lunedì, 20 febbraio 2006
Appunti di una settimana
Disclaimer. Stavolta non è che non ho tempo, è che non ne ho voglia.
Milano /1. A Milano le folksinger canadesi figlie e sorelle d'arte fanno gli showcase in posti fighetti che qua sarebbero troppo perfino per il tamarro bolognese. A Milano c'è pure il vino gratis offerto dalla casa discografica. A Milano c'è De Luca che si beve una birra appoggiato al muro (ma io non mi avvicino, sono timido). A Milano c'è la suddetta folksinger che dal vivo ha una voce da paura, batte il piede come neanche Olmo della Gialappa's e alla fine è assai meglio che su disco. Mentre canta fa sorrisoni a me e a tutti quelli seduti nelle prime file, ed è sufficiente per farmi innamorare.
E' giunto il momento. Urge imparare Ajax. Ajax lava più bianco. Ajax, sii mio amico, ti prego!
Milano /2. A Milano i blogger più fighi che incontri hanno chiuso il blog. Uno citando i Codeine, l'altro citando i Radiohead.
Puro genio. «Quando Chuck Norris taglia le cipolle, piove». (ovviamente da qui)
The Space Cowboys. Pensavo di non andare a vedere Brokeback Mountain per manifesto menefrighismo, ma gli unanimi commenti entusiastici e i minacciosi ammonimenti ossimorici («Vallo a vedere, altrimenti nessuna donna ti si filerà mai più») mi hanno fatto cambiare idea, e appena riesco di andrò. Intanto ghigno per la t-shirt dell'anno, che recita Save a horse, ride Jake. (grazie a Violetta)
Milano /3. A Milano si fa doppietta, e dopo la folksinger canadese si va a vedere il duo strappacuore californiano. Il duo strappacuore ha sul sottoscritto l'effetto di un tir preso sul muso a massima velocità. Non ci posso neanche ripensare.
Airbag vive! Ora che al socio è finalmente arrivata l'ADSL, tenete d'occhio il blog di Airbag.
Pianomagica. Glen Johnson e soci incommensurabilmente meglio rispetto a questa Estate. Sarà l'effetto club fumoso, o la clamorosa e cattivissima versione elettrica e sincopata di Saint Marie. Un paio di canzoni in meno e sarebbe stato perfetto, ma anche così ho il torcicollo a forza di guardarmi le scarpe.
Un solo imperativo. Esportare la democrazia, esportare Calderoli.
Saturday night. Cosa c'è di più di triste del passare un sabato sera a un concerto degli Arab Strap? Semplice: non andarci, e passare la serata da solo a casa a portarsi in pari con le ultime puntate di Lost.
Google sa. Mi sono documentato un po' sul Google Hacking. E -infatti- brr.
E' un complimento? «Rispetto a quando ci frequentavamo, fai dei discorsi ancora più da Woody Allen». Ah, ecco.
Milano /1. A Milano le folksinger canadesi figlie e sorelle d'arte fanno gli showcase in posti fighetti che qua sarebbero troppo perfino per il tamarro bolognese. A Milano c'è pure il vino gratis offerto dalla casa discografica. A Milano c'è De Luca che si beve una birra appoggiato al muro (ma io non mi avvicino, sono timido). A Milano c'è la suddetta folksinger che dal vivo ha una voce da paura, batte il piede come neanche Olmo della Gialappa's e alla fine è assai meglio che su disco. Mentre canta fa sorrisoni a me e a tutti quelli seduti nelle prime file, ed è sufficiente per farmi innamorare.
E' giunto il momento. Urge imparare Ajax. Ajax lava più bianco. Ajax, sii mio amico, ti prego!
Milano /2. A Milano i blogger più fighi che incontri hanno chiuso il blog. Uno citando i Codeine, l'altro citando i Radiohead.
Puro genio. «Quando Chuck Norris taglia le cipolle, piove». (ovviamente da qui)
The Space Cowboys. Pensavo di non andare a vedere Brokeback Mountain per manifesto menefrighismo, ma gli unanimi commenti entusiastici e i minacciosi ammonimenti ossimorici («Vallo a vedere, altrimenti nessuna donna ti si filerà mai più») mi hanno fatto cambiare idea, e appena riesco di andrò. Intanto ghigno per la t-shirt dell'anno, che recita Save a horse, ride Jake. (grazie a Violetta)
Milano /3. A Milano si fa doppietta, e dopo la folksinger canadese si va a vedere il duo strappacuore californiano. Il duo strappacuore ha sul sottoscritto l'effetto di un tir preso sul muso a massima velocità. Non ci posso neanche ripensare.
Airbag vive! Ora che al socio è finalmente arrivata l'ADSL, tenete d'occhio il blog di Airbag.
Pianomagica. Glen Johnson e soci incommensurabilmente meglio rispetto a questa Estate. Sarà l'effetto club fumoso, o la clamorosa e cattivissima versione elettrica e sincopata di Saint Marie. Un paio di canzoni in meno e sarebbe stato perfetto, ma anche così ho il torcicollo a forza di guardarmi le scarpe.
Un solo imperativo. Esportare la democrazia, esportare Calderoli.
Saturday night. Cosa c'è di più di triste del passare un sabato sera a un concerto degli Arab Strap? Semplice: non andarci, e passare la serata da solo a casa a portarsi in pari con le ultime puntate di Lost.
Google sa. Mi sono documentato un po' sul Google Hacking. E -infatti- brr.
E' un complimento? «Rispetto a quando ci frequentavamo, fai dei discorsi ancora più da Woody Allen». Ah, ecco.
