2.0

lunedì, 22 giugno 2009

Bottle Music (o anche: ecco come si fa un video virale)

di ComeToDaddy

Stop Motion DJ by Heinz.
Mi è improvvisamente venuta voglia di ketchup.

 

[ComeToDaddy | # | minimarketing | commenti (4)]

sabato, 21 febbraio 2009

Frontiere della promozione discografica

di inkiostro

Josh Freese, già batterista degli A perfect Circle, dei Devo e dei Vandals, e in passato anche dei Nine Inch Nails, dei Guns'n'roses, dei Queens of the stone age, degli Offspring e di dozzine di altre band, ha fatto un nuovo disco solista. Per promuoverlo, il nostro ha messo in piedi una campagna "a pacchetti" assolutamente clamorosa. Non fosse che è confermata da più parti (qui, qui e qui, ad esempio), sembrerebbe davvero una bufala. A seconda di quanto offrite (e le offerte più costose sono disponibili solo per un numero limitato), oltre al disco vi portate a casa più o meno piccoli pezzi di vita di Freese e dei suoi amici (e che amici).

Per capirci:

 

Per 7$ vi scaricate il disco.

Per 15$, vi arriva il cd.

Per il 50$ il cd, la maglietta, e una telefonata di 5 minuti con Freese.

[e già non è male]

 

 

Per 250$: cd, maglietta, bacchette della batteria autografate, e un pranzo con Freese da PF Changs o alla Cheesecake Factory.

 

Per 500$, oltre al resto, un giro per Venice, California con Freese, e poi cena a base di bistecca o gamberi.

 

Con 1000$ i pezzi della batteria aumentano, e oltre alla cena, Freese vi lava la macchina o vi fa il bucato (o voi fate il suo, a scelta), e alla fine vi tagliate i capelli a vicenda in un parcheggio.

 

Con 2500$ nel lotto c'è una lezione di batteria, una gita al museo delle cere insieme anche a un membro dei Vandals o dei Devo a scelta, e 3 indumenti presi dal suo armadio.

 

[il meglio deve ancora venire, eh]

 

 

Con 5.000$ Freese scrive una canzone su di voi e poi la mette in vendita su iTunes; in più vi fa co-dirigere il videoclip per la canzone stessa. Poi vi fa da cicerone in un tour di Disneyland, vi ubriacate insieme (se volete a casa di suo padre) e Stone Gossard dei Pearl Jam vi manda una lettera per parlarvi della sua canzone preferita del disco di Freese.

 

Se pagate 10.000$, tra le altre cose, Freese e Twiggy Ramirez (ex chitarrista di Marilyn Manson, ora nei Nine Inch Nails) vi offrono una cena da Roscoe’s Chicken ‘n’ Waffles a Long Beach. Poi fate un giro a Disneyland, e alla fine Freese vi regala la sua Volvo Station Wagon (a patto che gli diate almeno un passaggio a casa).

 

Per 20.000$ Freese, Maynard Keenan dei Tool e Mark Mothersbaugh dei Devo vi portano al minigolf e poi vi abbandonano sull'autostrada e vi filmano per mettervi su YouTube. Freese vi fa fare un tour estensivo di Long Beach, compresa la scuola dove andava Snoop Dog e il barbiere di due dei NOFX; poi passate la notte sulla Queen Mary (cabine separate). Freese scrive due canzoni su di voi, le mette su iTunes e sul prossimo disco, e voi potete partecipare (vanno bene anche i cori o l'handclapping).

 

E infine, per 75.000$, vi fate un po' di giorni in tour con Freese, le canzoni scritte su di voi diventano cinque (un intero EP sulla vostra vita), vi portate a casa una sua batteria intera, e vi fate un giro per Hollywood sulla Lamborghini di Danny Carey dei Tool. Freese entrerà nella vostra band e ci resterà un mese; se non avete una band, per lo stesso periodo vi farà da assistente personale. Vi fate un giro in limousine a Tijuana a fare cose illegali non meglio specificate, e nel lotto c'è anche una lezione di trapezio acrobatico con due dei Nine Inch Nails.

 

 

Poi magari il disco fa schifo. Ma quest'uomo è un genio.

 

[tutti i dettagli qui]

 

venerdì, 19 dicembre 2008

Inkiostro gift guide

di inkiostro

Un po' di idee, raccolte qua e là, fuori tempo massimo. Fatene tesoro.

 

 

 

Puzzle Lego Calendar

 

Il calendario nerd definitivo: economico, ecologico (vale per sempre), completamente pesonalizzabile e -soprattutto- BELLISSIMO.

Tenori-On

 

Lo splendido nuovo strumento musicale della Yamaha (che qualche giorno fa su queste pagine Uomosenzak ha descritto come «un incrocio tra una tastiera Casio e un Sapientino») in realtà è tecnicamente 'solo' un sequencer con un'interfaccia evoluta. Costa circa 800 euro, ma avete in mente quanto costa un sequencer?

Score! 20 years of Merge Records Box Set

 

Il cofanetto di anniversario della blasonatissima etichetta degli Arcade Fire è davvero un oggetto dei sogni: cd di cover, cd di remix, 14 compilation di pezzi dell'etichetta curati da gente come Peter Buck, David Byrne, Jonathan Lethem e Marjane Satrapi, e molto altro. Acquistabile fino al 31/12 per 199$.

"Jack & Locke & Sawyer & Kate" T-shirt

"Serena & Dan & Blair & Chuck" T-shirt

 

Versioni televisive (rispettivamente dedicate a Lost e a Gossip Girl, ça va sans dire) della celeberrima t-shirt John & Paul & Ringo & George. Pluricitazionismo, ci piace.

Riotmaker merchandising

 

Il merchandising dell'etichetta degli Amari è da sempre il più creativo e curato tra tutte le etichette italiane (e non solo). Per tutto dicembre, al Riotmarket c'è il 3x2 su T-shirt e CD. Io ne approfitterei.

Mad Men Illustrated 2009 Calendar

 

A mani basse la migliore serie tv dell'ultimo paio d'anni, omaggiata da questo bellissimo calendario illustrato, dall'autrice dello splendido, plurilinkato, set su Flickr. Want it.
(grazie a Chiara)

ISBN Edizioni (tutto)

 

La mia casa editrice preferita di saggistica 'leggera' e di varia ora ha uno shop online con ottimi prezzi e un sacco di offerte. Consigliatissimi Discoinferno, Mixtape, i due libri di Reynolds, Tutto in una notte - guida illustrata al clubbing, L'album da colorare del manager, i due Contro Ratzinger, il clamoroso librone sui Clash (in regalo a Get Black -ora!), le due raccolte da The Believer, il bel fumetto guerrilla news Shooting war e via andare.

23 and me Kit

 

Il regalo perfetto per ogni ipocondriaco: il pacchetto prodotto servizio per l'analisi del DNA, con mappa personalizzata delle 23 paia di cromosomi che compongono il proprio genoma disponibile online dopo un paio di mesi. Sembra una cazzata, ma secondo Time è l'Invenzione dell'anno. 'Solo' 399 dollari.

[Non me lo regalate, vi prego]

Secret Kiss glow-in-the-dark T-shirt

 

L'idea è tutt'altro che nuova, ma la t-shirt di Diesel Sweeties su cui, solo quando si è al buio, compare la scritta «If you can read this It's dark and you should kiss me» per una ragazza mi pare un regalo niente male. E magari funziona anche.
[sulla stessa falsariga c'è parecchia altra roba]

Gipi - La mia vita disegnata male
Vanzella / Genovese - Luigi Tenco, una voce fuori campo

 

Non solo i fumetti, ma forse anche i libri dell'anno. Sarà difficile trovare qualcuno che non abbia già letto il primo (ma nel caso, ci sono pochi regali migliori che possiate fargli), mentre sarà più facile con il secondo (e anche qui la resa è assicurata). Entrambi ottimi anche per fratelli maggiori, mamme e zie abbastanza moderni e lungimiranti da ricevere un fumetto e non guardarvi storto.

American artistic Concert Posters

 

Da noi non usa, ma negli States il ricorso a poster artistici per i concerti è ormai una prassi consolidata e un mercato fiorente. Vanno sold-out in fretta e alcuni costano un po', ma Consigliati: The Small Stakes, Powerslide Designs, Doublenaut, F2 Design, Spike Press, Blue Collar Distro.

 

 

[Se volete, segnalate pure altre idee nei commenti]

 

[inkiostro | # | minimarketing | commenti (7)]

martedì, 09 dicembre 2008

Economie alternative per l'industria musicale

di inkiostro

L'industria discografica è in crisi, lo sanno tutti. Sono anni che il mercato musicale cerca disperatamente di trovare rimedio all'emorragia finanziaria che l'ha colpito ultimamente, di solito combattendo crociate inutili contro la diffusione dei file in rete o rendendo i cd copy-protected in modo che le copie originali finiscono per funzionare ancora peggio delle versioni piratate.

 

Nell'ultima settimana, però, sono spuntate fuori un paio di soluzioni decisamente più creative. La Ashtmatic Kitty (etichetta di Sufjan Stevens) ha lanciato un'iniziativa bizzarra: per un numero limitato di ore, ogni nuovo cd avrà un prezzo particolare, basato sul voto ottenuto dal disco nella recensione di Pitchfork (più alto il voto, più alto il prezzo).

Ecco la spiegazione dettagliata.

The record industry has reeled in the wake of Radiohead's decision to sell their album at a price determined by the consumer. Likewise, we here at Asthmatic Kitty have also had many internal discussions on pricing and value. How much is our artists' music worth anyway? Who gets to determine that?

Sure, there's been a lot of focus on you, the people who buy the music. But while we were reading Pitchfork's review of Grampall Jookabox's new album, Ropechain, we started to wonder: who's thinking about the music critics here? Everyone is looking to the consumer for guidance on pricing in an Internet-driven world, but don't music reviewers deserve some attention?

Today we are officially experimenting with what we call the Critic-Based Pricing Structure. Instead of selling Ropechain for our standard $10, or letting consumers pick their own price, we have let Pitchfork determine the price. Pitchfork gave Ropechain a 5.4. So, for the next 54 hours, Grampall Jookabox's Ropechain album is available for just $5.40 (+S&H). That's right, $5.40. Be part of this experiment by buying it. [#]

Io ho l'impressione che ci stiano un po' prendendo tutti per il culo (voi che dite?), ma invece magari no, è un'idea geniale e oltre all'ovvia pubblicità iniziale per la sua bizzarria, funzionerà benissimo aumentando i guadagni dell'etichetta.

 

Anche perchè là fuori c'è anche chi ha idee ancora più assurde. Come quelli di Bopaboo, il mercatino online degli MP3 usati

Q. What is bopaboo?

bopaboo is an online marketplace that allows you to legally transfer and resale digital music. Unlike, peer-to-peer file networks - bopaboo never creates duplicates of your music.

Q. Why bopaboo?

bopaboo was founded as a legal secondary marketplace to enable consumers to have the ability to resale their previously purchased music. With bopaboo, you now can upload and sell your unwanted music and buy your favorite artist music from other consumers just like you. [#]

 

La domanda sorge spontanea: Ma questa cosa è legale? Che significato ha sostenere che Bopaboo non crea duplicati dei file, contando che la cosa è virtualmente inverificabile, e comunque tecnologicamente priva di senso?

Se l'è chiesto anche l'avvocato di Idolator, e il succo della sua dissertazione in aglo-legalese infatti è "non ha senso". Ovvero: questa iniziativa ha i giorni contati. Però è una bella idea, no? Chissà che a forza di pensarne di così strambe un giorno a qualcuno non venga in mente la soluzione per evitare il definitivo collasso del sistema che altrimenti -dicono- è solo questione di qualche anno...

 

 

Soudrtrack di indie-pop borghese:

The Submarines - You, Me & the Bourgeoisie (ZShare MP3)

 

venerdì, 10 ottobre 2008

SFW XXX : Porno di Moda, Moda Porno

di margotosleep
Il porno è tutto intorno a noi: porno su Allmusic, porno sull'ancora più mainstream RaiDue - dove Pop Porno è diventato il tormentone di Quelli che il Calcio (e non potete perdervi il playback/videomontaggio finale con Simona Ventura e Alberto Angela -sic-) , porno nei discorsi in pausa pranzo (purtroppo senza link), porno nelle tesi di laurea. Per i più raffinati c'è anche il porno senza sesso, dedicato a chi vuole potersene guardare uno in santa pace accanto alla nonna o ai propri figli, il sabato sera (via).

A questa dilagante mania mancava soltanto la moda, ma eccovi accontentati.
Per festeggiare il suo trentennio di attività, Diesel ha prodotto un video-spot, miscuglio di cartoons e immagini originali tratti da film porno degli anni 70. Da rimanere a bocca aperta.
 

Colonna sonora:
The Moldy Peaches - Downloading porn with Davo (MP3) - di cui si era già parlato

Il Genio - Pop Porno (MP3)


Consiglio di lettura:
Chuck Palahniuk
- Gang Bang


lunedì, 06 ottobre 2008

Ormai è quasi arte

di uomosenzak

Sicuramente esagero un po', ma quando mi imbatto in collezioni come 39 masterpieces of creative advertisments, 10 creative advertising ideas from students o A selection of perfect ads, il dubbio un po' mi viene: le pubblicità sono l'arte del nostro tempo? Contando la pervasività e gli scopi spesso "commeciali" che l'arte nella storia ha sempre avuto, il paragone pare meno bestiale di quanto potrebbe sembrare a prima vista...

 

[«Stuck in the wrong job?», Monster.com]

 

Bonus: 10 creepiest old ads.

 

[uomosenzak | # | minimarketing | commenti (2)]

martedì, 26 agosto 2008

Something in the wayfarers

di inkiostro

 

A suo tempo l'anatema che lanciai da queste pagine contro le Crocs fu, se non utile, quantomeno liberatorio.

 

Se quest'anno avessi voglia di fare lo stesso, non potrei che rallegrarmi per l'imminente fine dell'Estate, che insieme al caldo e alle zanzare si porterà via anche il detestabile revival dei Rayban Wayfarers, gli occhiali da sole goffi e plasticosi pressochè ubiqui in questa Estate 2008.

 

 

 

Usciti direttamente dagli anni '60 (anche se a me inevitabilmente ricordano gli anni '80), i Wayfarers -che danno il peggio di sè quando sono bianchi o di colori brillanti (per non parlare di quelli fluo)- sono dei brutti pezzi di plastica che hanno la rara capacità di sembrare capitati per caso sui nasi dei poveracci che li portano, e che solitamente hanno sborsato dai 100 ai 300 euro per farsi rovinare i connotati e conformarsi alla massa di vippini e starlette che ultimamente ne hanno fatto mostra.

 

I loro difensori (ce ne sono di tutti i tipi: dagli hipster più brooklynofili a semplici modaioli che li hanno visti su TRL) citano Audrey Hepburn e Chole Sevigny; io rispondo con Paris Hilton, Zac Efron, e le peggio divette catodiche di cui sopra, augurandomi che quei pezzacci di plastica facciano presto la fine che meritano coloro che li sfoggiano.

E mi tengo stretti i miei occhialacci a goccia del mercato della Montagnola, comprati per un tozzo di pane a revival ben finito e se Dio vuole mai più tornati di moda. Sperando che l'anno prossimo non sia il turno dei tamarrissimi Shuttershades di Kanye West, altrimenti siamo davvero finiti.

 

 

mercoledì, 23 luglio 2008

L'amara (e brutta) realtà

di uomosenzak

E' la scoperta dell'acqua calda, ma Advertising VS Reality è una ricerca così sistematica che fa fare grasse risate. E interrogarsi, oltre che sugli inganni pubblicitari del packaging, anche su quante schifezze mangiamo.

 

martedì, 24 giugno 2008

Chi vuol essere Get Black?

di woland

In una delle puntate di Get Black! abbiamo messo in palio un appuntamento con il titolare di questo blog. La ragazza che lo ha vinto era piuttosto soddisfatta, adesso chiama tutte le settimane e ordina una pizza al prosciutto e un kebab.
In un'altra puntata abbiamo regalato ad un certo Yuri il disco degli Zen Circus. Il disco è rimasto sulla mia scrivania in ufficio per un po'. Alla fine Yuri si è diplomato ad Hogwarts e si è recapitato il premio da solo urlando "accio disco".
Abbiamo anche regalato libri: quando abbiamo regalato il libro di Michele Vaccari sui cosplayer, abbiamo avuto un ottimo riscontro di pubblico. Da allora Francesca si presenta in radio vestita da Lamù, perché solo così si sente al sicuro.
Ad un certo punto abbiamo regalato anche la maglietta originale del tour dei Portishead. Era una large, il vincitore ci ha scritto che lui veste una small, ha chiesto in permuta un'Alfa 147, ho sentito con queste orecchie Max ruttargli al telefono. Questo dovrebbe provare oltre ogni ragionevole dubbio che stiamo valutando con attenzione tutte le opzioni e desideriamo soddisfare sempre il nostro pubblico.
Probabilmente si saranno invece divertiti come matti i due che hanno vinto un invito alla Fiera del Fitness di Rimini. Quella sera c'era la coda, la domanda era: qual è la situazione da intorto più assurda che avete messo in pratica o visto in palestra? Ha vinto un tizio che giurava di aver visto il sottoscritto mentre tentava di rimorchiare una superpalestrata mentre faceva jogging. E' falso e tendenzioso, io inciampo anche camminando, figuriamoci correndo.
Venerdì prossimo è l'ultima puntata della stagione di Get Black! (sì, la notte è giovane, e del resto luglio col bene che ti voglio. Per la precisione Francesca ha deciso che deve passare il venerdì sera a guardare Cold Case in cucina; Franz sposta la serata stiro e ammiro, praticamente una rivoluzione copernicana; Max suona; io, finalmente, finirò quel puzzle da 10.000 pezzi che raffigura mia suocera, regalo di mio cognato).
E visto che è l'ultima puntata, questa settimana ci sarà un vero e proprio give-away di premi: regaleremo, innanzitutto, l'Italia Wave Pack, un bustone che contiene le compilation del fu Arezzo Wave, fumetti, maglietta e spillette; e poi avremo: il disco dei Trabant - io ci faccio la posta da sei mesi, e ho talmente instito che Ink alla fine ha deciso di regalarlo; il disco dei Giardini di Mirò (no, non è uscito il disco nuovo di Jucca Reverberi e compagnia bella, il disco è sempre Dividing Opinions: ma, cosi, avete presente che grand disco è Dividing Opinions?). E poi ancora: libri (in fondo è estate, vorrete leggere qualcosa sotto l'ombrellone, no?).

Segnatevelo in agenda: 90 minuti di regali, venerdì alle 21 a Bologna sui 103.1 FM di Radio Città Fujiko a Bologna. Per tutti gli altri, in streaming, da qui.

mercoledì, 18 giugno 2008

Gli amici non sono tutto

di batteriaricaricabile

Il New York Times con un articolo abbastanza accurato fa il punto della situazione attorno al tema “Si guadagna con i social network?”. Passato il tempo delle acquisizioni, si comincia a ragionare di come le grandi aspettative si siano concretizzate in crescita e fatturato. Arriva il denaro? Partendo dall’obiettivo mancato del colosso Myspace (755 milioni di dollari – stimati da Emarketer – a fronte di 1 miliardo di dollari di fatturato previsto, con conseguente downgrade delle compagnie di rating ad Aprile e rimozione del Chief Revenue Officer), si analizza la situazione da molteplici punti di vista, con la gioia di avere sottomano delle cifre, a differenza di certe nebulose discussioni sull’industria musicale e sulla relativa editoria in Italia. Intendiamoci, non si parla di crisi, quanto più di riduzione delle aspettative e maggiore focalizzazione nelle decisioni: Myspace ha pur sempre aumentato il fatturato intorno al 20-30% sul globale e intorno al 50% sul fatturato per cliente (e di conseguenza analisti come quelli della Lehman continuano a raccomandare l’investimento), ma si tratta ancora di soli 6-7$ annui per utente. Se da un lato ci si orienta sulla frontiera del social ad (l’inserzione pubblicitaria calibrata sul profilo dell’utente su cui ha puntato da subito Facebook) e Myspace ha in beta-testing un sistema apposito chiamato SelfServe per sfruttare l’enorme serbatoio segmentato, il problema rimane comunque quello di rendere efficace l’annuncio e cogliere l’attenzione in un contesto grafico svantaggiato (“Molte pagine utente hanno l’appeal estetico dell’armadietto scolastico di un quattordicenne”). Finita la luna di miele è il momento di fare i conti con un sentimento più disincantato e con una contrazione dei budget, proprio nel momento in cui l’esplosione delle piattaforme 2.0 aggiunge ulteriori componenti di distrazione.


 


Black Devil Disco Club - Never No Dollars (MP3)



 

[batteriaricaricabile | # | suoni, minimarketing | commenti (2)]

martedì, 29 aprile 2008

Brutte notizie

di woland

Prendo il testimone dal pur sempre valido NuxxNews, aka Rick Astley, per segnalare ai gentili lettori un increscioso avvenimento che si è verificato durante l'ultima settimana, in cui, come ormai sanno anche i muri, Ink è di stanza a New York.
E non mi riferisco alle bandiere con la croce celtica che si sono viste ieri sera a Roma: fatto increscioso, intendiamoci, ma l'entourage di Alemanno ha già chiarito all'ANSA che quella non era una croce celtica ma una raffigurazione stilizzata della croce che l'elettore ha apposto sulla sua scheda elettorale (immediate le reazioni di Dolce & Gabbana che hanno fatto sapere che la prossima collezione autunno inverno sarà interamente giocata sul motivo della greca in trompe l'oeil).
Non mi rifersico neppure al fatto che il signor Splinder abbia reso durante la notte cliccabili i titoli dei post. Dure le reazioni di Inkiostro, contattato mentre visitava il MoMa di New York: "Si tratta di un abuso: ora i miei titoli sono in grassetto e in arancione, ma io li volevo bianchi e in SemiBold e ho il diritto di avere quello che voglio. E quindi adesso voglio una prugna in un cappello da uomo pieno di Chanel numero 5." Da Parigi Karl Lagerfeld, direttore creativo di Chanel, ha fatto recapitare a New York una magnum di Chanel n°5 e una tetta di Nicole Kidman, con le più vive scuse di Splinder.
Non parlo neppure del fatto che oggi le CSS abbiano messo in download gratuito dal loro sito l'ultimo singolo Rat is Dead (Rage), dal loro prossimo album Donkey, in uscita il 21 luglio. Proprio oggi, che il nostro è impegnato nella gestione dell'hang over post Calvin Harris, e di certo non potrà scaricare, linkare e scrivere un post battendo sul tempo Polaroid, Fabio De Luca, Ciccio di Nonna Papera e Irina Scalfarottoilcázzaja.
No. Non parlo neppure delle toccanti e drammatiche puntate di Beautiful in onda in questi giorni su Canale Cinque, in cui Brooke viene stuprata da un avvocato ingaggiato - per stuprarla, si intende - da Stephanie, ma non può denunciarlo perché altrimenti Ridge non le consentirà di mantenere la custodia dei figli, uno dei quali, tra l'altro, non è di Ridge, ma è di un certo Deacon che fa il croupier a Las Vegas, e che ha ingravidato Brooke, mentre era ancora sposato con la di lei figlia, Bridget, che è figlia di Eric, e quindi sorella di Ridge, non fosse che Ridge invece è figlio di Marone, ed è quindi il fratello di Nick, ex marito di Brooke, ma anche di Bridget, che al momento è sposato con la ex moglie di Ridge, Taylor, che è incinta di un figlio di Brooke, essendosi fatta inseminare artificialmente, cosa che Bridget sa, ma Brooke no. E per questo è stata violentata e a noi ci sembra anche giusto.
Parlo invece del drammatico, inspiegabile e finanche ingiusto calo di accessi del blog del nostro, come mostrano le statistiche ivi riportate.

shynistat

Un brusco, drammatico e commovente calo dell'8%, da ponderare con riferimento al trittico di giornate festive passato - e che verrà per iniziare abolito per decreto legislativo. Urgono inoltre importanti verifiche da parte di Shinystat, società colpevole, a quanto pare, di un non sempre corretto computo delle schede presenza; ma è imperativa anche la corretta mobilitazione di noi lettori, del fortunato scrivente in primis, e di voialtri lettori in secundis, in tertiis e in quartis. Stabiliamo che domani è la giornata in cui Inkiostro risorgerà dalle ceneri dei suoi 700 lettori quotidiani, e si innalzerà alle vette insperate e inspiegabili di un Wittgenstein qualunque, di una Personalità Confusa e Ritrita, di un Daveblog d'antan, ma anche di una Repubblica, di un Moige e di un Vatican.va, perché no?
Solo così, fedeli lettori di Inkiostro, al suo ritorno dall'altra parte dell'Atlantico il legittimo proprietario di questo spazio saprà quanto e perché lo amiamo.
Per tutti quelli che aderiscono a questa sana campagna di sensibilizzazione, ecco la spilletta per voi:

Mai come quel 29

Per tutti quelli che inspiegabilmente non aderiscono: abbiamo quello che fa per voi.

Inkiostro chi?

Bonus Track: Harry Potter naked.

martedì, 11 marzo 2008

Colp(it)o basso e affondato

di inkiostro

Qualche anno fa si sarebbe usata la parola Serendipità; ora -invece- è un semplice e più banale scherzo del caso, o più probabilmente di una mente maliziosa e creativa che ha provato a sfruttare uno dei tanti buchi della società dell'informazione come strategia promozionale, riuscendo di fatto ad ottenere almeno un po' dell'attenzione che (stavolta probabilmente a ragione) pensava di meritare.
E così, tra un mp3 scaricato e l'altro, il mislabeling -probabilmente volontario- di un disco ti porta a scoprire una grande canzone che non c'entra nulla con quello che pensavi di ascoltare. Si spacciava per un pezzo nuovo dei Guillemots, quartetto inglese con un buon disco alle spalle (in cui spiccava la splendida Trains to Brazil), ma voce, stile e arrangiamento non quadravano per nulla. E' bastata una ricerca del testo su Google per scoprire che si trattava invece di un misconosciuto artista electro/indie-pop francese (tale T.), uscito in patria anni fa e nel mondo l'anno scorso per l'etichetta svedese Black Star Foundation.
E al diavolo i Guillemots: Dancing together è una grande canzone, un pattern dolceamaro e ballabile che non dispiacerà ai fan delle cose più pop della Morr, dei Radiohead più idiotecari e dei Postal Service in mood malinconico. Ora non riesco a smettere di ascoltarla: colpo basso riuscito, ma non provateci mai più.

T. - Dancing together (MP3)

 

venerdì, 01 febbraio 2008

Spotted

di inkiostro
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giovedì, 11 ottobre 2007

Loro chiedono a me, io chiedo a voi

di inkiostro

Oggi mi è arrivata una mail:

Ciao XXXXXXXX,
Scusa il disturbo, ho letto che ti interessi dei nuovi modelli di business intorno all’industria discografica, così ti contatto per lavoro per segnalarti questa iniziativa tutta italiana che si chiama Downlovers. Si tratta di un sito dove è possibile scaricare gratis delle canzoni a fronte di uno spot di pochi secondi. Benché sia in beta e con un catalogo ancora limitato a 15mila pezzi, mi sembra giusto segnalartelo: http://www.downlovers.it anche perché immagino che, da buon amante della musica, apprezzerai questo tentativo di venire incontro alle diverse esigenze di chi ascolta musica o la promuove.

In futuro, per il 2008, dovrebbero anche essere implementate delle funzionalità di social networking e di promozione di gruppi emergenti.

Naturalmente, non c’è problema - figurati - a condividere la notizia con i tuoi lettori se ti va. Inoltre, se vuoi darmi il tuo riscontro sull’iniziativa o hai qualche suggerimento, séntiti libero di contattarmi. Essendo downlovers ancora in beta, i tuoi consigli possono essere senza dubbio ben utili, soprattutto sul catalogo da sviluppare!

Oggi non ho molto tempo per guardarci e capire se si tratta dell'ennesimo buco nell'acqua impaccato di DRM e con un catalogo limitato, oppure di qualcosa di un po' più interessante. Le possibilità sono cento a uno (e la grafica quantomeno povera, i pezzi presenti in homepage e il testo della pagina Chi siamo non consentono di essere ottimisti), ma l'idea di far finanziare il download da una pubblicità non è necessariamente cattiva, e io sono il tipo di persona che dà sempre il beneficio del dubbio. Dategli un'occhiata voi: vale la pena?

 

giovedì, 19 luglio 2007

Le Crocs, will they blend?

di inkiostro

L'altro giorno, sconsolato, mi guardavo in giro: le Crocs sono ovunque. Le mostruose calzature a metà tra lo zoccolo della nonna e il sandalo che i genitori costringono i bambini ad indossare per camminare sugli scogli sono la perfetta materializzazione estiva del peggior incubo di ogni amante del buon gusto. Sono talmente brutte che rivalutano in un sol colpo generazioni e generazioni di sandali ortopedici, scarpe traspiranti, infradito più o meno tamarre, espadrillas, ciabatte col calzino bianco di spugna e via andare. Bush si è fatto fotografare mentre le indossava (foto), c'è chi si sposa con quegli abomini ai piedi (foto) -mi chiedo che genitori siano- e l'altra sera, in centro, ne ho incrociate almeno una ventina.

Per conoscere il nemico c'è un bell'articolo di Slate, e per combatterlo c'è la bibbia www.IHateCrocs.com (sottotitolo: «odio le Crocs così tanto che ho comprato il dominio»), la cui autrice si esibisce in memorabili opere distruttive come quella qua sotto. La resistenza è appena cominciata.

 

lunedì, 23 aprile 2007

Mini marketing musicale

di inkiostro

Come già sapete, uno degli effetti collaterali dell'avere un blog «musicale» abbastanza letto è la ricezione di un certo numero di mail da parte di gruppi o etichette in cerca di un po' di visibilità, che chiedono se mi interessa ricevere il loro disco e, qualora mi piaccia, parlarne su queste pagine. A mail del genere non sempre rispondo (dipende da quello che c'è scritto nella mail, dal momento in cui la leggo, dal periodo, da come mi gira...se Dio vuole il blog non è un lavoro, e se non rispondo non si offende nessuno), e ancora meno spesso i dischi che ricevo mi colpiscono abbastanza da scriverne. Oltre all'aspetto quisitamente musicale, però, conta anche -e non poco- il modo in cui la band si presenta e gli strumenti che usa per suscitare la curiosità di chi è afflitto da attention deficiency disorder e non ha mai tempo di fare nulla di diverso dal lamentarsi perchè non ha mai abbastanza tempo.
A tal proposito si veda l'ottimo post di Mini marketing (già segnalato da Polaroid) con la Guida in dieci punti al rapporto con i blogger, per uffici stampa 1.0, che ammonisce dall'utilizzo di strategie vecchio stile nella promozione di eventi e prodotti (ve la ricordate, la storia della major?) quando si ha a che fare con intelocutori squisitamente amatoriali (e decisamente egocentrici) come i blogger. Personalmente, è abbastanza raro che una mail promozionale (soprattutto se di argomento musicale) riesca ad attirare la mia attenzione. Anche se a volte succede.

Un buon esempio sono i fiorentini Deadburger, usciti qualche giorno fa per Goodfellas con il loro quarto disco C'è ancora vita su Marte, che mi hanno scritto qualche tempo fa chiedendomi se potevano mandarmi il loro disco. Incuriosito soprattutto dagli ospiti (tra gli altri Jacopo Andreini, Enrico Gabrielli, Paolo Benvegnù), ho detto di sì, e mi sono visto recapitare a casa il disco con tanto di voluminoso plico con comunicato stampa, testi e presentazione dettagliata di canzoni, ospiti, riferimenti culturali. Così ho scoperto che la voce alla fine di Come ho fatto a finire in questo deserto è dell'artista Fluxus Ben Vautier, che Istruzioni per l'uso della signora Richmond è una poesia di Nanni Balestrini, che I veri uomini stanno a Chieti si riferisce al pittoresco ex-sindaco della città abruzzese Nicola Cucullo e che Deposito 423 racconta del lavoro di rappresentante farmaceutico del cantante della band. Il disco è un lungo viaggio psichedelico spesso acido e altrettanto spesso etereo; non esattamente il mio genere, anche se in più passaggi non è privo di un certo fascino. Per quanto mi riguarda, però, sono state esattamente le note a margine (e l'approfondimento che inducono) a fare la differenza.


Deadburger -
Deposito 423 (MP3)

Squisitamente virale è invece la strategia adottata dai triestini Trabant e dalla neonata etichetta R!SVP Records che li ha appena messi sotto contratto: una (bella) cartolina cartacea con tanto di quiz, che indirizza a una pagina web da cui scaricare alcuni mp3 che anticipano il disco. Ed è un bel sentire: punk-funk abbondantemente dopato di synth, non esattamente originale ma ottimamente fatto e con un tiro che molte blasonate next big thing estere si sognano. Il disco è in uscita in autunno, con una produzione aggressiva e se il livello si mantiene su quanto sentito, sospetto che ne avremo da ballare. E, a quel punto, chissà quale strategia promozionale si inventeranno? 


Trabant -
Waste of time (MP3)


martedì, 28 novembre 2006

Everything but the blogger

di inkiostro

Non è un mistero che, per motivi squisitamente dialettici nonchè un po' anche per deformazione professionale (nonostante là i campi e i luoghi di applicazione siano tutt'altri), io sia molto incuriosito dai potenziali e reali rapporti tra blog (e personal publishing in generale) e marketing. Anche solo l'esagerata quantità di volte che su queste pagine è comparsa la parola «virale», ad esempio, la dice lunga in merito.
Non posso quindi non segnalare (e sottoscrivere) il Contrappunto di Mantellini di questa settimana su Punto Informatico, che partendo dalle diverse ricerche che sottolineano il crescente ruolo di Internet (e al suo interno, in posizione privilegiata, dei blog) nell'influenzare il decision making che precede un acquisto, esamina (e critica) l'approccio old economy con cui molte aziende si stanno affacciando alla promozione in rete. Per me e per voi che leggete più o meno quotidianatemente dei blog, la loro importanza nel costruire l'idea che abbiamo di un prodotto è ovvia: io, ad esempio, è anche e soprattutto grazie ai blog e a Internet in generale che decido che dischi e libri comprare, che film andare a vedere, che gadget tecnologici mi faciliteranno la vita e, a volte, anche cosa mangiare e come vestirmi.
La cosa è presumibilmente molto meno ovvia per i tanti soggetti ancora saldamente ancorati a supporti promozionali e informativi classici come giornali, tv, manifesti e iniziative sui punti vendita, che solo ora, allarmati da statistiche come quella che dice che negli USA l'89% delle persone deciderà grazie al web che regali fare per Natale, si svegliano tutto d'un colpo e pretendono di mettere in piedi orrori senza senso come le «campagne blog», destinate a fare in modo che i blogger parlino bene dei propri prodotti. Ignorando il fatto che, senza la credibilità che gli viene dal parlare spontaneamente solo e unicamente delle cose che giudicano meritevoli, i blog non siano altro che rumore di fondo che, anzi, rischia di essere controproducente.
Per dire: se io decidessi di iscrivere il mio blog a servizi come Review me, che, sostanzialmente, paga i blogger per scrivere bene dei prodotti dei suoi inserzionisti, vi fidereste mai più (ammesso che qualcuno lo faccia) dei miei pareri e delle mie segnalazioni?
Ecco.

-InkLog-

Inklog »

-Disclaimer di rito-
Mp3 and video links posted on this site are for evaluation purposes only and point to files already available somewhere across the web. If you like them, buy the CDs and support the artists. If you are the artist or the copyright owner and would like a link removed, just let me know. I'll take it off, and you'll lose some free promotion.
Now, that's smart.


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