2.0

giovedì, 03 luglio 2008

Figlio del menga

[Come al solito ci facciamo sempre rivendere il nostro passato: Figlio dei manga di Io, Carlo è l'ennesima operazione nostalgia andata a buon fine, che snocciola ovvi riferimenti fumettistici anni '80 per i venti- e trenta-qualcosa su una base elettropop mentre il video user generated imbottito di memorabilia della nostra infanzia fa il resto. La canzone è irresistibile ma fa schifo, e l'operazione è talmente squallida che non merita di essere commentata. Il video invece, lo sto riguardando col repeat. La pista Polistil! Gli zainetti Invicta! L'album dei calciatori! Le bici da cross! La sveglia del Mulino Bianco! (lo abbattono)]

[via]

 

[uomosenzak | # | suoni, guarda te | commenti (5)]

giovedì, 26 giugno 2008

No stress

 

La prima volta che ho visto l'eccellente video-shock di Stress dei Jus†ice (ero a New York a casa di Matte) ho pensato, come tutti, ai Prodigy di Smack my bitch up, ma anche ad Arancia Meccanica, a certi film orientali che ti sbattono in faccia l'ultraviolenza sperando di ottenere almeno una minima reazione, e ovviamente -visto dov'ero- alle soggettive frenetiche e catastrofiche di Cloverfield.
Questa parodia, brillante già dal modo in cui gioca col nome della band (che diventa «Justesse»), è filologica fin nella minima inquadratura, quindi -per converso- mi fa pensare al leggendario Hollywood Party dei Broncoviz. Non gli si poteva chiedere di più, direi.
(grazie a L. per la dritta)

 

mercoledì, 25 giugno 2008

Mai più senza

Ha ragione Inkiostro, per noi donne, una cosa qualsiasi basta che luccichi.
[Magent | # | guarda te | commenti (6)]

giovedì, 05 giugno 2008

Lost, I atto

Da McSweeney's, vista su Giavasan:
(se non siete almeno alla quarta serie di Lost non leggete oltre)

 

 

THE OPENING ACT FROM THE ORIGINAL, UNUSED TELEPLAY OF LOST'S PILOT EPISODE

 

JACK: OK, everyone, gather round. I'm Jack. We crashed on this island. I'm kind of an alcoholic, and I had a really complicated relationship with my father, Christian, who was also an alcoholic.

 

CLAIRE: Christian Shepherd? That's my dad, too!

 

JACK: No way!

 

SAWYER: Oh, yeah, I know that guy, too. I met him at a bar. He's proud of you.

 

JACK: You met my dad?

 

SAWYER: Yeah, I met him right before I killed this guy I thought had ruined my life as a child. He was a con man who went by "Sawyer" and had an affair with my mother and then my dad found out and killed her and himself. It was ugly.

 

LOCKE: No way! That sounds just like my dad! He stole my kidney and then paralyzed me.

 

KATE: Paralyzed people can't walk.

 

LOCKE: Don't tell me what I can't do! I can walk now, obviously. I think this island is magic or something crazy like that.

 

KATE: Know what else is crazy? I killed my stepdad, who was actually my dad, by blowing up the house he was in. Then I went on the run for a long time. That marshall guy that's dying there was taking me to the U.S. to put me in jail.

 

(The "monster noise" is heard in the jungle.)

 

CHARLIE: What was that, mates?

 

HURLEY: I think it was a monster made of smoke that's floating around for some reason.

 

(continua)

 

[hankmooody | # | guarda te, tv series | commenti (3)]

mercoledì, 04 giugno 2008

Invidiami

[woland | # | guarda te | commenti (1)]

martedì, 27 maggio 2008

Sessantanove Sessantanova Sessantanove

Ousiders ha riesumato la mitica Telenovela piemontese.

Assolutamente imperdibile.

 

[hankmooody | # | guarda te | commenti (6)]

venerdì, 28 marzo 2008

Be kind, the ring

Qua da noi non è ancora uscito (nè è nota la data di uscita, credo), ma nel resto del mondo l'ultimo film di Michel Gondry Be kind the rewind ha dato il via già da un po' a un fenomeno curioso: così come i protagonisti del film girano delle versioni tarocche e molto lo-fi dei film del loro videonoleggio (qui, ad esempio, c'è la loro versione dei Ghostbusters), così là fuori è pieno di gente con troppo tempo libero che crea versioni «sweded» (chissà se da noi lo tradurranno «svedesate») di celebri film. Un mesetto fa su YouTube ha avuto una certa fama una sgarrupatissima versione di Star Wars, ma ieri mi ha davvero conquistato il sontuoso ed assolutamente esilarante remake de La compagnia dell'anello che trovate qua sotto (via). Se non vi basta (ma a quel punto forse dovreste farvi vedere da uno bravo), qui e qui c'è pure la versione extended.

Se poi qualcuno ha voglia di girare una versione sweded di Casablanca, io ci sto. Però il ruolo di Humphrey Bogart lo faccio io.

 

giovedì, 20 marzo 2008

Daft punk are shooting a video at my house (my house)

Sempre più spudorati, per il loro nuovo video gli LCD Soundsystem omaggiano (o, se preferite, plagiano) là dove avevano già omaggiato (plagiato). Dividono i puristi, entusiasmano gli altri (io continuo ad andare fuori di testa; ma io non ne capisco niente, si sa), ma ormai sono oltre, e chi li prende più.

 

LCD Soundsystem - Big Ideas (video edit) (MP3)

 

lunedì, 10 marzo 2008

Pensiero stupendo

[Mil-House, da EvilMilk. Grazie a Violetta]

 

lunedì, 11 febbraio 2008

Rebus eliico

La copertina di Parco Sempione, nuovo sfolgorante singolo di Elio e le Storie Tese è un rebus (9, 6, 2, 5; facilissimo), nonchè l'ennesimo tassello di un mosaico che unisce la piaga dei bonghisti, l'Ecopass, la crew di Maccio Capatonda, la politica ambientale dell'amministrazione di Milano, l'Africa, le «torte di fumo» e The ring. Qui sotto il video, opera di genio dell'indimenticabile regista Pelo Ponneso.
[grazie a Pelodia]

 

 

[inkiostro | # | suoni, guarda te | commenti (15)]

venerdì, 08 febbraio 2008

Friday I'm in points

Persepolitica - Ero curioso di vedere come e se avrebbe reso in versione cinematografica Persepolis, pluripremiato meraviglioso fumetto dell'autrice iraniana Marjane Satrapi, e dopo la proiezione in anteprima di ieri sera lo so: benissimo. L'animazione 'povera' (unica soluzione praticabile nel caso di un tratto così particolare) funziona alla perfezione, la non-storia (più un susseguirsi di episodi che un plot vero e proprio) procede senza affanni, il doppiaggio della Cortellesi è -ovviamente- ottimo, e anche conoscendo bene il fumetto originale si ride e si piange a volontà. Raccomandato.

 

Uomini soli - Stasera a Get Black non sentirete neanche una voce femminile. Il sottoscritto e Fabio affronteranno, in teoria e in pratica, il tema di ciò che succede quando le donne sono lontane: frittatone con cipolla, familiare di Peroni gelata, rutto libero, perversioni tecnologiche, calcio, e tutto il resto. Dalle 21 sui 103.1 MHz i FM di Radio Città Fujiko, streaming (OGG hi-quality / MP3 mid-quality).

 

Quarantadue! - Attenzione particolare merita stasera il Quiz Black, il contest radiofonico semi-serio che ogni settimana vi regala i nostri cd, libri e dvd preferiti. Stavolta piatto ricchissimo: in onore della data di questa sera al Covo, vi regaleremo il 42 PACK, il mega-pacco che comprende praticamente tutte le produzioni della neonata 42 Records. Ci saranno Action please! dei Kobenhavn Store, Magic Powers dei Cat Claws, Last EP dei Fake P (in vinile!), spillette e adesivi in quantità, il tutto a chi nel corso della puntata ci sarà la risposta più creativa a questa domanda:

La 42 Records prende il nome dai surreali romanzi di Douglas Adams, in cui la risposta alla Domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto era appunto....42. A questo punto c'è uuna sola cosa da scoprire....qual è la domanda?

Le risposte più creative che ci arriveranno durante la puntata via mail all'indirizzo BLACK |X| GETBLACK.IT o via sms  al 333 1809494 (i commenti non valgono, nè gli sms mandati prima delle 21) si accaparreranno il prezioso pacco. Poi ovviamente tutti al Covo, per il double bill di Fake P e Kobenhavn Store.

 

mercoledì, 30 gennaio 2008

Domani sera

Due video imperdibili (via) per farci riprendere la scimmia di Lost (la cui quarta serie comincia domani sera negli States) esattamente dal punto in cui l'avevamo lasciata:

 

Lost - The synchonizing

 

 

 

Lost Official Recap in 8:15

 

 

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venerdì, 04 gennaio 2008

TV Writers' Strike: piccola guida di sopravvivenza

Lo temevamo, e ora sta succedendo davvero: le puntate stanno per finire.

Lo sciopero degli autori tv americani (le menti dietro i Simpson, i talk-show della sera, le serie tv su cui perdiamo le nostre serate) non accenna a terminare, e pressochè tutti i grandi network americani stanno già raschiando il fondo del barile e centellinano le poche primizie rimaste. 

Dall'inizio dello sciopero sono passati un paio di mesi, e in questo lasso di tempo non è cambiato praticamente nulla. I talk-show si sono interrotti di botto (tranne Letterman, che ha fatto un accordo separato con i suoi autori ed è appena ripreso; lui evidentemente può), e le serie tv hanno sparato gli ultimi colpi che avevano in canna prima di interrompersi quasi tutte (ex abrupto o con finali tristi e affrettati posticci) a metà annata. E le poche serie che partono adesso (come Lost) nascono sotto una pessima stella.

 

Come tirare avanti all'interno di un panorama così fosco? Data la sempre agghiacciante qualità della programmazione dei canali tv nostrani, cosa guardare durante la cena, dopo Blob? Dovremo sostituire CSI con Distretto di polizia? Dr.House con Don Matteo?

[ci pensate che bello, se fossero gli sceneggiatori di fiction italiane a scioperare?]

 

La soluzione, con tutta evidenza, è una sola: R E C U P E R A R E.

Chi se l'è perse può partire dalle migliori serie dell'anno (la punta di diamante pressochè indiscussa Californication, l'ancora eccezionale Dr. House, la rutilante Chuck) e poi continuare con altri blockbuster altamente additivi come Heroes o Desperate Housewives, o con guilty pleasure adolescenziali come Gossip Girl.

Io -che con tutte queste serie sono in pari- al momento mi sto dedicando a Battlestar Galactica (su consiglio di Matte), che con le sue tre serie e passa mi terrà occupato per un po'; ero partito un po' scettico a causa del violento retrogusto StarTrekkoso, ma la serie mi sta rapidamente conquistando. Quando mi sento più faceto mi concedo l'improbabile saga della dinastia di miliardari di Dirty Sexy Money, e di recente l'ottimo pilota mi ha spinto a dedicarmi anche all'agrodolce Pushing Daisies.

 

Per dopo ho già in lista Dexter (di cui tutti dicono meraviglie) e, con più calma, The Office americano (che mi dicono essere un po' più accessibile dell'ostica versione inglese). Se lo sciopero dura ancora molto potrebbe essere l'occasione di colmare la lacuna di serie concluse ma acclamatissime come Arrested Development o Studio 60, ma è probabile che io mi stufi prima, e che decida di convertirmi al cinema russo degli anni '30, o al neorealismo, oppure alla nouvelle vague. 
C'è anche la possibilità che io inizi ad apprezzare finalmente il gioco dei pacchi. Per allora, però, spero di essere morto.

 

[E voi? Consigli?]

 

[inkiostro | # | guarda te | commenti (43)]

giovedì, 13 dicembre 2007

Lost in translation / Found in Youtube

[Le parole finali di Lost in translation rivelate. E mi sa proprio era meglio non saperle, e rimanere con in mente solo l'attacco di Just like honey...
SPOILER ALERT: Se non avete visto il film non cliccate su Play]

 

giovedì, 06 dicembre 2007

Dichiaro indipendenza

[Bjork + Michel Gondry = Declare Independence.
Nonostante io continui ad essere un devoto fan di Gondry e nonostante il pezzo sia l'unico che mi piace di Volta, tutto quello che mi viene in mente guardandolo è: Gli anni '90 sono finiti, sveglia..! ]

 

mercoledì, 28 novembre 2007

Whisper words of wisdom, videoclip

Se lo prendi come un film musicale (così è presentato, per lo più) Across the universe -il film di Julie Taymor interamente costruito sulle canzoni dei Beatles, da poco uscito nelle sale- è un film agghiacciante. La trama è un'accozzaglia di banalità da soap opera di terza serie, siparietti lisergici giustificati dall'ubiquo clichè anni '60, guest star (Bono, Joe Cocker, Salma Hayek) inutili e forse pure dannose e contorsioni di sceneggiatura utili solo ad inserire il maggior numero possibile di canzoni dei Beatles.

Se lo prendi come un musical, le cose migliorano un pochino: le performance vocali degli attori sono abbastanza decenti, gli arrangiamenti sufficientemente vari e personali, l'alternanza cantato/parlato ben bilanciata e le coreografie molto ben fatte.

Se lo prendi come una serie di video-clip di pezzi dei Beatles, però, Across the universe è decisamente un bel vedere. La Taymor, la cosa è nota, ha creatività da vendere, e il numero delle invenzioni che tira fuori per illustrare visivamente le canzoni e dar loro la sua chiave di lettura (tre esempi su tutti: With a little help from my friends, Strawberry fields foreverHappiness is a warm gun) è secondo solo al piacere del fan dei Beatles che gode per una messa in scena tanto curata e passa tutto il film a trattenersi dal cantare a squarciagola ogni singolo pezzo.

Peccato solo che questo dovrebbe -anche- essere un film, e le belle trovate da sole non bastano. Se però andate al cinema con l'idea giusta di quello che state per guardare, chissà, magari vi piace pure. 

 

Rufus Wainwright - Across the universe (MP3)

[che non è nella colonna sonora di questo film ma in quella di I am Sam, altra opera Beatles-related. I brani della colonna sonora di Across the universe sono molto più trascurabili di questa bella -e insoltamente, visto il personaggio- sobria versione firmata da Rufus Wainwright]

 

martedì, 27 novembre 2007

Potrebbe essere lupus

[proprio quando, nell'ultima puntata USA, è proprio lupus...]

 

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giovedì, 22 novembre 2007

Say 'On' to Youtube

Si fa un gran parlare di YouTube, dello user-generated content, del «tutti ormai sono registi», del lo-fi digitale che ha ucciso il cinema indipendente. Ma basta imbattersi in La preziosa anima di Fausto, la più recente produzione della Zuip/Coma Film (gli stessi dietro il mitico, già linkato anni fa, L'invadenza di Azuzl) per avere ancora speranza: il cinema indipendente (meglio se dal sapore surreale, coltissimo ed ironico, e di ottima fattura tecnica) è vivo e lotta insieme a noi.

 

Zuip Film - La preziosa anima di Fausto (link > AVI o Mpeg)

 

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venerdì, 16 novembre 2007

Com'e' dura ubriacarsi al giorno d'oggi

Mentre vorrei capire se la iFiaschetta esiste davvero o se se l'è inventata Girolami durante una di quelle serate house che piacciono a lui -e mentre sono lieto di imbattermi pochissimo nel suddetto problema; non sono più l'animale notturno di una volta, e forse non lo sono mai stato- non posso non rimbalzare il già pluri-linkato spot della Guinness (firmato da Nicolai Fuglsig, già autore dello splendido spot delle palline del Sony Bravia) segnalatomi da Kekkoz. Ubriacarsi non è mai stato così difficile come oggi, signora mia.

 

martedì, 13 novembre 2007

Showpero!

E' divertente (o, a scelta, deprimente) notare come, in un paese non certo noto per la sua tradizione sindacale come gli States, lo sciopero che sta facendo di gran lunga parlare di più di sè sia quello degli autori televisivi.
L'ordine (o, a scelta, casta) che riunisce la folta schiera dei pennivendoli a cui dobbiamo tutte o quasi le poche cose del piccolo schermo che ancora seguiamo (dai talk-show stile David Letterman ai Simpson, fino ad arrivare alle millemila serie televisive dietro cui perdiamo le nostre nottate) ha incrociato le braccia da una decina di giorni, allo scopo di ottenere il rinnovo del contratto di categoria e di avere alcune garanzie assistenziali in più. Esotico quanto uno sciopero dei metalmeccanici o degli autoferrotranvieri, quindi, ma in linea di principio non meno condivisibile.

 

In attesa di capire se gli studios e i grandi network cederanno (o, più che altro, quanto ci metteranno a cedere), chi segue qualche serie in parallelo con gli States -come il sottoscritto- può aggrottare la fronte studiando questo schema pubblicato dal Los Angles Times che riassume la situazione dei principali programmi televisivi rispetto al numero di episodi che potranno essere realizzati fino all'esaurimento di testi e sceneggiature già portati a termine dagli autori.
Tempo qualche settimana, e i casi saranno due: o le serie rimarranno in sospeso (vi immaginate le proteste, e la quantità smisurata di soldi che i network perderanno?) o si inventeranno finali posticci e rocamboleschi, oppure a scrivere gli episodi ci si metterà la produzione o qualche banda di crumiri. Visto lo sfascio narrativo che molte serie hanno già in partenza, vi immaginate quanti casini riuscirebbero a fare? Masochisticamente, sono quasi curioso.

 

Però, pensateci. Magari sarà la volta che di Lost capiamo davvero qualcosa, oppure che il Dr. House incontra un caso semplice, che Heroes oltre alle trame inizia a copiare dagli X-men anche i dialoghi e i personaggi, e che di fianco alle Desperate Housewives si trasferisce un nuovo vicino senza orribili segreti nel suo passato. Per una volta. non sarebbe quasi liberatorio?

 

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lunedì, 05 novembre 2007

Maurizio Costanzo perseguita me e la mia famiglia

 

 

 

 

Era da un po' che non ridevo per segnalazioni così stupide eppure brillanti come quelle di Star Walls, il blog dedicato alle scritte sui muri (e affini). La cosa che merita di più sono i titoletti. Grazie a Mattia per la dritta.

[il titolo del post è una splendida scritta che c'era non lontano da casa mia fino a qualche anno fa. C'era tutto un filone sul tema, in giro per il quartiere]

 

giovedì, 25 ottobre 2007

Save the cheerleader, save the bricks

[I protagonisti di Heroes in versione a mattoncini: Hiro, Claire, Mohinder e Sylar. Gli altri (più altre foto e varie ulteriori discutibili primizie) qui. Grazie a Junkiepop per la segnalazione]

 

[inkiostro | # | guarda te, lego my ego | commenti (7)]

giovedì, 18 ottobre 2007

Color. Like every other

Se cominciano con le singole versioni nazionali non ne usciremo più vivi. Nel mentre, però, godiamoci pure lo spot egiziano del Sony Bravia.
Palline > Vernice > Pongo > Fili.

 

 

[inkiostro | # | guarda te | commenti (6)]

mercoledì, 17 ottobre 2007

Welcome to the Gossip County

C'era una volta The O.C..

Erano i primi anni del nuovo millennio, e dopo l'ingenuità so nineties di Beverly Hills 90210 e i piccoli intellettuali logorroici di Dawson's creek, noi spettatori completamente fuori età ma evidentemente non privi di un curioso mix di masochismo e conti mai chiusi con la nostra adolescenza avevamo bisogno di un nuovo teen serial a cui appassionarci.

Dal nulla spuntò fuori The O.C., una serie in cui il co-protagonista nerd ma hipster si dichiarava fan degli allora ignoti ai più (ma non a noi) Death Cab for Cutie, in cui fumetti fighissimi e film d'azione giapponesi venivano namedroppati con un'inquietante frequenza e in cui in una puntata della seconda serie suonavano nientemeno che i Modest Mouse. E nonostante l'infima qualità della sceneggiatura e la caratterizzazione dei personaggi vergognosamente monolitica, ci volle poco per farci cadere vittima delle vicende di Seth, Marissa e compagnia.

Ora, dopo una manciata di anni (il tempo di far passare l'hype, e far annegare la serie in un finale squallido e inglorioso), il suo creatore Jason Schwartz è tornato con una nuova creatura catodica pronta a trovare il suo posto nel sempre ricco pantheon dei serial generazionali.

 

La serie si chiama Gossip Girl, ed è qualcosa di molto simile a un incubo.

Se The O.C. vi sembrava fatuo e irreale, se vi irritava l'ambientazione lussuosa e patinata e le trame da lobotomia frontale, e se eravate oltremodo infastiditi dal disinvolto uso di musica di nobili origini come sottofondo a vicende tanto dementi, allora non provate neanche ad avvicinarvi a Gossip Girl. La ricca prole degli abitanti della contea californiana è stata sostituita dall'ancor più ricca (e assai più stilosa) prole degli abitanti dell'Upper East Side di Manhattan (con puntate alla più lontana -e ora trendyssima- Williamsburg, a Brooklyn), al posto delle spiagge ci sono le strade della Grande Mela, e il punto di vista non è più quello dell'outcast che nasconde un cuore d'oro Ryan Atwood, ma quello della fantomatica voce narrante che racconta le vicende dei personaggi sul suo blog Gossip Girl. [Sì, ho detto proprio blog. O tempora, o mores].

La storia è, se possibile, ancora più vacua di quella di The O.C.: feste, tradimenti, risse, blande storie di rivalsa sociale, genitori interpretati da attori che sembrano più giovani dei loro figli e melodrammi da 4 soldi che si esauriscono nel giro di 40 minuti. Come se non bastasse, c'è anche una qualche pretesa oltremodo cialtronica di farsi portavoce di uno zeitgeist in cui «You're nobody until you're talked about», che, al di là degli ovvi significati diretti agli spettatori in età appena post-puberale, potrebbe portare a captatio di nicchia (e, contemporaneamente, a vette di trash) decisamente sapide, fatte apposta per il pubblico più scafato (e adulto) che -sotto le mentite spoglie dell'occhio ironico e del guilty pleasure- sguazza in questo genere di serie.

 

E c'è anche la musica (sempre selezionata dall'influentissima Alexandra Patsavas), che è sempre (più o meno) la nostra: la prima puntata parte con le note di Young Folks di Peter, Bjorn & John, e più avanti si sentono Who made who, Feist, e The Bravery; senza però dimenticare che Pitchfork già da un po' ha sdoganato il pop commerciale, e che quindi un Justin Timberlake o una Rihanna sono ovviamente scelte irrinunciabili, che finiscono per risultare ancora più snob dell'artista indie di turno.

Riuscirà questo ennesimo passo verso l'abisso del nulla adolescenziale a competere con i classici del genere e a conquistarsi un post nel cuore delle varie fasce di età a cui mira? O è materiale buono solo per un post cerchiobottista che descrive con sguardo ironico e finamente distaccato qualcosa che evidentemente coinvolge anche lui? Ma poi, alla fine, ce ne importa davvero qualcosa? Solo il tempo lo dirà.

 

You know you love me,

Xoxo,

ink

 

giovedì, 11 ottobre 2007

La ventisettesima mossa

[A latere: è stato dimostrato matematicamente che è sempre possibile risolvere un cubo di Rubik in minimo 26 mosse]

 

lunedì, 08 ottobre 2007

Non so perche', sento il bisogno di comprarlo

Non so per voi, ma per il sottoscritto è una grande notizia: il 27 Novembre esce Bender's Big Score, il primo di 4 lungometraggi (che usciranno in DVD) che riportano in vita la mai troppo rimpianta saga di Futurama. Già il trailer promette faville:

 

 

G L O R I A   G L O R I A   G L O R I A   A L L ' I P N O R O S P O

 

[inkiostro | # | guarda te | commenti (9)]

venerdì, 05 ottobre 2007

Color like no other (3)

Ricordate il nuovo spot del Sony Bravia di cui parlavamo circa un mesetto fa? Da oggi è online (qua sotto o qui, dietro le quinte qui). Paragonato alle palline rimbalzanti di Josè Gonzalez e alle esplosioni di colore orchestrali, secondo voi in che posizione sta?

 

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mercoledì, 26 settembre 2007

Every day is so wonderful

Settimana calda, questa, per gli amanti delle serie tv. Dopo la rituale pausa estiva, che ha comunque visto l'inizio del brillante Californication (con un clamoroso David 'Fox Mulder' Duchovny nel ruolo dello scrittore fallito, sarcastico e scopatore), ora si riparte. Ieri l'altro è cominciata (con il piede sbagliato, secondo me; ma vabbè, non ne sono un gran fan quindi forse non sono la persona più adatta a parlarne) la seconda serie di Heroes, preceduta dal nuovo, promettente, Chuck. E se per Lost quest'anno dovremo aspettare fino a Febbraio, a brevissimo è comunque la volta di Desperate Housewives e, per chi li segue, Grey's Anatomy e Ugly betty. Ieri sera è invece cominciata la quarta serie dell'immarcescibile House, M.D. (da noi Dr. House), che per chi scrive è semplicemente una delle più belle serie TV mai prodotte.
Per celebrare l'evento, vi regalo la versione di Beautiful di Christina Aguilera rifatta nientemeno che da Elvis Costello appositamente per la serie TV, ed andata in onda (in versione parziale) in un episodio della quarta serie. Che vi devo dire, a me piace un sacco.

 

Elvis Costello -  Beautiful (Christina Aguilera cover) (MP3)

 

venerdì, 21 settembre 2007

0118 999 811 999 119 725.....3

IT Crowd è una delle serie TV più divertenti in cui mi sia imbattuto recentemente. Più sit-com (ha persino le risate in sottofondo) che serial, IT Crowd ha come protagonisti i due geeks (o «standard nerds», come si definiscono in una puntata) Moss e Roy e la loro maldestra responsabile Jen, ed è venata da un bizzarro mix di umorismo british (che flirta spesso con la demenzialità pura) e comicità geek. Guardare questa delirante parodia del celebre spot anti-pirateria «Non ruberesti mai un'auto..» per credere:

 

[Il titolo ovviamente è una citazione di questo]

 

mercoledì, 22 agosto 2007

Color like no other (every year)

Dopo le palline rimbalzanti lasciate cadere dalle vie di San Francisco e le esplosioni di vernice sui palazzi di Glasgow, per gli spot dei flatscreen Sony Bravia è la volta dei conigli di pongo per le vie di New York. Lo spot è stato girato un paio di settimane fa, e dovrebbe passare in tv da Ottobre. Qualche news sull'apposito sito (ancora, significativamente, in bianco e nero), un po' di foto qui e nella pagina dei wallpaper.

 

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martedì, 21 agosto 2007

I will not illegally download this movie I will not illegally download this movie I will not illegally download this movie

Dopo un lancio in grande stile negli States e in mezza Europa, e dopo aver suscitato reazioni piuttosto discordanti (molti convinti, ma anche molti delusi), tra qualche settimana -il 14 Settembre- esce anche da noi The Simpsons Movie, l'atteso lungometraggio sulla famiglia dalla pelle gialla più famosa del pianeta.

Tra i detrattori e gli estimatori del film io mi colloco più o meno a metà: nonostante faccia spesso ghignare abbondantemente (certo più degli episodi delle ultime serie), siamo lontani dalle vette di genialità dei migliori episodi classici e, parimenti, distanti dal valore di altre operazioni simili (come, ad esempio, l'imbattibile lungometraggio di South Park). In sostanza è un onesto e ben fatto episodio di lunghezza tripla, con alcune battute memorabili (le migliori sono quelle meta-cinematografiche) e un ritmo che non regge sempre un plot di questa durata. Ma alla fine sono i Simpson...cosa hanno bisogno di dimostrarci, ancora?


Per festeggiare l'imminente uscita del film, prendo in prestito da Best week ever (integrandola) questa lista di liste dei Simpson:

 

[inkiostro | # | guarda te | commenti (3)]

lunedì, 20 agosto 2007

Chissa' se c'e' una sera libera al Peach Pit by Night

Niente male, questi The Forms: vengono da Brooklyn, suonano un indie-pop matematico che ricorda un po' il sound dei Pinback, e stanno per uscire con un secondo disco prodotto da Steve Albini. Soprattutto, però, tra le loro fila militano i gemelli Brendan e Jackson Kenny, immortali protagonisti del video in cui, in due, suonano la sigla di Beverly Hills 90210 con una sola chitarra:

[come bonus, impossibile non linkare di nuovo il classico strappalacrime dei Blume dedicato a Brandon Walsh, che rimane dannatamente geniale]

 

The Forms - Red Gun (MP3)

Blume - 90210 (MP3)

 

lunedì, 06 agosto 2007

Un post a punti un po' balneare

Da un paio di giorni sono in ferie e -come volevasi dimostrare- ora che avrei tutto il tempo del mondo per aggiornare questo posto con qualche contenuto decente, non ne ho affatto voglia; si vede proprio che mi sento in vacanza. Per dire: stamattina mi sono svegliato ancora prima del solito, sono uscito a fare una passeggiata al parco, e sono rientrato a casa all'ora a cui di solito ne esco assonnato. Una cosa che normalmente non mi sognerei di fare neanche di notte. 
Prima di scomparire offline per qualche giorno (non temete, prima di ferragosto torno, anche se sospetto che per un po' il ritmo di aggiornamento sarà abbastanza rilassato), qualche segnalazione varia ed eventuale per chi ancora non è riuscito a fuggire dalle radiazioni degli schermi: 

 

_Venerdì scorso i 4 cavalieri dell'Apocalisse di Get black (il sottoscritto, Fabio, Francesca e Offlaga Disco Max) si sono riuniti per il Season Finale della prima stagione dello show acromatico in onda tutti i venerdì sera su Radio Città Fujiko, con una puntata delirante dall'argomento perfettamente in tema con il periodo. Il venerdì precedente il tasso di delirio era stato ancora superiore, perchè c'era ospite Antonio e parlavamo (tra l'altro) degli 883 (dettagli e complimenti da Disorder - grazie!). Come al solito, il tutto è scaricabile nella pagina dei podcast. E, in radio, ci si rivede a fine mese in diretta dal gabbiotto della Festa nazionale dell'Unità.

 

_Come annunciato, il concerto degli Offlaga Disco Pax di sabato all'Hana-bi è stato preceduto dal set dei folgoranti Don Turbolento, che hanno confermato tutte le promesse contenute nel loro EP facendo ballare la folla con la loro electro suonata, un'ottima cover sintetica di I wanna be your dog e un paio di piccole hit come Spend the night on the floor e Take it up. Date retta a me, ne vedremo delle belle.

 

_Letture da ombrellone - fumetti: ho trovato Ferragosto di Luca Genovese più claustrofibico di quanto il titolo suggerirebbe, ma visto il periodo è una lettura consigliatissima, meglio se un torrido pomeriggio, in una città deserta. Se poi non l'avete ancora letta, l'Antologia Vol.2 degli amici di Selfcomics rimane un must.

 

_Letture da ombrellone - libri: finito il deludentissimo La pioggia prima che cada di Jonathan Coe, mi sono gettato nel noir Pessimi segnali di Enzo Fileno Carabba (per ora avvincente, anche se non esattamente il mio genere), e mi aspetta il pluri-consigliato Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron e Avverbi di Daniel Handler, comprato solo per la copertina di Daniel Clowes e perchè lui è il fisarmonicista dei Magnetic Fields. Vi saprò dire.

 

_Visioni da ombrellone: in saccoccia i pre-air dei piloti di Californication e Chuck, entrambi su consiglio di Colas. Anche qui, vi saprò dire.

 

_Ascolti da ombrellone: nessuno dei due è esattamente da ombrellone, ma nell'ultimo paio di giorni mi sono finalmente appassionato ad un paio di dischi a cui non avevo ancora dedicato il giusto spazio: The stage names degli Okkervil River (forse migliore anche di Black Sheep Boy?) e Spirit if di Kevin Drew, già boss dei Broken Social Scene; entrambi eccellenti.
Poi ci sono alcuni advance italici che anticipano un autunno che pare caldissimo (previste uscite di: Amari, Disco Drive, Trabant, My awesome mixtape, Settlefish, Amor Fou, Fake P, presto speriamo Vancouver e Don Turbolento e chissà cos'altro...), ma se ne riparlerà, eccome se se ne riparlerà...

 

_Vi lascio con il già pluri-linkato nuovo singolo di PJ Harvey, che anticipa il nuovo White Chalk, in uscita a fine Settembre. Una scelta spiazzante, che dà a una corta e ipnotica (narcotizzata, sarebbe meglio) ballata per piano il compito di promuovere un disco che pare essere tutto su questa linea: poca o niente chitarra, pezzi corti e non esattamente facili, molto intimismo e poco rock'n'roll. Con queste premesse sarebbe auspicabile un ritorno alle atmosfere del suo capolavoro To bring you my love, ma sospetto che saremo un po' più dalle parti dell'assai meno compiuto Is this desire?. Parecchi dettagli su Uncut.

 

PJ Harvey - When under ether (MP3)

 

martedì, 24 luglio 2007

Dell you want

Oibò, questa mi era sfuggita: Work it, il primo brano originale dei Devo in 17 anni (prodotto dai Teddybears, nientemeno), fa il suo debutto in uno spot della Dell. Ogni commento (sull'operazione, sui discutibili computer Dell) è superfluo. Anche se il pezzo, in realtà...

 

Link.


mercoledì, 18 luglio 2007

Con criniera marrone/bronzo

[fotografato ieri sera in Via Indipendenza, a due passi da Piazza Maggiore. Strategia di marketing virale? Volantino di laurea? Velata campagna di protesta sociale? Semplice presa per il culo? Nel dubbio, anche se sarei curioso, io il numero non l'ho chiamato]

 

venerdì, 06 luglio 2007

Tutto verde

Prima di guardarlo, di Everything's gone green sapevo solo una cosa (ma ve la dico dopo). Per il resto non avevo mai sentito nominare il regista Paul Fox (che infatti ha diretto appena una manciata di film a me ignoti e un po' di episodi di serie Tv a me ignote), nè il protagonista Paulo Costanzo (che ha fatto un po' di teen movies di poco riguardo e interpretava il nipote del protagonista nello spin-off di Friends, Joey), non avevo letto recensioni di alcun genere nè il film mi era stato consigliato (è uscito negli Usa solo da un paio di mesi, e prima solo in Canada); insomma, non avevo assolutamente idea di cosa mi sarei dovuto aspettare.

 

Titoli di testa. Metropoli occidentale. Maschio quasi trentenne, WASP. Nel giro di un giorno per motivi futili perde casa, lavoro e ragazza, per lo più insoddisfacenti. Ha una famiglia bizzarra. Non sa cosa vuole dalla vita. Un paio di eventi curiosi. Un paio di incontri fatali ma irrisolti. Trova un nuovo lavoro. Conosce nuova gente. Guarda il mondo da un oblò, si annoia un po'. S'innamora, ma anche no. Fa i soldi. Si monta la testa, ma anche no. Finale. Titoli di coda.

 

Sembra ordinaria amministrazione, già. Il nuovo Garden State? La commedia indipendente che vince il Sundance ma che non piace neanche alla sua giuria? Muccino, magari?

Macchè: Coupland. Everything's gone green è il primo film interamente scritto da Douglas Coupland.

 

Di film su trentenni che non sanno cosa vogliono dalla vita ne abbiamo visti a decine, e di solito fanno schifo. Alcuni hanno qualche buona idea, o la colonna sonora giusta, oppure sono semplicemente ben fatti; e anche se siamo ben consci del loro valore, basta poco per rispecchiarcisi e attribuirgli un valore superiore a quello che hanno. Funzona così. 

La cosa che stupisce è che un nome leggendario come Coupland, già autore di 3/4 libri assolutamente fondamentali e di almeno altrettanti (i più recenti) progressivamente sempre più insoddisfacenti, scelga un genere così ritrito per il suo esordio come autore cinematografico.

Non che la sua penna non si veda. tutt'altro. Il film è pervaso (funestato, direbbe qualcuno) da parecchi temi cari alle sue produzioni più recenti: genitori che invecchiando diventano incoscenti come bambini (e finiscono per impegnarsi in strane coltivazioni nel seminterrato), Vancouver e la sua surreale abbondanza di set cinematografici, l'ossessione per le professioni bizzarre (ma che lavoro è il 'designer di campi da golf'?), la Cina e la mafia cinese, rapporti sessuali e sentimentali raccontati (e forse vissuti) nel modo meno sessuale che si possa immaginare, e così via. Coupland che cita Coupland, anche qui.

 

Ed esattamente come nel recente JPod (del quale, peraltro, è in preparazione nientemeno che una serie Tv, che debutterà in Canada già il prossimi Gennaio; ho i brividi al solo pensiero), Coupland vuole strafare, e, mettendo troppa carne al fuoco, nella seconda parte del film rovina anche quanto di buono ha seminato nella prima metà. 

Perchè, e questa è forse la scoperta più lieta di tutto Everything's gone green, la trasposizione dello stile letterario di Coupland sullo schermo funziona, e il suo spirito rimane intatto, perdendo in verve ma guadagnando in forza e nitidezza, nutrendosi dei paesaggi mozzafiato di Vancouver e dell'ottima recitazione dei protagonisti, per riuscire nell'impresa sempre improbabile di rendere su schermo le peculiarità di un autore sulla carta.

Come al solito le buone idee ci sono (alcune sono ottime, come le riflessioni sul rapporto col denaro, e forse anche col capitalismo, che delineano l'immagine di un Coupland quasi politico che mi incuriosisce molto), ma vengono progressivamente ignorate a favore di un intreccio confuso e piuttosto futile che sfocia in un finale dimenticabile che lascia l'amaro in bocca. Volendo vedere il bicchiere mezzo vuoto, la piega narrativa che stanno prendendo gli ultimi lavori di Coupland è inspiegabile e inquietante; concentrandosi sul bicchiere mezzo pieno, il Coupland cinematografico ha un suo perchè che in futuro potrebbe darci qualche soddisfazione. Chissà. Finchè continua coi titoli presi da canzoni inglesi degli anni '80, semaforo verde, siamo con lui.

 

martedì, 26 giugno 2007

You'd rather watch reruns than deal with the bad spin-off called life

Potrà sembrare una ballata acustica dal testo ironico e citazionista e di poche pretese, ma Overdosing with you, tratta dall'ultimo bel disco di Billie the vision and the dancers nasconde qualcosa in più. Non so bene perchè (o forse lo so), ma ho l'impressione che la foto che scatta (giochi di parole compresi) ritragga molti di noi in modo più preciso di quanto preferiremmo ammettere. Can you lend me a DVD box or sing me a lullaby?

I've been thinking 'bout Gabrielle Solis and all the desperate housewives. I've been thinking 'bout Mike Delfino and his gun. I've been drawing patterns in my mind, but I can't fall asleep. I've been counting all the sheep there is to count.

No, I can't fall asleep, that's why I'm here with you tonight. Can you lend me a DVD box or sing me a lullaby?

Hello Mrs. Van De Kamp did you clean the whole kitchen and drink all the wine? Hello Saferide, can you give me a safe ride back to sleep? Cause I wanna OD on DH. I wanna OD on DH. Let me overdose on DH with you.

I've been trying to kill the pain by watching make-believe people's fake disasters. And think if I'd been Elaine this misery'd been followed by studio laughter. I've been looking so hard for someone who could love me like Will loves Grace, but they say “It's not like on your flat screen TV”. It's gotta be like on my flat screen TV.

I've seen you around I can tell that you're just like me. You'd rather watch reruns than deal with the bad spin-off called life. I’ll put the kettle on. Let’s not speak, talk ruins every conversation. I’ve downloaded Dexter. Come, there’s room next to me.

Hello Mr Sipowicz, 'ginning to understand why you act like you do. Hello Pablo, I got this vision we can dance to. I need to OD on NYPD. I need to OD on NYPD. Let's overdose on NYPD when we're blue. [#]

 

Billie the vision & the dancers - Overdosing with you (MP3)

 

 

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