2.0

lunedì, 02 giugno 2008

Inkiostro 2.0

Sì, sono tornato.

[da un po']

 

Prima di partire per New York City, come già sapete, ho chiesto a un po' di amici di scrivere qualche post in mia assenza per tenere vive queste pagine. Provvisto com'ero di laptop e smartphone, connessione wi-fi e tempo libero a volontà -il lusso maggiore, di questi tempi- pensavo che anch'io sarei riuscito ad aggiornare il blog abbastanza spesso da là, contando anche che gli argomenti non mi sarebbero certo mancati. Sapete già come è andata a finire.

 

I miei 17 giorni nella Grande Mela sono stati eccezionali oltre ogni dire, e ogni giorno le cose da raccontare erano talmente tante che non aveva senso rubar loro del tempo per mettersi a raccontarle. Abortita sul nascere ogni idea di scrivere qualcosa durante il mio soggiorno (mi sono limitato ad aggiornare con qualche report insopportabilmente cool il mio account su twitter), nei ritagli di tempo mi sono goduto i deliranti, eccellenti, post con cui i miei ospiti hanno animato queste pagine. Se vi hanno fatto rimpiangere la mia presenza, probabilmente non avete mai capito appieno lo spirito di questo blog.

 

Appena tornato, travolto dal jet lag, dalla montagna di lavoro che era rimasta quieta ad attendermi dietro l'angolo e da arretrati vari ed eventuali, mi sono preso qualche giorno sabbatico per recuperare le energie e il fuso orario, e poter così scrivere un post riassuntivo che rendesse giustizia almeno un po' al mio spettacolare soggiorno newyorchese. Non sono riuscito a fare neanche questo; e a dire la verità non ho neanche avuto la voglia di provarci.

 

Nel mentre su queste pagine hanno continuato a scorrazzare liberi gli altri autori, scrivendo tutto e il contrario di tutto, giocando con la vecchia linea editoriale di questo blog, venendo insultati ed insultando, reclamando a gran voce il mio ritorno (eccomi, contenti?) e prendendo confidenza con quella che diventerà anche casa loro. L'esperimento del blog collettivo, infatti, mi è piaciuto molto, tanto che su queste pagine diventerà la normalità. Abituatevi a leggere la firma del post in basso a sinistra, perchè sarà sempre diversa, e sarà più spesso quella di qualcun'altro che non la mia; un po' di autori ormai li conoscete già, e altri ancora ne arriveranno. Non so bene cosa ne uscirà, ma sono abbastanza sicuro che sarà meglio di quello che c'era prima.

 

Dopo 5 anni e mezzo, da queste parti comincia l'era due punto zero.

Tenetevi forte.

 

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mercoledì, 03 ottobre 2007

Get Black - Nuova formula: e' più nero che mai

Ci siamo.

Dopo un paio di mesi di pausa, durante i quali Francesca non ha scritto un libro, Fabio ha fatto scelte irrevocabili, Max ha (quasi) registrato un disco e io non ho ancora recuperato il debito di ore di sonno che mi porto dietro dal duemilaetrè, Get Black è pronto per tornare.


Tra un paio di giorni, infatti, lo show radiofonico acromatico, in onda tutti i venerdì sera dalle 21 alle 22.30 sulle frequenze di Radio Città Fujiko (103.1 MHz in FM a Bologna e provincia, con streaming in diretta e podcast MP3 dall'indirizzo http://www.getblack.it ) inaugurerà una seconda stagione ricca di novità. Come al solito la trasmissione, condotta dal sottoscritto insiema al man in black Fabio, la valletta letterata Francesca e il socialista tascabile OfflagaDiscoMax (già voce e penna degli Offlaga Disco Pax, chevvelodicoaffà) traghetterà gli ascoltatori nel weekend a suon di musica indie, squarci di cultura pop, segnalazioni letterarie, nostalgie di passati che forse non abbiamo vissuto, zeitgeist per principianti e scampoli di vita che partono dai portici di Bologna per fare il giro del mondo ed approdare alle delizie del World Wide Web (o viceversa).
Dopo 15 puntate nella Primavera / Estate del 2007, Get Black riprende Venerdì 5 Ottobre, alla stessa ora, con la stessa squadra, ma con una nuova formula. Che però non lava più bianco. Anzi, è più black che mai.


Le novità le facciamo scoprire direttamente a voi venerdì sera. L'unica che vi anticipiamo è l'introduzione dell'appuntamento fisso con Quiz Black, il contest semi-serio che metterà in palio ogni settimana un prodotto selezionato dalla redazione di Get Black: libri, cd, fumetti, biglietti per concerti o altri eventi, e molto altro. Venerdì si comincia con il My Awesome Mixtape Pack, confezionato solo per noi dalle mani sante del leader della band di Maolo Torreggiani, in occasione dell'uscita del disco d'esordio My lonely and sad Waterloo.


Per ascoltare le avventure di Francesca, segnarsi le dritte di Fabio, scopire se Max riuscirà ad uscire in tempo dallo studio di registrazione, ascoltare un po' di primizie musicali e vincere il My awesome mixtape Pack, sintonizzatevi venerdì 5 alle 21 sui 103.1 FM (a Bologna) o sullo streaming. E segnatevi, per ogni venerdì, una macchia di inchiostro nero sul calendario. Il venerdì nero è tornato, e -come al solito- sta bene su tutto.

 

martedì, 02 ottobre 2007

La ricerca della forma perfetta

Non ricordo la prima volta che l'ho letto. Doveva essere 5 o 6 anni fa, forse su un articolo di Wired; «Il blog è morto», diceva, spiegando come la moda di queste goffe piattaforme per pubblicare online i propri pensieri sarebbe presto finita. Dopo un po' ne ho aperto uno, ed in Italia ce n'era appena qualche centinaio. Ora, solo qua, i blog sono circa mezzo milione.


Con gli anni, come è ovvio, le cose sono un po' cambiate. Rispetto ad allora, oggi ciascuno ha un ventaglio di scelte molto più ampio per decidere che forma dare alla propria presenza online. Si può decidere di esserci anche solo con un volto, qualche parola e una rete di (presunte) amicizie virtuali, si può essere presenti con i propri gusti e consumi (musicali, letterari, cinematografici), si può comunicare unicamente in forma di immagini (ci sono degli account di Flickr così curati e aggiornati che valgono più di tante parole) o di video, oppure scegliere qualche piattaforma che consente di inviare aggiornamenti telegrafici sul modo in cui si passano le giornate e sui pensieri estemporanei che ti capitano. Se hai molto tempo libero, online puoi pure viverci in 3D.


Ci sono un sacco di modi di essere online, e praticamente tutti sono nati dopo il boom dei blog. Per eroderne la quota di utenti, imbrigliarla su piattaforme proprietarie (da rivendere poi a peso d'oro alla corporation di turno) e incantarla con la semplicità d'uso, il carattere distintivo e l'automatismo che un blog, nella sua versatilità, non può e non vuole avere.


Negli anni abbiamo osservato curiosi i collezionisti di account, spinti da un mix di completismo e paura di restare indietro, e ci siamo divertiti a guardare i tanti che passano da una forma all'altra, senza requie. Nascono blogger, si convertono a flickr, provano myspace ma poi no, hanno una breve parentesi come podcaster ma poi passano a twitter, ne capiscono la futilità e si buttano sul tumblr, e chissà cosa apre domani, loro sono pronti. Studiare questa frenetica ricerca della forma perfetta è divertente e istruttivo.


E' divertente e istruttivo perchè dice tanto di noi, e del nostro modo di attribuire agli artefatti cognitivi che noi stessi creiamo dei significati che loro, di per sè, non avrebbero neanche per sbaglio. E' interessante notare come sia più una ricerca di vincoli che di libertà, quella che ci guida, quasi che dovessimo farci dettare cosa fare principalmente dalle cose che non possiamo fare. Ci angoscia così tanto la responsabilità di avere un po' di libertà?


Ultimamente va forte Tumblr, il dimesso mini-blog senza grafica, link e commenti. C'è chi ne apre uno come blocco di appunti semi-pubblico e sempre online, chi ne apprezza la possibilità di monologare senza il rischio di essere smentit da repliche o dal contesto, chi ci si inventa agenzia di stampa di virgolettati che non interessano a nessuno (producendosi nello stesso esercizio di distorsione della parole altrui tipico del pessimo giornalismo di cui non fa che lamentarsi), chi lo usa come minimale valvola di sfogo dalla propria identità online ormai diventata troppo ingombrante e chi, semplicemente, come archivio di quick link che non vada perso nel mare dei bit. E' curioso notare come siano i vincoli e non le nuove potenzialità a delinearsi come una novità liberatoria.


Ogni anno spunta fuori la nuova piattaforma che ucciderà i blog. Dalla sua nascita li danno per spacciati, questi innocui siti gestiti da semplici CMS a ordinamento cronologico inverso, che ad alto livello diventano quasi dei giornali, a basso livello possono essere poco più che una serie di frasette svagate, che possono diventare affollati come forum, veloci come chat, descrivere il loro autore meglio di qualunque diario, svelarne e articolarne i gusti come neanche nei sogni del più fantasioso addetto marketing, eppure tecnologicamente rimangono più o meno gli stessi che erano quando sono nati.


La forma perfetta, per definizione, non esiste. Provate, però, a trovarne un'altra che le contenga (quasi) tutte, nello stesso modo disinvolto in cui ci riesce una cara vecchia piattaforma di blogging. La risposta, piuttosto, è un'altra: volete essere definiti da dei limiti, oppure da delle potenzialità?

 

giovedì, 30 agosto 2007

I collezionisti di account

Nonostante io passi buona parte della mia giornata online (al lavoro, a casa, mentre dormo), e nonostante io sia in linea di principio un suo grande sostenitore, a parte il blog non sono un grande consumatore di servizi di publishing/community web 2.0. Oltre a queste pagine, a un ultra faceto account su Twitter (esattamente complementare a un blog: il bello è che non serve a niente, e che puoi smettere quando vuoi; vi ricorda qualcosa?) e a una recente infatuazione per Anobii (quasi inevitabile per un bookworm completista come il sottoscritto), mi tengo ben lontano da qualunque servizio 2.0 categorizzabile, a vari gradi, secondo la triade profiling/publishing/community. Vade retro ai profili vuoti di Myspace e alla sua comunicazione che si riduce a richieste e ringraziamenti, ai profili anche troppo pieni di Facebook e al chiacchiericcio di Jaiku, all'esibizionismo fotografico di Flickr e a quello audiovisivo di Youtube, al classifichismo musicale automatizzato di Last.fm e alla spartana laconicità mascherata da profondo ermetismo di Tublr (che non fa niente che non si possa fare anche su un blog, ma ora è più cool), e così via.

 

Capisco benissimo chi sceglie un servizio piuttosto che un altro per marcare la sua presenza online e i suoi contatti più o meno virtuali; ciascuno trova il proprio mezzo (e il proprio contesto) per pronunciare il fatidico «Hello world». Non capirò mai, invece, come riescano tanti ad avere un account su tutti o quasi i servizi elencati sopra, senza avere tutta la giornata a disposizione per coltivarli a dovere, oppure senza sprecarne le potenzialità a renderli, in definitiva, delle inutili tacche sul proprio fucile 2.0.

Quale servizio di messaggistica useranno i collezionisti di account? Quello di Myspace, di Flickr, di Twitter? Ma non c'era già la posta elettronica? E di quali friends (o follower, o vicini, o link nel blogroll, quel che è) sono più amici? Qual è la prima pagina che aprono appena accendono il computer, e quanto ci vuole prima che arrivino all'ultima? Quante informazioni sulla loro vita hanno bisogno di mettere in rete, prima di sentirsi completi?

 

venerdì, 11 maggio 2007

Get Black! La somma delle parti non fa quattro

Mentre metà della redazione di Get Black non vorrebbe fare altro che raccontarvi quanto si sia divertita al concerto degli I'm from Barcelona di ieri sera al Bronson (un'esperienza altamente sconsigliata ai diabetici, e a chiunque abbia brividi alla sola idea di una ventina di svedesi ubriachi che cantano a squarciagola su un palco coperto di palloncini, tra coriandoli e bolle di sapone; il tipo di concerto in cui ti senti più stupido a non battere le mani che a batterle; unici paragoni i live di Flaming Lips -ma più in piccolo- gli Arcade Fire -con molto meno pathos, ma lo stesso gusto per la rottura delle classiche barriere palco/pubblico- e i Polyphonic Spree -ma meno catto-comunisti), un'altra metà della redazione di Get Black (non necessariamente diversa da quella suddetta) ha finito di lavorare alacremente al sito, che potete visitare qua (blog, presentazione, contatti e -da domani- podcast delle prime 5 puntate, compresa quella di stasera),  un quarto della redazione di Get Black è al Salone del Libro di Torino, e stasera farà la corrispondente d'assalto dalle feste più cool dell'ambiente letterario italiano, un altro quarto della redazione di Get Black per stasera ha proposto una rubrica dal titolo Oro nero/Fiume nero: Agip-Prop e inquinamento da idrocarburi nella canzone italiana (indovinate chi), tre quarti della redazione di Get Black sono estremamente eccitati perchè stasera avranno una telefonata in diretta dal mistico Eurovision Festival di Helsinki, due quarti della redazione di Get Black non vedono l'ora di scoprire di cosa parlerà la puntata di Black wave di AndeaNP stasera, un quarto della redazione di Get Black ha passato una settimana a leggere strip di Dilbert e Demotivators in previsione della rubrica Umore nero e un quarto della redazione di Get Black crede che stasera passerà di nuovo One Two Three Four di Feist e The Last Engineer dei Piano Magic.

In tutto ciò, i quattro quarti della redazione di Get Black  vi danno appuntamento a questa sera, dalle 21 sui 103.1 MHz in FM di Radio Città Fujiko a Bologna, e in streaming (hi-res OGG, med-res MP3) anywhere else in the world. Perchè è venerdì, un po' per tutti.

venerdì, 20 aprile 2007

Get Black! E' gradito l'abito scuro

Dopo il carbonaro e delirante episodio zero della scorsa settimana, questa sera prende il via ufficialmente Get Black!, il primo show radiofonico di intrattenimento cromatico che andrà in onda tutti i venerdì sera alle 21 sulle fraquenze di Radio Città Fujiko. Get Black! nasce dalle ceneri di Airbag, la trasmissione che ho condotto per quasi 4 anni insieme al socio AndreaNP (che quando gli gira aggiorna ancora l'omonimo blog); ad affiancarmi ci sono la valletta letterata Francesca e il man in black Fabio, con la partecipazione straordinaria di Max, noto anche come voce e penna degli Offlaga Disco Pax. Dal nero di seppia al noir, dal dark al Black & Decker, da Frank Black ai Buchi Neri, un'ora e mezza di eclettiche (al meglio) o farneticanti (al peggio) variazioni sul tema che non mancheranno di allietare i vostri venerdì sera.
Alle 21 sui 103.1 MHz in FM a Bologna e dintorni, oppure in streaming nel resto del mondo.
[a breve sito web, blog, archivi audio e corredo in pizzo]
[inkiostro | # | suoni, ma anche no, b-log | commenti (7)]

lunedì, 02 aprile 2007

Mi e' sembrato di vedere un pesce

Credo che fosse il primo pesce d'aprile a cui partecipavo dai tempi delle sagome di carta attaccate a tradimento sulle schiene dei miei compagni alla scuola elementare; a causa del retrogusto geek della cosa (nonchè dello sforzo zero che comportava) non ho resistito, e chi è capitato ieri su queste pagine si è trovate di fronte qualcosa di inatteso. Tutte le mail, telefonate, sms, messaggi su skype che mi sono arrivati in giornata da parte di amici e lettori sconosciuti preoccupati per il presunto hacking del blog parlano chiaro..

Un grazie a Eugenio di Ciccsoft per la regia e a tutti gli altri partecipanti. E a chi ci è cascato, certo.. :-)

[inkiostro | # | b-log | commenti (7)]

venerdì, 23 marzo 2007

Ansia da prestazione 2.0

[in vendita fino al 6 Aprile su Diesel Sweeties. Altre ottime e nerdissime t-shirts su SXSW geek T-shirts on Flickr. Le mie preferite: 1, 23, 4 e 5]

 

[inkiostro | # | oh my geekness, b-log | commenti (8)]

venerdì, 23 febbraio 2007

Feeds update

Noto che alcuni di voi mi leggono ancora con i vecchi e malfunzionanti feed generati da BlogItalia, la maggior parte usa quelli (non meno malfunzionanti) di Splinder, ma qui da un po' si stanno usando (e non c'è gara), quelli di feedburner. Aggiornate il feedreader!

 Inkiostro - Feed RSS

[inkiostro | # | b-log | commenti (2)]

venerdì, 09 febbraio 2007

Una vita da blogger

A volte capita che qualcuno mi chieda cosa ci sia di così bello nei blog. Per quale motivo mi trovo spesso a preferire chi racconta la cultura (dischi, libri, film) e la realtà (politica, società, tecnologie) in modo non professionale, nei ritagli di tempo della sua vita, senza dimostare particolari competenze (anche se spesso ce le ha) e senza particolari doveri di obiettività e completezza critica? La risposta, con le dovute differenze, e tralasciando ovviamente i riferimenti ai soldi e (e, purtroppo, in deficit di addette stampa dagli occhi da cerbiatta), me l'ha data Nick Hornby nell'introduzione al suo ultimo libro, in cui parla delle differenze tra la sua vecchia rubrica di recensioni e la sua nuova column personale raccolta appunto in Una vita da lettore. La chiave del successo dei blog e del social networking è tutta qui.

All'inizio della mia carriera di scrittore ho recensito molta narrativa, ma dovevo fingere, come è prerogativa dei recensori, di avere letto i libri fuori dal tempo, dallo spazio e dal mio carattere: in altre parole, dovevo fingere di non averli letti mentre ero stanco o nervoso, o bevuto; di non invidiare gli autori, di non avere una mia agenda di impegni, nè gusti estetici o problemi personali; di non aver già letto altre recensioni della stessa opera, di ignorare chi fossero gli amici e i nemici dell'autore, di non avere in corso tratative per piazzare un mio libro allo stesso editore, di non essere stato invitato a pranzo da un'addetta stampa dagli occhi di cerbiatta. Soprattutto, dovevo fingere di non aver scritto la recensione perchè mi servivano urgentemente duceneto sterline. Essere pagato per leggere un libro e per poi scriverne crea una dinamica tale da compromettere il recensore secondo ogni modalità possibile, nessuna delle quali gli è di aiuto. Perciò questa rubrica sarebbe stata diversa. Sì, d'accordo, anche qui mi avrebbero pagato, ma per scrivere di qualcosa che avrei fatto comunque, cioè leggere libri che già volevo leggere. E qualora avessi sentito che l'umore, il morale, i livelli di concentrazione, il clima o le vicende familiari avrebbero influito sul mio rapporto con un libro, avrei potuto e dovuto ammetterlo. [Nick Hornby - Una vita da lettore (pag 9)]

lunedì, 08 gennaio 2007

Quasi dimenticavo

Sabato inkiostro ha compiuto 4 anni.
[inkiostro | # | b-log | commenti (10)]

venerdì, 05 gennaio 2007

La produzione e' il nuovo consumo

Tra riassunti, ricapitolazioni e classifiche di fine anno (prima) e previsioni, scenari e prospettive per l'anno nuovo (dopo), nelle ultime settimane se ne sono lette parecchie, di cazzate. Fa parte del gioco, e di solito la possibilità di tirare fuori dal cassetto la propria verve di colto e sagace commentatore vale la figura; tanto dopo qualche settimana se ne sono dimenticati tutti, e va bene così.


Tra le varie cose che mi è capitato di leggere ci sono le due lunghe e in qualche misura affascinanti analisi firmate da InformationArchitects.jp (The 50 loudest websites in 2006 and what made them successful e Internet 2007 Predictions), il plurilinkato commento di Alec Bemis su LA Weekly (The Year Blogs Got Lame, Business Got Hip and Nostalgia Was King) e la previsione di Antony Bruno su Billboard (Music biz hopes to profit from consumer content).


Come avrete forse già intuito mi sono, come capita spesso, soffermato sul rapporto tra intrattenimento (audio e video, in particolare), soluzioni tecnologiche e reti sociali. Dai vari commenti (tutti invariabilmente tanto entusiastici quanto apocalittici) emerge una contraddizione che mi ha colpito, che pone l'accento su aspetti opposti e prefigura scenari drasticamente diversi. 


Da un lato c'è una costante magnificazione di piattaforme, aggregatori o sistemi che maneggiano, valorizzano e rendono accessibile il fantomatico user-generated content, i contenuti prodotti dagli utenti. Si parte ovviamente dai blog e da tutti i servizi che ci girano intorno, si continua con il blockbuster YouTube, e si arriva a servizi abbastanza nuovi come Brightcove o iLike, che mirano a supportare (e quindi a sfruttare per monetizzarlo) l'intrinseco bisogno di contenuti connesso alla costruzione di un'identità online da parte degli utenti.


Il fenomeno, in effetti, è sotto gli occhi di tutti, e non da oggi. La cosa che fa sorridere è l'uso del termine user-generated content per contenuti che, come è ovvio a chiunque non abbia dei paraocchi, sono in realtà costituiti per buona parte da materiale che vìola costantemente le (obsolete, vabbè) norme del copyright. Pensate a YouTube ed eliminate i videoclip musicali, le trasmissioni televisive, le pubblicità, tutte le produzioni che usano musica o immagini senza pagarne i diritti, e qualsiasi rielaborazione di tutte queste cose messe insieme, e vedete se quello che rimane è davvero così interessante.


Dal'altra parte si prefigura uno scenario completamente diverso, che vede la sempre ventilata fine del fenomeno-blog (fine di cui si parla da svariati anni; di questo passo qualcuno prima o poi ci prenderà), questa volta sotto la scure degli ibridi blog/webzine che sono nati nell'ultimo anno. Si tratta di siti a metà tra blog e testate editoriali, che uniscono la piattaforma tecnologica, la velocità di aggiornamento, lo stile informale e, spesso, la parziale illegalità dei primi, con le risorse dei secondi: uno staff pagato che ci lavora a tempo pieno («Cosa fai di lavoro?» «Scrivo su un blog»), con conseguente aumento della quantità e della precisione dei contenuti. 


Per fare qualche nome, nel campo della musica ci sono il self-proclaimed #1 music-blog Stereogum (delle cui fortune finanziarie parlavamo già qua), il corrosivo Idolator (proprietà del rampante gruppo editoriale Gawker Media), e il sempre più m-blogghesco Pitchfork (che ha fatto la strada inversa: gli mancano giusto i commenti, poi è un blog a tutti gli effetti); e i primi casi si vedono anche dalle nostre parti (l'ottimo Vitaminic, ça va sans dire).


Chi avrà ragione? Gli Apocalittici della presunta democrazia della rete o quelli della nuova professionalità amichevole che andrebbe a sostituirla? 
[niente Integrati per stavolta]


La mia impressione è che la situazione attuale sia ovviamente da qualche parte tra i due estremi, e, nonostante ai commentatori piacciano sempre i trend ben definiti e i fenomeni chiaramente individuabili, rimarrà nell'attuale limbo ancora per un po'. A deciderne le sorti saranno, come al solito, i soldi: saranno prima gli investimenti a finire (e la bolla dell'intera economia 2.0 a scoppiare; preparatevi, perchè succederà) oppure le singole posizioni strategiche a consolidarsi e a giustificare in qualche modo (economico o meno) la propria esistenza? Quando i siti inizieranno a chiudere e i contenuti torneranno ad essere accessibili nell'unica forma che finora ne ha consentito la produzione e la distribuzione (a pagamento, quindi) la situazione sarà definitivamente cambiata tanto che sarà impossibile tornare indietro, oppure si sarà trattato solo dell'ennesima, un po' anarchica, parentesi? 
La risposta la lascio ai commentatori (aha). Quel che è certo è che gli unici che non possono essere scossi più di tanto dalla questione sono coloro che da quello che producono e che scelgono di mettere in rete non vedono (ed è giusto che non vedano) mai una lira. Come i dilettanti. O come i blogger.

mercoledì, 20 dicembre 2006

Inkiostro e il sistema: una storia vera

Poniamo che voi abbiate un blog, e che questo blog, un po' suo malgrado un po' no, si trovi ad essere tra i blog «musicali» più letti in Italia. Poniamo che, tra gli effetti collaterali di ciò, vi arrivino spesso mail di band o etichette in cerca di attenzione, giustamente interessate a sfruttare uno strumento così potente come i blog, la cui efficacia è interamente basata sul passaparola generato da propri pareri genuini e non mediati, per farsi un po' di pubblicità. Poniamo che voi ovviamente non ve ne sottraiate, ma trattiate la cosa un po' come viene, mantenendo il filtro alto ma senza esagerare, perchè ascoltare e scrivere di musica vi piace solo finchè non diventa un impegno.


Poniamo che un giorno vi arrivi la mail della project manager di una major, che fino ad allora vi aveva solo mandato mail su impresentabili «artisti» di musica leggera italiana o di pop internazionale da classifica senza alcun valore, e che quindi dimostravano con tutta evidenza di non conoscere per niente voi, i vostri gusti e i meccanismi dei blog. Poniamo che costei, dopo essersi professata una grande fan del vostro blog, vi proponga di darvi in anteprima alcune canzoni di un disco abbastanza interessante e atteso (e -cosa rara- non ancora finito su internet) da mettere sul blog. Poniamo che voi le rispondiate in modo gentile ma integerrimo ringraziandola per i complimenti e dicendole di mandarvi le tracce, che, come sempre, linkerete solo qualora vi piacciano o vi suscitino qualcosa da dire.


Poniamo che passi qualche giorno, e che alla fine vi arrivi una nuova mail dalla suddetta project manager. Poniamo che questa mail sia la striminzita via di mezzo tra un comunicato stampa e il paradiso dei punti escalamativi, che si riferisce al parlare del disco come all'«operazione», richiede di scriverne subito ma di lasciare le tracce non più di una decina di giorni, e che, soprattutto, svela al suo interno una misera manciata di miseri link a miseri streaming WMA di canzoni miseramente troncate a metà. Poniamo che le tracce volendo siano anche interessanti (niente per cui strapparsi i cappelli, però), ma che linkare mezzi streaming su invito di una major non solo non sia nel vostro stile, ma vi sembri persino controproducente per la major stessa, che evidentemente ignora come si promuove un disco in rete nel 2006.


A quel punto, voi cosa fareste?


_Parlereste del disco e linkereste i mezzi streaming fregandovene di tutto, fieri dell'anteprima che potete sfoggiare e nella speranza di ulteriori, future collaborazioni con la major?

_Cestinereste la mail e tornereste a YouTube?

_O tentereste di spiegare alla povera project manager che, ok che non deciderà lei, ma che con un blog visto che non lo paghi nè direttamente nè indirettamente in pubblicità (come i giornali) o ci tratti diversamente o rischi di fare delle colossali figure di merda?

 

venerdì, 15 dicembre 2006

Due endorsement e mezzo

Uno: come tutti gli anni, il Disco Bravo di Gecco aggrega le top 10 dei dischi dell'anno dei blogger e affini. Io la mia parte l'ho fatta, ora tocca a voi.
Due: Problemi con Capodanno? Giammai! Quest'anno c'è 1..2..3..Casotto!, il capodanno organizzato da Riotmaker e sponsorizzato da Radio Città Fujiko al Circolo della Grada di Bologna. In console Amari, Scuola Furano, Fare $oldi ed Ex-Otago. Notevole anche la bieca iniziativa Capodanno bevo a scrocco, che invita fotologger e myspacer al passaparola virale in cambio di una bevuta. E che, astutamente, pare non valere per i blogger.
Tre: Ieri su Nova, supplemento tecnologico del Sole 24 Ore c'era un interessante speciale sui blog, dal fantasioso titolo BigBlogBang. A parte parecchi articoli ben fatti (e ben firmati), ad attirare l'attenzione è stata la gigantesca mappa della blogosfera (scaricabile qui, via Qix.it) che mostra uno schema dei rapporti tra i blog (se ne avete uno è possibile che ci siate anche voi, benchè trovarsi sia virtualmente impossibile). Sono l'unico a trovarla poco comprensibile e decisamente inutile?

Quattro - Update: mi segnalano che, secondo quanto è scritto su Pitchfork, al numero due della top ten dei dischi dell'anno di Beck c'è l'ultima produzione della nostrana Miss Violetta Beauregarde. Non sono bene sicuro di cosa significa, ma qualcosa significa.

martedì, 28 novembre 2006

Everything but the blogger

Non è un mistero che, per motivi squisitamente dialettici nonchè un po' anche per deformazione professionale (nonostante là i campi e i luoghi di applicazione siano tutt'altri), io sia molto incuriosito dai potenziali e reali rapporti tra blog (e personal publishing in generale) e marketing. Anche solo l'esagerata quantità di volte che su queste pagine è comparsa la parola «virale», ad esempio, la dice lunga in merito.
Non posso quindi non segnalare (e sottoscrivere) il Contrappunto di Mantellini di questa settimana su Punto Informatico, che partendo dalle diverse ricerche che sottolineano il crescente ruolo di Internet (e al suo interno, in posizione privilegiata, dei blog) nell'influenzare il decision making che precede un acquisto, esamina (e critica) l'approccio old economy con cui molte aziende si stanno affacciando alla promozione in rete. Per me e per voi che leggete più o meno quotidianatemente dei blog, la loro importanza nel costruire l'idea che abbiamo di un prodotto è ovvia: io, ad esempio, è anche e soprattutto grazie ai blog e a Internet in generale che decido che dischi e libri comprare, che film andare a vedere, che gadget tecnologici mi faciliteranno la vita e, a volte, anche cosa mangiare e come vestirmi.
La cosa è presumibilmente molto meno ovvia per i tanti soggetti ancora saldamente ancorati a supporti promozionali e informativi classici come giornali, tv, manifesti e iniziative sui punti vendita, che solo ora, allarmati da statistiche come quella che dice che negli USA l'89% delle persone deciderà grazie al web che regali fare per Natale, si svegliano tutto d'un colpo e pretendono di mettere in piedi orrori senza senso come le «campagne blog», destinate a fare in modo che i blogger parlino bene dei propri prodotti. Ignorando il fatto che, senza la credibilità che gli viene dal parlare spontaneamente solo e unicamente delle cose che giudicano meritevoli, i blog non siano altro che rumore di fondo che, anzi, rischia di essere controproducente.
Per dire: se io decidessi di iscrivere il mio blog a servizi come Review me, che, sostanzialmente, paga i blogger per scrivere bene dei prodotti dei suoi inserzionisti, vi fidereste mai più (ammesso che qualcuno lo faccia) dei miei pareri e delle mie segnalazioni?
Ecco.

venerdì, 17 novembre 2006

Firefox 2 - Internet Explorer 0


E' una piccola soddisfazione, ma per un progettista web capirete che non è cosa di tutti i giorni: nelle ultime settimane tra i visitatori di questo blog la percentuale di utenti che navigano usando Mozilla Firefox ha di gran lunga superato quella degli utenti del sempre pessimo Microsoft Internet Explorer (e anche Safari ha una fetta niente male; un decimo dei visitatori ha un Mac, cose da pazzi). Percentuali assolutamente lontane dalla media del WWW, che vede Firefox attestarsi intorno al 30% e Safari intorno al 4%, con le varie versioni di IE ancora a farla da padrone. Che dire? Lo sapevo che non siete persone ordinarie.
Tutto ciò, tra l'altro, proprio nel periodo in cui assistiamo a un nuovo round dell'ormai mitica guerra dei browser, a causa dell'uscita -a distanza ravvicinatissima- delle major release sia di Internet Explorer (la 7, circa 5 anni dopo il rilascio della 6) che di Firefox (la 2).  Nonostante i passi in avanti fatti da Explorer, i commentatori sono unanimi nel considerare ancora Firefox lo strumento migliore per muoversi all'interno del World Wide Web con la massima sicurezza, user-experience e supporto degli standard. E la cosa -ma tu guarda- non stupisce neanche un po'.


Leggi il giudizio di Wired: A tale of two browsers
Leggi lo speciale di Punto Informatico: Battaglia navale tra IE7 e FF2

 

[inkiostro | # | oh my geekness, b-log | commenti (25)]

giovedì, 02 novembre 2006

'Risemantizzazione indie-pop della beta'?

[inkiostro | # | b-log | commenti (2)]

lunedì, 23 ottobre 2006

Ho dato una rispolverata

Ogni tanto ci vuole no?
[se da qualche parte non si vede bene fatemi sapere]

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venerdì, 29 settembre 2006

Airbag ricomincia dalla fine

Dopo la pausa estiva e le dirette estemporanee dallo studio alla Festa dell'unità (qualcuno magari si sarà anche imbattuto nell'intervista ai Perturbazione) stasera parte la quarta stagione di Airbag, la trasmissione radiofonica che il sottoscritto si pregia di condurre insieme al socio AndreaNP sulle frequenze di Radio Città Fujiko a Bologna e dintorni.
Quella di stasera sarà l'ultima puntata della versione classica di Airbag, equamente divisa tra novità e monografia tematica random; dalla settimana prossima si cambia (quasi) tutto e si passa a una nuova formula ancora tutta da scoprire. Per questo motivo l'airbagrafia della serata avrà come tema...la fine. Una roba da manuale, praticamente.
L'appuntamento, come al solito, dalle 21 in poi sui 103.1 MHz in FM a Bologna o in streaming ovunque vogliate. 

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lunedì, 25 settembre 2006

And the winner is

Mentre nel corso del weekend il sottoscritto concorreva per premi quali 'Miglior intonatore dei versi di No fit state al concerto degli Hot Chip', 'Autore del commento più acido nei confronti della fighetteria dei locali milanesi che giocano a fare quelli indie' e 'Persona più orgogliosa del mondo all'atto di entrare in possesso di una maglietta originale di Weekendance', pare proprio che questo blog sia stato eletto miglior blog musicale italiano del 2006. Quantomeno per quanto riguarda i lettori di Macchianera, e quantomeno all'interno della ristretta e per nulla rappresentativa rosa di blog candidati all'ambìto Macchianera Blog Award, fattori che ne riducono notevolmente la portata ma ne accrescono la controversia, e quindi, inevitabilmente, l'esclusività. Per questo motivo oggi il sottoscritto parlerà di sè esclusivamente in terza persona, come Ravanelli. E per lo stesso motivo da domani smetterà completamente di scrivere di musica, (un argomento da sfigati), e convertirà il proprio blog in un contenitore di post a sfondo sessuale. Per l'anno prossimo si punta al Macchianera Blog Award come Migliore blog erotico. 


AAVV - Cerimonia di premiazione Macchianera Awards 2006 (MP3)
[Ok, lo ammetto, non l'ho ascoltata. Tra l'altro è lunghissima. Poi me la raccontate?]

Macchianera Blog Awards 2006 -
Tutti i vincitori (link)
[E pensare che Chuck Norris non ha vinto neanche un premio. Sarà davvero arrabbiato]

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mercoledì, 20 settembre 2006

M-bloggo ergo sum

Cos'è davvero un m-blog? Cosa spinge un utente a tenerne uno?
Lunga e interessante riflessione parasociologica del sempre straordinario Marathonpacks.

Blogs aren’t close to being responsible for any sort of sea change in the music industry—they’re much too small to take credit for that—but it’s important to note that they are reflective of the current, confusing, up-in-the-air state of affairs. They’re indicative of a new agency possessed by music fans, and the desire of many to (symbolically) make their presence known to (theoretically) whomever would like to read and listen. So, I suppose I’d urge those of you with a propensity toward browsing music blogs to take a step back, put on your ethnographic glasses for a moment and look at them for what they are: expressions of the personal tastes of a slim demographic group of mostly dudes, merged with the unique (and definitely problematic) materialism of the Web, that give interesting insight into not only the prevailing (and short-lived) indie-rock zeitgeist, but also into what can go into comprising an online “identity.”
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giovedì, 14 settembre 2006

cANDidATO

MacchianerAward 2006: Nomination
Siccome mi si fa notare che a non parlarne si sembra ancora più spocchiosi che a parlarne (bene o male, non fa differenza), vi segnalo che questo blog è stato candidato agli ormai classici Macchianera Blog Awards 2006 nella categoria Miglior Blog Musicale. Il fatto che questo non sia esattamente un blog musicale (a una stima sommaria non più di una metà dei post riguardano l'argomento; gli altri spesso e volentieri non lo toccano neanche di striscio) e che davvero troppi blog assai più musicali (e assai migliori) di questo siano assenti dalle candidature non fa che rendere il tutto ancor più privo di valore di quanto già non sia. Quel che conta davvero, però, è che ormai ho mancato la candidatura a Miglior Blog Erotico. Dovrò farmene una ragione.
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venerdì, 01 settembre 2006

Incidentalmente

Da qualche giorno questo blog ha cambiato indirizzo mail: inkiostroblog|at|gmail.com al posto del vecchio _inkiostro_|at|virgilio.it, che a breve verrà completamente dismesso. Aggiornare le rubriche e gli smambot, please.
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giovedì, 06 luglio 2006

Notti maggiche

_Difficile pensare a cose più diverse: una (esaltante) semifinale dei mondiali e un concerto dei (soporiferi) Sigur Ros. Martedì sera i due archetipici eventi sono accaduti in contemporanea. Giorgio c'era , e ha visto anche i gol; si vede che non si è addormentato.
_Gecco ha coronato uno dei sogni della vita (sua e dei bambini di mezzo mondo): è stato Babbo Natale nella recente data romana dei Flaming Lips. Serve aggiungere altro?
_«Cena con menù di pesce e/o carne e/o vegetariano dalle ore 19,30. Saranno serviti su richiesta dei piatti a base di blogger». Così Medo presenta il raduno di blogger fissato per venerdì 7 alla festa dell'Unità Paganine, alla periferia di Modena, con a latere la presentazione del classico La notte dei blogger. C'è pure Violetta, se la vedete salutatemela.
_La notizia è di quelle grosse: il 12 Settembre al mai troppo lodato Hana-bi di Marina di Ravenna ci saranno i Lucksmiths, leggendaria pop-band australiana, autrice di un sacco di ottimi dischi tra cui, per dire, il mio disco preferito dello scorso anno. Preparate il vestito buono.
_Da queste parti non se n'è ancora parlato, ma solo perchè non li si è ancora toccato con mano: Bologna è una città chiusa, in cui dopo le 9 di sera non si può comprare una pizza d'asporto, una birra e, più o meno, un gelato. Puntuale Il blog della Domenica affronta l'argomento e linka diversi commenti interessanti. La figura che sta facendo Cofferati è francamente improponibile.
_Chè poi, tra l'altro: domenica dove la si guarda la partita?

martedì, 23 maggio 2006

La solita bottarella all'RSS

Quando per dirti che il tuo RSS* non funziona ti scrive addirittura uno sconosciuto dall'America (che pare non sapere neanche l'italiano; cosa ci faccia sul mio blog è un mistero - Hi Mate!), forse è il caso di dare l'ennesima bottarella ai feed di BlogItalia** nella speranza che prima o poi inizino a funzionare a dovere. Dopo un periodo di manutenzione del sito (un giorno mi è addirittura parso di essere rediretto su Blog.com - l'ho sognato?), i feed sono tornati ma ho notato che davano errore. Ne ho ricostruito ed eliminato la causa (la presenza di lettere accentate nei titoli dei post), e sono tornato ad avere dei feed attivi, ma ho poi notato che praticamente tutti i post sono stranamente troncati. Mi sono accorto che ciò accade in corrispondenza della chiusura del primo <span>, che viene probabilmente interpretata come la chiusura del delimitatore stesso del post. Delle due soluzioni indicate qua, infatti, sono costretto a usare il vecchio <span class="rss:item"> perchè il nuovo <!-- rss:item:start --> mi produce dei feed vuoti. E visto che l'editor di Splinder, usato tramite Firefox, fa il figo e invece di usare i tag semplici come <strong> e <em> aggiunge ogni volta degli span con degli stili associati, i post si troncano praticamente sempre.
Morale della favola, se voglio feed completi e corretti devo usare l'apostrofo al posto dell'accento nei titoli dei post e, paradossalmente, usare Explorer per postare. Nel web semantico bisogna proprio crederci, altrimenti..
In ogni caso: chi è a conoscenza di un feed generator un po' più funzionale (non Blogstreet quindi) si faccia avanti.
[* come cosa sono i feed RSS?]
[** quelli di Splinder sono sempre e solo parziali, e sono intergrali sono per gli utenti a pagamento]
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venerdì, 12 maggio 2006

Non qui, ma ci sono

Scusate la latitanza degli ultimi giorni, sono giornate lavorativamente assai incasinate. Volevo farlo meglio, ma mi limiterò a segnalare un paio di cose:
_stasera ad Airbag manca ilSocio, in trasferta a toccare con mano l'hype generato dagli Arctic Monkeys. A farmi e farvi compagnia ci sarà invece Francesca, per segnalare e approfondire un po' di nuove uscite letterarie interessanti e per sproloquiare variamente di musica e libri. Come al solito alle 21 sui 103.1 MHz FM a Bologna e dintorni e in streaming per il resto dell'universo mondo.
_domani al Covo ad aprire il concerto degli irlandesi The Chalets ci saranno i nostri impagabili Mersenne, a presentare il nuovo ottimo materiale. Se riesco più tardi o domani ve ne parlo più per esteso e vi faccio sentire qualcosa. Nel frattempo sollazzatevi con il loro myspace, e domani non mancate.
[inkiostro | # | b-log | commenti (5)]

martedì, 02 maggio 2006

La posta di inkiostro

[tutto vero]

Ciao inkiostro,
il tuo blog è stato selezionato da un’equipe di ricercatori secondo criteri stocastici e di visibilità.
Il XXXXX in tutte le sale italiane esce il nuovo film di XXXXX dal titolo XXXXXX.
Come da tradizione il film sarà proiettato in forma riservata alla stampa e agli addetti ai lavori un giorno prima dell’uscita in sala. Poichè riteniamo il tuo blog una voce altrettanto importante, avremmo il piacere di invitarti  a partecipare a questo appuntamento in cui, dopo la proiezione, avrai la possibilità di dialogare con il regista e il cast del film.
La proiezione si terrà il XXXXXXX presso il cinema XXXXXXX, sito in Via XXXXXXXXXX, Roma, alle ore 10:30 (di mattina).
Ti preghiamo di confermare quanto prima la tua presenza e quella di un eventuale accompagnatore all'indirizzo XXXXXX.

Ufficio Stampa
XXXXXXXXX

Gentile Ufficio Stampa,
devo dedurre quindi che avere un blog serva a qualcosa. Non serve, però, ad avere una mattinata feriale libera dal lavoro per potersene andare a Roma a vedere un film. Sono quindi costretto a declinare; ma, ovviamente, solo secondo criteri stocastici e di visibilità.
Cordiali saluti,

ink
[inkiostro | # | ma anche no, b-log | commenti (15)]

mercoledì, 19 aprile 2006

Ci mancava giusto il Blog Gang Hand Sign


[Esatto, la posizione delle dita forma la parola 'Blog'. Squisitamente inutile, e persino controverso. E l'idea di un segno di riconoscimento è terrificante]
[inkiostro | # | wild wild web, b-log | commenti (10)]

giovedì, 02 marzo 2006

For geeks only

Qual è il posto più strano dove abbiate mai visto un blog? Che ne dite del file robots.txt?
[come «cos'è il file robots.txt»?]
[inkiostro | # | oh my geekness, b-log | commenti (1)]

lunedì, 27 febbraio 2006

Rianimazione 2.0

Nell'ennesimo empito di entusiasmo nei confronti del Web 2.0, il sottoscritto ha passato parte della serata di ieri a non fare ciò che doveva e, invece, a implementare i titoli di splinder e rianimare i Feed RSS di BlogItalia. Tutto ciò nel forse decimo tentativo di decidersi ad usare un feed reader, proposito che torna ciclicamente e che altrettanto ciclicamente cade nel vuoto dopo qualche giorno in favore della cara vecchia navigazione random. L'operazione di rianimazione pare fallita (il cadavere è qui), o almeno lo è secondo Thunderbird; Bloglines dà qualche improbabile segno di vita, ma non c'è troppo da contarci. Ogni dritta terapeutica (leggi: un sito che fornisca un servizio migliore, o semplicemente il trucco per farlo funzionare) è la benvenuta.
[Update: forse li ho rianimati. Mi date del feedback?]
[inkiostro | # | b-log | commenti (15)]

giovedì, 09 febbraio 2006

Andy Warhol reloaded²
"Propongo una versione alternativa del tuo bell'epigramma couplandiano di qualche tempo fa:
«In futuro, tutti avranno *bisogno di* quindici minuti di anonimato»."
Enzo, via mail]
[inkiostro | # | b-log | commenti (5)]

lunedì, 06 febbraio 2006

Caro vecchio post a punti (due punti)
_Ovvero: cleaning up my closet. Quando i link si accumulano, dopo un po' puzzano.
_Un tripudio per gli amanti del retrofuturismo: 21st century computing, secondo un numero di Compute di 17 anni fa. Risate garantite. Riflessioni consigliate.
_Obbligatorio lego link del giorno: una (brutta) chiesa interamente fatta di lego. Attenzione: pacchianissime foto di gatti incluse. [grazie Oh my geekness]

_Zeitgeist in pillole: Top tracks linked by music bloggers in 2005.
_E sempre parlando di blog'n'roll: l'omonima cover story del nuovo numero di Rumore, titolo a parte, è davvero notevole. E non è per la generosa menzione del blog del sottoscritto o per l'intervista al sindaco degli indieblogger Polaroid: si tratta proprio di un'ottima serie di articoli. Chapeau ai signori Girolami, Campo e Compagnoni.
_Look at us, we formed a band: l'associazione di suonatori di campanelli. [Grazie Medo]
_Radiohead frullati e mashuppati: in Me and this army ci sono parecchie ottime idee. Il bastard pop è morto, viva il bastard pop.
_Non resisto dal linkarlo: ecco il gatto più brutto del mondo. Sì, è proprio brutto. No, non fa ridere.
_Magistrale: il migliore post su Match Point di Woody Allen (bellissimo, va da sè; o forse no?) è di Leonardo.
_Non mi piacciono i tatuaggi ma: quello di Space Invaders merita, e ben più del plurilinkato culo à la Pac-man.
_E due: Morrissey - Dear God, please help me (mp3) (via). Adesso però la smetto. Fino a nuovo ordine.
_Oggi sarebbe lunedì ma: non sono molto in vena di giochi. Mi vengono in aiuto Elena e Max (grazie!) che, ri-segnalandomi Molle industria (che a suo tempo già linkai), mi permettono di segnalarvi il McVideogame, che a una prima occhiata sembra fatto piuttosto bene. Mi direte.

mercoledì, 11 gennaio 2006

Andy Warhol reloaded
«In futuro, tutti avranno quindici minuti di anonimato».
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venerdì, 06 gennaio 2006

inkiostro³
Nel mondo reale sono solo tre anni, ma se gli anni dei blog sono come quelli dei cani, oggi questo blog raggiunge e sorpassa la maggiore età.
[inkiostro | # | b-log | commenti (39)]

giovedì, 27 ottobre 2005

Gocce d'inkiostro sum-up
Oggi la mia rubrichetta trisettimanale con le notizie dal web e dai blog che va in onda alle 15, all'interno di Seconda Moka, sulle frequenze di Radio Città Fujiko (anche in streaming) compie un mese. Per festeggiarla ecco il riassunto degli argomenti di ciascuna puntata di Gocce d'inkiostro, la rubrica radiofonica che vanta il maggior numero di critiche per il suo nome. Prima o poi magari metterò anche le puntate in download; quando avrò il tempo, diciamo (ahaha). In regalo una bambolina a chi indovina che canzone ho messo in coda a ciascuna puntata (alcune sono banali, altre mica tanto).
1. La crisi della Lego (link)
2. Il fenomeno Clap your hands say yeah (