2.0

venerdì, 10 luglio 2009

Indovina l'indie club

di inkiostro

Clicca sulle immagini per ingrandirle

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Le foto qua sopra (clicca per ingrandire) sono state scattate nei giorni scorsi in un celebre indie club nostrano, che è stato sede del set di riprese di un serial tv italico, in questo caso eccezionalmente ambientato nel mondo della musica (metal, a occhio).

Chissà se qualcuno di voi riconosce il posto (è difficile, lo so) o intravede nelle foto uno dei due registi della serie, il celebre autore, o il nobile comprimario conciato come uno dei Kiss («BBBBBBBuuu...»). Difficile, eh?

[grazie a D. per le foto]

 

venerdì, 19 giugno 2009

Up To You!

di NuxxNews

Up To You! Al NO Fest! il prezzo d'ingresso lo decidi tu.



Ti diamo la possibilità di stabilire il valore di un festival con quasi 40 band sul palco, dj-set, dibattiti, interviste live e showcase ai banchetti delle label presenti (Fooltribe, Moriremo Tutti, Smartz, Valvolare, Escape from Today, Fratto9 Under The Sky, Boring Machines, Chew-z, Bar La Muerte, Nuova Musica Rurale, Donna Bavosa, Foolica, Grey Sparkle, Tafuzzy), grigliata alla domenica, due porte da calcetto per partite improvvisate e forse una rampa da skate.
Non c’è un biglietto d’ingresso, non c’è prevendita, il prezzo da pagare lo decide chi entra, il prezzo che ritiene giusto.


da 1 a 5€:
Entri al NO Fest.
10€:
Entri al NO Fest con pacca sulla spalla da parte di Mastello.
15€:
Alessandra ti regala un poster del NO Fest.
20€:
Alessandra ti regala un poster del NO Fest e te lo autografa.
25€:
Machno ti offre una birra al bar della spiaggia.
30€:
Machno ti offre una birra al bar della spiaggia e passa dieci minuti a chiacchierare con te del più.
35€:
Machno ti offre due birre al bar della spiaggia e passa venti minuti a chiacchierare con te del più e del meno.
40€:
Fabio ti regala un disco a scelta del catalogo Escape From Today.
45€:
Hue ti regala la t-shirt Moriremo Tutti Records.
50€:
Giochi in porta durante la partita di calcetto della domenica pomeriggio Garage Rockers vs Indie-Nerds.
55€:
Giochi in attacco durante la partita di calcetto della domenica pomeriggio Stagedivers vs Field Recorders.
60€:
 
ENIAC ti invita al dibattito "NO FUTURE! Il futuro presente della distribuzione e promozione musicale: dalle etichette indipendenti alle netlabel".
65€:
LegoMyEgo ti taglia i capelli.
70€:
LegoMyEgo ti taglia i capelli e Chacka la barba.
100€:
Pranzi con Stefania e Bruno durante la grigliata domenicale.
200€:
Mungo degli Uncles ti abbraccia.
300€:
Gigio ti fa un massaggio alla schiena.
400€:
Guido ti regala la sua camicia.
500€:
Open bar per tutta la durata del NO Fest!
1.000€:
Sali in console a mettere dischi insieme ai dj della serata Loser di sabato.
1500€:
Gomez ti segue per tutto il NO Fest filmando ogni tuo movimento.
5.000€:
Bob Corn ti regala la sua chitarra e la sabbia che ha in tasca.
6.000€:
Gianmaria ti affida il suo cane per tutta la durata del NO Fest
7.000€:
Napo ti regala il suo cellulare con tanto di suoneria personalizzata.
8.000€:
Tristan ti regala la sua scarpa destra.
9.000€:
Ruben ti regala la sua scarpa sinistra.
10.000€:
Gozzi ti regala la sua bici per voli acrobatici sulla rampa da skate.
12.000€:
I Marnero ti dedicano il brano di chiusura della loro esibizione al NO Fest
14.000€:
IOIOI si esibisce indossando la tua t-shirt.
16.000€:
Sali sul palco (mascherato) al posto di uno degli Harshcore.
18.000€:
Finisci sulle prossime t-shirt della Boring Machines a fianco a Onga.
20.000€:
Finisci in copertina sul prossimo singolo degli X-Mary.
25.000€:
I Maisie ti invitano a passare un weekend a casa loro.
30.000€:
Vai in vacanza insieme a Samuel Katarro.
35.000€:
Gli Stalker ti invitato in studio per la registrazione del prossimo disco.
40.000€:
Entri in pianta stabile nei Cibo.
50.000€:
Sabato notte vai a dormire in hotel insieme ai Leeches.
100.000€:
L'edizione 2010 del NO Fest! sarà intitolata a te.

mercoledì, 08 aprile 2009

Anche Inkiostro è un po' Pronto al Peggio

di inkiostro

Non lo diciamo solo noi ma quasi tutte le riviste e i siti del settore e non: Pronti al peggio, la web tv dedicata alla musica indipendente italiana è stata una delle novità più belle nel panorama nostrano da un po' di tempo a questa parte. Partendo da una serie di idee tutt'altro che originali, ma mettendo in campo una realizzazione tecnica eccezionale, una notevole capacità di scovare contesti significativi e la furbizia di chi guarda anche fuori oltre che dentro il solito orticello, il suo creatore Andrea Girolami (nome e faccia nota da tempo a chi bazzica la musica italiana e il web e il web che parla di musica) è riuscito a superare le perplessità iniziali di tanti e a mettere in piedi un prodotto di grande valore, complice il supporto del marchio Vitaminic.

 

Dalla settimana scorsa Pronti al peggio è uscito dalle proprie pagine per invadere quelle di un po' di siti e blog amici con gli out-take inediti delle sessioni già pubblicate. Potevamo sottrarci all'opportunità di ospitare anche noi uno dei loro ottimi video? Giammai.  

Soprattutto quando ci sono stati offerti su un piatto d'argento (in esclusiva su queste pagine per 24 ore) i Settlefish che suonano The boy and the light (partendo con un accenno di Doors, chi l'avrebbe mai detto) camminando per Via dell'Archiginnasio tra gli sguardi allibiti degli umarells e delle zdaure.

 

Girolami  e Pronti al Peggio saranno anche tra i protagonisti di oggi di Impronte digitali, il nuovo spazio settimanale dedicato al web e alle tecnologie all'interno di Talk Radio, il magazine di informazione di Radio Città Fujiko, condotto da Filippo Piredda e con lo zampino del sottoscritto.
Oggi intorno alle 19.10 sui 103.1 FM a Bologna e dintorni, oppure in streaming.

 

 

martedì, 31 marzo 2009

Bus slogan generator!

di valido

sabato, 28 marzo 2009

they can be heroes

di ganz
C'è un autore di fumetti che amo molto, Grant Morrison, che ragiona da anni sul rapporto tra realtà e fiction. Secondo lui (semplificando) la fiction sta cercando attivamente di invaderci e noi stessi, entusiasti disertori, cerchiamo di passare nelle file nemiche. Morrison estremizza un po' il concetto teorizzando squarci in membrane a undici-dimensioni che formano l'ologramma realtà (o qualcosa del genere), ma infondo credo abbia ragione.
La vita imita l'arte. Da sempre. Ma ora mi appare come sia sempre di più una compulsione irrefrenabile. Quanti momenti della nostra vita ci sono sembrati belli o memorabili perché "sembravano la scena di un film"? Quante volte storie di finzione hanno ispirato delle nostre azioni? E' sempre stato così, lo so. Però ci sono segni che la fiction sta avanzando sempre di più. Uno di questi segni è Entomo.

Entomo è un trentenne di Napoli che si veste da super-eroe e va in giro la notte a segnalare gli eventuali crimini in cui si imbatte. Fa una ronda da solo, insomma (e la stampa ci è andata a nozze). Il simbolo è una sigma un po' perché "I sum up all the powerful, silent and venomous small creatures inhabiting this world. SIGMA, because I'm a synthesis, the human-like swansong of millions of races" (secondo il suo myspace); un po' perché sembra una "E" (secondo me).  Dice di avere riflessi sovrannaturali e un'abilità mentale dal curioso nome di "parallelogramma".
Non è il solo. A Napoli che anche il Dottor Presenza. Ma si tratta di un fenomeno statunitense. Il registro internazionale dei "real life superheroes" ne conta 200 o giù di lì. Tendenzialmente nessuno combatte davvero il crimine ma soprattutto si dedicano a dal volontariato mascherato, tipo Patch Adams del senso civico. Ovviamente tutti hanno una pagina su Myspace e/o Facebook e/o canale su youtube. (lascio a voi le considerazioni geo-politico-culturali del perché gli unici "eroi" non angolofoni siano italiani).
Buffoni? Mitomani? Artisti concettuali? Persone tremendamente annoiate? Ragazzi volenterosi che hanno letto troppi fumetti? A voi la scelta. Io non posso chiedermi: come mai solo ora?
Superman è apparso nel 1938, possibile che ci siamo voluti ben 70 anni affinché qualcuno si decidesse a emulare i super-eroi? Ok l'11 settembre deve centrare in qualche modo. Di certo colpisce l'immaginazione: un cattivo che appare sui teleschermi in contemporanea mondiale rivendicando il suo spettacolare piano di terrore su scala globale. Ma molti di questi fumetti in carne ed ossa sono apparsi anni dopo segno che la retorica dell'eroe di quei giorni ha smosso qualcosa di profondo. Qualcosa oltre l'inarrestabile ondata di film tratti da comic-book. Anche Obama è stato investito di un aura messianica in salsa kryptoniana (in Illions c'è Metropolis, giusto?) e ha flirtato con diversi eroi dei fumetti (nei fumetti).
Qualcosa c'è nell'aria, nello zeitgeist. Ma mi sfuggono ancora le motivazioni che spingono i singoli cittadini a vestirsi in modo curioso e girare per la città.
Penso che in fondo ci sia un desiderio di morte. I personaggi immaginari, di fiction, hanno come caratteristica ontologica che li definisce: non esistono. Voler essere uno di loro mi sembra un pulsione vero l'annullamento. Un rifiuto suicidale del mondo.
Oltre a questo girare in tute aderenti di lycra nel cuore della notte non mi pare esattamente un attività salubre, soprattutto nei quartieri napoletani dalla brutta reputazione. Speriamo che Entomo rimanga nella pagine della cronaca di costume e non passi a quelle di nera.


venerdì, 13 marzo 2009

Il Calcio e le Patrie Virtù Democratiche

di trino
Al cinema e non solo, il baseball ha sempre sfoggiato un fascino metaforico che scavalca il fenomeno sportivo per invadere la riflessione sociologica, politica, morale. Basti pensare al discorso di Robert De Niro / Al Capone ne Gli Intoccabili. O agli scritti sul baseball del columnist conservatore (e vincitore del Premio Pulitzer) George Will. O al primo formidabile capitolo di Underworld di DeLillo. Agli americani piace filosofeggiare sul baseball e vederci dentro metafore densissime che, secondo loro, spiegherebbero al meglio l'autentico spirito a stelle e strisce: l'equilibrio complesso tra individualismo e appartenenza alla squadra; la ricompensa per il duro lavoro; il fair-play; la mobilità sociale; la democrazia.

E il nostro amato calcio? Qualche anno fa sull'autorevole settimanale (neo)conservatore Weekly Standard, Frank Cannon e Richard Lessner denunciavano il nichilismo decadente sotteso al nostro passatempo nazionale:

Nel recente incontro con l'Italia nel campionato mondiale,  la squadra USA ha giocato quella che è stata definita, da molti conoscitori del gioco, la migliore partita mai giocata da una squadra di calcio americana su suolo straniero. Lo storico match è finito in un epico pareggio, 1-1. Ma in quella che è stata strombazzata come una delle migliori partite mai giocate da una squadra americana, gli Stati Uniti non sono riusciti a segnare. Il gol attribuito agli Americani è stato infatti realizzato da un avversario che - ops! - ha accidentalmente messo la palla nella sua rete.

Pensateci per un attimo. Questo riassume tutto quello che vi serve sapere sul soccer o football, come è noto da altre parti. Il calcio è il gioco perfetto per il mondo post-moderno. E' l'espressione quintessenziale del nichilismo che prevale in molte culture, cosa che senza dubbio spiega la sua popolarità in Europa. [...] Un gioco sul nulla, dove i punti sono accidentali, è di scarso interesse per gli Americani che credono ancora che il mondo abbia senso, che la vita abbia un significato e una struttura più grandi e che l'essere non sia un fine in sé.

Gli autori arrivano a dire che il calcio è un gioco per quadrupedi, in quanto nega ciò che ha elevato l'uomo al di sopra degli altri animali: una testa pensante e il pollice opponibile. Ma nel calcio, scrivono, a differenza degli altri sport, la testa non è protetta e la si può usare per colpire brutalmente una palla; mentre le mani, quelle sono vietate.

Qualche giorno fa, Stephen H. Webb su First Things (blog dell'Institute on Religion and Public Life) ha scritto:
Per chi è incline alla paranoia, sarebbe facile addebitare il successo del calcio alla sinistra, che, dopotutto, ha lavorato per anni per portare la decadenza e la disperazione europea in America. La sinistra ha cercato di trasformare il marxismo, il post-strutturalismo e il decostruzionismo in fenomeni di moda al fine di indebolire la chiarezza, il pragmatismo e l'energia della cultura americana. Ciò che la sinistra non è riuscita a realizzare per mezzo di quei capricci intellettuali, si potrebbe pensare, sta cercando di ottenerlo con lo sport.

Ma davvero il calcio è un gioco nichilista? Espressione di una cultura stanca e decadente? Sintesi dei mali del nostro Paese, del suo scarso pragmatismo, della carenza di democrazia, dell'assenza di una sana cultura meritocratica, in cui per essere premiato devi lavorare duro invece che azzeccare un punto per caso?

Ho deciso di approfondire la questione.

A un primo esame, bisogna ammetterlo, molti dei maggiori successi calcistici nazionali non sono esattamente legati a momenti di brillante pragmatismo democratico ed energia repubblicana. Due titoli mondiali su quattro l'italia li ha vinti sotto il Duce. Il quarto lo abbiamo ottenuto durante il mandato del governo con la più risicata maggioranza (e non certo la più frizzante energia) della storia. Il Presidente Berlusconi è anche il Presidente della Pluripremiata Squadra di Calcio del Milan. Nel '70, anno in cui gli Azzurri diventano vice-Campioni del Mondo, si tenta (forse) il Golpe Borghese.

Insomma: avranno ragione i neoconservatori dello Standard e i tizi dell'Institute on Religion and Public Life? Il calcio è il gioco dei decadenti nichilisti europei?

Per scoprire l'arcano, ho deciso di analizzare le correlazioni tra il Calcio e i Governi della Repubblica Italiana, da De Gasperi a Prodi. 58 governi abbastanza traballanti, come noto. Qual è segno più cristallino di un sano ed energico pragmatismo all'americana se non l'agognata e (quasi) mai realizzata stabilità dell'esecutivo? E qual è, d'altro canto, segno più evidente di un sano e trionfante calcio italiano se non l'affermarsi della Gloriosa Nazionale Italiana nei più prestigiosi tornei internazionali?

Ho provato, pertanto, a confrontare la durata dei governi italiani con i successi degli Azzurri negli stessi anni. E, più in particolare, a misurare eventuali correlazioni tra le variazioni nella stabilità dei governi e le variazioni nel successo della nazionale di calcio alle Olimpiadi, agli Europei e ai Mondiali.

Ebbene: la correlazione c'è. E smentisce fieramente le plutocratiche insinuazioni d'oltreoceano.

Ho suddiviso i 58 Governi repubblicani (dal De Gasperi II al Prodi II) in 7 differenti "classi di stabilità" sulla base dei giorni di durata in carica (la più bassa fino a 100 giorni, la più alta dopo gli 800) e in 12 differenti categorie sulla base dei successi della Nazionale Italiana di Calcio (A e Olimpica) negli anni in cui hanno governato anche parzialmente (la più bassa categoria in caso di mancata qualificazione sia agli Europei sia alle Olimpiadi, cioè nel 1972; la più alta in caso di vittoria ai Mondiali, e raggiungimento dei quarti di finale sia agli Europei che alle Olimpiadi, cioè nel biennio prodiano 2006-2008). Ed è emerso che le variazioni di segno dei due suddetti indici da un governo all'altro mostrano una discreta correlazione (anche, in parte, nell'entità):

Photobucket

Salvo casi isolati di spiccata divergenza, può dirsi orgogliosamente che negli anni in cui il Popolo Italiano mostrava all'Europa e al Mondo la bravura dei suoi Atleti sui Campi da Calcio, i nostri Illuminati Governanti servivano proficuamente un'Idea di Governo Stabile e Concorde. La nostra amata Patria bandiva litigi e fragilità e debolezze così nei Palazzi del Governo come nei Verdi Campi da Gioco.

Altro che decadente nichilismo. Altro che post-strutturalismo. Altro che marxismo.

Quando il Popolo e i suoi migliori Calciatori rafforzano le Atletiche Virtù Patrie, i Patrii Rapppresentanti rafforzano i loro legami per il miglior servizio del bene pubblico.

Diteglielo, al Weekly Standard.

martedì, 10 marzo 2009

Meglio di un milione di recensioni di Pitchfork

di inkiostro

L'idea di raccogliere i pareri di persone di un'altra generazione sulla musica pop e rock contemporanea è tutt'altro che nuova. Ricordo uno dei primi numeri dell'edizione italiana di Rolling Stone, in cui c'erano anziane maestre di musica che recensivano non so più cosa; ma forse in qualche libro ho letto che l'aveva già fatto qualcuno con il punk, sottoposto, nel suo periodo d'oro, ad attempate e inorridite ladies britanniche.

 

Di recente sono arrivati anche i puntuali pareri in maceratese di mamma Fiorella in Pronti al Peggio, ma solo oggi (grazie a Gorilla VS Bear) ho scoperto lo spettacolare Breakfast at Sulimay's, in cui degli allucinatissimi vecchietti un po' rincoglioniti di Philadelphia si trovani alle prese con canzoni più o meno alternative da recensire (quando non gli fanno direttamente intervistare delle band, come i Fuck Buttons). Sentite cosa hanno da dire sui Blood Brothers, Peter Bjorn & John o Beirut, o i loro sboccatissimi pareri sui Thermals, Joanna Newsom, Pitchfork e i Decemberists. o le acide lamentele quando si trovano alle prese Santogold, i Portishead e i Death Cab for Cutie.

 

E, qua sotto, guardate cosa dicono dell'osannatissimo Merryweather post pavillon degli Animal Collective (proprio in questi giorni in tour in Italia): «I'm starting to get an headache», «I doubt that this group is not gonna get very far from Baltimore, Maryland» e così via.
Abbiamo trovato dei nuovi critici musicali di riferimento.

 

 

mercoledì, 25 febbraio 2009

Componendo i contrasti

di hankmooody

Uòlter si è ritirato da appena una settimana, e già non ne parla più nessuno.

Ma a noi piace ricordarlo così, con la sua milgiore parodia ad opera di Corrado Guzzanti, da Millenovecentonovantadieci:

(ritrovato via)

 

 

[hankmooody | # | guarda te, paese reale | commenti (2)]

mercoledì, 18 febbraio 2009

Urca Urca Tirulero Oggi splende il sol

di inkiostro

Ho aspettato un po' a pubblicarlo perchè prima volevo avere il tempo per guardarle tutte e decidere quale fosse la migliore. Ora ho raggiunto il verdetto: la migliore versione di Urca Urca Tirulero (Robin Hood e Little John van per la foresta - in originale Oo De Lally) è sicuramente quella in Catalano, intitolata Durul·lari:

 

Waxy ha raccolto in un post tutte le versioni in lingue differenti che è riuscito a trovarae, e il risultato finale è strepitoso (fa morire anche solo leggere i titoli: Oo de Lally, Tirly Tirly Truly Truly, Jodeladie Jodelee, O-La-Ri-Lo-Le...). Se poi spingete Play in tutte contemporaneamente...

 

mercoledì, 28 gennaio 2009

Deve aver richiesto più tempo dell'originale

di hankmooody

Domona Lisa, l'impressionante Monna Lisa in versione domino.

 

[hankmooody | # | wild wild web, guarda te | commenti ]

lunedì, 26 gennaio 2009

Un eccellente modo per cominciare la settimana

di uomosenzak

 

Greg Laswell - How the day sounds.

Gran canzone e gran video, starring Elija 'Frodo' Woods, girato nel Soda Pop Stop di Los Angeles. Come dice un commento su Vimeo: a cosa servono gli effetti speciali, quando la semplicità è giò perfetta?

 

venerdì, 23 gennaio 2009

Oltre i led

di uomosenzak

Fantastico video in stop motion: Revamped Graphic Equalizer. E non guarderete più il vostro hi-fi con gli stessi occhi.

 

[uomosenzak | # | suoni, guarda te | commenti (1)]

mercoledì, 21 gennaio 2009

Facebook Democracy: The Experiment

di trino
What the cynics fail to understand is that the ground
has shifted beneath them — that the stale political arguments
that have consumed us for so long no longer apply

Barack Hussein Obama

D’altra parte Obama è diventato presidente anche grazie a Facebook
Maria Laura Rodotà


La libertà di parola è il sale della democrazia. Non solo consente a chiunque di esprimere il proprio pensiero, i propri sentimenti, le proprie convinzioni - fa anche sì che la ricchezza del dialogo premi le opinioni migliori e smentisca quelle più deboli. Se tutti possono dire la loro, le idee traballanti saranno corrette e vinte da quelle più solide; le proposte più convincenti ruberanno la scena a quelle più dubbie; l'interesse generale sarà posto al vaglio della moltitudine, scandagliato, criticato, esaminato - e così potrà trionfare, in piena trasparenza e davanti agli occhi di tutti.

In una sera d'autunno del 2007, un gruppo di studiosi di scienze sociali, statistici, informatici e amici vari ha partorito un'idea bizzarra: usare l'immensa mole di Facebook per un esperimento di social democracy.  Da un certo momento in poi, alcuni di noi di Inkiostro hanno seguito la ricerca (dando anche una mano su piccole questioni secondarie) e questo post precede (per gentile concessione del prof. Alossi - che è una persona squisita prima ancora che un brillante studioso)  il resoconto di quest'avventura (che sarà anticipato, in versione ridotta, su Wired e, con un'intervista, su The New Republic).

Chi di voi non ha mai espresso su Facebook un'opinione precisa su un argomento controverso? L'indagine del Gruppo di Lavoro Sulla Democrazia è partita da un dato (frutto di due precedenti ricerche, una dell'Università del Michigan, l'altra dell'agenzia Leary di marketing sperimentale): la virtualità abbassa le inibizioni (e fin qui, nulla di nuovo); inoltre: l'affievolimento delle inibizioni migliora la quantità e la qualità del dialogo. Si calcola che un dibattito effettuato a distanza mediante digitazione su tastiera e tecniche di instant messaging ha un tasso di successo (cioè si formano opinioni di maggioranza elaborate su argomenti inizialmente controversi) del 32% superiore a un dibattito tradizionale (presenza fisica e voce).

Se io esprimo un'opinione sul mio status di Facebook e i miei contatti commentano; ovvero se io m'iscrivo a un gruppo che sostiene un'opinione e i miei contatti valutano un eventuale invito - si tratta di dibattiti virtuali? Assolutamente sì, sostiene il gruppo di Alossi. Anzi, si tratterebbe, secondo il prof. Alpert, di una forma ulteriormente libera di dibattito, in quanto "si sviluppa spontaneamente senza le restrizioni ambientali, cronologiche e dispositive di un dibattito "organizzato". Alpert e Alossi sostengono che se un dibattito virtuale "organizzato" (cioè un argomento controverso dibattuto su IM da un tot di persone in un tot di tempo secondo regole minime ma condivise) è il 32% più efficace del dibattito tradizionale, il dibattito virtuale libero (cioè quello indiretto che si sviluppa con gli status e l'iscrizione ai gruppi di Facebook) può migliorare tale prestazione di un ulteriore 30 o addirittura 40 percento.

In concreto, il gruppo di Lavoro sulla Democrazia ha avuto accesso a 17 applicazioni di Facebook tra le più disparate (non abbiamo i nomi, ma ci dicono che si va da questionari frivoli a giochi di logica e di combinazioni di parole). L'accordo con i produttori di queste applicazioni prevedeva l'accesso dei Nostri a una mole incredibile di dati riguardanti l'aggiornamento dello status, i commenti allo status, l'iscrizione a gruppi, i messaggi sui "walls" dei gruppi, l'invito di contatti ai gruppi, l'adesione spontanea di contatti a gruppi cui si è già aderito, la cancellazione da gruppi, la cancellazione di contatti da gruppi, l'ordine cronologico delle cancellazioni rispetto a eventi dialettici (come gli scambi di commenti sul wall) e altri dati ancora.

Il grosso del lavoro è toccato agli statistici. Ci ha spiegato la dott.ssa Ergico: "Non basta sommare le opinioni, bisogna valutare la qualità dello scambio. Se io, ad esempio, non ho mai espresso un'opinione significativa se non in risposta a quelle dei miei contatti e decido di prendere una posizione forte, la mia opinione avrà un valore diverso dal caso in cui io abbia sempre espresso opinioni primarie. Lo status sarà sempre "Lisa è felice per Obama", in entrambi i casi. Ma per i nostri modelli i due status avrebbero un punteggio molto diverso".

Si è trattato di un lavoro enorme. I dati esatti saranno resi noti nel volume di prossima pubblicazione, ma si parla di 80 milioni di aggiornamenti status, oltre 400 milioni di commenti, migliaia e migliaia di gruppi, centinaia di milioni di "scambi".

"La social democracy" dice Alossi "non è un gioco. Abbiamo dimostrato che il libero scambio di idee produce ricchezza di pensiero, valore emotivo e intellettuale, democrazia".

Noi siamo solo contenti di aver potuto sbirciare e sostenere il lavoro di queste persone e, in attesa della pubblicazione ufficiale del libro che racconterà l'avventura di Alossi & Co., vi offriamo le risposte efficienti a 30 attuali questioni controverse secondo la social democracy di Facebook. Per le ragazze e i ragazzi di Alossi e Alpert questi sono "i risultati migliori del migliore dei dibattiti possibili".

1. L'elezione di Obama è bene. La delusione sarebbe male.
2. Il conflitto israelo-palestinese è molto male, ma gli Israeliani sono un po' più male.
3. Dio non esiste, forse, ma scriverlo così sui bus è - non so.
4. La mafia è male. E i gruppi che sono fan della mafia sono male.
5. Se il Mignolo e il Prof conquistano il mondo è bene.
6. Abbandonare i cani è male.
7. Che Obama si emozioni all'Inaugurazione è bene.
8. Il vestito della moglie di Obama è male.
9. Che siamo tutti uguali è bene.
10. I DRM di iTunes sono male. Ma comprare il cd è più male.
11. La maleducazione di Santoro con l'Annunziata è male. Ma l'Annunziata che non si emoziona per i Palestinesi è molto più male.
12. Veltroni non è bene, ma un altro è male.
13. Guantanamo è molto molto male.
14. La neve è bene. Troppa neve è meno bene. Troppa neve a Milano con la Moratti sindaco è male.
15. Il maltempo è male.
16. La crisi è male.
17. L'Islam non è male, ma certuni nell'Islam sono molto male.
18. L'omosessualità non è proprio bene, insomma. Ma guarire dall'omosessualità è mooolto male.
19. La faziosità è male.
20. Berlusconi non è bene. Ma l'antiberlusconismo è male.
21. Morgan è bene ma anche male.
22. La riforma Gelmini della scuola è - non ricordo.
23. L'eutanasia è male. Ma vietare l'eutanasia non è proprio bene.
24. Il matrimonio gay è bene. Tra un po'.
25. Le impronte digitali ai rom è - non ricordo.
26. Kakà che resta al Milan è bene. Berlusconi che telefona a Biscardi per dire che Kakà resta al Milan è male.
27. Bush era male.
28. Oliver Stone era.
29. Le application di Facebook che ti costringono a invitare 10 amici per scoprire i risultati del test che hai appena fatto sono male.
30. Quelle che ti costringono ad invitarne 20 sono il doppio più male.


martedì, 20 gennaio 2009

Cityscapes

di inkiostro

Dalla spettacolare gallery Amazing cityscape art made from unusual objects:

 

 

 

San Francisco fatta di gelatina (di Liz Hickok)

 

 

 

Cityscape II (di Grace Grothaus)

 

 

 

Unreal Scene (di Liu Jianhua)

 

 

 

Bonus (fotografato dal sottoscritto alla Biennale Arte di Venezia l'anno scorso):
L'ombra del profilo di New York City (pre 11 Settembre) proiettata da una serie di casse di stereo
(non ricordo il titolo e l'autore, ma magari qualcuno di voi sì)

 

 

[inkiostro | # | guarda te | commenti (1)]

giovedì, 15 gennaio 2009

Whole lotta love

di valido

Purtroppo si tratta di esemplare unico.
[valido | # | guarda te | commenti (6)]

mercoledì, 17 dicembre 2008

Intervallo

di hankmooody

Jake Shimabukuro - While my guitar gently weeps (Ukulele version)
Brividi. (via)

 

giovedì, 11 dicembre 2008

These Little Boots are made for walking

di uomosenzak

E' probabile che abbiate già incrociato il nome di Little Boots, anche se non lo sapete.

 

Qualcuno l'ha conosciuta con le sue prime canzoni, qualcuno ne ha ammirato il canale YouTube pieno di versioni live fatte in casa, qualcuno ha letto il suo nome per la prima volta tra i 50 della Cool List 2008 di NME.

A me, come a molti, sono piaciute soprattutto le sue curiose e adorabili versioni di due dei singoli dell'anno (Time to pretend degli MGMT e Ready for the floor degli Hot Chip) suonate con il curioso e adorabile Tenori-on (un incrocio tra una tastiera Casio e un Sapientino), e spero che anche le sue canzoni passino presto da innocuo elettro-pop a piccole perle di bassa fedeltà fatte in casa.

Guardate i video e capirete cosa intendo. E innamoratevi, anche.

 

 

 

 

Little Boots - Stuck on repeat (ZShare MP3)

 

mercoledì, 10 dicembre 2008

Nel Pd c'è una questione morale. Vero: è a terra.

di inkiostro

Scoperto il mistero della (perenne) crisi del Partito Democratico (ci voleva tanto, direte voi): senza parole

[recuperato la settimana scorsa da Blob e messo online da Dr. Shoum]

 

 

[il titolo del post invece viene da Spinoza]

 

martedì, 02 dicembre 2008

Un deciso passo avanti per l'umanità tutta

di ildottorGola
Il tizio qui sotto ha creato un theremin usando un computer, un sintetizzatore e il telecomando della wii. I guanti neri in tessuto pile servono semplicemente a dare un tocco di classe al tutto, secondo me.


Domanda: si può essere più geek di così?

Risposta: si, si può utilizzarlo per suonare la sigla di Star Trek.

lunedì, 01 dicembre 2008

The Simpsons think different

di margotosleep
Chi l'avrebbe mai detto? Nella puntata trasmessa lo scorso 30 Novembre negli Stati Uniti i Simpson in persona si prendono gioco della Apple, esprimendo qualche dubbio su che cosa significhi in realtà "pensarla diversamente".

Nel centro commerciale di Spriengfield ha aperto un nuovo Mapple Store e i Simpson fanno visita al negozio. Lisa desidera ardentemente un Mipod, ma dovrà pagare il suo sogno a caro prezzo...

Lisa (rivolta alla cassiera):
I can't afford any of your products but...can I buy some fake white earbuds so people will think I have a MiPod?



giovedì, 27 novembre 2008

In cucina con Cat Power

di inkiostro

Chan Marshall, meglio nota come Cat Power, cucina le patate dolci al forno, ospite in video su Oh-Audrey.com (una specie di Antonella Clerici del web). Se vi interessa, la ricetta è anche in versione testuale. (via)

[evitiamo gli ovvi commenti sull'inarrestabile imborghesimento della cara Chan. Ormai è cosa nota. E un po' triste]

 

 

Lettura consigliata:

Kara Zuaro - I like food, food tastes good

Musica e cucina: l'abbinata è vincente. In questo libro più di 100 musicisti indipendenti segnalano e spiegano la loro ricetta, dai Kings of Convenience ai Death Cab for Cutie, dagli Okkervil River agli Interpol, dai Violent Femmes ai Descendents (da un cui verso prende titolo il libro). Comprato a NYC mesi fa, testato e approvato. Curioso, e pure utile.

 

Lettura sconsigliata:

Alex Kapranos - Rock Restaurant

Come ho scritto su Anobii: «Canti bene e magari sei anche un bravo cuoco, ma come scrittore lasciamo perdere». Il leader dei Franz Ferdinand -ex cuoco- racconta il cibo e i ristoranti dal mondo visti durante i suoi tour con la band. Poche idee, poco originali, e espresse in modo per nulla memorabile. Passate oltre.

 

 

Soundtrack dai bei tempi che furono:

Cat Power - Wonderwall (Oasis cover) (MP3)

 

martedì, 25 novembre 2008

Ditelo con i coretti!

di ildottorGola


Da una decina di giorni, precisamente da sabato 15, non riesco ad ascoltare musica che non contenga almeno trelinee vocali armonizzate. Dopo l'incredibile concerto dei Fleet Foxes ai Magazzini Generali di Milano, il mio doping personale sono diventati i coretti e le canzoni piene di aaaaaaaaahhhhhhh uuuuuuuuuuuuuhhhhhhhhhh oooooooooooohhhhhhh.
Dopo aver consumato il disco e l'ep delle suddette volpi agili sono andato alla ricerca di altri gruppi che potessero darmi la modica quantità di voci modulate di cui ormai abbisogno per sopravvivere. E ho notato una cosa curiosa: sotto il velo di melodie dolci e melassose, spesso le canzoni coi coretti (da qui in poi CcC) celano retroscena decisamente inquietanti.
Prendete i Fleet Foxes.

Fatto? Immagino che una larga percentuale dei lettori di questo blog conosca il loro singolo più famoso, White Winter Hymnal. Vi siete mai messi a leggere il testo? Se l'avete fatto vi sarete probabilmente resi conto del fatto che la canzone, nonostante quel diffuso sentore natalizio - che come tutti sanno è dato da un misto di mascarpone, zenzero, cannella e sterco di renna - cela un terribile segreto. Andiamo a vedere.
I was following the pack
all swallowed in their coats
with scarves of red tied ’round their throats
to keep their little heads
from fallin’ in the snow
Ok scena bucolica, gruppo di gente... Ma andiamo a vedere dopo.
And I turned ’round and there you go
And, Michael, you would fall
and turn the white snow red as strawberries
in the summertime
Qualcosa non quadra. Ad un'analisi attenta, la drammaticità della scena appare in tutta la sua evidenza.
Michael cade e la bianca coltre di neve si trasforma in una distesa di fragole. Michael non si è semplicemente sbucciato un ginocchio. Michael, chiaramente, perde sangue a fiotti, una quantità probabilmente simile a quella che esce dall'ascensore di "Shining".
Al sesto verso della canzone Michael ancora non lo sa, ma è già morto.
Delle cause della morte del povero Michael non è dato sapere. Ci sono però indizi interessanti nella canzone Mykonos, in cui pare evidente la fuga del protagonista verso lidi pacifici, il sole il mare lo iodio per "dissipare le ombre del casino che hai combinato".
And you will go to Mykonos
With a vision of a gentle coast
And a sun to maybe dissipate
Shadows of the mess you made
I particolari della fuga sono tutti in questi quattro versi. L'interpol indaga.
Appare evidente, quindi, che Michael - da tutti descritto come un bravo ragazzo studioso e diligente che faceva volontariato - è stato brutalmente assassinato dal branco, gente avvolta in cappotti e sciarpe in modo da meglio occultare la propria identità. Poichè ci troviamo negli Stati Uniti, è probabile che ognuno dei partecipanti al massacro avesse con se almeno un paio di pistole, e lo zampillare del plasma dai fori dei proiettili trasforma un pomeriggio in campagnia in un agghiacciante bagno di sangue.
Nessuno si era però accorto di tutto questo, perchè il cantante cela la brutale confessione sotto un tappeto di coretti simil-natalizi, che sviano l'attenzione dell'ascoltatore dal terribile fatto di sangue.
Qualcuno però è stato attento e ci ha fatto un film.


Mentre andavo a caccia di CcC mi sono imbattuto in un gruppo che ascoltavo quando ero piccolo, dai vinili di mammà: i Mamas and Papas. Noti all'universo italico come quelli a cui i Dik Dik devono metà del loro successo (per l'altra metà "sentiti ringraziamenti" ai Procul Harum), sono una band ingiustamente sottovalutata. Al di là di California Dreaming, capolavoro assoluto menomato dal fatto che tutti la conoscono ma quasi nessuno si è preso la briga di ascoltarla attentamente, i M&P hanno scritto una buona quantità di canzoni meravigliose, con intrecci vocali e arrangiamenti tra i migliori di sempre.
Tra le mie canzoni preferite ce n'è una che si chiama I Saw Her Again Last Night. Anche qui, coretti a profusione, cambi di tempo e di mood, in una canzone pop pressochè perfetta. Ad un ascolto superficiale pare una sincera ballata d'amore, di un uomo che ripensa alla sua bella incontrata poche sere prima.
La realtà ancora una volta è ben diversa.
I saw her again last night,
And you know that I shouldn't
Perchè non avrebbe dovuto? Lei è fidanzata? E' sposata? Niente di tutto questo.
Just string her along; it's just not right
If I couldn't I wouldn't.
But what can I do; I'm lonely too.
And it makes me feel so good to know
She'll never leave me.

I'm in way over my head;
Now she thinks that I love her (yeah, yeah)
Because that's what I said
Though I never think of her.
(No, no, never think of her)
Se avete ascoltato la canzone, il modo in cui queste parole sono cantate, l'arrangiamento, le armonie zucchero e miele, vi sentite un po' truffati. Mai sareste andati a pensare che questa fosse la versione cantata del noto detto latino "in tempo di carestia ogni buco è galleria." Il simpatico figlio di mignotta canta del fatto che si vede con 'sta tipa di cui non gli frega granchè ma siccome lei ci sta alla fine perchè negarsi una bottarella o due?
Ma fosse solo questo, vabbè. Lui no, la illude pure, le dice che la ama, lei è completamente persa e lui si vanta con gli amici al bar bevendo crema al whisky col ghiaccio, per poi andare a fare le penne col Booster al parcheggio vuoto dietro lo stadio.
Every time I see that girl,
You know I wanna lay down and die.
But I really need that girl
Though I'm living a lie;
(Though I living a lie...)
It makes me wanna cry
Ma vai a cagare, ipocrita! Pensate, gli vien pure da piangere, povero ragazzo...

Insomma la lezione l'abbiamo capita: con i coretti si può dire qualunque meschinità o nefandezza, e la gente se la beve meglio di un chupito.
Avete detto ai vostri genitori che vi laureate a febbraio ma in realtà avete dato solo due esami in sette anni?
Non c'è più bisogno di impiccarsi il giorno della laurea nel bagno dell'università, che si sporca pure il vestito buono: ingaggiate un gruppo vocale che metta in musica il vostro misfatto e vedrete che i vostri parenti lo accetteranno di buon grado!
Probabilmente vi daranno un buffetto e vi diranno sorridendo "sei sempre il solito...Però potevi avvertirci prima che vendessimo tuo fratello per pagarci il viaggio in corriera per venire da Agrigento ad Aosta...".


Extra: un po' di mamme e papà
:

The Mamas and The Papas - I Saw Her Again Last Night (MP3)
The Mamas and The Papas - Creeque Alley (MP3)
The Mamas and The Papas - I Call Your Name (MP3)
[ildottorGola | # | suoni, guarda te | commenti (9)]

lunedì, 24 novembre 2008

Penitenziaaaagite!

di inkiostro

Nei periodi di crisi succede quasi sempre: tanto la società va in malora, quanto in tv satire e imitazioni la fanno da padrone, raggiungendo livelli di grande qualità. Penso al Brunetta di Crozza, alla Gelminipimer della Cortellesi (ma anche -benchè centri poco- alla risposta a Giusy Ferreri di Checco Zalone che segnalava ieri Simona) , che nell'era di YouTube anche chi guarda poco la tv come il sottoscritto può recuperare senza troppi problemi.

La vetta secondo me l'ha toccata Neri Marcorè la scorsa settimana a Parla con me, con una strepitosa interpretazione della Binetti, posseduta dalle mille anime del PD e da alcune citazioni che mi hanno fatto rotolare dalle risate. 

 

E ora preghiamo tutti con la preghiera che Ruini ci ha insegnato:

Casini nostro che sei nel centro
Opus dei che sei con la CEI
Sia santificata Famiglia Cristiana
Venga l'esenzione ICI
Sia fatta la volontà dell'Osservatore Romano
Come alla radio così in tv
Dacci oggi il tuo veto quotidiano
E rimetti a noi i nostri debiti
Come noi li rimettiamo l'8 per mille
E non ci indurre in tentazione di spostarci anche poco, anche poco poco poco, anche pochissimo, neanche una 'nticchia a sinisttra
Ma liberaci dalle sentenze della Cassazione
Amen

 

venerdì, 14 novembre 2008

Il superquizzone

di ildottorGola


1) "La Repubblica" di oggi, pagine 6-7: Diaz, assolti i vertici della polizia. Appena tredici condannati su ventinove imputati.

2) "La Repubblica" di oggi, pagina 10: Salta l'elezione di Leoluca Orlando alla presidenza della Vigilanza Rai. Il centrodestra elegge Villari, PD.

Quesito: secondo voi in quale di queste pagine, con grande senso dell'opportunità e della proporzione, compare il titolo Veltroni e Di Pietro: siamo al regime?

Domanda aggiuntiva: sempre a proposito di proporzioni,  se per una battuta (rozza e ignorante) abbiamo fatto un sito internet di scuse, cosa dobbiamo fare per tutti i ragazzi stranieri che c'erano alla Diaz?
[ildottorGola | # | guarda te, wtf news | commenti (8)]

lunedì, 27 ottobre 2008

If that really is your name - Part two

di kekkoz
"Oh Valerie Plame, if that really is your name, I will shout the same from on high.
Dear Valerie Plame, I’ll look for that long exchange, outside of the bureau de change in Shanghai.
I was just some stupid boy on a bus when your nom de guerre was code name Caroline.
So my Vespa became your chariot From the green zone Marriott to be etched upon my mind."

Valerie Plame è la canzone dei Decemberists che apre il bellissimo Always the bridesmaid, trio di singoli pubblicati dalla band di Portland. Una dolce attesa prima del loro quinto album Hazards of love, in uscita ad Aprile, per la seconda volta sotto l'egida della Capitol. Sei canzoni che segnano un ritorno alle sonorità di Picaresque, dicono alcuni - o addirittura dei due primi album. Staremo a vedere. Per quanto mi riguarda, personalmente, Meloy e soci hanno raggiunto risultati tali che ogni delusione non sarebbe che relativa, all'interno di un amore cieco e incondizionato. Ma è un problema mio.

 

Nel frattempo, tutti si chiedono, chi è Valerie Plame?

 

 

Valerie Plame: ma è davvero quello il suo nome? Se proprio vogliamo metterla giù dura, il nome esatto della bella signora bionda nella fotografia è Valerie Elis Plame Wilson, tenendo conto del cognome del marito Joseph C. Wilson, l'ex ambasciatore del Gabon e di São Tomé. E costei è la protagonista di una tra le vicende politiche più note del decennio negli states: il cosiddetto Plame affair o Plamegate.

 

Per farla breve (ché è una faccenda lunga e complicata) nel Luglio del 2003 Wilson scrive un corsivo nel New York Times intitolato "What I didn't find in Africa". Il succo dell'articolo è: le dichiarazioni dell'amministrazione Bush riguardo ai rapporti "plutonici" tra Niger e Iraq, tra le principali giustificazioni dell'intervento militare nel paese asiatico, erano semplicemente esagerate e inaffidabili. Qualche giorno dopo, il noto giornalista conservatore Robert Novak scrive un articolo nel Washington Post in cui, rispondendo alle precedenti accuse di Wilson, diceva, tra le altre cose, che Valerie Plame, la moglie di Wilson, era un'agente della CIA sotto copertura.

 

Oops.

 

Come l'informazione fosse arrivata a Novak, e di seguito al pubblico dominio, è successivamente al centro di uno degli scandali di spionaggio più imponenti della storia americana. Che portò alla condanna di Irve Lewis Libby, detto Scooter. Giuro. Scooter: chi era costui? Non altro che il capo delo staff di Dick Cheney. Ah, ecco. Ostruzione della giustizia, spergiuro, falsa testimonianza ad agenti federali. Uno dice, in galera e buttano via la chiave. Nah. Due anni di condanna. Che divennero due anni di libertà condizionata e una notevole multa in denaro. Toh, guarda.

 

Tre anni più tardi, nel Luglio del 2006, Joseph Wilson e Valerie Plame (la cui carriera nella CIA era ovviamente terminata nel momento in cui la sua copertura era stata sputtanata) sporsero una denuncia civile nei confronti di Scooter, del vicepresidente Dick Cheney, e dell'allora vice capo dello staff di Bush, il rubicondo e viscido Karl Rove, per il loro ruolo nello sputtanamento in questione. Il giudice incaricato archiviò la causa. Per capirci, a Robert Novak non hanno nemmeno detto bif, anche se ora sta morendo per un cancro al cervello.

 

Tutto qui? E Valerie? La nostra cara Valerie Plame? Ha scritto un libro, è uscito un anno esatto fa, e si intitola Fair Game: My Life as a Spy, My Betrayal by the White House. E visto che in America l'occasione fa l'uomo ladro, pur essendo un paese dove possono far saltare la copertura di un agente della CIA per vendetta politica senza che nessuno si faccia un giorno di carcere, qualche tempo fa i coniugi Wilson hanno annunciato la loro collaborazione come consulenti a una sceneggiatura di un film tratto dal libro.

 

E dicono che Valerie Plame sarà interpretata da Nicole Kidman.

If that really is her name. Oh, yes, it is.

 

 

The Decemberists - Valerie Plame (MP3)

The Decemberists - Valerie Plame (live @ Daily Show with Jon Stewart) (video streaming)

 

mercoledì, 22 ottobre 2008

Ocean of sound / Ocean of words

di inkiostro

Fino ad oggi non avevo mai sentito parlare di Jean Shin. Poi, a distanza di 5 minuti, sono incappato in due sue opere d'arte diverse su siti diversi (pubblicate, tra l'altro, per motivi diversi) e sono rimasto colpito.

 

 

 

Sound Wave è un'onda gigantesca fatta di vinili, bellissima per quello che rappresenta ma anche un po' spaventosa, tutta nera e tagliente com'è. E' in mostra al Museum of Arts and Design di NYC per l'esposizione Second lives (articolo del New York Times), dedicata alle opere che immaginano una seconda vita per i vecchi oggetti "riciclati". Concetto tutt'altro che nuovo, ma sempre in grado di regalare più di una suggestione.

 

 

 

Textile è quasi uguale ma anche molto diversa. Non c'entra nulla con la mostra di cui sopra (sta al Fabric Workshop and Museum di Philadelphia), e il mare di tasti cha la compone è interattivo e per niente casuale. Così, oltre a rispondere alle azioni dei suoi spettatori (che possono scrivere dei messaggi), i suoi tasti raccontano una storia, componendo in sequenza tutti i testi delle e-mail scambiate tra la sua autrice e i suoi fabbricanti manuali a proposito della creazione dell'opera. Che così facendo racconta se stessa.

 

[e per un concetto un po' diverso con una realizzazione simile c'è anche Key Promises. Promesse infrante nei tasti di una tastiera. Io, ad esempio, ho sempre trovato un po' sinistro il tasto Control]

 

venerdì, 17 ottobre 2008

Più per tradizione che per altro

di hankmooody

Dopo le palline di Josè Gonzalez, i palazzi di vernice e i conigli di pongo, ecco Domino City, la nuova pubblicità del Sony Bravia (già visto mille volte su questo blog). La musica, se ve lo steste chiedendo, è scritta da un ignoto tizio di Singapore e cantata dal leader di un'ignota band di Los Angeles. Niente di speciale, forse, ma non è poi male.

 

[hankmooody | # | guarda te | commenti (2)]

mercoledì, 08 ottobre 2008

If that really is your name - Part one

di kekkoz
Sentire un nome in una canzone, soprattutto quando è il nome di una persona realmente esistita, mi fa sempre un certo effetto. Non so bene nemmeno io perché. Forse perché mi ricorda un pezzo di Billy Joel per cui andava matta mia madre circa una ventina di anni fa, che si chiamava We didn't start the fire. Fu proprio lei a spiegarmi che il testo della canzone, che a me sembrava fatto di parole confuse di una lingua a me ancora sconosciuta, era composto unicamente da eventi di quarant'anni di storia. La maggior parte dei quali erano nomi e/o cognomi di celebri americani. "Senti, che in questo punto dice joe-di-mag-gi-o?". Quel giorno, scoprii chi era Joe di Maggio.



Allo stesso modo, mi ha fatto effetto sentire come Knickerbocker, la canzone che apre Lightbulbs, il terzo disco di Fujiya & Miyagi - e il loro lavoro migliore, a mio avviso - sia basata sulla ripetizione della frase "Vanilla, strawberry, knickbocker glory, I saw the ghost of Lena Zavaroni". Anche perché, al di là della vaniglia e della fragola, io non lo sapevo, chi fosse questa Lena Zavaroni. Adesso lo so.

Chi era Lena Zavaroni?

Lena Zavaroni era una cantante. O meglio: una bambina-prodigio. A tutt'oggi, la più giovane artista ad aver mai conquistato la top10 nel Regno Unito. Scozzese, classe 1963, Lena pubblicò infatti il suo primo album nel 1974. Uno di quei piccoli mostri che ogni tanto spuntano fuori, e diventano famosissimi, e tutti a dire ma quanto è pucci Lena, e quanto talento la piccola Lena, ma guarda come canta Lena, cielo, e poi purtroppo Lena diventa adulta, e muore.

Lena Zavaroni è scomparsa nel 1999 a causa di un'anoressia nervosa che le aveva reso la vita impossibile fin dall'età di 13 anni, peggiorata dalla morte della madre per overdose di tranquillanti, un matrimonio fallito dopo un anno e mezzo, una denuncia per furto per aver rubato un pacchetto di caramelle all'età di 35 anni, diverse overdose, diversi tentativi di suicidio, diversi elettroshock, e un'operazione psicochirurgica definitiva che invece di guarirla le provocò una polmonite, uccidendola. Alla sua morte, Lena Zavaroni pesava 32 chili.

Flashback. 1974. Lena Zavaroni ha di nuovo 10 anni. Ed è ospite di Johnny Carson, al Tonight Show.



Mi è sembrato di vedere un fantasma. A voi no?

Billy Joel - We Didn't Start the Fire (mp3)
Fujiya & Miyagi - Knickerbocker (mp3)

(Fujiya & Miyagi saranno in Italia nei prossimi giorni: a Milano al Rocket il 9 ottobre, il giorno dopo a Bologna al Covo Club, e l'11 a Roma al Circolo degli Artisti)

 

 

[Update by ink: pare che un membro della band abbia appena perso il passaporto e che sateranno quasi sicuramente la data di Milano e probabilmente anche Bologna e Roma. La notizia non è ancora confermata ufficialmente, quindi rimanete sintonizzati per aggiornamenti (e incrociate le dita). (via e via)]

 

 

[Update all'update by ink: E' confermato: il tour italiano di Fujiya e Miyagi è rimandato al 4-5-6 dicembre. (via)]

 

 

venerdì, 03 ottobre 2008

Cinque ragioni per esserci stasera

di woland

_perché stasera alle 21.00 ricomincia Get Black!, la trasmissione in onda tutti i venerdì sui 103.1 di Radio Città Fujiko a Bologna (e in streaming, per i fuori sede, da qui).

_perché stasera scoprirete la notizia di cui si parlerà in tutta la blogosfera per i prossimi 10 giorni. La vignetta di Biani? Cazzate. Il fidanzato della Lucarelli? N-i-e-n-t-e. La nuova serie di Gossip Girl? Sciocchezze da bambini. Siateci, stasera, così domani potrete parlarne a ragion sentita.

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lunedì, 15 settembre 2008

Random Monday non-sense

di uomosenzak

[Pac-Man - The Movie]

 

giovedì, 11 settembre 2008

Questione di Ink

di ildottorGola
Oggi, per la serie my favourite things, vi dirò che Inkspinster di Deco è, per quello che mi riguarda, la migliore striscia a fumetti prodotta oggi in Italia, e una delle migliori di sempre. Se questa frase vi par eccessiva,  poco mi cale: io per quei disegni lì, e quelle parole scritte con quel carattere lì, e per quell'umorismo lì, vado semplicemente giù di testa.







Per ingrandire, clicca sulle immagini o comprati una lente di ingrandimento

Qualche altro esempio: 1, 2, 3, 4, 5 e malinconicamente 6.
Trovate altre strisce qui, e in più ne esce una nuova ogni martedì su Baloons.

giovedì, 28 agosto 2008

Che brutte figure!

di ildottorGola
Sull'aereo, come è noto, nessuno presta attenzione alle istruzioni pre-volo. Dopo la diffusione del filmato qui sotto, che svela il significato di quegli orrendi disegnini riportati nella "scheda posta nella tasca del sedile di fronte a voi", c'è il rischio che il personale di bordo sia costretto a interrompere le spiegazioni di rito a causa delle grasse risate dei passeggeri.
Come se Alitalia non avesse già abbastanza problemi.

Sentiti ringraziamenti a Lupo Ululì (e a Teo per la segnalaz.)

Attenzione: durante la visione del filmato si potrebbero verificare turbolenze. Se siete al lavoro i vostri colleghi potrebbero pensare che avete definitivamente perso la brocca e approfittarne per farvi le scarpe. In caso di malessere, siete pregati di NON utilizzare il sacchetto di carta posto di fronte a voi. Contiene il panino e la pera che il vostro collega si è portato per pranzo.
Se il collega in questione è quello che vuole farvi le scarpe, utilizzate il sacchetto liberamente e con gusto.

martedì, 19 agosto 2008

All work and no play

di kekkoz


Dedicato a tutti quelli che sono ancora (o già) in ufficio il 19 Agosto - per esempio il sottoscritto e il tenutario di questo blog.

[i due tizi sono Norm Sousa e Cole Osborne, un duo comico di Toronto chiamato Punch Drysdale, la canzone di sottofondo è Flower Gardens di Chad VanGaalen, il video in HD è qui]

lunedì, 07 luglio 2008

Random Monday madness

di inkiostro

Un buon modo per passare qualche minuto in questo ennesimo principio di settimana che non finirà mai: Misheard Lyrics, il trend di youTube che porta i musicofili annoiati in giro per il mondo a creare piccoli montaggi video che illustrano i testi volutamente fraintesi di alcuni grandi pezzi del pop e del rock.
Imperdibile il classico dei biascicamenti Yellow Ledbetter dei Pearl Jam (da confrontare con quest'altra versione), ma notevoli anche Toxic di Britney Spears e Smells like teen spirit dei Nirvana.

Potato wave a tutti.

 

giovedì, 03 luglio 2008

Figlio del menga

di uomosenzak

[Come al solito ci facciamo sempre rivendere il nostro passato: Figlio dei manga di Io, Carlo è l'ennesima operazione nostalgia andata a buon fine, che snocciola ovvi riferimenti fumettistici anni '80 per i venti- e trenta-qualcosa su una base elettropop mentre il video user generated imbottito di memorabilia della nostra infanzia fa il resto. La canzone è irresistibile ma fa schifo, e l'operazione è talmente squallida che non merita di essere commentata. Il video invece, lo sto riguardando col repeat. La pista Polistil! Gli zainetti Invicta! L'album dei calciatori! Le bici da cross! La sveglia del Mulino Bianco! (lo abbattono)]

[via]

 

[uomosenzak | # | suoni, guarda te | commenti (7)]

giovedì, 26 giugno 2008

No stress

di inkiostro

 

La prima volta che ho visto l'eccellente video-shock di Stress dei Jus†ice (ero a New York a casa di Matte) ho pensato, come tutti, ai Prodigy di Smack my bitch up, ma anche ad Arancia Meccanica, a certi film orientali che ti sbattono in faccia l'ultraviolenza sperando di ottenere almeno una minima reazione, e ovviamente -visto dov'ero- alle soggettive frenetiche e catastrofiche di Cloverfield.
Questa parodia, brillante già dal modo in cui gioca col nome della band (che diventa «Justesse»), è filologica fin nella minima inquadratura, quindi -per converso- mi fa pensare al leggendario Hollywood Party dei Broncoviz. Non gli si poteva chiedere di più, direi.
(grazie a L. per la dritta)

 

mercoledì, 25 giugno 2008

Mai più senza

di Magent
Ha ragione Inkiostro, per noi donne, una cosa qualsiasi basta che luccichi.
[Magent | # | guarda te | commenti (6)]

giovedì, 05 giugno 2008

Lost, I atto

di hankmooody

Da McSweeney's, vista su Giavasan:
(se non siete almeno alla quarta serie di Lost non leggete oltre)

 

 

THE OPENING ACT FROM THE ORIGINAL, UNUSED TELEPLAY OF LOST'S PILOT EPISODE

 

JACK: OK, everyone, gather round. I'm Jack. We crashed on this island. I'm kind of an alcoholic, and I had a really complicated relationship with my father, Christian, who was also an alcoholic.

 

CLAIRE: Christian Shepherd? That's my dad, too!

 

JACK: No way!

 

SAWYER: Oh, yeah, I know that guy, too. I met him at a bar. He's proud of you.

 

JACK: You met my dad?

 

SAWYER: Yeah, I met him right before I killed this guy I thought had ruined my life as a child. He was a con man who went by "Sawyer" and had an affair with my mother and then my dad found out and killed her and himself. It was ugly.

 

LOCKE: No way! That sounds just like my dad! He stole my kidney and then paralyzed me.

 

KATE: Paralyzed people can't walk.

 

LOCKE: Don't tell me what I can't do! I can walk now, obviously. I think this island is magic or something crazy like that.

 

KATE: Know what else is crazy? I killed my stepdad, who was actually my dad, by blowing up the house he was in. Then I went on the run for a long time. That marshall guy that's dying there was taking me to the U.S. to put me in jail.

 

(The "monster noise" is heard in the jungle.)

 

CHARLIE: What was that, mates?

 

HURLEY: I think it was a monster made of smoke that's floating around for some reason.

 

(continua)

 

[hankmooody | # | guarda te, tv series | commenti (3)]

mercoledì, 04 giugno 2008

Invidiami

di woland
[woland | # | guarda te | commenti (1)]

martedì, 27 maggio 2008

Sessantanove Sessantanova Sessantanove

di hankmooody

Ousiders ha riesumato la mitica Telenovela piemontese.

Assolutamente imperdibile.

 

[hankmooody | # | guarda te | commenti (6)]

venerdì, 28 marzo 2008

Be kind, the ring

di inkiostro

Qua da noi non è ancora uscito (nè è nota la data di uscita, credo), ma nel resto del mondo l'ultimo film di Michel Gondry Be kind the rewind ha dato il via già da un po' a un fenomeno curioso: così come i protagonisti del film girano delle versioni tarocche e molto lo-fi dei film del loro videonoleggio (qui, ad esempio, c'è la loro versione dei Ghostbusters), così là fuori è pieno di gente con troppo tempo libero che crea versioni «sweded» (chissà se da noi lo tradurranno «svedesate») di celebri film. Un mesetto fa su YouTube ha avuto una certa fama una sgarrupatissima versione di Star Wars, ma ieri mi ha davvero conquistato il sontuoso ed assolutamente esilarante remake de La compagnia dell'anello che trovate qua sotto (via). Se non vi basta (ma a quel punto forse dovreste farvi vedere da uno bravo), qui e qui c'è pure la versione extended.

Se poi qualcuno ha voglia di girare una versione sweded di Casablanca, io ci sto. Però il ruolo di Humphrey Bogart lo faccio io.

 

giovedì, 20 marzo 2008

Daft punk are shooting a video at my house (my house)

di inkiostro

Sempre più spudorati, per il loro nuovo video gli LCD Soundsystem omaggiano (o, se preferite, plagiano) là dove avevano già omaggiato (plagiato). Dividono i puristi, entusiasmano gli altri (io continuo ad andare fuori di testa; ma io non ne capisco niente, si sa), ma ormai sono oltre, e chi li prende più.

 

LCD Soundsystem - Big Ideas (video edit) (MP3)

 

lunedì, 10 marzo 2008

Pensiero stupendo

di inkiostro

[Mil-House, da EvilMilk. Grazie a Violetta]

 

lunedì, 11 febbraio 2008

Rebus eliico

di inkiostro

La copertina di Parco Sempione, nuovo sfolgorante singolo di Elio e le Storie Tese è un rebus (9, 6, 2, 5; facilissimo), nonchè l'ennesimo tassello di un mosaico che unisce la piaga dei bonghisti, l'Ecopass, la crew di Maccio Capatonda, la politica ambientale dell'amministrazione di Milano, l'Africa, le «torte di fumo» e The ring. Qui sotto il video, opera di genio dell'indimenticabile regista Pelo Ponneso.
[grazie a Pelodia]

 

 

[inkiostro | # | suoni, guarda te | commenti (15)]

venerdì, 08 febbraio 2008

Friday I'm in points

di inkiostro

Persepolitica - Ero curioso di vedere come e se avrebbe reso in versione cinematografica Persepolis, pluripremiato meraviglioso fumetto dell'autrice iraniana Marjane Satrapi, e dopo la proiezione in anteprima di ieri sera lo so: benissimo. L'animazione 'povera' (unica soluzione praticabile nel caso di un tratto così particolare) funziona alla perfezione, la non-storia (più un susseguirsi di episodi che un plot vero e proprio) procede senza affanni, il doppiaggio della Cortellesi è -ovviamente- ottimo, e anche conoscendo bene il fumetto originale si ride e si piange a volontà. Raccomandato.

 

Uomini soli - Stasera a Get Black non sentirete neanche una voce femminile. Il sottoscritto e Fabio affronteranno, in teoria e in pratica, il tema di ciò che succede quando le donne sono lontane: frittatone con cipolla, familiare di Peroni gelata, rutto libero, perversioni tecnologiche, calcio, e tutto il resto. Dalle 21 sui 103.1 MHz i FM di Radio Città Fujiko, streaming (OGG hi-quality / MP3 mid-quality).

 

Quarantadue! - Attenzione particolare merita stasera il Quiz Black, il contest radiofonico semi-serio che ogni settimana vi regala i nostri cd, libri e dvd preferiti. Stavolta piatto ricchissimo: in onore della data di questa sera al Covo, vi regaleremo il 42 PACK, il mega-pacco che comprende praticamente tutte le produzioni della neonata 42 Records. Ci saranno Action please! dei Kobenhavn Store, Magic Powers dei Cat Claws, Last EP dei Fake P (in vinile!), spillette e adesivi in quantità, il tutto a chi nel corso della puntata ci sarà la risposta più creativa a questa domanda:

La 42 Records prende il nome dai surreali romanzi di Douglas Adams, in cui la risposta alla Domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto era appunto....42. A questo punto c'è uuna sola cosa da scoprire....qual è la domanda?

Le risposte più creative che ci arriveranno durante la puntata via mail all'indirizzo BLACK |X| GETBLACK.IT o via sms  al 333 1809494 (i commenti non valgono, nè gli sms mandati prima delle 21) si accaparreranno il prezioso pacco. Poi ovviamente tutti al Covo, per il double bill di Fake P e Kobenhavn Store.

 

mercoledì, 30 gennaio 2008

Domani sera

di inkiostro

Due video imperdibili (via) per farci riprendere la scimmia di Lost (la cui quarta serie comincia domani sera negli States) esattamente dal punto in cui l'avevamo lasciata:

 

Lost - The synchonizing

 

 

 

Lost Official Recap in 8:15

 

 

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venerdì, 04 gennaio 2008

TV Writers' Strike: piccola guida di sopravvivenza

di inkiostro

Lo temevamo, e ora sta succedendo davvero: le puntate stanno per finire.

Lo sciopero degli autori tv americani (le menti dietro i Simpson, i talk-show della sera, le serie tv su cui perdiamo le nostre serate) non accenna a terminare, e pressochè tutti i grandi network americani stanno già raschiando il fondo del barile e centellinano le poche primizie rimaste. 

Dall'inizio dello sciopero sono passati un paio di mesi, e in questo lasso di tempo non è cambiato praticamente nulla. I talk-show si sono interrotti di botto (tranne Letterman, che ha fatto un accordo separato con i suoi autori ed è appena ripreso; lui evidentemente può), e le serie tv hanno sparato gli ultimi colpi che avevano in canna prima di interrompersi quasi tutte (ex abrupto o con finali tristi e affrettati posticci) a metà annata. E le poche serie che partono adesso (come Lost) nascono sotto una pessima stella.

 

Come tirare avanti all'interno di un panorama così fosco? Data la sempre agghiacciante qualità della programmazione dei canali tv nostrani, cosa guardare durante la cena, dopo Blob? Dovremo sostituire CSI con Distretto di polizia? Dr.House con Don Matteo?

[ci pensate che bello, se fossero gli sceneggiatori di fiction italiane a scioperare?]

 

La soluzione, con tutta evidenza, è una sola: R E C U P E R A R E.

Chi se l'è perse può partire dalle migliori serie dell'anno (la punta di diamante pressochè indiscussa Californication, l'ancora eccezionale Dr. House, la rutilante Chuck) e poi continuare con altri blockbuster altamente additivi come Heroes o Desperate Housewives, o con guilty pleasure adolescenziali come Gossip Girl.

Io -che con tutte queste serie sono in pari- al momento mi sto dedicando a Battlestar Galactica (su consiglio di Matte), che con le sue tre serie e passa mi terrà occupato per un po'; ero partito un po' scettico a causa del violento retrogusto StarTrekkoso, ma la serie mi sta rapidamente conquistando. Quando mi sento più faceto mi concedo l'improbabile saga della dinastia di miliardari di Dirty Sexy Money, e di recente l'ottimo pilota mi ha spinto a dedicarmi anche all'agrodolce Pushing Daisies.

 

Per dopo ho già in lista Dexter (di cui tutti dicono meraviglie) e, con più calma, The Office americano (che mi dicono essere un po' più accessibile dell'ostica versione inglese). Se lo sciopero dura ancora molto potrebbe essere l'occasione di colmare la lacuna di serie concluse ma acclamatissime come Arrested Development o Studio 60, ma è probabile che io mi stufi prima, e che decida di convertirmi al cinema russo degli anni '30, o al neorealismo, oppure alla nouvelle vague. 
C'è anche la possibilità che io inizi ad apprezzare finalmente il gioco dei pacchi. Per allora, però, spero di essere morto.

 

[E voi? Consigli?]

 

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giovedì, 13 dicembre 2007

Lost in translation / Found in Youtube

di inkiostro

[Le parole finali di Lost in translation rivelate. E mi sa proprio era meglio non saperle, e rimanere con in mente solo l'attacco di Just like honey...
SPOILER ALERT: Se non avete visto il film non cliccate su Play]

 

giovedì, 06 dicembre 2007

Dichiaro indipendenza

di inkiostro

[Bjork + Michel Gondry = Declare Independence.
Nonostante io continui ad essere un devoto fan di Gondry e nonostante il pezzo sia l'unico che mi piace di Volta, tutto quello che mi viene in mente guardandolo è: Gli anni '90 sono finiti, sveglia..! ]

 

mercoledì, 28 novembre 2007

Whisper words of wisdom, videoclip

di inkiostro

Se lo prendi come un film musicale (così è presentato, per lo più) Across the universe -il film di Julie Taymor interamente costruito sulle canzoni dei Beatles, da poco uscito nelle sale- è un film agghiacciante. La trama è un'accozzaglia di banalità da soap opera di terza serie, siparietti lisergici giustificati dall'ubiquo clichè anni '60, guest star (Bono, Joe Cocker, Salma Hayek) inutili e forse pure dannose e contorsioni di sceneggiatura utili solo ad inserire il maggior numero possibile di canzoni dei Beatles.

Se lo prendi come un musical, le cose migliorano un pochino: le performance vocali degli attori sono abbastanza decenti, gli arrangiamenti sufficientemente vari e personali, l'alternanza cantato/parlato ben bilanciata e le coreografie molto ben fatte.

Se lo prendi come una serie di video-clip di pezzi dei Beatles, però, Across the universe è decisamente un bel vedere. La Taymor, la cosa è nota, ha creatività da vendere, e il numero delle invenzioni che tira fuori per illustrare visivamente le canzoni e dar loro la sua chiave di lettura (tre esempi su tutti: With a little help from my friends, Strawberry fields foreverHappiness is a warm gun) è secondo solo al piacere del fan dei Beatles che gode per una messa in scena tanto curata e passa tutto il film a trattenersi dal cantare a squarciagola ogni singolo pezzo.

Peccato solo che questo dovrebbe -anche- essere un film, e le belle trovate da sole non bastano. Se però andate al cinema con l'idea giusta di quello che state per guardare, chissà, magari vi piace pure. 

 

Rufus Wainwright - Across the universe (MP3)

[che non è nella colonna sonora di questo film ma in quella di I am Sam, altra opera Beatles-related. I brani della colonna sonora di Across the universe sono molto più trascurabili di questa bella -e insoltamente, visto il personaggio- sobria versione firmata da Rufus Wainwright]

 

martedì, 27 novembre 2007

Potrebbe essere lupus

di inkiostro

[proprio quando, nell'ultima puntata USA, è proprio lupus...]

 

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giovedì, 22 novembre 2007

Say 'On' to Youtube

di inkiostro

Si fa un gran parlare di YouTube, dello user-generated content, del «tutti ormai sono registi», del lo-fi digitale che ha ucciso il cinema indipendente. Ma basta imbattersi in La preziosa anima di Fausto, la più recente produzione della Zuip/Coma Film (gli stessi dietro il mitico, già linkato anni fa, L'invadenza di Azuzl) per avere ancora speranza: il cinema indipendente (meglio se dal sapore surreale, coltissimo ed ironico, e di ottima fattura tecnica) è vivo e lotta insieme a noi.

 

Zuip Film - La preziosa anima di Fausto (link > AVI o Mpeg)

 

[inkiostro | # | guarda te | commenti (3)]

venerdì, 16 novembre 2007

Com'e' dura ubriacarsi al giorno d'oggi

di inkiostro

Mentre vorrei capire se la iFiaschetta esiste davvero o se se l'è inventata Girolami durante una di quelle serate house che piacciono a lui -e mentre sono lieto di imbattermi pochissimo nel suddetto problema; non sono più l'animale notturno di una volta, e forse non lo sono mai stato- non posso non rimbalzare il già pluri-linkato spot della Guinness (firmato da Nicolai Fuglsig, già autore dello splendido spot delle palline del Sony Bravia) segnalatomi da Kekkoz. Ubriacarsi non è mai stato così difficile come oggi, signora mia.

 

martedì, 13 novembre 2007

Showpero!

di inkiostro

E' divertente (o, a scelta, deprimente) notare come, in un paese non certo noto per la sua tradizione sindacale come gli States, lo sciopero che sta facendo di gran lunga parlare di più di sè sia quello degli autori televisivi.
L'ordine (o, a scelta, casta) che riunisce la folta schiera dei pennivendoli a cui dobbiamo tutte o quasi le poche cose del piccolo schermo che ancora seguiamo (dai talk-show stile David Letterman ai Simpson, fino ad arrivare alle millemila serie televisive dietro cui perdiamo le nostre nottate) ha incrociato le braccia da una decina di giorni, allo scopo di ottenere il rinnovo del contratto di categoria e di avere alcune garanzie assistenziali in più. Esotico quanto uno sciopero dei metalmeccanici o degli autoferrotranvieri, quindi, ma in linea di principio non meno condivisibile.

 

In attesa di capire se gli studios e i grandi network cederanno (o, più che altro, quanto ci metteranno a cedere), chi segue qualche serie in parallelo con gli States -come il sottoscritto- può aggrottare la fronte studiando questo schema pubblicato dal Los Angles Times che riassume la situazione dei principali programmi televisivi rispetto al numero di episodi che potranno essere realizzati fino all'esaurimento di testi e sceneggiature già portati a termine dagli autori.
Tempo qualche settimana, e i casi saranno due: o le serie rimarranno in sospeso (vi immaginate le proteste, e la quantità smisurata di soldi che i network perderanno?) o si inventeranno finali posticci e rocamboleschi, oppure a scrivere gli episodi ci si metterà la produzione o qualche banda di crumiri. Visto lo sfascio narrativo che molte serie hanno già in partenza, vi immaginate quanti casini riuscirebbero a fare? Masochisticamente, sono quasi curioso.

 

Però, pensateci. Magari sarà la volta che di Lost capiamo davvero qualcosa, oppure che il Dr. House incontra un caso semplice, che Heroes oltre alle trame inizia a copiare dagli X-men anche i dialoghi e i personaggi, e che di fianco alle Desperate Housewives si trasferisce un nuovo vicino senza orribili segreti nel suo passato. Per una volta. non sarebbe quasi liberatorio?

 

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lunedì, 05 novembre 2007

Maurizio Costanzo perseguita me e la mia famiglia

di inkiostro

 

 

 

 

Era da un po' che non ridevo per segnalazioni così stupide eppure brillanti come quelle di Star Walls, il blog dedicato alle scritte sui muri (e affini). La cosa che merita di più sono i titoletti. Grazie a Mattia per la dritta.

[il titolo del post è una splendida scritta che c'era non lontano da casa mia fino a qualche anno fa. C'era tutto un filone sul tema, in giro per il quartiere]

 

giovedì, 25 ottobre 2007

Save the cheerleader, save the bricks

di inkiostro

[I protagonisti di Heroes in versione a mattoncini: Hiro, Claire, Mohinder e Sylar. Gli altri (più altre foto e varie ulteriori discutibili primizie) qui. Grazie a Junkiepop per la segnalazione]

 

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giovedì, 18 ottobre 2007

Color. Like every other

di inkiostro

Se cominciano con le singole versioni nazionali non ne usciremo più vivi. Nel mentre, però, godiamoci pure lo spot egiziano del Sony Bravia.
Palline > Vernice > Pongo > Fili.

 

 

[inkiostro | # | guarda te | commenti (6)]

mercoledì, 17 ottobre 2007

Welcome to the Gossip County

di inkiostro

C'era una volta The O.C..

Erano i primi anni del nuovo millennio, e dopo l'ingenuità so nineties di Beverly Hills 90210 e i piccoli intellettuali logorroici di Dawson's creek, noi spettatori completamente fuori età ma evidentemente non privi di un curioso mix di masochismo e conti mai chiusi con la nostra adolescenza avevamo bisogno di un nuovo teen serial a cui appassionarci.

Dal nulla spuntò fuori The O.C., una serie in cui il co-protagonista nerd ma hipster si dichiarava fan degli allora ignoti ai più (ma non a noi) Death Cab for Cutie, in cui fumetti fighissimi e film d'azione giapponesi venivano namedroppati con un'inquietante frequenza e in cui in una puntata della seconda serie suonavano nientemeno che i Modest Mouse. E nonostante l'infima qualità della sceneggiatura e la caratterizzazione dei personaggi vergognosamente monolitica, ci volle poco per farci cadere vittima delle vicende di Seth, Marissa e compagnia.

Ora, dopo una manciata di anni (il tempo di far passare l'hype, e far annegare la serie in un finale squallido e inglorioso), il suo creatore Jason Schwartz è tornato con una nuova creatura catodica pronta a trovare il suo posto nel sempre ricco pantheon dei serial generazionali.

 

La serie si chiama Gossip Girl, ed è qualcosa di molto simile a un incubo.

Se The O.C. vi sembrava fatuo e irreale, se vi irritava l'ambientazione lussuosa e patinata e le trame da lobotomia frontale, e se eravate oltremodo infastiditi dal disinvolto uso di musica di nobili origini come sottofondo a vicende tanto dementi, allora non provate neanche ad avvicinarvi a Gossip Girl. La ricca prole degli abitanti della contea californiana è stata sostituita dall'ancor più ricca (e assai più stilosa) prole degli abitanti dell'Upper East Side di Manhattan (con puntate alla più lontana -e ora trendyssima- Williamsburg, a Brooklyn), al posto delle spiagge ci sono le strade della Grande Mela, e il punto di vista non è più quello dell'outcast che nasconde un cuore d'oro Ryan Atwood, ma quello della fantomatica voce narrante che racconta le vicende dei personaggi sul suo blog Gossip Girl. [Sì, ho detto proprio blog. O tempora, o mores].

La storia è, se possibile, ancora più vacua di quella di The O.C.: feste, tradimenti, risse, blande storie di rivalsa sociale, genitori interpretati da attori che sembrano più giovani dei loro figli e melodrammi da 4 soldi che si esauriscono nel giro di 40 minuti. Come se non bastasse, c'è anche una qualche pretesa oltremodo cialtronica di farsi portavoce di uno zeitgeist in cui «You're nobody until you're talked about», che, al di là degli ovvi significati diretti agli spettatori in età appena post-puberale, potrebbe portare a captatio di nicchia (e, contemporaneamente, a vette di trash) decisamente sapide, fatte apposta per il pubblico più scafato (e adulto) che -sotto le mentite spoglie dell'occhio ironico e del guilty pleasure- sguazza in questo genere di serie.

 

E c'è anche la musica (sempre selezionata dall'influentissima Alexandra Patsavas), che è sempre (più o meno) la nostra: la prima puntata parte con le note di Young Folks di Peter, Bjorn & John, e più avanti si sentono Who made who, Feist, e The Bravery; senza però dimenticare che Pitchfork già da un po' ha sdoganato il pop commerciale, e che quindi un Justin Timberlake o una Rihanna sono ovviamente scelte irrinunciabili, che finiscono per risultare ancora più snob dell'artista indie di turno.

Riuscirà questo ennesimo passo verso l'abisso del nulla adolescenziale a competere con i classici del genere e a conquistarsi un post nel cuore delle varie fasce di età a cui mira? O è materiale buono solo per un post cerchiobottista che descrive con sguardo ironico e finamente distaccato qualcosa che evidentemente coinvolge anche lui? Ma poi, alla fine, ce ne importa davvero qualcosa? Solo il tempo lo dirà.

 

You know you love me,

Xoxo,

ink

 

giovedì, 11 ottobre 2007

La ventisettesima mossa

di inkiostro

[A latere: è stato dimostrato matematicamente che è sempre possibile risolvere un cubo di Rubik in minimo 26 mosse]

 

lunedì, 08 ottobre 2007

Non so perche', sento il bisogno di comprarlo

di inkiostro

Non so per voi, ma per il sottoscritto è una grande notizia: il 27 Novembre esce Bender's Big Score, il primo di 4 lungometraggi (che usciranno in DVD) che riportano in vita la mai troppo rimpianta saga di Futurama. Già il trailer promette faville:

 

 

G L O R I A   G L O R I A   G L O R I A   A L L ' I P N O R O S P O

 

[inkiostro | # | guarda te | commenti (9)]

venerdì, 05 ottobre 2007

Color like no other (3)

di inkiostro

Ricordate il nuovo spot del Sony Bravia di cui parlavamo circa un mesetto fa? Da oggi è online (qua sotto o qui, dietro le quinte qui). Paragonato alle palline rimbalzanti di Josè Gonzalez e alle esplosioni di colore orchestrali, secondo voi in che posizione sta?

 

[inkiostro | # | guarda te | commenti (16)]

mercoledì, 26 settembre 2007

Every day is so wonderful

di inkiostro

Settimana calda, questa, per gli amanti delle serie tv. Dopo la rituale pausa estiva, che ha comunque visto l'inizio del brillante Californication (con un clamoroso David 'Fox Mulder' Duchovny nel ruolo dello scrittore fallito, sarcastico e scopatore), ora si riparte. Ieri l'altro è cominciata (con il piede sbagliato, secondo me; ma vabbè, non ne sono un gran fan quindi forse non sono la persona più adatta a parlarne) la seconda serie di Heroes, preceduta dal nuovo, promettente, Chuck. E se per Lost quest'anno dovremo aspettare fino a Febbraio, a brevissimo è comunque la volta di Desperate Housewives e, per chi li segue, Grey's Anatomy e Ugly betty. Ieri sera è invece cominciata la quarta serie dell'immarcescibile House, M.D. (da noi Dr. House), che per chi scrive è semplicemente una delle più belle serie TV mai prodotte.
Per celebrare l'evento, vi regalo la versione di Beautiful di Christina Aguilera rifatta nientemeno che da Elvis Costello appositamente per la serie TV, ed andata in onda (in versione parziale) in un episodio della quarta serie. Che vi devo dire, a me piace un sacco.

 

Elvis Costello -  Beautiful (Christina Aguilera cover) (MP3)

 

venerdì, 21 settembre 2007

0118 999 811 999 119 725.....3

di inkiostro

IT Crowd è una delle serie TV più divertenti in cui mi sia imbattuto recentemente. Più sit-com (ha persino le risate in sottofondo) che serial, IT Crowd ha come protagonisti i due geeks (o «standard nerds», come si definiscono in una puntata) Moss e Roy e la loro maldestra responsabile Jen, ed è venata da un bizzarro mix di umorismo british (che flirta spesso con la demenzialità pura) e comicità geek. Guardare questa delirante parodia del celebre spot anti-pirateria «Non ruberesti mai un'auto..» per credere:

 

[Il titolo ovviamente è una citazione di questo]

 

mercoledì, 22 agosto 2007

Color like no other (every year)

di inkiostro

Dopo le palline rimbalzanti lasciate cadere dalle vie di San Francisco e le esplosioni di vernice sui palazzi di Glasgow, per gli spot dei flatscreen Sony Bravia è la volta dei conigli di pongo per le vie di New York. Lo spot è stato girato un paio di settimane fa, e dovrebbe passare in tv da Ottobre. Qualche news sull'apposito sito (ancora, significativamente, in bianco e nero), un po' di foto qui e nella pagina dei wallpaper.

 

[inkiostro | # | guarda te | commenti (5)]

martedì, 21 agosto 2007

I will not illegally download this movie I will not illegally download this movie I will not illegally download this movie

di inkiostro

Dopo un lancio in grande stile negli States e in mezza Europa, e dopo aver suscitato reazioni piuttosto discordanti (molti convinti, ma anche molti delusi), tra qualche settimana -il 14 Settembre- esce anche da noi The Simpsons Movie, l'atteso lungometraggio sulla famiglia dalla pelle gialla più famosa del pianeta.

Tra i detrattori e gli estimatori del film io mi colloco più o meno a metà: nonostante faccia spesso ghignare abbondantemente (certo più degli episodi delle ultime serie), siamo lontani dalle vette di genialità dei migliori episodi classici e, parimenti, distanti dal valore di altre operazioni simili (come, ad esempio, l'imbattibile lungometraggio di South Park). In sostanza è un onesto e ben fatto episodio di lunghezza tripla, con alcune battute memorabili (le migliori sono quelle meta-cinematografiche) e un ritmo che non regge sempre un plot di questa durata. Ma alla fine sono i Simpson...cosa hanno bisogno di dimostrarci, ancora?


Per festeggiare l'imminente uscita del film, prendo in prestito da Best week ever (integrandola) questa lista di liste dei Simpson:

 

[inkiostro | # | guarda te | commenti (3)]

lunedì, 20 agosto 2007

Chissa' se c'e' una sera libera al Peach Pit by Night

di inkiostro

Niente male, questi The Forms: vengono da Brooklyn, suonano un indie-pop matematico che ricorda un po' il sound dei Pinback, e stanno per uscire con un secondo disco prodotto da Steve Albini. Soprattutto, però, tra le loro fila militano i gemelli Brendan e Jackson Kenny, immortali protagonisti del video in cui, in due, suonano la sigla di Beverly Hills 90210 con una sola chitarra:

[come bonus, impossibile non linkare di nuovo il classico strappalacrime dei Blume dedicato a Brandon Walsh, che rimane dannatamente geniale]

 

The Forms - Red Gun (MP3)

Blume - 90210 (MP3)

 

lunedì, 06 agosto 2007

Un post a punti un po' balneare

di inkiostro

Da un paio di giorni sono in ferie e -come volevasi dimostrare- ora che avrei tutto il tempo del mondo per aggiornare questo posto con qualche contenuto decente, non ne ho affatto voglia; si vede proprio che mi sento in vacanza. Per dire: stamattina mi sono svegliato ancora prima del solito, sono uscito a fare una passeggiata al parco, e sono rientrato a casa all'ora a cui di solito ne esco assonnato. Una cosa che normalmente non mi sognerei di fare neanche di notte. 
Prima di scomparire offline per qualche giorno (non temete, prima di ferragosto torno, anche se sospetto che per un po' il ritmo di aggiornamento sarà abbastanza rilassato), qualche segnalazione varia ed eventuale per chi ancora non è riuscito a fuggire dalle radiazioni degli schermi: 

 

_Venerdì scorso i 4 cavalieri dell'Apocalisse di Get black (il sottoscritto, Fabio, Francesca e Offlaga Disco Max) si sono riuniti per il Season Finale della prima stagione dello show acromatico in onda tutti i venerdì sera su Radio Città Fujiko, con una puntata delirante dall'argomento perfettamente in tema con il periodo. Il venerdì precedente il tasso di delirio era stato ancora superiore, perchè c'era ospite Antonio e parlavamo (tra l'altro) degli 883 (dettagli e complimenti da Disorder - grazie!). Come al solito, il tutto è scaricabile nella pagina dei podcast. E, in radio, ci si rivede a fine mese in diretta dal gabbiotto della Festa nazionale dell'Unità.

 

_Come annunciato, il concerto degli Offlaga Disco Pax di sabato all'Hana-bi è stato preceduto dal set dei folgoranti Don Turbolento, che hanno confermato tutte le promesse contenute nel loro EP facendo ballare la folla con la loro electro suonata, un'ottima cover sintetica di I wanna be your dog e un paio di piccole hit come Spend the night on the floor e Take it up. Date retta a me, ne vedremo delle belle.

 

_Letture da ombrellone - fumetti: ho trovato Ferragosto di Luca Genovese più claustrofibico di quanto il titolo suggerirebbe, ma visto il periodo è una lettura consigliatissima, meglio se un torrido pomeriggio, in una città deserta. Se poi non l'avete ancora letta, l'Antologia Vol.2 degli amici di Selfcomics rimane un must.

 

_Letture da ombrellone - libri: finito il deludentissimo La pioggia prima che cada di Jonathan Coe, mi sono gettato nel noir Pessimi segnali di Enzo Fileno Carabba (per ora avvincente, anche se non esattamente il mio genere), e mi aspetta il pluri-consigliato Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron e Avverbi di Daniel Handler, comprato solo per la copertina di Daniel Clowes e perchè lui è il fisarmonicista dei Magnetic Fields. Vi saprò dire.

 

_Visioni da ombrellone: in saccoccia i pre-air dei piloti di Californication e Chuck, entrambi su consiglio di Colas. Anche qui, vi saprò dire.

 

_Ascolti da ombrellone: nessuno dei due è esattamente da ombrellone, ma nell'ultimo paio di giorni mi sono finalmente appassionato ad un paio di dischi a cui non avevo ancora dedicato il giusto spazio: The stage names degli Okkervil River (forse migliore anche di Black Sheep Boy?) e Spirit if di Kevin Drew, già boss dei Broken Social Scene; entrambi eccellenti.
Poi ci sono alcuni advance italici che anticipano un autunno che pare caldissimo (previste uscite di: Amari, Disco Drive, Trabant, My awesome mixtape, Settlefish, Amor Fou, Fake P, presto speriamo Vancouver e Don Turbolento e chissà cos'altro...), ma se ne riparlerà, eccome se se ne riparlerà...

 

_Vi lascio con il già pluri-linkato nuovo singolo di PJ Harvey, che anticipa il nuovo White Chalk, in uscita a fine Settembre. Una scelta spiazzante, che dà a una corta e ipnotica (narcotizzata, sarebbe meglio) ballata per piano il compito di promuovere un disco che pare essere tutto su questa linea: poca o niente chitarra, pezzi corti e non esattamente facili, molto intimismo e poco rock'n'roll. Con queste premesse sarebbe auspicabile un ritorno alle atmosfere del suo capolavoro To bring you my love, ma sospetto che saremo un po' più dalle parti dell'assai meno compiuto Is this desire?. Parecchi dettagli su Uncut.

 

PJ Harvey - When under ether (MP3)

 

martedì, 24 luglio 2007

Dell you want

di inkiostro

Oibò, questa mi era sfuggita: Work it, il primo brano originale dei Devo in 17 anni (prodotto dai Teddybears, nientemeno), fa il suo debutto in uno spot della Dell. Ogni commento (sull'operazione, sui discutibili computer Dell) è superfluo. Anche se il pezzo, in realtà...

 

Link.


mercoledì, 18 luglio 2007

Con criniera marrone/bronzo

di inkiostro

[fotografato ieri sera in Via Indipendenza, a due passi da Piazza Maggiore. Strategia di marketing virale? Volantino di laurea? Velata campagna di protesta sociale? Semplice presa per il culo? Nel dubbio, anche se sarei curioso, io il numero non l'ho chiamato]

 

venerdì, 06 luglio 2007

Tutto verde

di inkiostro

Prima di guardarlo, di Everything's gone green sapevo solo una cosa (ma ve la dico dopo). Per il resto non avevo mai sentito nominare il regista Paul Fox (che infatti ha diretto appena una manciata di film a me ignoti e un po' di episodi di serie Tv a me ignote), nè il protagonista Paulo Costanzo (che ha fatto un po' di teen movies di poco riguardo e interpretava il nipote del protagonista nello spin-off di Friends, Joey), non avevo letto recensioni di alcun genere nè il film mi era stato consigliato (è uscito negli Usa solo da un paio di mesi, e prima solo in Canada); insomma, non avevo assolutamente idea di cosa mi sarei dovuto aspettare.

 

Titoli di testa. Metropoli occidentale. Maschio quasi trentenne, WASP. Nel giro di un giorno per motivi futili perde casa, lavoro e ragazza, per lo più insoddisfacenti. Ha una famiglia bizzarra. Non sa cosa vuole dalla vita. Un paio di eventi curiosi. Un paio di incontri fatali ma irrisolti. Trova un nuovo lavoro. Conosce nuova gente. Guarda il mondo da un oblò, si annoia un po'. S'innamora, ma anche no. Fa i soldi. Si monta la testa, ma anche no. Finale. Titoli di coda.

 

Sembra ordinaria amministrazione, già. Il nuovo Garden State? La commedia indipendente che vince il Sundance ma che non piace neanche alla sua giuria? Muccino, magari?

Macchè: Coupland. Everything's gone green è il primo film interamente scritto da Douglas Coupland.

 

Di film su trentenni che non sanno cosa vogliono dalla vita ne abbiamo visti a decine, e di solito fanno schifo. Alcuni hanno qualche buona idea, o la colonna sonora giusta, oppure sono semplicemente ben fatti; e anche se siamo ben consci del loro valore, basta poco per rispecchiarcisi e attribuirgli un valore superiore a quello che hanno. Funzona così. 

La cosa che stupisce è che un nome leggendario come Coupland, già autore di 3/4 libri assolutamente fondamentali e di almeno altrettanti (i più recenti) progressivamente sempre più insoddisfacenti, scelga un genere così ritrito per il suo esordio come autore cinematografico.

Non che la sua penna non si veda. tutt'altro. Il film è pervaso (funestato, direbbe qualcuno) da parecchi temi cari alle sue produzioni più recenti: genitori che invecchiando diventano incoscenti come bambini (e finiscono per impegnarsi in strane coltivazioni nel seminterrato), Vancouver e la sua surreale abbondanza di set cinematografici, l'ossessione per le professioni bizzarre (ma che lavoro è il 'designer di campi da golf'?), la Cina e la mafia cinese, rapporti sessuali e sentimentali raccontati (e forse vissuti) nel modo meno sessuale che si possa immaginare, e così via. Coupland che cita Coupland, anche qui.

 

Ed esattamente come nel recente JPod (del quale, peraltro, è in preparazione nientemeno che una serie Tv, che debutterà in Canada già il prossimi Gennaio; ho i brividi al solo pensiero), Coupland vuole strafare, e, mettendo troppa carne al fuoco, nella seconda parte del film rovina anche quanto di buono ha seminato nella prima metà. 

Perchè, e questa è forse la scoperta più lieta di tutto Everything's gone green, la trasposizione dello stile letterario di Coupland sullo schermo funziona, e il suo spirito rimane intatto, perdendo in verve ma guadagnando in forza e nitidezza, nutrendosi dei paesaggi mozzafiato di Vancouver e dell'ottima recitazione dei protagonisti, per riuscire nell'impresa sempre improbabile di rendere su schermo le peculiarità di un autore sulla carta.

Come al solito le buone idee ci sono (alcune sono ottime, come le riflessioni sul rapporto col denaro, e forse anche col capitalismo, che delineano l'immagine di un Coupland quasi politico che mi incuriosisce molto), ma vengono progressivamente ignorate a favore di un intreccio confuso e piuttosto futile che sfocia in un finale dimenticabile che lascia l'amaro in bocca. Volendo vedere il bicchiere mezzo vuoto, la piega narrativa che stanno prendendo gli ultimi lavori di Coupland è inspiegabile e inquietante; concentrandosi sul bicchiere mezzo pieno, il Coupland cinematografico ha un suo perchè che in futuro potrebbe darci qualche soddisfazione. Chissà. Finchè continua coi titoli presi da canzoni inglesi degli anni '80, semaforo verde, siamo con lui.

 

martedì, 26 giugno 2007

You'd rather watch reruns than deal with the bad spin-off called life

di inkiostro

Potrà sembrare una ballata acustica dal testo ironico e citazionista e di poche pretese, ma Overdosing with you, tratta dall'ultimo bel disco di Billie the vision and the dancers nasconde qualcosa in più. Non so bene perchè (o forse lo so), ma ho l'impressione che la foto che scatta (giochi di parole compresi) ritragga molti di noi in modo più preciso di quanto preferiremmo ammettere. Can you lend me a DVD box or sing me a lullaby?

I've been thinking 'bout Gabrielle Solis and all the desperate housewives. I've been thinking 'bout Mike Delfino and his gun. I've been drawing patterns in my mind, but I can't fall asleep. I've been counting all the sheep there is to count.

No, I can't fall asleep, that's why I'm here with you tonight. Can you lend me a DVD box or sing me a lullaby?

Hello Mrs. Van De Kamp did you clean the whole kitchen and drink all the wine? Hello Saferide, can you give me a safe ride back to sleep? Cause I wanna OD on DH. I wanna OD on DH. Let me overdose on DH with you.

I've been trying to kill the pain by watching make-believe people's fake disasters. And think if I'd been Elaine this misery'd been followed by studio laughter. I've been looking so hard for someone who could love me like Will loves Grace, but they say “It's not like on your flat screen TV”. It's gotta be like on my flat screen TV.

I've seen you around I can tell that you're just like me. You'd rather watch reruns than deal with the bad spin-off called life. I’ll put the kettle on. Let’s not speak, talk ruins every conversation. I’ve downloaded Dexter. Come, there’s room next to me.

Hello Mr Sipowicz, 'ginning to understand why you act like you do. Hello Pablo, I got this vision we can dance to. I need to OD on NYPD. I need to OD on NYPD. Let's overdose on NYPD when we're blue. [#]

 

Billie the vision & the dancers - Overdosing with you (MP3)

 

 

giovedì, 07 giugno 2007

Sempre Primavera

di inkiostro

Come vi dicevo, non sono un grande frequentatore di festival. E da scarso frequentatore quale ero (e rimarrò), non ho mai sopportato quei report lunghissimi, post o articoli che siano, che infilano pareri su decine di band, raccontano delle code al bagno o della qualità della birra, e si perdono nei millemila dettagli che rendono questo tipo di esperienze tanto straordinarie (perchè lo sono) quanto impossibili da essere davvero raccontate. Poi sarà il decimo post del genere su cui vi imbattete, e io ho ancora un po' di pietà.

Mi concentro sui miei highlights personali tra i set che sono riuscito a vedere, con contributo fotografico e effetti speciali. Il resto, se vi interessa, ve lo racconto a voce.

 

 

Fujiya & Miyagi

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Nerdance! Miyagi si presenta sul palco con un improbabile maglioncino a rombi, ma alla chitarra è uno slego. Fujiya sembra uscito da una biblioteca di fisica, ma le macchine che governa sono implacabili. & (sì, si chiama proprio '&'; sono in tre, non lo sapevate?) suona il basso, e basta, ma non serve altro. Partono circospetti, ma un pochi minuti la platea è già la loro, e si balla che è un piacere. L'impressione è di una band dalle potenzialità assai superiori a quelle che emergono dal pur ottimo Transparent Things, e solo nel live si riescono davvero ad apprezzare i serrati incastri matematici dei giri di chitarra con la voce, le abbondanti venature funky e dei beat che, anche se non sembra, funzionano anche sul dancefloor. A questi livelli, una sorpresa.

 

 

Justice

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Intollerabili, insuperabili. La console è fronteggiata da una enorme croce illuminata, e circondata da un muro di amplificatori Marshall. Il duo francese sminuzza la pista con la grandeur e la violenza che gli sono proprie, e manda in delirio la folla che a quell'ora è lì solo per loro. Dopo un buon numero di scene surreali e una serie di acutocitazioni talmente spudorate da lasciare senza fiato,  fuggo dalla calca, e assisto alla fine del set un po' in disparte, davanti al camioncino dei Churros. Eppure non riesco a smettere di muovere il piede.

 

 

The Apples in stereo

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L'unico concerto col sole, e non a caso: la band di Robert Schneider è quella che ci fa davvero divertire. Più una ghenga di quarantenni in vacanza che una serie di nomi storici del collettivo Elephant Six, sembrano leggeri leggeri mentre la maestria sotto è tanta, e il confronto con gli altri pochi set del genere non dà adito a dubbi. Portateli in Italia, please. E fate risposare Schneider con la ex batterista Hilarie Sidney, così magari fanno pure Sunndal Song

 

 

Modest Mouse

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Non vi dico nulla, chè se v'interessavano li avete già visti a Roma o Bologna. Che probabilmente sono stati superiori come scaletta, durata, strumentazione e quasi tutto il resto. Ma la prima volta non si scorda mai, come lo sguardo spiritato di Isaac Brock o le dita veloci di Johnny Marr sulla chitarra. I was there.

 

 

Built to spill

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Come sopra, con qualche problema tecnico in più, e un'umiltà che altre band della stessa statura si sognano. Sempre enormi.

 

 

Maximo Park (acoustic set)

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Sacrificato il loro set ufficiale in favore dei Modest Mouse, mi sono accontentato delo showacase acustico pomeridiano, offerto dallo stand di MySpace all'interno della Merienda Warp. Poche canzoni, ma un vero spettacolo scoprirle quasi perfette anche nella semplice veste voce-e-chitarra. Paul Smith ha una T-shirt di Leonard Cohen, sembra un po' palestrato, sorride e dà davvero l'idea di essere uno simpatico. E Canta da Dio.

 

 

Smashing Pumpkins

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Difficile prescindere dall'aria di baracconata che circonda il concerto: i mantelli argentati, la bandiera americana, l'intro sulle note di Suspiria sono tutte cose che sembrano fatte apposta per mettere alla prova il buon gusto del pubblico, e per condannare Corgan a mettere in scena il suo definitivo tramonto da qui all'eternità, come un Elvis degli anni '90. I pezzi nuovi (a parte il singolo Tarantula, che funziona) sono bruttini, ma sapientemente diluiti tra i vecchi classici sono inoffensivi. La scaletta contiene (quasi) tutto quello che serve. Rivoglio indietro la mia adolescenza, ora.

 

 

Menzioni d'onore:

_Grizzly Bear - sempre ispiratissimi, anche se rendono meglio nei piccoli club. Una certezza.

_The Fall - Mark E. Smith è insopportabile. Ancora e sempre un'icona.

_Band of Horses - dal vivo sanno davvero il fatto loro.

_Battles - chevvelodicoaffà.

_Architecture in Helsinki - ancora adorabilmente pasticcioni, ancora una piccola forza della natura.

_Wilco - sempre spettacolari.

 

 

[Altri report, ben più lunghi, da Max, Nin-Com-Pop, Colas e Giulia. Per un po' di video, ovviamente c'è YouTube che già straripa. Sappiamo tutti che questi link non vi servono perchè del Primavera ne avete già le palle ben piene, ma sono un completista, lo sapete]

 

lunedì, 14 maggio 2007

The ultimate Lost theory

di inkiostro

Nonostante il buon senso (e ogni indizio) suggerisca che si tratti di una colossale stronzata nelle mani di sceneggiatori che da decine di puntate non sanno più che pesci pigliare, e nonostante la recente notizia ufficiale che annuncia che verranno prodotte altre tre serie del telefilm, il sottoscritto continua ad essere vittima della febbre di Lost. Di conseguenza, non posso non segnalare The ultimate Lost theory, lunga, complessa e aggiornatissima ipotesi che ricostruisce la storia dell'isola e dei suoi abitanti cercando di mettere insieme in modo sensato tutti o quasi i pezzi del puzzle. Un lavoro impressionante ed eccezionalmente plausbibile, che spinge a pensare che, se non era già questa l'idea di Lindelof, forse dovrebbe diventarlo ora. Occhio: se non siete in pari con l'edizione americana della serie (e quindi se non avete ancora visto l'episodio 3x20, The man behind the curtain) NON CLICCATE su quel link. Avvisati, eh.


Bonus: e se avete comunque visto l'ultima puntata (sempre la 3x20) , forse vi siete comunque persi questi 11 frame..
[io in effetti me li ero persi]

 

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giovedì, 10 maggio 2007

Bun-O-vision!

di inkiostro

Grazie alla segnalazione di Andrea, ho passato buona parte del weekend a guardarei classici del cinema rifatti in 30 secondi in versione Bun-O-vision da quelli di Angry Alien. I miei preferiti sono Le Iene (qua sopra), Lo squalo, Casablanca, Shining e The Ring e i primi due Spider-man.

 

giovedì, 29 marzo 2007

E' che si divertono

di inkiostro

[Negli usa Grindhouse (2 episodi, con tanto di falsi trailer tra l'uno e l'altro) esce a breve; da noi chissà quando. Consoliamoci con la spettacolare gallery dei Favorite Movie Posters of Quentin Tarantino and Robert Rodriguez ] 

 

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lunedì, 12 marzo 2007

Appello: un traduttore per Matt Groening

di inkiostro
Oppure, in alternativa, gag migliori. Guardate e inorridite di fronte a questi frammenti di due puntate della diciassettesima serie dei Simpson che coinvolgono il nostro paese e martoriano la lingua di Dante.
[grazie Chicca. Non vorrei trovarmi nei tuoi panni quando dovrai spiegare ai tuoi studenti americani quanti errori contengono...]

 

martedì, 06 marzo 2007

Scopri l'intruso

di inkiostro

[Vinci un salame. Anzi, due.]

 

martedì, 13 febbraio 2007

Praticamente un nuovo genere

di inkiostro

Harry ti presento Sally? Mary Poppins? Siete proprio sicuri che siano delle commedie? Ma li avete guardati bene i trailer?

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lunedì, 12 febbraio 2007

Sei emmepitre', un video

di inkiostro

Jens Lekman - Your beat kicks back like death (MP3)

Non mi ero accorto che il pezzo che spesso negli ultimi anni ha aperto i concerti del cantautore svedese fosse una cover (della Cat Power-wannabe Scout Niblett). E' quel tipo di mantra che a forza di handclapping, melodie fischiettate e joy of repetition riesce a far perdere significato alle parole. «We're all gonna die», mica roba da niente. (via)

LCD Soundsystem - North American Scum video (MOV lo-fi / MOV hi-fi / myspace

Vabbè le citazioni, ok il divertimento, perfetti gli effetti analogici invece che digitali, benissimo il retrofuturismo, ma Giacomino, mi hai fatto il video più brutto della tua carriera. Non volevamo che Sound of silver esordisse al numero uno? Proprio ora che il disco ne ha le carte e che i tempi sono maturi mandiamo tutto in vacca? Continuiamo così, a farci del male?

Laura Veirs - Pink Light (MP3)

La mia folkster occhialuta preferita torna ad Aprile con un nuovo disco (sempre per Nonesuch), e io non ne sapevo nulla. Ancora solo due pezzi resi pubblici, ma se è tutto così ho il sospetto che me lo ritroverò nella top 10 di fine anno, come nel 2005. L'altro pezzo non si chiamava appunto Cast a hook in me? (via)

Mark Ronson (feat. The Daptone Horns) - God put a smile upon your face (Coldplay instrumental cover) (MP3)

Ciao, sono Mark Ronson, forse vi ricorderete di me per l'ottima versione di Just che da sola teneva in piedi il disco di tributo ai Radiohead. Ora sta per uscire un disco tutto mio, Version, in cui mi diverto sempre ad inoculare robuste iniezioni di big band nel pop contemporaneo: ci sono Toxic, Apply some pressure (ne trovate un radio-rip da Max), Stop me if you think you've heard this one before (che forse però mi è venuta troppo soul), Oh my God e varie altre. E c'è questo pezzo dei Coldplay, che ora sembra uscito dalla colonna sonora di un film di James Bond. Chi l'avrebbe mai detto.

Art Brut - Nag nag nag nag (MP3)

Senza alcun costrutto come gli è proprio, mesi fa la band di Eddie Argos ha dato alle stampe un singolo citazionista e adolescenziale che ai primi ascolti sembra troppo quadrato rispetto alle vecchie produzioni della band, e andando avanti lo sembra troppo poco rispetto al riff classico che si ritrova. La risposta, come al solito, sta nel testo.

Chicks On Speed - MySpace (MP3)

Nello splendore della sua discubile qualità da myspace-rip, e in ritardo di mesi rispetto alla sua messa online, l'instant-song delle COS è un elettro-charleston con ritornello contagioso e testo stupido ("MySpace, YourSpace, WhoseSpace, is it? Let's switch on, drag and drop"). Non vedo l'ora che la pubblichino, per poterla ballare alzando gli occhi al cielo.

Future Pilot AKA (feat. Stuart Murdoch & Sarah Martin from Belle & Sebastian) - Eyes of Love (MP3)

Su Future Pilot AKA ricordo di aver letto anni fa un articolo di De Luca (a proposito, il 2007 è iniziato da un pezzo; torni?) che, a rileggerlo sentendo il disco nuovo, sembra parli completamente di un altro artista. Soprattutto a sentire la diabetica pop-song in cui ospita le voci dei Belle & Sebastian e che sembra uscita dai peggiori incubi dei detrattori dell'indiepop.

 

mercoledì, 07 febbraio 2007

Che tu sia per me il coltello

di inkiostro

In un periodo in cui i concetti scarseggiano anche all'interno di un'intera carriera musicale (figuriamoci nelle singole canzoni), imbattersi in un concept album è una vertigine strana, a metà tra la sorpresa di chi vede una farfalla a Gennaio e la soddisfazione di chi trova il tesoro sepolto che stava cercando da tutta la vita. La vertigine è ancora maggiore se il disco rivela il suo nucleo tematico dopo mesi di ascolto, e ancor di più quando è sul tuo lettore da quasi un anno, e, in virtù dell'impressionante numero di ascolti che si è conquistato, è arrivato ad ottenere l'onore e l'ònere di essere il disco più rappresentativo del tuo 2006.

Qualche sera fa guardavo per l'ennesima volta il bellissimo Silent Shout, an audio visual experience, il DVD che, raccogliendo il lato iconico della carriera dei The Knife, è il perfetto compendio ai suoni alieni del capolavoro Silent Shout. Ci sono tutti i video della band: folli, misteriosi, geniali o semplicemente incomprensibili esattemente come ce li si potrebbe aspettare. Ma il piatto forte è la registrazione di un concerto tenuto lo scorso Aprile a Gotebörg, che per atmosfera e impianto scenico conferma quanto di buono dicono tutti dei live set del duo svedese.

E' stato solo durante la visione del DVD che Silent Shout mi si è rivelato per quello che è: un concept album sul corpo e sui sensi, e in particolare sulla fragilità del primo e sulla potenza dei secondi. Tanto i testi delle canzoni della band ritornano ossessivamente su questo tema quanto i video sono pieni di corpi sbagliati e anormali, e tanto Karin e Olof celano il loro vero aspetto dietro maschere e travestimenti grotteschi quanto il loro immaginario è fatto di disturbanti riferimenti a corpi che non si fanno controllare (anoressia?) o che vogliono essere abusati, a membra che sono l'unica via per raggiungere la serenità o ad apparenze lucide e scintillanti che recano al loro interno il marcio dei sentimenti malati. Il live set di Silent Shout, poi, è interamente giocato sui sensi e sul rapporto tra la musica, le luci, le parole e i concetti appena evocati dalle proiezioni; queste nascondono più che illustrare, e vestendo la nudità dei pezzi fanno loro violenza in modo inequivocabilmente rivelatorio e sempre malamente soffocato, come un sorriso contratto o un urlo muto.

E' una vertigine accorgersi di una cosa del genere, e mettersi a rileggere l'intero disco sotto questa luce (che illumina bene anche i tagli profondi tratti da Deep Cuts presenti sul DVD), almeno quanto dare un'occhiata al Disco Bravo di Gecco ed accorgersi che dei quasi 60 votanti siamo stati solo in due a mettere Silent Shout tra i dischi migliori del 2006, a fronte del plauso quasi unanime che questo si è conquistato negli USA. Del resto quale reazione migliore della vertigine, di fronte a un disco che magnifica potenza e limiti del corpo? Inatteso e scomodo come un capogiro, o violento e ineluttabile come la lama di coltello che si fa strada nelle carni, comunque vada, lascia un segno.

[di Silent Shout ho già scritto qui, qui e un po' forse anche qui]


The Knife -
Pass this on (live at Gothenburg 12/04/2006) (MP3)

The Knife - We share our mother's health (live at Gothenburg 12/04/2006) (MP3)


The Knife - Silent Shout - live video (youtube)

The Knife - We share our mother's health - live video (youtube)

 

giovedì, 18 gennaio 2007

I'm talking quietly to not wake myself up

di inkiostro


So che lo sapete già, ma ripeterlo non guasta: domani sera nelle sale italiane esce L'arte del sogno (aka La science des reves aka The science of sleep), il terzo film diretto (e anche scritto, stavolta) da Michel Gondry, con Gael Garcia Bernal e Charlotte Gainsbourg. Un film meravigliosamente imperfetto che merita assolutamente la visione, come ho scritto estesamente circa 6 mesi fa, dopo averlo visto (ed esserne rimasto incantato) in Francia. Garantisce il cavallo di pezza che ora abita di fianco al mio letto.


Inkiostro - Eternal darkness of the spotful mind (link)
Gael Garcia Bernal & co. - If you rescue me (Afterhours remake) (MP3)
Dick Annegarn - Coutances (MP3)

 

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lunedì, 15 gennaio 2007

Who needs TV part 200

di inkiostro
Easy as it seems, Simplicistic movie links è un blog che raccoglie e aggrega i link a filmati trovati sui vari siti di video sharing (come il solito YouTube), fino a comporre un film nella sua interezza. Per dire, qui c'è tutto Little miss Sunshine, qui tutto Mallrats (il secondo film di Kevin Smith, tradotto in Italia con l'incongruo titolo Generazione X), qui Tank Girl (che non ho mai visto e a occhio sembra terribile ma, ehi, il fumetto non mi dispiaceva; poi è Jamie 'Gorillaz' Hewlett, mica cazzi), qui, qui e qui i tre atti della saga de Il Padrino. Ok, lo so, la qualità è quella che è e dover spesso saltare tra una parte e l'altra non è il massimo, ma un'idea così lo-fi merita la segnalazione.
[inkiostro | # | guarda te | commenti (9)]

mercoledì, 10 gennaio 2007

Springfield, JP

di inkiostro

The Simpsonzu, la terrificante e perversamente affascinante versione anime dei Simpson, scovata su Deviantart.
[C'è anche Futurama, ma è meno bello. Anche se l'ipnorospo mi ordina di dire il contrario]

giovedì, 04 gennaio 2007

California, now we leave

di inkiostro

Forse era solo un guilty pleasure, ma la cosa un po' mi dispiace: The O.C. chiude.
E dire che la terza serie (da noi interrotta per ascolti troppo bassi; tutto il mondo è paese, pare) mi era pure piaciuta. Quante canzoni interessanti ci abbiamo scoperto su? (lista completa) E -più che altro- quante ne abbiamo riconosciute con quel misto di soddisfazione e dispiacere che accompagna spesso l'emersione più o meno mainstream delle nostre band? Cosa diranno le ragazzine di Save Marissa e di Savin'Coop, le petizioni online per salvare il personaggio di Marissa Cooper dalla morte che la colpisce alla fine della terza serie? (i loro siti sono splendidi, meritano una navigata) Quando ci sarà di nuovo un'altra serie adolescenziale in grado di raccogliere l'eredità di Beverly Hills 90210 e Dawson's Creek?
Ma -soprattutto- fino a quando continueremo a guardare serie tv che raccontano in modo stereotipato la vita di inverosimili ragazzi altoborghesi che hanno la metà dei nostri anni?


Mates of state -
California (Phantom Planet cover) (MP3)

 

giovedì, 28 dicembre 2006

Visto che al cinema non c'e' niente di decente

di inkiostro
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martedì, 19 dicembre 2006

Capolavoro: LOST Rhapsody

di inkiostro

[occhio, è pieno di spoiler. se non avete visto la seconda serie di LOST (o non avete mai ascoltato la classica Alternative Polka di Weird Al Jankovic) premete play a vostro rischio e pericolo]

martedì, 12 dicembre 2006

Vogliamo i nomi

di inkiostro
Ma secondo voi, quanto li avranno pagati i pubblicitari che hanno creato gli ultimi spot del Parmigiano Reggiano? Riusciranno ancora a guardare in faccia i loro figli?



giovedì, 16 novembre 2006

The kids are coming up from behind

di inkiostro

Le band che mi mandano i loro video (grazie, eh) e la home page di Yahoo Video France che mi linka (screenshot qui) per una vecchia segnalazione come se il video l'avessi messo online io non mi faranno cambiare idea: l'Inkiostro Video Aggregator ha cessato di esistere e non tornerà in vita a breve. Troppo sbattimento ogni volta, poi ci sono YouTube e Flux, largo ai giovani. Chè, poi la segnalazione suddetta era il classico video con gli schiaffoni di Losing my edge degli LCD Soundsystem. Touché.


LCD Soundsystem - Losing my edge video (MOV)

 

lunedì, 13 novembre 2006

Report è un programma pericoloso per l'ordine pubblico

di inkiostro

Non so se fa lo stesso effetto anche a voi (immagino di sì), ma io alla fine di ogni puntata di Report (ovvero, ogni maledetta domenica) sono costretto a trattenermi dall'uscire e andare a rapinare una banca o, alternativamente, dallo scendere in piazza molotov alla mano per preparare la rivoluzione. E' normale?

[inkiostro | # | guarda te | commenti (34)]

venerdì, 10 novembre 2006

See you in another life, brotha

di inkiostro

Poco più di 24 ore fa negli States è andato in onda il mid-season finale di Lost, ovvero l'ultima puntata del primo troncone della terza serie del telefilm, che precede un'insolita pausa invernale che durerà addirittura fino al 7 Febbraio. Non vi preoccupate, niente spoiler qua (per quelli, e per tutte le teorie del caso si rimanda alla classica Lostpedia), anche se la voglia di mettersi per l'ennesima volta a stigmatizzare e contemporanemente a magnificare la capacità degli autori di tenere ancora in piedi una trama tanto improbabile è una tentazione difficile da combattere.
Tra l'altro, pare che per salvare la serie dal delirio in cui sta piombando, gli autori stiano pensando di cambiarne completamente il tono, accentandone la componente guerresca oppure, al contrario, calcando la mano sul lato comedy. Sulla falsariga di due grandi capolavori dei suddetti generi, A-team e Friends, sono già state elaborate due nuove versioni di sigla per il serial. Cliccate su play e date un'occhiata:



[inkiostro | # | guarda te | commenti (14)]

giovedì, 26 ottobre 2006

Cadaveri in saldo

di inkiostro

La notizia non è che gli antipatici Killers (che -per parte mia- si sono fermati a un paio di singoli furbi nel primo disco per poi attestarsi nell'aurea mediocritas di chi non ha davvero nulla di interessante da dire) si sono fatti girare il nuovo video, Bones, nientemeno che da Tim Burton. La notizia non è neanche che il video, tutto scheletri e romanticismo (roba da ridefinire il significato della parola clichè) è abbastanza brutto. La notizia è che la somma di un roboante singolo Mtv-friendly con un video scontato di un regista solitamente abbonato all'aggettivo «geniale», per motivi a me ignoti, funziona. E' un fenomeno affascinante.


The Killers - Bones video (link -> Mtv Overdrive)

giovedì, 19 ottobre 2006

Alla V di 'Video' del Beckzionario c'e' un po' di confusione

di inkiostro

Cosa non si è costretti a fare per vendere un disco nel 2006. Nell'era del file sharing, della condivisione con un click e dell'inarrestabile trasformazione dei dischi in beni accessori anche per gli appassionati di musica, pubblicare un cd, più o meno buono, non basta più. Se n'è accorta da tempo più di una casa discografica, tanto che ormai non si pubblica quasi più disco che non abbia almeno un bonus DVD, uno special packaging o una tiratura limitata. E se n'è accorto da tempo anche Beck che, non nuovo ad operazioni del genere, per il nuovo -gradevole ma abbastanza innocuo- The information ne ha tirata fuori una più del diavolo, come ha spiegato in un'intervista a Wired.
Dagli adesivi che consentono a ciascuno di creare la sua copertina (idea che per una decisione beffarda e assolutamente insensata ha fatto escludere per unfair advantage il disco dalle classifiche UK dei dischi, che pure avrebbe dominato) al bonus DVD contenente un videoclip per ogni canzone. Bonus per modo di dire, visto che tali clip sono esperimenti più o meno cazzeggiati in bassa fedeltà girati dallo stesso Beck, dal produttore sua Maestà Nigel Goldrich e da Autumn de Wilde, che dimostrano in realtà idee abbastanza scarse e una certa monotonia stilistica (colori acidi anni 80! grafica pixelata! sguardi in camera scazzati abbinati a coreografie ancora più scazzate!) che nulla aggiungono (anzi, forse tolgono anche qualcosa) al valore del disco.
I suddetti video sono ovviamente stati fatto circolare alla spicciolata su YouTube nelle settimane immediatamente precedenti l'uscita del disco, secondo una di quelle strategie virali ormai inevitabili nella promozione di qualunque prodotto destinato (anche) a un pubblico di nicchia. Dal punto di vista pubblicitario indubbiamente una bella mossa, dal punto di vista strettamente commerciale un trucchetto che smuove ben pochi acquirenti e dal punto di vista artistico...boh? A qualcuno interessa ancora?
Ben diverso è il discorso che riguarda i video ufficiali dei singoli estratti dal disco. Il primo, relativo a Cellphone's dead è opera di Michel 'Eternal sunshine' Gondry (il primo dopo un po'), ed è, ovviamente, tutta un'altra storia. Ci avessero messo quello, nel DVD allegato, un pensierino ce lo facevo anche.


Beck -
Cellphone's dead (official video) (MOV)
Beck - Tutti video bonus di The information (scaricabili) (link -> 15 MOV)

[sì, quello in Strange Apparition è proprio Devendra Banhart]

martedì, 17 ottobre 2006

inkiostro veste Prada

di inkiostro
Il sottoscritto sente l'urgenza di comunicare che, nonostante il suo stile nel vestirsi sia definibile alla meglio come raffazzonato e alla peggio come completamente casuale, ieri sera è stato in un cinema d'essai dove di solito la fanno da padrone cose tipo Atom Egoyan e Kim Ki Duk (sic) a vedere Il Diavolo veste Prada e che, nonostante la trama telefonata dal primo all'ultimo secondo e il finale di melassa, trattasi di un film davvero ben fatto. Il sottoscritto nega altresì che il presente post sia esclusivamente da addebitarsi alla irrefrenabile tentazione di scrivere un titolo splendidamente ossimorico come inkiostro veste Prada.

lunedì, 16 ottobre 2006

Domani vediamo

di inkiostro


Alla Sony devono averci preso gusto: dopo quello delle 250.000 palline colorate lasciate cadere dalle colline di San Francisco (che ha reso celebre Heartbeats in versione Josè Gonzalez), domani 'esce' il nuovo spot degli schermi piatti Bravia, diretto da Jonathan Glazer, che vede un palazzone di Glasgow ricoperto da 70.000 litri di vernice grazie a più di 600 contenitori esplosivi. Quello che tutti si chiedono, però, è: quale canzone ci sarà in sottofondo?
A latere, un sito che è una vera e propria lezione di marketing virale: foto teaser, feed RSS e pure il trailer dello spot.

Update: è uscito. Un po' deludente.

giovedì, 12 ottobre 2006

Mia mamma dice sempre che e' meglio vestirsi a strati

di inkiostro

Centocinquantacinque: è il record del maggior numero di magliette indossate contemporaneamente.

lunedì, 09 ottobre 2006

Puro genio

di inkiostro

La puntata di South Park dedicata a World of Warcraft, il più celebre tra i Massive Multiplayer Online Role-Playing Game, è probabilmente la migliore di sempre. La trovate qua, intera e ovviamente in inglese.

mercoledì, 04 ottobre 2006

I assure you we're open

di inkiostro

Il primo impulso, appena uscito dal cinema, è stato di difenderlo. Un'excusatio non petita che la dice lunga, dettata con ogni probabilità più da certo inossidabile affetto nei confronti del primo episodio che da un reale apprezzamento verso il secondo. Eppure, nonostante già sulla carta abbia tutte le caratteristiche del film indifendibile (il sequel, 10 anni dopo, di un film girato con due dollari da degli sconosciuti, in breve diventato un cult in tutto il mondo nonchè uno dei film simbolo degli anni '90? Suvvia), Clerks II non ha davvero bisogno di essere difeso. E' il miglior seguito di Clerks che si potesse girare, e chiunque sperasse in qualcosa di diverso probabilmente conosce abbastanza l'originale nè ha presente la produzione più recente di Kevin Smith.
E' buffo perchè anche a me, come a Max, è subito venuta in mente la metafora della rimpatriata 10 anni dopo; invece di vedere il bicchiere mezzo vuoto del «compagno scemo di liceo che continua a fare sempre le stesse battute» e delle «persone una volta minimamente sagaci che sacrificano il loro acume sull’altare della consuetudine», però, sono stato portato immediatamente a vederne il lato positivo. Ovvero quello delle care, vecchie, rassicuranti, cose che non cambiano mai. Perchè ad andare avanti guardando indietro non si può che finire a stare fermi; e non è detto che sia un male. Per eludere ogni muccinismo da post-trentenni con un'abbondante dose di demenzialità e un pistolotto finale talmente fuori posto da risultare esilarante quanto il resto del film stesso. Perchè l'unico modo per onorare lo spirito di cazzeggio dell'episodio originale è proprio quello di fare un film esattamente come il primo, che ignora ogni mutata condizione e ogni pretesa di innovazione od originalità in favore di un caro vecchio triangolo amoroso intriso di volgarità, citazionismo a buon mercato e sesso interspecie.
Evolversi, qualche volta, è un crimine. Qualche volta, solo qualche volta.

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giovedì, 28 settembre 2006

Art Attack

di inkiostro

Fa parte del gioco, ma negli anni mi sono sempre imbattuto nei lavori di Bansky senza sapere che fosse (e chi fosse) Bansky. Ci ha pensato un ottimo post di NicoleDiver a spiegarmelo, e spiegarmi i suoi mille volti, dalla stencil art più brillante e guerrigliera che ci sia in giro alle grandi opere remixate e sostituite/aggiunte nei musei, dai bellissimi squarci sul muro Palestinese, alla recente sostituzione di 500 copie del disco di Paris Hilton con una feroce versione dalla grafica ritoccata.
Indispensabile spulciare la sua voce su wikipedia e farsi un giro sul suo sito.

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martedì, 19 settembre 2006

Forever tu rimarrai Brandon Walsh, Beverly High

di inkiostro


Tutta la mia gratitudine ad Enver per avermi fatto scoprire questo gioiellino firmato dai Blume, band fiorentina di belle speranze che questa volta ha deciso di declinare il suo valido elettropop crepuscolare in salsa di divertissment, dedicando una canzone al protagonista dell'indimenticato principe dei teen-serial anni '90. Una gran ballata sul tempo che passa, che, nonostante il soggetto a dir poco suicida, riesce sapientamente a tenersi lontana dal grottesco e finisce per essere una bella canzone autenticamente malinconica. E dannatamente appiccicosa.


Blume - 90210 (MP3)

venerdì, 15 settembre 2006

La vita e' solo uno stop-motion particolarmente veloce

di inkiostro

[My animated world di Jelle Van Dun.]
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venerdì, 08 settembre 2006

La pupa, il secchione e la tv italiana

di inkiostro

Parecchio tempo fa su queste pagine si parlava di Beauty and the geek, versione insolitamente nerd e insolitamente divertente del gioco delle coppie incrociata con un reality mandata in onda sul canale americano della Warner. Scopo del gioco mettere insieme (e osservare) la coppia malassortita formata da una bella e da un secchione nell'atto di tentare di trasmettersi conoscenze, influenzarsi a vicenda e, nel mente, tentare di fare il minor numero di figure di merda possibile. Non esattamente una trasmissione intellettuale, evidentemente; eppure molto spassoso e spesso per nulla stupido.
Dopo aver visto la prima serie americana -che, per la cronaca, è stata anche uno degli argomenti affrontati quando, un annetto fa, sono stato ospite su RadioDueRai- ieri sera sono incappato nella prima puntata dell'edizione italiana, linearmente intitolata La pupa e il secchione. Condotto da personaggi già vacui in origine e da un po' ulteriormente in caduta libera come Papi e la Panicucci, il gioco è una versione pecoreccia e abbondantemente defilippizzata dello show americano che rinuncia ad ogni sobrietà in favore di lustrini, culi all'aria, giuria, dibattito, pubblico, pianti, polemiche, prove vanamente spettacolari e scambi di battute degni della programmazione pomeridiana di Rai 2. L'ho trovata una lezione esemplare di tutto quanto ci sia di disprezzabile nella tv italiana; un ottimo esempio di come da un'idea se non buona almeno promettente qua da noi non riesca a tirar fuori nulla di più di una baracconata assolutamente inguardabile.

giovedì, 07 settembre 2006

Eternal darkness of the spotful mind

di inkiostro

La cosa più bella è che se te lo chiedono non sai raccontarlo.
Magari ci provi, ma non ci riesci.
E non perchè non ci sia niente da raccontare, ovviamente. Solo che la banale narrazione della trama, la descrizione anche precisa degli straordinari effetti visivi 'poveri' utilizzati nel film e la ricerca di metafore adatte a spiegarne l'atmosfera finiscono per sembrare tragicamente incapaci di dire qualunque cosa davvero importante su un'opera tanto inafferrabile. E' una grandezza che non si spiega, frutto di un equilibrio talmente fragile e fatto di suggestioni che non si può capire senza averlo visto.
L'arte del sogno, in originale La science des rêves, è un film che non si dimentica, ma non si fa afferrare. E' molto frustrante. E' bellissimo.

La science des rêves è il nuovo film di Michel Gondry. Dopo essere stato presentato con grande successo al Sundance, a Berlino e a Taormina, il film è finalmente uscito nelle sale francesi il 16 Agosto, in anteprima mondiale. Il 17 Agosto il sottoscritto (che lo attendeva da tempo) era in un cinema di Marsiglia, pronto ad aspettarsi qualunque cosa; meno di due ore dopo, stava già sommergendo di parole la sua compagna di visione nel vano tentativo di prolungare almeno un po' le sensazioni suscitate da un film tanto bello. Non bisognerebbe farlo mai, in situazioni simili, tantomeno in questa. Ma è pura utopia. 

La trama importa poco; anche questa è una storia d'amore, e tanto vi basti. Il confronto con il precedente Eternal sunshine of the spotless mind / Se mi lasci ti cancello è inevitabile; ma quello che per chi scrive è uno dei film più belli, creativi e dolorosi degli ultimi anni non si fa pareggiare con tanta facilità. Eppure, nonostante ciò, La science des rêves, sotto certi punti di vista, è persino meglio. Ogni vero paragone, è, però, impossibile; sono due film troppo diversi. Anzi sono due film esattamente complementari: quanto Eternal sunshine è spietatamente realistico nel descrivere (in maniera tutt'altro che realistica, com'è nello stile di Gondry) lo sfasciarsi di una storia d'amore (di tutte le storie d'amore) tanto La science des rêves è invece completamente surreale e dichiaratamente irragionevole nella sua volontà di dare forma reale ai sogni (nel senso di esperienze oniriche, ma anche di desideri), portando alla luce quello che non può essere, che forse non deve essere o che forse si ha troppa paura perchè sia.

Un mutamento di prospettiva così grande, dal Gondry matematico al Gondry poetico, da una visione razionalmente pessimista a una posizione ottimisticamente sconsiderata non può essere casuale. E infatti non lo è; tale rivoluzione copernicana è sicuramente causata dal passaggio dagli incastri perfetti della sceneggiatura meccanica di Charlie Kaufmann alle suggestioni impressioniste della sceneggiatura naif firmata dallo stesso Gondry, che questa volta decide di fare tutto da solo e di mettere la sua firma su un film fortemente autobiografico.

Il ritorno alla cameretta del regista, tra l'altro, non è solo metaforico. La science des rêves non è infatti semplicemente il primo film di Gondry interamente girato in patria, ma è persino ambientato nello stesso palazzo e nella stessa camera di Parigi in cui il regista viveva quando aveva vent'anni.
Altri dettagli personali a parte, la vicinanza delle vicende narrate con quelle da lui realmente vissute è ulteriormente (e dichiaratamente) sottolineata dalla scelta di girare il film in due (a volte tre) lingue che spesso si danno il cambio senza soluzione di continuità, come a Gondry succede da anni a questa parte. Se si ha l'occasione di guardarlo in lingua originale la sensazione di estraneità è palpabile, come la distanza non solo metaforica tra i personaggi che gli impedisce di capirsi veramente. E a quel punto, forse, non c'è che un'alternativa.

La science des rêves è un film auto-indulgente e imperfetto, confuso e cerebrale, ma visto ciò di cui parla non poteva essere altrimenti. Gael Garcia Bernal è un protagonista bravissimo e assolutamente convincente, e riesce persino a non farsi odiare nonostante sia praticamente perfetto. Charlotte Gainsbourg è, come al solito, meravigliosa. Il terzo protagonista sono ovviamente gli effetti visivi creati da Lauri Faggioni, una fantasmagoria di bricolage onirico, sartoria animata e schizometria analogica già vista in diversi videoclip che si fonde alla perfezione con una trama tanto involuta e surreale, consentendole di raggiungere picchi di lirismo naif da applausi a scena aperta. Dopo aver visto il film, è quasi troppo facile decidere di aver scoperto la materia di cui sono fatti i sogni: stoffa, fili, carta e colla, cellophane al posto dell'acqua e cotone da lanciare in aria a mo' di nuvole.
Perchè la ritirata del bricoleur onirico nel suo mondo (in cui -forse- non potrà mai entrare nessuno) non è una fuga ma una vittoria.

Bonus:
La science des rêves - website (in francese) (link)
The science of sleep - website (in inglese) (link)
The science of sleep - Myspace (link)
The science of sleep soundtrack - Myspace (link)
The science of sleep - Trailer (in inglese) (MOV)
Gael Garcia Bernal & co. - If you rescue me (Velvet Underground - Afterhours) (MP3) updated!

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mercoledì, 06 settembre 2006

Indovina qual e' la parodia

di inkiostro
Guardate questo (basta anche un pezzo):


Un tamarrissimo video di techno olandese, di un duo chiamato Gebroeders Ko, con una canzone intitolata Ik heb een boot, ovvero «Ho una barca». Roba di nessun interesse. Poi guardate questo:


Si chiama Boten Anna («Anna, il bot») ed è del musicista svedese Basshunter. Chiunque abbia una qualche esperienza di chat può apprezzare il testo nerdissimo e involontariamente demenziale, e farsi quattro risate per la pochezza del testo solo superficialmente moderno e per le bizzarre espressioni di cui si serve. La cosa curiosa, però, è che non è quest'ultima versione ad essere una parodia della prima, ma viceversa, la prima è una cover seria (oddio, seria) del pezzo di eurodance tamarra di tematica nerd firmato Basshunter, che pare aver avuto un certo successo in nord europa qualche anno fa (la storia completa è qua). Praticamente, una rivoluzione copernicana. 
[grazie a Checco]

lunedì, 14 agosto 2006

Video Aggregator /Agosto

di inkiostro
Phoenix - Consolation prizes (WMV)
Cari Phoenix, vi vogliamo bene e ci piacete non da oggi, e anche se l'ultimo disco è un po' deludente, lo sappiamo bene che siete francesi, quindi non c'è bisogno che giriate mezzo video davanti alla reggia di Versailles.. Visto che questo è l'unico pezzo che si salva vi perdoniamo, nonostante lo stop-motion sia un po' dozzinale e con un piccolo sforzo in più poteva uscir fuori una cosa anche carina. Non poteva girarlo la fidanzatina (e tra un po' pure mamma) Sofia Coppola? Va già bene che non sia (di nuovo) il fratello, comunque..

Ok Go - Here it goes again (RM)
Come al solito con i video degli Ok Go la domanda è: ma quanto ci avranno messo a fare la coreografia? E quanto a fare una take intera buona? Domande senza risposta, ma il video, un delirio danzante questa volta a base di tapis roulant, è imperdibile come l'altro. Fateci il favore, cambiate lavoro, smettela di fare dischi ed entrate nel corpo di ballo di Buona Domenica. Ci guadagneremmo tutti.

Cat Power - Lived in bars (FLV) 
Finirà così per tutti, il periodo indie? Uno rimane per anni fissato con l'ipersensibilità, l'originalità a tutti costi e poi finisce qualche anno dopo a fare un disco roots e senza sugo che più insipido non si può e a fare video come questi, in cui dimostra di divertirsi come una pazza a qualche festa sudista in cui tutti sembrano usciti dal più classico dei clichè? Come già detto più volte, al sottoscritto sembra una fine ingloriosa. Eppure c'è pure gente a cui piace, pensa te.

Tunng - Jenny again (MOV)
C'è poco da dire sul nuovo singolo dei Tunng: il pezzo più canonicamente triste del disco, una ballata in cui l'ago della bilancia folktronica del combo inglese pende decisamente dal lato del folk, ha un video splendido. Un incidente stradale, un triangolo amoroso, una tragedia bucolica di periodi ipotetici dell'irrealtà e cose che erano e ora non sono più. Forse è il periodo, ma quasi mi commuovo.

Thom Yorke - Harrowdown Hill (MOV)
Bastano un po' di effetti speciali poveri ma fantasiosi, qualche immagine di repertorio, nebbia e acqua e sfumature e barricate e falchi che volano e modellini di città, per la canzone più bella del disco solista del leader dei Radiohead? Dubito. Era un'impresa impossibile, e loro ci hanno provato. Io sarei rimasto più sull'essenziale (qualcosa tipo Rabbit in your headlights, per intederci), perchè in questo caso ai pattern ritmici, alla distorsione soffocata e alla splendida chitarra quasi funky del finale le immagini possono aggiungere ben poco.

Constantines - Working fulltime (MOV)
Ce li siamo scordati subito, i cloni degli Afghan Whigs canadesi, e forse a risentirli adesso non se lo meritavano. La passione c'è, il tiro anche, e vedere questo gran bel video forse le loro doti ne escono anche amplificate. Un buono spunto realizzato ottimamente, e il video si fa ammirare. Non la finisco mai di stupirmi quando vedo cosa riescono a fare le etichette indie americane con le -si suppoone- poche risorse che hanno. Quando ci sono le idee..

The Knife - Marble House (MOV) 
Mentre per motivi misteriosi il video di We share our mother's health sta diventando un po' di moda persino da noi, i The Knife guardano avanti e pubblicano già un nuovo singolo. Il corredo visivo è a base di topi antropomorfi e ambientazione da casa povera (assai poco di marmo) negli anni '40. Che dite, vi ricorda già qualcosa? Chissà se hanno pagato i diritti a Spiegelmann..

Peaches - Downtown (MOV)

La Signora delle Pesche rimane sboccata e continua coi giochi di parole scollacciati, ma il sound è assai più ripuluto di un tempo, e l'immagine perde buona parte del rock'n'roll che aveva sempre avuto per tornare tra i ranghi di qualcosa che assomiglia persino all'r'n'b. Rimane un mediocre e sexy pezzo electro-pop un po' ambiguo non troppo diverso da quello che finisce normalmente su Mtv. Ed era quella l'idea, mi sa.

Franz Ferdinand - Eleonor put your boots on (MOV)

Me l'ero persa, la single version tirata a lucido della canzone formerly known as la ballata beatlesiana dall'ultimo disco dei FF. Essendo l'ennesimo singolo estratto, ed essendo il video uno psichedelico (solo lui) delirio animato a base di montagne russe di Coney Island, statue della libertà e bimbe gotiche di nome Eleanor, se ne faceva anche a meno.

Mareva Galanter - Pourquoi pas moi (Ukuyèyè) (AVI) 

Come si fa a non innamorarsi di una bellissima ex miss francia che, presatata al mondo musicale, se ne esce con un disco trèees '60s tutto yèyè, vestiti optical, mobili spaziali e coretti angelici (con, a guardar bene, pure un perverso retrogusto anni '80 in alcuni arrangiamenti)? Un'operazione come quella dei Baustelle, senza però, nulla di intellettuale. Funziona decisamente meglio, va da sè.

Emilie Simon - Fleur de saison (MOV)
Sempre Francia, ma stavolta Francia digitale, per il nuovo video della pigolante aspirante Bjork d'oltralpe. Meno classicqamente pop dell'esordio, meno suggestivo della colonna sonora del documentario sui pinguini, più canonicamente artsy e, appunto, spudoratamente bjorkiano. Se non si considera che è una missione impossibile, è quasi carino.

[i vecchi Video Aggregator]

martedì, 25 luglio 2006

Non ho ben capito la prima parola

di inkiostro

[The Big Lebowski - F*cking short version. Una piccola opera d'arte pop]

martedì, 11 luglio 2006

Video Aggregator /Luglio

di inkiostro
[tutta roba buona, scaricabile e in alta qualità. Youtube è carino, sì, ma è per chi si accontenta]

Hot Chip - And I was a boy from school (MOV)
E mentre in questi giorni anche sulle tv italiane fa bella mostra di sè il geniale video dell'altro singolo Over and over  , la nuova band di casa DFA continua la sua opera di guastatrice del pop con la musica più cool del momento e i meta-video più brillanti di sempre. Dopo il chromakey del video precedente, qua siamo alla somma di tecnologie basse al servizio della finzione cinematografica. Il primo che indovina che immagine verrà composta alla fine vince una bambolina.

Peeping Tom - Mojo (MOV)
Dopo parecchi anni di cazzeggio sperimentale, villeggiatura bolonniese e sistematica cancellazione dagli archivi storici di quanto di buono fatto dalla sua band negli anni '90, Mike Patton (devo davvero elencare? Faith no more, Fantômas, Tomahawk, Mr. Bungle, ecc ecc), torna a un progetto commercialmente ambizioso, luminoso ibrido di rock e hip-hop lucidato da passate di pop cristallino e anabolizzato da una marea di ospiti che elencarli tutti non si può. Ambizione testimoniata anche dal video, che non brilla per forma o originalità dell'idea, ma che funziona. Ospiti di riguardo anche qua.

Islands - Rough gem (MOV)
Bambini vestiti da cani che conducono un tg da quella che sembra la tv di quando ero bambino, aspiranti astronauti che ballano in assenza di gravità e bambini che fanno il gobbo suggerendo il discorso dell'Apollo 13. Il clamoroso singolo degli Islands (uno dei pezzi indiepop dell'anno, senza discussioni) ha un video folle ma meno furbo di quanto si sarebbe potuto pensare. Segno che non ci fanno, ma ci sono, se qualcuno avesse avuto dei dubbi.

Electric president - Insomnia (MOV)
Cubi di Rubik! Immagini pixelate! Glitch-pop! Occhiali! Tutto quello che si potrebbe desiderare da un video della Morr music, ancor di più se è dal disco d'esordio, iper-derivativo ma molto bello, di un paio di giovincelli americani innamorati dal suono dei bit incagliati che viene da cruccolandia e delle ballate indie-pop col marchio di fabbrica di  Ben Gibbard. Questo si chiama fare di necessità virtù.

Death Cab for Cutie - I will follow you into the dark (MOV) 
Eggià, hanno fatto la mètafa: l'oscurità del titolo passa da banale dipartita e surreale buco nero in espansione nel pavimento della cameretta della nostra anima (un letto disfatto, la luce che filtra pigra tra le tende, una chitarra acustica e il suo fingerpicking). Non si capisce se voglia essere ironico o se gli riesca per sbaglio; rimane il fatto che qualche idea in più, ogni tanto, non guasterebbe.

Art Brut - Good weekend (MOV)
Ascoltate questa band e guardate questo video. L'accento cockney del cantante, i suoi baffetti e il suo cappello, la fotografia approssimativa, il montaggio ridicolo, l'assenza di qualsivoglia effetto digitale, la scarsità di idee, la bruttezza delle location, la povertà dell'effetto finale: ditemi se riuscite ad immaginare qualcosa di meno clamorosamente cool. Sempre aasolutamente grandissimi, una vera certezza.

Broken Social Scene - Fire eyed boy (MOV)
Se il Canada è quel posto in in top 10 ci vanno i dischi della Arts and Crafts (e succede), perchè a Saranno Famosi o Operazione trionfo non possono andare i Broken Social Scene? Io dico che possono, e lo dicono anche loro. E si divertono un casino.

Amy Milan - Baby I (MOV)
Eccola qua, l'ennesima compagna caduta sotto i colpi della riscoperta del folk rurale. Già esagitata buzzichella dei Broken Social Scene e conturbante camionara degli Stars, Amy Milan approda a un disco solista telefonatissimo già dalle prime note, che porta stampata la parola NOIA in bella vista e che raramente regala qualcosa che non si sia già sentito, al peggio, in un disco di Jewel. Una parentesi davvero ingloriosa. Del video campagnolo a base di mulini a vento e processioni campestri possiamo tacere? 

Josè Gonzalez - Hand on my heart (MOV)
Molto, troppo facile fare video per le canzoni di Josè Gonzalez, visto che le ballate ipnotiche dell'ottimo cantautore svedese si adattano più o meno a tutto (basta che sia al ralenty): disegni psichedelici, palline che cadono da una collina o stampe nopponiche in cui il nostro appare come un ronin armato solo della sua chitarra (o quel che è). Questa bellissima, già nota, cover di Kylie Minogue, ovviamente non fa eccezione.

MSTRKRFT - Work on you (MOV)
AEA remixa (o remixano? Mica l'ho ancora capito) da Dio, ma il suo (loro?) disco non è esattamente esaltante. Poi qualcuno li avvisi che ci sono già stati i Daft Punk con Discovery, per piacere. Finchè era scollacciato andava bene, ma la fantascienza cartonata, per cortesia, è so 2001..

Cansei de ser sexy - Let's make love and listen to DFA (MOV)
Non so voi, ma io ascoltando il loro divertentissimo disco highly sexed-up, e sapendo che vengono dal Brasile e che sono composti per 5/6 da ragazze, mi ero fatto delle idee strane sui Cansei de ser sexy; qualcosa a metà tra la Copacabana più glamorous e l'umorismo situazionismo più a buon mercato, all'incirca. Poi ho visto il video, girato forse nel quartiere industriale di San Paolo, e ho scoperto che l'unico maschietto della band assomiglia a Santana, le 5 femminucce sono normali tendenti al bruttarelle, e che il look della band è triste anche per gli standard della media periferia triste di qualche metropoli del midwest. Ben mi sta.

Belle & Sebastian - White collar Boy (MOV)
Ah, il prodigio del video in soggettiva con capovolgimento finale! Un trucchetto che non stupisce più nessuno dai tempi di Smack my bitch up, dico bene? Può un gruppo sgamato come la band di Stuart Murdoch e soci cadere in una trappola così banale? Il singolo scontato e probabilmente sbagliato, pieno com'è l'ultimo disco di gioiellini pop e northern soul, può anche il suo video essere così scontato?

Tapes'n'tapes - Insistor (MOV)
Prendi una band texana che fa rock nervoso dalle molteplici influenze e e dalla notevole qualità, investila di tutto l'hype di cui gli m-blogger d'oltreoceano sono capaci, tanto da farla sembrare il nuovo fenomeno dell'anno, poi, complici una manciata di recensioni tiepidine da parte dei media più o meno autorevoli, rigettala nel silenzio per qualche mese; nell'era dei blog, praticamente un'eternità. Alla fine falla risorgere dalle sue ceneri con un contratto per una label pesante (la XL; già casa di White Stripes, Peaches, Gotan Project, Devendra Banhart e vari altri), la riedizione del disco in mano e un video del proprio anthem che tenta di mantere il fascino DIY della band ma che non riesce a nascondere robuste iniezioni di denaro sonante ad ogni curatissima inquadratura e in ogni dettaglio della scenografia. Alla fine, che idea ti fai?

Built to spill - Conventional Wisdom (MOV)
La prima reazione allo strambo video in costume della lunga album version del singolo dei Built to Spill è stata: "c'è qualcosa di meno indie di un video in cui la fa da padrone una sorta di Charles Bronson vestito da cavaliere del medioevo?". Poi mi sono reso conto che, in fondo, ci si arriva senza fatica, e in sole tre mosse (indie -> nerd -> giochi di ruolo); il disappunto, in ogni caso, non se ne va. Liquidarlo poi come il tipico video che dev'essere stato più divertente da girare di quanto sia da vedere a questo punto è inevitabile.

Loose Fur - Hey Chicken (FLV)
Ma cosa gli è saltato in mente in sto periodo a tutte queste leggende dell'indie rock americano? Prima i Built to spill in versione fantasy, ora i Loose Fur (già progetto collaterale contemporaneamente un po' avant e un po' indietr di Jeff Tweedy e Glenn Kotche dei Wilco insieme a Jim O'Rourke) prestano il loro singolo a una sorta di Power Rangers in salsa giapponese. Non si capisce bene come (e soprattutto perhcè), ma in un certo senso funzionano. [grazie a Ganz]

Grandaddy - Elevate myself (MOV)
Troppo facile speculare sulla tristezza di ogni video postumo, che a band già sciolta ne immortala le sembianze ormai fuori tempo massimo (a cartoni animati, in questo caso). Troppo facile notare che ora che il quintetto di Modesto, California si è sciolto viene scelto come singolo scelto l'unico pezzo (moderatamente) allegro dell'ultimo disco. Troppo facile notare che il finale angelico e ascensionale, benchè in tema con il pezzo, associato alla scritta End alla fine del video suona come l'epitaffio che non avremmo voluto vedere mai.

[i vecchi video Aggregator]

venerdì, 30 giugno 2006

L'angolo Potemkin

di inkiostro
Classic movies it's okay to hate secondo The Onion A.V. Club. Tra gli altri, ci sono Guerre Stellari, Arancia Meccanica, L'esorcista, Fantasia e Il Grande Lebowski. Sull'ultimo, sommessamente, sono abbastanza d'accordo. E ora sparate pure.
[leggetevi le motivazioni, meritano]

giovedì, 08 giugno 2006

Scoop!

di inkiostro
Il trailer di Scoop, il nuovo (di già?) film di Woody Allen in cui il nostro recita con Scarlett Johanson e Hugh Jackman. Niente di diverso dal solito, no. Ma, in fondo, chi vuole da lui qualcosa di diverso dal solito?

Woody Allen - Scoop - trailer (MOV)
[inkiostro | # | guarda te | commenti (10)]

giovedì, 01 giugno 2006

Enough jibber-jabber

di inkiostro
In occasione del Season Finale della seconda serie di Lost, eccovi il trailer del film che svela un imprevisto sviluppo di trama nel rapporto tra due dei protagonisti maschili del serial: Brokeback Island.
[Non vi preoccupate, è abbastanza spoiler-free ed è chiaramente una parodia. E con i deliri metafinzionali in cui la serie sta cadendo non è scontato specificarlo]

[inkiostro | # | guarda te | commenti (7)]

giovedì, 25 maggio 2006

Video Aggregator /Maggio

di inkiostro
Devics - A secret message to you (FLV)
Nuovissimo video per il duo californiano (ma italiano nel cuore) di Sara Lov e Dustin O'Halloran. E infatti il suo creatore è italiano, lo stile e le atmosfere sono dei Devics ma lo spleen, quello è universale.
[per vedere i file FLV c'è l'ottimo, freeware,
FLV player]

Belle & Sebastian - The blues are still blue (MOV)
La lavanderia a gettoni più pazza del mondo di Stuart Murdoch e soci, quasi suo malgrado, strappa più di un sorriso. La solita vecchia storia della poesia nella vita quotidiana; può non dirvi nulla, ma mi dispiace per voi.
 
Julie's Haircut - Satan eats seitan (MOV)
Retrogaming galore! After dark, my sweet a un primo ascolto sembra nero, ma in realtà è colorato e pixelato, una tavolozza che funziona egregiamente anche con toni leggeri e una sterminata quantità di citazioni. Non tutto è ciò che sembra.

Amari - Bolognina Revolution (MOV)
Immagino (anzi, ne sono sicuro) che ci sia un filo rosso (anzi, arcobaleno) che unisce un agguato nel sonno da parte di Superman, una boombox nel ghetto e Bologna (anzi, la Bolognina). Sono sicuro che, se glielo chiedessimo, gli Amari avrebbero una (anzi, parecchie) teorie meravigliose per illustrarlo. Ma credo che non serva. Anzi, ne sono sicuro.

Hot Gossip -  La Mort (FLV)
Les fauves - How our dildo can change your life (MPG)
Curiosa concomitanza temporale per questi due esordi incendiari targati Italia. Rock'n'roll molto ben fatto, di opposta atmosfera (più ironico e sgangherato il primo, più ammiccante e leccato il secondo) ma di identico esito: roba che scotta.

I'm from Barcelona - Collection of stamps (MOV)
Ventinove svedesi che cantano una canzone di indie parrocchiale su una collezione di francobolli; ce n'è per odiarli e neanche poco, e invece... E invece gli I'm from Barcelona sono davvero uno spettacolo.

Domotic - I hate you forever (MP4)
Lo so che sto pezzo (splendido, va da sè) ha un anno e più, ma mi sono imbattuto nel suo video solo ora, e l'idea di videoremixare una band che finge si suonare un pezzo interamente elettronico è quel passo in più che fa la differenza.

Gnarls Barkley - Crazy (MOV)
«Dottore, questa macchia di Roscharch continua a cambiare, ci vedo delle facce, e sento delle voci che mi dicono che sono pazzo..» Pezzo assolutamente monumentale, video assai convincente. Un instant classic.

Filofobia - Quanto tempo fa (WMV)
Curioso come un video, a due anni dall'uscita, possa cambiare la tua immagine di una canzone e trasformarla dal sottofondo di pomeriggi assolati sui colli a un sintetico e vagamente cupo scenario di ombre. Niente male.

Arctic Monkeys - The view from the afternoon (MOV)
Il neorealismo da periferia inglese delle Scimmie Artiche incontra il topos del geniaccio disadattato (batterista, in questo caso) in uno dei pezzi più deboli del disco. Idea non male, alcune belle inquadrature, video abbastanza inutile.

OfflagaDiscoPax - The movie (MOV)
La bellezza di 126 MB per 20 minuti di blob tascabile. Un bignamino dei live della band che, in più, contiene le versioni integrali degli inediti Cioccolato IACP e Superchiome. Per superfan. Ma del resto, c'è qualcuno che non lo è?

Midlake - Young bride (MOV)
Segnalato in precedenza il già ottimo storyboard, ecco la versione completa del primo video tratto da quello che è giò uno dei dischi dell'anno. Il video non aggiunge nulla; non c'è niente da aggiungere.

Morrissey - The youngest was the most loved (MP4)
There is no such thing in life as Mozzer: il lupo non perde il pelo neanche sotto l'assalto dei fotografi mentre viene portato via in manette; e così una scena vista mille volte alla televisione italiana si trasforma in metafora. Non si sa bene di cosa, ma wow.

Camera Obscura - Lloyd, I'm ready to be heartbroken (real)
Sempre più Belli e Sebastiani, i Camera Obscura sfidano l'istituzione scozzese con cui inevitabilmente si confrontano sempre anche in questo video, danzerino esattamente come Funny little frog. Escono vincitori, ma in questo caso non era difficile; tutti quei violini sono come il doping: semplicemente scorretti.

Bonus:
Band of Horses - The Funeral (MOV)
Embèe feat. Josè Gonzalez - Send someone away (MOV)  (via)
Death Cab for Cutie - Stable song (MOV)
Pearl Jam - Worldwide suicide (MOV)
Primal Scream - Country girl (MOV)
Stars - Sleep tonight (MOV)
Tunng - Woodcat (MOV)
Wolf Parade - Modern World (MOV)
Stereo Total - Ich bin nacht (MOV)

lunedì, 22 maggio 2006

Non so davvero perche', ma sono ottimista

di inkiostro
Ad Agosto in America, da noi non si sa ancora quando:Clerks 2 di Kevin Smith (di cui si è già parlato qua) sta per arrivare. Dopo il teaser è uscito il trailer e io, non so davvero perchè, mi sento stranamente ottimista.
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martedì, 16 maggio 2006

Disc raiders

di inkiostro
A Mtv l'hanno capita: al giorno d'oggi è molto più personale un computer che una stanza.Ovvero: su una persona dicono di più i suoi files, la cronologia del browser, la posta elettronica piuttosto che i poster, i vestiti e soprammobili vari. Così è nato Meet or delete, il Room raiders dei computer, in cui il concorrente di turno deve scegliere la propria partner avendo accesso solo al suo computer. Le valutazioni sociologiche le lascio a voi.
[A breve arriverà anche da noi. Ma ovviamente non è quello il punto]
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mercoledì, 19 aprile 2006

Bucolica, e senza neancha una kappa

di inkiostro


[Il sottoscritto sostiene sempre gli eventi in cui è coinvolta la Fattoria 103 e il suo veejay di riferimento Milf_shake, quindi non può non segnalare Bucolica, sorta di electro-festa-rave-scampagnata che avrà luogo venerdì nei dintorni di Bologna. Tutte le info qui]
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venerdì, 31 marzo 2006

Video Aggregator /Marzo

di inkiostro
Tiga - You gonna want me (MOV)
In attesa del nuovo video del «novello sanfrancesco metrosessualo» (cit.), ritiriamo fuori il clip del suo pezzo più famoso, in cui Oliver Gondry (sì, il fratello) ci dà giù con degli effetti digitali appena appena revivalistici trasformando la finta band rotante del giullare dell'electro in giochi di pura luce e movimento. Prima o poi finiranno per sembrare teneramente patetici come i chroma key atomici degli anni '80 e il cerchio sarà chiuso. Forse, però, lo sembrano già.

Morrissey - You have killed me (MOV)
Sì, lo so, di questo video hanno già scritto tutto: la presentazione in italiano (così esotica!), il clima da Eurofestival (Eurovision, per i filologi), il microfono a sigaretta e il Mozzer sempre più imbolsito. Su pezzo e disco non mi pronuncio ancora, anche perchè guardando questo video non riesco che a pensare a una cosa: non sembra anche a voi che la scenografia del palco e le capigliature del pubblico siano cronologicamente incongruenti?

Yuppie Flu - Glueing all the fragments (MOV)
E' strano veder uscire
solo ora come singolo la canzone che ha incorniciato buona parte della mia tarda primavera scorsa; mi provoca un inconsueto corto circuito, come se i frammenti incollati allora, all'arrivo di una nuova primavera, vacillassero scossi dallo scirocco carico di pollini. La canzone è magistrale e il video, luminoso e molto ben fatto, quasi riesce a rendergli giustizia. Un sollievo.

Ant - When your heart breaks (into many little pieces) (MP4)
Altro video di casa Homesleep, altri frammenti di qualcosa che si è rotto, altro corto circuito stagionale; qui non più primavere vecchie e nuove ma inverni nevosi e boschi ghiacciati. Stavolta, però, ci sono le impronte sula neve lasciate da Ant (sabato al Covo) da seguire, e tanto basta ad uscirne. Bedroom pop gentile il disco, onestamente lo-fi il video, e tutto torna.

Broken Social Scene - 7/4 (Shoreline) (MOV)
«Sax, lights and audiotapes»: così è stato brillantemente etichettato il nuovo video del collettivo canadese più amato da grandi e piccini, che incrocia il solito canadindie con un soul quasi funkeggiante ben guidato dalla voce della beneamata Leslie Feist. Se mi date retta (ma non mi date retta, lo so), l'unico grande pezzo dal loro mediocre ultimo disco; il video aggiunge poco ma non toglie niente, e tanto basta.

The Racounters - Steady as she goes (MOV)
Un signor singolo con un signor video d'altri tempi, rurale e in bassa fedeltà come non se ne vedevano da tempo, per il nuovo progetto di Jack White e Brendan Benson. Il pezzo va gù che è una meraviglia, il video è fatto con due soldi, ma da un divertissment mica ci si può aspettare altro. Una giacca un po' meno di gattivo gusto, appena quello.

Calexico - Cruel (MOV)
C'è nel mondo qualcuno che non ha stroncato l'ultimo disco dei Calexico? Qualcuno che sia siuscito a trovare argomenti per parlarne bene? Se sì, vi prego illuminatemi, perchè tanto le vecchie produzioni mi piacevano (non tutti tutti i pezzi, magari, ma 3 o 4 assi in ogni disco c'erano sempre) quanto Garden ruin mi sembra piatto e deludente. A cominciare dal suo singolo, insipido come pochi e con un video che non lascia quasi traccia sulla retina. Delusione.

Hot Chip - Over and over (RM)
Inglesi che escono per DFA, che roba. Nelle parole di Pitchfork: «Innegabilmente synth-retrò, innegabilmente indie schoolyard pop, innegabilmente dance rock, insopportabilmente cool».
Lo ammetto, il mio pezzo preferito del nuovo disco è la ben più tamarra Boys from school, ma anche il primo singolo, arrivato il ritornello, ha un tiro che lévati. Il video, geniale delirio croma(key)tico, fa del suo. E abbiamo delle nuove celebrità.

Midlake - Young Bride (MOV) 
Sempre quelli di Roscoe, sì. Il disco esce a Giugno ma c'è già un video: bello, triste e fatto a matita. Anche la canzone è bella, triste e un po' fatta a matita, e la certezza che non usciranno a breve dal circuito indie ce li rendeno più simpatici.

Casiotone for the painfully alone - The Subway home (MOV)

Owen Ahfort suona come suonerebbe Aidan Moffat degli Arab Strap se bevesse meno pinte di birra e  uscisse più raramente dalla propria cameretta. Il parlato strascicato è quasi lo stesso, i temi e le atmosfere proprio no, come ben illustra la curiosa scelta di questo lentone d'atmosfera come brano da abbinare a un video. L'acquerello fa il resto, ma quando è più autoironico e morrisseyano ci piace di più.

Mates of State - Fraud in the 80's (MOV)
I Mates of State sono gli Aqueduct del 2006: escono anch'essi per l'etichetta del cane con il disco in bocca (la Barsuk), e con la band di You sold gold condividono certi riferimenti all'adolescenza nei decenni passati. ALla fine, anche se ti verrebbe da catalogarli come carini e poco più, il loro disco rimane nel lettore per mesi, e anni dopo ti scopri a saperne ogni dettaglio a memoria. Mi piace persino il loro video, che ha come protagonisti una cassettiera e dei ritagli fotografici animati. Sono senza speranza?

mercoledì, 29 marzo 2006

Moretti Aggregator*

di inkiostro
Su Il Caimano ho ben poco di originale da dire. In giro, però, ne ho letto parecchie cose degne di nota.
[Occhio, spoiler]

Achille se la prende coi giornali.
Francesca tira fuori un test da urlo: «Quanto sei morettiano?».
Luca Sofri relativizza come al suo solito (e come dargli torto, stavolta).
Leonardo dice tutto come al suo solito. Perfetto.
Giuliano Ferrara dimostra (a modo suo) di apprezzare.
Enrico Ghezzi dimostra (a modo suo) di non apprezzare.

Bonus:
Moretti ospite ieri a Viva Radio Due
(rapidhsare MP3 - 51 MB)
Moretti che imita Califano? Moretti che imita la sua stessa imitazione fatta da Fiorello? Moretti che incontra lo smemorato di Cologno? L'ospitata nello show radiofonico di Fiorello è pressochè imperdibile.
Adamo - Lei (MP3)
E non La notte
, come precedentemente postato. E' che entrambe si adattano alla perfezione ad essere cantate stonando in auto, mica altro.

[* «Aggregator»? Ma come parlo?]

giovedì, 23 marzo 2006

Dancer in the light

di inkiostro

[White in (low-res qui, hi-res qui) è definito micrometraggio, ma è più un esperimento video sulle relazioni tra movimento, suono e luce, di durata assai breve ma con dettagli curatissimi e un paio di intuizioni davvero felici. Audiovisivamente, una delle cose più interessanti in cui mi sia capitato di imbattermi da un po']
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mercoledì, 15 marzo 2006

Love's a two-way dream

di inkiostro
Eternal sunshine of the spotless mind -aka Se mi lasci ti cancello- è stato senza dubbio, malgrado la nostra disperata volontà di considerarlo solo un esercizio di stile falso e tendenzioso, uno dei migliori film degli ultimi anni. Del resto dietro la macchina da presa c'era Michel Gondry, semplicemente il miglior regista di videoclip di sempre, con un tocco che per creatività visiva e stile autoriale si riconosce anche ad occhi chiusi.
Dopo un po' di cose minori (tipo questa), Gondry sta per tornare con un film nuovo di zecca (già presentato con enorme successo sia al Sundance che a Berlino) che promette di fare faville. The science of sleep torna sull'eterna ossessione del suo autore per il sonno e il mondo onirico (argomento già ampiamente esplorato in Eternal sunshine of the spotless mind come in alcuni degli episodi migliori della sua videografia -Let forever be dei Chemical Brothers, Bachelorette di Bjork e Everlong dei Foo Fighters, ad esempio), con una trama che mischia ancora una volta storia d'amore e surreali mind games, e il consueto corredo di meravigliose follie visive. Protagonisti sono
Gael Garcia Bernal e Charlotte Gainsbourg (proprio lei, la meravigliosa figlia di Serge Gansbourg e di Jane Birkin), ma un ruolo di primo piano è interpretato anche dall'italiano Inigo Lezzi, già aiuto regista in vari film del primo Moretti. Pare che il film sia già uscito in Francia, ma non è ancora dato di sapere quando lo vedremo da queste parti. Per ora accontentatevi di un succosissimo teaser, e, anche questa volta, cominciamo con il conto alla rovescia.

Michel Gondy - The science of sleep (teaser) (MOV)
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mercoledì, 08 marzo 2006

Just press play

di inkiostro
Visto che i video vi piacciono tanto, eccovene tre per cui basta solo spingere Play.


Real life Simpson Intro
[la sigla dei Simpson...vera]



Microsoft designs the iPod package

[assolutamente geniale, e molto sottile. comunicatori di tutto il mondo, sbellicatevi]




Natalie Portman raps

[catttiiiva]

[qui]


[e parecchi altri ne trovate su DomenicaCinema, l'ottimo appuntamento settimanale inaugurato dal socio sul blog di Airbag: qua, qua e qua]

martedì, 07 marzo 2006

Finding Lost

di inkiostro
E così, mentre noialtri siamo intenti a interrogarci sui segni del Dharma e ci spacchiamo la testa nel tentativo di trovare un filo agli indizi contraddittori disseminati in 40 puntate da J.J. Abrams (una nuova, bizzarra e spoilerosissima teoria qui), finalmente ieri sera Lost ha fatto la sua comparsa anche al di fuori del circuito della pay-tv e di TeleBittorrent. Sono molto curioso di vedere se il culto si propagherà in grande  o se, come immagino, sulla tv generalista la cosa sarà un po' più sfumata; da parte mia, praticamente tutti coloro che ho sottoposto alla visione delle prime puntate ne sono invariabilmente caduti vittima.
Il successo che sta mietendo la serie è indubbiamente straordinario, e molti si sono interrogati sulla strana alchimia e sull'equilibrio finzionale che, nonostante le ripetute oscillazioni a rischio caduta, non è ancora venuto meno. Su questa alchimia si interrogava
qualche tempo fa anche uno dei miei tech- guru, Steven Johnson, in un bel post:

Mystery, of course, is a staple of much serial drama. But when American television has withheld information for the purposes of suspense, it has historically focused on a single unanswered question, who shot JR? being the canonical example. As uncanny as it was, Twin Peaks itself would have never attracted a mainstream audience without a central, catchphrase mystery at its core: who killed Laura Palmer?
The genius of Lost is that its mysteries are fractal: at every scale -- from the macro to the micro -- the series delivers a consistent payload of confusion. There are the biographical riddles: why was the beautiful Kate accompanied by a federal marshal on the flight? There are geographic riddles (why have the rescue teams missed the island, and why does it appear to have a history of attracting castaways?) and historical ones (why has that SOS signal been playing for so many years?) And then there are existential riddles: are these people even alive at all? Perhaps there were no survivors, and these characters are just ghosts haunting an island of lost souls. Or does Abrams have up his sleeve an elaborate homage to The Island Of Dr. Moreau?
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venerdì, 03 marzo 2006

Trilogia cinematografica (anti)berlusconiana

di inkiostro
Uno.
Due
.
Tre.
Uno pare il più serio dei tre, ma ha una locandina da paura, e recensioni ottime. E' uscito in libreria e nei cinema un paio di giorni fa; qualcuno l'ha visto? Mi dite com'è? Due dev'essere un delirio, e non vedo l'ora che qualcuno si decida a distribuirlo; temo in luoghi comuni stile pistole su piatti di spaghetti, ma sono speranzoso. Tre è il più atteso, e finora quello di cui si sa meno. Ma tanto è una certezza.
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mercoledì, 01 marzo 2006

One night to be confused

di inkiostro




Una brillante e stupidissima parodia dell'ormai famoso bello spot del Sony Bravia, noto anche come «quello delle 250.000 palline colorate lasciate cadere da una collina di San Francisco» (se n'è già parlato qui). Il sottofondo è sempre la splendida Heartbeats di Josè Gonzalez, che è poi a sua volta la cover di un pezzo degli stessi The knife di cui si parlava ieri. Che forse apprezzarebbero più la parodia. Forse.
Bonus:

Sony Bravia Advert - Versione estesa (MOV)
Josè Gonzalez - Heartbeats (MP3)
The Knife - Heartbeats (MP3)
Josè Gonzalez - Live @ P3 Musikjournalen (LINK > 5 MP3)
Ei fu - Josè Gonzalez in Italia (5 Maggio, Salumeria della musica - Mi)

martedì, 28 febbraio 2006

Video Aggregator /Febbraio

di inkiostro
L'aggregator che vanta innumerevoli tentativi di imitazione; l'unico con tutti i video scaricabili. YouTube, mangia la mia polvere.

Cat Power - Living Proof (MOV)
Disclaimer per i deboli di cuore: attenzione, questo video contiene Chan Marshall con una tutina attillata in pelle rossa. Disclaimer per i puritani: attenzione, questo video contiene Chan Marshall crocefissa, e alcune inesplicabili figure femminili incappucciate a metà tra delle suore e delle donne col burqa.  Disclaimer per gli amanti del rock: attenzione, questo video contiene una pallosissima ballad sudista. Disclaimer per i fascisti: attenzione, questo video contiene pugni alzati. Disclaimer per gli amanti del bello: attenzione, questo video è davvero brutto.

Disco Drive - All about this (WMV)
Periodo turbolento (come è noto, Andrea Pomini è uscito dal gruppo) ma fecondissimo per la macchina da guerra punk-funk torinese: un nuovo (bellissimo, fidatevi) EP in arrivo e un gran bel video del singolaccio tratto dal What's wrong with you, people?. Idea semplice, resa ottima e un gran numero di dettagli esilaranti. Roba da esportazione.

The Knife - Silent Shout (RM)
Eccola qua, la mia ultima fissa musicale: sono in due, vengono dalla Svezia e sono degli alieni. Suonano un'elettronica cupa e atmosferica, ossimoricamente glaciale ma calda, come dei Mùm dentro un film horror o dei Kraftwerk innamorati. Questo video che presenta l'omonimo nuovo album è cupo e ipnotico, e mi piace un sacco.

Shout Out Louds - Please please please (MOV)
Il video ha quasi due anni, ma il singolo esce adesso (dopo un tour con gli Strokes e uno coi Magic Numbers) ed è già un classico. Spartano ma ammiccante, e più furbo di quanto sembra. Come al solito ho paura del momento in cui diventeranno davvero famosi; ma - davvero- non vedo come sia possibile che questo non succeda.

Death Cab for Cutie - Crooked Teeth (MOV)
Come può una band che fa un video simile essere davvero credibile? Come possono il costante primo piano sul faccione di Cicciobello Gibbard, le sequenze con il cambio di t-shirt (quasi tutte a righe orizzontali, si badi) e tutti quei passaggi in stile sole-cuore-amore far vendere uno straccio di copia del disco in più? Mi sembra un suicidio. Quindi, neanche tanto paradossalmente, dovrebbe piacermi. E invece.

I'm from Barcelona - I'm from Barcelona (RM)
Il twee-pop è un genere che normalmente mi piace, ma quando è troppo parrocchiale finisce per farmi venire il diabete al primo sha-la-la e non riesco a proseguire più di qualche secondo. Non avevo quindi visto il plurilinkato video dell'inno degli I'm from Barcelona, e a occhio e croce ho fatto male: questo video, cazzo, è bellissimo, e nel senso più demenziale del termine. Basta: mi arrendo e mi unisco allo sha-la-la.

Amari - Bolognina Revolution (live@Covo) (MOV)
In attesa del nuovo video della band friulana (in arrivo a brevissimo; nel frattempo qui un teaser molto promettente, e andando in giro per fotolog se ne vedono delle belle), una ripresa tratta dal concerto di un paio di mesi fa sul palco del locale di Viale Zagabria. Nel migliore dei mondi possibili la prossima estate li vedremo calcare quello del Festivalbar. Sarebbe ora.

The Strokes - Heart in a cage (WMV)
Mi ero perso la trasformazione degli Strokes in una band hard-rock, che fa i video con pose da guitar hero in cima ai grattacieli della Grande Mela e rovina le belle canzoni come questa con assoli che neanche Slash una ventina di anni fa. E il livello di senso dell'umorismo sembra, ahimè, pericolosamente basso.


The Magic Numbers - I see you, you see me (RM)
Cosa faresti se ci fosse una sconosciuta che assomiglia a Winona Rider (bellissima, quindi) che ti insegue per baciarti, e poi farti una foto da aggiungere alla sua collezione? Nuovo bel video surreale per il quartetto
inglese di cicciobombi (che, va da sè, in questo video non compaiono neanche) preferito dal sottoscritto.

Death from above 1979 - Sexy Results (MSTKRFT remix) (MOV)
Di quel pazzo di MSTRKRFT parlavamo anche il mese scorso, e a breve distanza dal video tutto porno-segratarie e Milkshake di Easy Love, eccolo tornare con un remix dei suoi Death from above 1979 che trasforma l'originale in un delizioso pezzo electro-funk e ci mette a contorno un video un po' disturbante: c'è un corpo che balla, e due bocche in luoghi dove non te le aspetteresti..

Massive Attack - Live with me (RM)
Più un documentario che un video, più inverosimile che realistico, più Protection che Mezzanine, il nuovo video dei Massive Attack è firmato Jonathan Glazer ma mi sembra abbastanza deludente (finale a parte). Meglio la canzone, che porta impresso l'enorme marchio della voce del grande Terry Callier, e le evoluzioni che prefigura.

[i vecchi Video Aggregator]

venerdì, 17 febbraio 2006

Ermeneutica della signora Ciccone

di inkiostro
[appunti per un post pretenzioso che non scriverò mai]
Il video di Sorry di Madonna è un video brutto, ma non è un brutto video. Come (quasi) tutte le produzioni della signora Ciccone non può essere liquidato trattandolo semplicemente per quello che è -una pacchianata mal fatta e senza capo nè coda- ma deve essere accuratamente intepretato alla luce della carriera della regina del pop e della sua più recente incarnazione mediatica. Solo così è possibile riuscire a superare la fitta cappa di oltritudine del video per penetrarne il valore intertestuale e apprezzarne le finezze stilistiche nascoste dietro l'apparenza da baracconata Mtv-style. Perfetto seguito di Hung up, Sorry prosegue così nella celebrazione degli anni '80 ideali che sono dentro ognuno di noi, con un tripudio di pattini e boombox seriamente in grado di mandare in delirio l'intera sezione dell'Arcigay locale. Ma stavolta Miss Veronica osa di più, sconfinando in modo tanto spudorato quanto quasi naturale nei '90 di Kylie che cita gli '80, tanto che, in più di un punto, sembra quasi trasfigurarsi nell'unica icona pop che sia mai stata in grado di competere con la sua grandezza; del resto lo sfondo da disco dei poveri, il body rosa, l'acconciatura angolosa e l'evidente photoshoppamento del volto parlano chiaro. Indietro (e quindi avanti) anni luce, e di più.
[grazie a Woland, ovviamente]

Madonna - Sorry (mov)
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mercoledì, 15 febbraio 2006

L'indie non esiste (più)

di inkiostro
Ecco come compare la sezione Musica della homepage di www.mtv.it di oggi:



Passino gli Strokes, ma i Broken Social Scene?? I Devics!? TILLY AND THE WALL?!?!? E la homepage della suddetta sezione Musica, che tra le altre cose propone i Clap your hands say yeah con le parole «Che meraviglia: ecco i Talking Heads del nuovo millennio», non fa eccezione.
Mi sono perso qualcosa io? Oppure, semplicemente, chi gestisce il sito di Mtv è un pazzo? Qualcuno crede davvero che allo spettatore medio di Mtv freghi qualcosa di questi gruppi? Ma -soprattutto- lo sa, lo spettatore medio di Mtv, chi sono i Talking Heads?
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martedì, 07 febbraio 2006

di inkiostro
Leggere inkiostro > Pagare il canone
E' cosa nota che non pagare il canone RAI è uno degli sport nazionali più diffusi amati anche tra chi normalmente si fa vanto di non appartenere alle affollate file degli evasori fiscali. La motivazione, di solito, varia dal classico Non ho la TV al prevedibile Ce l'ho ma non la guardo al sempreverde La RAI fa schifo e non si merita i miei soldi. Basta però un'occhiata alla lettera che la solerte compagnia radiotelevisiva di bandiera manda agli insolventi per accorgersi che, a conti fatti, il canone con la RAI c'entra ben poco:

Come già ribadito, l'obbligo di legge del pagamento del canone di abbonamento deriva dal possesso o in ogni caso dalla disponibilità, all'interno del nucleo familiare (anagraficamente inteso), dell'appartecchio TV o comunque di un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive, compresi personal computer, decoder digitali e altri apparecchi multimediali.

Se state leggendo queste righe da casa possedete un PC, o comunque ne avete la disponibilità. Se avete un videofonino possedete un altro apparecchio multimediale atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive; categoria in cui, a occhio e croce, ricadono pure l'iPod video, il Game Boy e pure certe lavatrici (giuro). Insomma, a meno che non passiate le vostre serate esclusivamente a leggere, accoppiarvi selvaggiamente o ubriacarvi, al canone RAI non potete sfuggire. La domanda, a questo punto, è perche non lo chiamino Tassa sulla tecnologia e tanti saluti.

martedì, 31 gennaio 2006

di inkiostro
Video Aggregator /Gennaio

Mark Lanegan e Isobel Campbell - Ramblin' man (mov)
Facile fare un video per una canzone iconica come Ramblin' man. Talmente facile, che, alla fine, questo video rischia quasi di mancare il colpo, e di sprecare l'evocatività del duetto tra il lupo Lanegan e l'angelica Campbell in favore di una sfocata e livida serie di sequenze più o meno orgiastiche che paiono uscite da una pubblicità di lingerie. Non che non sia un bel guardare, ma la canzone consentiva qualcosa di più.

Arctic Monkeys - When the sun goes down (mov)
Non so se è un problema mio, ma la storia raccontata dal nuovo video della current big thing inglese mi sembra un po' confusa. Va bene raccontare i sobborghi inglesi (yawn), ma quando le pretese diventano troppe, è meglio tornare alle fanciulle che ballano come dei robot sul sano vecchio dancefloor..

MSTRKRFT - Easy Love (mov)
[il server va un po' a carbone, ma con un po' di calma ce la fa]

Jesse Keeler dei Death from above 1979 dev'essere un personaggio mica male. Nel tempo libero dal suo combo industrial-punk, con il nome MSTRKRFT si diletta coi remix ballabili (Bloc Party, Metric) e ora anche con pezzi suoi. Questo spudorato gioiellino electro, per dire, ha pure un video di tutto rispetto: quattro porno-segretarie, un lettino arancione, una mirrorball e una colata di milkshake alla fragola. Fate voi.

Regina Spektor - Us (rm)
Un gran pezzo -vecchio- e gran video -nuovo- di (soviet?) kitsch surreale per il ritorno della beneamata cantautrice art-pop newyorkese, sempre più al confine tra Joanna Newsom, Fiona Apple e Tori Amos. Ossimoricamente cupo ma glorioso, e persino ambizioso nel suo giocare con i fermo immagine. Brava.


Old Time Relijun - Wolves and Wolverines (mov)
Gran titolo per questo incubo post-punk gotico che non dispiacerebbe a certi autori di Canicola, e la cui estetica grottesca odora tanto di Contortions quanto di Porci con le ali. A me, peraltro, sono sempre stati antipatici, ma questa è tutta un'altra storia.

Franz Ferdinand - The fallen (wmv)
Marching bands of Glasgow: i FF stavolta marciano, e sono sempre più calati nell'estetica frangetta + giacca di pelle + riferimenti pop vintage. Prescindibili ma piacevoli, come da copione.

Belle & Sebastian - Funny lilltle frog (rm)
Quello che è forse il più brutto singolo dei B&S da tempo immemore tenta di recuperare con un bel video danzerino che ha come protagonista lo stesso Stuart Murdoch. Se ve lo steste chiedendo no, non ci riesce. La parola giusta, in questi casi, è disappunto.

The morning paper - A rabbit on the seashore (zip > wmv)
Alcune ottime intuizioni in questo video interamente in computer graphic creato da Giacomo Triglia per l'enfant prodige della glitchtronica atmosferica bolognese. Se si pensa che è una produzione amatoriale, è roba davvero notevole.

Gomo - I wonder (mov)
Ero indeciso su quale video dell'iperglicemico portoghese linkare; prima avevo optato per Feeling alive e la sua brillante via metamusicale verso Mtv. Non appena ho visto questa geniale e catartico spot che incornicia la ballad migliore del disco, però, non ho avuto dubbi. Finalmente qualcuno con delle idee. 

The boy least likely to - Be gentle with me (mov)
La favolosa band inglese non si smentisce, e confeziona un video gentile e infantile proprio come si poteva immaginare: pupazzi, burattini e storie d'amore nel parco. Imprescindibili, e basta. I wanna pick peaches off a cherry tree, e basta.

Beth Orton - Conceived (asf)
Beth Orton è invecchiata. Pupazzi anche qua (e neanche pochi), melassa buonista a fiumi, la sempre latente somiglianza fisica con Suzanne Vega un po' (troppo) sottolineata, e un pezzo tragicamente incapace di lasciare il benchè minimo segno sull'ascoltatore. Il resto del disco, dopo qualche ascolto, non fa differenza. Una delusione cocente.


[i vecchi Video Aggregator]

venerdì, 20 gennaio 2006

di inkiostro
Coi capelli blu, come Milhouse

[il sottoscritto in versione Simpson, made with Simpsonmaker]

lunedì, 16 gennaio 2006

di inkiostro
Viral is the new buzz
Nei giorni scorsi iFilm ha pubblicato la sua lista dei migliori 25 video virali del 2005. Diversi li avete già visti su queste pagine nel corso dell'anno, altri sono stati abbondantemente segnalati in giro per la blogosfera (se non li avete visti, sono consigliatissimi Shining e i Backstreet Boys cinesi), altri ancora (come il nuovo spot di Gap firmato Spike Jonze) mi erano ignoti ma meritano assai. Buona visione.

venerdì, 13 gennaio 2006

di inkiostro
Due film de'paura
Nel senso che a pensarci un po' ho paura: The proposition, sceneggiato da Nick Cave e Clerks II, seguito della leggendaria opera prima di Kevin Smith. Il primo è una sorta di western australiano, intenso e violentissimo, che pare sia piaciuto molto ai fan di Cave. Il secondo tenta di risollevare la carriera di un regista geniale in caduta libera attraverso la più bieca delle operazioni, far rivivere i fasti del film indipendente americano più importante degli anni '90. Il primo promette bene, perchè i fan di Cave sono estremamente critici e, di solito, sulla mia stessa lunghezza d'onda. Il secondo promette bene perchè Smith, nonostante opere discutibilissime come Jay e Silent Bob e Jersey Girl, non mi ha mai deluso del tutto; e per il tamarrissimo sottofondo degli Anthrax, certo. Eppure, nonostante tutto, ho paura.
The proposition - Trailer (.mov)
Clerks II - Teaser (.mov - via Il Boss)