2.0

mercoledì, 24 giugno 2009

Chirurgico

di inkiostro

[XKCD, ovviamente]

 

venerdì, 19 giugno 2009

Up To You!

di NuxxNews

Up To You! Al NO Fest! il prezzo d'ingresso lo decidi tu.



Ti diamo la possibilità di stabilire il valore di un festival con quasi 40 band sul palco, dj-set, dibattiti, interviste live e showcase ai banchetti delle label presenti (Fooltribe, Moriremo Tutti, Smartz, Valvolare, Escape from Today, Fratto9 Under The Sky, Boring Machines, Chew-z, Bar La Muerte, Nuova Musica Rurale, Donna Bavosa, Foolica, Grey Sparkle, Tafuzzy), grigliata alla domenica, due porte da calcetto per partite improvvisate e forse una rampa da skate.
Non c’è un biglietto d’ingresso, non c’è prevendita, il prezzo da pagare lo decide chi entra, il prezzo che ritiene giusto.


da 1 a 5€:
Entri al NO Fest.
10€:
Entri al NO Fest con pacca sulla spalla da parte di Mastello.
15€:
Alessandra ti regala un poster del NO Fest.
20€:
Alessandra ti regala un poster del NO Fest e te lo autografa.
25€:
Machno ti offre una birra al bar della spiaggia.
30€:
Machno ti offre una birra al bar della spiaggia e passa dieci minuti a chiacchierare con te del più.
35€:
Machno ti offre due birre al bar della spiaggia e passa venti minuti a chiacchierare con te del più e del meno.
40€:
Fabio ti regala un disco a scelta del catalogo Escape From Today.
45€:
Hue ti regala la t-shirt Moriremo Tutti Records.
50€:
Giochi in porta durante la partita di calcetto della domenica pomeriggio Garage Rockers vs Indie-Nerds.
55€:
Giochi in attacco durante la partita di calcetto della domenica pomeriggio Stagedivers vs Field Recorders.
60€:
 
ENIAC ti invita al dibattito "NO FUTURE! Il futuro presente della distribuzione e promozione musicale: dalle etichette indipendenti alle netlabel".
65€:
LegoMyEgo ti taglia i capelli.
70€:
LegoMyEgo ti taglia i capelli e Chacka la barba.
100€:
Pranzi con Stefania e Bruno durante la grigliata domenicale.
200€:
Mungo degli Uncles ti abbraccia.
300€:
Gigio ti fa un massaggio alla schiena.
400€:
Guido ti regala la sua camicia.
500€:
Open bar per tutta la durata del NO Fest!
1.000€:
Sali in console a mettere dischi insieme ai dj della serata Loser di sabato.
1500€:
Gomez ti segue per tutto il NO Fest filmando ogni tuo movimento.
5.000€:
Bob Corn ti regala la sua chitarra e la sabbia che ha in tasca.
6.000€:
Gianmaria ti affida il suo cane per tutta la durata del NO Fest
7.000€:
Napo ti regala il suo cellulare con tanto di suoneria personalizzata.
8.000€:
Tristan ti regala la sua scarpa destra.
9.000€:
Ruben ti regala la sua scarpa sinistra.
10.000€:
Gozzi ti regala la sua bici per voli acrobatici sulla rampa da skate.
12.000€:
I Marnero ti dedicano il brano di chiusura della loro esibizione al NO Fest
14.000€:
IOIOI si esibisce indossando la tua t-shirt.
16.000€:
Sali sul palco (mascherato) al posto di uno degli Harshcore.
18.000€:
Finisci sulle prossime t-shirt della Boring Machines a fianco a Onga.
20.000€:
Finisci in copertina sul prossimo singolo degli X-Mary.
25.000€:
I Maisie ti invitano a passare un weekend a casa loro.
30.000€:
Vai in vacanza insieme a Samuel Katarro.
35.000€:
Gli Stalker ti invitato in studio per la registrazione del prossimo disco.
40.000€:
Entri in pianta stabile nei Cibo.
50.000€:
Sabato notte vai a dormire in hotel insieme ai Leeches.
100.000€:
L'edizione 2010 del NO Fest! sarà intitolata a te.

giovedì, 04 giugno 2009

Per favore fammi ottenere quello che voglio: un plasmon

di kekkoz
La notiziola che gira in rete da qualche ora è che nella colonna sonora ufficiale di 500 days of summer, film che ha fatto innamorare molti all'ultimo Sundance, che il sottoscritto aspetta con una certa ansia, e di cui da queste parti ha parlato con doveroso scherno il buon Valido, è inclusa anche una cover di Please, Please, Please Let Me Get What I Want degli Smiths eseguita da She & Him, il fenomenale duo indie-folk-pop formato da M Ward e Zooey Deschanel - che, per chiudere il cerchio, è la protagonista del film stesso.

Ma non avendo trovato l'mp3 in questione dopo innumerevoli secondi di ricerca, la notiziola in questione è semplicemente un pretesto per poter pubblicare un video.

Questo.



Ecco.

sabato, 02 maggio 2009

Mentire sempre

di inkiostro

[ovviamente Diesel Sweeties]

 

venerdì, 17 aprile 2009

I nerd mangiano i bambini

di margotosleep

Che cosa fate in rete solitamente? Non mentite, siate sinceri. Lo sappiamo tutti che le ore e ore e ore che passate su internet vi deliziate a cercare e usare siti pedofili, a combinare e organizzare progetti criminali e a scaricare illegalmente contenuti protetti dalle leggi del copyright. Vergognatevi!

 

È arrivato finalmente il momento per noi prodi retti e integerrimi cittadini di rivalerci contro di voi, “Stati canaglie” della civiltà virtuale, dediti a perversità e mercanteggi illegali. Adesso i nostri rappresentanti democraticamente eletti ci aiuteranno a riportare ordine e disciplina, e voi sarete costretti a riesumare le vecchie macchine da scrivere e il ciclostile.

 

Ecco quindi che sentiamo necessario cogliere questa gioiosa occasione per ringraziare i nostri alleati in parlamento:

 

 

• Ringraziamo il senatore Giampiero D'Alia (Udc) per la sua geniale idea: in caso di reati di opinione, il ministero dell'Interno potrà imporre ai provider di rendere inaccessibili i contenuti online ritenuti illegittimi. Con un'interpretazione estesa della norma, persino Facebook intero potrebbe venire oscurato (dato che trattandosi di una piattaforma e non di un singolo sito i provider sarebbero costretti a filtrare il servizio nella sua totalità). Il decreto che contiene l'emendamento proposto da D'Alia è già stato approvato al Senato ed è in discussione dalla Camera.

 

• Ringraziamo l'onorevole Gabriella Carlucci, deputata PDL, per il suo splendido disegno di legge che vuole combattere l'anonimato in rete. Le sue parole sono per noi miele: “E’ fatto divieto di effettuare o agevolare l’immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima (Art. 2)”. La nostra alleata ha inoltre provveduto a non chiarire di che tipo di anonimato si tratti. Per cui potrebbero rientrare nei domini della legge anche i casi di anonimato protetto per cui ci si può iscrivere a un sito (come Wikipedia, per intenderci) fornendo un indirizzo email e di essere visibili con un soprannome. Poco importa se l'onorevole Carlucci ha scopiazzato il disegno di legge (o ha accettato in regalo una buona bozza definitiva da un amico fidato!). E importa ancora meno scoprire che il vero autore potrebbe essere il Presidente della Univideo, l'Unione italiana editoria audiovisiva. Ella è già avvezza a coraggiosi atti come questo, ed è per questo che la stimiamo. La legge Carlucci è in prima lettura alla Camera.

 

• Ringraziamo infine Luca Barbareschi (PDL) per la sua proposta di legge (pdf) che prevede, dopo tre avvertimenti, la disconnessione dell'utente reo di aver violato la legge sul diritto d'autore. Finalmente le vostre urfide manacce non potranno trafficare più su quei siti scandalosi e illegali che noi sappiamo essere il vostro pane quotidiano. D'ora in poi, se al terzo avvertimento ancora siete lì, la pacchia finisce: basta internet, e tutti in punizione. L'amico Sarko aveva cercato di fare una legge simile in Francia: peccato che sia stata bocciata! Ma da noi sarà diverso: la legge è in prima lettura alla Camera, e confidiamo nei difensori della Libertà per farla approvare.

 

 

Via | Visionpost/Il Manifesto

 

domenica, 12 aprile 2009

Buona Pasqua

di valido

E il 18esimo mese resuscitò, grazie alla pazienza di 40 parrocchiani svedesi e 30.000 mattoncini Lego.

sabato, 28 marzo 2009

they can be heroes

di ganz
C'è un autore di fumetti che amo molto, Grant Morrison, che ragiona da anni sul rapporto tra realtà e fiction. Secondo lui (semplificando) la fiction sta cercando attivamente di invaderci e noi stessi, entusiasti disertori, cerchiamo di passare nelle file nemiche. Morrison estremizza un po' il concetto teorizzando squarci in membrane a undici-dimensioni che formano l'ologramma realtà (o qualcosa del genere), ma infondo credo abbia ragione.
La vita imita l'arte. Da sempre. Ma ora mi appare come sia sempre di più una compulsione irrefrenabile. Quanti momenti della nostra vita ci sono sembrati belli o memorabili perché "sembravano la scena di un film"? Quante volte storie di finzione hanno ispirato delle nostre azioni? E' sempre stato così, lo so. Però ci sono segni che la fiction sta avanzando sempre di più. Uno di questi segni è Entomo.

Entomo è un trentenne di Napoli che si veste da super-eroe e va in giro la notte a segnalare gli eventuali crimini in cui si imbatte. Fa una ronda da solo, insomma (e la stampa ci è andata a nozze). Il simbolo è una sigma un po' perché "I sum up all the powerful, silent and venomous small creatures inhabiting this world. SIGMA, because I'm a synthesis, the human-like swansong of millions of races" (secondo il suo myspace); un po' perché sembra una "E" (secondo me).  Dice di avere riflessi sovrannaturali e un'abilità mentale dal curioso nome di "parallelogramma".
Non è il solo. A Napoli che anche il Dottor Presenza. Ma si tratta di un fenomeno statunitense. Il registro internazionale dei "real life superheroes" ne conta 200 o giù di lì. Tendenzialmente nessuno combatte davvero il crimine ma soprattutto si dedicano a dal volontariato mascherato, tipo Patch Adams del senso civico. Ovviamente tutti hanno una pagina su Myspace e/o Facebook e/o canale su youtube. (lascio a voi le considerazioni geo-politico-culturali del perché gli unici "eroi" non angolofoni siano italiani).
Buffoni? Mitomani? Artisti concettuali? Persone tremendamente annoiate? Ragazzi volenterosi che hanno letto troppi fumetti? A voi la scelta. Io non posso chiedermi: come mai solo ora?
Superman è apparso nel 1938, possibile che ci siamo voluti ben 70 anni affinché qualcuno si decidesse a emulare i super-eroi? Ok l'11 settembre deve centrare in qualche modo. Di certo colpisce l'immaginazione: un cattivo che appare sui teleschermi in contemporanea mondiale rivendicando il suo spettacolare piano di terrore su scala globale. Ma molti di questi fumetti in carne ed ossa sono apparsi anni dopo segno che la retorica dell'eroe di quei giorni ha smosso qualcosa di profondo. Qualcosa oltre l'inarrestabile ondata di film tratti da comic-book. Anche Obama è stato investito di un aura messianica in salsa kryptoniana (in Illions c'è Metropolis, giusto?) e ha flirtato con diversi eroi dei fumetti (nei fumetti).
Qualcosa c'è nell'aria, nello zeitgeist. Ma mi sfuggono ancora le motivazioni che spingono i singoli cittadini a vestirsi in modo curioso e girare per la città.
Penso che in fondo ci sia un desiderio di morte. I personaggi immaginari, di fiction, hanno come caratteristica ontologica che li definisce: non esistono. Voler essere uno di loro mi sembra un pulsione vero l'annullamento. Un rifiuto suicidale del mondo.
Oltre a questo girare in tute aderenti di lycra nel cuore della notte non mi pare esattamente un attività salubre, soprattutto nei quartieri napoletani dalla brutta reputazione. Speriamo che Entomo rimanga nella pagine della cronaca di costume e non passi a quelle di nera.


venerdì, 06 febbraio 2009

Note in absentia

di inkiostro

Quando non hai una ragazza, una fidanzata o una moglie, quando sei solo da secoli e quando ogni volta che sei in coppia non vedi l'ora di tornare libero e ogni volta che torni libero la solitudine brucia come una tortura insopportabile, certe volte a tarda notte ti ci vogliono dei dischi come quello di Barzin.

Notes to an absent lover, che esce a metà Febbraio per Monotreme, è il terzo disco del cantautore canadese, e sembra fatto apposta per suonare in sottofondo in certe sere troppo sconsolate e buie per i volumi alti e le manifestazioni evidenti di qualsivoglia animo. Un capolavoro di mestizia elegante e misurata, gode di arrangiamenti complessi ma quasi invisibili, della classe in sapiente bilico tra folk e pop che è solo dei migliori e di testi pronti a colpire nel cuore non appena gliene date la possibilità. Da maneggiare con cautela, e amare molto.

 

Barzin - Words tangled in blue (MP3)

Barzin - When it falls apart (MP3)

 

lunedì, 02 febbraio 2009

mxtp →

di passifalsi
muxtape

muxtape.com → è tornato. L'impressione è che non sia più figo come una volta.
Diosanto, neanch'io se è per questo.

giovedì, 29 gennaio 2009

I 10 Migliori Momenti di Sesso Negato del 2008

di trino
So, if we are continuing what has been a promising trend in the reduction of teen pregnancies, through education and abstinence education giving good information to teenagers. That is important—emphasizing the sacredness of sexual behavior to our children.
Barack Obama

Pare che non sia neppure vero che voglia riconfermare Mark Dybul come Global AIDS Coordinator, ma Obama una certa qual simpatia per l'astinenza ce l'ha. E noi vogliamo festeggiare, come tutti, l'Inaugurazione. Ecco quindi la classifica dei dieci migliori momenti di astinenza sessuale del 2008.



 
10
 
Oscar il Bimbo Biondo e Eli la Vampira

Eli s'infila nuda nel letto di Oscar ma non gli permette neppure di guardare
Lasciami entrare, di Tomas Alfredson.

Sia che vi piaccia moltissimo, sia che vi piaccia e basta, dovete ammettere che Lasciami entrare ha un problemino col sesso. O meglio: mentre da un lato ribolle di adolescenza, passioni, violenza e ambiguità, dall'altro lato congela il tutto sotto una superficie levigatissima e impeccabile e un sentimento fiabesco pieno di fiocchi di neve e romanticismo asessuato.

 
 
9
 
Naomi Watts sa che la stai fissando

Ann, legata, in reggiseno e mutandine, attraversa con enorme fatica il soggiorno degli orrori
Funny games U.S., di Michael Haneke.

Questa sembra una roba da pervertiti. Ma Haneke è un pervertito. E il suo desiderio più grande è farti soffrire. Farti calare nella tensione del thriller e poi sfasciartela davanti al naso con un personaggio che guarda in macchina e si mette a parlare con te spettatore. Farti credere nel colpo di scena liberatorio e poi togliertelo via dalle mani riavvolgendo il film alla faccia di ogni sacrosanta regola di fiction. Ma, soprattutto, metterti di fronte a una durissima verità: tu sei sadico allo stesso modo di quei due schizzati che tormentano la famiglia protagonista. Al di là di ogni giudizio su questo particolarissimo remake, c'è una differenza forte rispetto all'originale del '97: la bellezza di Naomi Watts ti mette più a disagio di quanto non riuscisse a fare Susanne Lothar. Nel celebre piano sequenza in cui Ann cerca di attraversare, legata, il soggiorno degli orrori, la seminudità dell’attrice svela l’inconfessabile piacere sadico del guardone al di qua dello schermo. Lo spettatore si scopre colpevole con una forza che nessuno sguardo in macchina o arzigogolo teorico può imitare.   

 
 
8
 
Kenny e la Supertettona

Kenny sta per  farsi il bagno con una donna bellissima dal seno enorme ma è svegliato sul più bello da Cartman
South Park, Major Boobage (stagione 12, episodio 3 (170)), di Trey Parker.

A più di dieci anni dal debutto, il cartone di Parker e Stone gode di ottima salute e la dodicesima stagione ci ha regalato momenti di grande gioia. In Major Boobage, Mr. Mackey ammonisce i bambini delle elementari sui rischi di una nuova diffusissima droga: il piscio di gatto. Ovviamente, Cartman & Co. vanno subito a casa a provarla. Il trip allucinogeno di Kenny è un omaggio a Heavy Metal, un film del 1981 prodotto da Ivan Reitman: Kenny fa un viaggio spaziale su una Corvette del 1960 e incontra questo donnone supertettuto che si spoglia ed entra in una piscina. Lui sta per seguirla e si è già mezzo spogliato, ma Cartman lo sveglia sul più bello.       

 
 
7
 
La vita, l'amore  e le vacche

Kristen Stewart si fa trovare in mutandine sul letto ma Alexander Supertramp pensa che non sia il caso.
Into the Wild, di Sean Penn.

E' una scena da cui devo ancora riprendermi.       

 
 
6
 
L'Ape Maia fa un Porno

Isabella Rossellini racconta gli scandalosi comportamenti sessuali degli insetti
Green Porno, stagione 1 (episodi 1-8), di Jody Shapiro e Isabella Rossellini.

Sundance Channell propone a Isabella Rossellini una serie di cortometraggi e la Rossellini viene fuori con l'idea di raccontare come trombano le api. (E le mosche, le mantidi religiose, le libellule etc.). Ci sono i costumi e i pupazzi e le scenografie un po' bimbesche e gli animaletti. Sembra una puntata dei Teletubbies. Solo che c'è la Rossellini che dice cose del tipo: Se fossi un moscone, farei sesso un fracco di volte al giorno con ogni femmina che capita a tiro. E poi ti fa pure vedere come, trombandosi una mosca pupazzo. E poi dice: I nostri bambini nascono nei cadaveri. E ti fa vedere larve schifose che spuntano fuori da una testa mozzata di una donna in putrefazione! Dice la mitica Isabella: Gli animali hanno abitudini sessuali incredibili, se noi facessimo certe cose finiremmo arrestati. E ci credo. Asteniamoci, allora e consoliamoci con Green Porno.      

 
 
5
 
Now stab me with the knife! Stab me with the knife!

Mike Terry spiega alla tipa impaurita come divincolarsi dalla stretta di uno strupratore
Redbelt, di David Mamet.

Come prendere un vosto amico etero, metterlo davanti a uno schermo e farlo sentire simultaneamente gay, maschilista e politicamente scorretto nel giro di centoventi secondi. Lei l'ha fatto col fratello.      

 
 
4
 
Ma cosa gli succede a questo pisello?

Gipi ha un imprecisato problema ai genitali che non gli consente di avere rapporti sessuali
LMVDM - La mia vita disegnata male, di Gipi.

Io la penso come la Bignardi. A leggere la celebrata graphic novel di Gipi, sembra che sto benedetto problema al pisello sia una cosa dermatologica. Un fungo, insomma. O una roba di quel tipo. Mica, come spiega lui, che "c'avevo molto dolore e il pisello aveva paura" e si rifiutava di adoperarsi a vantaggio della copulazione.        

 
 
3
 
Do you even see me here?

Salvatore Romano apprezza il racconto scritto da Ken e invita il collega a cena a casa sua, Passa tutta la serata a guardare Ken senza degnare di attenzione la moglie Kitty
Mad Men, The Gold Violin (stagione 2, episodio 7), scritto da Jane Anderson e Andre Jacquemetton & Maria Jacquemetton; diretto da Andrew Bernstein.

Conosco almeno tre persone che hanno chiesto a Gesù Bambino il coming out  di Salvatore Romano. Gesù Bambino ha risposto che poi un episodio così bello come fanno a scriverlo?

 
 
2
 
Fukù!

Con sua immane frustrazione, Oscar continua a restare vergine fino all'ultima pagina del libro
The Brief Wondrous Life of Oscar Wao, di Junot Dìaz.

Quando si dice il lieto fine. Che poi in verità non c'è. Ovvero: dipende dalle vostre personalissime priorità. Sapete di che parlo, no? O mi state dicendo che pensate di poter essere fichi e frequentare la cricca di Inkiostro senza aver ancora letto Oscar Wao?!

 
 
1
 
Dexter + Miguel = Forever!

Miguel Prado ronza attorno a Dexter Morgan per (quasi) una stagione intera
Dexter, stagione 3, episodi 25-35.


***SPOILER ALERT***


Che dire? Non sarebbe stato il finale migliore? Non vi siete chiesti mille volte che cavolo ci facesse Miguel Prado nella vostra serie preferita col serial killer simpatico? A ogni puntata speravate che sparisse, Miguel Prado. Che si togliesse di mezzo, che venisse arrestato, che fosse ucciso dallo Skinner, che andasse a sbattere con la macchina, Che la serie, insomma, scegliesse una strategia diversa dal costringere-lo-spettatore-a-sopportare-le-minchiate-di-miguelprado-ogni-settimana. E invece stava sempre lì. Tutti sapevamo che l'unica conclusione sensata era quella. Altro che Dexter papà, altro che Rita e i bambini! 

Ciao Miguel.

 

In memoriam Miguel Prado.

 

mercoledì, 28 gennaio 2009

Questa è un'offerta di lavoro (anche se non sembrerebbe)

di FrancescaGrado0

Il problema è tutto qua.

Vi sognereste mai, voi- dice Marco Cassini- di chiedere gratuitamente, così, solo "a titolo personale", un consulto medico al vostro ginecologo di fiducia per la prostata di vostro zio? Così, "soltanto per un parere".

Beh, insomma. Marco Cassini non dice proprio così. Però il concetto rende.

Marco Cassini - lo dico per i lettori di inkiostro che non hanno abbandonato il post alla parola "prostata"- è il direttore editoriale di qualcosa come il 90% dei libri che voi lettori di inkiostro cui la prostata vi sembra qualcosa di ancora più anziano degli Europe, sfogliate, leggete, avete sul comodino, avete-lì-e-non-sapete-di-avere, adorate, citate a memoria (stralci di Carver), riscrivete (come Carver), vi piacerebbe scrivere (come Carver) eccetera eccetera.

minimumfax, dico.

Il libro è una sorta di autobiografia-con-prostata. Parte da una malattia (realmente psicosomatica). Finisce in una malattia (allergicamente contagiosa) che è la malattia dei libri.

Ora. La frase di cui sopra si riferisce a un particolare fenomeno che colpisce immancabilmente chi lavora (o chi come me ci lavora solo tangenzialmente) in editoria. Sto parlando di quella cosa per cui al vostro generico aggirare l'imbarazzo provocato dalla domanda "Che lavoro fai?", non potendo effettivamente corrispondere con un altrettanto comprensibilissimo "Sono un imprenditore!", non riuscendo d'altronde neanche a chiedere all'ascoltatore pietà sulle parole "editor" o "fotolitista", buttate lì un vago "Mah lavoro in editoria...", questa cosa immancabilmente costringerà, e notate il verbo, non scherzo, costringerà, dicevo, quintali di aspiranti scrittori a sottoporvi le loro immortali opere "soltanto per un parere personale". Come se voi andaste dal ginecologo e, come sopra, diceste: "Già che ci siamo non è che può dare un'occhiatina anche alla prostata di mio zio, per favore? Solo per un parere personale".

E' capitato a Marco Cassini, come chissà a quanti altri editori. E' capitato anche a me, pensate.

 

Non so se c'entra qualcosa, ma io mi ricordo un fracco di morti fighi, nella mia vita. Allora, mi ricordo di quando morì Rodari, insieme a Montale. Più o meno. Ora, per voi lettori di inkiostro sarà preistoria archeozoica, però posso dire di avere vissuto i miei primi sei anni di vita con loro, perché di John Lennon non me n'è mai fregato granché.

Poi, sbalzellonando su e giù per la linea di un tempo che ormai sembra scolpita più sulle mie rughe che sulle mie curve, arriviamo a pochi chilometri orsono. Morì nonno Kurt, a seguire nipotino David. E oggi muore zio Updike, in due centimetri di TG1, in sala, mentre di là sto cucinando risotto allo zafferano.

Io non ho mai amato niente della morte, né del dopo. Per dire, da mio nonno, al funerale, mi ci han portato a forza- io, vecchia adolescente in anfibi che vageggiavo il Nulla, mica la morte, cari miei, no no, il Nulla Solitario Leopardiano Che Era Lì Dentro Tutto In Me, insomma da mio nonno mi ci portano a forza, ma non sono mai, come direbbe mia madre, "andata a trovarlo dopo". Per carità, evitatemi bare fioristi e vecchie coi rosari-ii.

Ecco, dicevo, io che non ho nessuna sensibilità nei confronti del post mortem (passatemela, suvvia...), sto come un cane ogni volta che mi muore qualcuno che ho letto. Bastardi. Bastardissimi scrittori di merda, dico, questo non vuol dire sconfiggere la morte ai posteri l'ardua eccetera e tutte quelle balle lì. Questo vuol dire fare affezionare come cagnoloni bavosissimi i vostri lettori a quello che avete subdolamente inventato e con cui ci avete irretito. E ora stiamo tutti male.

 

 

Tutto questo per dire che ancora non ne esco da DFW e quindi dovrò andare in analisi, non mi bastano neanche più le duecentesime riedizioni camuffate da nuove collane dell'editore-di-cui-sopra, no.

Ma volevo dire anche altro, però.

Insomma, scrivere non è un affare per molti, non è che ti puoi metter lì, carta penna e calamaio, che son dopotutto strumenti facilifacili, "alla portata di tutti" come dicono quelli che scrivono male e che ti chiedono "soltanto un parere", mica come girare un film, a girare un film ci vuol tutto l'ambaradan di mezzi soldi e chissà-perché-per-il-film-sì-e-per-il-romanzo-no ci vuole soprattutto la tecnica. Sapere cosa si vuol dire e soprattutto come lo si vuol dire.

Sapere che ci sarà da qualche parte, anche solo una zia, un parente, una fidanzata impietosa- dio, dio dimmi che esistono ancora le persone impietose- che leggerà la vostra cosa. E che leggendola non saprà come gesùsantissimo dirvi: ehi ehi, questa cosa ehm fa schi-fo! Fiu-uuu.

 

Non come me adesso, insomma. Che non so dove sto andando a parare. So solo che sto cercando qualcuno che scriva, ahahahahahaha.

No, giuro.

Ve lo giuro.

Ho smesso con gli adulti.

Passo ai bambini.

E questa è la modalità Humprey che ogni tanto sbuca fuori dai tempi in cui adolescente mi immedesimavo in Sam e non nelle fighe che piantavano Sam per il primo motociclista nazista che passava di lì.

No, dicevo.

Cerco scrittori per storie di bambini. Gli adulti, secondo me, han già troppo da leggere. Togli pure tutto quello spreco di alberi che si vede ogni giorno in libreria, vi giuro che potrei spianare a chiunque di voi chilometri e chilometri di scaffali immaginari con Morti Da Non Perdere.

Ma i bambini sempre secondo me han poi poco. Togli Harry Potter (che metterei invece nei chilometri-di-cui-sopra e da cui, lasciate fare va', molti scrittori per adulti dovrebbero solo imparare), togli i regaz della via Pal, poi alla fine rimangon tante belle illustrazioni, cioè troppo artizzzztiche, rimangono lupi cattivicattivi, principesse buonebuone, coniglietti teneriteneri e tanti troppi vomitevoli topi. Topi topi e topi da fogna in tutte le salse. Ratti da fogna, uscite dalla mia libreria, maledetti topacci.

Voglio voi, scrittori ahahahahaha di storie per bambini, che non parlate puccipucci ai bambini, ma che almeno una stracazzo di volta nella vostra vita avete guardato i bambini per quello che sono: degli indiscutibili cacacazzo cui manca totalmente la cognizione di Dignità (si scaccolano tranquillamente in pubblico), di Società (interrompono ogni tipo di discorso, a tavola e non solo), di Prostata (mamma mamma cos'è la prosta-tara-tà-tà-tààààààààà ti sparo, sei morta), ai quali avete voglia di fare un regalo. Così, Giusto per farli crescere un pochettino.

 

Vogliate mandare le vostre proposte alla seguente mail (info | at | studiogradozero.it). Sarete letti, giudicati, sbeffeggiati, amati, scherniti, buttati fuori dalla finestra, dovrete crescere, dovrete troppo essere dei nostri, farete un fracco di cose, insomma, potete anche provarci. In fondo siete ancora vivi.

 

[FrancescaGrado0 | # | ma anche no, inchiostro | commenti (8)]

sabato, 24 gennaio 2009

Patetici tentativi di tastare il polso al paese reale

di punch-drunk
DISCLAIMER: Questo post parla di Grande Fratello, preferenze sessuali, informazione. È lunghissimo, diviso in due parti, ed è anche un tantino moralista. Non parla di musica. Se leggete sapete a cosa state andando incontro.

Parte seconda:  LO STATO DELL'ARTE METTILO DA PARTE
[continua da qui]

Magari poi sono io che vado troppo oltre, ma la sensazione è che questo status di diverso sia pure corresponsabile della leggerezza con cui si occupa di alcune notizie l’informazione italiana. Accade quindi che l’Ansa due giorni fa batta una notizia che suona più o meno così: Leonia Coccia, la 23enne macellaia lesbica che di questo Grande Fratello è una new entry, ha recitato una scena lesbo in un film hard. Di questo film sono già disponibili, pare, 100000 copie pirata pronte ad essere vendute in tutta Italia.
 
Purtroppo io l’originale dell’Ansa non lo posso leggere; però l’ho dedotto facendo un giro per la rete, dove è stato declinato, dalla fonte diretta o per tramiti vari, in diverse fantasie.
 
Partiamo però dal concetto originale: non suona un po’ strano anche a voi? Perché mai le copie del dvd dovrebbero essere “pirata”? Qualunque casa di produzione con sottomano un’attrice hard che attualmente abbia visibilità nazionale si premurerebbe di ristampare il prima possibile le copie di tale ipotetico dvd. Eppure in questo caso si parla di “copie pirata”. Strano. Ma quando parlando per caso mi avevano detto del “film porno” di Leonia, l’altra cosa che mi suonava strana è che ricordavo di aver letto, qualche giorno prima, questa notizia:
[...] La Coccia, 23 anni, romana, attualmente nella casa del «Gran Hermano» il Grande Fratello spagnolo ma che lunedì prossimo sbarcherà nell'edizione italiana, ha una relazione sentimentale con una donna. Si tratta di Caterina D'Agostino, protagonista di «La sfortuna mi fa capoccella», un documentario sulle tematiche dell'omosessualità femminile, visibile su You Tube […] (pubblicato il 18 novembre 2008 e che finora ha avuto solo 13 visualizzazioni), la D'Agostino racconta di avere una relazione sentimentale con Leonia. Appare anche la madre della concorrente del Gf, che parla con grande serenità del rapporto della figlia con la compagna, con cui è diventata amica. «Con Caterina ci siamo incontrate quattro anni fa — racconta Leonia — all'inaugurazione di un centro commerciale, io facevo le carte, lei era lì e dalle carte è uscito fuori che aveva un'attrazione per le donne». A sua volta la D'Agostino racconta: «Dopo tre anni di convivenza ho incontrato altre tre ragazze, sempre più giovani di me. Per un anno e mezzo ho portato avanti quattro storie, ma alla fine... mi è partita la testa».

[http://www.corriere.it]
 
Documentario che peraltro non si sa neanche se sia vero: prodotto come docufiction (quindi vai a sapere quali sono i fatti reali e quali quelli immaginati), secondo alcuni Leonia e la madre ne sarebbero solo attrici:
 
[…] non si è trattato di un outing ma di un’indiscrezione nata da un documentario disponibile su Youtube pescato dal Corriere della Sera. […] Leonia non sarebbe gay e quel video on line, e proposto anche da noi, sarebbe semplicemente una fiction. […] Stando alle dichiarazioni di un lettore che ha partecipato alla realizzazione del documentario, Leonia e Caterina sarebbero solo grandi amiche: la loro lunga relazione, durata almeno 4 anni, sarebbe dunque una invenzione narrativa, nata magari per ‘nascondere’ l’identità della vera compagna di Caterina.

[http://www.televisionando.it]
 
Uh-oh. Già sembrerebbe che il Corriere abbia fatto un buco nell’acqua con il documentario. Prontamente ripreso in giro per il web, e vabbé, capita. Ma il punto è che questa notizia e quella del film hard potrebbero essere quasi accostate da una mente semplice. Certo, l’equazione “documentario con protagonisti omosessuali” = “film lesbo” = film hard è un po’ forzata. Un po’ tanto. Eppure, vuoi vedere che… ma no, la scintillante stampa italiana? La gloriosa agenzia ANSA? Allora ho cominciato a leggere le varie versioni:
 
Leonia però ha deciso di regalarci di più di una semplice vita sotto ai riflettori infatti, sul mercato nero, è già in agguato un filmino-scandalo dove la Coccia recita in scene lesbo con la sua compagna. E se l'Ansa stima la vendita di almeno 100mila copie pirata tra Palermo e Milano, noi pensiamo che questo film avrà un effetto ancora più grande. Leonia non ha mai negato la sua omosessualità e ha addirittura dichiarato di avere una relazione stabile con una donna ormai da quattro anni. Il suo nome? Caterina D'Agostino che, per dirla tutta, è la protagonista di un documentario sul lesbismo caricato su YouTube nel novembre 2008.

[http://www.newgol.com]
 
Uh, beh, no: qui c’è un film hard E un documentario in cui questa Caterina parla del lesbismo. Per dirla tutta. E in cui (ma non si dice) c’è anche Leonia. Epperò: Leonia ha dichiarato questa sua relazione? Davvero? Vogliate apprezzare:
 
A corroborare questa tesi soprattutto le dichiarazioni della stessa Leonia durante il Gran Hermano: avrebbe detto di essere attratta solo dai ragazzi e di non essere interessata a giochetti lesbo.

[http://www.televisionando.it]
 
Beh, no. Non ha dichiarato nulla del genere. Ma magari vuole solo tenerselo per sé. Vediamo piuttosto che dicono altrove del film hard:
 
[…] Parliamo del lesbo-dvd di Leonia, la concorrente del Gf arrivata dal Gran Hermano spagnolo. In uscita sul mercato della pirateria, la versione integrale del film scandalo "La sfortuna mi fa capocella" dove la mora e trasgressiva Leonia Coccia recita in scene lesbo con la sua compagna Caterina D’Agostino. Sono 100.000 le copie che saranno vendute sulle bancarelle da Palermo a Milano secondo le fonti del mercato nero.

[http://www.ilgiornale.it]
[http://www.leggo.it]
 
Ah. Il lesbo-dvd. La versione integrale del film scandalo. Che sarebbe la docufiction di prima. E vabbè, se lo dice Il giornale. Dico, un’autorevole testata nazionale. Talmente autorevole che hanno delle personalissime “fonti del mercato nero”. L’espressione ha un che di straordinario. Chi sono, vorrei sapere, cosa sono queste fonti? I giornalisti del Giornale parlano con i boss della camorra? Davvero? Sto sottovalutando il Grande Giornalismo d’Inchiesta di scuola montanelliana? Poi sì, certo, ci sono espressioni evitabili. Vogliate gradire il tocco di colore: “le bancarelle”, le note bancarelle di dvd contraffatte, diffusissime da Palermo a Milano. “Da Palermo a Milano”. Solo andata. Quindi a Trento nulla, attaccatevi. E poi c’è quell’errore di battitura su “capoccella”. Epperò, insomma, l’avranno visto ‘sto dvd, se ne parlano così approfonditamente. Come qualcosa avranno visto anche loro:
 
 
Grande Fratello/ Leonia Coccia ha girato un film lesbo
CHOC AL GRANDE FRATELLO: LEONIA HA GIRATO UN FILM PORNO
"La sfortuna mi fa capo" è il titolo del film a luci rosse, in cui Leonia Coccia si esibisce in scene lesbo con la bella Caterina D'Agostino. Prodotto in 100mila copie, per il mercato illegale, il film è in vendita sulle strade delle principali città italiane.

[http://www.affaritaliani.it]
 
Di questa versione comincerei con l’apprezzare il talento dell’articolista, davvero un virtuoso. Ammirate l’evoluzione dal titolo all’occhiello. Il titolo del film che adesso è diventato “La sfortuna mi fa capo” (ah, i problemi del copiaincolla…), il film in vendita “sulle strade delle principali città italiane”. Non è un’immagine deliziosa? A me viene in mente il neorealismo, un po’ Visconti, un po’ Pasolini. Forse Ladri di biciclette. E poi c’è “la bella Caterina D’Agostino”. “Bella”, come si dice sempre delle ragazze dei film osé. “Bella” o… 
 
Il sito web Affaritaliani.it ha pubblicato una notizia bomba su una delle concorrenti del Grande Fratello, la nuova entrata Leonia Coccia. La ragazza, infatti, avrebbe girato una scena lesbo in un film porno dal titolo "La sfortuna mi fa capo". Il film a luci rosse, in cui Leonia Coccia si esibisce con la prosperosa Caterina D'Agostino, è stato prodotto in 100mila copie "per il mercato illegale" e, sempre secondo il sito web Affaritaliani.it, il film sarebbe in vendita "sulle strade delle principali città italiane".

[http://piacenzanight.com]
 
“Prosperosa”. Sì, ecco, “la prosperosa Caterina D’Agostino”. Bello, bello, perfetto. La notizia è ampiamente virgolettata dal sito di sopra (quindi è copincollata senza ritegno ma almeno apertamente), e si parla sempre di questo fantomatico film a luci rosse.
Un film che è già in vendita ovunque, perbacco. Giusto?
[…] Secondo alcune fonti, nei prossimi giorni potrebbe essere diffuso un film nel quale la bella Leonia avrebbe recitato. […] il ruolo recitato da Leonia sarebbe alquanto trasgressivo. Dopo aver rivelato più o meno esplicitamente la propria bisessualità, potremmo vedere Leonia recitare delle scene lesbo insieme alla sua compagna. Il film che ha destato tanto scandalo si intitola “ La sfortuna mi fa capocella”, e sarà disponibile praticamente in tutta Italia. Inoltre, la bella romana, già in passato ha dimostrato di non temere il giudizio in merito alle proprie scelte sessuali. Sarebbe già presente on line sul sito YouTube un filmato in cui Leonia rivelerebbe in presenza della madre i propri gusti sessuali.

[http://www.spettegola.com]
 
Sbagliato. Non è ancora disponibile. Perbacco. In più questo film si chiama “la sfortuna mi fa capocella”, come diceva Il Giornale. Cielo. Leonia del resto non teme giudizi: rivelerebbe i propri gusti sessuali persino in presenza della madre. Su YouTube. In un filmato. Che sfortuna vuole essere proprio un estratto della docufiction di cui sopra.
Fortuna che ci sono i bene informati:
[…] la romana Leonia che, a sua insaputa, è tra le più ricercate su YouTube.
Il motivo? La sua fidanzata Caterina D’Agostino, dopo aver fatto girare in rete un video nel quale racconta la sua love story con la concorrente romana, ha fatto sapere che esiste anche un video, o meglio un film, anzi per essere precisi un film hard, che vede protagoniste le due fidanzatine in atteggiamenti che solitamente si hanno sotto le lenzuola di casa propria.

[http://quomedia.diesis.it]
 
A questi non posso dire nulla. Perché se la D’Agostino fa sapere le cose a loro, beh, chi sono io per controbattere? Poi sono rimasto ipnotizzato dalle crescenti precisazioni dell’autore.
Chiuderei pertanto con la delizia del giornalismo italiano:
Gf, Leonia spunta il film hard
Scene lesbo con la compagna Cristina
Si tinge di giallo la presenza di Leonia Coccia, concorrente del Grande Fratello 9, a un film scandalo dove reciterebbe in alcune scene di sesso lesbico con la sua compagna. Tgcom, infatti, ha cercato il film incriminato, dal titolo La sfortuna mi fa capocella, ma non ha trovato la presenza di Leonia in alcuna scena, al contrario da quanto affermato dall'Ansa. Svista o tagli? Leonia ha comunque pubblicamente ammesso la sua bisessualità.
Secondo l'Ansa, sarebbe in uscita sul mercato della pirateria, la versione integrale del film scandalo La sfortuna mi fa capocella dove la mora e trasgressiva Leonia Coccia del Gf9 reciterebbe in scene lesbo con la sua compagna. Oltre 100mila le copie che si venderanno sulle bancarelle da Palermo a Milano, secondo le fonti del mercato nero. Leonia aveva già fatto coming out usando un video pubblicato su Youtube, in cui compare anche sua mamma.

[http://www.tgcom.mediaset.it]
 
Si tinge di giallo.
Un tempo i direttori di giornale avevano un prontuario con le espressioni abusate, da evitare. Però quelli di TgCom sono rigorosi. Rigorosissimi. Tanto da cercare il titolo incriminato, ma non trovare la presenza di Leonia in nessuna scena. Perbacco. Leonia che invece “aveva fatto coming out usando un video pubblicato su youtube, in cui compare anche sua mamma”.
Peccato che cercando su youtube, e dovunque in rete, quello che si trovi siano questi due filmati (uno e due). In cui Leonia c’è. E le scene lesbo no. E questi due filmati costituiscono, pensate, la prima e l’ultima parte della docufiction autobiografica “La sfortuna mi fa capoccella”, di Caterina D’Agostino. Che poi magari una scena spinta ce l’ha pure: ma permettetemi di dubitarne, visto il tenore del resto. E permettetemi di credere che nessuno degli scriventi l’abbia visto, che “le fonti del mercato nero” siano l’amico di un amico dell’omino dell’ANSA che ha steso la notizia, etc. Oppure che esista un film hard, che si tratti di tutt’altro filmato, e che l’omino dell’ANSA, o quelli che hanno sviluppato la velina, abbiano mescolato tutto alla bell’e meglio pubblicandolo subito dopo (e subito prima di andarsi a fare un cicchetto).
 
MORALE DELLA STORIA: non è nuovo il dibattito su quanto sia peculiare il fatto che poche agenzie di stampa coprano, (e quindi filtrino, indirizzino, interpretino) la quasi totalità delle notizie che vanno a finire sui diversi giornali. Perché, malafede a parte - ed il problema della malafede, o in una prospettiva più ampia della democraticità della stampa, è cruciale per la democrazia contemporenea -, errare è umano, e rimediare difficile. Ciò detto, la retorica della maggior parte della stampa, che procede per accumulazione di stereotipi ed approssimazioni fino a distorcere le notizie (in questo caso con un risultato paradossale), è pari solo al totale disinteresse che hanno per la maggior parte delle stesse notizie (al punto che nessuno ha perso dieci minuti di tempo per verificare che cosa ci fosse in quei famigerati filmati su youtube) ed alla trascuratezza con cui le scrivono: espressioni orrende, errori grammaticali, di battitura, refusi di ogni genere, etc. Certo, mi direte: saranno precari, sottopagati, non è che possano sapere tutto, etc. Sarà. Però un po’ di rigore non guasterebbe. Dice: sei pignolo. No.
Il pressappochismo, la retorica e l'imprecisione sono mancanze di rispetto nei confronti dei lettori e del materiale di cui si tratta; dimostrano scarsa considerazione, a volte scarsa preparazione, nel caso specifico semplicemente suggestioni improbabili per concetti esotici (certo "film a luci rosse" è più comprensibile di "docufiction queer"). Dice: si parla di una che sta al Grande Fratello, fregatene. Me ne frego dell'evento in sé, me ne frego della tipa, etc; il fatto che automaticamente l'abbinamento "lesbica" e "dvd" faccia pensare ad un porno mi fa rabbrividire sul livello di civiltà del Paese in cui vivo. Il modo in cui le notizie sono riportate assesta il colpo di grazia.
D’altronde la salute della presunta informazione libera che internet garantirebbe, a sentire i beppegrillo, è pessima, se ogni notizia del genere viene diffusa a catena con altrettanta acriticità da un buon numero di fattori (ho omesso di riportare tutte le pagine per oggettiva mancanza di tempo e voglia); e una volta consolidata smentirla sarà più difficile ogni giorno che passa. Chiedete a Billy Corgan, è da quando recitava in Super Vicky che lo sostiene anche lui.
 
 
P.S.: Quel documentario è talmente orrendo da essere bellissimo. Lo voglio! Ditemi che lo avete. Mi va bene pure la versione censurata, per stavolta. Tanto si fa sempre un tempo a fare un salto sulle bancarelle del mercato nero, da Palermo a Milano.
 

 
La bella e prosperosa Caterina D’Agostino 
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sabato, 24 gennaio 2009

Patetici tentativi di tastare il polso al paese reale*

di punch-drunk
DISCLAIMER: Questo post parla di Grande Fratello, preferenze sessuali, informazione. È lunghissimo, diviso in due parti, ed è anche un tantino moralista. Non parla di musica. Se leggete sapete a cosa state andando incontro.
 
Parte prima: O TEMPORA, O MORES

 

Capita che quest’anno al Grande Fratello una concorrente sia lesbica. Cioè, l’opposto: capita che quest’anno al Grande Fratello una concorrente sia banale, poco peculiare, neutra. Forse. Perché perché con il sottilissimo fine di accattivarsi un pubblico il più possibile ampio e variegato quest’anno gli autori hanno fatto l’impossibile per dare alla compagine l’aspetto del Circo dei Miracoli: la maggior parte dei concorrenti senza un genitore (fuggiti o morti), un non vedente, un’hostess pasionaria che forse verrà presto licenziata, una ragazza che lavora in un quartiere difficile di Palermo, una mangiafuoco ex anoressica, un rom montenegrino (che in quanto abbandonato dal padre, anche lui, per la prima volta ha festeggiato il suo compleanno), il maggiordomo dei Savoia (giuro), una lap-dancer, e purtroppo è cominciato da poco, chissà cos’altro ci sarà il tempo di scoprire. L’elemento in comune è la capacità di attirare la curiosità morbosa dello spettatore, sia per contrito pietismo, sia per entomologica fascinazione per il diverso. Del resto se lo spettatore medio di un reality è per sua stessa scelta un voyeur, quest’edizione non fa che mostrargli finalmente tutto quello che le altre finora suggerivano, o lasciavano intuire, o facevano sbirciare appena.

Logico quindi che il fulcro su cui si gioca sia la mera pulsione erotica. Non si vive solo di superiorità (provata, e presunta) o di ammirazione (idolatria, dipendenza) nei confronti del cast. Quest’anno per favorire gli accoppiamenti all’interno della casa1 gli autori hanno badato a selezionare preferenze sessuali il più possibile variegate; riassumendo sulla base delle notizie attualmente pubbliche, abbiamo una lesbica, una bisessuale, un bisessuale (il maggiordomo, che forse non era solo un maggiordomo, ammicco ammicco), un possibilista, due-tre donne che apparentemente si getterebbero addosso al primo essere animato che possano incontrare per strada (tra cui Cristina, la lap-dancer, quarta naturale ma ampliata a diciott’anni ad una sesta) ed un paio di uomini così disperati che non vedrebbero perché discriminare gli oggetti inanimati (tra cui un presunto playboy). Tutti piuttosto carucci, shakerati perché cominciassero ad intersecarsi2: da questo punto di vista gli autori non avrebbero potuto fare di più (tranne forse aggiungere un carro di buoi, proprio per stare sicuri3).

Insomma, la prima nota interessante dell’edizione di quest’anno è questa: gli autori ormai non si limitano più a constatare ed assecondare la morbosità del pubblico; mai come stavolta vogliono suggerirla, stimolarla, indirizzarla. Sono i primi? No, e forse nemmeno i più espliciti. Purtroppo non vedo tanta televisione4 e non sono in grado di stabilire né quanto la scelta sia condivisa da altri programmi, né da quando si è iniziato. Però capite che ostentare il diverso davanti al pubblico generalista in un contesto fortemente irreale spacciato per spaccato realistico non ha nulla o quasi a che vedere (checché abbia detto l’Arcigay sulla vittoria di Luxuria) con l’integrazione. Perché si attivano i meccanismi di cui sopra: il pietismo (poverino, che vita sfortunata), il buonismo compassionevole (bisogna volergli bene che ne ha avute tante), il voyeurismo (chissà se le due lesbiche della casa…  ihih5.), l’eccitazione. È facile finché i soggetti osservati sono dentro una gabbia. Poi però se una coppia gay vuole adottare un figlio, li si ritiene inadatti a svolgere il ruolo di genitori. Perché sono tanto carini, peculiari, normali finché non possono nuocere, finché lo status di normalità non gli pertiene davvero. Poi basta.



* Il titolo normalmente è suo.
1. Sono l’unico a cui l’idea sa vagamente di zoo, quando non di progetto Lebens… oddio, no, Godwin. Niente, niente, detto niente.
2. Per amore di coerenza sto mantenendo implicita l’ipotesi più probabile, che fin dalla prima puntata questo baraccone sia accuratamente scritto a tavolino (e diretto quotidianamente) dagli autori.
3. Cos’è, non va bene la battuta? Oh, sono mica l’unico! Anzi: grazie a XKCD ho scoperto che la barzelletta del pazzo di trenta centimetri esiste anche negli USA. Dico.
4. Non lo dico per fare lo snob: a casa il cavo dell’antenna non funziona e non prendiamo metà dei canali (infatti gli spezzoni che ho visto finora li ho visti tutti su internet) (questo non mi rende meno voyeur, sarebbe davvero presuntuoso pretendere di affrancarmi dal resto del pubblico).
5. Questa delle due lesbiche, e badate che non sto dicendo che sia impossibile che accada qualcosa (anzi, viste le premesse non vedo perché non debba scapparci la storia homosex) scatena una fantasia che, permettetemi l'interpretazione, scaturisce da uno dei sottomeccanismi classici dell’omofobia. Perché le due dovrebbero per forza avere un flirt? Per lo stesso meccanismo della diffusissima paranoia per cui se la persona che si ha di fronte é gay, pertanto ci sta provando con voi che ne condividete il sesso. Non sto parlando in astratto; avrete avuto anche voi una conversazione, anche di sfuggita, con qualcuno che vi ha detto, più o meno: “…e poi quel cameriere aveva un’aria… e mi sorrideva… così sono scappato.”. Io questo passaggio, dall’essere gay a provarci con chiunque capiti loro a tiro (e quel chiunque siete sempre voi, poi), non l’ho mai capito. A meno che non si voglia partire dall'assunto che abbiate un fascino irresistibile (nel caso, beati voi). Ma altrimenti è come se… voglio dire, io sono etero, eppure non ci provo con tutte le donne che incontro. No. Davvero-davvero. Perché un gay (qualsiasi gay) dovrebbe provare attrazione proprio per me? Perché mai? E perché - fosse pure – dovrei pensare che non sappia reprimere questa pulsione come la so reprimere io con donne cui so che sarei sgradito (capacità fondamentale peraltro per evitare di incorrere in frequenti, spiacevoli denunce penali)?


[La seconda parte è qui]

[punch-drunk | # | ma anche no, paese reale | commenti (4)]

giovedì, 15 gennaio 2009

Risolvere la questione della, YAWN, esistenza di Dio(c)*

di punch-drunk

In pratica, come tutti quanti voi (immagino) ho letto degli autobus con le pubblicità atee: a Washington, a Londra, a Barcellona, prossimamente a Genova (e magari sto saltando qualche posto, fanulla). Gli slogan sono un po' differenti, ed il più divertente è quello australiano ("gli atei dormono la domenica mattina"), di cui mi parlava una mia amica e che pare essere stato prontamente bloccato dall'oceanico governo, sia mai.

Poi ho cominciato per caso a seguire la discussione (mi sono imbattuto in un post di Mantellini ed uno di Sofri), disinteressandomi perché occupato da quella mezzora di vita vera(tm) che mi concedo ogni settimana. Discussione che pare essersi evoluta fino ad occupare l'attenzione della blogosfera, patria di santi, pirati, navigatori, commissari tecnici ed opinionisti in generale.

Finché oggi un post del beneamato Leonardo (leggetelo se ancora non l'avete fatto, magari non siete d'accordo ma la prospettiva non è certamente banale) non sottolinea uno dei due assunti da cui parte la mia posizione in merito (posizione di cui presento non possiate fare a meno): la non-esistenza di Dio, se vogliamo ragionare su basi prettamente logiche (e voglio sperare lo facciate, o diventa una qualsiasi guerra tra fazioni), è indimostrabile, esattamente quanto la sua esistenza2.


Chiaro che parliamo di un mondo idilliaco in cui uno stato estero, accidentalmente piccolo, situato a Roma e popolato solo di devoti di una grande religione monoteista (più un buon numero di buontemponi vestiti come Arlecchino) non interferisce in fase legislativa con la laicità che di questo mondo idilliaco è la naturale connotazione. Piccolo promemoria per quelli tra di voi che hanno meno di 4 anni: laicità non significa ateismo, significa che le scelte dello stato per la comunità di cittadini sono parimenti neutre verso ogni religione, scelta la più logica per evitare l'insorgere di discriminazioni e conflitti fra le diverse religioni (e l'ateismo stesso). Ecco, se nel grande calderone che va di moda chiamare Paese Reale gli atei non fossero additati, neanche fossero froci (3), magari non percepirebbero il bisogno di affermare cose indimostrabili, sostanzialmente per rivendicare visibilità e conquistare così quello che dovrebbe essere un loro sacrosanto diritto (il diritto alla loro incredulità, apertamente manifestata, pacificamente accettata e parimenti rispettata e diffusa attraverso i media rispetto a questa o quella confessione). Chiaro altrettanto che mi sembra debba essere indiscutibile il diritto degli atei a scrivere quello che gli pare sull'esistenza, o meno, di Dio, come quello di atei e non atei di condividerlo (o meno). Scusate il sofisma.

 

Ne rimane che io, da agnostico, ho sempre trovato piuttosto brillante, non necessariamente pavida e certamente conveniente e condivisibile in termini strettamente logici la scommessa di Pascal, che mi sembra tagli di netto la necessità della discussione sull'esistenza:

 conviene credere a Dio perché:

 - se Dio esiste, si ottiene la salvezza;

  - se ci sbagliamo, si è vissuto un'esistenza lieta rispetto alla consapevolezza di finire in polvere.  

che purtroppo rimane inapplicabile all'atto pratico a meno di non ripiombare (è sempre difficile mettere in pratica un principio logico applicandolo ad una moltitudine di individui) nella religione di stato, riportando alle conseguenze sopradescritte.

 

Comunque, insomma, la questione mi pare lampante: non si può dimostrare che Dio esista o meno, in ogni caso conviene crederci4. Con questo, beninteso, non voglio minimamente incoraggiare nessuno a farlo. Quindi? Quindi nulla, volevo salutarvi, ché sto partendo in pellegrinaggio. Statemi bene, eh. Fatemi sapere dei bus. Oh, e mi raccomando, se vi ho convinto: penitenziagite.

 



* sive, è vero che Facebook si può usare come surrogato di Tumblr, ma poi non commenta nessuno, così tu riposti le stesse cose altrove. Il dio di cui (per fonti storiche e luogo geografico degli episodi cui ci si riferisce) si parla in questo post si identifica principalmente con Dio(c). Dio(c) in Italia è un marchio registrato della Chiesa Cattolica, S.P.A.1 


1. La tentazione di scrivere "divisione italiana della The Coca-Cola Company", o giù di lì, è molto forte, ma temo rasenti il vilipendio (e ultimamente sono tutti molto sensibili, quindi evitiamo).

2. Che credete? Lo so, che mica è così facile.

3. Il discorso è intuitivamente analogo, no? E spero si intuisca anche l'ironia.

4. La conclusione è per ragioni differenti la stessa del post di Leonardo. Ma scommetto che a parità di commenti io otterrei più insulti.

 

 

Disclaimer: questo post non rappresenta le opinioni collettive del blog ma quelle del singolo autore del post stesso. Inoltre questo post contiene una quantità di postille quasi pari per mole al post stesso (il che immagino lo renda postmoderno. Un post-post-moderno. Ahah. Ehm. Scusate.)

giovedì, 08 gennaio 2009

Sei anni: tutte le strade portavano qua

di inkiostro

 

Quatto quatto, ieri l'altro questo blog ha compiuto sei anni.

 

Quando ha aperto in Italia c'erano poche centinaia di blog (ora ce ne sono quasi 3 milioni - fonte), Splinder era nato da poco, Blogspot non era ancora stato comprato da Google e Wordpress non esisteva. Niente MySpace, Facebook o Twitter: il social network online era un concetto esotico e un po' improbabile (il paragone più vicino erano i newsgroup, le mailing list oppure le chat di mIRC), e chi metteva il proprio nome e la propria faccia in rete, se non lo faceva per lavoro, era sicuramente uno sfigato. I contenuti multimediali erano i pesantissimi video in Quicktime o gli scattosi streaming di RealPlayer che ogni 3 secondi entravano in buffering; altro che YouTube. Gli MP3 già c'erano da un po' (troppa grazia se erano a 128 Kbps, però), ma giravano per lo più sulle reti di file sharing come Napster (che però era già morto da 2 anni), Audiogalaxy (già morto pure quello), WinMX e l'inossidabile Soulseek, e sul web ancora si trovava poco o niente. L'indie era un concetto che aveva ancora un senso preciso, e Pitchfork era solo una webzine molto ben fatta (e già molto snob), che però non poteva gareggiare con la AllMusicGuide. Wikipedia aveva pochissimi contenuti in italiano. Il non plus ultra della posta online erano Yahoo e Hotmail, e in Italia Libero e Tin.It; GMail ce la sognavamo. Le serie tv le guardavamo su Italia Uno quando Mediaset si decideva, bontà sua, ad adattarle (= macellarle) e trasmetterle; l'idea di seguirle in pari con gli States come facciamo ora era pura fantascienza. Non che ci fosse chissà cosa da guardare, peraltro: c'era ancora Friends e andava forte E.R., X-files era già finito ma la new generation con House, Lost, Desperate Housewives e compagnia doveva ancora cominciare. Avere un blog era una cosa strana, e per descriverlo agli amici lo definivo come un semplice sito (non come adesso che spesso si fa il contrario); ciononostante, il blog era già morto, non ricordo cosa fosse ad averlo ucciso (certo non Tumblr, Friendfeed o il nanopublishing) ma era già spacciato e senza futuro.

 

Sei anni fa scrivevo spesso dei fatti miei (anche se non tanto spesso), poi gradualmente ho smesso perchè mi legge decisamente troppa gente, da mia mamma al fratello dell'ex ragazza di mio cugino agli sconosciuti che mi fermano al Covo o mi scrivono via mail. Poco più di sei mesi fa ho iniziato a imbarcare su queste pagine alcuni amici, vari blogger stimati, e alcuni altri loschi figuri che non ho mai incontrato di persona, e Inkiostro è diventato due punto zero. Scrivono quando gli pare e di quello che gli pare, e questa anarchia a-redazionale porta spesso a risultati che mi sorprendono e che spero che ogni tanto sorprendano un po' anche voi. Andremo avanti altre sei giorni o altri sei anni, chi lo sa. Come recitava uno dei primi pay-off di questo blog, se non sai dove stai andando, tutte le strade portano là.

 

[inkiostro | # | ma anche no, b-log | commenti (41)]

lunedì, 05 gennaio 2009

Cinque link d'inizio anno

di inkiostro

_L'ho citato qualche sera fa a cena con amici, pentendomi perchè ogni volta tendo a scordarmi dell'inspegabile fiducia che (quasi) tutti sembrano avere per una cosa scientificamente insensata come l'Oroscopo: il Dossier Astrologia 2008 del CICAP confronta le previsioni fatte all'inizio dell'anno scorso con quello che è davvero accaduto e, come è facile intuire, i risultati sono impietosi. E da gente che prevedeva che il governo Prodi sarebbe durato per tutto l'anno (è caduto a metà Gennaio) o che Hillary Clinton sarebbe diventata presidente degli Stati Uniti io non mi faccio dire neanche se in quanto Sagittario dovrei essere testardo o creativo o lunatico nè se questa settimana l'amore va bene e i soldi meno. Voi poi fate un po' come vi pare.

(via Attivissimo)

 

 

_Come l'anno scorso, anche questo anno da queste parti non avete visto classifiche dei dischi di fine anno. Non so bene perchè; non è snobberia, è che dopo averne lette a decine (perdendo via via interesse) non ho particolari stimoli per mettermi giù a stilarne una neanche per gioco. Tanto poi (quasi) tutto quello che merita del 2008 rientra nella Top 50 o nelle Honorable Mentions di Papà Pitchfork, e come al solito è quella la classifica di cui ci ricorderemo tra qualche anno. Per chi si fosse perso qualcosa, prima di Natale Radiobutt ha linkato tutti i dischi della classifica di Pitchfork in comodi archivi rapidshare da scaricare. Buon recupero, ne avrete per un po'.

 

 

_Sono già vari anni che su questo blog i giochi online non hanno più la rubrica settimanale Monday Gaming (il testimone è stato idealmente raccolto da Gas che nel suo blog linka un gioco ogni lunedì), ma questo non potevo farmelo scappare: 95 Old School Games you can play online. Ci sono Arkanoid, Bubble Bobble, Dragon's Lair, Donkey Kong, Mega Man, Qix e ovviamente Pong e Space Invaders. Toglietemelo vi prego.

 

 

_In questi giorni ne parlano un po' ovunque in rete, quindi la segnalazione è d'obbligo: da più parti (come sul solitamente barricadero e sharing-friendly Torrentfreak) viene salutata con grande lode la nascita di Spotify, piattaforma di streaming musicale («parte iTunes parte Last.fm , con infrastruttura P2P») con ottima qualità dei file, vasto catalogo e, soprattutto, tutti i crismi della legalità. In Italia non è ancora attivo (ma ad aggirarlo basta poco, dicono), ma la curiosità galoppa: qualcuno là fuori l'ha provato? E' solo una variazione sul tema dell'insoddisfacente Downlovers o è davvero promettente?

 

 

_L'evento letterario dell'anno scorso è stato, purtroppo, la morte di David Foster Wallace. Da queste parti se n'è parlato più volte (qui o qui), ma quando si tratta di un genio del genere ovviamente non è mai abbastanza. E dev'essere stata la stessa cosa che hanno pensato anche quelli della Minimum Fax, quando qualche mese fa hanno dedicato allo scrittore DFW - David FareWell, una serata di letture e commemorazione a cura di traduttori, editori, scrittori e amici. L'ho scoperto solo ora (grazie a Emiliano) perchè l'intera registrazione della serata ora è anche su YouTube (in dodici parti, tutte linkate qui) e, anche se molti dei reading lasciano un po' a desiderare (sono scrittori e non attori, del resto), la visione è assolutamente consigliata, anche solo per la commozione della meravigliosa Martina Testa, lo sguardo di Edoardo Nesi (traduttore di Infinite Jest; un pazzo, evidentemente) e le micro-interviste ai nomi coinvolti.

 

_Buon anno, eh.

 

venerdì, 02 gennaio 2009

Propositi per l'anno nuovo

di inkiostro

Tra tutti i post con i propositi per l'anno nuovo, il migliore è quello di  Giavasan:

3. Guardare più TV. Fondamentale. Uno cerca anche di fare lo snob, ma trovarsi in un ambiente in cui si parla di Belen e Rossano senza capire chi cazzo siano può essere estremamente imbarazzante. Vorrà dire che leggerò meno libri.

 

4. Procrastinare meglio. Ho sempre adottato la regola dei cinque minuti (”Se lo puoi fare in meno di cinque minuti, fallo subito”), poi un amico mi ha fatto notare che la metà delle volte le incombenze che al momento sembrano necessarie si risolvono in realtà da sole. La mia nuova regola sarà quindi quella dei “quindici secondi”. [#]

 

[inkiostro | # | ma anche no, b-log | commenti (1)]

martedì, 07 ottobre 2008

Insonnia presidenziale 2.0

di margotosleep
Il tema del giorno è: passare un'altra notte insonne o farne a meno?
Non che mi manchino i pretesti: questa notte infatti si fa il bis con il dibattito tra i candidati alla Presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama e John McCain.

La prima volta (26 settembre ) il dibattito è iniziato alle 3 di notte ora italiana. Non (solo) stoicismo e masochismo, ma anche curiosità tecnologica. Alcuni di voi forse sapranno che in occasione dei quattro dibattiti finali fra i contendenti alla Casa Bianca (due per i candidati presidenti, due per i vice), twitter e CurrentTV hanno stipulato un accordo per permettere a twitters di partecipare in diretta all'evento.

Basta avere un profilo su twitter (io ho dovuto rispolverare il mio, accantonato in soffitta per cessato uso) e aggiungere il canale twitter.com/current. Dopodiché, aggiungedo un "#current" ai propri twits, durante il dibattito si possono mandare live i propri commenti e la redazione di current li manda in diretta in sovraimpressione...

Questa notte si replica, all'una di notte italiana. Il prossimo dibattito tra i candidati alla vicepresidenza americana, Joe Biden e Sarah Palin è previsto per il 15 Ottobre.

Vi garantisco che l'esperienza è emozionante, anche se l'ultima volta, tra PC, TV e altro, mi sembrava di essere in una stanza del centro direzionale della NASA. Ad ogni modo, sarà stata la troppa emozione, o l'ora indecente, ma dopo mezz'ora ero già a letto...

Consigliato ai nottambuli.


Link
http://current.com/topics/88834922_hack_the_debate
http://twitter.com/current

domenica, 28 settembre 2008

Choose. Your. Own. Guru.

di valido
PER LEI:

Chi: Gwyneth Paltrow

Url: http://www.goop.com

Slogan: nourish the inner aspect

Spiegati meglio: Make your life good. Invest in what's real. Cook a meal for someone you love. Read something beautiful. Treat yourself to something. Go to a city you've never been to. Learn something new. Don't be lazy.

Chi potreste cuccare: Brad Pitt, Ben Affleck, Chris Martin


PER LUI:

Chi: Andrew W.K.

Url: http://www.awkarchive.com (sezione "text")

Slogan: PARTY HARD!!!

Spiegati meglio: DO WHAT EVER YOU WANT! NEVER LET DOWN! LIFE IS TOO SHORT! NO REGRETS! LIVE HARD! OUR TIME HAS COME!!! LIVE!!! NOW!!! OR NEVER!!!

Chi potreste cuccare: Melissa Auf Der Maur (non verificato)

mercoledì, 17 settembre 2008

Quattordici o quindici cose che penso di lui. A proposito di un ragazzo prodigio.

di FrancescaGrado0

 

LUOGO: BOLOGNA, EMILIA ROMAGNA, ITALY
DATA: 14 SETTEMBRE 2008
SOGGETTO: OVVIO

 

La prima cosa che ho pensato è che non è una cosa bella da far trovare a una moglie.
Voglio dire, no. Non è una cosa affatto bella. Ehi gente, io stavo in una farmacia comunale, voglio dire, stavo comperando la mia dose mensile di pillole anticoncezionali ed era il Giorno Del Mio Compleanno. Cioè, stavo proprio pagando le mie pillole, il Giorno Del Mio Compleanno. Quando me l'hanno detto. Il Giorno Del Mio Compleanno. Mi hanno detto: è morto. Gli auguri, quelli in un post scriptum.
Allora io dico: come, è morto. Non può. E invece mi dicono: ehi, mi dispiace. Mi dicono: impiccato. Auguri, mi dicono. Allora io dico: come, è morto. Dico: comunque uh grazie per gli_ E allora mi dicono: L'ha trovato la moglie non meno di due ore fa. Chiedo al farmacista che ore sono. Sono le undici e un quarto della mattina del Giorno Del Mio Compleanno. Il Nuovo Orrore.
La seconda cosa che penso è al fuso orario americano e a quanto la vita ruoti con la sua laica rigidità anche troppo intorno a un asse. Non. Esistono. Coincidenze.
Adesso però, grazie all'Orrore, c'è qualcosa di cui parlare che è più forte di ogni inibizione, come se fossimo tutti lì e avessimo appena visto lo stesso incidente stradale.
Credo che lo stiamo tirando un po' giù tutti quanti da quella corda.
Una cosa che penso adesso, tra le tante, a mente sgonfia: diventerai il mio personalissimo Quattordici Settembre. Il Nuovo Orrore.
La terza cosa che penso è relativa ai Primi Cinque Minuti Post Orrore, ed è: perché nessuno me lo dice, perché nessuno mi sta vicino in questo blabla. La quarta ben più angosciante cosa che penso segue immediatamente la ben meno angosciante terza cosa che penso e cioè: perché me lo stanno dicendo tutti. E tutti a me. Il Giorno Del Mio Compleanno, ah, auguri, tra l'altro. Qualcosa come uhm n-esponenziale numero di sms, insomma questi barili di messaggi listati a lutto che mi dicono: è morto. E grazie al cazzo che è morto, lo so, cosa volete tutti da me. Perché mi sono tutti vicino in questo blabla, è la quarta cosa che penso.
La quinta cosa che penso è che non sono la moglie che lo ha tirato giù. Sono una vecchia sui tacchi che il Giorno Del Suo Compleanno sta comperando cose che hanno incredibilmente a che fare con la sua Già Di Per Sé Complicata Giornata e insomma, mi sembra già un tantinello difficilotta così, voglio dire, trascorrere il proprio invecchiamento cercando di porre un margine alla Possibilità Di Mettere Al Mondo Potenziali E Impiccabili Geni, ehi gente, qualcuno vuole compiere gli anni oggi. Insieme a me. E a Pier Vittorio (passato, diciamocelo, passato momentaneamente e uh uh neanche troppo ragionevolmente in disparte).
La sesta cosa che penso è che la farmacista ha insistito per darmene due scatole. Due, ehi, diciamolo pure, io sono perfettamente consapevole che, ehi lo so che che mio figlio mi tirava per la giacca, in farmacia, chiamandomi Mamma Sotto Shock, Mamma Sotto Shock, però uh, voglio dire, la genitorialità è l'ultima a morire.
Lui no.

 

[FrancescaGrado0 | # | ma anche no, inchiostro | commenti (12)]

martedì, 05 agosto 2008

Strani sottintesi

di inkiostro

Questo è quel periodo dell'anno in cui la mezza Italia che non è già in ferie sta per andarci, contando i giorni che la separano dalla fuga dalle città roventi lasciate in balia del ghibli e delle saracinesche abbassate. I blog italiani in media non fanno eccezione, e se non abbassano la saracinesca virtuale è solo perchè non ce n'è alcun bisogno, e perchè di solito non ci si riesce mai ad allontanare abbastanza dal computer per decretare una vera chiusura.
Da queste parti -parlo per me, ma sospetto che buona parte del resto delle firme che scrivono su questo blog non facciano eccezione- al momento la voglia di stare dietro la tastiera latita, e se si preferiscono forme di aggiornamento più rapide ed estemporanee come twitter, il tumblr Inklog (che vedete anche qui a destra), Anobii o Facebook, è solo perchè per aggiornarle è sufficiente riaccendere il cervello appena per pochi minuti.
Passate le narcotiche ore di lavoro, il massimo di attività in cui riesco a profondermi è leggere o guardare qualche film o serie TV, fuggendo il PC come non mi capita proprio spesso e lasciando a marcire un sacco di feed interessanti, mail ormai impolverate e post che non vedranno mai la luce(non ho neanche voglia di scoprire quante ore di pratica servano per raggiungere i risultati siglati da alcuni dei miei friends di Facebook sui diabolici Word challenge o Who has the biggest brain?, che per uno competitivo come me equivale a denotare più o meno la morte cerebrale, fate voi).
Se riesco a sopravvivere a questa settimana nel deserto bolognese, nel weekend mi attende Frequenze Disturbate (che se non è all'altezza degli anni scorsi, domenica riserva comunque l'eclettica tripletta di tutto rispetto The Radio Dept, Okkervil River e Massimo Volume) e la prossima settimana l'evento folk balneare di Iron and Wine all'Hana-bi, a punteggiare la mia unica settimana di ferie (hai voluto andare in America a Maggio? Ora suda) prima del probabilmente traumatizzante ritorno ai posti di combattimento, lunedì 18.
E proprio da lunedì 18 sarà scaricabile il disco che segna il rinnovato sodalizio tra David Byrne e Brian Eno, presentato ieri da Strange Overtones, un singolazzo killer di tutto rispetto. Se riesco prima di Ferragosto vi faccio ascoltare ancora un po' di musica, ma se non riesco, avete cotanti nomi con cui consolarvi. Repeat assicurato.

 

David Byrne e Brian Eno - Strange Overtones (MP3) (alt link)

venerdì, 27 giugno 2008

Ormai è la vita che imita le sit-com

di inkiostro

 

I

 

(Inkiostro è seduto a un tavolino che chiacchiera con degli amici)
(Ragazza passa e lo urta)

 

Ragazza: Oooops, scusa. Non volevo...
INK: Figurati.
INK: (sussurrando, dopo che si è allontanata) ...Bellissima..
A: Carina, sì
B: Il tuo tipo
C: Lanciati
A: Cosa aspetti
B: E' il tuo tipo
C: Coraggio
INK: In effetti è molto carina... Dai, prima della fine della stagione...
A: ...la bacerai?
B:   ...te la portarai a letto?
C:       ...metterai su famiglia con lei?
A:          ...farete tanti figli?
B:             ...avrete una villetta con tanti cani?
C:                ...pizze a domicilio e videocassette a noleggio?
INK: ...scoprirò come si chiama
A: Mioddio
B: Aiuto
C: Te mi sa che sei senza speranza

 

 

II

 

(due giorni dopo, su skype)

 

A: Stasera la macchina la prendo io, così stavolta puoi bere.
INK: Ottimo
A: E però la prendo a un patto
INK: Dimmi
A: a patto che intorti la tipa dell'altra sera
INK: ...
A: tanto lavora lì, no?
INK: ok, prometto
A: prometti!
INK: tipo, le sorriderò
A: a piedi ti lascio
INK: dai, chiederò a qualcuno come si chiama
A: tu non hai capito
INK: allora faccio come in una commedia americana
A: Certo
INK: fingo di inciampare e le verso un mojito intero addosso
A: diosanto
INK: Così si ricorda di me
A: Sicuro!
INK: dici che è meglio una birra?
A: aiuto
INK: O un gin Tonic. Non macchia il gin tonic.
A: Portati anche la medaglia che hai vinto al liceo, e appenditela al collo
INK: Idea brillante!
INK: sarebbe bello aver partecipato alle olimpiadi di matematica, almeno una volta
A: Te mi sa che sei senza speranza

 

 

III

 

(la sera, in mezzo alla pista)

 

B: E' lei
INK: No, le assomiglia ma non è lei
A: E' lei
INK: Non è lei
B: Guarda che è lei
INK: Ah sì, è lei.
A e B: ...
A: Vai a ballarle vicino
INK: Fa troppo caldo, poi sembro un cretino
B: Ti sta guardando.
INK: Ma và.
A: Ti sta assolutamente guardando.
INK: Per forza. Sono davanti a lei.
A: Ti sta proprio guardando, è sicuro
INK: Probabilmente è perchè ballo come un cretino
C: Andiamo a casa?
A: Taci tu! Guarda come si diverte ink
INK: Oppure perchè so tutte le parole a memoria
B: Questa canzone non è neanche cantata
INK: E' che ha questa specie di vocoder
C: Andiamo a casa?
INK: E questa voce che probabilmente non dice niente
A: "Sparisci mostro!"
INK: Ma io mi immagino cosa dice. E la canto. Le parole sono l'elenco degli ingredienti di un panino, secondo me
B: Ti guarda perchè sei pazzo, ecco perchè
INK: Senti? Qui dice tipo «sandiwich» e dopo secondo me dice «falafel»
B: Vai a chiederle come si chiama, dai
INK: Oddio!!! Sta andando via
A: Per forza!
B: E' un'ora che ti guarda e tu non muovi un dito
C: Andiamo a casa?
INK: Ho fatto quello che ho potuto
A: Non hai fatto un cazzo
B: Hai cantato le parole inventato di una canzone senza testo
C: Andiamo a casa???
INK: Si vede che non era destino
A: ...
INK: Andiamo a casa?

 

 

Soundtrack (virtuale):
The Last shadow puppets - Standing next to me (MP3)

 

 

(continua?)

 

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (26)]

giovedì, 29 maggio 2008

Ultimamente Inkiostro fa vomitare

di valido


ECCOMI! Scusate il ritardo. Stavo finendo di leggere il post qua sotto di Violetta.
Sarò breve, così finite di leggerlo anche voi.
No davvero, Inkiostro, torna.
Non se ne può più della gente che scrive cose diverse dalle tue.
Io se vedo un nome diverso da Inkiostro non inizio nemmeno a leggere.
A volte mi capita anche quando sono in altri blog: se non ci scrive Inkiostro insulto il proprietario. Così. DEVE sapere.
A tutta questa gente che scrive diverso da Inkiostro (soprattutto a quel pirla che ha avuto addirittura la faccia tosta di aprire una rubrica fissa con tanto di banner personale), dedico questo link, in cui alcune delle menti più brillanti del nostro pianeta per imitare una scena dei Griffin si sono filmate mentre bevono sciroppo emetico e vomitano con violenza.
È una metafora, maledetti impostori, per sottolineare lo schifo che mi fate.
Qua sotto uno dei video a caso (non l'ho visto ma c'è un ciccione, che fa sempre guadagnare in folklore):
 

lunedì, 12 maggio 2008

Ceci n'est pas un post per punti

di FrancescaGrado0
A che cosa serva, domani a scuola da mio figlio, un pigiama, me lo devono spiegare. Non hai capito, mi dice la mia coscienza, leggi bene il diario.
"Tutti gli studenti devono essere muniti di un calderone in peltro, inoltre possono portarsi dietro a scelta un gufo, un gatto o un rospo"

Deficiente, continua lei, non Harry Potter. Il diario, ho detto.

E' uguale, faccio io.

Ma guarda te di chi diamine dovevo essere la coscienza, io. Di una madre idiota, è chiaro

Taci taci! Stanno entrando a Diagon Halley

"Mamma, mamma, quando andiamo a Londra, quest'estate, mi ci porti a Diagon Halley"

"Tesoro. Se vuoi ti porto da H&M. Che è più o meno lo stesso"

Leggi sto avviso sul diario, cristosanto

Ok ok. Leggo l'avviso. "Lunedì 12 maggio lezione di Non Solo Scherma. Metto la tuta e porto una camicia da notte"

Una camica da notteeeeeee? "Una ehm camicia da notte, Tato?"

"No, no, scusa. Devo aver trascritto l'avviso delle femmine, scusa. Basta un pigiama"

"E che cazzo ci fate con un pigiama a scuola scusami eh?"

"Non dire le parolacce mamma"



Dal diario segreto di Tato

Stamattina mi sono svegliato di buonumore e quando mi sono alzato ho visto che il mio pelusc era asciutto, perché mia madre lo mette sempre in lavatrice e io mi arrabbio. L'ho fatto volare per tutta la casa, poi a scuola mi sono tolto la giacca e abbiamo iniziato a fare i compiti di mate. Poi in ricreazione ho vinto la timidezza e ho fatto il mercatino. Quando fu finita la ricreazione, la maestra ci ha fatto finire il problema che era durato per 30 giorni.



Tra i danni del liberismo, annovererei anche google.

Io per colpa di google non mi ricordo più un cazzo. Provate a invitarmi fuori per un aperitivo e parlarmi dei dischi della mia vita. State sicuri che mi ricorderò un titolo su dieci, cifra tra l'altro sulla quale sono basate tutte le Coversazioni Da Aperitivo Che A Un Certo Punto Virano Verso Le Liste Da Isola Deserta, mioddio, come sappiamo essere prevedibili, noi inclinati ultratrentenni quando ci mettete un martini in mano.

Insomma, a nulla sono valse le mie elementari dove, molto più democristianamente rispetto alla scuola radical freak di mio figlio, mi facevano imparare a memoria non tanto i padrenostri, quando i fieri sdegni di certi poeti di qua intorno.

Ecco, io è con fiero sdegno che sottoporrei una fiera cura ludovico a base di carducci alla madre di E. che alla riunione dell'altro pomeriggio ha insistito perché ai "nostri figli (sic) siano dispensate (sic) lezioni di informatica (siamo in seconda elementare, n.d.R.) soprattutto internet (sic)" perché "i nostri figli usano il computer solo come gioco (sic) e invece dovrebbero scolarizzarlo (sic) e imparare che il computer è anche (sic) Educazione (sic), Crescita (sic), Futuro" (sic).

Mioddio.



Dal diario di scuola di Tato

Portare colla

Portare penne cancellabili, una blu, una rossa, una nera.

Portare un oggetto di quando ero piccolo, NON VALGONO vestitini, vanno bene ciucci, biberon, tettarelle.



Tettarelleeeee? Ma Tato, io non ci ho più un cazzo di sta roba.

"Trova qualcosa mamma. Trova qualcosa, altrimenti tutti mi prendono in giro"

"Vado all'ikea e comperiamo un giochino e lo spacciamo per un giocattolo di quando eri piccolo"

"E lo zeitgeist, mamma? Non ci pensi mai?"



Dal diario segreto di Tato:

Ieri mia mamma è andata all'ikea per la seconda volta in due giorni. Io ieri mi ero annoiato quando ci sono andato, e mi hanno fatto anche una foto col vichingo che ho lasciato là, perché la mamma si è dimenticata. Comunque mia mamma l'è andata a prendere oggi, la foto col vichingo (perché ieri se l'era scordata) e quindi è tornata all'ikea. Già che c'era mi ha comperato un pelusc di quelli dell'ikea che si vede che sono dell'ikea di oggi e non di quando sono nato io. Quando la mamma è tornata dall'ikea ha avuto una crisi isterica e allora abbiamo guardato tutte le puntate di will e grace in dvd sul divano.



Io:

a) so a memoria Paolo e Francesca, con considerevoli buchi in mezzo (da poscia che ebbi il mio dottor udito a amor che nullo amato ci saranno qualcosa come centoventidue terzine e io me ne ricordo a malapena due)

b) so a memoria la nebbia agli irti colli, anche senza fiorello

c) ho ricordi vaghi e dolorosissimi dei rondinini che rimangono senza cibo, ma li accavallo indecorosamente con la cavallina storna.

d) vado spedita come un razzo su A zacinto (anche se in qualche verso mi ricorda clamorosamente il sempre caro mi fu)

e) non mi ricordo che devo comperare la colla per la scuola

f) ditemi una qualsiasi battuta di Will e vi risponderò come risponde esattamente Grace. In italiano, però.



Dal diario di scuola di Tato:

(a caratteri cubitali): PORTARE LA COLLA. TERZO AVVISO. STO USANDO QUELLA DEI MIEI COMPAGNI CHE SONO GENTILI E ME LA PRESTANO, MA NON E' COSA BUONA. QUINDI CERCHIAMO DI COMPERARLA, PER FAVORE.



"E se portassimo un mio pelusc, mamma?"

"Ma neanche il tuo primo bavaglino andava bene?"

"Non è abbastanza un oggetto di ehm transizione, hanno detto le maestre. Meglio un pelusc. Il mio primo pelusc."

"Il tuo primo pelusc è Procio"

"Procio Procione"

"Procio Procione, sì"

"Portiamo Procio Procione, allora"

"Portiamo Procio Procione, ma mi devi promettere due cose"

"Dimmi"

"Uno, spiegami subito a che cazzo ti servono tutte ste cose a scuola, il pigiama, Procio Procione, l'oggetto di transizione_"

"Procio Procione è un oggetto di transizione"
"Ok ok. E due: promettimi qui e ora che non lo chiamerai mai e poi mai Procio Procione davanti a tutta la classe. Cioè, non dirai mai_"

"Perché scusa? Lui si chiama Procio Procione. Sarebbe come se tu non volessi essere chiamata col tuo nome e ti chiamassero chessò Carmela"

"Carmela?"

"Carmela, sì. Perché non posso dire che lui si chiama Procio Procione"

"Perché Tato_"

"Sììììì???"

"Perché se ti sbagli, dici un'altra cosa"

"Cosa dico, diamine? Lo chiamo così dai tempi in cui mi volevi sopprimere perché non avevo una dialettica seria con te e piangevo sempre perché volevo la tetta"

"Dici un'altra cosa, con un'altra consonante. E dopo diventa una parolaccia"

"Che parolaccia?"

"Una parolaccia, Tato. Una stracazzo di parolaccia qualsiasi"

"Brocio? Trocio? Urocio?"

"Smettila subito. Ho detto consonante. E fila a letto"

"Grocio. Drocio. Ah, ho capito. Tu non vuoi che dico Zrocio"

"A! Letto!"



Dal diario segreto di Tato

Oggi io e la mamma facciamo Pigiama Day e allora ci siamo messi il pigiama e quando la mamma dormiva un poco nel riposino, io non ho dormito e ho giocato ai playmobil. I playmobil mi piacciono di più dei lego perché sono più da maschio, i lego invece una volta che metto i pezzi dopo non ci gioco più, e la mamma mi ha spiegato che non li fanno più i lego di una volta che si mettono i pezzi che possono servire a tutto, un pezzo lo puoi mettere in una casetta o in una astronave, era uguale. Ah beata mia mamma che ci giocava, coi lego di una volta. Comunque mia mamma è tonta, perché pensa che io non sappia cosa vuol dire Frocio, e invece me l'ha spiegato leonardo, cosa vuol dire, e mi ha spiegato cosa vuol dire anche coglioni vai a fartela dare in culo e toccare le tette. Comunque frocio non c'è niente di male, perché allora anche Will lo è, gli ho detto a leonardo, ma Will chi, mi chiede lui, Will di Will e Grace, ma cosa guardi in tivù tu, mi fa lui, Will e Grace, gli faccio io, e allora se n'è andato a giocare con carlo, che almeno guarda i dragonball, il pomeriggio alla tele.



L'altro giorno il mio fidanzato mi ha sgridato perché dice che non gli faccio mai "vivere dei dopocena".

"Tu dopocena lo metti subito a letto"

Io al mio fidanzato gli vorrei dire di farli lui dei figli e poi dopo tutti i freeclimbing del giorno me lo viene a raccontare lui cosa deve fare subito dopocena.

"Certo che lo metto subito a letto. Non c'è momento migliore della mia giornata", scherzo io.

"Non scherzare. Pensa a questo. Che noi quando eravamo bambini e ci tenevano in piedi dopocena, abbiamo visto alfredino. Lui no. Lui lo metti subito a letto e se continui così non avrà mai alfredini da ricordarsi"

"Io mi devo ricordare la colla, cazzo"

"Tuo figlio canta Charlie e non avrà mai alfredini. Pensaci"



Così una sera lo tengo in piedi.

"Mamma. Cosa facciamo davanti la tivù accesa a volume zero?"

"Facciamo il dopocena, Tato Guarda. Quello che vedi fra vent'anni diventerà una canzone"

"Chi è quella, con quelle due gran bocce?

"TATO, CHI TI HA INSEGNATO QUESTE COSE?"

"Chi è?"

"E' un ministro, tato. Un ministro"

Sta zitto insieme alla tivù per un po'.

"Allora? Cosa ne dici? Idee? Suggerimenti? Curiosità del periodo?" gli chiedo.

"Cos'è il niente, mamma?" dice dopo un minuto.

"Andiamo a letto, tato."

"No, perché se io chiudo gli occhi, voi mi dite che non vedo più niente, ma io in realtà vedo il nero. Il nero che vedo non è niente. Il niente, in quanto tale, dovrebbe essere tutto ciò che non è. Non ciò che è altro. Il nero è altro dalle bocce della signora. Se non vedo più le bocce della ministera_"

"Ministro, Tato, si dice ministro"

"Se non vedo più le sue bocce, vedo comunque qualcos'altro. E non vuol dire che le bocce non esistano più. Le bocce continuano a esistere anche se io non le vedo, e vedo nero_"

"Io ti sopprimerò. Prima o poi ti sopprimo. Ma per il momento ti metto solo a letto."

"Ho capito! Ho capito tutto! Il niente non esiste, perché ciò che è è, e ciò che non è non è. Quindi il niente non può essere qualcosa, perché va da sé che se è qualcosa non può essere niente, e allora non è niente_"

"Cazzo, neanche oggi ti ho comprato la colla"

"_ perché se no sarebbe. Il niente sarebbe. Sono un genio. Buonanotte. Vado a letto"



Dal diario di scuola di Tato

Gentile sig.ra madre di Tato,

è con immenso rammarico che suo figlio verrà espulso da Hogwart, in quanto consumatore a tradimento di colle altrui. Da regolamento, al terzo avviso non rispettato, scade la possibilità di continuare a far parte di questo istituto. Le colpe dei genitori ricadono sui figli, lo sappiamo, è così dalle origini dell'uomo, da quando i figli di Adamo ed Eva hanno pagato per una mela proibita. Detto ciò, ci scusi, ma abbiamo tanto da fare, qui, e così poco tempo.
Arrivederci. Saluti al figliolo.
La direzione



[Il suddetto post ha come unica e indeclinabile utilità quella di essere riuscita a scrivere le parole "frocio", "Harry Potter" e "I playmobil sono meglio dei lego" sul blog di inkiostro. Per il resto, ogni riferimento a fatti e persone non è purtroppo affatto casuale, bentornato ink, a proposito]
[FrancescaGrado0 | # | ma anche no | commenti (13)]

giovedì, 01 maggio 2008

Quasi un tumblr

di punch-drunk


Vi manca il padrone di casa? Avete due opzioni: continuare ad invocarlo fin quando non torna (scelta possibile, risultato improbabile) o consolarvi con questo video che definire geniale è poco ed aspettare. Un premio a chi mi spiega se è davvero pubblicità ufficiale della Microsoft. Saluti.

(via 7yearwinter)

mercoledì, 30 aprile 2008

Nicola!

di batteriaricaricabile


[Premessa]

Quando cinque anni fa nella stessa settimana iniziavamo a bloggare, il cantante preferito di Inkiostro (o così almeno allora avevo capito) era Nick Cave. Di lì a poco sarebbe uscito Nocturama. Quando due anni fa sul mio blog accostavo nella stessa foto Tiziano Ferro, Raffaella Carrà, James Murphy e i Daft Punk mi sentivo solo, molto solo. Poi, in una puntata di Get Black che oserei definire storica, venne dedicato il giusto spazio a Tiziano Ferro e io mi sentii meno solo. La cosa che non tutti sanno è che la traccia audio incriminata era stata manomessa da Inkiostro e quel Nicola era un riferimento subliminale a Nick Cave. Io sono maxcar e anche io sto con Ink.

 

[Svolgimento]

Nella prima parte del 2008 una delle linee di tendenza è stata quella di prendere un cantautore piagnone dal forte impatto gay e calarlo, tra bassi alla Moroder o campanelli natalizi, in un contesto disco-gay elevato al quadrato. Hercules and Love Affair l’ha fatto con Anthony, i Supermayer l’han fatto con Rufus Wainwright. Forse non tutti sanno però che tutto questo era stato già realizzato due anni prima quando Tiziano Ferro aveva chiamato Biagio Antonacci per l’inno disco-lesbo delle donne che Baciano Le Donne. Baciano Le Donne non ha bisogno di nessun trattamento uso pista da ballo, ma a chiusura del cerchio con i due epigoni, ho il piacere di proporre su queste pagine il mash-up impossibile in cui gli alunni tributano il giusto riconoscimento al caposcuola.

 

[Postilla]

Il mash-up nella sua prima formulazione si sarebbe dovuto chiamare Delitto Al Blue Gay. Ritenenendo questo riferimento non in linea con la linea di editoriale di Inkiostro e in coincidenza con una modifica della prima versione, si è optato per un più opportuno Omosessualità 2.0. Come illustrazione poi avevo pensato a due ragazze LEGO che si baciavano, ma non sono riuscito a trovare nessuna foto on-line (possibile che i maniaci del LEGO abbiano rifatto la Bibbia, Guerre Stellari, Thriller, ma non abbiano mai sentito la necessità di far baciare due pupazzetti?!). In sostituzione ho optato per la foto di un tartufo gigante.


 


 


Tizi vs Anto @ Truffle Club - Omosessualità 2.0 (maxcar SupHerc mix)


lunedì, 14 aprile 2008

With teeth

di inkiostro

Se esistesse un manuale del bravo blogger (esisterà, probabilmente), uno dei primi comandamenti reciterebbe che non si comincia mai un post scusandosi perchè si sta trascurando il blog. Ma quando si lavora da tre weekend di fila (quattro, contando anche un paio di pomeriggi a Pasqua), due volte si sono toccate le 12 ore nette lavorate al giorno, e sabato sera, per recuperare due giorni di malattia (di cui uno passato comunque a letto col portatile, da una parte un file XML e i colleghi su Skype e dall'altra una tazza di tachifludec), sabato sera dicevo si sono fatte le due a rispondere alle mail di clienti rompiballe e a portarsi avanti perchè durante l'orario di lavoro normale di tempo non ce ne sarà, preoccuparsi del galateo del bravo blogger (e proprio del blog, in generale) non è esattamente la più importante delle priorità. Del resto uno certe cose se le deve guadagnare, e quando tra una decina di giorni salirò su un certo aereo e vi farò ciao con la manina, capirò che ne è valsa la pena.
Nel mentre chiudo tutte le finestre (ne lascio aperta una per i risultati delle elezioni, così per scaramanzia; ma le dò mandato di non aggiornarsi prima delle cinque, chè gli exit poll abbiamo imparato a ignorarli, con gli anni), tengo aggiornata un'agenda mai così piena, ascolto musica cupa e ripetitiva e stringo i denti. Se tra qualche giorno ritrovano il mio cadavere stecchito davanti alla tastiera, ricordatemi così.

 

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venerdì, 04 aprile 2008

Son giorni un po' così

di inkiostro

[via]

 

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (9)]

giovedì, 28 febbraio 2008

It'a all under control

di inkiostro

[inkiostro fa surf]

 

Continuo a perdere pezzi di corpo e di pensiero, come cantava quello là.
Letteralmente, non riesco più a starci dentro. Per dire, al cinema sto perdendo di tutto, da Paul Thomas Anderson ai Coen che vincono l'Oscar, da Tim Burton alle prese con un musical a Woody Allen che delude i più ma come si fa a non essere curiosi, da Caos calmo che è bello o forse no ma c'è Moretti, allo Scafandro, la Farfalla, l'Ombrello e la Macchina da cucire, e poi continuo a rimandare birre e aperitivi con un paio di amici che ormai mi odiano, e tutti quei concerti a cui non andrò mai, nonchè l'ira di Dio di mail a cui devo rispondere (pazientate, please), tra cui le stagiste della radio a cui ho promesso i contatti (e le mail di presentazione ai contatti, certo), senza dimenticare la pila di libri sul comodino (il nuovo De Lillo, ancora mai aperto, allucinante), e la puntata di venerdì 29 di Get Black da preparare -sarà la cosa più dadaista e bissestile della storia della radio, probabilmente-, che poi subito dopo metterò i dischi al Covo a seguito del concerto degli ottimi Tiger Tiger e ho dei colpi in canna ancora da studiare, e ho ancora una caterva di dischi nuovi da ascoltare (un intero ordine da Play.com ancora imballato, una cartella da 2 giga sul desktop mai aperta), ma poi alla fine non ho deciso che lettore mp3 comprare e continuo a cambiare idea circa una volta al giorno, se poi non porto il passaporto a mia cugina la questura mi blocca il rinnovo e non riesco a espatriare, e tra poco mi scade la patente (tutto ciò, peraltro, fingendo di non avere una decine di ore al giorno occupate dal lavoro, e dalle cose logistiche tipo la spesa e le lavatrici, certo), e a casa ho il pc che dà i numeri e mi sa che dovrò reinstallare tutto (e quindi backuppare tutto), e immagino lo farò questo weekend (anche se sabato sera gli Art Brut al Bronson non me li perdo), insomma, adesso penso a come organizzarmi, tanto ho un sacco di tempo per pensarci, no?

 

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (16)]

martedì, 19 febbraio 2008

Un uomo entra in un bar

di inkiostro

Oggi va così:

A man walks into a bar
orders a beer and a bowl of peanuts
but the bar turns into a spaceship
and the bartender gives him a hair cut
i cant remember the end of that joke
you once told it to me when we smoked
on your fathers expensive cigars
all i remember is the part of a man walking into a bar

How many lovers does it take
to put a light bulb into a socket?
Why did Mona Lisa smile?
I have the answer written down in my pocket.
I just remember I laughed til i cried
because you told it with your funny voice
your southern dialect makes me rejoice
those special times we had
when love was just a silly gag

I know why Mona Lisa smiled
Da Vinci must have been a really funny guy
and laughter is the only way into my heart
I know why Mona Lisa smiled
Da Vinci must have been a really funny guy
and laughter is the only way into my heart

Summer night on a gravel road
you told me about your childhood friend Veronica
who was claimed to have swallowed a toad
and i picked up my harmonica

I know why Mona Lisa smiled
Da Vinci must have been a really funny guy
and laughter is the only way into my heart
I know why Mona Lisa smiled
Da Vinci must have been a really funny guy
and laughter is the only way into my heart

A man walks into a bar
orders a scotch and a bottle of coke
but the laughter is gone in his heart
you never told me the end of the joke.. [#]

Jens Lekman - A man walks into a bar (MP3)

 

[stasera Jens Lekman suona al Teatro Rasi di Ravenna. Venerdì invece è al Viper di Firenze]

 

mercoledì, 30 gennaio 2008

Noi faremo Cin Cin con gli occhiali

di inkiostro

[How glasses affect your image.]

 

 

Bonus track, un meraviglioso classico immortale:

 

Herbert Pagani - Cin Cin con gli occhiali (MP3)

 

giovedì, 24 gennaio 2008

Oggi va cosi'

di inkiostro

Un ottima metafora del mio stato mentale.

 

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (5)]

venerdì, 11 gennaio 2008

Under pressure

di inkiostro

Il mio Slimtimer dice che questa settimana totalizzerò un complessivo di circa 45 ore lavorate. Il che, contando le pause pranzo, i momenti di cazzeggio giustamente esclusi dalla conta, il percorso casa-lavoro-casa, i pasti, le (poche) ore di sonno e la spesa alla coop, hanno lasciato più o meno una decina di ore libere (su 120). Ore pressochè interamente spese nella lettura di Jonathan Lethem, nella visione di Battlestar Galactica, Gossip Girl e Pushing Daisies, nell'acquisto di un paio di pantaloni e nella vana ricerca di un paio di sneakers (punto sempre dolente, come qualcuno ricorderà). Appena il tempo per andare in radio stasera per una puntata presidenziale di Get Black (a chi, al contrario di me, ha tempo da perdere, consiglio il Presidential Pong), e neanche il tempo di riposarsi nel weekend (allocato per una trasferta parentale logistica) che comincerà una nuova settimana di lavoro. Almeno voi -vi prego- mi impedite di perdere tempo pure sul blog?

 

Xiu Xiu feat Michael Gira - Under pressure (Queen & David Bowie cover) (MP3)

 

mercoledì, 02 gennaio 2008

Winter Holidays round-up

di inkiostro

_Back in black. Sono tornato. Anche se non me ne sono mai davvero andato. Come al solito, dai.

 

_Non so perchè, ho i brividi. Quasi me ne dimenticavo: tra 29 giorni negli States ricomincia Lost. Qui il trailer della quarta stagione. (Occhio, ovviamente contiene spoiler).

 

_T-shirts are the new pins. John & Paul & George & Ringo T-shirt: parodie, citazioni, plagi.

 

_Jump this river. Canzone più ascoltata del periodo:

 

To kill a petty bourgeoisie - Lovers & Liars (MP3)

 

 

_Rigenerante. Libri/fumetti letti/riletti: A. M. Homes - La figlia dell'altra (a tratti toccante, ma in definitiva insoddisfacente), Dennis DiClaudio - Io sono paranoico (puro divertissment, da sfogliare e poco più), AAVV - Cinema Now (evviva i coffee-table books, bellissimo oggetto), Alessandro Baronciani - Una storia a fumetti (eccellente), Marjane Satrapi - Persepolis (sempre meraviglioso), Matt Madden - Alla deriva (sempre devastante), Chester Brown - Non mi sei mai piaciuto (Clowes, mangia la mia polvere).

Ancora in lettura: David Weinberger - Everything is miscellanous (illuminante) e David Lethem - La fortezza della solitudine (spettacolare, lo sto divorando).

Ulteriori dettagli e qualche parere più esteso sul mio Anobii.

 

_Pieno backlash. La EMI denuncia che, per far uscire In Rainbows, i Radiohead gli avevano proposto un costosissimo accordo che prevedeva sborsassero 10 milioni di sterline più i diritti di tutti i vecchi dischi. Sul loro blog,Yorke e soci rispondono (ma sostanzialmente, se ho capito bene, non negano). Non è che ci diventano esosi come gli U2?
[frattanto, guarda o scarica l'audio e il video del loro concerto in webcast del 31 dicembre]

 

_Manca solo il doppiatore con la voce di Ridge. Da Cabal, avvincente sfida tra leoni e bufali (con contorno di coccodrilli) ripresa da dei turisti nella savana: La battaglia di Kruger. User-generated documentary?

 

_Prof. Byrne in cattedra. A suo tempo l'ho segnalata su Twitter, ma se vi è sfuggita, imperdibile lectio di David Byrne sulla situazione dell'industria discografica: David Byrne's Survival Strategies for Emerging Artists - and Megastars.

 

_Nei porno, c'è pure chi guarda lo sfondo. Spettacolare gallery su flickr: Obscene interiors.

 

_Unanimous Opinions. E l'ottimo New Year's Eve EP dei Giardini di Mirò (dal 31 dicembre in download a offerta libera dal loro sito) l'avete scaricato, no?

 

_Manca qualcosa? The Worst album covers of 2007 secondo Idolator.

 

_Capodanno bastardo. Da Stereogum c'è Mysplice 2.0, compilation di mash-up liberamente scaricabile. Un paio di pezzi (PJ Harvey + Ratatat, o M.I.A. + A-team Theme) sono eccellenti. Inoltre, per gradire, qui c'è la Best of 2007 mash-up compilation di Simon Iddol.

 

_Segni del declino della civiltà. Occhi a forma di gatta per tutti, con le lenti a contatto di Hello Kitty.

 

martedì, 25 dicembre 2007

Are you coming over for Christmas?

di inkiostro

Belle and Sebastian - Are you coming over for Christmas? (Myspace > MP3)

[nuovo brano natalizio -primo inedio dopo The life pursuit- scaricabile solo oggi dal Myspace della band. Oppure -shht!- qui]

 

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (7)]

lunedì, 17 dicembre 2007

Meglio non si poteva dirlo

di inkiostro

[da Diesel Sweeties]

 

lunedì, 10 dicembre 2007

All my friends

di inkiostro

E' così che comincia.

Torniamo tutti un'ultima volta a casa sua, prima che lasci la casa e si trasferisca. E' uno di quegli eventi pianificati da mesi, perchè di questi tempi è impossibile far combaciare le agende di tutti senza un lungo preavviso. E' come Capodanno, anzi, è meglio di Capodanno. Questa sera ci rivediamo, facciamo una cena come ai vecchi di tempi, quattro ore tra i fornelli, montagne di colesterolo, i bottiglioni di vino di Zampa, una playlist in shuffle che va da un angolo della stanza, e un po' di vecchi amici che, anche se alcuni vivono ancora nella stessa città, da qualche anno non si vedono mai.

E' così che comincia. Ed eccetto la parte con la morale, è come in un film.

 

Sabato sera. Prima della cena, intorno alle 7, mentre -ancora in pochi- cuciniamo, la Valeria ai fornelli e Vinz che fa la cheese cake, mi fermo un attimo, apro una birra, e contemplo la perfezione del momento mettendo su All my friends degli LCD Soundsystem.

All my friends è la mia canzone del 2007, un distillato di vita in sette minuti e quaranta che descrive lo zeitgeist del mio anno come nient'altro riesce a fare. E che, contemporaneamente, sottolinea senza possibilità di dubbio la grandezza di James Murphy, rocker, e DJ e produttore e filosofo, maestro di vita e figura torreggiante nel frammentato e spesso sconsolante panorma musicale contemporaneo. Col suo loop di pianoforte fuori tono che non esplode mai, la sezione ritmica ossessivamente serrata, le chitarre malinconiche e distratte e il cantato col cuore in mano, All my friends è una cavalcata perfetta nella forma quanto nei contenuti; e la cosa, considerando che il suo difficile argomento è il passare del tempo e il dover affrontare i rimpianti della vita adulta, era tutt'altro che scontata.

 

Mentre scontato -o meglio, perfetto- è il suo ruolo sabato sera, perchè All my friends parla esattamente di noi, parla di questo, parla di adesso. Parla di passare i primi anni della vita adulta a seguire un progetto, a costruirsi una carriera, una relazione solida, degli interessi indipendenti, un'autonomia e una qualche forma di autorevolezza nel proprio settore; e di rendersi conto, qualche tempo dopo, che tutto quello che desideri è di essere di nuovo con i tuoi amici, con lo stesso, identico, spirito che le responsabilità ti hanno fatto perdere. E' possibile conciliare le due cose o siamo -sempre- condannati a scegliere, e in ogni momento a rimpiangere la nostra scelta?
Oppure una scelta reale non c'è e possiamo solo limitarci, prima di accorgerci che siamo morti, a fermarci ogni tanto a pensare «Where are my friends tonight»?
Se anche è così (ed è così, temo), e se anche ormai le occasioni sono sempre meno, se quasi tutti viviamo in città diverse, se gli acciacchi cominciano davvero a farsi sentire e se le responsabilità non ci lasciano tregua, una volta ogni tanto è bello poter dare una risposta a quella domanda: qui.

 

LCD Soundsystem - All my friends (MP3)

 

lunedì, 03 dicembre 2007

No more office

di inkiostro

venerdì, 23 novembre 2007

Inkiostro, M. D.

di inkiostro

E nella vita viene il giorno in cui ti svegli, provi ad alzarti dal letto, e non ci riesci.

Da qualche parte nella tua schiena (zona trapezio sinistro, ti dicono) qualcosa ha fatto crack, e che sia una cotrattura o stiratura muscolare, un'infiammazione osteo-articolare oppure -non so- il primo sintomo di lupus o encefalopatia spongiforme (guardo troppo il Dr. House, lo so), il risultato è solo uno: senza cospicue dosi di antidolorifico soffri come un cane in qualunque posizione tu sia, e alcune altrimenti banali azioni quotidiane (come tirare su la tapparella, infilare la manica di una giacca o allacciarti le scarpe) sono fonte di dolori indicibili. Ora sono abbondantemente sedato (e la cosa ha alcuni piacevoli effetti collaterali, devo dire), e tale ho intenzione di rimanere almeno fino a stasera, in modo da non mancare la puntata di Get Black più sgarrupata della storia e il successivo, attesissimo, concerto dei Wombats al Covo.

Per i prossimi giorni, quindi, non spaventatevi se non avete mie notizie. Starò soffrendo in un angolo lamentandomi per il mio sconsiderato stile di vita, aspettando che il dolore passi. E se non passa, comprerò un bastone e mi improvviserò genio della medicina. In ogni caso, non potrà essere peggio di stamattina, no?

 

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (18)]

mercoledì, 31 ottobre 2007

Leggi e impara

di inkiostro

Notevolissimo: 100 reasons why you're still single.
Una selezione:
#2: Credi all'effetto Axe.
#15: Sei tu quello che dà il via al trenino.
#10: Sei Courtney Love.
#32: Tieni un diario dei tuoi sogni.
#52: Hai più di zero pelouches sul letto.
#62: Hai scritto "Dungeon Master" sui tuoi biglietti da visita.
#69: Hai un soprannome che fa rima.
#60: Consideri i Maroon 5 "il tuo gruppo"

 

[e sempre tra le ottime liste di Radar Online: 50 things you should never say (#1: Questa è la mia canzone preferita dei Creed. #9: Scusa, è solo che questa suoneria mi ricorda la mia ex... #47: Sono sempre stato il tipo da deodorante facoltativo) e 100 Self-Help books you can do without (#14 101 cose che avresti potuto portare a termine se avessi viaggiato indietro nel tempo fino al momento in cui hai cominciato a leggere il titolo di questo libro #39 L'orgasmo maschile elusivo #41 La risoluzione dei conflitti: il metodo Pol Pot #66 Sei sicuro che vuoi il secondo? Instillare disordini alimentari nei tuoi figli)]

 

venerdì, 19 ottobre 2007

Weekendturbolento

di inkiostro

Mentre ieri sera alle 8 passate tornando dal lavoro senza ombrello durante il nubifragio più volento in cui ricordi di essermi mai imbattuto realizzavo che il federe mp3 player mi stava alla fine inesorabilmente abbandonando e dopo che avevo fatto tardi per tentare di risolvere il solito stronzissimo bug last minute che spunta sempre fuori prima di una presentazione (senza riuscirci, per la cronaca) dopo una settimana in cui era successo più o meno di tutto (ma niente di bello) uno si sveglia all'alba per andare alla suddetta presentazione, realizza che pure le scarpe si sono rotte, perde due autobus in fila e davanti alla porta dell'ufficio pesta una merda di cane. Ecco.

Fortuna che questa sera c'è Get Black (con, tra le altre cose, il Weekend turbolento PACK in regalo, i Don Turbolento al telefono, la sposa cadavere ospite, e un po' di altre cose che non ho idea, ci penserò come al solito nei 5 minuti che precedono la diretta), domani i Micecars al Covo, dopodomani i Don Turbolento al Locomotiv, poi chissà, magari avrò anche il tempo di dormire, guardare le puntate di Californication arretrate, leggermi un libro e non so, qualcuno vuole un blog in gestione?

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (10)]

venerdì, 12 ottobre 2007

Friday I'm in points

di inkiostro


_Stasera a Get Black: il ritorno di OfflagaDiscoMax, con cui parleremo di uno dei musicisti degli anni '80 che ha più influenzato la sua carriera artistica, a Quiz Black regaliamo Cash - I see a darkness, la bellissima graphic novel di Reinhard Kleist edita da Black Velvet, nell'imprescindibile rubrica della posta del cuore Cuori affranti rispondiamo finalmente alla prima lettera vera (potete indirizzare le vostre a cuoriaffranti @ getblack.it). E poi: Mamma non dire merda, Black Wave, il finto spot, la misteriosa assenza di Fabio, parecchie novità musicali da ascoltare e diverse birre da scolare. Stasera, sui 103.1 MHZ in FM a Bologna e dintorni, in streaming (e nei prossimi giorni -con calma- in podcast).

 

 

_Io sono la gomma, tu la colla: E' uscito. Mi è arrivato. Stasera comincio a leggerlo. E' The gum thief, il nuovo romanzo di Douglas Coupland. Dita incrociate, come sempre.

[e strategia promozionale fuori dal comune, come sempre]

 

 

_In mood cattedratico. E ancora a proposito di Coupland, tra un mesetto il sottoscritto sarà, in buona compagnia -blogghesca e couplandiana-, impegnato a presentare prima della proiezione Souvenir of Canada, il documentario in cui lo scrittore parla della sua terra; ovviamente nessuno dei due speaker è mai stato in Canada. (seguiranno dettagli precisi)
Qualche tempo dopo sarò impegnato a tenere una lezione dal titolo 'Intrattenimento radiofonico e web 2.0' davanti a persone che avranno pagato per ascoltare la stessa (non solo quella, fortunatamente).
E tra non molto il sottoscritto tornerà dietro una cattedra come fa ormai da diversi anni a questa parte come attività collaterale al suo vero lavoro (il giovane imprenditore, è noto), per parlare di web e affini. Mia mamma (ex prof. di Lettere alle Scuole Medie) è fiera di me.

 

 

_Da corvina a esangue, in poche mosse. Se mi chiedeste chi sono le persone chi invidio di più al mondo in questo istante non avrei dubbi: gli stronzi che hanno avuto la fortuna di assistere al concerto di PJ Harvey solo al Beacon Theatre di New York, due giorni fa. A giudicare dalle foto (qui, qui, qui e qui) e dalla scaletta dev'essere stata un'esperienza a dir poco mistica. Quando tornerai in Italia, Polly?

 

 

_In rain, bows. Questo blog non parla del nuovo dei Radiohead. Ma lo ascolta, e tanto.

 

 

_Come tagliarsi i capelli. C'è chi ha già notato qualche piccola modifica al template. Non è niente di preoccupante. Solo insonnia.

 

 

_Twi(s)terismi. esatto ora c'è anche il pannello di Twitter. Solo chi lo usa da un po' può capirne l'utilità  (per gli altri è una cazzata senza senso, e ovviamente hanno ragione); l'importante è che non è un feticcio, non ha un archivio, non ha una grafica. non è nulla che ci si possa dispiacere di abbandonare, quindi, come è comparso, un giorno sparirà.

 

 

_Primiera. Non ne parla quasi nessuno e la cosa, in effetti, non stupisce: domenica ci sono le primarie del PD, e non conosco quasi nessuno che vada a votare. Io sarò a parecchie centinaia di chilometri dal mio seggio, quindi anche volendo devo rinunciare. Altrimenti non so comunque se avrei votato; certamente non il vacuo generalismo di Water, probabilmente non Adinolfi, e  di certo neppure Letta (mi è arrivato a casa un suo deliant con un cruciverba, il CruciLetta. Vi rendete conto?). Però l'ultimo -illuminante come al solito- post di Leonardo, quasi quasi mi farebbe fare un pensierino su Rosy Bindi, una che fino a un anno fa era impresentabile, e che invece ora sembra la più seria e moderna di tutti. Poi è pure mia amica su Twitter. Però non voto, no.


[inkiostro | # | ma anche no | commenti (12)]

venerdì, 05 ottobre 2007

Ripartenze

di inkiostro

Il bello dei periodi di ripartenza come questo è che il tempo sembra avere un valore più alto del solito. La novità non è la sensazione che 24 ore in un giorno siano poche (quella è ormai costitutiva; non ricordo più l'ultima volta che ho pronunciato la frase «non ho niente da fare»), ma l'idea che -per una volta- la maggior parte di esse valgano davvero la pena di essere vissute. Tanto possono cambiamenti apparentemente di poca importanza come un nuovo ufficio, più grande, con un pavimento lucido, il boccione dell'acqua e scintillanti poltrone da lavoro color panna; il tipo di cose che, per il solo esistere, ti migliorano la qualità dela giornata anche se fai le stesse cose di sempre con le persone di sempre. Se, poi, lo intrecci col fermento del primo autunno, che risveglia la vita di una città disperatamente invernale come questa, e inanella più feste, aperitivi, presentazioni e serate in tre settimane che nel resto dell'anno, la cosa comincia a farsi interessante. E quando a questo unisci la prima puntata della nuova stagione di Get Black, stasera alle 21 (dettagli qui), con un sacco di novità, un quiz ogni puntata con premi bellissimi (stasera il My Awesome Mixtape Pack), rubriche deliranti, un sacco di ottimi pezzi nuovi e un sacco di birra da bere, il weeked non può che cominciare col piede giusto. E come se non bastasse stasera riapre anche il Covo, con il concerto dei nuovi beniamini retropòp Lucky Soul (che apre una stagione che presenta molti nomi interessanti, tra cui -e questa è una bella notizia- parecchi italiani), e a seguire il sottoscritto e Marina a mettere un po' dischi in sala piccola; e ci sono talmente tanti ottimi pezzi nuovi da provare in pista che credo non metterò neanche gli Smiths.

Con premesse così promettenti, non so cosa ne sarà di questa stagione: quando si parte, o si riparte, a volte non si sa dove si sta andando. Ma se non sai dove stai andando, tutte le strade portano là.

 

AAVV - Previously on Get Black (MP3)   !

Lucky Soul - Add your light to mine, baby (MP3)



martedì, 02 ottobre 2007

La ricerca della forma perfetta

di inkiostro

Non ricordo la prima volta che l'ho letto. Doveva essere 5 o 6 anni fa, forse su un articolo di Wired; «Il blog è morto», diceva, spiegando come la moda di queste goffe piattaforme per pubblicare online i propri pensieri sarebbe presto finita. Dopo un po' ne ho aperto uno, ed in Italia ce n'era appena qualche centinaio. Ora, solo qua, i blog sono circa mezzo milione.


Con gli anni, come è ovvio, le cose sono un po' cambiate. Rispetto ad allora, oggi ciascuno ha un ventaglio di scelte molto più ampio per decidere che forma dare alla propria presenza online. Si può decidere di esserci anche solo con un volto, qualche parola e una rete di (presunte) amicizie virtuali, si può essere presenti con i propri gusti e consumi (musicali, letterari, cinematografici), si può comunicare unicamente in forma di immagini (ci sono degli account di Flickr così curati e aggiornati che valgono più di tante parole) o di video, oppure scegliere qualche piattaforma che consente di inviare aggiornamenti telegrafici sul modo in cui si passano le giornate e sui pensieri estemporanei che ti capitano. Se hai molto tempo libero, online puoi pure viverci in 3D.


Ci sono un sacco di modi di essere online, e praticamente tutti sono nati dopo il boom dei blog. Per eroderne la quota di utenti, imbrigliarla su piattaforme proprietarie (da rivendere poi a peso d'oro alla corporation di turno) e incantarla con la semplicità d'uso, il carattere distintivo e l'automatismo che un blog, nella sua versatilità, non può e non vuole avere.


Negli anni abbiamo osservato curiosi i collezionisti di account, spinti da un mix di completismo e paura di restare indietro, e ci siamo divertiti a guardare i tanti che passano da una forma all'altra, senza requie. Nascono blogger, si convertono a flickr, provano myspace ma poi no, hanno una breve parentesi come podcaster ma poi passano a twitter, ne capiscono la futilità e si buttano sul tumblr, e chissà cosa apre domani, loro sono pronti. Studiare questa frenetica ricerca della forma perfetta è divertente e istruttivo.


E' divertente e istruttivo perchè dice tanto di noi, e del nostro modo di attribuire agli artefatti cognitivi che noi stessi creiamo dei significati che loro, di per sè, non avrebbero neanche per sbaglio. E' interessante notare come sia più una ricerca di vincoli che di libertà, quella che ci guida, quasi che dovessimo farci dettare cosa fare principalmente dalle cose che non possiamo fare. Ci angoscia così tanto la responsabilità di avere un po' di libertà?


Ultimamente va forte Tumblr, il dimesso mini-blog senza grafica, link e commenti. C'è chi ne apre uno come blocco di appunti semi-pubblico e sempre online, chi ne apprezza la possibilità di monologare senza il rischio di essere smentit da repliche o dal contesto, chi ci si inventa agenzia di stampa di virgolettati che non interessano a nessuno (producendosi nello stesso esercizio di distorsione della parole altrui tipico del pessimo giornalismo di cui non fa che lamentarsi), chi lo usa come minimale valvola di sfogo dalla propria identità online ormai diventata troppo ingombrante e chi, semplicemente, come archivio di quick link che non vada perso nel mare dei bit. E' curioso notare come siano i vincoli e non le nuove potenzialità a delinearsi come una novità liberatoria.


Ogni anno spunta fuori la nuova piattaforma che ucciderà i blog. Dalla sua nascita li danno per spacciati, questi innocui siti gestiti da semplici CMS a ordinamento cronologico inverso, che ad alto livello diventano quasi dei giornali, a basso livello possono essere poco più che una serie di frasette svagate, che possono diventare affollati come forum, veloci come chat, descrivere il loro autore meglio di qualunque diario, svelarne e articolarne i gusti come neanche nei sogni del più fantasioso addetto marketing, eppure tecnologicamente rimangono più o meno gli stessi che erano quando sono nati.


La forma perfetta, per definizione, non esiste. Provate, però, a trovarne un'altra che le contenga (quasi) tutte, nello stesso modo disinvolto in cui ci riesce una cara vecchia piattaforma di blogging. La risposta, piuttosto, è un'altra: volete essere definiti da dei limiti, oppure da delle potenzialità?

 

venerdì, 14 settembre 2007

Today feeling like

di inkiostro

Oggi mi sento così:

PJ Harvey - The Mountain (live @ NRK radio)

 

 

Ma anche un po' così:

Tunng - Bullets

 

lunedì, 10 settembre 2007

Traslocare e' un po' come morire

di inkiostro
Chiedo scusa per la relativa latitanza degli ultimi giorni, ma il sottoscritto è stato impegnato nella messa in scena del film dal titolo 'Come traslocare il tuo intero ufficio in tre giorni', opera che racconta la titanica impresa dell'imballo trasferimento, disimballo, montaggio e installazione di tutto l'ufficio, comprensivo di computer, rete aziendale (ora diventata wireless), con contorno di doppio sopralluogo all'Ikea per acquisto di nuovi mobili, conseguente montaggio degli stessi (la parte più divertente di tutte, ovviamente), imbiancatura finale del vecchio ufficio (di domenica mattina, per gradire) e appendice oggi con arrivo e montaggio di suppellettili varie quali sedie, lavagne, mensole. A parte il brivido nello scoprire di essere ancora in possesso di alcuni muscoli di cui avevo dimenticato l'esistenza, un'esperienza che non voglio ripetere mai più. 

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (4)]

venerdì, 31 agosto 2007

Today feeling like

di inkiostro

The Jealous Girlfriends - The pink wig to my Salieri (MP3)

 

[inkiostro | # | ma anche no | commenti ]

lunedì, 20 agosto 2007

Sono tornato / non me n'ero mai andato

di inkiostro

[Dan Perjovschi - What happened to us? (dettaglio),
Pastello di cera su muro, Venezia (Arsenale) - Biennale Arte]

 

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (5)]

lunedì, 06 agosto 2007

Un post a punti un po' balneare

di inkiostro

Da un paio di giorni sono in ferie e -come volevasi dimostrare- ora che avrei tutto il tempo del mondo per aggiornare questo posto con qualche contenuto decente, non ne ho affatto voglia; si vede proprio che mi sento in vacanza. Per dire: stamattina mi sono svegliato ancora prima del solito, sono uscito a fare una passeggiata al parco, e sono rientrato a casa all'ora a cui di solito ne esco assonnato. Una cosa che normalmente non mi sognerei di fare neanche di notte. 
Prima di scomparire offline per qualche giorno (non temete, prima di ferragosto torno, anche se sospetto che per un po' il ritmo di aggiornamento sarà abbastanza rilassato), qualche segnalazione varia ed eventuale per chi ancora non è riuscito a fuggire dalle radiazioni degli schermi: 

 

_Venerdì scorso i 4 cavalieri dell'Apocalisse di Get black (il sottoscritto, Fabio, Francesca e Offlaga Disco Max) si sono riuniti per il Season Finale della prima stagione dello show acromatico in onda tutti i venerdì sera su Radio Città Fujiko, con una puntata delirante dall'argomento perfettamente in tema con il periodo. Il venerdì precedente il tasso di delirio era stato ancora superiore, perchè c'era ospite Antonio e parlavamo (tra l'altro) degli 883 (dettagli e complimenti da Disorder - grazie!). Come al solito, il tutto è scaricabile nella pagina dei podcast. E, in radio, ci si rivede a fine mese in diretta dal gabbiotto della Festa nazionale dell'Unità.

 

_Come annunciato, il concerto degli Offlaga Disco Pax di sabato all'Hana-bi è stato preceduto dal set dei folgoranti Don Turbolento, che hanno confermato tutte le promesse contenute nel loro EP facendo ballare la folla con la loro electro suonata, un'ottima cover sintetica di I wanna be your dog e un paio di piccole hit come Spend the night on the floor e Take it up. Date retta a me, ne vedremo delle belle.

 

_Letture da ombrellone - fumetti: ho trovato Ferragosto di Luca Genovese più claustrofibico di quanto il titolo suggerirebbe, ma visto il periodo è una lettura consigliatissima, meglio se un torrido pomeriggio, in una città deserta. Se poi non l'avete ancora letta, l'Antologia Vol.2 degli amici di Selfcomics rimane un must.

 

_Letture da ombrellone - libri: finito il deludentissimo La pioggia prima che cada di Jonathan Coe, mi sono gettato nel noir Pessimi segnali di Enzo Fileno Carabba (per ora avvincente, anche se non esattamente il mio genere), e mi aspetta il pluri-consigliato Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron e Avverbi di Daniel Handler, comprato solo per la copertina di Daniel Clowes e perchè lui è il fisarmonicista dei Magnetic Fields. Vi saprò dire.

 

_Visioni da ombrellone: in saccoccia i pre-air dei piloti di Californication e Chuck, entrambi su consiglio di Colas. Anche qui, vi saprò dire.

 

_Ascolti da ombrellone: nessuno dei due è esattamente da ombrellone, ma nell'ultimo paio di giorni mi sono finalmente appassionato ad un paio di dischi a cui non avevo ancora dedicato il giusto spazio: The stage names degli Okkervil River (forse migliore anche di Black Sheep Boy?) e Spirit if di Kevin Drew, già boss dei Broken Social Scene; entrambi eccellenti.
Poi ci sono alcuni advance italici che anticipano un autunno che pare caldissimo (previste uscite di: Amari, Disco Drive, Trabant, My awesome mixtape, Settlefish, Amor Fou, Fake P, presto speriamo Vancouver e Don Turbolento e chissà cos'altro...), ma se ne riparlerà, eccome se se ne riparlerà...

 

_Vi lascio con il già pluri-linkato nuovo singolo di PJ Harvey, che anticipa il nuovo White Chalk, in uscita a fine Settembre. Una scelta spiazzante, che dà a una corta e ipnotica (narcotizzata, sarebbe meglio) ballata per piano il compito di promuovere un disco che pare essere tutto su questa linea: poca o niente chitarra, pezzi corti e non esattamente facili, molto intimismo e poco rock'n'roll. Con queste premesse sarebbe auspicabile un ritorno alle atmosfere del suo capolavoro To bring you my love, ma sospetto che saremo un po' più dalle parti dell'assai meno compiuto Is this desire?. Parecchi dettagli su Uncut.

 

PJ Harvey - When under ether (MP3)

 

martedì, 24 luglio 2007

Strangeways, here we come

di inkiostro
Questa mattina mi sono presentato in ufficio con uno zaino da trekking pieno di vestiti, un paio di libri e lo spazzolino da denti, e ho dichiarato «Stasera dormo qui». La notizia non ha suscitato reazioni apprezzabili. Ho provato a rilanciare spiegando che ho dovuto lasciare la casa per qualche giorno a una ragazza indiano-neozelandese, ma anche questo dettaglio vagamente mondano è caduto nel vuoto. Allora ho grugnito, mi sono seduto, e ho cominciato a lavorare.
Sono un po' stanco, stamattina. Ieri sera, dopo 10 ore di lavoro spese a litigare con Zope, javascipt, CSS e una community di esibizionisti, ho passato tutta la serata a stirare una montagna di camicie arretrate, guardando un paio di puntate della pessima ultima serie di The O.C. L'altroieri, invece, dopo mezza giornata trascorsa a riprendermi dal caldo, sono stato al concerto in spiaggia di un trio femminile newyorkese che vedeva tra le sue fila una sosia di Mischa Barton, l'incrocio tra Emily The Strange e Chloe Sevigny (cit.) e una specie di fotomodella travestita daù bibliotecaria porca. Il giorno prima ho comprato un paio di scarpe di tela da 30 euro, e la sera ho visto un concerto su un balcone (sul balcone il concerto, non io). Venerdì ho trascorso qualche ora nella stessa stanza con una copia degli prima edizione degli Iuvenilia di Carducci (me'cojoni), e la sera mi sono quasi commosso passando alla radio Videoginnastica degli Scisma. Il giorno prima ho lavorato da casa, praticamente in mutande, tutto il giorno, e ho prodotto quanto di solito produco in una settimana.
Sì, sono giorni un po' strani, questi qua. 
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (13)]

mercoledì, 18 luglio 2007

Con criniera marrone/bronzo

di inkiostro

[fotografato ieri sera in Via Indipendenza, a due passi da Piazza Maggiore. Strategia di marketing virale? Volantino di laurea? Velata campagna di protesta sociale? Semplice presa per il culo? Nel dubbio, anche se sarei curioso, io il numero non l'ho chiamato]

 

giovedì, 05 luglio 2007

L'importanza di dormire, e non

di inkiostro

Oggi sono un po' più stanco del solito. In queste notti dormo molto male (e dire che non è neanche troppo caldo), e faccio spesso dei sogni assurdi. In quello di ieri, ad esempio, c'era Fabrizio Frizzi con ai piedi delle Crocs, che conduceva una puntata de I soliti sospetti in cui le professioni da indovinare erano Pittore, Giocatore di tennis, Collezionista di pipe, Giardiniere, Puttana, proprio come in quella canzone di Remo Remotti. C'è qualcosa che non va, dite?


Remo Remotti - Professionismo e non (MP3)

 

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (5)]

lunedì, 18 giugno 2007

Quasi una serie di twit

di inkiostro

Inkiostro oggi:

• è molto stanco

• è un po' abbronzato

• è dispiaciuto perchè Get Black venerdì ha di nuovo saltato un turno (ma ci rifaremo)

• è soddisfatto per essere riuscito a non buttare via l'ennesimo weekend

• muore dalla voglia di ascoltare presto il nuovo disco dei Settlefish (che da quanto si è sentito live sabato sarà un vero spettacolo)

• continua a pensare che la domenica all'Hana-bi di Marina di Ravenna sia uno dei motivi per cui vale la pena vivere

• ieri ha visto la cantante e il chitarrista degli Asobi Seksu fare il bagno prima del concerto

• voleva fotografarli a tradimento e pubblicare sul blog un post in stile Novella 2000, ma il buon senso ha prevalso e si è rimesso a leggere

• sta cominciando ad apprezzare il libro di Ali Smith, perchè ha capito che gli ricorda un po' Michael Cunningham

• ha poi visto il concerto degli Asobi Seksu all'aperitivo, ma non gli è piaciuto granchè

• ha passato una domenica in ottima compagnia, e non crediate che fosse scontato

• è tornato a casa all'una di notte, ed è franato a letto con i piedi ancora insabbiati

• ora però non ha neanche il tempo di respirare, e si rimette a lavorare

 

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (19)]

giovedì, 17 maggio 2007

Ho passato la mattinata dal commercialista, non sto bene

di inkiostro
Oggi va così.
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (6)]

martedì, 08 maggio 2007

Corner stones

di inkiostro

I've stopped my dreaming,
I won't do too much scheming these days
These days, these days I sit on corner stones
And count the time in quarter tones to ten

Nico - These days

 

In questi giorni sono un po' più sfasato del solito. Al lavoro combino la metà di quanto potrei, e a casa perdo tempo e arriva notte senza che io sappia raccontare come ho passato le mie ore. Ascolto sempre due canzoni, una molto vecchia, l'altra molto nuova, due pezzi gemelli che cominciano con la stessa chitarra liquida e raccontano l'immobilismo fatalista di questi primi tempi della fairest of the seasons. Vada come vada.

 

Nico - These days (MP3)

Wilco - Either way (MP3)

 

venerdì, 04 maggio 2007

Checklist della settimana /2

di inkiostro

visto il concerto delle Pipettes, e incrociato all'ingresso del locale Cesare Cremonini e Ballo; tremato all'idea di una possibile futura collaborazione.

passato buona parte della settimana a lottare con Windows Vista e McAfee Internet Security; è come avere due virus nel computer, anzi, peggio.

trasformato in parziali i vecchi feed, per invitare gentilmente chi li usa ancora a passare al nuovo indirizzo.

trovato il modo di attaccare bottone con quella brunetta carina che vedo sempre ai concerti.

visto Spider-man 3, constatato la sua deludente pochezza narrativa, e rimpianto amaramente Spider-man 2. Notato che basta un po' di eyeliner e di gel per diventare cattivo (o sembrare un cretino che scimmiotta i My chemical romance). Meditato di provare.

gnignato assai sui 7 motivi per cui è meglio fare il piadinaro piuttosto il web developer.

ascoltato abbondantemente Pianissimo Fortissimo dei Perturbazione, e concluso che nonostante l'apparenza un po' troppo educata contiene alcuni tra i pezzi migliori di sempre della band di Rivoli. Deciso che nonostante sia l'ennesima volta che li vedo, non mi perderò per nulla al mondo il concerto di sabato all'Estragon.


Perturbazione -
Nel mio scrigno (MP3)

 

preparato quasi nulla per la puntata di stasera di Get Black, perchè con dei collaboratori come Francesca, Fabio e Max Offlaga basta sedersi e godersi la puntata. Tra un po' arrivano il sito e il podcasting, portate pazienza; intanto stasera alle 21 una nuova puntata, sui 103.1 MHz FM a Bologna, e altrove in streaming.

segnalato il ritorno in grande stile di Fabio De Luca in qualunque modo (twitter, GMail Chat, Skype) tranne che via blog. Chiesto se vuol dire qualcosa, e se sì cosa.

trovato tempo e voglia per scrivere dei post decenti.
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (19)]

venerdì, 27 aprile 2007

Checklist della settimana

di inkiostro
lavorato le mie 50 ore settimanali (25 Aprile compreso);
preparato contenuti, file e canzoni per la puntata di Get Black! di stasera. Come tutti i venerdì alle 21, in compagnia del sottoscritto, Fabio, Francesca e Max. Sui 103.100 MHz a Bologna, oppure in streaming;
consigliato allla cugina che squatta nel mio soggiorno una delle migliori osterie della città (che. incidentalmente, non fa cucina bolognese);
preparato i dischi per il DJ set di stasera al Covo. Nonostante sulla pista sia un pezzo difficilissimo, stavolta non mancherà All my friends degli LCD Soundsystem;
ricevuto un warning dal Web Sheriff, e uno pure dal Web Cop (LOL);
maledetto diverse volte la penosa gestione della codifica dei caratteri di Internet Explorer;
[se tutto il mondo usasse Firefox, la mia vita sarebbe bellissima]
visto alla fiera del libro per ragazzi alcune illustrazioni bellissime, e una clamorosa versione di Cappuccetto Rosso che non stonerebbe nel booklet di un disco dei Radiohead;
odiato intensamente la Primavera;
visto un una bella puntata di House, MD,  una puntata abbastanza inutile di Lost, diverse puntate brillanti di My name is Earl, un film promettente ma irrisolto con Giorgio Pasotti, parecchi passaggi geniali di Blob;
dato una svolta alla mia vita.
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (14)]

martedì, 24 aprile 2007

Macchie d'inkiostro /2

di inkiostro

[tales from a defrag culture]



_Se gli androidi sognano pecore elettriche, perchè io sogno teiere piene di topi (sic)?


 _Una rivoluzione: il traffico generato dal social networking rischia di battere quello generato dal porno: Dall'Economist: Devices and desires - Is lascivious online content, traditionally on top, losing its lustre? Giusto per chiarire definitivamente a cosa servono Myspace e i blog.


_In occasione dell'Earth Day, la Dell ha annunciato che per ogni computer acquistato pianterà un albero.
Su Second Life.
[Complimentoni]


_Great ads. Alcuni sono ottimi.


_Heavy rotation della settimana: il nuovo singolo degli Hot Chip, dal loro DJ Kicks. Appiccicoso come tutti i loro pezzi migliori.


Hot Chip -
My Piano (single edit) (MP3)



_Per i nuovi video tratti dall'ultimo, brillante, We were dead before the ship even sank, i Modest Mouse chiedono aiuto al pubblico, con l'ormai classica tecnica del concorso per gli user-generated content. E lo fanno con partner di tutto rispetto (mica QOOB): per Fire it up hanno fatto squadra con l'uberBlogger Stereogum, e per la splendida Missed the boat con Apple. Problemi di budget?


_Wedding cakes for geeks.


_Domani è il 25 Aprile. In merito, l'anno scorso ho detto tutto quello che c'era da dire. Per il resto, è ormai tradizione linkare il classico, meraviglioso, post di Leonardo in tre parti, Cantico del 25 Aprile (1, 2, 3). Buona festa della liberazione a tutti.  


_Google contro Dio. (grazie a Giorgio)
[previously: Google è più famoso di Dio]

 

venerdì, 20 aprile 2007

Get Black! E' gradito l'abito scuro

di inkiostro
Dopo il carbonaro e delirante episodio zero della scorsa settimana, questa sera prende il via ufficialmente Get Black!, il primo show radiofonico di intrattenimento cromatico che andrà in onda tutti i venerdì sera alle 21 sulle fraquenze di Radio Città Fujiko. Get Black! nasce dalle ceneri di Airbag, la trasmissione che ho condotto per quasi 4 anni insieme al socio AndreaNP (che quando gli gira aggiorna ancora l'omonimo blog); ad affiancarmi ci sono la valletta letterata Francesca e il man in black Fabio, con la partecipazione straordinaria di Max, noto anche come voce e penna degli Offlaga Disco Pax. Dal nero di seppia al noir, dal dark al Black & Decker, da Frank Black ai Buchi Neri, un'ora e mezza di eclettiche (al meglio) o farneticanti (al peggio) variazioni sul tema che non mancheranno di allietare i vostri venerdì sera.
Alle 21 sui 103.1 MHz in FM a Bologna e dintorni, oppure in streaming nel resto del mondo.
[a breve sito web, blog, archivi audio e corredo in pizzo]
[inkiostro | # | suoni, ma anche no, b-log | commenti (7)]

mercoledì, 18 aprile 2007

Macchie d'inkiostro

di inkiostro

Random links per un giorno stanco:


_Il tipo di cose che mandano in brodo di giuggiole noi geeks: quale dei grandi siti 2.0 ha la magliore 'server down' page?


_Ci ho provato, ma mi sono stufato presto, e (nonostante sia riuscito ad arrivare all'ultimo livello) non faccio parte di quel fortunato 3% e rotti che ha finito il malefico Boomshine.  


_Il web 2.0 incontra i siti cerco/offro casa: il risultato è l'ottimo Khalla, da poco anche a Bologna.


_25 Reasons You Might Be A Hardcore Graphic/Web Designer: Su tutte, la migliore è quella che vale un po' per tutti i web-addiced: You bookmark a resource more often than you have a fun night out on the town.


_A day in the life of an iPod.


_Il nuovo Arctic Monkeys non è un capolavoro ma tiene botta, e dopo tutto l'hype del loro esordio, direi che è già un buon risultato. La mia preferita è 505:


Arctic Monkeys - 505 (MP3)



_Uno scambio di battute tra i e Pi greco: «Be rational» «Get real».


_Da vedere: Crazy things people do with books.

 

lunedì, 16 aprile 2007

Aprite, vi prego

di inkiostro

[questa meraviglia è di Pascal Campion]

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (12)]

mercoledì, 11 aprile 2007

Post incredibilmente brillanti che non ho il tempo di scrivere

di inkiostro

Ok Computer
- FixMBR, fixboot, vari scandisk, downgrade del firmware dal masterizzatore da DOS, console di ripristino, riparazione dell'installazione di XP e reset del BIOS: la guerra epica tra me (con il fondamentale contributo di mio fratello) e il mio PC. Vittoriosa, pare, e senza la perdita di un singolo bit. Ma ci è voluta quasi una settimana.

Una presa per il culo di 1200 pagine
- Ce l'ho fatta, ho infinito di leggere Infinite Jest di David Foster Wallace. E' una cagata pazzesca. Oppure no?

Pasqua con i tuoi
- cibo, dormire, cibo, dormire, cibo, dormire...

Riot Radio
- Cosa succederà il venerdì sera su Radio Città Fujiko? E, soprattutto, che titolo avrà quello che succederà?

Good taste intruders
- Il nuovo singolo di Bjork è un po' inutile. Non brutto, proprio un po' inutile.

Cose improbabili successe questo weekend
- Adriano Sofri ha scritto un articolo su Second Life, e io ho finalmente imparato a stirare una camicia (forse).

Oops, I did it again - Ve lo dicevo, oggi non ho tempo.
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (16)]

mercoledì, 04 aprile 2007

They were bad times before they even were good times

di inkiostro

Sembra passata una vita, ma erano solo tre anni fa. Era una primavera di pensieri e nullafacenza, di sveglie tardi, pomeriggi a ciondolare in giro per la città e serate la cui unica preoccupazione era quella che finissero il più tardi possibile. Nonostante allora non me ne rendessi conto, era un periodo unico nella mia vita; in quei giorni, il disco che girava fisso nel lettore era quello dei Modest Mouse
Per un eterno pessimista come me, Good news for people who love bad news era una sorta di messaggio evangelico, la perfetta colonna sonora all'incoscienza data dall'impenetrabilità del futuro e dal sottile masochsmo dei periodi buoni in cui ti rendi conto che i «good times» ti stanno uccidendo, e ti lanci in picchiata verso l'abisso con la tenace, folle, convinzione che «it will all float on ok».


Ora -non c'è neanche bisogno di dirlo- tutto è cambiato. E due settimane fa la band di Issaquah è tornata, dando alle stampe un seguito al suo capolavoro (We were dead before the ship even sank, che ha peraltro esordito al primo posto della classifica dei dischi americana; non che la cosa conti granchè, in realtà), che fin dal titolo è animato da uno spirito ben diverso rispetto al suo predecessore. Dove là c'erano buone notizie pronte a cambiare la vita di chi non voleva neanche ascoltarle, qua c'è un naufragio assai poco metaforico che infierisce su un equipaggio già di suo passato a miglior vita. Nel disco i Modest Mouse riescono nell'impresa impossibile di far andare d'accordo indie-rock e hit parade, e di coniugare una cupa allegria dei naufragi che odora lontano miglia di nichilismo e certi anthem che già riempono le piste dei locali e le heavy rotation delle radio.


Ai primi ascolti avevo liquidato il disco come «carino» ma -per definizione- non all'altezza del suo predecessore; ora, però, non ne sono più tanto sicuro. Più ascolto il pop sporcato di funky di Dashboard e We've got everything, le ballate filosofiche Missed the boat e People as places as people o il clamoroso folk infiammabile degli 8 minuti e mezzo di Spitting Venom più cambio idea. Un disco magistrale interamente costruito intorno alla voce di Isaac Brock, talmente monumentale, rauca e polimorfa da far passare in secondo piano persino le chitarre rotondissime di Johnny Marr, i numerosi, fondamentali, contrappunti vocali di James Mercer degli Shins, la produzione mai così nitida e una sezione ritmica quadrata sempre sull'orlo della schizofrenia. Ma soprattutto We were dead before the ship even sank è capace degli stessi straordinari squarci di lucità che mi hanno fatto amare così tanto Good News:


Everyone's unhappy, everyone's ashamed
Well we all just got caught lookin at somebody else's page
Nothing ever went, quite exactly as we planned
Our ideas held no water, but we used them like a dam

(Modest Mouse - Missed the boat)


Zeitgeist in quattro versi, e tutti a casa: Brock centra un discorso straordinariamente rivelatorio dei tempi che sto (stiamo) vivendo, in cui le cose non vanno mai secondi i piani (gli stessi piani di All my friends degli LCD Soundsystem, quelli che, dopo essere stati faticosamente messi in atto, si cerca disperatamente di abbandonare), e le idee, diga o carena che siano, non riescono a prevenire il naufragio.


While we're on the subject, could we change the subject now?
I was knocking on your ears, don't worry, you were always out
Lookin toward the future, we were begging for the past
Well we know we had the good things, but those never seem to last
Oh please, just last.

(Modest Mouse - Missed the boat)

Update - E' confermato: i Modest Mouse saranno all'Estragon di Bologna lunedì 4 Giugno per il RockER Festival.

Modest Mouse - Missed the boat (MP3)

Modest Mouse - Spitting Venom (MP3)

 

giovedì, 15 marzo 2007

Piu' link, meno fritto

di inkiostro
_Come dicevo un paio di giorni fa, questo pomeriggio me ne vado per qualche giorno a Bruxelles. Grazie a tutti quelli che mi hanno dato delle dritte, per quanto posso ne farò tesoro Vi lascio con un po' di link. _Aprire una birra con un pezzo di carta.
_Il nuovo singolo degli Arctic Monkeys, Brianstorm (MP3 qui, video qui), dopo qualche ascolto è passabile ma un po' troppo Klaxonato. Voi che ne dite?
_Foto di gente che dorme. Affascinante. 
_Lo sapete tutti: Viacom (quindi, tra le altre cose, Mtv) ha denunciato Youtube (quindi Google). A latere, leggevo qui che agli Mtv Movie Awards stanno pensando di aggiungere un premio anche per i video user-generated. Bello, tu li crei, li uploadi su YouTube, e...ooops, niente, come non detto.
_Io vado fino a Bruxelles per vedere gli LCD Soundsystem, e tutto quello che interessa a Murphy è avere dei calzini nuovi in ogni locale in cui arriva. [Murphy ha un blog, non ve l'avevo detto?]
_One thing that PC users can do that Mac users can't. Brillante.

martedì, 13 marzo 2007

Phishing for advice

di inkiostro

1. Sto tentando di uscire vivo dalla lettura delle 1200 e passa pagine di Infinite Jest, monumentale e interminabile opera di David Foster Wallace che è riuscita in un colpo solo a ridefinire il significato del termine «presunzione» e quello della formula «sprazzi di genio in mezzo a una montagna di cazzeggio inutile». Al momento viaggio intorno alle 850 pagine e sarebbe un peccato abbandonare ora; ma ogni giorno me lo chiedo: abbandono?


2. La cosa che mi ha colpito del concerto dei Klaxons di sabato non è stata tanto la musica (inaspettatamente godibile ma insopportabilmente mediocre e fals(ettat)a) nè il pubblico numeroso, giovane ed entusiasta, ma il look (o meglio, l'assenza di look) apientemente sfoggiato dai 4 giovani albionici, e in particolare le loro frangette. Non erano le frangette britop dei Blur nè quelle artsy degli Smiths, e neanche le frangette™ dei Franz Ferdinand, eppure erano inequivocabilmente frangette. Come definirle?


3. Lo scorso weekend ho comprato una lavatrice. Stasera vado a prenderla e me la porto a casa, da solo. Tutti mi dicono che sono pazzo. Sono pazzo?


4. Sono l'unico a pensare che Gregory House, Medical Doctor sia il più notevole personaggio finzionale creato negli ultimi 10 anni, e che come grandezza gareggia con Sherlock Holmes?


5. Il prossimo weekend vado a fare un giro a Bruxelles (incappando peraltro, guardacaso, nel concerto degli LCD Soundsystem all'Ancienne Belgique). Anche se sono già stato anni fa in città mi serve qualche dritta: un bel club dove andare a ballare? Negozi consigliati? Mostre interessanti?

lunedì, 05 marzo 2007

E' di nuovo lunedi', e tutto cio' che ho in mano e' un misero post a punti

di inkiostro

_E' di nuovo lunedì, e sabato sera è successo un evento singolare. No, non l'eclissi di luna ma, ad occhio, la prima (e l'ultima?) volta che qualcuno che ha preso il massimo dei voti su Stylus Magazine (perchè il recensore è completamente pazzo, ma questo secondario) vince il festival di Sanremo.

_E' di nuovo lunedì, e noto che molti di voi non hanno ancora aggiornato il feed reader. Questo è il nuovo indirizzo, claro?

_E' di nuovo lunedì, e domani sera a Bologna, da Modo Infoshop c'è Ritorno all'era del porco - Gianluca Morozzi incontra Max Collini (Offlaga Disco Pax). Uno scontro tra titani, chi rimarrà in piedi?

_Thom Yorke speed painting - A time lapse digital painting. Wow.

_E' di nuovo lunedì, e questo tizio fuma con gli occhi. Don't try this at home, direi.

_E' di nuovo lunedì, e in questo weekend non ho messo il naso fuori di casa.

_E' di nuovo lunedì, e la cosa non è collegata con il punto di prima (anche se potrebbe sembrare) ma con la vecchia usanza del Monday gaming: qua c'è Gateway II. Difficile.

_E' di nuovo lunedì, e pare che io sia l'unico a cui il video di Dashboard dei Modest Mouse sembra bruttino, e quello di I'll do whatever you want dei Memphis (sì, quelli di Torquil Campbell degli Stars) commovente. Ma mi sa che sono storto io.

_E' di nuovo lunedì, e se avete 10 minuti liberi, cimentatevi con questo. Mi raccomando, non dimenticate la Polinesia francese.

_E' di nuovo lunedì, e il prossimo venerdì non mi è mai sembrato così lontano.

venerdì, 16 febbraio 2007

Dichiarazione d'intenti oltremodo sibillina

di inkiostro

Dopo aver letto questo post del blog del New Scientist e aver visto questo straordinario video, il presente blog si dichiara categoricamente non newtoniano.

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (9)]

martedì, 06 febbraio 2007

E il vincitore del Festival di Sanremo e':

di inkiostro

Per saperlo non dovere far altro che cliccare nel link qua sotto ed ascoltare. Tutto ciò grazie ad Eddy Anselmi, già autore e voce di alcune delle più brillanti trasmissioni in onda su Radio Cittò Fujiko, nonchè creatore e gestore di www.festivaldisanremo.com, il sito indipendente sul Festival di Sanremo (a giorni verrà lanciata la versione 2007 del sito, intanto c'è qui quella dell'anno scorso). Una decina di giorni fa Eddy ha tentato di indovinare per noi di Airbag la top 5 dell'edizione 2007, e considerata la sua sterminata cultura musicale e la sua minuziosa conoscenza delle meccaniche che muovono la kermesse del teatro Ariston, mi mangio il cappello se alla fine non ne avrà indovinate almeno 4 su 5. Scommettiamo?


Eddy Anselmi - Top 5 Sanremo 2007 (Airbag, 26-01-07) (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, ma anche no | commenti (5)]

giovedì, 01 febbraio 2007

Salvare capra, cavoli e industria musicale

di inkiostro

Ormai lo sanno anche i sassi, il mercato discografico è in crisi, e i dischi non si vendono più. Costano troppo, spesso sono dotati di sistemi anticopia che rendono impossibile l'ascolto sulla maggior parte dei lettori, ci sono tantissimi modi per ottenerne la musica in maniera alternativa, senza spese e forse più comoda, e si diffonde sempre più l'idea secondo cui la musica è quasi un diritto, impalpabile, passeggera e gratuita come l'aria che respiriamo. Quello che si compra è un supporto che la ferma nel tempo e la custodisce in una bella confezione da mettere in fila accanto alle altre, oppure un'esperienza, quella del concerto, che la rende viva una tantum nelle mani di coloro che l'hanno creata, e ce la fa condividere con i corpi che ci circondano nel buio della platea. Non si tratta di decidere se sia giusto o sbagliato, bello o brutto; le cose ormai stanno così.


Se la musica è di tutti, e quello che si vende sono il disco o (soprattutto) il concerto, l'unico mezzo con cui l'industria discografica può salvarsi dal fallimento è probabilmente quello di combinare i due prodotti, facendo in modo che il supporto e l'esperienza si vendendano l'un l'altro. Oltremanica e oltreoceano se ne sono già accorti da un po'; ecco quindi i live in-store (come quelli organizzati proprio in questi giorni in giro per gli States in occasione della pubblicazione del nuovo disco degli Shins), concerti di ridotte dimensioni organizzati dai negozi in cui l'accesso è consentito solo contestualmente all'acquisto del disco (previa prenotazione, di solito). Ma ci si potrebbe spingere ancora oltre, immaginandosi inediti pacchetti Disco + Concerto che consentano di risparmiare non poco rispetto alla somma dei prezzi separati e che, adeguatamente incentivati, portino più frequentatori di concerti all'acquisto del disco e più acquirenti di dischi ai concerti.


Pensateci: e se il concerto della promettente indie-band svedese invece di costare 8 euro ne costasse 16, ma all'ingresso vi dessero anche il loro ultimo disco (o un EP a tiratura limitata con inediti e qualche cover appetitosa)? E se il cd del combo punk-funk newyorkese costasse 25 euro ma comprendesse un biglietto per una delle date italiane a vostra scelta (magari una data unica con pochi posti disponibili, come quegli insopportabili showcase milanesi a cui spesso e volentieri si limitano molte delle band più interessanti che ci sono in giro)? Non sarebbe una combinazione che fa guadagnare tutti (o, al limite, semplicemente una brillante strategia di marketing)?


Ovviamente non tutto è così facile. è chiaro. I concerti sono organizzati dai promoter o dai locali, mentre ai dischi pensano invece etichette e case discografiche, e le due cose, per quanto possa sembrare assurdo (perchè -pensateci- è assurdo), non sono affatto collegate, e coinvolgono attori, tempi e regole completamente diversi. Con le major e le grandi produzioni al momento c'è poca speranza, ma le piccole etichette, se lo volessero, potrebbero facilmente tentare questa strada, e scoprire se paga davvero.

Secondo voi si può fare? O da noi cose del genere non possono funzionare?


[Ma non ho proprio niente di più importante a cui pensare?]

domenica, 31 dicembre 2006

New Year's Eve

di inkiostro

And so when you're down
I'll lift you up, I'll be the one
who's always sure of where you are
and all the things you need to know
and when you're tired and think the moon
forgot to shine on New Year's Eve
just wait for me to show you

(The Apples in stereo - Sunndal Song)


(Già la mia canzone del 2007, da New magnetic wonder, in uscita il 7 Febbraio e già mio probabile disco del 2007)


The Apples in stereo -
Sunndal song (MP3)

 

mercoledì, 27 dicembre 2006

Get behind me, Santa

di inkiostro
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (16)]

lunedì, 25 dicembre 2006

Il vero blogger

di inkiostro

Si vede perchè, per il secondo anno di fila, posta anche il gorno di Natale ma non sa cosa scrivere.


[Tutto quello che avevo da dire l'ho detto nello speciale natalizio di Airbag, ottanta minuti di delirio e canzoni a tema scaricabili da qui. Buon Natale.]

 

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (4)]

giovedì, 07 dicembre 2006

Istinto di autoconservazione

di inkiostro
Quando mi chiedo per quale motivo io tenti di celare con tanta meticolosa attenzione i periodi di calo di motivazione o di voglia zero che spezzerebbero la quasi matematica cadenza quotidiana feriale di questo blog, non so mai darmi una risposta. Quando osservo i blog degli altri, tutti buchi e ritorni, momenti di frenesia grafomane alternati a lunghi silenzi senza spiegazione, chiusure più o meno temporanee e dichiarazioni più o meno credibili di mancanza di argomenti, tempo o stimoli a scrivere, sono affascinato ma privo di comprensione. Quando sulla scorta di quegli stessi cali di voglia e tempo, di solito abbinati alla svalutazione di tutto ciò che nel corso del tempo il blog, più o meno direttamente, ha portato nella mia vita e a una onnicomprensiva sfiducia nello strumento in sè, provo a prendere in considerazione l'ipotesi di mettere un punto a capo ai quasi 4 ininterrotti anni di queste pagine (millequattrocentoventisei giorni, duemilasettantasette post) per dedicarmi ad altro, non so bene come mi ritrovo sempre qui davanti, senza nulla di importante da dire ma con la voglia di farlo.
E' un brivido con cui quasi mi sollazzo, quello di immaginare cosa (mi) succederebbe se lo facessi. Sprofonderei nell'alcool? Ricomincerei a leggere un numero decente di libri e ad andare al cinema almeno una volta a settimana? Tornerei ad avere una vita sociale? Gli amici scommetterebbero sulla mia durata senza un blog? Riprenderei a dormire più di 5 ore a notte? O, semplicemente, sarebbe come quando lasci una ragazza, in cui l'esaltazione iniziale lascia presto spazio a noia e disorientamento?
La risposta non la so. E non posso saperla a breve. Perchè persino quando vorrei e dovrei scrivere le banalità di cui sopra, o prendermi una pausa salutare dall'assillo autoimposto dell'aggiornamento giornaliero, non riesco a resistere e finisco per scriverci sopra un (meta)post. Temo proprio che non ci sia niente da fare.
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (12)]

giovedì, 30 novembre 2006

Il piccolo isolazionista

di inkiostro

In questo periodo cammino molto.

Infilo gli auricolari bianchi, rigorosamente non marchiati Apple per una sorta di buon senso anticonformista residuo degli anni del liceo, metto una giacca nera comprata qualche anno fa per pochi euro e una sciarpa di tre colori nessuno dei quali saprei definire e fendo il centro da una parte all'altra come un coltello.

Di prima mattina, quando il cielo è cupo, il sole -se c'è- freddo, e gli occhi faticano a stare aperti, di solito il mio bozzolo bianco contiene rock fatuo ed inutilmente entusiasta o indie-pop narcoticamente rassicurante nella sua prevedibilità, quasi a simulare un barlume di attività cerebrale che vorrebbe anche svegliarsi ma ha paura a farlo. Poi arrivo al lavoro, grugnisco un saluto ai miei soci che sanno che gli rivolgerò di nuovo la parola solo molte ore dopo, e accendo il computer. Un numero random di ore dopo saluto, mi infilo nell'ascensore e mi preparo ad altri 45 minuti di camminata, coi capelli mai abbastanza spettinati e lo sguardo di chi ha visto qualcosa di sconvolgente che non vuole raccontare. Il bozzolo bianco a quel punto contiene spesso e volentieri Silent Shout dei The Knife, ratificando la metafora del coltello di cui sopra in una simmetria troppo inquietante per essere meditata.

Le mie lunghe camminate soddisfatte e solitarie, col bozzolo bianco di Silent Shout e lo sguardo che attraversa i passanti ed è da essi attraversato, piacerebbero a Tommaso LaBranca, e in particolar modo alla sua versione confessional sfoderata nel corso delle 249 pagine de Il piccolo isolazionista. Nella sua, imperfetta, fusione di intimismo dichiaratamente a buon mercato, teorizzazioni di una metafisica pop sempre filosoficamente ineccepibili e divagazioni destrutturate che non avrebbero sfigurato in uno dei suoi leggendari blog, Il piccolo isolazionista fotografa le mie  inquietudini con una precisione che a volte mi spaventa. Certo, la musica non è la stessa, lo scenario periferico e metropolitano ha qui connotazioni di tutt'altro tenore e il tono dell'autore riesce sempre ad essere canzonatorio quel tanto che basta a non ricadere nell'autocompiacimento di cui commenti come quello che state leggendo, sono, invece, profondamente intrisi. Le differenze, però, non hanno altro effetto che quello di far risaltare ancor di più i punti in comune

Prima di tornare a casa, di solito, mi fermo al supermercato a fare la spesa. Mentre mi aggiro come uno zombie tra il reparto frutta e verdura e il pane, valutando attentamente quale prodotto sarà in grado di colmare il vuoto e di risollevarmi l'umore sul finire della giornata, non scambio parola con anima viva ma non riesco a fare a meno di osservare le altre persone e cosa i cestini della spesa svelano di loro.
C'è il vecchio che ha comprato solo confezioni di cibo per gatti.
C'è la signora di mezza età col petto di pollo e un po' troppe bottiglie di Peroni.
C'è la ragazza che pare campare solo con insalata, Vitasnella e Filadelfia Light.
Ci sono gli studenti che questa sera banchetteranno con penne alle melanzane, lambrusco e saccottini.
Poi c'è un tizio anonimo, con lo sguardo perso, che ha nel cestino più o meno le stesse cose che ho preso io. Alzo lo sguardo, e mi accorgo che sto guardando la mia immagine, riflessa sul vetro degli sportelli del reparto surgelati. Non sono diverso da loro.
Prima di infilarmi di nuovo nel bozzolo bianco degli auricolari e di rimettere il pilota automatico per la strada verso casa, non posso fare finta che non sia così.

venerdì, 24 novembre 2006

Non so se ci sia un nesso /2

di inkiostro

Un discorso pretenzioso, in potenza. I tempi che cambiano, il mercato discografico che cambia, le cose nuove sempre meno piacevoli di quelle vecchie. O forse solo strategie di marketing più o meno improvvisate, che per una svista o la solita caccia al tesoro virale -non lo sapremo mai- rovinano il crescendo dell'attesa e ti recapitano un disco sull'hard-disk quasi prima che tu venga a sapere della sua esistenza.
Avrei voluto scrivere di quel percorso che cominciava già mesi prima dalle dichiarazioni fumose nelle interviste, poi le poche righe di news lacunose su Rumore che mettevano l'acquolina in bocca solo a leggerle, quindi le foto promozionali, con look nuovi o rughe inedite mostrate a tutti senza una parola, poi il singolo, che se andava bene c'era Planet Rock che te lo passava prima ancora che uscisse, e tu lo registravi su una TDK C90 e lo riascoltavi decine di volte voice-over compresi, quindi i lati B, e quello che la loro collocazione periferica sottintendeva, poi qualche volta persino il video, di solito di notte, dopo ore di attesa. Quando mettevi le mani sul disco, e a volte erano passate settimane dalla data d'uscita ufficiale (chè si sa che i negozi di provincia hanno i loro tempi), ti ci aveva portato una strada fatta di pieni e vuoti da colmare, che influenzava la tua percezione del disco almeno quanto la musica che questo conteneva, e a volte di più.
E' per questo che i dischi che aspetti, quando ci metti le mani così, non ti interessano poi così tanto, e ti piacciono ancora meno? E' per questo che le uniche cose che riescono a smuoverti sono le scoperte casuali? Esiste un valore assoluto che costringe all'attenzione a prescindere da date, supporti e strategie promozionali, o siamo schiavi delle condizioni di fruizione, e queste condizioni non ci piacciono più? 


Grinderman (Nick Cave, Warren Ellis & co.) -
Don't set me free (MP3)
Grinderman (Nick Cave, Warren Ellis & co.) - Vortex (MP3)

 

giovedì, 23 novembre 2006

Non so se ci sia un nesso

di inkiostro

Non riesco più a star dietro a tutto, in realtà. Stamattina alle 8 ha debuttato in radio Pop Flakes (poi quando ho un po' di tempo vi spiego, magari metto anche su un podcast, vediamo), sabato si è di nuovo in console per quello che, conoscendo le persone coinvolte, sarà probabilmente il party del millennio (Milf, quando dicevi di invitare un po' di amici, intendevi anche i lettori del blog?), nel mondo non ci si può fidare più neanche dello Zecchino D'Oro, la seconda serie del Dr. House finisce con un paio di battute memorabili, ieri sera prima di dormire ho letto sull'ultimo Klosterman una vecchia intervista a Britney Spears (versione online un po' tagliata qui) intitolata Piegando cucchiai con Britney Spears e contenente la frase «Britney is like Max Weber», nella mia camera sembra sia esplosa una bomba atomica, il numero di film che sto per perdermi al cinema raramente è stato così alto, al lavoro sono alle prese con quell'infame esercizio di design splendidamente vintage che sono le newsletter in HTML, non ho ancora neanche comprato Playlist (che, comunque, leggerò dopo Infinite Jest, quindi probabilmente nel 2012), ieri ho pulito la ventola di una CPU con pinzette da ciglia e phon, sto mancando clamorosamente tutte le graphic novel pubblicate da Repubblica, e credo di aver bisogno di un analista. Finchè non ho anch'io le allucinazioni, però, va bene.

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (13)]

mercoledì, 25 ottobre 2006

Not enough coffee

di inkiostro

_ Ho sempre sospettato che ci fosse un modo migliore per usare i computer..

_ Secondo Rockol, Violetta Beauregarde parteciperà a un porno e scriverà un libro. Non si può dire che non sia versatile.

_ In questi giorni (ehm, volevo dire mesi) mi sento pericolosamente vicino alla serie di strip di Dilbert dedicate alla caffeina:


[notevoli anche questa e questa]

_ Visto che qualcuno mi chiedeva cosa sarebbe questo benedetto web 2.0., ecco 10 definitions of web 2.0. and their shortcomings.

_Vogliate gradire un inedito live dei Kings of Convenience:

Kings of Convenience - The boat behind (live) (MP3)


_ Come si diceva qualche giorno fa, stasera al rinnovato Circolo della Grada, in via della Grada 10, c'è la nuova serata di Radio Città Fujiko, ancora neonata ma piena di promesse. Stasera in consolle ci sono il sottoscritto + AndreaNP, coi visual di Milf. Non garantisco nulla, ma il bello delle cose nuove non è proprio quello? Dalle 23 in poi, Ingresso gratuito con tessera ARCI.

lunedì, 18 settembre 2006

May your shade be sweet

di inkiostro

Giusto per darvi un'idea dei livelli astrali di glamour che è in grado di toccare il tenutario del presente blog, candidato diqquà e linkato dillà, il momento più bello del mio weekend è stato guidare in mezzo al nubifragio lungo la A14 ascoltando gli Sparklehorse a tutto volume e pregando che la Società Autostrade (si chiamava così, una volta) quest'anno avesse deciso, per una volta, di non tagliare la voce dei costi relativa alla spesa in asfalto drenante. C'è questa canzone che si chiama Shade and honey (che era già uscita anni fa nella colonna sonora di un film che non ho visto, cantata da uno degli attori; non da Lou Barlow, però, che pure recitava nel film), che avrò ascoltato di fila circa 10 volte, perchè se una delle auto che mi superavano ai 190 si fosse trovata a sbandare e i suoi pneumatici Bridgestone avessero perso la tenuta di strada, mi sembarava un pezzo particolarmente bello per morirci su.
[Non li faccio spesso, pensieri del genere. ma quando capita sono estremamente dettagliati, tipo con la sensazione fisica dello schianto e il momento interminabile in cui ti rendi conto che i giochi sono fatti. E con le immagini del funerale, il dettaglio di tutti i presenti e gli assenti, chi piange e chi no, chi ha tirato fuori qualche scusa per non venire e chi invece era meglio che se ne stava a casa, cose così. E' talmente un clichè che a indulgere in pensieri simili uno non si sente neanche in colpa, ammesso che debba.]
Poi ha smesso di piovere. Sono stato distratto da certi pensieri su un progetto di lavoro, ho cambiato disco, e ho preseguito verso casa dei miei.
Ogni volta che vado a trovare i miei per il weekend, e mi ritrovo nella casa in cui sono cresciuto, nel paesello in mezzo alle colline che odorano di erba bagnata, molte delle mie certezze vacillano. Finisco per concludere che l'horror vacui di cui è pervasa la società occidentale, e in particolar modo le sue zone più urbanizzate, sia un'enorme stronzata, e che annoiarsi alla fin fine non sia poi così male. Mi vengono desideri assurdi tipo avere una famiglia, io che di solito faccio patologicamente fallire tutte le storie vagamente sentimentali che ho a causa di una malsana tendenza alla perdita di interesse e/o alla scarsità d'impegno. Mi viene voglia di avere degli animali, o almeno delle piante, o comunque qualcosa da accudire. Mi viene voglia di un lavoro pratico e faticoso, tipo taglialegna, come in un qualunque film americano in cui il protagonista fugge dalla città per ritirarsi in un ranch di un'anonima cittadina del Michigan. Mi viene voglia di mettere in pratica quasi tutte le cose che compongono il luogocomune fuga-dalla-città, se non altro per provare l'effetto che fa. Poi, quando riparto, mi passa. Perchè alla fine riparto sempre.
Anche al ritorno, in autrostrada, pioveva fortissimo, e le Audi mi superavano ai 190 mentre ero incastrato nella seconda corsia in mezzo a una carovana interminabile di camper. Anche al ritorno ho ascoltato gli Sparklehorse, cercando di concentrarmi sulle sfumature pazzesche che Linkous riesce a tirare fuori dai suoni di batteria invece che sullo stridore delle gomme e sul tonfo secco che si sente da qualche parte a metà del collo prima che la carrozzeria inizi ad accartoccarsi. Ci sono riuscito abbastanza bene.
Quando sono arrivato a casa, però, continuava a piovere.


Sparklehorse - Shade and honey (MP3)

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (19)]

mercoledì, 13 settembre 2006

It might have been the music from next door

di inkiostro
Non credo di aver mai visto così tanta gente con gli occhi lucidi come nelle prime file del concerto dei Lucksmiths, ieri sera all'Hana-bi di Marina di Ravenna, durante The music next door. Quattro minuti e mezzo di pop australiano meta-musicale intriso correlativi sonori e di periodi ipotetici dell'irrealtà, che ciascuno nel tempo ha evidentemente associato a qualcosa in modo molto più profondo di quanto sia in grado di realizzare, trovandosi così completamente sguarnito di fronte alla performance di una canzone ascoltata a hundred times before.
Non credo di aver mai visto così tante persone con gli occhi lucidi, e senza alcuna vergogna di mostrarli. Non credo di averle mai viste, e in effetti non riuscivo poi a vederle così bene. Ero nelle prime file anch'io.

The Lucksmiths - The music next door (MP3)

martedì, 29 agosto 2006

Aller / retour

di inkiostro

Più noioso del sottoporre gli altri all'interminabile proiezione delle proprie diapositive delle vacanze c'è solo il costringerli a leggere dei post che raccontano le suddette vacanze. Ho passato un paio di settimane assolutamente impagabili a zonzo per il sud della Francia; e ora sono tornato. 
Ci sono le valigie da disfare, 200 mail da leggere (in realtà meno della metà, al netto dello spam), 960 segnalazioni del feedreader, qualche altro giorno pigro da godersi prima di ritornare al lavoro, lo stand di Radio Città Fujiko alla Festa dell'Unità di Bologna da presidiare e un paio di serate di gran prestigio in cui mettere i dischi (i dettagli più avanti). Contando che sono appena tornato da posti bellissimi, direi che poteva anche andare peggio.

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (13)]

martedì, 15 agosto 2006

Come da copione

di inkiostro
Me ne vado per un po'.
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (10)]

martedì, 08 agosto 2006

And the winner is

di inkiostro

 

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (13)]

martedì, 08 agosto 2006

So let's toast the last romance

di inkiostro
La fine dell'edizione di un festival che odora di fine del festival stesso arriva con una band che tutti danno sull'orlo dello scioglimento, e che ha intitolato il suo ultimo disco «L'ultima storia d'amore». Se è una metafora, solo un cieco non saprebbe vederla.
Eppure forse è stato proprio questo clima da chiusura, reale o immaginaria che sia, a rendere questa edizione di Frequenze Disturbate un po' speciale del solito. A riportare l'attenzione sulla musica e sulla location, spazzando via la patina di mondanità e di place-to-be che nelle ultime edizioni aveva trasformato quello che è -e che forse dovrebbe essere fiero di rimanere- un festival di provincia, in qualcosa di diverso.
E così ci sono stati degli Arab Strap letteralmente in stato di grazia (non si sciolgono, dai). Una tempesta di fulmini e un cielo post-atomico a incorniciare il bellissimo set dei Tunng (i migliori del festival, a detta di quasi tutti). Cat Power che come al suo solito perde ogni senso della misura e dopo una manciata di pezzi da panico (una Good woman da lacrime) sbraca orribilmente mettendo, come da copione, alla prova la pazienza dei presenti. Erlend Øye che passeggia da solo sotto il sole con un cappello di paglia, un sorriso a 24 denti e la faccia di chi letteralmente implora che qualcuno lo fermi per chiacchierare (e poi, sul palco, lascia abbastanza a desiderare). I Non voglio che Clara con quartetto d'archi che suonano benissimo ma troppo poco, e nonostante siano in apertura vengono pure richiamati sul palco per un bis. La crescia, e chi non ha il fisico per finirne una. Le salite, e chi non ha il fisico per farle. L'aria di casa.
Non so se quella che è appena finita sarà davvero l'ultima edizione. E non so nemmeno se sia stata sotto tono come poteva sembrare, e come a guardare i nomi in tabellone rischia ancora di sembrare. L'impressione è che DNA Concerti abbia deciso di non puntare molto su questa edizione, o che sia semplicemente stata sfortunata nella composizione del cast. Ne è uscito fuori un ridimensionamento forse inevitabile, forse voluto, che a qualcuno ha messo un po' di tristezza e che invece a qualcun'altro non è dispiaciuto per come ha riportato il festival alle belle edizioni di 5-6 anni fa e al clima da best kept secret che si respirava allora. Un ridimensionamento che secondo qualcuno è il chiaro sintomo della fine di una storia unica e irripetibile per luogo, passato e atmosfera, e che secondo qualcun'altro è un modo per ricaricare le pile (e il portafoglio) in vista di un futuro tutto da immaginare.
Se è vero che non sarebbe la prima volta che Frequenze Disturbate reinventa se stessa, è anche vero che la fine, di tutte le cose, è sempre la più affascinante. Specie se c'è Aidan Moffat che ti invita a brindare all'ultima storia d'amore. E se tu, all'ultimo momento, decidi di spostare il bicchiere; e di augurare ancora una lunga vita alle tue frequenze disturbate.

martedì, 01 agosto 2006

Lo sfogo del piccolo consumatore insoddisfatto

di inkiostro
Sono appena tornato a casa dopo l'ennesimo giro per tutta la città in cerca di un paio di sneakers (o scarpe da tennis, come si diceva una volta) che sostituiscano le mie scarpe attuali che cadono a pezzi.
Non sono riuscito a trovare un solo paio che mi piaccia.
Le Puma mi fanno il piede a trapezio (giuro), le Nike sono il male, le Airwalk (il mio sogno proibito da quattordicenne) e le Vans mi fanno i piedi come due barche e finisco per sembrare il personaggio di un manga, con le Onitsuka tiger (o Asics, come si diceva una volta) e le Puma più plasticose mi sembra di indossare dei grossi profilattici, le Converse non le ho mai avute e non vedo perchè cominciare ora, la Adidas non sforna un paio decente dai tempi delle Gazzelle (con le quali mi sembra di camminare scalzo, tanto sono basse). Reebok non pervenute, le altre marche (più o meno costose) scartate sempre per palese incompatibilità estetica. Insomma, per un motivo o per un altro non ho trovato un solo paio che mi piacesse. Sono anormale?

giovedì, 27 luglio 2006

E diremo vi ricordate quando si facevano i post a punti

di inkiostro
_Troppo caldo anche solo per pensare a qualcosa di strutturato. Ieri notte dentro casa si viaggiava sui 30.2°C (da voi?), e dal rubinetto l'acqua usciva tiepida, del tipo che ormai devo farmi la doccia con l'acqua nel frigo. Black-out, anyone? Temporali anyone? Autunno, almeno?
_Non fosse stato per il link di ieri da parte di Sofri, il montaggio di Bush che canta Sunday Bloody Sunday segnalato un paio di giorni fa in homepage da Repubblica, e ieri mostrato pure al TG5, mi sarebbe sembrato solo vagamente familiare; invece due anni fa l'avevo persino segnalato su queste pagine. Tutte ste cazzate ci bruciano il cervello, mi sa.
_Qualche giorno fa Rachel Blake, protagonista della caccia al tesoro virtuale The Lost experience, ha incontrato alcuni membri del cast di Lost alla ComiCon 2006, e ha rivolto loro alcune, gravissime, accuse. Mischiare livelli di realtà e vari livelli di finzione era un'idea tutt'altro che pessima; ma ditemi, secondo voi è riuscita?
[occhio: spoiler, forse]
_Tra una manciata di giorni MTV compie 25 anni, e secondo il New York Magazine ha cambiato il mondo. Anche per forza, direi io. Ma è il come, a fare la differenza.
_Incanto in fondo al mare rivisitato. Split-screen sincronizzato di entrambe le scene di Ritorno al futuro I e II. Inutile, ma affascinante.
Bonus:
Death Cab for Cutie - Earth Angel (MP3)
_Anche se ci rovinerà il weekend, prayers for the rain.

venerdì, 21 luglio 2006

Ci siamo

di inkiostro
Sono tornato. E' andata abbastanza bene. Il che, vista la situazione, vuol dire molto bene. Le uniche cose che ho intenzione di dirvi sono che l'Aglianico è una certezza e la Dolcezza Lucana una scoperta (ancorchè piuttosto underground), che anche se il lavoro è stato tanto ed arduo l'ospitalità locale è stata impeccabile, e che all'ennessima volta che qualcuno mi ha chiesto se sono sposato, ho risposto di sì. Giusto per farvi capire che aria tirava.
Nonostante le vacanze siano ancora lontane, la mia Estate più o meno comincia qui. Stasera ultima puntata stagionale di Airbag (visto che il sottoscritto e il socio venerdì prossimo saranno di nuovo a mettere i dischi nella movida aretina, questa volta dopo il concerto degli Yuppie Flu) e a seguire Settlefish + Amari a Villa Serena. Il weekend lo si passerà al fresco dell'Appennino dalle parti di Porretta, e anche la prossima settimana la carne al fuoco è molta. Summer here, kids.

Grandaddy - Summer here kids (MP3)
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (3)]

mercoledì, 19 luglio 2006

Quando il gioco si fa duro

di inkiostro
E' un po' come finire a preparare un esame dell'università la notte (le notti) prima, e sperare che il professore non ti chieda i capitoli che non hai studiato. Ed è un po' come salire su un palcoscenico ben sapendo di dover improvvisare una buona metà delle battute. Non sono bravo a recitare. Ma, come credo ormai sappiate, sono bravo a dire cazzate. Speriamo che basti.
Vi lascio con un regalo:



[C'è anche l'astronave da 300 punti. Io torno in un paio di giorni. Con qualche migliaio di punti, auspicabilmente]
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (9)]

martedì, 18 luglio 2006

Tema / Svolgimento

di inkiostro
Tema: Descrivi un weekend di metà Luglio trascorso interamente a lavorare (sabato fino alle 23.30, per gradire), in modo brillante e divertente, e senza lamentarti.
Svolgimento: Lo so che c'è un sacco di gente che lavora nel weekend. Lo so che c'è un sacco di gente che lavora a metà Luglio. Lo so che c'è un sacco di gente che lavora nel weekend a metà Luglio. Ma se non si lamentano il problema è loro, non mio.
Tema: Lo scorso concerto dei dEUS l'hai visto abbracciato a una ragazza (per quanto) mentre in quello dell'altra sera sei stato per tutto il tempo a guardarti le scarpe. Argomenta.
Svolgimento: Devo comprare un paio di scarpe nuove. Davvero.
Tema: Parla della trasferta di lavoro che ti aspetta, dipingendo la sua meta (la Basilicata, nientemeno) come una location estremamente glamour.
Svolgimento: C'è il mare. C'è la montagna. C'è l'Amaro Lucano. Ma soprattutto c'è un sacco da lavorare. E non c'è scelta.
Tema: Esprimi tutto il tuo dispiacere per il fatto che ti perderai gli Austin Lace in concerto giovedì sera all'Hana-Bi di Marina di Ravenna.
Svolgimento: L'estate dovrebbe assomigliare ai loro dischi. Non osate perderveli.
Tema: Scoprire un errore mastodontico e molto intricato a meno di 36 ore dalla consegna.
Svolgimento: Fino a mezzanotte in ufficio, anche oggi. Hai voluto Douglas Coupland? Adesso pedala.
Tema: La canzone che ascolti di più al momento.
Svolgimento: Un indecedere inesorabile, la determinazione di chi non deve sentire ragioni:

TV on the radio - Wolf like me (MP3)

Tema: A cosa serve avere un blog?
Svolgimento: A illudersi che a dargli una veste narrativa, alle cose, le renda più facili.
Non so se funziona. Ma uno ci prova.
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (10)]

lunedì, 10 luglio 2006

Metti una sera che non e' neanche meta' Luglio

di inkiostro
[un post a solo beneficio dei posteri, o più che altro di me stesso da postero]
[voi c'eravate (sì), non c'è bisogno che leggiate]


Metti una sera che non è neanche mettà Luglio, che la tua squadra vince i mondiali una domenica sera che passi su e giù dalla radio a un maxischermo con gli amici, la birra sempre in mano, i nomi dei giocatori inspiegabilmente in testa e la battuta da bar sport che per una volta sembra sempre la cosa più intelligente da dire [per una volta tutte le volte] metti una sera che dei miliardari con un neurone solo sponsorizzato dalla marca di minerale sbagliata e conti in banca che il 98% d'Italia in tutta la sua vita mai si sognerà, giocare e segnare come se davvero, per una sera, quella fosse la cosa più importante metti un weekend cominciato con un venerdì sera in una diretta radiofonica solitaria di più di 4 ore e mezza in cui succede di tutto, continuato con una giornata di lavoro (è sabato? no, per chi vuole non è mai sabato), proseguito in una stazione balneare per vecchi e bambini a mangiare pesce e discutere, signora mia, dell'occupazione in Italia, e infine finita sui viali, mentre torni a casa vedendo intorno a te le scene più assurde della tua vita, i viali intasati di sbandieratori a piedi che fanno torello alle macchine, portabagagli aperti e pieni di gente che festeggia O limona o festeggia E limona avvolta nel tricolore, mentre i clacson continuano a essere carichi (e sono passate ORE), e tutti (nessuno) si parlano da un'auto all'altra come se fosse solo questa la volta in cui ha qualcosa da dire (sempre quello) a degli sconosciuti che sembrano sorridere dal lunotto un po' sporco metti che il potere di una tale irrazionalità è prezioso e fa paura, ha un che di magnetico, e contemporaneamente quasi scompare di fronte alle affermazioni dei no dai giuro io ne sono immune e non so neanche come si chiama, non lo so ma muoio dalla voglia di sentirmi parte di questo, che è qualcosa, ed è questo, ed è stupido, ma è quel che c'è, e alla fine, sommesso, forza italia like you mean it .
Da domani si torna dalle parti opposte della barricata. Ma oggi, stasera come fai? 
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (7)]

mercoledì, 05 luglio 2006

Ecco qualcuno che ha capito tutto dei blog

di inkiostro
Questa mi è arrivata ieri:
«Salve,
Sono xxxx xxxxx e la sto contattando di nuovo sull’argomento di una possibile partnership. Le ho mandato una mail qualche tempo fa, ma non ho ricevuto risposta. La questione era che ho trovato il Vostro sito esaminando gli argomenti che rimandano al tema del mio sito, e mi piacerebbe essere parter con Voi.
Apprezzerei molto se Voi metteste un link a www.xxxxxxx.it e in cambio linkerei il Vostro sito. Sentitevi liberi di visionare il Nostro sito: www.xxxxxxxx.it e fatemi sapere se siete interessati ad uno scambio di link. Non esitate a contattarmi alla mia mail: xxxxxxx@xxxxxx.it per discutere sull’argomento. Vi faccio presente che altri blog ci hanno linkato e che, a breve, avremo anche noi la sezione blog.
Nella speranza di sentirvi presto, porgo distinti saluti.»
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (11)]

lunedì, 26 giugno 2006

Ci sono cose che non si possono comprare. Per tutto il resto, ci si arrangia.

di inkiostro
Sono al lavoro. Ci sono 35 gradi.

Costo di un condizionatore di media potenza: 4-500 euro.
Costo del condizionatore più la sua installazione, comprensiva della risoluzione di un numero rilevante di problemi logistici per nulla banali: troppo.
Costo di un ventilatore di potenza media: circa 20 euro.
Moltiplica l'effetto: per tre.
Sottrai: il calore prodotto dai computer accesi (8, in questo momento).
Costo di un paio di infradito di gomma della PAM: 3 euro.
Costo di un paio di pantaloncini corti di tela del mercato: 2 euro (cinesi).
Costo di una fornitura quotidiana di bevande ghiacciate (preferibilmente Fanta Icy Lemon): qualche euro.
Lavorare in un contesto che ti permette di andare a lavorare in shorts e infradito: non ha prezzo.

martedì, 20 giugno 2006

Aria condizionale

di inkiostro
Se passi buona parte di una radiosa domenica pomeriggio di metà Giugno chiuso in casa a sgrassare la cucina con Cillit Bang, buttando al vento con colpevole quanto non richiesta vocazione al martirio la metà precisa delle tue possibilità settimanali di mettere il naso all'aria aperta mentre il sole è ancora (o già) alto nel cielo, può essere che ci sia qualcosa che non va.
Ma quando più che la pura soddisfazione per averlo fatto è l'insano piacere nel raccontarlo ad esserne il motore, forse è davvero il caso di preoccuparsi. E non meravigliarsi se si passa tutta la settimana successiva a fingere di non interrogarsi sul modo in cui si passerà il weekend dopo; in pole position l'ipotesi di riordinare tutti i cd secondo l'ordine cromatico del dorsino, come nel retro della copertina dell'EP dei Disco Drive. Ma era solo un'idea.
Se poi prendi una decisione più o meno alle 3 di notte del venerdì sera, decidendo di cedere e di accettare un generoso invito a passare un paio di giorni al mare, probabilmente devi ringraziare il cielo per lo scampato pericolo; salvo poi pentirti della decisione circa un'ora dopo, durante una lotta titanica con le formiche alate che, alla faccia delle proprietà corrosive del Cillit Bang, hanno deciso di perseverare nella pratica che le vede farsi un giretto in massa nella tua cucina tutte le notti intorno alle 3 per poi sparire chissà dove verso le 7. Ma, se dio vuole, a volte pentirsi comporta conseguenze più complicate che tirare dritto, e la pigrizia finisce col pagare.
Qualora, inoltre, dovessi poi trovarti alle 10 di domenica sera ancora in costume, a ballare This charming man nell'unico Bagno rock'n'roll della riviera adriatica e forse del mondo (un posto in cui ci sono 40 gradi e la gente gira con gli anfibi e la polo a righe, e in cui Meg e il cantante dei Linea 77 camminano sul bagnasciuga mano nella mano), pieno di endofine per la giornata di sole mare pineta cazzate Jpod racchettoni Ghilardi grigliata Fischerspooner, può darsi che l'immagine che hai di te stesso abbia bisogno di essere un tantino rivista. Perchè, certo, sei stato a leggere Coupland sotto l'ombrellone e hai trovato interessante discutere dell'ipotesi per cui la copertina bianca con barcode e il dorsino di inchiostro colorato dei libri delle Edizioni ISBN siano appositamente pensati per completarsi l'un l'altro in un unico tripudio psichedelico (a causa delle inevitabili ditate di inchiostro -sciolto  dal caldo- sulla copertina), ma a chi la vuoi dare a bere, era domenica ed eri sulla riviera romagnola, quindi poche palle, sei uno qualunque anche tu. Se hai guardato le frecce tricolore sopra Cervia, hai seguito la partita dell'Italia mangiando il pesce e hai lanciato un paio di occhiate di troppo a qualche ragazza in costume, probabilmente non sei poi un caso così disperato, anche se ti ritieni tale.
E se per scrivere questo post hai dovuto controllare la grafia precisa di Cillit bang, hai scritto ben due volte la parola dorsino e hai usato almeno sette proposizioni condizionali di fila, forse è il caso di chiuderla qua. E, in futuro, di porsi meno condizioni.
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lunedì, 05 giugno 2006

The more you try the eraser

di inkiostro
Ehi.
Scusa il ritardo con cui ti rispondo, ma tutte le mie mail cominciano così ultimamente, ormai non so più se ho un vero motivo per dirlo o se è una semplice scelta estetica. Piuttosto trito come vezzo, in ogni caso. Lo so, avevo detto che ti avrei chiamato questo weekend; potrei inventarmi una scusa qualsiasi e non potresti ribattere niente, ma immagino apprezzerai la franchezza, o quantomeno il sottile ricatto morale implicato dal suggerirtelo.
Volevo davvero chiamarti. Venerdì sera ero a Musica nelle valli, faceva un freddo cane e mentre stavo mangiando dello gnocco fritto e bevendo del cabernet cercando di non partecipare a una conversazione che aveva come oggetto Morrissey, ho persino risposto picche a Magenta che mi invitava alle terme; e sai bene che, non facendo che sostenere la mancata corrispondenza tra la mia età anagrafica e la mia inequivocabile senilità esistenziale, non mi sarei mai potuto sottrarre a una proposta così improbabilmente fuori dal tempo.
Il giorno dopo, però, è cambiato tutto. Innanzi tutto mi sono svegliato all'una, dopo una dormita di circa 10 ore -ovvero il doppio esatto della mia media di queste settimane- con il mal di testa da oversleeping e l'umor tetro da giorno di nubi irrisolto. Ho acceso il computer e ho trovato una mail di lavoro e una mail in cui mi si chiedeva di fare una chiacchierata in inglese con un tipo (un'altra cosa improbabile, poi quando ci vediamo ti spiego); col mio inglese letto affronto tranquillamente Finnegan's wake, ma con quello parlato, ricorderai, sono fermo più o meno a Ze buc is on ze teibol. Non avere il completo controllo delle cose mi riempe di angoscia. E di questi tempi basta poco.
A quel punto, indeciso, ho preso tempo. Ho finito di leggere Rosso Americano e Il giorno in cui il rock è morto (chè da qualche giorno avevo Jpod sulla scrivania, ancora sacralmente avvolto nel sacchetto di Feltrinelli International), ho ascoltato il disco solista di Thom Yorke e un po' di elettronica asettica e ho capito che non sarei uscito per tutta la giornata. E che non avrei chiamato nessuno. Ho passato la serata col cervello spento a guardare la nuova serie di O.C. e col cervello acceso davanti a quel delirante show di [adult swim] di cui una volta ti avevo parlato. Sono andato a letto presto e ci ho messo circa 3 ore ad addormentarmi.
Sì, lo so che di queste cose non te ne frega niente (e la faccenda, in qualche modo, è anche rassicurante); solo che se non mi perdo nei dettagli, di questo periodo ci rimane ben poco. Non sono uno specialista del perdersi nei dettagli, ma sto imparando piuttosto bene. Prendi questa mail, ad esempio: volevo solo scusarmi e rilanciare per una sera della prossima settimana, se non faccio tardi al lavoro o non piombo di nuovo nel tunnel dell'asocialità, e, ovviamente, se tu puoi . Avrei potuto scrivertelo in una mail di 3 righe, ma mi sono perso da qualche parte tra il punto A e il punto B. Facciamo così: cancello tutto e ricomincio.
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (7)]

mercoledì, 24 maggio 2006

Blogger e' chi il blogger fa

di inkiostro
Che bello avere tra molti più accessi di quanto sia ragionevole: ci sono dei giorni in cui il blog se lo scrivono i lettori.
_Alberto mi scrive «quando ho visto questa pagina mi sono chiesto perchè non c'ero arrivato dal tuo blog, ce la vedo benissimo in "oh my geekness" ;)». In effetti l'idea è carina e il design è fatto da Dio. Da noi non potrebbero mai fare niente del genere; anche perchè sui metrò italiani si possono disegnare a malapena dei poligoni. A Roma neanche quelli. :O
_Enver, in una mail con subject "droga perditempo a.k.a.se lo posto io fa pochi contatti :P" e al grido di "dai, anche tu John Bonham per una mezz'ora!" mi segnala Mouth Drumming. Il generatore è carino, ma il video fa davvero paura.
_Laura mi ha mandato la segreteria telefonica per malati di mente. Mi si dice giri da un po', ma io la ignoravo e mi sono fatto 4 risate.
_Magenta, ormai un mesetto fa, mi segnalava l'additivo Magnetism per il mio Monday Gaming. Siccome la famigerata rubrica del lunedì nel frattempo è morta per manifesta noia, questa è una buona occasione per rimpallarvi il link.
_Pat, che -non so bene come, non mi sembra di averlo mai scritto- sa che apprezzo Tender Forever, mi segnala un mini-live radiofonico registrato al solito, fondamentale, Planet Claire di Radio Aligre (qui l'archivio). Se lo mettete insieme alle tracce suonate un mesetto fa da Polaroid fa quasi un concerto intero.
_Infine Sisifo mi segnala questa news secondo cui Google sarebbe in procinto di mettersi a vendere, oltre ai suoi famosi text ads, anche dei nuovissimi «video ads». Curioso: mi sembrava che si chiamassero «spot», e che fossero un passo indietro, non uno in avanti..
_Concludo io, con la notizia della prossima messa in commercio del videogioco di Lost. L'unico commento che mi viene è spoileroso: pare che il gioco consista nel digitare alcune cifre ogni 108 secondi. Un'idea davvero stupida; dov'è che l'ho già sentita?

venerdì, 19 maggio 2006

Dev'essere una cosa dei weekend

di inkiostro
_Chè arrivo al venerdì stanco morto (ma che strano), per il troppo lavoro e anche, ultimamente, per quel paio di uscite infrasettimanali che sono la goccia che fa traboccare il vaso, che sia una luculliana cena messicana o l'ottimo concerto della nuova line-up dei Disco Drive (che viaggia anche più di quella di prima; in più il pezzo nuovo che mi ha ricordato i Death From Above 1979 era spettacolare). Quindi non ho tempo e voglia di scrivere post completi, e mi limito a questi appunti. Che forse è anche meglio.
_Com'è successo 8 anni fa, tra banda larga e applicazioni 2.0 il web sta attraversando un nuovo momento di boom. A riguardo, qualche giorno fa c'era un interessante articolo sul New York magazine, The way we boom now. E speriamo che le cose vadano meglio della volta scorsa.
_Ieri, un po' sadicamente, al lavoro ci siamo sottoposti a ripetuti ascolti del nuovo disco di Carmen Consoli Eva contro eva. Alla fine il giudizio più clemente era «è una pompa disumana»; e dire che una volta eravamo tutti dei fan. Che le è successo?

_
Ve li ricordate i bellissimi Demotivators che segnalavo mesi fa? Proprio in questo momento ho il loro calendario alla mia sinistra) Qui ce n'è una versione do it yourself.
_E nel frattempo, quatto quatto, se n'è uscito l'attesissimo nuovo libro di Douglas Coupland, Jpod, con tanto di delirante sito associato. Del suo significato scriverò presto, poi rimanete sintonizzati per una recensione completa quando avrò finito di leggerlo.
_Dress Maynard. I fan dei Tool sprovvisti di senso dell'umorismo stiano alla larga.
_Un paio di giorni fa il progetto Genoma ha finito di codificare anche l'ultimo cromosoma umano. Se siete impazienti, qua ce n'è un'anteprima.
_Alcuni tra i più interessanti m-blogger americani scelgono, descrivono e linkano i loro passaggi musicali preferiti. Non canzoni, proprio i passaggi. Ecco Visceral Song Moments.
_Il sottoscritto di soldi, tasse e interessi non capisce nulla (e tutti quelli con cui
ultimamente mi sono ritrovato a parlare della dichiarazione dei redditi se ne sono accorti). Eppure trovo molto divertente questo editoriale della Bloomberg che paragona le più grandi banche d'investimento internazionali ai più celebri gruppi musicali.
_Chiudiamo con un consiglio musicale per il weekend. Negli ultimi due giorni avrò ascoltato almeno 20 volte il secondo disco di Billie the vision and the dancers, band svedese di belle speranze fuori da un po' (forse ne avrete già letto in giro, mesi fa) di cui mi sono deciso solo ora a scaricare il secondo disco The world according to Pablo, interamente disponibile in free-download dal loro sito. E me ne sono assolutamente innamorato. Prendete e scaricatene tutti, e chi può li vada a vedere nell'imminente tour italiano che passa troppo lontano da qua. Io intanto ho su il repeat.

Billie the vision and the dancers - A man from Argentina (MP3)
Billie the vision and the dancers - One more full lenght record (MP3)
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lunedì, 08 maggio 2006

Milano da fuori/da dentro

di inkiostro
Questo weekend sono stato a Milano. La città della moda e del design, sì.

<dafuori> La trasferta era motivata dall'andare in un locale radical chic a vedere un musicista svedese ancora poco noto ma fortemente in ascesa, una cui canzone si sente nello spot di una linea di flat screen ad altissima risoluzione. Sabato, poichè chi mi dava un tetto e un abbondante rifornimento di pane carasau e burro di arachidi (una persona capace di mettersi
alle 4 di mattina a googlare il nome del suo compagno di gemellaggio olandese dei tempi del liceo) era impegnata, ho avuto la giornata libera. Su consiglio della mia gallerista di fiducia (ho una gallerista di fiducia, cose da pazzi) sono andato a una mostra di soluzioni abitative alternative al Padiglione di Arte Contemporanea; poi sono stato a pranzo con una lettrice di sceneggiature che mi ha regalato il libro di un giornalista di Spin e con cui ho parlato dell'articolo su Daniel Johnston presente su D di Repubblica e del fatto che Christian Ulmen de Le particelle elementari sia l'Andrea Pezzi tedesco. A seguire sono stato a sentire un DJ set di De Luca in uno store multimediale, in cui ho comprato un magazine di musica moda tecnologia style e design che non avevo mai sentito nominare e che aveva in copertina gli autori di uno dei miei dischi dell'anno; poi a cena nell'undicesima pizzeria migliore d'Italia insieme al più grande esegeta italiano di Sufjan Stevens. Domenica, prima di partire, brunch a Porta Ticinese.</dafuori>

<dadentro> Un bel weekend in compagnia di amici in un posto interessante che dà il meglio di sè nei fine settimana, quando nessuno lo guarda. Basta.</dadentro>

[Ho l'impressione di essere un tantino scollegato, in questo periodo.]
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (18)]

venerdì, 05 maggio 2006

Polka troia

di inkiostro
_Okay, come avrete notato la malefica polka dei Loituma è andata. Ovviamente ho lasciato il link, ma circa 48 ore di delirio finlandese con incongruente ragazza manga provvista di porro rotante è abbastanza, forse. Adesso non resta che aspettare che la segnalazione sbarchi anche nella svergognata colonna blu (cit) di Repubblica.it e in qualche sito di suonerie e il gioco è fatto. Frattanto il flash è sempre qui, da Max trovate il video, da Ugo l'mp3, da The sorrowed man i remix e qui, per gradire, la versione al contrario per scovare eventuali messaggi satanici. Un avvertimento: se anche ci sono, sono in finlandese.
_Geeky inutilia: ASCII Maps.
_Da 365 Tomorrows, raccolta di micro-racconti futuribili, un'ipotesi sul destino delle star della musica: The whole night sky. L'idea mi piace.
_Un paio di giorni fa, acquistando la ristampa di Discoinferno di De Luca e Antonelli uscita per la snobbissima ISBN Edizioni, ho scoperto che il codice ISBN che campeggia in copertina in tutti i libri del marchio diretto da Coppola e Papi è a tutti gli effetti il codice ISBN del libro. Che sarà anche scontato, ma è geniale.
_Peraltro, come è noto, De Luca oggi alle 18 sarà a Bologna a presentare il libro (da Modo Infoshop). E io, ovviamente, me lo perdo.
_Me lo perdo perchè sarò a Milano, in occasione dell'imperdibile concerto di Josè Gonzales (più -pare- Adem) alla Casa 139. Come dire: i miei due nuovi folkster solitari preferiti in un colpo solo. Qualcuno lo dava anche per annullato, ma dalla regia mi dicono che è confermatissimo.
_Rimarrò a Milano fino a domenica, quasi di sicuro mi perderò il Telefilm festival perchè le poche cose che mi interessano sono in giorni o orari troppo scomodi o già esauriti e a parte un giro e 4 chiacchiere non ho nulla in programma. Suggerimenti e inviti sono ben accetti, poi si vedrà.
_Hyvä viikonloppu!

mercoledì, 03 maggio 2006

La mia nuova droga

di inkiostro

Qui


[alla fine l'ho spento]
[non riesco, comunque, più a farne a meno]
[grazie a Checco e a Illo]
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (81)]

martedì, 02 maggio 2006

La posta di inkiostro

di inkiostro
[tutto vero]

Ciao inkiostro,
il tuo blog è stato selezionato da un’equipe di ricercatori secondo criteri stocastici e di visibilità.
Il XXXXX in tutte le sale italiane esce il nuovo film di XXXXX dal titolo XXXXXX.
Come da tradizione il film sarà proiettato in forma riservata alla stampa e agli addetti ai lavori un giorno prima dell’uscita in sala. Poichè riteniamo il tuo blog una voce altrettanto importante, avremmo il piacere di invitarti  a partecipare a questo appuntamento in cui, dopo la proiezione, avrai la possibilità di dialogare con il regista e il cast del film.
La proiezione si terrà il XXXXXXX presso il cinema XXXXXXX, sito in Via XXXXXXXXXX, Roma, alle ore 10:30 (di mattina).
Ti preghiamo di confermare quanto prima la tua presenza e quella di un eventuale accompagnatore all'indirizzo XXXXXX.

Ufficio Stampa
XXXXXXXXX

Gentile Ufficio Stampa,
devo dedurre quindi che avere un blog serva a qualcosa. Non serve, però, ad avere una mattinata feriale libera dal lavoro per potersene andare a Roma a vedere un film. Sono quindi costretto a declinare; ma, ovviamente, solo secondo criteri stocastici e di visibilità.
Cordiali saluti,

ink
[inkiostro | # | ma anche no, b-log | commenti (15)]

mercoledì, 26 aprile 2006

Cleaning up my closet

di inkiostro
_E' un po' che, come avrete probabilmente notato, da queste parti ci sono un po' di lavori in corso: immagini che vanno e vengono, file che vanno e vengono, Splinder che va e viene. Prima o poi sistemo tutto e mi accaso su un servizio di hosting almeno vagamente affidabile; nel frattempo, portate pazienza.
_Il Socio è perseguitato dalla figa
. Detto così è fatto in modo perchè non possiate non cliccare su questo link, e rimanere delusi. 
_Sempre il Socio, nella sua ormai imperdibile rubrica audiovisiva della domenica, la scorsa settimana segnalava un filmato giapponese
assolutamente indefinibile. Guardatelo (solo un pezzetto, se non volete impazzire) e impallidite.
_Mp3shits.com, Whorepresents.com, Therapistfinder.com e Powergenitalia.com: sono solo alcuni degli inopportuni nomi di dominio segnalati su Easily mispronouced domain names
.
_In molti li tengono d'occhio dai tempi dell'ottimo singolo (anti)natalizio Christmas is canceled, e qualcuno anche da prima: sono gli inglesi The Long Blondes. Salvatore, che è andato fino al Fabric di Londra per vederseli, conia per loro l'improbabile definizione di aspiranti next big things. Promettenti sono promettenti, e 
avendo appena firmato per Rough Trade, suppongo proprio che il prossimo autunno non potremo non sentire parlare di loro. 

The Long Blondes - Autonomy Boy (MP3) (via)

_Tenevo d'occhio la piattaforma di social bookmarking di del.icio.us da un po', ma solo ora ho iniziato ad usarla, e ovviamente ne sono subito diventato dipendente. Soprattutto per serendipità semantica, in realtà; in campo di identità editoriale i blog non hanno (ancora) rivali. Però..
_Periodo imballato di concerti come non succedeva da un po', questo. Finora me li sono persi quasi tutti (anche se questa settimana vedrò di recuperare); niente mi ha però impedito di fare una trasferta nella bassa modenese per i 65daysofstatic all'Aquaragia di Mirandola. Via dall'indie-fighettume di città, con il bravissimo combo che sposta i confini del post-rock ancora un po' più in là e coniuga il classico paradigma Mogwai con interessantissimi inserti elettronici a metà tra glitch e Aphex Twin. Gran band e gran concerto.

65daysofstatic - Await rescue (MP3)

martedì, 25 aprile 2006

Una questione privata

di inkiostro
Se penso al 25 Aprile, la prima cosa che mi viene in mente è il maestro anziano e zoppo che, quando ero in quarta elementare, una mattina di Aprile portò la mia classe a vedere la Linea Gotica. Usciti festanti dalle mura di scuola come in tutte le gite, invece che in mezzo alla solita noiosa trafila di monumenti ci ritrovammo in cima a un crinale perso nella campagna da qualche parte lungo la valle del Foglia. Tutti ci aspettavamo di vedere un muro, delle trincee, qualcuno sussurrava ci potessero essere anche i resti di qualche carroarmato e magari anche qualche aereo; invece solo colline verdi e un po' selvagge a vista d'occhio, paesini di quattro case, strade dalle geometrie fantasiose e campi di erba medica. Abituato com'ero ai racconti della Guerra con la G maiuscola di mio nonno, partigiano deportato in un campo di prigionia in Germania e rimasto disperso là per qualcosa come due anni prima di riuscire, dopo un sacco di avventure, a tornare rocambolescamente in patria, il placido paesaggio rurale della Linea Gotica mi sembrava un po' deludente. E un po' sorprendente.
Invece delle storie di viaggi lunghissimi, paesi ignoti e eserciti in marcia, il maestro zoppo ci raccontava di una guerra assai più privata, combattuta per un inverno intero a qualche decina di chilometri dalle nostre case. Ci raccontava di cose molto vicine a noi, con i nomi dei paesi e delle frazioni dove magari andavamo a mangiare la domenica e i cognomi di questo o quell'eroe partigiano e di questo o quell'altro infame collaborazionista che suonavano un po' troppo simili a quelli dei nostri compagni di banco. Ci raccontava dei ragazzini che fingevano di giocare e invece facevano le staffette tra i gruppi di partigiani nascosti sui monti, delle perquisizioni la notte, del terrore che l'uomo nascosto in cantina venisse trovato, dei contadini che davano da mangiare ai partigiani rischiando la morte seguendo principi al contempo così nobili e così privati (ancora), che anche se sono passati solo 60 anni ci sembrano impossibili anche da solo da immaginare.
A causa di quei racconti sugli anni dell'occupazione nazi-fascista e, dopo, sulla liberazione, anche oggi non posso fare a meno di considerare il 25 Aprile una questione privata, fatta di nomi propri, paesini, ed eroi piccoli piccoli che quasi non sembrano tali; non fosse che adesso, se siamo (più o meno) liberi, lo dobbiamo in buona parte proprio a loro. Un'idea che parecchi anni dopo avrei ritrovato, spiegata del migliore dei modi possibili, leggendo Fenoglio, e raccontata meravigliosamente da Leonardo nel suo splendido Cantico del 25 Aprile (in tre parti: qui, qui e qui); linkarlo ogni 25 Aprile ormai è quasi tradizione. La stessa questione privata tanto cara ai CSI di quasi 10 anni fa (sono passati GIA' 10 anni?) che cantavano in una chiesa, proprio in onore a Fenoglio, La terra, la guerra, una questione privata. Appunto.

CSI - Guardali negli occhi (live) (MP3)
CSI - Linea gotica (live) (MP3)

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (15)]

lunedì, 24 aprile 2006

Today feeling like

di inkiostro
[inkiostro | # | suoni, ma anche no | commenti (4)]

martedì, 18 aprile 2006

The spiritual blueprint

di inkiostro
Se ci fate caso, la religione è un argomento che nei blog non si affronta mai, con pochissime eccezioni. Anche nella vita di tutti i giorni (la mia, almeno) è una sfera che viene toccata raramente; di solito se ne parla solo quando c'è di mezzo la politica e c'è da prendere qualche decisione che ha a che fare con i massimi sistemi, altrimenti quasi nessuno -cattolico e meno- la tira mai fuori. Per molti, ovvi, motivi.
Io farò eccezione? No, non farò eccezione. Anzi, forse un po' sì. Sono cresciuto in una famiglia molto cattolica, ma non appena, da adolescente, ho cominciato a farmi delle idee mie sulla vita e sul mondo ho iniziato a prenderne le distanze, dichiarandomi 'in crisi mistica' (stadio da cui, peraltro, non sono tuttora ufficialmente uscito). Gli insegnamenti e l'esempio degli umili e intelligenti francescani di campagna della mia parrocchia (davvero ottime persone, lontane anni luce dai tromboni che lanciano anatemi o predicano banalità dagli scranni di qualche cattedrale e dalla miseria umana di chi si serve dell'abito talare solo come modo per scaricare frustrazione) erano e sono comunque ben difficili da conciliare con una posizione decisamente progressista nei confronti di anticoncezionali, fecondazione assistita o aborto (per dire le prime cose che mi vengono in mente) e su una radicale divergenza nell'interpretazione di parecchi tra i dogmi più importanti del cattolicesimo.
L'inevitabile atmosfera pasquale di questi giorni mi ha portato a rifletterci un po' su, e alla fine ho concluso che la posizione in cui mi ritrovo è una strana (comoda, direbbe qualcuno) via di mezzo tra ortodossia e ateismo, la cui visione dipende tanto da un bisogno atavico d spiritualità quanto da una spinta laica e razionalista che non consente facili giustificazioni. La risultante risente molto della perplessità del De Andrè della Buona Novella e dell'illuminante e in più di un senso eretica interpretazione dei Vangeli data da Nick Cave nei suoi scritti in merito. Una visione in cui l'accento è sull'umanità, sul linguaggio e sulla non convenzionalità della figura di Cristo nei Vangeli; figura poi piegata (distorta, direbbe qualcuno) nel corso dei secoli dalla chiesa a indicare significati ben diversi da quelli originali. Figura affascinante e complessa che è facile fraintendere. Figura che, comunque, costringe a prendere una posizione. E non succede spesso.


Nick Cave - Introduzione al Vangelo di Marco (PDF)
Nick Cave - The flesh made word (excerpts) (PDF)

Fabrizio De Andrè - Il testamento di Tito (MP3)
Nick Cave - Brompton Oratory (live) (MP3)
[inkiostro | # | suoni, ma anche no | commenti (15)]

martedì, 11 aprile 2006

Mi sa che la democrazia è una cosa sopravvalutata

di inkiostro
Mi sto scoprendo filomonarchico.
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (27)]

lunedì, 10 aprile 2006

Un lunedì fintamente distratto

di inkiostro
Utlime ore di attesa febbrile e fintamente distratta, prima che cominci un pomeriggio di frenetici refresh sulla homepage di repubblica, orecchie tese alle dirette radio, commenti via sms e di produttività dimezzata. Intanto ci si sollazza con le illazioni dei soliti ben informati (tipo Mantellini, ma meritano in particolare i commenti dell'ultimo post di Brodo), con la bella fotografia di Luca Sofri (ma mi sa che oggi piove) e con le interessanti riflessioni degli ultimi post di Suzuki Maruti (notevoli soprattutto le osservazioni sugli ex di Lotta continua).
La produttività di oggi è già andata, mi sa.

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (5)]

giovedì, 06 aprile 2006

Dopo che

di inkiostro
Dopo che la Primavera, che depressione, ma anche le nuvole, che depressione
_Dopo che hai appena cominciato a leggere per la prima volta un libro di Houellebecq e lo adori e lo odi e lo adori già dopo poche pagine
__Dopo che hai passato buona parte della serata di ieri ad ascoltare col repeat New Slang degli Shins rifatta in acustica con controcanti di Mr. Iron and wine, una cosa che altro che Natalie Portman, altro che cambiarti la vita, te la distrugge la vita
___Dopo che hai passato il resto della serata a concepire e registrare la puntata di Gocce d'inkiostro di oggi, facendo un'immane fatica per trovare un argomento che non avesse a che fare con le elezioni (soggetto tendenzialmente da evitare, in par condicio); e dire che ne hai le palle (pardon, i coglioni) pieni da giorni, fosse per te si voterebbe domani, e invece
____Dopo che hai sperimentato l'ottusità del filtro IP antispam di splinder, davvero geniale, non c'è che dire
_____Dopo che hai comprato la solita ovvia limited edition di Ringleader of tormentors di Morrissey con bonus DVD e, nientemeno, 'poster' (virgolette d'obbligo, visto il formato)
______Dopo che, appunto, sempre le elezioni, ti hanno mandato questo link a 4 minuti di Travaglio che racconta le meraviglie del mausoleo di Berlusconi e non so, cioè, non si può davvero dire niente (grazie a Checco)

_______Dopo che da stamattina invece hai in heavy rotation quella delizia voce e ukulele di Jens Lekman che alla TripleJ suona Your arms around me, e anche qui subito secco, in questo periodo sei davvero una mammoletta
________Dopo che anche questo finirà.


The Shins & Iron and wine - New slang (live acoustic) (MP3) (via)
Jens Lekman - Your arms around me (live) (MP3)

mercoledì, 05 aprile 2006

Non c'è verso, non lo trovo

di inkiostro
Il maledetto pezzo da 12 giallo.



[foto e idea di post -al contrario- spudoratamente rubate alla mai troppo lodata Garnant]
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (11)]

lunedì, 27 marzo 2006

Being 2.0

di inkiostro
Nello scorso weekend il sottoscritto ha pronunciato almeno due volte, con tono e intento serissimi, «Non vedo l'ora di guadagnare abbastanza da potermi permettere un analista». Questa tabella di confronto tra terapia di gruppo e Web 2.0 (for geeks only, ovviamente) cade proprio a fagiolo.

giovedì, 23 marzo 2006

Points and com(m)as

di inkiostro
_Questo inverno che diventa primavera ma che sembra autunno, per il sottoscritto, è insolitamente confuso e meditabondo, colmo di certa nausea da vecchiume quanto di pensamenti e ripensamenti lungamente covati. La qualità del blog, che proprio in queste settimane polverizza i propri record di accessi sorpassandoli di più di 100 unità, finisce per farne un po' le spese.
_Questo inverno che diventa primavera ma che sembra autunno si sposa alla perfezione con l'ennesimo ascolto del gioiellino stile Nancy e Lee di Isobel Campbell e Mark Lanegan, tentando di superare le brume psichedeliche di You in reverse dei Built to spill e aspettando che il clima si adatti in pieno al nuovo Startlight Mints, i The boy least likely to (ma in salsa O.C.) del 2006. Poi ci sono il nuovo Fiel Garvie e alcuni dischi italiani piccoli ma molto pregiati, ma di quelli si parlerà più avanti.
_Questo inverno che diventa primavera ma che sembra autunno, il tempo che normalmente passerei sul blog lo passo a divorare The good life di Jay McInerney, il genere di libro che ordini appena esce in america e che adori non senza sentirti un po' in colpa nè senza ignorarne il perchè. Anche di questo, ovviamente, se ne riparlerà.
_Questo inverno che diventa primavera ma che sembra autunno si perde tempo a leggere i post di Nota disciplinare, l'esilarante blog che raccoglie una selezione di note nel registro improbabili e surreali. Essendo stato a mio volta interprete di questioni simili -ma non dalla parte della penna che credete voi- la tematica mi colpisce abbastanza da vicino. [grazie al Socio e al Boss]
_Questo inverno che diventa primavera ma che sembra autunno si rotola dalle risate ascoltando l'mp3 dell'inno del'Udeur, un delirio assolutamente imprescindibile con alla voce un incrocio tra Nek e Pelù e un arrangiamento stile sigla di cartoni animati. [Grazie a Checco e ad Achille]
_Questo inverno che diventa primavera ma che sembra autunno ci sono meno concerti interessanti del solito e si guarda ad Aprile (con Ant, Fiel Garvie, Tender Forever, Ms. John Soda, The Organ, Architecture in Helsinki, Isobel Campbell), Maggio (Josè Gonzalez, The Black Heart Procession, Belle & Sebastian, Calexico + Iron and wine, dEUS e pare persino Vashti Bunyan e Adem (!)) e Giugno (Violent Femmes, Tool). Mentre ci si perde in alcuni amletici interrogativi: i Devics suoneranno davvero al Covo? Perchè sul loro myspace c'è una data che sul programma del Covo è già occupata, mentre sul sito del Covo ieri c'era una data per il 29 aprile che è stata tolta? Si può sapere quando suonano? O, per precauzione, devo andare a vederli venerdì prossimo al Bronson? E poi: chi canterà negli Alice in chains nella data del Gods of metal?
Perchè l'anno che al Flippaut vengono nientemeno che i Massive Attack spostano il festival da Bologna a Milano e dall'1 giugno al 21 luglio? E perchè tutti i tour europei già annunciati per la primavera-estate (Radiohead, Morrissey, Strokes, Stars) non hanno neanche una data in Italia?

lunedì, 20 febbraio 2006

Appunti di una settimana

di inkiostro
Disclaimer. Stavolta non è che non ho tempo, è che non ne ho voglia.

Milano /1. A Milano le folksinger canadesi figlie e sorelle d'arte fanno gli showcase in posti fighetti che qua sarebbero troppo perfino per il tamarro bolognese. A Milano c'è pure il vino gratis offerto dalla casa discografica. A Milano c'è De Luca che si beve una birra appoggiato al muro (ma io non mi avvicino, sono timido). A Milano c'è la suddetta folksinger che dal vivo ha una voce da paura, batte il piede come neanche Olmo della Gialappa's e alla fine è assai meglio che su disco. Mentre canta fa sorrisoni a me e a tutti quelli seduti nelle prime file, ed è sufficiente per farmi innamorare.

E' giunto il momento. Urge imparare Ajax. Ajax lava più bianco. Ajax, sii mio amico, ti prego!

Milano /2. A Milano i blogger più fighi che incontri hanno chiuso il blog. Uno citando i Codeine, l'altro citando i Radiohead.

Puro genio. «Quando Chuck Norris taglia le cipolle, piove». (ovviamente da qui)

The Space Cowboys. Pensavo di non andare a vedere Brokeback Mountain per manifesto menefrighismo, ma gli unanimi commenti entusiastici e i minacciosi ammonimenti ossimorici («Vallo a vedere, altrimenti nessuna donna ti si filerà mai più») mi hanno fatto cambiare idea, e appena riesco di andrò. Intanto ghigno per la t-shirt dell'anno, che recita Save a horse, ride Jake. (grazie a Violetta)

Milano /3. A Milano si fa doppietta, e dopo la folksinger canadese si va a vedere il duo strappacuore californiano. Il duo strappacuore ha sul sottoscritto l'effetto di un tir preso sul muso a massima velocità. Non ci posso neanche ripensare.

Airbag vive! Ora che al socio è finalmente arrivata l'ADSL, tenete d'occhio il blog di Airbag.


Pianomagica. Glen Johnson e soci incommensurabilmente meglio rispetto a questa Estate. Sarà l'effetto club fumoso, o la clamorosa e cattivissima versione elettrica e sincopata di Saint Marie. Un paio di canzoni in meno e sarebbe stato perfetto, ma anche così ho il torcicollo a forza di guardarmi le scarpe.

Un solo imperativo. Esportare la democrazia, esportare Calderoli.

Saturday night. Cosa c'è di più di triste del passare un sabato sera a un concerto degli Arab Strap? Semplice: non andarci, e passare la serata da solo a casa a portarsi in pari con le ultime puntate di Lost.

Google sa. Mi sono documentato un po' sul Google Hacking. E -infatti- brr.

E' un complimento? «Rispetto a quando ci frequentavamo, fai dei discorsi ancora più da Woody Allen». Ah, ecco.
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (23)]

venerdì, 27 gennaio 2006

di inkiostro
Good weekend
Quello che comincia oggi sarà un lungo weekend. E, per una volta, sarà un buon weekend.
Domattina succedono cose importanti. Cose da festeggiare, per cui domani sera si esce a cena e si salta Airbag (che ci sarà comunque: anzi, insieme al solito AndreaNP ci sarà la beneamata Miss Ann Abin; ascoltatela che poi vi interrogo). Sabato sarà un seratone. Sul presto inevitabile andare al Covo a prendersi beffe di Top of the pops insieme agli Art Brut, forti di uno degli esordi dell'anno (al quinto posto della mia top ten) e di un live set sgangheratissimo e assolutamente esilarante. L'ultima (e prima) volta che sono passati da queste parti era Luglio, c'era stato un nubifragio e per poco Eddie Argos e i suoi baffetti non mi sono franati addosso mentre si agitava come un ossesso scuotendo la sua chioma unta durante Good weekend. Punk nel vero senso della parola.

Art Brut - Good weekend (.mp3)
Art Brut vs The Knack - My Sharona formed a band (.mp3)
Art Brut (Acoustic Brut) - Live @ Planet Claire (link - 7 mp3 acustici)

All'insegna della schizofrenia più totale, dopo il concerto si tela dal Covo per raggiungere il Cassero e dedicarsi a un appuntamento di segno più o meno opposto. A tenere banco ci sarà infatti la serata High Quality House, che vedrà dietro i piatti i Drama Society (gente che di solito fa ballotta con nomi come Tiga -che li produce- e Ellen Allien) e Nerone DJ (una sola parola: Sonar). Per quanto mi riguarda, però, il piatto principale della nottata sarà il concomitante VJ set del manipolatore extraordinaire Milf + Strong, che terminerà con una performance a 4 mani (nel senso pianistico del termine: a un certo punto mixeranno gli stessi visual contemporaneamente) che sono assai curioso di vedere.

Drama Society
- Crying Hero (.mp3)

Fossi in voi, considererei anch'io l'idea della doppietta.
Punk nel vero senso della parola, altrochè.

giovedì, 29 dicembre 2005

di inkiostro
Natale in casa inkiostro
1. Chiamatemi Babbo Natale
Inkiostro si vanta con un amica dei regali che ha fatto.
inkiostro: Quest'anno sono stato l'unico della famiglia a fare regali a tutti gli altri.
amica: Sì, e che regali.. Una maglia dell'alternativissima Radio Città Fujiko a tua sorella che ascolta Shakira, una tazza a tuo fratello che ne ha già cambiate due in un anno, due pregiate bottiglie di vino, bianco e rosso, denominate rispettivamente Falce e Martello a tuo padre (ex) democristiano e una chiavetta USB a tua madre, che quando l'ha vista ha detto «Cos'è?».
inkiostro: E dire che hanno persino finto di averli graditi.
amica: E' quello il vero regalo..

2. Cultura popolare
La mamma di inkiostro guarda Beautiful.
inkiostro:
«Ma ieri Ridge non stava amoreggiando con una mora?»
mamma: «Sì, era sua moglie. Mentre ora è sotto la doccia insieme a Brooke.»
inkiostro: «Ma non era con lei che era sposato?»
mamma: «Ha due mogli. Come Pupo.»
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (12)]

domenica, 25 dicembre 2005

di inkiostro
Il vero blogger
Si vede perchè posta anche il giorno di Natale, ma non sa cosa scrivere.
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (12)]

martedì, 20 dicembre 2005

di inkiostro
Lettera a Babbo Natale [³] (seconda parte)
Dunque, caro Babbo Natale, come dicevo un paio di giorni fa, ti sto scrivendo (di nuovo) questa letterina (anzi, lettera; in tutto questo tempo 'letterina' ha cambiato significato e ora vuol dire un'altra cosa) per chiederti cosa voglio per regalo, come facevo da bambino.
Gli anni scorsi ti avevo chiesto un sacco di cose; ho esagerato, lo so. In realtà si trattava semplicemente di un misto tra eccesso di zelo e fondamenti di statistica (su 20 richieste almeno una la esaudirà, no?), ma non posso pretendere che tu lo capisca. In ogni caso, alla fine, alcune richieste le hai davvero esaudite, altre le hai formalmente soddisfatte per poi incasinarne sadicamente i dettagli, altre ancora le hai hai bellamente ignorate come se non te le avessi mai fatte, quindi alla fine facciamo che siamo pari e che va bene così.
L'anno scorso partivo con un po' di cinica sincerità, e ti chiedevo soprattutto tempo, gratificazione e denaro. Col tempo ho risolto gli ultimi due punti: la gratificazione va e viene ma per adesso va bene così, e il denaro, vabbè, col denaro ho lasciato perdere io. Però il tempo, quello davvero, me ne servirebbe un sacco. Anzi, dei sacchi. Sacchi e sacchi di tempo. Accetto persino contrappesi di carbone, ma voglio l'equivalente in tempo. Per uno come te che per 11 mesi all'anno non fa nulla è conveniente, dai.
Se il tuo potere di intervento non arriva a tanto (e sospetto di no), vorrei che i Lucksmiths venissero a suonare al Covo, e che magari dopo ci fosse Losing my badge, e che Tali White venisse a ballare The music next door in mezzo a noi. Vorrei che nella mia città natale Frequenze Disturbate tornasse ai fasti di un tempo, che ci venisse a suonare qualche gruppo canadese di quelli che piacciono a me e che la sera dopo il concerto venissero tutti nel giardino della casa dei miei a fare qualche pezzo mentre noi guardiamo le stelle cadenti. Ah, vorrei anche che il nuovo romanzo di Coupland uscisse presto (Giugno, pare) e che fosse bellissimo. In realtà ho seri dubbi in merito ad entrambe le cose, ho imparato a non sottovalutare la smodatezza delle mie aspettative e la conseguente inevitabile delusione, ma uno -per forza-ci spera.
Ma immagino che tu non possa far niente neanche per queste cose, e che tu voglia richieste più complete. Ok: voglio un Tivo, un nuovo scooter, una lavatrice (piccola e con carica dall'alto, grazie), una sedia ergonomica al lavoro, un rasoio elettrico, un sintonizzatore radio e tv per il PC e una di quelle belle librerie strambe che linko sempre da queste parti. Poi vorrei le tre stagioni di Scrubs in DVD, il libro di PostSecret, un po' di quegli EP di Jens Lekman assolutamente impossibili da trovare, i biglietti per i concerti di Death Cab for Cutie e Clap your hands say yeah a Milano così ho una buona scusa per andarci davvero, un pigiama, delle scarpe nere e una borsa nuova chè tutte e tre le mie, dalla più sgarrupata a quella professional, sono ridotte piuttosto male. Tante cose, lo so, ma il buon segno è che per tirare fuori queste idee mi sono dovuto arrovellare non poco. Che sia l'inizio di una nobile separazione dai beni materiali per ascendere verso un paradiso Zen? Oppure è che sono semplicemente troppo esaurito anche solo per esprimere dei desideri? Mah.
Se non riesci a portarmi nessuno di questi regali, caro Babbo Natale, mi accontento di una cosa, sempre la stessa: vorrei che rinnovassi il miracolo che hai compiuto l'anno scorso, ovvero che mio zio non regalasse a mio padre un libro di Bruno Vespa, come in ciascuno degli undici anni precedenti. Lo ha sostituito con una bottiglia di vino rosso di quello buono. L'abbiamo stappato al pranzo del 25, con in sottofondo la colonna sonora di Via col vento. E, per un momento, quasi quasi credevo alla magia di Natale.
[inkiostro | # | ma anche no | commenti (10)]

giovedì, 15 dicembre 2005

di inkiostro
Lettera a Babbo Natale [³]
Caro Babbo Natale,
ho sempre trovato molto ingiusto il fatto che tutti da bambini ti scrivano, e che appena scoprono che non esisti lascino perdere e rivolgano le loro richieste alle autorità competenti, di solito dotate di portafoglio e patria potestà. E' così noioso fare richieste direttamente a chi può soddisfarle, non c'è gusto. Prendi il blog: il gusto è tutto nel parlare al vento; il resto lo si potrebbe scrivere su un diario e in una manciata di mail. Ma vuoi mettere il piacere di un sanno vecchio Message in a bottle?
Così, negli ultimi due anni ti ho scritto, e la cosa è stata abbastanza catartica. Però le mie richieste non le soddisfi mai, e non fosse che parlare a vanvera è una cosa che mi piace davvero tanto, forse smetterei. Invece continuo, e, siccome non mi ascolti, ti scrivo sempre più o meno le stesse cose. Comprendimi, ormai è quasi una questione di tradizione. No, non c'entra niente la mancanza di tempo. E non è neanche un bieco trucco. Ma cosa ti viene in mente.
Da bambino comporre la lettera per chiederti cosa avrei voluto mi portassi in dono era una cosa che mi richiedeva dei giorni, ricordo interminabili pomeriggi passati a decidere se era meglio il castello dei Lego o una manciata di cattivi dei Masters, e per formulare complesse captatio che ti disponessero dell'umore migliore. Poi a un certo punto ho smesso: invece dei Masters cominciavo a desiderare dei videogiochi e non riuscivo a credere che i tuoi elfi avessero fatto un corso di aggiornamento per riuscire a produrre Super Mario. Poi a un certo punto mi hanno pure detto che non esistevi (ammettilo, la storia della slitta, delle renne e degli elfi non è molto credibile; per non parlare del fatto che vìola ogni legge della fisica), e la questione sembrava chiusa.
Ma ora ho deciso che visto che di Parmenide non c'ho mai capito nulla e che faccio sempre un gran casino tra essere e non essere, che tu esista davvero o meno non ha poi così tanta importanza. L'importante è poterti raggiungere, e il fatto che due anni fa tu avessi un blog (ottima cosa aprirne uno, è un'idea così originale!), l'anno scorso fossi pure reperibile via AOL Messenger e quest'anno ti fossi fatto anche un podcast, mi dà buone speranze.
Allora, caro Babbo Natale, cosa voglio per regalo? Ho pensato che le cose che vorrei di più sono tutte impossibili, quindi non te le chiedo neanche. Sarebbe bello se ci fosse la pace nel mondo, se il terrorismo scomparisse, se si trovassero cure definitive per AIDS, cancro e influenz