giovedì, 21 giugno 2007
Nema fictzione in patria
Due notizie:
La prima è che MySpace (o meglio, MySpace Italia) non è più il male. E' sempre di Murdoch, è sempre tendenzialmente inutile ed è sempre tecnologicamente obsoleta, ma da quando la piattaforma è sbarcata anche in Italia (e si è accaparrata in redazione almeno un nome di sicuro valore) in campo musicale ci sono da segnalare diverse ottime iniziative: il full streaming del nuovo disco di Perturbazione, il brillante cd-mix degli Scuola Furano, le esclusive con i Verdena o i Casino Royale e, recentemente, la bella cover di Alessandro Raina che rifà i Bloc Party.
[a latere, io comunque continuo a non avere un MySpace, o meglio, ad averne uno vuoto]
E qui veniamo alla seconda notizia: non è più vietato apprezzare Alessandro Raina. Già voce dei Giardini di Mirò nel controverso periodo Punk...not diet!, autore di un disco solita uscito per Cane Andaluso e voce per i N00rda di Cesare Malfatti, Raina ha spesso attirato gli strali della indie-crew italica, tanto per motivi musicali (la voce fragile e talvolta incerta, l'accusa di aver snaturato il suono e l'immagine dei Giardini dopo le vette toccate nel periodo Rise and fall) quanto per motivi extra-musicali (pare che di lavoro faccia il commesso / modello in una boutique di Milano, e il suo MySpace incarna pressochè tutti i clichè negativi dell'artistoide bohémien). Ogni dubbio è stato però dissipato da Nema fictzione, eccellente progetto firmato insieme a Pierluigi Petris e Giacomo Spazio, in cui la confezione a dir poco sontuosa e la presunzione di «raccontare alcune figure centrali del novecento italiano» (c'è di tutto, da Calvino a Crialese, da Carla Bruni a Erika di Novi Ligure) non riesce a far ignorare pezzi e arrangiamenti eccellenti, «tra Yankee Hotel Foxtrot e Neon Golden», secondo la nota sul sito della Homesleep booking. E tra non molto giungerà a compimento anche l'ambizioso nuovo progetto Amor fu, condiviso con la parte strumentale dei La Crus e (udite udite) cantato in italiano.
A ulteriore conferma del fatto che spesso non guasta andare oltre l'apparenza, la versione del più recente singolo dei Bloc Party (nonchè, forse, pezzo migliore dell'altrimenti discutibile A weekend in the city) da poco resa disponibile e promossa da Myspace è davvero un piccolo gioiello, che rivede in chiave glitch-folk quanto per la band londinese era semplice pop in maggiore un po' alla U2. Bel colpo, direi
Alessandro Raina - I still remember (Bloc Party cover) (MP3)
Raina / Petris / Spazio - My fragile family 3 (MP3)

