          Che se già il film in sé dura quasi tre ore Snyder ha dedicato sforzi davvero ammirevoli per rendere il maggior numero di sfaccettature, creando
-          una versione straight to dvd, ma costosissima (si parla di 20 milardi di dollari, non proprio bruscolini) e supervisionata direttamente dallo stesso regista americano, sia di Tales of the Black Freighter (cioè il fumetto che viene letto nel libro), sia di Under the Hood (cioè il libro di memorie di uno dei personaggi del film). Separatamente, e come parte di quello che si annuncia come il più ricco dvd mai concepito finora da mente umana. E per farvi un’idea del livello, potete vederne il trailer qui.
-          E ancora: come detto, la maggior parte delle notizie nel fumetto arrivano per voce del New Frontiersman (una specie di Chi distopico, ma senza Signorini – in fondo quindi nulla di così terribile). Bene, quelli della Warner hanno pensato di crearlo apposta per l’occasione:
 
 
…non vi basta? Pfui. Mostri! Vediamo se dopo uno, due e tre footage esclusivi riuscirete ancora a rimanere imperterriti. Io personalmente sto saltellando e battendo le manine, ho gli occhi a cuoricino e sono quasi totalmente convinto e pronto a giurare che mi piacerà (in pratica sembro Kekkoz, ma somigliando a Jason Schwartzman invece che a James Van Der Beek).
Poi magari invece uscirò dal cinema grugnendo come mi è consueto: ma per il momento permettemi di inchinarmi all’attenzione e alla cura che sono state dedicate al progetto, e di impazzire per la perfezione feticista di tutto quello che è stato reso noto finora.
Ed ora scusatemi, ma devo mangiare un hamburger, e scegliere tra la posta qualcosa di pubblicabile. Tanti saluti.

 
 
 [5. Note]
 
*E ho già menzionato che il cinema odia i fumetti? Beh, è così: a parte gli episodi riusciti tra quelli già citati sopra, i Batman antitetici di Burton e di Nolan, sono decenti i primi due X-Men e, mmh… su due piedi non mi viene in mente nient’altro. Però mi vengono in mente fallimenti più o meno patetici: i Batman di Schumacher, Daredevil ed il suo spinoff (brr) che neanche nominerò, Hulk (con cui ha tentato di suicidarsi professionalmente un inspiegabile Ang Lee), Catwoman, I Disgustosi Quattro, ma potrei citare Dick Tracy, Popeye (che insomma avrebbe un suo perché – ma vivaddio, è Altman!), e scusate se al momento non mi viene in mente nient’altro. Il problema è lo standard che si è costituito, e che rende impossibile dare serietà ad un prodotto per il grande pubblico con protagonista un tizio che combatte i cattivi indossando una calzamaglia. Per dire.
** E a Kekkoz, uno che del resto ha detto che Wanted è un bel film, tutto sommato, invece di dire che è la clamorosa cagata che solo uno che si chiama Bekmambetov poteva concepire.

lunedì, 23 febbraio 2009

Non è automatizzato, ma succede già così

di uomosenzak

iScreener, da Abstruse Goose.

 

giovedì, 19 febbraio 2009

Il giradischi che skippa

di uomosenzak

Troppo bello per essere vero, oppure semplice fuffa tecnologica?

Self-confessed retro lover is here to tell you about this remarkable find! Bringing a modern-day charm to the long-forgotten LP player is the Zero. 1. It’s a CD Player that can also play the vinyl records. What’s really unique is that a system has been incorporated where the device is able to “read” the gaps between the tracks, memorize them, and make it selectable, quite like how you would do with a CD. [#]
(via)

 

martedì, 17 febbraio 2009

Testa di Lego

di hankmooody

Lego Minifig Motorcycle Helmet, di Sebastian Errazuriz (via)

 

venerdì, 13 febbraio 2009

Beer Bottle Domino

di hankmooody

Dopo la Domina Lisa, un domino molto più faceto: Beer Bottle Domino. Sarà la pubblicità virale di qualcosa (un locale, pare), ma mi piace vederle come un messaggio per bere responsabilmente. Per mettere tutte quelle birre in fila, non puoi essere proprio ubriaco marcio..

 

lunedì, 02 febbraio 2009

mxtp →

di passifalsi
muxtape

muxtape.com → è tornato. L'impressione è che non sia più figo come una volta.
Diosanto, neanch'io se è per questo.

sabato, 31 gennaio 2009

Libro dell'anno, senza se e senza ma

di kekkoz


"Pride and Prejudice and Zombies features the original text of Jane Austen's beloved novel with all-new scenes of bone-crunching zombie action"
(Amazon.com)

(se ne parla qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui)

sabato, 17 gennaio 2009

In your face, mediashopping

di kekkoz


Klingon Keyboard. Si spiega da sé. Circa 44 sterline. Approfittate del cambio favorevole.



NoPoPo, "batteries that can be recharged using fluids such as beer, apple juice, cola, saliva and urine". 15 Dollari, la coppia.

mercoledì, 14 gennaio 2009

Scoop: ecco il Macbook Wheel!

di inkiostro

lunedì, 12 gennaio 2009

Super Mario japanese re-enaction

di hankmooody

Dagli stessi pazzi di Matrix Ping Pong, una folle versione di Super Mario a base di burattini umani ninja (o come diavolo volete chiamarli). Spettacolare.

(via, grazie a Max)

 

[hankmooody | # | oh my geekness | commenti (3)]

giovedì, 25 dicembre 2008

Merry geek Xmas

di inkiostro

[Microwave Jingle Bells - 49 forni a microonde 'suonano' Jingle Bells]

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (3)]

venerdì, 12 dicembre 2008

Mai più senza

di hankmooody

Il lancia-aeroplanini-di-carta elettrico, la doccia tascabile, il water in valigia e l'e-mail di carta. Questo e altro tra i 10 absolutely useless gadgets. Li voglio, tutti.

 

martedì, 02 dicembre 2008

Un deciso passo avanti per l'umanità tutta

di ildottorGola
Il tizio qui sotto ha creato un theremin usando un computer, un sintetizzatore e il telecomando della wii. I guanti neri in tessuto pile servono semplicemente a dare un tocco di classe al tutto, secondo me.


Domanda: si può essere più geek di così?

Risposta: si, si può utilizzarlo per suonare la sigla di Star Trek.

lunedì, 01 dicembre 2008

The Simpsons think different

di margotosleep
Chi l'avrebbe mai detto? Nella puntata trasmessa lo scorso 30 Novembre negli Stati Uniti i Simpson in persona si prendono gioco della Apple, esprimendo qualche dubbio su che cosa significhi in realtà "pensarla diversamente".

Nel centro commerciale di Spriengfield ha aperto un nuovo Mapple Store e i Simpson fanno visita al negozio. Lisa desidera ardentemente un Mipod, ma dovrà pagare il suo sogno a caro prezzo...

Lisa (rivolta alla cassiera):
I can't afford any of your products but...can I buy some fake white earbuds so people will think I have a MiPod?



lunedì, 01 dicembre 2008

Monday joking

di hankmooody

Oggi è il primo Dicembre e non il primo Aprile, ma il lunedì è un brutto giorno per tutti e probabilmente ha bisogno di essere rallegrato. Top 10 harmless geek pranks elenca dieci scherzi tecnologici da fare a casa o in ufficio per farvi 4 risate alla faccia delle ignare vittime. Alcuni trucchi sono vecchi (il #10, quello dello screensaver con lo schermo blu di Windows, ad esempio) mentre altri sono brillanti (come il #9, la sostituzione dello sfondo del desktop con uno screenshot, con tanto di icone e taskbar nascoste), e il risultato è assicurato. Se li mettete in atto, poi fateci sapere com'è andata...

 

mercoledì, 12 novembre 2008

Super Obama World

di inkiostro

Non faccio in tempo a lamentarmi perchè su questo blog ultimamente si parla solo di Obama (come nel resto del mondo, peraltro; ma siamo ancora nella fase in cui possiamo credere ciecamente alle promesse che rappresenta: godiamocela) che mi segnalano il clamoroso Super Obama World, splendido giochino in Flash che riprende e aggiorna il classico Super Mario World di casa Nintendo.

Il gioco non è ancora completo; al momento c'è solo il primo mondo, l'Alaska (indovinate un po' chi è il mostro finale), mentre mancano ancora l'Arizona (lo stato di McCain), l'Illinois (quello di Obama) e la capitale Washington D.C, ma è già godibilissimo e fatto davvero bene, e avrete filo da torcere ad evitare le Hockey Moms che fanno lo shopping da Macy's, i Russi e varie altre bestie assortite.

Già così non sono riuscito ad arrivare alla Palin in motoslitta, ma è solo questione di tempo. E se non c'è la Principessa da salvare, salveremo il mondo. Ci possiamo accontentare.


[inkiostro | # | gaming, oh my geekness | commenti (1)]

mercoledì, 05 novembre 2008

Yes we could

di inkiostro

[da Joy of Tech di oggi]

 

venerdì, 24 ottobre 2008

Il primo videoclip al mondo in formato Excel

di inkiostro

Una cosa talmente figa da ridefinire il concetto stesso di 'figo': via Giavasan il primo videoclip al mondo in formato Excel. Andate sul sito degli AC/DC e scaricate il file .XLS. (ovviamente dovete avere la macro abilitate).

 

Io ho provato su un paio di computer (un PC con OpenOffice Calc e un Mac con Excel) e non mi funziona, ma immagino che un'installazione classica su Windows con Excel non fallisca. Altrimenti si può vedere su YouTube, qua sotto. Una vera meraviglia

 

 

giovedì, 23 ottobre 2008

Indies Go Green!

di margotosleep

Mentre un sondaggio rivela che gli inglesi sono i più propensi in Europa a condividere docce e bagni per ridurre sprechi e risparmiare sull'elettricità, il Governo Italiano minaccia di bloccare l'attuazione del protocollo di Kyoto in Europa per la riduzione delle emissioni di CO2 nell'atmosfera.

 

Per non essere sempre l’ultima ruota del carro, ecco un decalogo semi-serio ad uso e consumo di musictecnologicofili eco-sostenibili:

 

1. Raccogli i mozziconi delle tue sigarette (+1 punto per sigaretta)

 

2. Se compri birra in bottiglia, recupera il vetro! (+2 punti per bottiglia). Se puoi, preferisci la spina! (+ 2 punti)

 

3. Quando vai ai concerti, dividi il viaggio in auto con gli amici* (o vacci in bicicletta = +3 punti)
*se sei di Bologna chiedi un passaggio al titolare di questi blog per andare al Covo, che lui è ben contento di fare il tassì - specie da quando c'è una pattuglia ogni tre metri fornita di alcooltest (su consiglio del dottorGola).

 

4. Quando puoi, lava a freddo (e le tue magliette a righe non si rovineranno, magicamente) (+3 punti)

 

5. In casa d'inverno non superare i 20°: il look emaciato è un classico mai fuori moda...(+3 punti)

 

6. Dopo ore al tuo pc o mac, centinaia di ore ad ascoltare l'ipod, millenni al cellulare, forse è il momento di comprare un caricabatterie solare (su Eco Geek Living e Select Solar ce ne sono moltissimi). (+3 punti).

 

7. Scegli i concerti giusti. I Radiohead hanno fatto solo il primo passo: (qui e qui). (+3 punti a concerto).

 

8. Scegli il vintage! Vecchi cappotti, vecchi maglioni e jeans, niente è più a zero emission. Alternativamente puoi scegliere abiti alla cannabis  (+2 punti a capo).

 

9. Prova un modo di rendere ecologica la tua vita in camera da letto... (+ 2 punti)

 

10. Costruisci un’ecogym nel tuo cortile.

 

 

Poi, volendo essere pignoli, si potrebbe dire che sarebbe cosa buona scegliersi dei governanti che si preoccupano per l'ambiente. Ma questa, temo, è tutta un'altra storia.

 

 

Foto | www.thegeekweekly.com

 

lunedì, 13 ottobre 2008

Random Monday Madness

di uomosenzak

martedì, 07 ottobre 2008

Insonnia presidenziale 2.0

di margotosleep
Il tema del giorno è: passare un'altra notte insonne o farne a meno?
Non che mi manchino i pretesti: questa notte infatti si fa il bis con il dibattito tra i candidati alla Presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama e John McCain.

La prima volta (26 settembre ) il dibattito è iniziato alle 3 di notte ora italiana. Non (solo) stoicismo e masochismo, ma anche curiosità tecnologica. Alcuni di voi forse sapranno che in occasione dei quattro dibattiti finali fra i contendenti alla Casa Bianca (due per i candidati presidenti, due per i vice), twitter e CurrentTV hanno stipulato un accordo per permettere a twitters di partecipare in diretta all'evento.

Basta avere un profilo su twitter (io ho dovuto rispolverare il mio, accantonato in soffitta per cessato uso) e aggiungere il canale twitter.com/current. Dopodiché, aggiungedo un "#current" ai propri twits, durante il dibattito si possono mandare live i propri commenti e la redazione di current li manda in diretta in sovraimpressione...

Questa notte si replica, all'una di notte italiana. Il prossimo dibattito tra i candidati alla vicepresidenza americana, Joe Biden e Sarah Palin è previsto per il 15 Ottobre.

Vi garantisco che l'esperienza è emozionante, anche se l'ultima volta, tra PC, TV e altro, mi sembrava di essere in una stanza del centro direzionale della NASA. Ad ogni modo, sarà stata la troppa emozione, o l'ora indecente, ma dopo mezz'ora ero già a letto...

Consigliato ai nottambuli.


Link
http://current.com/topics/88834922_hack_the_debate
http://twitter.com/current

sabato, 06 settembre 2008

LHCb sees where the antimatter's gone...

di punch-drunk

Miei adorati lettori di Repubblica online, benvenuti.

Siete finalmente preoccupati anche voi che il mondo possa essere inghiottito da un enorme buco nero creato dalla Svizzera? Benvenuti, di nuovo. Consideriamone intanto i lati positivi: in questo modo, intanto, la Svizzera verrebbe finalmente ricordata per qualcosa che non sia l'orologio a cucù o il cioccolato (non serve che citi la famigerata frase pronunciata da Orson Wells, nevvero?*)**.

Secondariamente, dovete valutare il fatto che diverse persone si preoccupano dell'argomento da molto prima di voi, sollevando timori apocalittici o smentendoli più o meno categoricamente (vi prego di apprezzare come in ognuno dei tre articoli che vi ho linkato il coordinatore dei professori preoccupati dal fatto sia una persona differente). Su Asphalto se ne dibatte ovviamente da tempo, e chi ha un po' di audience vip ha ricevuto una spiegazione su misura (in calce al post), divertente e rassicurante, che contiene inoltre un'informazioncina aggiuntiva che mi pare nessuno degli organi di stampa ufficiali abbia divulgato: una volta fatto il collaudo il 10, verificato che l'apparecchione funziona e che i tecnici non prendono la scossa, le prime collisioni saranno il 21 ottobre. Segnatevi la data sul calendario.

Perchè ecco, sì, anche nelle menti più ragionevoli, nonostante le rassicurazioni, permane una certa ansia. Io personalmente ho approfittato mesi fa della pazienza del sempre benemerito Dr Psycho per scrivergli una mail chiedendogli se siamo spacciati, mail a cui lui mi ha risposto puntualmente e rapidissimamente, sostenendo che no, nient'affatto. Inoltre quest'estate ho scoperto che una mia cara amica sta facendo la tesi della sua specialistica in fisica proprio su questo argomento, e non concedeva spazio agli imprevisti.

Tuttavia ad angustiare è quella minuscola, insignificante premessa a tutte le rassicurazioni, che recita all'incirca così: "se succedesse qualcosa, significherebbe che le teorie attuali della fisica sono sbagliate, e di molto". Il che, uhm, considerando il modo vieppiù empirico con cui alcune teorie scientifiche si sono rivelate esatte od errate (ora non sto nemmeno a fare una stima, ammettiamo anche che sia solo lo 0,1 per cento: non è come dire mai, mi pare), non basta a fugare completamente ogni paura. Tanto più che dopo aver speso sei miliardi di dollari per realizzare il tutto, appare improbabile che si decida davvero di non utilizzarlo. O sono io che sono amabilmente naif?

Qual è la morale di questo post? Beh, almeno cantiamoci su***.

 

 


Piccolo update: persino Delio non dico che tema qualcosa, però dubita che l'LHC si muova su leggi fisiche completamente note. Per dirla a parole mie, che non ne capisco nulla, si sarà intuito (per chi invece è in varie misure competente, invito a leggere il link presente nel summenzionato post di Delio, e specialmente i commenti).


* Ci sono svizzeri in sala? Tranquilli, a voi la spiego dopo.

** Come? Mi sono inimicato in un post solo i lettori di un noto quotidiano nazionale ed un'intera nazione straniera? Bene, piacere, sono Giorgio Blueblanket. Se le cose andassero male, entro un paio di settimane quello che ho scritto qua non importerà granchè. Se invece andassero come previsto, volevo raccontarvi questo gustoso aneddoto:

nel 2004 ero in vacanza a Barcellona. Ad un certo punto mi presentano un amico di un amico, e mi dicono: "Questo è Michel, viene dal Liechtenstein". Ed io, stringendogli la mano: "Oh, cavolo, incredibile!" Al che lui: "Perchè incredibile?" Io: "Beh, non pensavo ci fossero veramente abitanti, in Liechtenstein.".

 

Oh, non ci crederete, ma non mi ha parlato più per il resto della vacanza. Pensa te.

*** Dovreste trovare già apprezzabile il fatto che abbia risparmiato battute sul killer groove, o sulla musica black (like in "hole"), o su quant'altro possa venirmi in mente se ci penso altri trenta secondi.

mercoledì, 03 settembre 2008

Salvation not included

di ildottorGola
Da qualche giorno in rete gira la notizia dell' imminente uscita - metà settembre - di Guitar Praise Solid Rock, la versione "Christian Rock" del noto gioco con la chitarra di plastica. Immagino la spasmodica attesa dei ragazzini sciroccati che si vedevano in Jesus Camp, pronti a "...rockeggiare con i migliori mentre pregano il Signore". Il gioco sarà purtroppo (?) disponibile solo per PC e Mac.
Questo naturalmente è un grosso errore: da convinto possessore di un Nintendo Wii posso tranquillamente dire che coloro che hanno prodotto Guitar Praise dovrebbero meglio considerare i loro investimenti.
A questo proposito, sono fiero di presentare in esclusiva qui su inkiostro le prime anticipazioni di un gioco di cui è ancora sconosciuta la data di uscita ma di cui si fa un gran parlare nelle comunità di giovani cattolici online. L' Osservatore Romano, interrogato sull'argomento, ha dichiarato al sottoscritto: "Benedetto figliolo, non ho capito una parola di quello che hai detto... Sei sicuro di essere italiano?". 
Un videogioco che, ne sono certo, non potrà che fare epoca.

Wii Priest: the Path to the Light.
Proprio così, cari lettori, in questo straordinario videogame sarà possibile seguire passo passo la carriera di un giovane parroco appena uscito dal seminario!
Ecco alcune delle features incluse:
- Scegli il tuo percorso di carriera! Sarai un prete comunista che lotta giorno dopo giorno nelle favelas brasiliane o un prete militante di Militia Christi, pronto ogni anno il 20 settembre a commemorare i morti pontifìci di quel tragico ed irreparabile evento che è stato la breccia di Porta Pia?
-Grazie alle sensazionali possibilità offerte dal sistema wiimote le funzioni svolte giorno per giorno da tutti i preti del Mondo possono essere riprodotte in maniera estremamente fedele: dondola il turibolo con perizia e spandi l'incenso per sbloccare il Patchouli Power Up!



-Fai il pellegrino di casa in casa sotto Natale, impugna saldamente il tuo aspersorio e benedici più case possibili! (acqua benedetta non inclusa). Cerca di rispondere con santa pazienza ai rifiuti sdegnati degli atei (che friggeranno all'inferno) e impara a sorridere mentre mangi i cantucci fossili offerti dalle ottuagenarie!



-Con il potere dei due controller incrociati, pacifica le anime degli indemoniati e salvali dalla dannazione!
Esci da questo corpo! ESCI DA QUESTO CORPO!



Poichè il gioco è ancora in fase di sviluppo, ogni suggerimento è beneaccetto. Poi, eventualmente, ai soldi ci penso io, per sicurezza.
WiiPriest: the Path to the Light: finalmente un gioco educativo.
Decisamente meglio di certi giochi pieni di insensata e brutale violenza.

(Un enorme grazie ad Albi per il supporto fotografico)

venerdì, 01 agosto 2008

Sale sale e non fa male

di uomosenzak

Spingi Play e ascolta. Poi spingi Play di nuovo. Magia!

E' una scala Shepard, un'illusione sonora che continua a salire (o scendere) senza però mai cambiare tono. La sentirò per tutti il weekend, mi sa.

[via]

 

[uomosenzak | # | suoni, oh my geekness | commenti (4)]

martedì, 29 luglio 2008

Another brick in the wall

di hankmooody

Il tipo di cosa che da queste parti ci piace un casino: 20 album covers recreated in Lego.

Non è la prima volta che fanno una gallery simile, ma questa è decisamente migliore.

 

lunedì, 21 luglio 2008

Oh our geekness

di inkiostro

[ormai un format]

 

[Kids always puzzle me. Da una campagna pubblicitaria brasiliana. (via)]

 

 

 

[How Web Savvy Parents Can Help Kids Learn The English Alphabet. Grazie a Lucia]

 

 

 

[Dress for dinner Napkins. Meraviglia. Grazie a Kekkoz]

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (3)]

mercoledì, 09 luglio 2008

You've got mail. Not.

di kekkoz
Il meme inutile del giorno è su F.A.T., e si chiama Inbox Victory: svuota la cartella inbox della tua casella email dalle centinaia e centinaia di messaggi che ti rimangono da leggere e/o a cui rispondere, accendi la webcam del tuo maledetto macbook, fatti una gloriosa foto in cui mostri tutto il tuo orgoglio per l'eroica impresa, inviala al sito, e poi, già che ci sei, really dude, get a life.

Ovvio scherno a parte, il risultato è piuttosto spassoso.



[via boingboing | via kottke]

Comunque, se anche voi siete così stressati dal flusso di informazioni che giunge quotidianamente nella vostra gmail e nel vostro google reader (perché anche se quel blogger vi sta sulle palle e odiate ogni singola cosa che dice non potete evitarvi di leggerlo tutti i giorni, non si sa mai che una volta o l'altra parli di voi), non vi si può che consigliare, per l'anno che verrà, il Bubble Calendar.

Credo che l'immagine parli da sé. Si compra qui. E costa pure un botto.



[via Tostoini | via Think.Bigchief]

martedì, 08 luglio 2008

Strano, nessun risultato

di uomosenzak

Sono un albero, una casa e una macchina. Se cerchi l'ASCII Art su Google non ti dà nessun risultato. Peccato, quasi ci speravo. (via)

 

[uomosenzak | # | oh my geekness, wtf news | commenti ]

giovedì, 26 giugno 2008

Vivere meglio

di Magent

Buona giornata.

lunedì, 23 giugno 2008

Nerd furniture for a nerd house

di hankmooody

 

 

Una gallery che farà contento il padrone di casa: Home decor for absolute geeks.

 

giovedì, 19 giugno 2008

It's Sporn!

di kekkoz
Non sono mai stato un accanito videogiocatore, sia perché da cinefilo ho sempre avuto problemi con attention span che superassero i 150/180 minuti, sia perché sono sempre stato una pippa clamorosa a qualunque gioco. Però è innegabile che sia un mondo affascinante, soprattutto quando spingono sul pedale - è il caso della saga di GTA, per esempio, che sta già cambiando molte cose anche al di fuori del semplice contesto videoludico, ed è - veniamo a noi - il caso di Spore.



Spore è un videogioco che uscirà a Settembre, in corso di sviluppo da molti anni, che mescola la strategia con il genere "god game", permettendo al giocatore di creare una forma di vita e di seguirne lo sviluppo dalla forma monocellulare in avanti. Tutto molto bello. Tra ieri e il giorno prima, è stato rilasciato sia in versione demo che in versione completa un programma chiamato Spore Creature Creator (vedi immagine) che permette di creare la propria creaturina in tutta libertà. E qui viene il bello: si può esportare il risultato - udite udite - su Youtube.

Ora, sappiamo che aggirare i divieti di Youtube è ormai uno sport globale, e che la deriva sessuale di un RPG qualunque è un passaggio quasi scontato fin dai tempi in cui si tirava un dado da +20 per vedere quante botte si davano alla locandiera della taverna dell'Orso Rosso tra un drago e un troll, ma mai avrei potuto pensare che Spore avrebbe potuto creare addirittura un genere nel giro di pochissime ore. Invece esiste, e si chiama Sporn. Il blog Rock, paper, shotgun ha provveduto ad una instant anthology dello Sporn, e ce n'è di tutti i colori: semplici peni giganti, creature dotate di peni giganti, colorite e inquietanti variazioni sul tema dell'ermafroditismo, e via dicendo.

Ho l'impressione che presto ne sentiremo parlare nella colonnina di Repubblica.

Eccone un esempio. Lo metto piccolino perché è schifido. Apritelo a vostro rischio e pericolo - tipo, se siete in ufficio lasciate perdere. Ne so qualcosa.


Wow. Direi che da oggi in poi i furries possono dormire sonni tranquilli.


Fonti: Underwire, Rock paper shotgun, Wikipedia

venerdì, 13 giugno 2008

C'era una volta il nastrone

di inkiostro

E' un rito che ai tempi abbiamo fatto decine di volte.

Abbiamo passato ore a scegliere tutti i pezzi uno ad uno, a decidere l'ordine migliore, cosa mettere in apertura e cosa in chiusura, dove piazzare i pezzi da novanta e dove posizionare i pezzi che sottolineavano meglio il messaggio che volevamo mandare (c'era sempre un messaggio). Abbiamo scritto i titoli uno dopo l'altro stando attenti a non far sbaffare il tratto-pen sulla carta lucida della copertina (io, per evitare di passarci sopra con la mano e toccare l'inchiostro fresco, li scrivevo in ordine inverso), abbiamo considerato se mantenere un look sobrio e anonimo (titoli e poco più, di solito io facevo così) o se donargli una veste grafica più accurata (una foto? un ritaglio di giornale? un disegno?), abbiamo scelto il titolo (la chiave -ovviamente enigmatica- per capirne il senso profondo), valutato se fare una dedica o quantomeno una firma o una sigla, e alla fine l'abbiamo messo nella piastra e premuto «play», per sentire come suonava dell'inizio alla fine.

 

Abbiamo registrato mixtape per far colpo sulle ragazze, per far conoscere musica nuova agli amici, per avere la nostra colonna personale nell'autoradio, per festeggiare ricorrenze nostre o altrui, per selezionare la scaletta killer di un artista o un genere, per confezionare il mix da party definitivo, e per far colpo sulle ragazze (l'ho già detto?). Alla fine degli anni '90 siamo passati ai cd masterizzati, sembrava un passo naturale ma già non era la stessa cosa. Ora facciamo le playlist sull'iPod, scriviamo le scalette sui blog, linkamo i nostri muxtape, ma la magia è persa, e lo sappiamo. La magia dei nastroni e della loro cultura è persa, e non tornerà.

 

Mix Tape - L'arte della cultura delle audiocassette è il libro compilato da Thurston Moore (voce e anima dei Sonic Youth, tra le decine di altre cose) per celebrare ed onorare questa piccola forma d'arte ormai scomparsa. Pubblicato negli States nel 2005 e appena uscito nelle nostre librerie nell'edizione italiana (bellissima e assolutamente fedele all'eccezionale veste grafica dell'originale) grazie alla sempre beneamata ISBN Edizioni, Mix Tape raccoglie le storie e le immagini di decine di nastroni originali a suo tempo creati da una serie di personaggi dell'undergound americano, selezionati da Moore.

Un libro che è un piacere sfogliare e guardare, rifacendosi gli occhi con le BASF dai colori acidi e le Sony nere e sobrie, con i titoli scarabocchiati a penna, le grafiche do-it-yourself, il mondo perso che evocano e i ricordi che fanno riaffiorare. Un libro che è un piacere leggere, nelle annotazioni brillanti di Thurston Moore e di Bruce Sterling (autore, nell'introduzione all'edizione italiana, di alcune delle osservazioni più lucide), nelle storie minime -ironiche, curiose, malinconiche- raccontate dagli autori dei nastri, nelle scalette d'altri tempi che riportano, e negli squarci di vita che se ne possono desumere. Un libro eccezionale.

 

Stasera, a Get Black, (come sempre alle 21 sui 103.1 FM a Bologna e provincia, per gli altri in streaming OGG o MP3, e dal weekend scaricabile in podcast) parliamo di nastroni, mixtape, cassette e di quello che hanno significato per noi, nei nostri personali amarcord e nella storia della musica e della sua fruizione.

Non paghi di scoperchiare questo vaso di Pandora, tentiamo nel nostro piccolo di emulare Thurston Moore e il suo certosino lavoro di ricerca sul tema, e chiediamo aiuto a voi: mandateci via mail (all'indirizzo black |at| getblack.it) i vostri nastroni storici e le storie che ci sono dietro, salite in soffitta e tirateli fuori dagli scatoloni, soffiate via la polvere e date loro nuova vita spiegandoci cosa succedeva in quei giorni, cosa vi ha guidato nella scelta della scaletta, a chi l'avete regalato (o da chi l'avete ricevuto) e cosa ha significato per voi. Se volete armatevi anche di scanner e macchina fotografica, per farci vedere la grafica e far sospirare un po' anche noi. 

Chi ci manderà il nastrone più significativo, in ogni possibile senso del termine, riceverà una copia di Mix Tape - L'arte della cultura delle audiocassette, grazie a ISBN Edizioni. Diversamente dal solito avete a disposizione una settimana (premieremo il vincitore venerdì 20 giugno), così avete tutto il tempo per recuperare i nastroni dai luoghi in cui sono finiti, o di contattare quella ex a cui avevate fatto una formidabile compilation nel '96 per chiedergliela indietro (tanto l'ha ascoltata al massimo due volte, ormai lo sapete). Chissà che, da questo, non nascano altre storie da raccontare.

 

domenica, 08 giugno 2008

iPhone reloaded

di inkiostro

Nelle ultime 2 settimane in giro per la rete si sono letti talmente tanti articoli che ne parlano che il cultore dello zeigeist che alberga in me non può fare a meno di rilanciarlo: domani all'Apple's Worldwide Developer Conference di San Francisco Steve Jobs terrà uno dei suoi celebri keynote, gli eventi in cui il guru della Apple svela al mondo con quale aggeggio lucido e scintillante ha intenzione di cambiare il mondo questa volta.

 

La stampa è unita nel pensare a questo giro sarà il turno del nuovo iPhone 3G, e se tutti sono concordi nel dare come certo il supporto UMTS -conditio sine qua non per lo sbarco in parecchi paesi, come l'Italia-, sul resto delle caratteristiche le ipotesi si sprecano: GPS, doppia fotocamera per le videochiamate con una rinnovata versione di iChat (anche per Windows), diversificazione dei modelli e delle funzionalità, prezzo super-ridotto (si parla di soli 200$) quando è venduto in bundle con un abbonamento, apertura dello store con le applicazioni create da terza parti, fino a ipotesi più fantascientifiche come l'alimentazione a energia solare.

Eccovi un po' di link, prima che, alle 19 di domani sera, diventino tutti inesorabilmente obsoleti:

 

_il riassuntone di MacRumours (se cliccate su un solo link, questo è il più completo).

_l'analisi delle foto leaked diffuse venerdì da Crunchgear.

_le specifiche leaked del nuovo firmare.

_le prove del fatto che milioni di esemplari del nuovo iPhone sono già nascoste sul territorio americano

_il Financial Times di ieri si dice sicuro che il prezzo del nuovo iPhone sarà «significativamente più basso».

_Forbes riporta che la Apple sta cercando di brevettare l'uso di celle a energia solare per i dispositivi portatili, da mettere sotto lo schermo LCD (testo del brevetto).

_Secondo Repubblica è imminente lo sbarco del nuovo iPhone in Italia (ah beh, se lo dicono loro).

_Popular Mechanics esplora le implicazioni e priorità di un nuovo iPhone con GPS integrato.

 

Bonus:

_iPhone wishlist.

_4 motivi per cui gli Early adopters non hanno bisogno di un upgrade all'iPhone 3G.

_Come lanciare un prodotto Apple in 5 facili step.

 

[per la cronaca: no, non penso che comprerò l'iPhone neanche se tutte o quasi le voci che girano fossero confermate, nonostante sia un oggetto bello e fatto molto bene. Mi trovo ottimamente col mio geekissimo Nokia]

 

[inkiostro | # | oh my geekness, ahipod | commenti (4)]

venerdì, 06 giugno 2008

Giovanni 11,1-46 2.0

di punch-drunk



***

 

Il piccione volava distratto, sfiorando pericolosamente alcuni passanti più bellicosi e rapidi di altri, una bici, un pioppo, un paio di suv, un lampione – il lampione chiaramente nemmeno si era mosso.

Con un paio di volute affannate riuscì a sollevarsi ancora ed a posarsi sul tetto dell’edificio, vicino all’insegna. Casaleggio ed., LTD, si leggeva, e sulla T spiccava un volatile sovrappeso. Il piccione valutò la situazione e decise di restare lì a meditare ancora un po’ sul da farsi, mentre tre piani più in basso Miscavige entrava nell’edificio. Il traffico intorno al Madison Square garden continuava indifferente.

 

***

 

“Cin”

“Cin”

“… davvero, non è questione di aspirazione alla frustrazione.”

“Mh.”

“Il punto è che Hank piace perché noi abbiamo già tutti i suoi difetti: pensiamo da anni alla stessa persona, non abbiamo mai sfruttato davvero le nostre capacità, siamo infelici e incapaci.”

“…”

“E la differenza è che lui oltre a questo è un donnaiolo ed uno scrittore di talento. Non si desidera l’infelicità, si desiderano le capacità.”

“E la possibilità di fare l’allegro cazzone a quarant’anni.”

“Sì, ma sul serio. Io ero un quarantenne quando ne avevo venti, a quarant’anni vorrei essere un ventenne.”

"Cinico e un po' stronzo?"

"Cinico e un po' stronzo."

“…”

 

***

 

L’odore è ancora troppo penetrante quando riapre gli occhi. Le palpebre sono pesanti, ed il sevoflurano ancora in circolo nei polmoni rende troppo difficile da sopportare persino la voce altrui.

“Parlate di meno, lentamente, faccio fatica”, riesce a dire dal letto alle due persone che gli sono accanto, che conversavano animatamente. Tacciono. Gli occhi che spuntano dalle lenzuola bianche e grezze dell’ospedale sembrano confusi.

“Cosa…”, cerca di dire, ma la fatica ha la meglio e ritorna a dormire.

 

***

 

“Quand’è che questo gioco è diventato più grande di noi? Che non siamo più riusciti a controllarlo? Per esempio… Ironman, l’hai visto Ironman, tu?”

“Beh, io…”

“Sai cos’ha scritto Strade dissestate? Cinquanta righe di elogio – alla sceneggiatura, agli attori, alla regia, agli effetti speciali, alle metafore - con un lunghissimo panegirico sul sottotesto morale. Tu l’hai visto, Ironman?”

“No, com’è?”

“E’ orribile. Si salvano gli attori e gli effetti speciali. La regia è scontata e la sceneggiatura fa ridere – dove non fa tristezza. È un elogio degli americani buoni e delle armi usate per giusti fini, inframmezzato da gag più o meno divertenti.”

“…e?”

“E quando è diventato normale il camp? Quand’è diventato encomiabile? Da quando Ironman è globalmente un bel film?”

“Io non…”

“Siamo noi che abbiamo legittimato tutto questo?”

 

***

 

Occhi aperti. Fatica. Occhi chiusi. Ecco, ora sì. Oocchi aperti. Bene. Pensieri da coordinare. Parliamo, proviamoci. Sorridono. Come sta. Sto bene, dico, o forse ci provo soltanto, forse farfuglio “OEEE” e lascio a loro lo sforzo di interpretare. Ieri febbre, mi dicono, capita, è normale. Adesso flebo, da domani mangia, non la voglio la flebo, già mi fa male tutto, non la voglio la flebo voglio solo dormire, dormire, dormire e ricordarmi perché sono qui e che cosa ci faccio.

 

***

 

Io al concerto dei Battles non c’ero. Non ero in città, se ci fossi stato ci sarei andato.

Eppure lo so, come era quel concerto. Era un frullatore: elettronica, math-rock, improvvisazioni di jazz acido, noise, tasti suonati a caso. Mi piace? Mi piace, è la mia posizione ufficiale, oramai io sono le mie posizioni ufficiali. Mi piace l’elettronica, mi piacciono i Battles.

C’ero al concerto? No, ma se necessario sì. Se dovessi potrei parlarne, ne ho viste a decine di concerti così, non fa nulla che non fossi davvero sotto il palco a vedere Ian Williams che ballava sghembo con la sua chitarra violentando sincopatamente la tastiera.

Se dovessi potrei parlarne, io il concerto dei Battles l’ho visto anche se non c’ero.

 

***

 

“Ben svegliato.”

“Ciao…”

“…David.

“Ciao, David.”

“Ricordi?”

“Niente.”

“Normale. Domani comincia il tuo training. È stato così per tutti, stai reagendo bene. Beppe abbiamo dovuto legarlo il primo giorno”

Beppe. “Beppe…”

“Sì. È normale, te l’ho detto, non sei il primo. Dormi, riposati, domani ti spiegheremo.”

Dormo.

 

***

 

E non lo so fino a che punto è stata una scelta voluta e quanto invece le cose si sono impossessate di me. Fisso lo schermo e non riesco a rispondermi.

Io ci lavoro, davanti a quello schermo. Ci passo le giornate, mi sono detto, tanto vale dedicarci anche il tempo libero, mi ci trovo. Così – twitter, myspace, anobii, lastfm, flickr, non ricordo più neanche dove ho veramente aperto un account e dove ho solo pensato di farlo.

E le cose si impadroniscono di te così, lentamente, un passo per volta. Cosa importa se dopo nove ore di lavoro passo ancora altre due ore davanti ad un LCD. Non mi costa fatica. Non mi dispiace.

Uscire? Ancora un feed, ancora un commento.

La ventola ronza silenziosa mentre la luce passa tra i contatti, costante ed indifferente a dispetto di tutti i fan di nerooogle del mondo.

 

***

 

Oggi è diverso. Lo aiutano ad alzarsi, a lavarsi, lo vestono. Ti gira la testa? No. Va bene un discorso più lungo? Va bene. Vieni con noi. Va.

La stanza è un ufficio asettico virato in bianco, un ficus stereotipato, qualche foto alle pareti. Il titolo di commodoro, una foto dell’attore che salta sopra i divani impegnato a promuovere Narconon.

Dietro la scrivania ci sono due sedie, sulle sedie due marionette, o due persone, è tutto ancora così buffo. Parlano, una in inglese ed una in italiano, spiegano.

Non ti devi preoccupare di nulla, ci pensiamo noi. Tu non ricordi, è normale, è tranquillo, è tutto scritto. Indicano dei fogli, gli puoi dare un’occhiata se vuoi, alle prime pagine, riconosci la grafia?

Il resto non lo leggi però, funziona così. Riconosce la grafia.

Da adesso andrà tutto bene, da adesso non sei più solo, ci pensiamo noi, non ti devi preoccupare di nulla. Non sei il primo sai, sappiamo già cosa fare, in questo momento stai vedendo Cai Guo Qiang al Guggenheim. Tranquillo, leggi e ricorderai. La gente, la gente si aspetta delle cose da te, tu non ne potevi più, quelle cose gliele daremo noi. Non ti devi preoccupare di nulla, è normale.

La conversazione dura troppo e le palpebre sono di nuovo pesanti ed il ficus è più difficile da osservare adesso ed una delle due persone in camice se ne accorge perché la conversazione termina così.

 

***

 

“Ehi.”

“Ehi, quanto tempo… Come va?”

“Ti ricordi l’anno in cui Julian Cope si tagliò sul palco? Ti ricordi i concerti al Velvet? Ti ricordi la prima volta che ti accennato del gruppo svedese che a maggio avrebbe suonato a Bologna, la prima volta che ti ho parlato di Gibbard?

“Che hai?”

“Sono stanco.”

“Lavori troppo. Ma non è questo. Mi spaventi. Che hai?”

“Niente.”

“Mi chiami dal nulla, parli a fiume, non è vero che non hai niente. Che hai?”

“Sono sempre stato così?”

“…”

“Seriamente.”

“Così come?”

“Dai che lo sai che voglio dire”

“Sì. No. Uff. Che vuoi che ti dica?”

“Non lo so”

“Sei sempre tu, io ti conosco da tanto. Però non sei sempre stato così. Non posso parlare comunque, sto lavorando. Mi chiami dopo?”

“Mh.”

“Mi chiami dopo?”

“Va bene.”

“Va bene. Ci conto. Stai tranquillo e poi ne parliamo.”

“Sì. Ciao.”

“Ciao.”

 

***

 

Poi per un momento mi è sembrato di ricordare. Ero sveglio, dormivo, non lo so. Cioè lo so, razionalmente lo so, si chiama allucinazione ipnagogica. Di solito succede che credi di svegliarti e rimani paralizzato. Urli e non ti sente nessuno. Hai visioni, probabilmente è così che la gente parlava con dio anni fa. Allucinazioni ipnagogiche. Eppure mi è sembrato di ricordare.

Scrivevo, avevo questo… avevo un blog. Mi chiamavo… mi chiamavo Fabiano Frangia. Sì, Fabiano. Mi pare. Scrivevo di musica, scrivevo, la gente… maledetta indeterminatezza dei sogni. Non era così. Mi chiamavo… mi chiamavo Filippo. Filippo Facci. Sì, questo me lo ricordo, Filippo Facci, il nome me lo ricordo. Scrivevo di tutto, la gente leggeva e commentava, male commentava, la gente leggeva e mi insultava. Filippo Facci. Oppure no, la gente mi insultava davvero? Eppure per un momento mi è sembrato di ricordare.

 

***

 

La gente balla comunque, se metto elettronica ucraina o quel pezzo che adoro che dice Then you picked the wrong place to stay. La gente balla comunque, lo fa da sempre qui, eppure mi sembra diverso. Mi sembra che prima ballassero di tutto perché erano curiosi di tutto, era il sapere aude della musica. Ora ballano di tutto perché tutto gli è indifferente, non sono qui per la musica, non sono qui per scoprire, sono qui ma potrebbero essere al Billionaire se fosse di moda il Billionaire.

Meglio quando ce la tiravamo in trenta, quando Meloy era un cognome come un altro? Chissà. E chissà quanti lo hanno detto di me quando sono entrato qui la prima volta, quando guardavo io l’uomo con il box dei dischi dietro il palchetto rialzato scegliere la canzone successiva. Where are your friends tonight?, continua a chiedere, ed io la risposta davvero non la so.

 

***

 

“Reagisce meglio del previsto.”

“Sì, ottimo soggetto.”

“Il team come sta andando?”

“Bene. I nuovi si stanno integrando con quelli scelti da lui. Un po’ troppo anarchici.”

“Pensi che…”

“Solo se necessario.”

“I nostri?”

“Firmeranno a suo nome. Alcuni già lavoravano per…”

“Sì, chiaro.”

“E per Antonio.”

“Mh.”

“Cosa?”

“Ce n’era davvero bisogno?”

“Lo sai anche tu che non ho fatto niente stavolta, è stato lui”

“Sì, ma…”

“Sarà utile, non ti preoccupare.”

 

***

 

Ieri ho passato il limite. Dal nulla hanno cominciato a parlarmi in tre su googlechat. Ho detto che stavo uscendo e ho salutato tutti affrettatamente.

Poi mi sono deciso, non ne posso più, ci pensavo da un po’. Basta, davvero.

Sono andato alla libreria e l’ho preso. Il web è morto, viva il web. Non ho potuto fare a meno di ridere. Com’è ironico il fato, i segnali che ci manda quando si diverte a prendersi gioco di noi.

Ho controllato la quarta di copertina mentre cominciavo a premere i numeri sulla tastiera.

 

“Pronto?”

“Gianroberto?”

“Chi parla?”

“Mi chiamo Francesco. Però scommetto che conosci il mio blog. Vorrei proporti un patto. So come funzionano le cose, vorrei farne parte anche io.”

“…”

“Beh?”
“Non parliamone qua. Ci incontriamo per un caffè e ne discutiamo un po’, ti va?”

“Va bene.”

“Senti, se ci trovassimo d’accordo… ti piacerebbe vedere Sutton Square di persona? Sai, mi pareva che ti piacesse…”

“Sì.”

“Bene. Mi faccio sentire. Ciao”

 

***

 

Mi hanno lasciato quelle quattro pagine sul comodino. Francesco Fungo, c’è scritto grosso nella prima, e la grafia è la mia, il nome è il mio. Continua con una serie di dati inutili per una pagina e mezza. Salto. Leggo. Dipendenza, recupero, collaborazione, editore fantasma, amnesia indotta, 2.0. Rileggo, non ci posso credere. Io sottoscritto Fungo Francesco… non ci posso credere. Però comincio a sentirmi meglio. Respiro. Non ho neanche voglia di dormire.

Entrano, gli chiedo se posso tornare in quell’ufficio, devo chiedere una cosa. Nessuna sorpresa. È tutto normale, certo, non sono il primo, eccetera.

E adesso, domando. Adesso ci pensiamo noi. E se volessi aggiungere qualcosa? Puoi, chiaro che puoi. Beppe aggiunge sempre delle battute qua e là. E gli altri? Gli altri li hai scelti tu, da prima. Io? Tu.

 

You think over and over, "hey, I'm finally dead.”


Io. Va bene allora, scriverò qualcosa io, voglio sancire il passaggio, voglio marcare la differenza. Non esiste e non è mai esistito, è una vostra proiezione mentale, batto in terza persona come da protocollo, rido da solo adesso nella luce fioca della stanza, e altrove continuo, dopo 5 anni e mezzo, da queste parti comincia l'era due punto zero.


Tenetevi forte.


 


venerdì, 06 giugno 2008

Nude and crude

di kekkoz
Previously, on Radiohead: esce un disco nuovo, puoi scaricartelo senza pagare, è legale. Lo sa pure mia nonna che ascolta Radio Zeta. La promozione del disco e dei singoli è fatta attraverso iniziative che sfruttano web, UGC, eccetera. Tra queste trovate spicca Nude Re/mix: puoi scaricare i "layer" di cui è composta la canzone, e successivamente caricare il tuo orrido remix sul sito stesso. Ma la canzone ha struttura ritmica e compositiva che rende l'operazione - o almeno, ottenere risultati decenti - quasi impossibile. Fin qui ci siamo.

Finché arriva un tizio chiamato James Houston, e decide di suonare Nude utilizzando le seguenti apparecchiature al posto degli strumenti:

Sinclair ZX Spectrum - Guitars (rhythm & lead)
Epson LX-81 Dot Matrix Printer - Drums
HP Scanjet 3c - Bass Guitar
Hard Drive array - Act as a collection of bad speakers - Vocals & FX

Il risultato è questo video. Commovente, nevvero?



(grazie al Misterioso Segnalatore Anonimo)

mercoledì, 04 giugno 2008

Fake cab for cutie

di inkiostro

Era solo questione di tempo: prima o poi doveva accadere. Come riportano diverse fonti (1, 2, 3), un giornale musicale piuttosto blasonato (Rumore) ha recensito, senza accorgersene, la versione fake di un disco diffusa su internet al posto di quella vera. Il disco in questione è Narrow Stairs dei Death Cab for Cutie, eletto Disco del mese dal mensile in una recensione firmata da Sara Poma (ma probabilmente, c'è da dire, di questi tempi una cosa simile poteva capitare quasi a chiunque) che con tutta evidenza parla del disco sbagliato, citando arrangiamenti elettronici, inserti di pianoforte, o sperimentazioni rumoristiche di cui nei brani originali non c'è nemmeno l'ombra (e nei fake sì).

 

E' già noto da un po' che la copia del disco che è stata diffusa in rete ad inizio Aprile è in realtà per lo più composta da pezzi della band tedesca Velveteen, e complici l'incredibile somiglianza tra il sound dei due gruppi e gli mp3 perfettamente taggati, ci sono cascati quasi tutti (anch'io).  Se avete scaricato una copia del disco ad Aprile, è probabile che anche voi abbiate la versione sbagliata (controllate su wikipedia se la durata delle canzoni coincide).

 

Lascio a voi le prese per il culo (qui c'è già un instant-blog), i sorrisini per la palese figura di merda e i sacrosanti O tempora o mores, che in prima battuta di fronte a un passo falso così evidente sono quasi inevitabili. Chi sa come va il mondo, però, sa anche che qualunque appassionato di musica nel 2008 (anche i professionisti, sì) non può prescindere dall'ascolto e dal download, legale o meno, di canzoni e dischi da Internet, e che incidenti del genere sono -e saranno sempre di più- all'ordine del giorno. Le cause e le conseguenze di una situazione simile sono tante, e anche se a tal proposito sono già stati scritti fiumi di inchiostro, siamo certamente ancora ben lontani dall'averle approfondite tutte.

 

Mi piacerebbe che nel prossimo numero di Rumore, invece di far finta di niente (ce ne scorderemo, in fin dei conti) o di liquidare la cosa in qualche trafiletto, ci fossero un po' di articoli, magari firmati dai collaboratori più lucidi del giornale (da Campo a Lo Mele, da Compagnoni a Girolami, da Pomini a Messina) che approfondiscano la questione e riescano a farcela vedere anche dalla prospettiva che noi non addetti ai lavori non abbiamo. Sarebbe una prova di onestà e lungimiranza non da poco.

Perchè -c'è poco da fare- questo è solo l'inizio.

 

 

Death Cab for Cutie - No sunlight (MP3)

Velveteen - The drummer goes berserk (No sunlight FAKE) (MP3)

 

Bonus:

Death Cab for Cutie - Long Division (MP3)

 

martedì, 03 giugno 2008

La miglior illusione ottica di tutti i tempi

di uomosenzak
[uomosenzak | # | oh my geekness | commenti (3)]

martedì, 20 maggio 2008

Tutto il cuoricino in una cassettina

di kekkoz

Perché limitarvi ad ascoltare cassettine farlocche confezionate con freschi mp3 da persone che conoscete con dentro canzoni che nella maggior parte dei casi vi eravate già scaricati (leggi muxtape) quando potete ascoltare le cassettine vere di persone che sono sì assoluti sconosciuti, ma ehi, almeno loro hanno una vita vera? E magari suonano in un gruppo? Oppure magari un loro amico conosce uno che è cugino di uno che suona in un gruppo?

Cassette from my ex [via] è stato creato dal fondatore di Found Magazine, e si propone di raccogliere compile analogiche fatte da ex fidanzati/e e successivamente dimenticate nel cassetto, corredate di post memoriale e dalla puccissima immagine dell'amato/odiato dispositivo di tortura.

Un esempio: la cassettina di Joe, ex ragazzo di Claudia Gonson dei Magnetic Fields, compilata nel 1986. Wow. Oppure, vediamo, er, no, per ora è l'unica a sollevare in me un vaghissimo interesse.

Tempo di chiudere il post ed è scemato del tutto pure quello.
Inkiostro, perfavore, torna.

lunedì, 05 maggio 2008

Avremo divani fondi come tombe...

di kekkoz
... stando a quanto dice Baudelaire.



Coffin couches [via]

giovedì, 01 maggio 2008

La sera del dì di festa

di Magent

Questo primo maggio, non ho da aggiungere nulla a questo oggettino (da www.tecnocino.it).
Chi ha orecchie per intendere, intenda questo silenzio che grida.

mercoledì, 30 aprile 2008

Ormonautica: questo sì che è un bel titolo

di kekkoz
Ok, che non sono inkiostro l'avete capito, sono kekkoz, bla bla bla, è inutile ripetere tutta la solfa. Non essendo io come blublànchet che si è preparato il lenzuolone un mese fa, né come Valido che ormai chiama il dibs pure su cose che non sono ancora successe, ed essendo io un timidone, cosa mi rimane da dire?
Mi toccherà parlare di sesso.

Sesso. Sesso sessone.
E' sempre bello infilare il naso in rete nel magico mondo del biscotto pucciato.



Per esempio, la vedete questa poltrona, qui sopra? Costa 500 dollari, l'ho scovata su Apartment Therapy (il link è NSFW), e serve dichiaratamente a chiavare. Ripeto, dichiaratamente. Cito testualmente: "By night, it is the ultimate love making lounger! You will lose yourself in the experimentation and sexploration". Sic. Sexploration? E noi che abbiamo perso tutto quel tempo al Covo e alla Casa 139, invece di stare a casa a sexplorare. E c'è anche ques'altra, ma costa il doppio, e si sa, noialtri siamo tirchi, che sennò i dischi ce li compreremmo e basta. Cielo, è davvero inkiostro questa cosa della poltrona, ho i lucciconi. A me una libreria, presto!

Altra cosa, poi vi lascio perdere, giuro.



Basta, con i commenti disinteressati negli shoutbox di Lastfm tipo "ehi ma anche tu sei di Milano e anche tu ascolti Styrocoso, vediamoci"! Basta, con le foto ammiccanti su Flickr e "mi piace davvero come hai composto l'inquadratura, sulle tue poppe, e che colori"! Ora, per trovare la vostra anima gemella sull'internet c'è Intelligentpeople.com (via). Se vivete in Nord America (o nel Regno Unito o in Danimarca), e siete intelligenti, ma intelligenti intelligenti in modo assurdo, questo è il sito che fa per voi. Basta rispondere a 18 semplicissime domande in un tempo massimo di 18 minuti e potrete accedere al sito di dating definitivo, dove troverete soltanto persone in grado di rispondere alle suddette - e soprattutto che hanno tempo da perdere per fare una roba simile.

(per dire, io tra la domanda 8 e la 10 stavo già raccogliendo il latte dalle ginocchia
a brocche e ho cominciato a rispondere a caso. Non mi hanno accettato. Un poco mi frustra. Non tromberò mai più?)


Prova anche tu il brivido di una serata ad alto tasso di IQ: una cena macrobiotica, una partita a Scarabeo, la visione dei contenuti speciali del Ritorno del Re, Mozart, e sentirti dire mentre ti stai togliendo le mutande "Scusa, non ho mai praticato una fellatio, me la spieghi un po'?".

A quando anche dalle nostre parti, questo sito bellissimo e risolutivo?
Ah no, scusate, noi qui abbiamo rieletto Berlusconi.

(che poi, inkiostruccio, mentre eri via qui è diventato presidente del Senato un ex DC tacciato di viscidume a livelli bipartisan, il cui unico provvedimento politico fu dichiarato anticostituzionale? Dico, sei davvero sicuro di voler tornare?)

Ciao, ero kekkoz e saluto tutti quelli che mi conoscono.

martedì, 08 aprile 2008

AddRandomDriver

di inkiostro

Un sublime, perfetto, riassunto di Windows Vista, per programmatori ma non solo:

 

 

[via]

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (6)]

martedì, 01 aprile 2008

Ora (il)legale

di inkiostro

Da un paio di giorni mi sembra di avere il jet-lag, non riesco mai a capire che ore siano.
Forse dovrei cominciare a portare un orologio; magari uno tipo questi:

 

 

[Icon watch] (via)

 

 

[Turntable watch] (via)

 

 

[The Accurate watch] (via)

 

venerdì, 28 marzo 2008

Be kind, the ring

di inkiostro

Qua da noi non è ancora uscito (nè è nota la data di uscita, credo), ma nel resto del mondo l'ultimo film di Michel Gondry Be kind the rewind ha dato il via già da un po' a un fenomeno curioso: così come i protagonisti del film girano delle versioni tarocche e molto lo-fi dei film del loro videonoleggio (qui, ad esempio, c'è la loro versione dei Ghostbusters), così là fuori è pieno di gente con troppo tempo libero che crea versioni «sweded» (chissà se da noi lo tradurranno «svedesate») di celebri film. Un mesetto fa su YouTube ha avuto una certa fama una sgarrupatissima versione di Star Wars, ma ieri mi ha davvero conquistato il sontuoso ed assolutamente esilarante remake de La compagnia dell'anello che trovate qua sotto (via). Se non vi basta (ma a quel punto forse dovreste farvi vedere da uno bravo), qui e qui c'è pure la versione extended.

Se poi qualcuno ha voglia di girare una versione sweded di Casablanca, io ci sto. Però il ruolo di Humphrey Bogart lo faccio io.

 

martedì, 25 marzo 2008

E c'e' pure l'ipnorospo!

di inkiostro

[dopo i personaggi di Futurama in versione Lego, ecco l'intero set, purtroppo non ufficiale (magari!) ma costruito da un appassionato. Spettacolare. (via)]

 

venerdì, 21 marzo 2008

E voi non sapete quanto e' vero

di inkiostro

[da User Friendly]

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (4)]

giovedì, 20 marzo 2008

Oh my boy, puzzle boy

di inkiostro

[Puzzle Boy, dedicato ai nostalgici dell'immortale Pengo, ma non solo. Difficoltà notevole, potenziale additivo altissimo. (via)]

 

[inkiostro | # | gaming, oh my geekness | commenti (1)]

giovedì, 13 marzo 2008

Intervallo

di inkiostro

[Drumming  to Super Mario 2. Tamarrissimo, splendido.]

 

[inkiostro | # | suoni, oh my geekness | commenti (7)]

lunedì, 10 marzo 2008

Nerds rule the world (thanks to D&D)

di inkiostro

Fino a qualche anno fa avrei dedicato alla cosa un post nostalgico, lungo e meditato; ora, essendo precipitato in un paio di punti del diagramma ed essendomi irrimediabilmente perso nel dungeon con ben poche possibilità di vedere la luce, mi limito a una laconica segnalazione dell'eccezionale articolo del New York Times firmato da Adam Rogers (già penna di Wired) sulla morte di Gary Gigax, il creatore del principe dei giochi di ruolo Dungeons & Dragons. Geek Love (l'articolo parte bene giò dal titolo) tralascia la semplice agiografia nerd del personaggio e del gioco e si lancia in alcune riflessioni assai brillanti sul ruolo che D&D ha avuto nella nostra vita di adolescenti sfigati e sociopatici, arrivando a vederlo come la radice di tutte o quasi le derive nerd contemporanee (da Harry Potter a Google, dalla Playstation al successo de Il Signore degli Anelli), che peraltro ora insospettabilmente mainstream. E quale modo migliore per rappresentare un concetto del genere di un complicatissimo diagramma di flusso (dettaglio qui sopra, versione intera qui)?  

We live in Gary Gygax’s world. The most popular books on earth are fantasy novels about wizards and magic swords. The most popular movies are about characters from superhero comic books. The most popular TV shows look like elaborate role-playing games: intricate, hidden-clue-laden science fiction stories connected to impossibly mathematical games that live both online and in the real world. And you, the viewer, can play only if you’ve sufficiently mastered your home-entertainment command center so that it can download a snippet of audio to your iPhone, process it backward with beluga whale harmonic sequences and then podcast the results to the members of your Yahoo group [..]

Geeks like algorithms. We like sets of rules that guide future behavior. But people, normal people, consistently act outside rule sets. People are messy and unpredictable, until you have something like the Dungeons & Dragons character sheet. Once you’ve broken down the elements of an invented personality into numbers generated from dice, paper and pencil, you can do the same for your real self. [#]

[via, grazie M.]

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (3)]

giovedì, 06 marzo 2008

Il dono della sintesi

di inkiostro

martedì, 26 febbraio 2008

Dalle parti opposte della barricata

di inkiostro

 

[Via e via]

 

lunedì, 25 febbraio 2008

Trovatemi qualcosa di piu' nerd, se vi riesce

di inkiostro

Ladies and gentleman, la iBand.

 

[inkiostro | # | oh my geekness, ahipod | commenti (2)]

venerdì, 22 febbraio 2008

Tutti i cretesi mentono

di inkiostro

[Se portassi delle spillette, non mi farei scappare questa coppia di Paradox Buttons. Si comprano su Etsy. (via)]

 

lunedì, 18 febbraio 2008

Bei tempi mai esistiti

di inkiostro

[da qui. Grazie a Emanuel e Checco]

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (2)]

lunedì, 18 febbraio 2008

Che c'hai du'ggiga, prestame cento mega

di inkiostro

Dando un'occhiata su Google scopro che ha più di 3 anni e che nel mentre è stata linkata e segnalata più o meno chiunque, eppure dopo averla scoperta venerdì sera dalla playlist come al solito delirante del collega radiofonico Soroton nel suo Smetto quando voglio, non posso esimermi dal rilanciare anche qua Mamma Ram, la versione geek (che si affianca alla già nota - e già segnalata - cialtronissima versione bolognese firmata Dario Dariotti) del classico Mamma Roma (aka Roma addio aka Me ne andavo da quella Roma) di Remo Remotti.
Lo Iomega ZIP, quanti ricordi.

[qua c'è pure un video, ma non mi sembra un granchè]

 

Recycle feat. Eloquens - Mamma Ram (MP3)

 

Bonus:

Remo Remotti - Mamma Roma (MP3)

Dario Dariotti - Bolognademerda (MP3)

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (3)]

giovedì, 14 febbraio 2008

Lego Galore /2: ritratti cubisti

di inkiostro

Erano già linkate da uno dei siti che ho segnalato la settimana scorsa quando si parlava di Lego, ma le creazioni coi mattoncini di Ochre Jelly sono talmente belle che meritano un post tutto per loro:

 

Stephen Hawking

 

 

I personaggi di Futurama

 

 

mercoledì, 06 febbraio 2008

Lego galore

di inkiostro

Lo indicava anche il logo di Google qualche giorno fa: la settimana scorsa i Lego hanno compiuto 50 anni. Tra i tanti che hanno tributato ai meravigliosi mattoncini colorati l'onore che meritano c'è stato l'uber-blog tecnologico Gizmodo, che ha realizzato una imperdibile timeline con la loro storia, ha raccolto i best lego sets in history (tra cui il mitico parcheggio sopraelevato, il robottone spaziale blu, l'isola dei pirati e uno dei miei preferiti, l'albero di Robin Hood; peccato solo che ne manchino un sacco, almeno il castello giallo e il treno ce li potevano mettere..) e ha elencato alcuni impressionanti dati sul loro mondo:

• There are about 62 LEGO bricks for every one of the world's 6 billion inhabitants.

• LEGO bricks are available in 53 different colors.

• 19 billion LEGO elements are produced every year.

• 2.16 million LEGO elements are molded every hour, or 36,000 per minute.

• More than 400 billion LEGO bricks have been produced since 1949.

• Two eight-stud LEGO bricks of the same color can be combined in 24 different ways.

• Three eight-stud bricks can be combined in 1,060 ways.

• There are more than 915 million combinations possible for six 2 x 4 LEGO bricks of the same color.

• The LEGO bricks sold in one year would circle the world 5 times.

• 40 billion LEGO bricks stacked on top of one another would connect the earth with the moon.

• A January 2008 Google search produces 57.6 million references to LEGO bricks.

• There are 55,600 LEGO videos on YouTube. [#]

Business Week invece ha ripubblicato il suo classico articolo The making of a Lego brick, mentre Boing Boing proprio ieri ha pubblicato uno dei suoi web zen dedicandolo a mattoncini e minifig (con alcuni link pregevoli: la chitarra -suonabile!-, New York, e l'impressionante portfolio di Eric Harshbarger); io, nel mio piccolo, ho sempre un'intera categoria del blog dedicata all'argomento.

Tanti auguri.

 

mercoledì, 30 gennaio 2008

Noi faremo Cin Cin con gli occhiali

di inkiostro

[How glasses affect your image.]

 

 

Bonus track, un meraviglioso classico immortale:

 

Herbert Pagani - Cin Cin con gli occhiali (MP3)

 

mercoledì, 23 gennaio 2008

Devolution

di inkiostro

[da Techno Tuesday]

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (2)]

venerdì, 18 gennaio 2008

Sub e Smart

di inkiostro

Io non ho davvero bisogno di un computer portatile. Ho bisogno di un nuovo cellulare, di un nuovo lettore mp3, di una nuova automobile e di un nuovo stereo. Ma non ho bisogno di un computer portatile. Ho un PC a casa e un PC al lavoro, e nei (rari) momenti in cui non sono in uno di questi due posti, probabilmente è salutare che io stia lontano da una monitor.

 

Epperò, nelle ultime settimane tutto questo parlare di subnotebook, smartphone e superportatili mi ha messo -come dire- un po' di appetito. C'è il nuovo Macbook Air, che è ovviamente un bell'oggetto ma non è una scelta saggia sotto nessun punto di vista: come evidenzia questa tabella di Gizmodo, le sue prestazioni sono troppo basse e le sue carenze troppo numerose per giustificare un prezzo così alto, motivato praticamente solo da qualche pollice di spessore in meno e da un paio d'ore di batteria in più. Ma oltre ai superportatili, sottili, leggeri, costosi, e con prestazioni paragonabili a quelle di un desktop, ci sono anche i subnotebook, e lì le cose si fanno più interessanti. Ad esempio l'Eee PC, che esce in questi giorni in Italia, ha prestazioni e caratteristiche hardware da sopravvivenza, ma un prezzo e delle dimensioni così risibili da giustificare anche un acquisto di impulso (e da rischiare di tornare davvero utile, una volta o l'altra). Ancor meglio se nell'offerta in bundle con un modem HSDPA 7.2 di Tim, che sistema il difetto più grande dell'oggettino e lo trasforma, di fatto, in un grosso smartphone. Che peraltro monta una distribuzione ad hoc di linux, ma all'uopo supporta tranquillamente anche Windows XP (dovesse servire).

 

Dubbi sulla scelta, quindi, non ci sarebbero. La domanda a questo punto è una sola: serve davvero a qualcosa?

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (14)]

mercoledì, 09 gennaio 2008

Pensiero stupendo /3

di inkiostro

[Mirco Credito - Deep fried iPod (via)]

 

giovedì, 03 gennaio 2008

Altro che tetramini

di inkiostro

[dagli stessi tizi di Space Invaders, l'imperdibile versione umana del leggendario Tetris. La cosa migliore è la colonna sonora a cappella]

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (12)]

venerdì, 21 dicembre 2007

Idee regalo

di inkiostro

[Si compra qui, grazie a palaZ per la segnalazione. Per altre idee regalo last minute, e consigli sui regali impossibili -lontani parenti, colleghi di lavoro, amici di infanzia, suocere, zii, fidanzate tignose-, c'è la puntata di stasera di Get Black, con primizie musicali, brindisi natalizi, e doppio premio nel quiz black. In diretta dalle 21]

 

giovedì, 20 dicembre 2007

Once bitten, twice shy

di inkiostro

E' stato bello arrivare a due giorni dalle ferie convinto che sarebbero stati dei placidi giorni lavorativi pre-natalizi, e poi scoprire all'ultimo di avere una scadenza mortifera imminente in un progetto di cui non so quasi niente. Quindi oggi si produce molto e si cazzeggia poco. Si ascolta un sacco il vecchio Why? (in attesa che il nuovo faccia la sua comparsa integrale in rete), il live dei Portishead all'All tomorrow's parties di qualche settimana fa (regalo: è interamente scaricabile da qui) e un po' di evergreen natalizi, per fingere di essere in periodo. Come ogni anno, in heavy rotation c'è la spettacolare versione di Last Christams dei Pas/Cal, incendiaria, entusiasta e polimorfa, che sulla distanza batte l'originale (qui), la cover di Erlend Øye (qui), quella degli Swipe con la pipetta Gwenno (qui) e buona parte del resto dei classici natalizi. Buon Natale, nè, io torno a lavorare. 

  

Pas/Cal - Last Christmas (MP3)

 

giovedì, 13 dicembre 2007

It's social networking, baby

di inkiostro

[dalle sempre eccellenti strip di The Joy of Tech]

 

martedì, 11 dicembre 2007

Barbecue due punto zero

di inkiostro

lunedì, 19 novembre 2007

Mp3 player blues

di inkiostro

Come accennavo un mesetto fa, dopo due anni e mezzo di gloriosa e impeccabile carriera, il mio lettore mp3 mi sta purtroppo abbandonando. Dev'essere caduto qualche volta di troppo, il caro vecchio Zen Micro, e non riuscirò a sopportare ancora per molto lo spinotto delle cuffie ballerino e il conseguente audio a singhiozzo; urge un rimpiazzo. E qui, ovviamente, cominciano i dubbi.

 

Delle tre tipologie principali di lettori mp3 che esistono al momento (a. Stile Ipod Shuffle: piccoli, memoria flash tra 256 MB e 2 GB, senza display o con un display molto piccolo; b. Stile iPod Nano: medie dimensioni, memoria flash tra 1 e 8 GB, tutte o quasi le funzionalità più diffuse sui lettori mp3; c. Stile iPod Classic: grandi dimensioni, memoria hard-disk tra i 4 e gli 80 GB, full optional), il mio genere è decisamente il secondo: la memoria flash consuma meno batterie e si rompe con meno facilità, un display completo è indispensabile ma non serve che sia grandissimo (tanto non credo ci guarderò spesso dei video), e -vista l'altissima frequenza con cui aggiungo e tolgo canzoni e dischi- anche 4-8 GB di memoria possono bastarmi.

Contando che grazie a mia sorella che è negli States posso accedere direttamente alla disponibilità e ai prezzi (molto più economici dei nostri visto il dollaro debole) americani, cosa scelgo?

 

Opto per il nuovo iPod Nano, bruttino e -come tutti gli iPod- con meno feature e prezzo più alto dei concorrenti diretti (8 GB, 199$ = 136€)? Rimango fedele alle Creative e scelgo lo Zen V Plus, più economico e con più feature, ma che pure lui non scherza in quanto a bruttezza (8 GB, 159$ = 109€) oppure il nuovo Zen, più bello, più caro e con memoria espandibile (8 GB, 199$ = 136€)? Il Sony Walkman NWZ-A818 lo escluderei perchè proprio non mi piace..ma se mi sbagliassi (8 GB, 199$ = 136€)? E se invece mi buttassi sull' iRiver Clix, decisamente più bello e lodato ovunque in rete per la sua qualità, ma con un prezzo forse un po' esagerato (8 GB, 239$ = 162€)?

Oppure sparo più alto, e mi faccio conquistare dalla bellezza, dall'interfaccia (e dal wi-fi) dell'iPod Touch (8 GB, 299$ = 204€)? E dell'Archos 605 Wi-fi cosa vogliamo dire, con le sue feature di ogni genere e la sua memoria gigante, a fronte di un prezzo onestissimo; non è esattamente quello che mi serve (non sembra proprio tascabile..) ma quasi quasi (30 GB, 299$ = 204€)? E -siccome pure il mio cellulare è vecchio, ed è decisamente tutto tranne che smart- non vogliamo mica farci tentare dall'iPhone, che su eBay si trova sbloccato, e quindi funzionante anche in Italia, pur rinunciando agli aggiornamenti del firmware (8 GB, 549$ in media = 374€)?

 

Come avrete intuito, al momento ho le idee un po' confuse.

A suo tempo (qui  e qui) in materia mi avevate dato diverse ottime dritte, quindi io ci riprovo. C'è qualche altro player (o smart-phone che funziona bene come lettore mp3) che non ho considerato? Voi quale scegliereste?

 

lunedì, 15 ottobre 2007

'Cause I'm just a teenage dirtbag, baby

di inkiostro

Giorni fa Violetta mi manda un mp3 (tratto da Radio One Established 1967, la compilation di cover da poco uscita per festeggiare il quarantennale dela BBC) in cui è possibile ascoltare un'inutile girl band qualunque che canta il verso immortale 'I've got two tickets to Iron Maiden, baby', dell'indimenticabile inno dei nerd-a-tavolino Teenage Dirtbag (una canzone talmente priva di qualunque coolness da indie-snob che riesce ad essere DAVVERO nerd). Un cortocircuito ben più che surreale.

Ieri sempre Violetta (cara, parliamone) mi segnala un bell'articolo di Nerve che rivela che uno degli ultimi tabù / sogni / incubi del vero nerd è stato infranto: la nuova edizione americana di The beauty and the geek (da noi andato in onda, con format stravolto e smisurato afflato pecoreccio, con il titolo La pupa e il seccchione) ha tra i suoi concorrenti anche una coppia al contrario, in cui la secchiona è lei (si chiama Nicole) e il pupo è lui. La cosa, come è ovvio, è ben più di un semplice ribaltamento di ruoli: è una vera e propria rivoluzione copernicana. E l'articolo finisce per farsi alcune interessanti domande sullo strano fenomeno della female nerd:

The twist does change things. [...] It has injected a streak of cruelty and discomfort into the mix. Watching a bunch of dorky guys embarrass themselves has always seemed like relatively harmless sport — the assumption being that the audience, much like the giggling lovelies on the show, finds this somewhat adorable. But watching Nicole can be downright painful. [...]

The female nerd is a tricky beast. Could a female SuXbad even exist? I suppose it would look like Ghost World — two not-at-all-unsexy outcasts acting out their rage with cruel pranks. (I liked Ghost World, but it didn't remind me much of my teen years, spent equal parts in honors classes and keg parties.) Nerd girls in Hollywood are usually like Jenna Fischer on The Office — a mousy brunette dipped in drab who can still bring out the glam for award shows. Nicole is a unique creature on primetime, a nerd girl who currently lacks an alternate persona, the one where she drops the tortured ugly-duckling schtick and assures America she's totally fuckable. [#]

 

La questione, in effetti, è interessante, e per nulla scontata. Quanto sono diversi gli stili e i valori della geekness tra uomini e donne? Va bene puntare più alla sostanza e meno alla forma e non conformarsi ai canoni estetici dominanti, ma quanto in là riusciamo ad andare? Noi che non perdiamo occasione per manifestare il nostro geek pride, stiamo solo facendo di necessità virtù oppure siamo davvero senza paraocchi come vorremmo sembrare?

 

Girls aloud - Teenage dirtbag (Wheatus cover) (MP3)

 

giovedì, 11 ottobre 2007

La ventisettesima mossa

di inkiostro

[A latere: è stato dimostrato matematicamente che è sempre possibile risolvere un cubo di Rubik in minimo 26 mosse]

 

martedì, 09 ottobre 2007

Asocialita' 2.0

di inkiostro

[Un altro dei miei fumetti geek preferiti: Techno Tuesday.
In puro stile underground comic, e cattivissimo.]

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (6)]

mercoledì, 03 ottobre 2007

Maybe I'm craaaazy

di inkiostro

Sublime: il ThereminBOT che suona Crazy degli Gnarl's Barkley. Pure con le percussioni.

 

venerdì, 28 settembre 2007

Forse il mio antispam non funziona troppo bene

di inkiostro

Stamattina sulla posta del lavoro mi è arrivata una delle più belle mail di spam  che io abbia mai ricevuto:

 

giovedì, 27 settembre 2007

Non so bene perche', oggi Super Mario

di inkiostro

 

Uno:

 

 

 

Due:

Tutto o quasi quello che avreste voluto sapere su Mario ma non avete mai osato chiedere: 10 mario fun facts.

 

 

Tre:

Mario Do-It-Yourself promotional designs.

 

 

Quattro:

E per finire, il leggendario -finto- livello di Super Mario 3 che si gioca da solo:

 

 

 

 

[previously: Communist Mario, il seguito di Mario Bros, il robot fatto di lego programmato per finire il primo livello15 versoni del tema di Super Mario su vari strumenti]

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (6)]

venerdì, 21 settembre 2007

0118 999 811 999 119 725.....3

di inkiostro

IT Crowd è una delle serie TV più divertenti in cui mi sia imbattuto recentemente. Più sit-com (ha persino le risate in sottofondo) che serial, IT Crowd ha come protagonisti i due geeks (o «standard nerds», come si definiscono in una puntata) Moss e Roy e la loro maldestra responsabile Jen, ed è venata da un bizzarro mix di umorismo british (che flirta spesso con la demenzialità pura) e comicità geek. Guardare questa delirante parodia del celebre spot anti-pirateria «Non ruberesti mai un'auto..» per credere:

 

[Il titolo ovviamente è una citazione di questo]

 

mercoledì, 12 settembre 2007

Swimming in the Dating pools

di inkiostro

[Da XKCD, la migliore striscia di web-comic della rete.
Per il vero geek batte pure Dilbert]

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (3)]

lunedì, 11 giugno 2007

Nooooo! Bastardiiiii!

di inkiostro

Acc, scopro solo ora, da Gecco, che lo scorso weekend mi sono perso il raduno dei fan di Ritorno al futuro e dei cultori della DeLorean (che più o meno è la stessa cosa) a Montegridolfo (nientemeno). Mi accontenterò delle foto su Flickr (c'era anche Paolo Attivissimo), ma non è la stessa cosa...
[il flusso canalizzatore!]

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (16)]

martedì, 05 giugno 2007

Your street in Google, Google in your street

di inkiostro

La notizia tecnologica del giorno sembra essere il lancio da parte di Google della Street View per le Google Maps, ovvero le foto ad altezza 'umana' di tutte o quasi le strade di alcune delle più grandi città degli Stati Uniti, scattate in serie dal famigerato GoogleVan. Tutti pronti ad esaltarsi per la bellezza delle navigazioni stradali, a criticare chi si esalta per una cosa che in molti altri hanno da mesi (qua da noi non è niente male lo street level delle Pagine Gialle Visual) o a preoccuparsi per le eventuali violazioni della privacy che una tale ricognizione nella vita cittadina (e in chi ci abita) rischia di nascondere; in attesa di farci un'idea più precisa, da queste parti ci limitiamo a sorridere per la caccia al dettaglio imbarazzante che è partita in rete (su Boing Boing, da LaudonTech o da Paolo Attivissimo), e a ghignare per le contromisure proposte, come l'hacking di Ghats (che propone di mettere in automatico baffi finti e cappelli ai passanti, per nasconderne l'identità) o questo geekissimo robots.txt in 3D:


martedì, 05 giugno 2007

Parental control

di inkiostro

[ Dal sempre fondamentale The joy of tech]

 

martedì, 29 maggio 2007

Fibonacci ai tempi del 2.0

di inkiostro

venerdì, 25 maggio 2007

A fair(y) use tale

di inkiostro
«Professor Eric Faden of Bucknell University provides this humorous, yet informative, review of copyright principles delivered through the words of the very folks we can thank for nearly endless copyright term.»
Ovvero, la dottrina del Fair Use spiegata dai personaggi dei film di Walt Disney, in uno spettacolare cut-up postmoderno. Anche in versione scarcabile, qui.

 

mercoledì, 23 maggio 2007

Il Neuros OSD? Fuori di testa

di inkiostro

Avete presente la Apple TV, il recente prodotto della casa di Cupertino che, tra un lucchetto qua e un formato proprietario là, mira a rivoluzionare il mondo dell'intrattenimento domestico connettendo computer e TV, permettendo finalmente di godere su wide-screen e home theater (ad averceli) filmati e video memorizzati sull'hard-disk, ponendo fine al delirio di DVD riscrivibili e lettori DivX capricciosi che invadono le nostre case (la mia, almeno)?
E' bastato qualche lucchetto di troppo (uno su tutti: non legge i DivX) per renderlo uno dei più grandi flop della Apple, destinato a morire e ad essere dimenticato molto presto. Gli unici che lo sostengono ancora sono i talebani mac-maniaci, e persino loro, stavolta, quando gliela nomini iniziano a fissarsi la punta dei piedi imbarazzati, tentando di cambiare discorso e parlare di quanto sia sexy il design dell'iPhone.
Ecco, a loro non fate sapere che in giro c'è una meraviglia come il Neuros OSD.
Si connette a tutto, legge qualunque file (anche i formati futuri: è open e aggiornabile), registra su praticamente ogni supporto, ha una comunità di sviluppatori agguerritissimi, esibisce un bel design, e costa pure 80 euro in meno della Apple TV. Sono l'unico che appena vede questo schema inizia a salivare come un cane di Pavlov e, nomen omen, va fuori testa?

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (15)]

martedì, 15 maggio 2007

Talk geeky to me

di inkiostro

[vista sull'ottimo Funny geek t-shirts, greatest hits delle t-shirt geek migliori degli ultimi anni. Diverse erano già finite su queste pagine]

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (13)]

mercoledì, 09 maggio 2007

Press stop on tape

di inkiostro

Niente di nuovo lo so. Ma allora perchè la notizia The end of the reel for cassette tapes mi intristisce così tanto?

The eject button on music tapes has been pressed for the last time.

Currys, the biggest electronics retailer in Britain, will today announce that it is to stop selling cassette tapes - a move which sounds the death knell for the compilation tape, used by a generation of love-struck young men to woo their girlfriends. [...]


Cassette tapes have been suffering a slow decline over the past 15 years as first compact discs, and more recently music downloading, took hold. But it is estimated that there are still as many as 500 million tapes in circulation, languishing at the back of bookshelves, or in the side doors of cars. [#]


Soundtrack:

My awesome mixtape - Me and the washing machine (MP3)

Cassettes won't listen - Cutting balloons (MP3)

Tapes'n'tapes - Cowbell (MP3)

 

venerdì, 27 aprile 2007

Un macbook, a modo suo

di inkiostro
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (8)]

giovedì, 19 aprile 2007

Fionda - Monitor: 0 -1

di inkiostro

mercoledì, 18 aprile 2007

Macchie d'inkiostro

di inkiostro

Random links per un giorno stanco:


_Il tipo di cose che mandano in brodo di giuggiole noi geeks: quale dei grandi siti 2.0 ha la magliore 'server down' page?


_Ci ho provato, ma mi sono stufato presto, e (nonostante sia riuscito ad arrivare all'ultimo livello) non faccio parte di quel fortunato 3% e rotti che ha finito il malefico Boomshine.  


_Il web 2.0 incontra i siti cerco/offro casa: il risultato è l'ottimo Khalla, da poco anche a Bologna.


_25 Reasons You Might Be A Hardcore Graphic/Web Designer: Su tutte, la migliore è quella che vale un po' per tutti i web-addiced: You bookmark a resource more often than you have a fun night out on the town.


_A day in the life of an iPod.


_Il nuovo Arctic Monkeys non è un capolavoro ma tiene botta, e dopo tutto l'hype del loro esordio, direi che è già un buon risultato. La mia preferita è 505:


Arctic Monkeys - 505 (MP3)



_Uno scambio di battute tra i e Pi greco: «Be rational» «Get real».


_Da vedere: Crazy things people do with books.

 

martedì, 17 aprile 2007

Post-it Donkey

di inkiostro

In caso ve lo steste chiedendo:

• sì, è un palazzo

• sì, è Donkey Kong

sì, sono dei post-it.

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (7)]

giovedì, 12 aprile 2007

Magritte reloaded

di inkiostro

[da una t-shirt di Threadless]

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (3)]

giovedì, 05 aprile 2007

Nudi alla meta

di inkiostro
Per festeggiare il fatto che ieri sera l'hard disk del mio computer di casa ha deciso di abbandonarmi (anche se i file sembrano ancora  tutti lì, probabili problemi con l'MBR), anche Inkiostro aderisce (almeno per qualche ora) al CSS Naked Day. Che effetto fa tornare a una grafica da 1996?

Update: il commento di Mario: «E' un po' come se vestissi solo il perizoma di borat, insomma fa impressione » mi ha fatto desistere, mi rivesto. Lascio uno screenshot del blog nudo per i posteri, qui.
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (7)]

venerdì, 23 marzo 2007

Telegrafico e professionale

di inkiostro
Sei un programmatore? Conosci JAVA? Cerchi lavoro? Abiti (o vuoi abitare) a Bologna? Scrivimi.
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (10)]

venerdì, 23 marzo 2007

Ansia da prestazione 2.0

di inkiostro
[in vendita fino al 6 Aprile su Diesel Sweeties. Altre ottime e nerdissime t-shirts su SXSW geek T-shirts on Flickr. Le mie preferite: 1, 23, 4 e 5]

 

[inkiostro | # | oh my geekness, b-log | commenti (8)]

lunedì, 12 marzo 2007

Appello: un traduttore per Matt Groening

di inkiostro
Oppure, in alternativa, gag migliori. Guardate e inorridite di fronte a questi frammenti di due puntate della diciassettesima serie dei Simpson che coinvolgono il nostro paese e martoriano la lingua di Dante.
[grazie Chicca. Non vorrei trovarmi nei tuoi panni quando dovrai spiegare ai tuoi studenti americani quanti errori contengono...]

 

venerdì, 09 marzo 2007

Soviet Mario Bros

di inkiostro

[La grafica di Communist Mario è splendida, ma c'è qualcosa che non va. Dev'essere il fatto che più che Super Mario sembra Ken Shiro, probabilmente]

 

giovedì, 08 marzo 2007

Lo zerbino condizionale

di inkiostro

[Il Go Away / Come in doormat è perfetto, basta girarlo all'uopo. Anche se, essendo pirgo, temo che la lascerei sempre nella stessa posizione, e ho il sospetto di sapere quale]
{grazie a Woland]

 

martedì, 27 febbraio 2007

Teaching the indie-geeks how to dance

di inkiostro

Se frequentate blog e webzine il nome vi sarà probabilmente già noto; il che non è un buon motivo per farmi desistere dall'unirmi al coro pressochè unanime di apprezzamenti, e tessere le lodi dei «Bologna geek dancers» My awesome mixtape. Era da tempo che non mi imbattevo in una band italica così valida e interessante che, sebbene giovanissima, promette di regalare non poche soddisfazioni agli appassionati di indie-pop elettronico. I riferimenti più vicini sono l'indie-hop di Why?, le cantilene paranoiche dei migliori El guapo, il pop ballabile dei Postal Service o quello sghembo di certi gruppi della K Recs, centrifugati in maniera imprevedibile e assemblati con sensibilità e personalità da vendere.

Convincenti soprattutto negli episodi più movimentati (The painter & the anthropologist l'ho già provata al Covo, e la pista ha risposto niente male), ma anche le cose più cupe ed intimiste (come Amiga, ode al leggendario computer di casa Commodore e, in qualche modo, a Prince of Persia) non sono niente male.
I  My awesome Mixtape suonano stasera al Sesto Senso di Via Petroni, tra un paio di settimane a Villa Serena per Murato e, poco dopo, all'ottimo Motron festival di Modena di cui parlava anche ieri Enzo. A breve poi è in uscita un EP per Kirsten's Postcard e, a seguire, un LP per My Honey records; il resto sarà gloria. Ma ne riparleremo, eccome se ne riparleremo...

 

My Awesome Mixtape - The painter and the anthropologist (MP3)

My Awesome Mixtape - Amiga (MP3)

My Awesome Mixtape - The giant squid (MP3)

 

venerdì, 23 febbraio 2007

Niente piu' iNodi

di inkiostro

Grazie (di nuovo) al blog del New Scientist e su segnalazione di Ganz, la soluzione a uno dei più tragici problemi che affliggono la iPod generation: il filo degli auricolari annodato. Funziona solo su lettori lunghi e stretti (come il nano, il vecchio shuffle o il mini) e richiede un certo esercizio, ma mi dicono che il risultato è garantito. Non aspettavate altro, suppongo.

mercoledì, 21 febbraio 2007

Quattro link moderatamente 2.0

di inkiostro
_Il servizio online definitivo: Useless account.
_Addiction, vita online ed offline, i blog e i loro scopi: How to keep the everlasting blogging love
_Santamail, PickyDomains, ovviamente la Million Dollar Page ma non solo: 10 Totally Stupid Online Business Ideas That Made Someone Rich.
_Lo spettacolare video che in 4 minuti dice tutto quello che c'è da sapere sul 2.0: The machine is us/ing us.
[si capisce in questo periodo lavoro troppo?]
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (8)]

giovedì, 08 febbraio 2007

Super Mario Classic

di inkiostro
Nel corso degli anni ne ho già postata più di una, ma ogni volta che vedo cose del genere non riesco a resistere: eccovi un'imprescindibile raccolta di video del tema di Super Mario suonato su vari strumenti. Dalle ormai classiche versioni per basso solo o a cappella, a quelle abbastanza inedite per flauto, fisarmonica, sax o balalaika (!). La mia preferita, qui sotto, non è nè la più strana nè la più impressionante; ma certamente la più classica, e forse anche la più bella.
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (16)]

lunedì, 05 febbraio 2007

And be buried with a Rubik's cube

di inkiostro

La cosa bella della sterminata collezione di cubi di Rubik di Georges Helm, interamente consultabile a questa pagina, è che molti non sono dei cubi.

[e alcuni non sono neanche di Rubik]

venerdì, 02 febbraio 2007

Alla lunga e' un po' ripetititvo

di inkiostro

La cosa più geek che abbia mai visto: Pong, the text based game.

 

mercoledì, 31 gennaio 2007

Il web secondo il diavolo

di inkiostro

The Devil's dictionary è un dizionario di termini tecnologici, ma è anche «un deposito di ostilità gratuita e malcelata rabbia».
Contiene perle come:

Blogosfera: un ecosistema venefico fatto di metano, autocompiacimento e altri gas bollenti. Le uniche creature che riescono a sopravvivere nella blogosfera sono le muffe di basso livello, capaci di nutrirsi degli scarti degli altri. (#)

Web Sematico: il tentativo di applicare la classificazione decimale Dewey a un'orgia. (#)

Web 2.0: Il nome dato alla creascita tecnica e sociale e alla maturità di....oh, fanculo. Soldi! Soldi, soldi, soldi! Soldi! I soldi sono tornati! Ah ah! Soldi! (#)

E-mail: Un mezzo di comunicazione elettronico, usato principalmente per informarti che il tuo è pene è troppo piccolo. (#)

lunedì, 29 gennaio 2007

Travelling without moving

di inkiostro


[The circular bike, per gente che ama muoversi ma non sa dove andare.]

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (4)]

lunedì, 15 gennaio 2007

Una volta si usava la carta igienica

di inkiostro

giovedì, 11 gennaio 2007

Pop (up?) music, a modo suo

di inkiostro

[Windows XP alerts on piano]
[inkiostro | # | suoni, oh my geekness | commenti (4)]

venerdì, 05 gennaio 2007

La produzione e' il nuovo consumo

di inkiostro

Tra riassunti, ricapitolazioni e classifiche di fine anno (prima) e previsioni, scenari e prospettive per l'anno nuovo (dopo), nelle ultime settimane se ne sono lette parecchie, di cazzate. Fa parte del gioco, e di solito la possibilità di tirare fuori dal cassetto la propria verve di colto e sagace commentatore vale la figura; tanto dopo qualche settimana se ne sono dimenticati tutti, e va bene così.


Tra le varie cose che mi è capitato di leggere ci sono le due lunghe e in qualche misura affascinanti analisi firmate da InformationArchitects.jp (The 50 loudest websites in 2006 and what made them successful e Internet 2007 Predictions), il plurilinkato commento di Alec Bemis su LA Weekly (The Year Blogs Got Lame, Business Got Hip and Nostalgia Was King) e la previsione di Antony Bruno su Billboard (Music biz hopes to profit from consumer content).


Come avrete forse già intuito mi sono, come capita spesso, soffermato sul rapporto tra intrattenimento (audio e video, in particolare), soluzioni tecnologiche e reti sociali. Dai vari commenti (tutti invariabilmente tanto entusiastici quanto apocalittici) emerge una contraddizione che mi ha colpito, che pone l'accento su aspetti opposti e prefigura scenari drasticamente diversi. 


Da un lato c'è una costante magnificazione di piattaforme, aggregatori o sistemi che maneggiano, valorizzano e rendono accessibile il fantomatico user-generated content, i contenuti prodotti dagli utenti. Si parte ovviamente dai blog e da tutti i servizi che ci girano intorno, si continua con il blockbuster YouTube, e si arriva a servizi abbastanza nuovi come Brightcove o iLike, che mirano a supportare (e quindi a sfruttare per monetizzarlo) l'intrinseco bisogno di contenuti connesso alla costruzione di un'identità online da parte degli utenti.


Il fenomeno, in effetti, è sotto gli occhi di tutti, e non da oggi. La cosa che fa sorridere è l'uso del termine user-generated content per contenuti che, come è ovvio a chiunque non abbia dei paraocchi, sono in realtà costituiti per buona parte da materiale che vìola costantemente le (obsolete, vabbè) norme del copyright. Pensate a YouTube ed eliminate i videoclip musicali, le trasmissioni televisive, le pubblicità, tutte le produzioni che usano musica o immagini senza pagarne i diritti, e qualsiasi rielaborazione di tutte queste cose messe insieme, e vedete se quello che rimane è davvero così interessante.


Dal'altra parte si prefigura uno scenario completamente diverso, che vede la sempre ventilata fine del fenomeno-blog (fine di cui si parla da svariati anni; di questo passo qualcuno prima o poi ci prenderà), questa volta sotto la scure degli ibridi blog/webzine che sono nati nell'ultimo anno. Si tratta di siti a metà tra blog e testate editoriali, che uniscono la piattaforma tecnologica, la velocità di aggiornamento, lo stile informale e, spesso, la parziale illegalità dei primi, con le risorse dei secondi: uno staff pagato che ci lavora a tempo pieno («Cosa fai di lavoro?» «Scrivo su un blog»), con conseguente aumento della quantità e della precisione dei contenuti. 


Per fare qualche nome, nel campo della musica ci sono il self-proclaimed #1 music-blog Stereogum (delle cui fortune finanziarie parlavamo già qua), il corrosivo Idolator (proprietà del rampante gruppo editoriale Gawker Media), e il sempre più m-blogghesco Pitchfork (che ha fatto la strada inversa: gli mancano giusto i commenti, poi è un blog a tutti gli effetti); e i primi casi si vedono anche dalle nostre parti (l'ottimo Vitaminic, ça va sans dire).


Chi avrà ragione? Gli Apocalittici della presunta democrazia della rete o quelli della nuova professionalità amichevole che andrebbe a sostituirla? 
[niente Integrati per stavolta]


La mia impressione è che la situazione attuale sia ovviamente da qualche parte tra i due estremi, e, nonostante ai commentatori piacciano sempre i trend ben definiti e i fenomeni chiaramente individuabili, rimarrà nell'attuale limbo ancora per un po'. A deciderne le sorti saranno, come al solito, i soldi: saranno prima gli investimenti a finire (e la bolla dell'intera economia 2.0 a scoppiare; preparatevi, perchè succederà) oppure le singole posizioni strategiche a consolidarsi e a giustificare in qualche modo (economico o meno) la propria esistenza? Quando i siti inizieranno a chiudere e i contenuti torneranno ad essere accessibili nell'unica forma che finora ne ha consentito la produzione e la distribuzione (a pagamento, quindi) la situazione sarà definitivamente cambiata tanto che sarà impossibile tornare indietro, oppure si sarà trattato solo dell'ennesima, un po' anarchica, parentesi? 
La risposta la lascio ai commentatori (aha). Quel che è certo è che gli unici che non possono essere scossi più di tanto dalla questione sono coloro che da quello che producono e che scelgono di mettere in rete non vedono (ed è giusto che non vedano) mai una lira. Come i dilettanti. O come i blogger.

mercoledì, 03 gennaio 2007

Manco regalato

di inkiostro



Non solo Geek-a-cycle è un'idea stupida e una contraddizione in termini; è che con delle foto promozionali così brutte (altre ancora nel sito) non si venderà mai.

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (10)]

giovedì, 14 dicembre 2006

Ditelo ai fratelli Wachowski

di inkiostro
What code doesn't do in real life (that it does in the movies). Applausi.
1. Code does not move
In films and television code is always sailing across the screen at incredible speeds; it's presented as an indecipherable stream of letters and numbers that make perfect sense to the programmer but dumbfound everyone else.  I understand that to the non-savvy person the abilities of a programmer might seem amazingly complex, but do they honestly think we can read shit that isn't sitting still?  It'd be like trying to read six newspapers flying around in a tornado. [il resto qui
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti ]

lunedì, 11 dicembre 2006

La volpe nel grano

di inkiostro


Sembra una cazzata ma è vero: il cerchio nel grano col logo di Firefox si vede anche con GoogleMaps.
[Qui un po' di foto del making-of]
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (4)]

mercoledì, 22 novembre 2006

Anche tu Air Guitar Hero

di inkiostro

Dubito che la wearable guitar shirt di CSIRO funzioni davvero. Ma anche se fosse, chissenefrega. Se avessimo voglia di imparare davvero gli assoli che air-suoniamo lo faremmo con una chitarra, no?
[interazione naturale?]

lunedì, 20 novembre 2006

In inglese si dice sempre 'Play'

di inkiostro


Grazie ad Abgely per la avermi segnalato la NESPaul, la chitarra costruita con il case dell'indimenticata storica console di casa Nintendo (il NES, appunto). Musica a 6 corde, e a 8 bit. 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (5)]

venerdì, 17 novembre 2006

Firefox 2 - Internet Explorer 0

di inkiostro


E' una piccola soddisfazione, ma per un progettista web capirete che non è cosa di tutti i giorni: nelle ultime settimane tra i visitatori di questo blog la percentuale di utenti che navigano usando Mozilla Firefox ha di gran lunga superato quella degli utenti del sempre pessimo Microsoft Internet Explorer (e anche Safari ha una fetta niente male; un decimo dei visitatori ha un Mac, cose da pazzi). Percentuali assolutamente lontane dalla media del WWW, che vede Firefox attestarsi intorno al 30% e Safari intorno al 4%, con le varie versioni di IE ancora a farla da padrone. Che dire? Lo sapevo che non siete persone ordinarie.
Tutto ciò, tra l'altro, proprio nel periodo in cui assistiamo a un nuovo round dell'ormai mitica guerra dei browser, a causa dell'uscita -a distanza ravvicinatissima- delle major release sia di Internet Explorer (la 7, circa 5 anni dopo il rilascio della 6) che di Firefox (la 2).  Nonostante i passi in avanti fatti da Explorer, i commentatori sono unanimi nel considerare ancora Firefox lo strumento migliore per muoversi all'interno del World Wide Web con la massima sicurezza, user-experience e supporto degli standard. E la cosa -ma tu guarda- non stupisce neanche un po'.


Leggi il giudizio di Wired: A tale of two browsers
Leggi lo speciale di Punto Informatico: Battaglia navale tra IE7 e FF2

 

[inkiostro | # | oh my geekness, b-log | commenti (25)]

giovedì, 16 novembre 2006

Geeks in fashion /2

di inkiostro


[La Diskette handbag è assolutamente splendida. Come già ribadito l'anno scorso per lancor più bella Keybag, voglio qualcuno a cui regalarla. A quando la versione maxi con i mitici floppy da 5 e 1/4?]

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (9)]

venerdì, 10 novembre 2006

Si' che ci credete

di inkiostro
Ci credete che quando ho visto la Pac-man chart ho riso come un cretino per mezz'ora?
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (11)]

martedì, 07 novembre 2006

Geeky Tuesday

di inkiostro
1. Internet soul portraits. Anche i siti hanno un'anima.
[E non fosse per le URL che riportano il nome del sito, indovinare anche i soliti noti non sarebbe esattamente banale.]
2. Guess the logo. Ho fatto un punteggio da schifo.
[Li vedi decine di volte al giorno, eppure non li guardi. Non che serva davvero a qualcosa farlo, ma non so, è un po' inquietante]
3. Abusing Amazon Images. Chamatelo generatore.
[La prima domanda è come abbiano fatto a scoprirlo, e quanto ci abbiano messo a capirne la sintassi. Quello che ne esce fuori, poi, è Computer Art. A modo suo.]
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (3)]

lunedì, 06 novembre 2006

Urra' per Scottbert

di inkiostro

Non era esattamente una notizia da prime pagine dei giornali: un cartoonist di culto viene colpito da una malattia rara, pittoresca e piuttosto sconosciuta, che non compromette in alcun modo il suo lavoro nè mette a rischio la sua vita, ma la rende solo un po' più difficile. Nel mondo dei media, una notizia di scarso interesse. Nel personalissimo universo dei miei punti di riferimento culturali, invece, la notizia che Scott Adams, autore e creatore di quell'imprescindibile manuale di cinismo lavorativo che è Dilbert, era stato colpito, un anno e mezzo fa, da una grave forma di disfonia spastica era una di quelle cose che non lasciano indifferenti.
La disfonia spatica è una malattia bizzarra, di origine neurologica, a causa della quale, di punto in bianco, la parte del cervello preposta al controllo della parola dà forfait, e molte delle attività connesse col parlare diventano un'impresa. Nei casi più gravi, come quello di Adams, in certi contesti (tipo quando c'è del rumore di fondo, oppure al telefono) diventa impossibile parlare, la voce non viene fuori; eppure negli stessi contesti si riesce a cantare, ridere o parlare in rima, e in altre situazioni (ad esempio quando si è da soli), la voce funziona normalmente. Una malattia quasi comica, non pericolosa ma estremamente fastidiosa e socialmente devastante, per cui non c'è cura, a parte iniezioni palliative di botulino sulle corde vocali che consentono di arrivare a sussurrare, e che è difficile da comprendere in tutte le sue sfumature. Semplicemente, in certe situazione si diventa muti, ed è per sempre. 
Oltre ad essere un lettore quotidiano delle strisce di Dilbert, a volte mi capita di fare un giro sul blog di Adams, in cui l'autore spesso racconta scampoli della sua vita quotidiana e, di conseguenza, della convivenza con una malattia tanto invadente. Qualche giorno fa Adams ha scritto uno splendido post, intitolato Good news day (che vi consiglio di leggere), in cui ha annunciato che, grazie a un lungo periodo di esercizi e grazie ad un'incredibile forza di volontà, è riuscito dove tutti gli altri hanno fallito e ha recuperato la propria voce. Il modo e la sincerità in cui lo racconta nel suddetto post sono davvero commoventi. E' bello vedere che qualche volta l'impossibile accade. E che, qualche volta, si può mettere da parte il cinismo ed esserne genuinamente contenti.

lunedì, 30 ottobre 2006

Giuro che in caso mi iscrivo in palestra

di inkiostro

Il creatore di Tetris weighlifting, l'esperimento di Enterteinment fitness in cui i pesi sono anche un controller per giocare a Tetris, è ufficialmente il genio dell'anno.

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (8)]

giovedì, 26 ottobre 2006

Il mio divano fa 13 punti

di inkiostro

 


[Wordplay installation di Stephen Reed, all'ufficio di Bloomberg di Londra]
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (7)]

mercoledì, 18 ottobre 2006

Berryserfs

di inkiostro

Nel nome di un sacrosanto Di questo passo dove andremo a finire, Michele mi segnala che il nostro Douglas Coupland, come potete agilmente scoprire navigando qui, è diventato testimonial del Blackberry.
Coupland (il cui ultimo romanzo JPod -su cui mesi fa ho scritto un post di cui sono molto fiero- è appena uscito in Italia) fa bella mostra di sè in una serie di pagine che magnificano le capacità dello smartphone più stronzo di tutti i tempi, da sempre simbolo del businessman cool e pieno di soldi che non deve chiedere mai.
Certo, la Blackberry è canadese e Coupland ci tiene a difendere i tesori nazionali, e certo, il modello che Coupland pubblicizza (il Pearl) rappresenta un tentativo di raggiungere il ricco e sterminato mercato degli utenti consumer; si tratta, però, di attenuanti minime di fronte all'associazione coatta di un nome da sempre alfiere di un modo altro di guardare alle tecnologie con quello dell'oggetto che ormai simboleggia più di tutti il potere economico più chiuso ed esclusivo.
[Chè, poi, per dire, io non l'ho ancora capito quanto costa, in Italia o in USA, un Blackberry (e, soprattutto, il suo abbonamento)]
Si vede anche dalle piccole cose: lo stiamo perdendo.

mercoledì, 11 ottobre 2006

Seeeeeriously cool

di inkiostro


Nonostante l'ambiente in cui lavoro si possa al meglio definire 'spartano', devo dire che non ho di che lamentarmi; d'altra parte, però, a guardare questo 10 seeeeeriously cool workplaces non si può evitare di essere rosi dall'invidia. Highlights: lo scivolo per muoversi da un piano all'altro (alla Red Bull, Londra), la stanza in cui tutte le pareti sono un'unica, enorme, lavagna bianca (al Mindlab del Ministero dell'Economia danese), l'inverosimile fabbrica pulita e luminosa della Volkswagen di Dresda e il Googleplex, tutto. E quando divento miliardario e ho un po' di tempo libero mi faccio l'ufficio interamente di Lego, giuro.
[le riflessioni sul fatto che ambienti piacevoli siano solo il contentino per costringere i dipendenti a lavorare di più e con contratti sempre meno garantiti le lascio a voi]  

martedì, 10 ottobre 2006

Si fa presto a dire 'virtuale'

di inkiostro

[What the internet really looks like. Ferro, circuiti, cavi.]

lunedì, 09 ottobre 2006

Puro genio

di inkiostro

La puntata di South Park dedicata a World of Warcraft, il più celebre tra i Massive Multiplayer Online Role-Playing Game, è probabilmente la migliore di sempre. La trovate qua, intera e ovviamente in inglese.

lunedì, 02 ottobre 2006

A ciascuno il suo

di inkiostro

C'è chi si commuove riguardando vecchi film. Chi con le foto che testimoniano il tempo che passa. Chi rileggendo tutte le lettere scrittegli da una certa persona negli ultimi 20 anni, e chi le e-mail che in qualche anno hanno portato da un «Come ti chiami?» a un «Non voglio vederti più». Per qualcuno sono i dischi della vita, in ordine cronologico. Per qualcun altro sono le serie tv, dall'infanzia a ieri sera. C'è chi rivede il corso della propria vita attraverso i libri che ha letto. E a qualcuno vengono gli occhi lucidi al brivido dei vestiti che non gli entrano più.
A ciascuno il suo. Io, per esempio, quasi mi commuovo guardando questa bella gallery con l'evoluzione delle interfacce grafiche dei computer (dei desktop, in particolare), dal 1984 ad oggi.
Sono senza speranza, lo so.
[Ne mancano un sacco, sì. Versione a prova di geek ipercompletista qua

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (10)]

mercoledì, 27 settembre 2006

Unita' di archiviazione alla seconda

di inkiostro

[La Floppy Disk Bag. Ci sono anche le istruzioni per costruirsela]

venerdì, 22 settembre 2006

Tune your Zune

di inkiostro

Si chiama Zune, esce a Natale ed è l''iPod Killer. E porta nientemeno che il marchio della Microsoft. Riuscirà l'azienda  meno cool del pianeta a spodestare il dominio della scatoletta di titanio bianco più amata da grandi e piccini?
Alcuni indizi, forse per la prima volta, farebbero quasi pensare di sì. C'è uno schermo grosso il doppio di quello dell'iPod in cui forse guardare un film comincia ad avere un senso. C'è il wi-fi, che promette meraviglie (che -si spera- il DRM non infangherà), come la possibilità di scambiarsi musica e film con un click e senza fili o di creare delle instant-micro-radio personalizzate. C'è un design forse non esattamente sexy come quello dell'iPod ma non troppo lontano dalle sue linee morbide e stilose. C'è dietro una strategia di marketing all'avanguardia, gestita dallo stesso team che ha creato dal nulla l'XBOX e gli ha permesso di farsi spazio nell'affollato mondo delle console, che flirta con il mondo indie (con la Sub Pop, per la precisione), vanta come punti di riferimento blockbuster del web 2.0 come MySpace e YouTube e pare saperla lunga. E se ci si mette pure l'autorevole Gizmodo a spiegare Five reasons why the Microsoft Zune may succeed, forse questa volta ci siamo.
Voi che dite? Lo Zune ha speranze di avere successo? O l'iPod è destinato a rimanere il dominatore incontrastato dei player portatili ancora a lungo?
[ulteriori dettagli su questo articolo del Seattle Weekly e un po' ovunque in rete]

venerdì, 08 settembre 2006

La pupa, il secchione e la tv italiana

di inkiostro

Parecchio tempo fa su queste pagine si parlava di Beauty and the geek, versione insolitamente nerd e insolitamente divertente del gioco delle coppie incrociata con un reality mandata in onda sul canale americano della Warner. Scopo del gioco mettere insieme (e osservare) la coppia malassortita formata da una bella e da un secchione nell'atto di tentare di trasmettersi conoscenze, influenzarsi a vicenda e, nel mente, tentare di fare il minor numero di figure di merda possibile. Non esattamente una trasmissione intellettuale, evidentemente; eppure molto spassoso e spesso per nulla stupido.
Dopo aver visto la prima serie americana -che, per la cronaca, è stata anche uno degli argomenti affrontati quando, un annetto fa, sono stato ospite su RadioDueRai- ieri sera sono incappato nella prima puntata dell'edizione italiana, linearmente intitolata La pupa e il secchione. Condotto da personaggi già vacui in origine e da un po' ulteriormente in caduta libera come Papi e la Panicucci, il gioco è una versione pecoreccia e abbondantemente defilippizzata dello show americano che rinuncia ad ogni sobrietà in favore di lustrini, culi all'aria, giuria, dibattito, pubblico, pianti, polemiche, prove vanamente spettacolari e scambi di battute degni della programmazione pomeridiana di Rai 2. L'ho trovata una lezione esemplare di tutto quanto ci sia di disprezzabile nella tv italiana; un ottimo esempio di come da un'idea se non buona almeno promettente qua da noi non riesca a tirar fuori nulla di più di una baracconata assolutamente inguardabile.

venerdì, 11 agosto 2006

Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me

di inkiostro

[In tema con la notte di San Lorenzo: la Notte stellata di Van Gogh rifatta coi lego]

venerdì, 28 luglio 2006

Il computer perfetto

di inkiostro

Fa anche il caffè.
Per davvero.
[c'è pure il video su Youtube]

lunedì, 24 luglio 2006

Sui nostri schermi, sulle nostre teste

di inkiostro


[Il cursore? E' un aquilone.]
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti ]

lunedì, 17 luglio 2006

E il problema e' che il capo di me stesso sono io

di inkiostro

[da qui]
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (8)]

martedì, 04 luglio 2006

Io sono un autistico

di inkiostro
«After having worked at my current tech firm for the larger part of a year, I have come to the conclusion that my co-workers aren't so much idiots as they are fellow citizens in the thrall of various modes of persistent low-grade autism.
The clinical definition is that they are suffering from mild versions of "pervasive development disorders" or "sensory integration dysfunctions". Asperger's syndrome is one variant that has recently garnered much media hype. People with this sort of condition are known as "high functioning" autistics because they can more or less operate in the day-to-day world. Some people like to think of high-functioning autism as a trendy disease. Wrong. It is not a disease, it's a condition. Most high-functioning autisticts resent being talked down to and value their condition. It is not a badge of victimhood for them - it's merely who they are.
Perhaps the broadest way of understanding the world of the high-functioning autistic is to treat all stimuli that impact on the human body not as sensory input but as information bombardment. Most people are able to sift out the day's excess information without ever thinking about it, but to the tech worker exhibiting autistic - ok let's just say the word: geek - to most geeks, a hug is not a hug, it's the fisical equivalent oh holding a novelty marine foghorn up to the hear and blasting it directly into the central nervous system. When you hug a geek, you're overloading them in a manner they find intolerable. They feel and express shock and revulsion when touched.»
(Douglas Coupland, Jpod, Bloomsbury 2006, p. 290)

lunedì, 03 luglio 2006

Come se fuori ci fosse qualcosa di interessante da guardare

di inkiostro


[Quando ho visto The computer hood, per un secondo ho persino pensato che fosse una figata. Aiutatemi]
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (15)]

mercoledì, 28 giugno 2006

You're like a broken link to me

di inkiostro


[Si compra qui]
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (6)]

lunedì, 26 giugno 2006

Ci sono cose che non si possono comprare. Per tutto il resto, ci si arrangia.

di inkiostro
Sono al lavoro. Ci sono 35 gradi.

Costo di un condizionatore di media potenza: 4-500 euro.
Costo del condizionatore più la sua installazione, comprensiva della risoluzione di un numero rilevante di problemi logistici per nulla banali: troppo.
Costo di un ventilatore di potenza media: circa 20 euro.
Moltiplica l'effetto: per tre.
Sottrai: il calore prodotto dai computer accesi (8, in questo momento).
Costo di un paio di infradito di gomma della PAM: 3 euro.
Costo di un paio di pantaloncini corti di tela del mercato: 2 euro (cinesi).
Costo di una fornitura quotidiana di bevande ghiacciate (preferibilmente Fanta Icy Lemon): qualche euro.
Lavorare in un contesto che ti permette di andare a lavorare in shorts e infradito: non ha prezzo.

giovedì, 22 giugno 2006

Uomini e topi

di inkiostro

Qualche anno fa qualcuno di mia conoscenza andava molto fiero del suo mouse a forma di M'n'Ms gigante. Niente a confronto con le meraviglie segnalate in Top 10 strangest computer mice da TecheBlog: vette di nerditune con il mouse a forma di Super Mario pixelato o con quello nascosto dentro il controller di un Nintendo NES, widget all-in-one con quello che include un telefono o un orologio (o un microfono spia) e bizzarri esperimenti di interazione uomo-macchina con quello comandato a pedali. Il topo standard è per chi non ha fantasia.
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (9)]

giovedì, 01 giugno 2006

iSheep, say beeeeh

di inkiostro
«You know, you keep on innovating, you keep on making better stuff. And if you always want the latest and greatest, then you have to buy a new iPod at least once a year» (Steve Jobs)

Presa da sola, questa frase di Steve Jobs riportata da Gizmodo non dice niente di particolarmente strano: se vuoi avere sempre l'ultimo ritrovato dela tecnologia e del design, al giorno d'oggi, non puoi certo adagiarti sugli allori. Ogni gioiellino tecnologico viene sempre superato in brevissimo tempo, e l'orizzonte dell'avanguardia tecnologica si sposta veloce quanto la più effimera delle mode.
La curiosa e probabilmente casuale coincidenza temporale della dichiarazione con il dossier del Guardian dedicato, per l'ennesima volta, a fare le pulci all'iPod suggerisce però riflessioni un po' più inquietanti. Nulla di nuovo sotto il sole: l'iPod (nelle sue varie forme) è fragile, le sue batterie hanno la simpatica tendenza a morire presto e il drastico calo di performance che pare avvenire esattamente al termine della garanzia annuale fa il paio con un servizio clienti che lascia molto a desiderare.
L'apparentemente casuale temporizzazione del calo delle performance unita alle dichiarazioni di Jobs paiono suggerire ben di più delle due cose prese separatamente, quasi una visione in cui le componenti tendenza e design (fondamentali per il suo successo) si sommano e a volte coprono problemi di obsolescenza e malfunzionamento neanche troppo limitati, portando verso una stagionalizzazione francamente ridicola che ricorda, appunto, la moda. Ma si sa, le mode sono effimere. Proprio come la durata delle batterie dell'iPod.

martedì, 23 maggio 2006

La solita bottarella all'RSS

di inkiostro
Quando per dirti che il tuo RSS* non funziona ti scrive addirittura uno sconosciuto dall'America (che pare non sapere neanche l'italiano; cosa ci faccia sul mio blog è un mistero - Hi Mate!), forse è il caso di dare l'ennesima bottarella ai feed di BlogItalia** nella speranza che prima o poi inizino a funzionare a dovere. Dopo un periodo di manutenzione del sito (un giorno mi è addirittura parso di essere rediretto su Blog.com - l'ho sognato?), i feed sono tornati ma ho notato che davano errore. Ne ho ricostruito ed eliminato la causa (la presenza di lettere accentate nei titoli dei post), e sono tornato ad avere dei feed attivi, ma ho poi notato che praticamente tutti i post sono stranamente troncati. Mi sono accorto che ciò accade in corrispondenza della chiusura del primo <span>, che viene probabilmente interpretata come la chiusura del delimitatore stesso del post. Delle due soluzioni indicate qua, infatti, sono costretto a usare il vecchio <span class="rss:item"> perchè il nuovo <!-- rss:item:start --> mi produce dei feed vuoti. E visto che l'editor di Splinder, usato tramite Firefox, fa il figo e invece di usare i tag semplici come <strong> e <em> aggiunge ogni volta degli span con degli stili associati, i post si troncano praticamente sempre.
Morale della favola, se voglio feed completi e corretti devo usare l'apostrofo al posto dell'accento nei titoli dei post e, paradossalmente, usare Explorer per postare. Nel web semantico bisogna proprio crederci, altrimenti..
In ogni caso: chi è a conoscenza di un feed generator un po' più funzionale (non Blogstreet quindi) si faccia avanti.
[* come cosa sono i feed RSS?]
[** quelli di Splinder sono sempre e solo parziali, e sono intergrali sono per gli utenti a pagamento]
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lunedì, 15 maggio 2006

Google e' piu' famoso di Dio

di inkiostro
Immagino sappiate già tutti di Google Trends, ennesima web-app di Google che consente di misurare e confrontare la popolarità di uno o più termini all'interno del motore di ricerca più famoso al mondo. Ci ho giocherellato un po' anch'io. Queste le cose che ho scoperto:
_In Italia i blog vanno forte a Cagliari.
_I Beatles sono più famosi dei Rolling Stones (tranne che a Buenos Aires).
_
La capitale dell'indie italiano non è Bologna o Torino ma Rimini.
_Torrent batte E-mule (via).
_Wittgenstein surclassa Macchianera (tranne che a Padova).

_Il twee batte il glitch (ma chissà perchè così tante ricerche in Olanda).
_Douglas Coupland è meno famoso di Nick Hornby (ma tanto in Italia non ci frega di nessuno dei due, ci batte pure l'Austria)

_
Google è più famoso di Dio. (via)
[Ulteriori esperimenti qui e qui. Se volete, divertitevi nei commenti]

venerdì, 14 aprile 2006

Think Google

di inkiostro


[Interfaccia fighissima, AJAXosissima e paradigmaticamente 2.0, interazione assolutamente intuitiva, velocità che compete con le applicazioni desktop e la promessa di integrarsi anche con la macchina del caffè. Il tutto, ovviamente gratis (ma forse a scapito della privacy, anche se loro dicono di no). E' Google Calendar. Mi sa che nel campo non ce n'è più per nessuno. Ulteriori riflessioni da Gaspar Torriero e un po' ovunque nei blog americani]

venerdì, 07 aprile 2006

Ergonomia portami via

di inkiostro
www.dontclick.it
[Un esperimento di Interaction Design. La domanda, alla fin fine, è sempre la stessa: dopo che sono state create da noi, quanto e come sono le interfacce a cambiare noi e il nostro modo di interagire (di concepire, addirittura) la realtà?]
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lunedì, 27 marzo 2006

Being 2.0

di inkiostro
Nello scorso weekend il sottoscritto ha pronunciato almeno due volte, con tono e intento serissimi, «Non vedo l'ora di guadagnare abbastanza da potermi permettere un analista». Questa tabella di confronto tra terapia di gruppo e Web 2.0 (for geeks only, ovviamente) cade proprio a fagiolo.

martedì, 14 marzo 2006

Le cose che ci fanno intelligenti

di inkiostro
Mi sono avvicinato all'ultimo libro di Steven Johnson (già linkato già la settimana scorsa per il suo commento su Lost) con molta speranza e un po' di paura. Dall'autore dell'ottimo Interface Culture non potevo non aspettarmi il solito brillante saggio in grado di usare scienze cognitive e media studies per riflettere sul mondo moderno e sulle tecnologie in quel modo laterale e mai banale che riesce ad essere al contempo sia scientificamente inattaccabile che piacevolmente divulgativo. Anche la paura, però, era ben motivata: cosa aspettarsi da un libro che, come da sottotitolo, mira a spiegare «perchè la televisione, i videogiochi e il cinema ci rendono più intelligenti»? Pochi luoghi comuni e un sacco di buone idee, questa -ora lo so- è la risposta.
Tutto quello che fa male ti fa bene è un libro che ribalta le prospettive, e non guarda tanto al cosa quanto al come, evitando di soffermarsi sulle banalità da rotocalco e sul facile catastrofismo da snob mediatico per concentrarsi sui processi mentali che stanno dietro al consumo dei diversi prodotti dell'industria dell'intrattenimento. Scoprendo cose inattese. La riflessione parte col piedi giusto, da Woody Allen:

In un film di Woody Allen di alcuni anni fa, che può ormai essere considerato un classico, Il dormiglione, un gruppo di scienziati del 2173 si domandava stupito come fosse possibile che la gente del ventesimo secolo non avesse compreso le straordinarie proprietà nutritive delle torte alla crema e delle merendine. Allo stesso modo, e senza essere gli scienziati del futuro di un film comico, oggi dobbiamo prendere atto di uno strano fenomeno: i videogiochi e la televisione ci rendono più intelligenti, anche se abbiamo sempre pensato il contrario.

Alla fine, dopo circa duecento pagine di ragionamenti, aneddoti, dati empirici e paradossi cognitivi, è difficile non essere d'accordo: The Sims, GTA, I Sopranos, i Simpson, 24, Dungeons & Dragons e il film de Il Signore degli Anelli sono ottimi esempi di come la complessità dei prodotti culturali di massa stia costantemente crescendo, e richieda risorse intellettive sempre più ingenti per essere apprezzata. Uno scenario che, benchè lontano dall'essere tutto rose e fiori, pare per una volta fotografare le cose dalla prospettiva che finora mancava, indicando una strada. Al riparo da ogni retorica.

lunedì, 13 marzo 2006

Be your own spammer

di inkiostro

[una delle decine -se non centinaia- di magliette generabili da Spamshirt, un sito che con un'idea banale («riciclare inutile spam per creare t-shirt sfolgoranti») e mezzi modesti riesce a raggiungere risultati notevoli. Cose come Wet amateurs girl fucking, Your pr_esc^rip^t-ion info is included, Re: your instant access, Haven't heard from you in a while e Be the 9 inch man your goddess craves, in certi contesti, possono dare più di una soddisfazione. Dalla Farraginoso Board via Enver]

martedì, 07 marzo 2006

Obbligatorio lego link del mese

di inkiostro

[Questo e molto altro nel fondamentale Top 10 strangest lego creations. Ci sono una Volvo a grandezza naturale, un Nintendo NES, una Polaroid, un case per l'iPod, un condizionatore (!), un clavicembalo, un flipper, un motore differenziale...]

giovedì, 02 marzo 2006

For geeks only

di inkiostro
Qual è il posto più strano dove abbiate mai visto un blog? Che ne dite del file robots.txt?
[come «cos'è il file robots.txt»?]
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martedì, 14 febbraio 2006

di inkiostro
Geeky Valentine
Ci sono molti modi per affrontare San Valentino; i più gettonati sono: fingere che non esista, dire che è una festa stupida e consumistica e banale e blablabla oppure soccombere e premunirsi di regali per il/la/i/le proprio/a/i/e partner. Pur essendomene sempre -banalmente- strafregato e non avendo comunque al momento alcun motivo per dover anche solo ricordare una ricorrenza simile, qualche giorno fa sono capitato sulla pagina speciale di ThinkGeek dedicata ai regali da comprare per l'occasione. Cose come le HTTPanties (slip con ricamati gli errori HTTP; manca il 404 ma -prevedibilmente- il 403 va forte), l'action figure di Einstein, il ciondolo con un dado a 20 facce di D&Diana memoria, la maglietta I love my geek, e la cravatta con scritto Ties suck in codice binario, che si vanno ad aggiungere ai classici del sito come la maglietta I'm blogging this, quella con il fungo 1up di Super Mario o il burro cacao al caffè. Ecco, adesso non so se ridere, piangere o essere semplicemente invidioso.
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (9)]

giovedì, 26 gennaio 2006

di inkiostro
Chi ha l'iPod è un coatto

[Altro che il vecchio 'calzino': da iAttire hanno la canotta, le mutande, gli slip e il negligè. In ogni caso, l'ormai classico dock da bagno rimane inarrivabile.]

lunedì, 23 gennaio 2006

di inkiostro
Questione di fiducia
Devo dire la verità: anni di allarmismi poi caduti nel nulla e di atti risolutivi che, a conti fatti, hanno solo finito per stimolare la ricerca e il continuo miglioramento delle tecnologie digitali e del libero scambio di contenuti mi hanno fatto pensare all'ennesimo grido d'aiuto pronto a rientrare nel giro di qualche mese. Poi, dopo averne continuamente letto in giro (tipo qui) e dopo aver visto il bello spot informativo realizzato da quelli di www.no1984.org (un nome che è tutto un programma), devo dire che la questione del Trusted computing, fino a qualche tempo fa nota con il termine Palladium, sta cominciando a preoccuparmi. Perchè si parla di controllo, e si parla di hardware, e le due cose insieme mi fanno temere un futuro cupo. Leggete e informatevi, e ditemi se sono solo io o se, nel silenzio mediatico più totale, questi ci stanno davvero scavando la tomba.

mercoledì, 04 gennaio 2006

di inkiostro
Mi scappa proprio un post a punti
_Oh my geekness: la sciarpa di Super Mario 3 e la borsa di Space invaders. Entrambe fatte a mano. Super-geek!
_Leonardo (per i neofiti: uno dei migliori blogger di sempre, senza se e senza ma) è tornato dal futuro. Yipee!
[a me piaceva anche nel futuro, ma devo ammettere che ultimamente avevo perso un po' di pezzi]
_Davanti a questo computer si gela: forse lo scalda-piedi USB potrebbe darmi una mano. (grazie Fio)
_Il video delle indie-yuppie stars Clap you hands say yeah che suonano In this home on ice da Conan O'Brian. E' il mio pezzo preferito del loro disco, ma qui è un po' deludente. Non era esattamente il loro ambiente, mi sa.
_Degli Italian Blog Music Awards egregiamente condotti da Luca 'Cabal' Castelli (e vinti rispettivamente dai Baustelle e da....me) non ho finora scritto nulla perchè aspettavo di avere prima qualcosa di intelligente da dire. Non ce l'ho, mi sa, e a parte un imbarazzatissimo grazie non so davvero che altro dire. Se questo è il miglior blog italiano siamo messi davvero male, però..
_Un interessante articolo di Business Week sullo straordinario successo di Myspace. Il succo è questo:
The real mystery is whether MySpace did any of this on purpose. To a Web professional, it looks like something of an accidental success, with features piled on top of features, and no visible evidence of a master plan behind them. A me è sempre sembrato un goffo giochetto con poco e nessun appeal, e sono uno dei tanti che non ne capisce il successo. Chi di voi ne ha uno me lo spiega?
_Concludiamo con una notizia seria: una donna ha sposato un delfino. Mi sembra di essere a Studio Aperto, che bello.

giovedì, 22 dicembre 2005

di inkiostro
Super Marimba Bros
La versione in tapping su basso a 11 corde rimane inarrivabile, ma anche questo medley di tutti i temi del primo indimenticabile Super Mario Bros suonati a 4 mani con la marimba ha un suo perchè. In ogni caso, propongo un'onoreficienza per il suo compositore.
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (6)]

mercoledì, 30 novembre 2005

di inkiostro
Unità di archiviazione di ieri e di oggi /2

[l'hard disk esterno modulare a forma di mattoncino Lego è -ovviamente- una meraviglia. Altrettanto ovviamente, il sottoscritto ha comprato un banalissimo hard-disk esterno standard non più di un paio di mesi fa]

venerdì, 25 novembre 2005

di inkiostro
Pirati di ieri e oggi
Mi hanno mandato Monkey Island via mail.
[il gioco. intero.]

venerdì, 25 novembre 2005

di inkiostro
Unità di archivizione di ieri e di oggi

[il blocco per gli appunti fatto con un dischetto da 5'25". Da qui]

martedì, 15 novembre 2005

di inkiostro
Huge buzz for iPod gizmo

[non è tanto quello che iBuzz fa (ooooh, un vibratooore!); è che, dannazione, lo fa a ritmo]

venerdì, 28 ottobre 2005

di inkiostro
Oggetti del desiderio

[Brixpod, il porta iPod shuffle di Lego. Da qui]

venerdì, 21 ottobre 2005

di inkiostro
E non so cosa sia più vintage



[Un mellotron fatto con 13 walkman. Un giorno lo faranno con gli iPod. Ma non sarà la stessa cosa.]

mercoledì, 19 ottobre 2005

di inkiostro
WYGIWYGAINUC
Stavolta sono con Jakob Nielsen: il WYSISIG (What You See Is What You Get, ovviamente), una delle più grandi truffe della storia dell'interazione uomo-macchina -nonchè una visione estremamente limitata di ciò che conta in un'interfaccia ben fatta- è destinato a morire presto. Secondo il guru di UseIt il classico paradigma verrà soppiantato dalla Results-oriented User Interface, un concetto che a parole sembra fighissimo ma che, essendo ispirato al funzionamento della prossima versione di Office, rischia, nei fatti, di essere poi applicato poco e male. Alla fine, tanto, il succo sarà sempre lo stesso, WYGIWYG: What You Get Is What You Get.
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (5)]

lunedì, 17 ottobre 2005

di inkiostro
I leccaméle
Lo saprete già: la settimana scorsa la Apple ha presentato l'iPod video. Nonostante si tratti di un prodotto già superato e con caratteristiche tecniche abbastanza ridicole (come ha spiegato nei dettagli Suzukimaruti), la notizia è stata rilanciata dalla stampa con la consueta esaltazione che da anni accompagna ogni ruttino di Steve Jobs. Non so voi, ma io è da un po' che mi sono stufato dell'hype esagerato che circonda il lancio di ogni prodotto (persino un mouse) della casa di Cupertino. E, a leggere il grande editoriale di Jack Shafner su Slate, non sono il solo:

The inordinate amount of attention paid to Apple's launches must be, in part, a function of the company's skill at throwing media events, stoking the rumor mills, and seducing the consuming masses. All this, plus the chatter-inducing creativity of Apple's ad campaigns, and its practice of putting its machines in pretty boxes make writing about Apple products more interesting than assessing the latest iterations of the ThinkPad or Microsoft Office.

The Apple Polishers è un'analisi lucidissima del fenomeno di vassallaggio mediatico che da anni la Apple è riuscito ad ottenere per i suoi prodotti. Merita la lettura.
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (9)]

giovedì, 29 settembre 2005

di inkiostro
Mattoncino su mattoncino
Tempo fa, segnalavo che la Lego è in crisi. Come soluzione per evitare la chiusura dell'azienda che ha creato uno dei simboli chiave del '900, da parte mia suggerivo una ritargettizzazione del prodotto in direzione adulta per venire incontro allo sconfinato amore che molti di noi grandi, dopo averlo maturato nel corso dell'infanzia, provano ancora nei confronti
dei meravigliosi mattoncini binari. Detto, fatto: News.com riporta ora che la compagnia danese degli amati mattoncini non solo ha lanciato il servizio Lego Factory, grazie a cui chiunque può progettare i propri modellini e farsi spedire i pezzi per costruirli, ma ha accolto di buon grado persino le pressioni delle comunità organizzate degli appassionati per rendere il servizio meno costoso e più flessibile. Un deciso cambio di rotta che sicuramente darà i suoi frutti.
A latere, nello stesso post, chiedevo: «Ma poi: voi dite i Lego o le Lego?». Dai commenti non è ovviamente emersa una risposta uniforme, ma quel che è certo è che un dilemma simile esiste anche nei paesi anglofoni. Tanto che l'azienda ha pubblicamente invitato tutti gli appassionati a riferirsi ai suoi prodotti con il termine Lego Bricks o Lego Toys e non con il più diffuso Legos. Un problema d'identità che fa un po' tristezza, e che dimostra bene che da parte dell'azienda danese non sono tutti rosa e fiori. Alla fine, chiamateli come volete, ma i Lego sono tornati.

giovedì, 29 settembre 2005

di inkiostro
Geeks in fashion

[Si chiama Keybag. Voglio qualcuno a cui regalarla]
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (13)]

giovedì, 22 settembre 2005

di inkiostro
E Hendrix doveva usare persino i denti
David Merrill, ricercatore del MIT, ha progettato un sistema di controllo facciale per suonare una chitarra e (più che altro) controllarne gli effetti. Se un sistema del genere prende piede (neanche tra mille anni, ritengo), siamo destinati a vedere durante i concerti i musicisti che fanno le smorfie davanti a dei prioiettori?
[sarebbe divertente, in realtà. anni di pose maledette buttati al vento..]
[inkiostro | # | suoni, oh my geekness | commenti (1)]

martedì, 20 settembre 2005

di inkiostro
Wanted dead or alive

Esatto, quello qua sopra sono io. L'identikit è frutto di un paio di deliranti ore di lavoro nel weekend con Ultimate Flash Face,
una delle web-app più potenti e versatili in cui mi sia mai imbattuto. Non so bene come ci sia riuscito, ma la somiglianza raggiunta (giudicate voi) è assolutamente inquietante.
[attenzione, questo link rischia di farvi perdere il resto della giornata. non mi ritengo responsabile, eh]

venerdì, 16 settembre 2005

di inkiostro
Design...superiore?
Perchè il design dell'iPod è percepito da tutti come perfetto e pulito? E' un design bellissimo per un ottimo prodotto, nulla da dire, ma perchè è riuscito ad assumere un valore iconico tale da essere ormai comunemente indicato come l'esempio di design superiore? Un brillante post di Gizmodo fa un'ipotesi ardita che più ci penso più mi convince. E che farà inorridire gli iPoddari fondamentalisti, temo..

venerdì, 16 settembre 2005

di inkiostro
Mica solo il sorriso è un'enigma
Questa Monna Lisa qua sotto ha qualcosa di strano...ma di cosa è fatta?
[Cliccaci sopra per capirlo -forse]


[Ulteriori spiegazioni qui]

giovedì, 08 settembre 2005

di inkiostro
Che musica farebbe un cd se potesse suonare da solo?
Glitchtronica minimale, pare.

giovedì, 08 settembre 2005

di inkiostro
Dalle mie parti si dice che hai il raspino
«Rokr» è un verso che mi evoca concetti come tosse, catarro, raucedine, sciroppo. E invece. La musica nel cellulare sarebbe una rivoluzione?
[molto meglio il Nano, anche se a me evoca un'idea di fragilità difficile da scacciare. Come al solito ci si riempe la bocca con la parola rivoluzione, anche quando -come in questo caso- si continua a girare intorno alle solite vecchie (buone, certo) idee]

giovedì, 01 settembre 2005

di inkiostro
Favachè?
Probabilmente non l'avrete notato (e se per navigare usate Internet Explorer probabilmente potreste non notarlo mai), ma da un paio di giorni anche inkiostro ha la sua favicon. Cose che ti cambiano la vita.
[inkiostro | # | oh my geekness, b-log | commenti (15)]

mercoledì, 24 agosto 2005

di inkiostro
Se i soldi non fossero un fattore rilevante
Pitchfork sarà anche la webzine più antipatica del pianeta, ma quando il suo staff ci si mette è davvero tra i migliori a fotografare lo zeitgeist musicale, indipendente e non. L'articolo The Chumbawamba factor parte dall'intervista a Big Champagne -società specializzata nell'internet survey e, in particolare, nello stilare in modi più o meno fantasiosi la classifica delle canzoni più scaricate della rete- per dipingere un lucidissimo ritratto della situazione attuale e delle possibili evoluzioni del mercato discografico. Se si accettano le premesse di Big Champagne, studiando i flussi e le configurazioni seguite dal peer to peer e dal download legale è davvero possibile «assistere a quello che gli ascoltatori farebbero con la loro musica se i soldi non fossero un fattore rilevante». Bellissimo a dirsi, comodo a viversi (troppo?) ma più complicato di quanto sembra come fenomeno da valutare. Le conseguenze sono affascinanti e al contempo terrorizzanti: le library navigabili, gli audioscrobbler, i blog e i myspace creano geografie complesse di ascolto che tanto arricchiscono la personalità, le conoscenze e il gusto di chi entusiasticamente ne fa uso quanto sono rivelatrici di preziosissimi dettagli personali. In parole povere, per le ricerche di marketing sono una miniera d'oro di informazioni a costo zero. Inevitabile evoluzione della specie o Grande Fratello delle hit a tavolino anche nel mondo della musica indipendente?
Per la risposta è ancora troppo presto. Chi è pronto da tempo a profetizzare la fine dell'industria discografica as we know it, però, potrebbe ahimè essere costretto a fare un passo indietro.

giovedì, 18 agosto 2005

di inkiostro
Pimp my case



Per quanto mi riguarda è un dato di fatto: i computer sono brutti. Il case di un normale PC è in media un monolite di qualche decina di centimetri tra il grigio e il bianco sporco, con un paio di lati arrotondati che vogliono sdrammatizzarne le forme ma finiscono per renderlo un oggetto ancora più brutto e serioso. Il fatto che finora pochissimi (tra questi, ovviamente, la Apple) abbiano pensato a dargli un aspetto più gradevole non finisce di stupirmi, soprattutto vedendo quanto i designer si sbizzarriscono per praticamente ogni altro genere di elettrodomestico o artefatto tecnologico (avrei due paroline da dire a chi ha progettato il telecomando del mio videoregistratore..). Ma perchè sto parlando dell'aspetto dei case dei computer sotto l'immagine di un'enciclopedia? Ci potete arrivare, dai...
[e l'ha fatta un italiano!]

venerdì, 12 agosto 2005

di inkiostro
Se fai un post per punti bla bla bla
_Il tempo fa schifo, io sto per partire per 4 giorni, la prossima settimana in teoria sono in ferie e dovrei essere in 3 posti contemporaneamente che distano almeno 300 chilometri l'uno dall'altro. Chi trova l'incongruenza vince una bambolina.
_Niente di nuovo in Vista. O sì? Qua l'anteprima dell'aspetto che avranno icone del nuovo sistema operativo di casa Microsoft che impareremo ad odiare. Per motivi di affetto (?) personale mi colpisce molto il cambiamento del cestino.
_Vogliate gradire una decina di cover performate dai Belle & Sebastian. E se non sapete il tedesco, cliccate un po' a caso come ha fatto il sottoscritto e vedete che il link diretto lo recuperate.
_Se durante la prossima settimana (lunedì pomeriggio, per dire) vi capita di imbattervi nella mia voce su Radio 2 Rai, niente panico; è un virus che ha avuto una certa diffusione da queste parti. A breve -forse- passa.
_QP, non gliela puoi fare. Tempo un paio di mesi che hai cambiato blog, e pure questo si è trasformato in un troiaio sibarita. Suggerisco di registrare subito il dominio.
_Quella dell'uomo morto mentre scopava con un cavallo la sapete già, immagino. Più che la faccenda in sè (che vabbè), è più interessante capire come sia possibile parlarne senza scadere subito sul volgare o sul sensazionalistico. Un po' di cose qui e qui.
_La copertina di Cripple Crow, nuovo disco di Devendra Banhart, è una delle cose più brutte in cui mi sia capitato di imbattermi ultimamente. Un po' come il disco, in effetti.
_Uno di quei link che fanno tutti tanto contenti: Encyclopedia of lesbian movie scenes. Assai completa, pare. Da queste parti si ricorda sempre con affetto (?) quella di Mulholland Drive.
_A Castellina, a Castellina! Da stasera per 4 giorni musica e altro tra i colli toscani. Tutte le info qui. Ci vediamo là, e dato che non credo avrò a portata alcun dispositivo connesso a internet, ci si risente non prima del 16.

martedì, 28 giugno 2005

di inkiostro
E che non vi salti in mente di mangiare le palline giganti
Proprio nei giorni in cui scopro l'esistenza di quella che è probabilmente la più assurda retroconsole mai concepita, il Nintendo Virtual Boy (grazie a Michele), ecco un quiz che ci fa perfettamente il paio :
What Pre-1985 Video Game Character Am I?

What Video Game Character Are You? I am a Pacman Ghost.I am a Pacman Ghost.

I like to hang around with friends, chatting, dancing, all that sort of thing. We don't appreciate outsiders, and do our best to discourage others approaching us. I enjoy occasionally wandering around randomly, and often find that when I do so, I get to where I wanted to be.
What Video Game Character Are You?

E in onore del risultato che ho ottenuto (e per farmi perdonare per il ritardo), oggi doppia razione di giochi: beccatevi un flash con il leggendario Pacman originale.
[inkiostro | # | gaming, oh my geekness | commenti (5)]

lunedì, 20 giugno 2005

di inkiostro
L'afterhour di progettazione
L'afterhour di progettazione se ne frega che siano le 10 di mattina o le 9 di sera, una domenica di Giugno o una caldo pomeriggio bolognese; lui comincia con una specie di volontà propria, e da quel momento non c'è virtualmente modo di fermarlo. Dell'afterhour di progettazione non puoi scrivere se non a notte fonda, quando ogni presunzione di produttività è ormai andata e serve solo una scusa per sottrarre altre ore al sonno, chè ormai ci si è abituati al famigliare sentore di neuroni morti dentro la testa. L'afterhour di progettazione vive di caffè e sarcasmo, e di 4 persone chiuse in una stanza tutto il giorno tutti i giorni, a tentare di salvare capra e cavoli dove la capra è progetto di vita e i cavoli sanità mentale. Io sono quello nell'angolo (tu guarda) vicino alla finestra, con i muscoli del collo contratti mentre fissa lo schermo con sguardo assassino e dentro la testa ha il ritmo di un pezzo cadenzato e ripetitivo tipo Lali Puna. Ogni tanto -quasi a turno- ci alziamo in piedi in preda a un'intuizione che nei secondi successivi gli altri faranno di tutto per demolire, scarabocchiando sui fogli a righe schemi un minuto dopo già incomprensibili, il cui potere descrittivo è dato dal mai tanto sottile collegamento tra retorica e plausibilità. Intanto al pian terreno i bambini dell'asilo fanno oh, dall'altra parte del muro un aspirante chitarrista tenta di imparare a suonare Andy Warhol, ci si (s)conforta a vicenda parlando della vita di chi ne ha una e le scadenze perdono consistenza e cambiano natura sempre qualche giorno prima della loro effettiva occorrenza. Dell'afterhour di progettazione non posso far altro che lamentarmi; eppure non si può dire che non mi piaccia. Come avrete capito, probabilmente il problema di tutto sta proprio lì.

giovedì, 16 giugno 2005

di inkiostro
Come al solito Coupland aveva capito tutto
Ci siamo infilati in una discussione sulla parole "nerd". "Geek", naturalmente, ora è un complimento, ma non siamo sicuri di sapere cosa significhi "nerd". Mamma mi ha chiesto: "Qual è esattamente la differenza tra un nerd e un geek?"
Ho replicato: "E' più difficile di quanto non sembri. E' una differenza sottile. Instintiva. Credo che 'geek' implichi la possibilità di farsi assumere, mentre 'nerd' non significa necessariamente che le tue abilità sono al 100% vendibili. Essere geek implica benessere economico".
Susan ha detto che i geek, alle superiori, di solito sono dei perdenti che non hanno una vita propria; solo dopo, non avere una vita propria è diventato uno status symbol. "La gente come loro non è mai stata abituata a vedersi riconosciuta dalla società. Quello che spingeva la gente a prenderti a calci nel culo a quindici anno adesso è di gran moda, soprattutto se combinato con denaro sonante. Puoi ascoltare i Rush allo stereo della tua Ferrari mentre vai a comprare qualcosa di buono da mangiare da Il fornaio...con addosso i tuoi Dockers!"
Todd, con un intervento che non ci ha sorpresi affatto, ha aggiunto: "In questo preciso momento, stiamo vivendo la fase conclusiva della nostra storia, il momento in cui, nelle parole di Dio,
the meek shall inherit the earth, gli umili erediteranno la terra. E' una concidenza che 'geek' faccia rima con 'meek', umili? Penso di no. Un incidente provocato dall'evoluzione di un dittongo".
Mamma ha detto: "Oh, che tipi voi
ragazzi! Forse è solo che sono fuori dal loop".
Essere "fuori/dentro il
loop" è l'espressione più di moda quest'anno. Ci sono tre settimane prima che la frase diventi obsoleta, come un computer Apple Lisa. Il linguaggio è veramente una tecnologia.
[Da Microservi, ovviamente]

mercoledì, 15 giugno 2005

di inkiostro
Geek power
Non c'è davvero limite alle declinazioni del Gioco della coppie. Dopo i partner scelti più o meno a caso per strada, quelli selezionati in base alla loro stanza, quelli decisi conoscendo solo la madre, quelli conquistati sfidandno uno, due, mille avversari, tronisti e tronati, più o meno palesemente finti o più o meno inopinatamente veri, pensavamo di averle viste tutte. Invece da qualche tempo la Warner se n'è uscita con Beauty and the geek, ennesimo contest di coppie mal assortite in cui lei è bella e di successo e lui un nerd intelligente e tecnologico come piacciono a noi, e in cui ciascuno dei due dovrà trasmettere all'altro parte delle sue competenze tanto duramente apprese. Il logo della trasmissione è brillante, il resto puzza di già visto lontano miglia. Epperò, zitti zitti, da subcultura (se così la si può chiamare) per definizione di stra-nicchia, i geek stanno conquistando sempre più spazio e visibilità sui media. Corruzione della purezza e dell'intransigenza originarie o astuto compromesso per conquistarsi anche l'altra metà della torta? 

lunedì, 09 maggio 2005

di inkiostro
Move your mp3
Un paio di giorni fa avevo un pensiero: mi serve un lettore mp3. Ora, un post e una trentina di commenti dopo, sto arrivando a delle conclusioni. Con le premesse da cui sono partito avrei 4 alternative, tutte in qualche modo poco convincenti. C'è lo Zen Touch: costa davvero poco, ma è tutt'altro che tascabile (e quella è forse la mia esigenza principale), e -per quanto mi riguarda- anche un po' bruttino. C'è l'Iriver H320: ha tutte le caratteristiche che si potrebbero desiderare da un lettore, ma anche questo è poco tascabile, decisamente brutto ma -soprattutto- con un'interfaccia assai scarsa. C'è l'iAudio M3: bellissimo e iper-sottile ma...senza schermo, che è nel telecomandino a parte; immagino già il groviglio di cavi che provocherebbe, e non riuscirei a tollerarlo. Infine c'è il Sony NW-HD5; non costa proprio pochissimo, ma sembra la realizzazione di tutti i sogni: piccolo, carino, capiente e con tutte le caratteristiche che mi servirebbero. Il fatto che però sia appena uscito (e che quindi ci sia decisamente carenza di recensioni e pareri in giro) e che sembra esserci un unico posto *al mondo* dove comprarlo, depone decisamente contro: uno spende in totale 320 euro e rotti, e se poi si trova un pacco come il Rio Karma o i vecchi network walkman? Sono un po' dubbioso.
La soluzione, probabilmente, è modificare le premesse: siamo sicuro che mi serva davvero un lettore da 20GB e che non me ne basti uno da 5, magari con qualche feature sempre utile come radio e microfono? Se la risposta è no, allora non ci sono alternative, il lettore per me è lo Zen Micro. Piccolo, versatile, economico (a Bologna si trova per meno di 200€) e carino. Vedete se riuscite a farmi cambiare idea. Altrimenti la decisione è presa.

venerdì, 06 maggio 2005

di inkiostro
AhiPod
Finora, seguendo il saldo principio del «Tanto non mi serve», avevo evitato questo momento. Mentre intorno a me uno ad uno tutti cadevano vittima delle attrattive del meraviglioso oggettino laccato di bianco, io stoicamente resistevo. Se non mi ascolto mai la musica in cuffia, non viaggio spesso e a casa ho già un buono stereo e un computer ad esso collegato, a cosa mi serve un iPod? A niente, è la risposta ovvia, e finora ne ho fatto tranquillamente a meno.
Adesso, però, le cose sono cambiate: ora che post-incidente sono tornato per lo più appiedato e che mi faccio svariate mezz'ore di camminata al giorno, comincio ad avere drasticamente bisogno di un dispositivo di portable audio decente. Il lettore di cd mp3 che ho tutt'ora è pessimo; talmente grosso che a malapena entra nelle tasche di un giaccone invernale (e adesso è Maggio), salta anche se lo tengo fermo e ha un'interfaccia progettata evidentemente da un ingegnere che in vita suanon ha mai usato neanche un walkman. Urge un lettore mp3, quindi, ma uno vagamente serio, uno con un hard-disk interno da una ventina di giga e non con una flash-memory da qualche centinaio di mega, un po' di feature carine ma un costo non esorbitante.
So cosa state per dirmi. Ma -sapete una cosa?- io non voglio un iPod. E' risaputo che non è affatto il miglior lettore della sua categoria, e viene surclassato da molti altri per qualità audio, durata delle batterie, funzionalità aggiuntive (radio, registratore) e prezzo. Probabilmente il più bello, sicuramente il più diffuso, ma non il migliore. E poi ora come ora ce l'hanno tutti; e io sono un anticonformista. La mia domanda quindi è: se non compro un iPod, cosa compro? Qualche suggerimento?

lunedì, 18 aprile 2005

di inkiostro
Another brick in the wall
Lo so, ormai è cosa nota: la Lego è in crisi.
Il numero di link dedicato negli anni all'argomento da questo blog parla più chiaro di qualunque dichiarazione di dispiacere in merito; negli archivi potete trovare un pazzo che ha rifatto coi lego tutti gli episodi biblici, un altro che ha rifatto le illustrazioni di Escher, i vari tipi di pena di morte, le istruzioni per farsi una canna, gli avatar fatti di lego e i case per i computer (un po' di link qua e qua). Una notizia davvero triste, insomma.
Da parte mia l'unica soluzione per la crisi che mi venga in mente è semplice: ritargettizzare. Se i bambini non comprano più costruzioni perchè passano tutto il loro tempo a giocare alla PlayStation II, vuol dire che non se le meritano; molto meglio dirigere le proprie attenzioni e i propri prodotti ai twenty e thirty-something che coi Lego ci sono cresciuti, e che al solo pensiero dei prodigiosi mattoncini assumono un'espressione di beata e infantile serenità. Dai semplici nostalgici ai geek innamorati della perfetta modularità dei mattoncini, dai collezionisti all'ultimo stadio ai genitori oscurantisti che odiano i videogiochi, dagli amanti dei soprammobili inusuali agli aspiranti architetti sempre in cerca di materiale da modellare: è questo il mercato del futuro per l'azienda danese. I bambini lasciamoli giocare ad Halo 2 e a Fifa Football 2005; io, da parte mia, appena ripasso da casa dei miei vado in soffitta e vedo cosa costruirmi con quel saccone di bellissimi, lucidissimi, perfettissimi mattoncini
Ma poi: voi dite i Lego o le Lego?

lunedì, 24 gennaio 2005

di inkiostro
Da dove cominciare?
Dal fatto che Douglas Coupland sta scrivendo il seguito del suo capolavoro Microservi, e che lo intitolerà JPod?
Dal fatto che non so come farò a resistere fino alla sua pubblicazione, visto che il suo ultimo romanzo, Eleanor Rigby, è stato pubblicato da poco?
Dal fatto che ha fatto coming out (via Violetta), e io ero pure convinto che fosse sposato?
Dal fatto che la sua conversazione con Naomi Klein sia di una noia mortale?
O dal fatto che sto leggendo Eleanor Rigby proprio adesso, sono arrivato quasi alla fine, e non mi sta convincendo neanche un po'?

martedì, 11 gennaio 2005

di inkiostro
Oh my geekness
Non so il pi greco a memoria fino alla centesima cifra. Non amo Star Trek nè Star Wars. Non parlo col modem a fischi e ronzii. Non ho il case del computer fatto di lego (anche se vorrei). Non ho mai avuto un Mac. Non peso più di 100 chili (parecchi di meno, in effetti). Ho lasciato perdere i giochi di ruolo molti anni fa. Ho una vita sociale. Non sono in grado di interfacciare il mio blog con il forno a microonde. Proverò ad ordinare Home hacking projects for geeks; ma non so se sarà sufficiente.
[il link ai Lego Case forse l'avete già visto da Magenta e Woland, ma mi è stato soffiato da sotto il naso -letteralmente- quindi non vale]

martedì, 23 novembre 2004

di inkiostro
Geek non geek
Tra venerdì scorso ad Airbag (a proposito, la puntata è scaricabile ancora per qualche giorno: 1, 2, 3) e ieri sera a Piume di struzzo (ancora grazie agli impeccabili padroni di casa Magenta e Woland), negli ultimi giorni non ho fatto altro che parlare di cosa è indie e cosa no; la cosa divertente è che, come si sa, il concetto è talmente sfumato che finisce per comprendere praticamente ogni cosa e il suo contrario. Assai più facile è invece definire cosa sia geek, e da queste parti se n'è già parlato diverse volte. La domanda che mi faccio è: ma i tatuaggi sono geek? La risposta, ovviamente, è no; se si tratta di tatuaggi come questi, però...
[Con tutto che io detesto i tatuaggi, i miei preferiti sono il tatuaggio definitivo sull'HTML, il tasto power, la terrorizzante Hello Kitty pixelata, il sempre efficace anche se un po' inflazionato codice a barre, il logo dell'atari, il mattoncino lego e gli stemmi dei Transformers]
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