2.0

giovedì, 28 febbraio 2008

It'a all under control

[inkiostro fa surf]

 

Continuo a perdere pezzi di corpo e di pensiero, come cantava quello là.
Letteralmente, non riesco più a starci dentro. Per dire, al cinema sto perdendo di tutto, da Paul Thomas Anderson ai Coen che vincono l'Oscar, da Tim Burton alle prese con un musical a Woody Allen che delude i più ma come si fa a non essere curiosi, da Caos calmo che è bello o forse no ma c'è Moretti, allo Scafandro, la Farfalla, l'Ombrello e la Macchina da cucire, e poi continuo a rimandare birre e aperitivi con un paio di amici che ormai mi odiano, e tutti quei concerti a cui non andrò mai, nonchè l'ira di Dio di mail a cui devo rispondere (pazientate, please), tra cui le stagiste della radio a cui ho promesso i contatti (e le mail di presentazione ai contatti, certo), senza dimenticare la pila di libri sul comodino (il nuovo De Lillo, ancora mai aperto, allucinante), e la puntata di venerdì 29 di Get Black da preparare -sarà la cosa più dadaista e bissestile della storia della radio, probabilmente-, che poi subito dopo metterò i dischi al Covo a seguito del concerto degli ottimi Tiger Tiger e ho dei colpi in canna ancora da studiare, e ho ancora una caterva di dischi nuovi da ascoltare (un intero ordine da Play.com ancora imballato, una cartella da 2 giga sul desktop mai aperta), ma poi alla fine non ho deciso che lettore mp3 comprare e continuo a cambiare idea circa una volta al giorno, se poi non porto il passaporto a mia cugina la questura mi blocca il rinnovo e non riesco a espatriare, e tra poco mi scade la patente (tutto ciò, peraltro, fingendo di non avere una decine di ore al giorno occupate dal lavoro, e dalle cose logistiche tipo la spesa e le lavatrici, certo), e a casa ho il pc che dà i numeri e mi sa che dovrò reinstallare tutto (e quindi backuppare tutto), e immagino lo farò questo weekend (anche se sabato sera gli Art Brut al Bronson non me li perdo), insomma, adesso penso a come organizzarmi, tanto ho un sacco di tempo per pensarci, no?

 

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (16)]

mercoledì, 27 febbraio 2008

La pubblico almeno smettete di segnalarmela

 

[La libreria Amazing Staircase vi piace un sacco -e ci credo-, mi sta arrivando circa una segnalazione al giorno. Grazie a Emanuel, Francesco, Giulia e Subliminalpop.

 

Update: vi segnalo anche il super-riassuntone 30 of the Most Creative Bookshelves Designs, due segnalazioni in due ore (Maelstrom2 e Lello, grazie)... Le più belle le ho già postate praticamente tutte però (e alcune comunque gli sono sfuggite)]

 

[inkiostro | # | faking the books | commenti (6)]

martedì, 26 febbraio 2008

Dalle parti opposte della barricata

 

[Via e via]

 

martedì, 26 febbraio 2008

The big ideas again

Una di quelle cose che ti rimettono al mondo: tornare a casa a tarda sera dopo una pessima giornata, e scoprire che c'è in giro un nuovo pezzo degli LCD Soundsystem, dalla colonna sonora di 21. E che è una bomba!

[venerdì test in pista al Covo assicurato, interminabile intro compresa]

 

LCD Soundsystem - Big Ideas (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (6)]

lunedì, 25 febbraio 2008

Yuppie Forest

Ho il sospetto che oggi leggerete questa notizia un po' dovunque: a sorpresa ad Aprile tornano sulle scene gli Yuppie Flu, principi più o meno incontrastati dell'indie-rock nostrano assenti dalle scene dai tempi dell'eccellente Toastmasters di un paio di anni fa.

L'attesa per l'uscita di Fragile Forest comincia già da oggi, con il lancio in grande stile di un MP3 in anteprima liberamente scaricabile dal sito ufficiale della band, a fronte di una veloce registrazione che -si promette- sarà ben più di un semplice mezzo per la ricezione di info e newsletter. Cold Device è una ballad da manuale, che parte con un sitar un po' spiazzante, continua con una strofa timida e poi si lancia in una languida apertura che ricorda qualcosa del loro capolavoro Days before the day

Il pezzo è in streaming qua sotto, e in download free dal sito. E se il buon giorno si vede dal mattino, Fragile Forest sarà un altro grande album.

 

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (5)]

lunedì, 25 febbraio 2008

Trovatemi qualcosa di piu' nerd, se vi riesce

Ladies and gentleman, la iBand.

 

[inkiostro | # | oh my geekness, ahipod | commenti (1)]

venerdì, 22 febbraio 2008

Tutti i cretesi mentono

[Se portassi delle spillette, non mi farei scappare questa coppia di Paradox Buttons. Si comprano su Etsy. (via)]

 

venerdì, 22 febbraio 2008

Turn up the music Take me home Take me anywhere

Del concerto di Jens Lekman di un paio di sere fa al Teatro Rasi di Ravenna non so bene cosa dire, ma voglio dirlo. Non so se è stata la splendida location, la scaletta impeccabile, gli arrangiamenti imprecisi che eliminavano un po' della fatidiosa perfezione formale dell'ultimo disco, l'essere costretti sulla poltroncina del teatro che ti porta a trovare modi inediti per ballare e tenere il tempo o l'aria insieme sfigata e super-cool che Lekman riesce a portare con invidiabile naturalezza; sarà stato anche solo uno di questi fattori o più probabilmente la somma totale, sta di fatto che è stato un concerto che mi ricorderò.

 

Clicca sulle immagini per ingrandirle

 

 

Jens Lekman - Live @ Copehangen, 15/02/08 (megaupload > 15 MP3)

 

 

Una selezione:

Jens Lekman - New directions (unpublished - live 15/02/08) (MP3)

Jens Lekman - Black Cab (live 15/02/08) (MP3)

Jens Lekman - A postcard to Nina (story intro - live 15/02/08) (MP3)

Jens Lekman - Sipping on sweet nectar (live 15/02/08) (MP3)

 

giovedì, 21 febbraio 2008

You can stand under my piramidella

Un uber-mash-up di grande pop il cui risultato, seppur interessante, è inferiore alla somma delle parti: Rihanna che canta il singolone Umbrella sulla base del singolone Golden Skans suonata live dai Klaxons con una scenografia parecchio debitrice alla celebre piramide dei Daft Punk. Dalla premiazione dei Brit Awards, ieri sera.

 

 

Rihanna feat. Klaxons - Umbrella (live at Brit Awards) (MP3)

 

[Perdonatemi per il titolo del post, vi prego]

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (15)]

giovedì, 21 febbraio 2008

Occhio agli auricolari (quasi un meme)

Non fai in tempo a farti piallare le giornate dal troppo lavoro e dagli impegni arretrati che, pur navigando un decimo degli altri giorni, nel giro di 10 minuti ti imbatti in tre link più o meno grotteschi che hanno tutti a che vedere con un paio di auricolari:

 

[lo spot canadese contro gli incidenti sul lavoro. Anche gli altri -curiosi e grotteschi quanto questo- meritano]

 

 

 

[lo spot australiano che mette in guardia dalle distrazioni -musicali, in questo caso- quando si attraversa la strada]

 

 

 

[ben più facete, le casse di Fred & Friends a forma di auricolari giganti]

 

[inkiostro | # | wild wild web | commenti (1)]

martedì, 19 febbraio 2008

Nice rack

WineRack, il finto-reggiseno che può contenere quasi un litro di alcool, è quasi indispensabile in tempi di divieti notturni, selezione all'ingresso e caro-cocktail. Conosco almeno un paio di persone che dopo questa segnalazione ne compreranno uno alla propria ragazza. E almeno un paio di ragazze che probabilmente se lo compreranno per sè.
[e c'è anche l'appropriatissima versione maschile Beerbelly,  in guisa di buzza alcolica]

 

[inkiostro | # | fantascienza | commenti (5)]

martedì, 19 febbraio 2008

Un uomo entra in un bar

Oggi va così:

A man walks into a bar
orders a beer and a bowl of peanuts
but the bar turns into a spaceship
and the bartender gives him a hair cut
i cant remember the end of that joke
you once told it to me when we smoked
on your fathers expensive cigars
all i remember is the part of a man walking into a bar

How many lovers does it take
to put a light bulb into a socket?
Why did Mona Lisa smile?
I have the answer written down in my pocket.
I just remember I laughed til i cried
because you told it with your funny voice
your southern dialect makes me rejoice
those special times we had
when love was just a silly gag

I know why Mona Lisa smiled
Da Vinci must have been a really funny guy
and laughter is the only way into my heart
I know why Mona Lisa smiled
Da Vinci must have been a really funny guy
and laughter is the only way into my heart

Summer night on a gravel road
you told me about your childhood friend Veronica
who was claimed to have swallowed a toad
and i picked up my harmonica

I know why Mona Lisa smiled
Da Vinci must have been a really funny guy
and laughter is the only way into my heart
I know why Mona Lisa smiled
Da Vinci must have been a really funny guy
and laughter is the only way into my heart

A man walks into a bar
orders a scotch and a bottle of coke
but the laughter is gone in his heart
you never told me the end of the joke.. [#]

Jens Lekman - A man walks into a bar (MP3)

 

[stasera Jens Lekman suona al Teatro Rasi di Ravenna. Venerdì invece è al Viper di Firenze]

 

lunedì, 18 febbraio 2008

Bei tempi mai esistiti

[da qui. Grazie a Emanuel e Checco]

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (2)]

lunedì, 18 febbraio 2008

Che c'hai du'ggiga, prestame cento mega

Dando un'occhiata su Google scopro che ha più di 3 anni e che nel mentre è stata linkata e segnalata più o meno chiunque, eppure dopo averla scoperta venerdì sera dalla playlist come al solito delirante del collega radiofonico Soroton nel suo Smetto quando voglio, non posso esimermi dal rilanciare anche qua Mamma Ram, la versione geek (che si affianca alla già nota - e già segnalata - cialtronissima versione bolognese firmata Dario Dariotti) del classico Mamma Roma (aka Roma addio aka Me ne andavo da quella Roma) di Remo Remotti.
Lo Iomega ZIP, quanti ricordi.

[qua c'è pure un video, ma non mi sembra un granchè]

 

Recycle feat. Eloquens - Mamma Ram (MP3)

 

Bonus:

Remo Remotti - Mamma Roma (MP3)

Dario Dariotti - Bolognademerda (MP3)

 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (3)]

venerdì, 15 febbraio 2008

Kanye mi copia

[Katz bookshelf bench, segnalata da Kanye West sul suo blog. Grazie a Girolami per la segnalazione]

 

[inkiostro | # | faking the books | commenti ]

venerdì, 15 febbraio 2008

Zen Lullaby

 

Di Punk Lullaby, il singolo dei nostrani Zen Circus insieme a Brian Ritchie (già nei leggendari Violent Femmes), che presenta al mondo il frutto della loro collaborazione Villa inferno (che esce oggi per Unhip Records), l'unica cosa che non mi piace è il titolo.

Il resto, però, è davvero un instant-classic. Merito anche del coretto delle Breeders Kim e Kelley Deal (che non sono neanche l'unico nome pesante che compare nelle liner notes del disco; c'è anche Jerry Harrison dei Talking Heads) che rimanda direttamente ai migliori anni '90, quelli dei primi anthem indie che si facevano strada a forza verso l'airplay radiofonico. Il bellissimo video, disegnato dal venerabile Davide Toffolo, riporta invece al presente, con un tratto che ricorda quello del video di Young Folks, una protagonista curiosamente somigliante ad Ellen Page dell'indie-blockbuster Juno, e una coreografia a metà tra esercizi di aerobica e sfilata di moda di indie-style al femminile.

Quadratura del cerchio, pezzo in repeat, e (fidatevi) segnalazione sui blog di oltreoceano obbligatoria. Si parte.

 

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (13)]

giovedì, 14 febbraio 2008

Lego Galore /2: ritratti cubisti

Erano già linkate da uno dei siti che ho segnalato la settimana scorsa quando si parlava di Lego, ma le creazioni coi mattoncini di Ochre Jelly sono talmente belle che meritano un post tutto per loro:

 

Stephen Hawking

 

 

I personaggi di Futurama

 

 

mercoledì, 13 febbraio 2008

Quando Chuck Norris taglia le cipolle, piove

Sicuramente non è nuovo, ma io l'ho notato solo ora:

 

 • Vai su Google
 • Digita "find chuck norris" (senza virgolette)
 • Clicca su "Mi sento fortunato"
 • Ecco quello che ottieni:

 

[E' un trucchetto -oddio, in realtà, non è un trucchetto- banale, ma mi ha fatto ridere]

 

[inkiostro | # | wild wild web | commenti (5)]

martedì, 12 febbraio 2008

Caro lettore, ascolta questo disco

Ehi tu, giovane lettore che ogni tanto capiti su questo blog e saltuariamente ascolti un po' della musica di cui spesso si parla su queste pagine.

 

[No, non sto parlando a te, giovane collega m-blogger che mi leggi sul tuo feed reader o che sei arrivato qui dalla Hype Machine, e neanche di te, giovane musicista / giornalista / DJ / webzinaro / forumista / scenester che di musica ne sai a tronchi più del sottoscritto -non è difficile- ma ogni tanto vieni qui a storcere un po' il naso perchè, lo sappiamo tutti, i blog rappresentano la degenerazione dei costumi musicali del nuovo millennio ma non si può fare a meno di leggerli una volta ogni tanto, sti bastardi]

 

Mi rivolgo a te, giovane lettore che apprezzi un po' della musica proveniente da quel calderone informe spesso etichettato come «indie» ma che te ne freghi di ogni fottuta nuova band svedese o trio di adolescenti inglesi o cantautore folk del Nebraska o band post-punk di Williamsburg, Brooklyn che per un paio di settimane si contende con i suoi simili il titolo di miglior disco del secolo e poi scompare ingloriosamente nell'anonimato da cui era venuto, e tutti stiamo bene ugualmente.

Caro lettore, c'è la possibilità che tu, pur apprezzando, che ne so, i Franz Ferdinand, Beirut o gli Arcade Fire, e pur amando fare due salti il Venerdì sera al Covo, al Plastic o all'Annex, magari non abbia mai sentito nominare i Neutral Milk Hotel. Innanzi tutto non ti preoccupare, non è grave, e c'è sempre tempo per rimediare; anch'io li ho scoperti molto tardi, eppure sono qui a parlarvene come se nel 1998 fossi stato davanti al Disco d'oro pronto ad acquistare la prima copia arrivata dagli States del loro capolavoro assoluto In the aeroplane over the sea.

 

Perchè, caro lettore, l'occasione per parlarti di loro mi viene esattamente dal decennale dell'uscita del disco, che cade appunto tra qualche giorno; nella remota ma possibile eventualità che tu non li abbia mai sentiti nominare, ciò non può che spingermi, con tutta l'insistenza di cui sono capace, a consigliarti di procurarti il prima possibile e senza dubbio alcuno questo clamoroso disco. Già gli organi indie-hipster Stereogum e Pitchfork gli stanno tributando i dovuti onori, e non c'è occasione migliore di un anniversario per recuperare un bel classico e innamorarsene perdutamente come, in questo caso, è quasi inevitabile succeda.

 

Quando è uscito, In the aeroplane over the sea era avanti anni luce, o forse indietro di decenni, o più probabilmente di lato e sta tuttora in un'altra dimensione a cui i dischi normali non si sognano nemmeno di poter accedere. La sua ruvida, semplice, bellezza, urgente come il suono delle corde della chitarra strapazzata e della voce a squarciagola di Jeff Mangum, sontuosa come gli arrangiamenti della banda di ottoni che fa capolino qua e là, e visionaria come i testi che parlano di ragazzini con due teste, di figlie comuniste, del re dei fiori di carota e di Anna Frank, è talmente accecante che a 10 anni dalla sua uscita non ha perso un raggio della sua luce.

 

Caro lettore, se non conoscevi questo disco, procuratelo, e ne sarai contento. Se invece lo conoscevi già, tiralo giù dallo scaffale, e brinda con me.

 

 

Neutral Milk Hotel - In the aeroplane over the sea (MP3)

Neutral Milk Hotel - Two-headed boy (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (18)]

lunedì, 11 febbraio 2008

Rebus eliico

La copertina di Parco Sempione, nuovo sfolgorante singolo di Elio e le Storie Tese è un rebus (9, 6, 2, 5; facilissimo), nonchè l'ennesimo tassello di un mosaico che unisce la piaga dei bonghisti, l'Ecopass, la crew di Maccio Capatonda, la politica ambientale dell'amministrazione di Milano, l'Africa, le «torte di fumo» e The ring. Qui sotto il video, opera di genio dell'indimenticabile regista Pelo Ponneso.
[grazie a Pelodia]

 

 

[inkiostro | # | suoni, guarda te | commenti (15)]

venerdì, 08 febbraio 2008

Friday I'm in points

Persepolitica - Ero curioso di vedere come e se avrebbe reso in versione cinematografica Persepolis, pluripremiato meraviglioso fumetto dell'autrice iraniana Marjane Satrapi, e dopo la proiezione in anteprima di ieri sera lo so: benissimo. L'animazione 'povera' (unica soluzione praticabile nel caso di un tratto così particolare) funziona alla perfezione, la non-storia (più un susseguirsi di episodi che un plot vero e proprio) procede senza affanni, il doppiaggio della Cortellesi è -ovviamente- ottimo, e anche conoscendo bene il fumetto originale si ride e si piange a volontà. Raccomandato.

 

Uomini soli - Stasera a Get Black non sentirete neanche una voce femminile. Il sottoscritto e Fabio affronteranno, in teoria e in pratica, il tema di ciò che succede quando le donne sono lontane: frittatone con cipolla, familiare di Peroni gelata, rutto libero, perversioni tecnologiche, calcio, e tutto il resto. Dalle 21 sui 103.1 MHz i FM di Radio Città Fujiko, streaming (OGG hi-quality / MP3 mid-quality).

 

Quarantadue! - Attenzione particolare merita stasera il Quiz Black, il contest radiofonico semi-serio che ogni settimana vi regala i nostri cd, libri e dvd preferiti. Stavolta piatto ricchissimo: in onore della data di questa sera al Covo, vi regaleremo il 42 PACK, il mega-pacco che comprende praticamente tutte le produzioni della neonata 42 Records. Ci saranno Action please! dei Kobenhavn Store, Magic Powers dei Cat Claws, Last EP dei Fake P (in vinile!), spillette e adesivi in quantità, il tutto a chi nel corso della puntata ci sarà la risposta più creativa a questa domanda:

La 42 Records prende il nome dai surreali romanzi di Douglas Adams, in cui la risposta alla Domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto era appunto....42. A questo punto c'è uuna sola cosa da scoprire....qual è la domanda?

Le risposte più creative che ci arriveranno durante la puntata via mail all'indirizzo BLACK |X| GETBLACK.IT o via sms  al 333 1809494 (i commenti non valgono, nè gli sms mandati prima delle 21) si accaparreranno il prezioso pacco. Poi ovviamente tutti al Covo, per il double bill di Fake P e Kobenhavn Store.

 

venerdì, 08 febbraio 2008

Neanche nei vostri sogni piu' incredibili

Un giorno molto difficile, per gli adolescenti di oggi: da Horror Vacui (il nuovo disco che esce oggi) ecco Sogni risplendono, il duetto tra i Linea77 e Tiziano Ferro. Chiunque abbia concepito questa idea è un genio del male.

(via Simona)

 

Linea77 feat. Tiziano Ferro - Sogni risplendono (MySpace rip) (MP3)

 

Bonus:

Get Black - Puntata VIII (Tiziano Ferro) (MP3)

 

giovedì, 07 febbraio 2008

Le pesche marce che non maturano. Mai.

La storia dei Moldy Peaches è di quelle per cui sembra sia stata inventata originariamente la parola «improbabile».

 

Già sgangherato e surreale duo folk-punk newyorkese, scioltosi cordialmente -dopo una manciata di anni di successo di culto- dando il via a due belle carriere soliste mai andate troppo in là, la band di Kimya Dawson e Adam Green negli ultimi mesi è prepotentemente -e improvvisamente- diventata una celebrità grazie alla colonna sonora del blockbuster indie (ossimoro? ma và) Juno, il film (molto carino ma molto paraculo) di Jason Reitman già candidato all'Oscar e costruito in buona parte proprio sui pezzi di Kimya Dawson, nonchè sulla ballad manifesto dei Moldy Peaches Anyone else but you.

In un paio di mesi è successo l'incredibile: la colonna sonora del film (che contiene anche pezzi dei Belle & Sebastian, Sonic Youth, Kinks e Cat Power) è prima in classifica negli USA, i Moldy Peaches -ancora ufficialmente sciolti- sono stati invitati più volte a suonare in tv, e la loro musica risuona da spot, blog e locali che fino a un paio di mesi fa non li avevano mai sentiti neanche nominare.

 

La coincidenza temporale, peraltro, è curiosa, perchè entrambi i musicisti stanno per uscire con dei nuovi dischi solisti, esattamente come successe anche due anni fa. Allora dedicai ai due un post di cui vado ancora fiero, che vi riporto qua sotto, perchè ancora oggi -soprattutto oggi- non saprei trovare parole diverse per parlare della loro musica. Nella speranza (che è queasi una certezza) che il successo non li cambi, e che le pesche marce continuino a non maturare mai.

 

Le pesche marce che non maturano

Erano altri tempi; l'11 Settembre 2001, per la precisione. Il giorno della perdita dell'innocenza americana, con una coincidenza che continua a sembrare casuale anche se cerchi di trovargli significati reconditi, usciva un piccolo disco. Uno di quelli che ti esaltano per qualche mese e che quasi subito dimentichi, di quelli che dopo qualche tempo sembrano divertenti e niente più, e che poi, retrospettivamente, finiscono per avere più influenza di quanto chiunque si aspetti. Soprattutto di quanto si aspettino i suoi autori, un ragazzetto con la faccia da schiaffi e la sua tata, nera e riccioluta, che vengono dalla grande mela, amano suonare sul palco vestiti rispettivamente da Peter Pan e da orsacchiotto e incrociano la lezione del miglior lo-fi con una sensibilità pop infantile e bizzarre influenze di quello che qualcuno definirà anti-folk. Sono Adam Green e Kimya Dawson, i Moldy Peaches.

 

The Moldy Peaches - Anyone else but you (MP3)

The Moldy Peaches - Downloading porn with Davo (MP3)

 

Tempo un disco -irresistibile- e i Moldy Peaches («le pesche marce») si separano. Adam Green eredita la vena pop e il senso dell'umorismo iperbolico e volgarotto, Kimya Dawson le pennellate folk e l'intimismo infantile, e le loro carriere musicali procedono parallele senza quasi toccarsi, fino ad oggi. Tre dischi per lui (di buon successo; a parte che in Germania, dove il nostro va regolarmente in top 10) e quattro per lei (di nicchia che più nicchia non si può); ora, la prossima primavera, vede i loro nuovi dischi uscire a distanza di appena un mese.
Jacket full of danger di Adam Green, che esce il 10 Marzo su Rough Trade (preceduto dal singolo Nat King Cole), è l'ennesimo passo sulla strada di una incontenibile grandeur pop da monellaccio che fa il verso ai grandi crooner del passato. Il disco si risolleva dalla cocente delusione dell'ultimo Gemstones, e contiene pezzi meno frenetici (e immediati) che in passato e parecchie ballate, con un'ingombrante orchestra di archi quasi sanremese a fare capolino in quasi tutti le canzoni. Assai piacevole, anche se i fasti di Friends of mine, sembrano decisamente andati.

 

Adam Green - Pay the toll (MP3)

Adam Green - Nat King Cole (MP3)

 

Remember that I love you di Kimya Dawson, che esce l'11 Aprile su K, è forse, invece il miglior disco solista della scarmigliata orsacchiottona. Oscilla, come al solito, tra  piccoli acquerelli acustici e iper-sensibili (l'ottima Underground) e filastrocche con melodie elementari e abbondanza di cori disordinati. La tentazione di considerarlo (ancora) frutto di una naivetè post-hippy è forte, ma l'ascolto attento rivela un'attenzione ai dettagli e alla costruzione delle armonie assai inusuale per un disco tanto platealmente lo-fi.

 

Kimya Dawson - Underground (MP3)

Kimya Dawson - Tire swing (MP3)

 

Sono partiti dichiarandosi scaramanticamente marci, e forse, a un certo punto, a qualcuno il dubbio è anche venuto. Si dimostrano invece tutt'altro che andati, entrambi perfettamente in grado di realizzare un percorso musicale già presente in potenza in quel primo, letteralmente seminale, album. Le pesche nate da quel seme non saranno marce, ma non sono neanche mature; quello no. Le pesche marce non maturano mai. [#]

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (9)]

mercoledì, 06 febbraio 2008

Lego galore

Lo indicava anche il logo di Google qualche giorno fa: la settimana scorsa i Lego hanno compiuto 50 anni. Tra i tanti che hanno tributato ai meravigliosi mattoncini colorati l'onore che meritano c'è stato l'uber-blog tecnologico Gizmodo, che ha realizzato una imperdibile timeline con la loro storia, ha raccolto i best lego sets in history (tra cui il mitico parcheggio sopraelevato, il robottone spaziale blu, l'isola dei pirati e uno dei miei preferiti, l'albero di Robin Hood; peccato solo che ne manchino un sacco, almeno il castello giallo e il treno ce li potevano mettere..) e ha elencato alcuni impressionanti dati sul loro mondo:

• There are about 62 LEGO bricks for every one of the world's 6 billion inhabitants.

• LEGO bricks are available in 53 different colors.

• 19 billion LEGO elements are produced every year.

• 2.16 million LEGO elements are molded every hour, or 36,000 per minute.

• More than 400 billion LEGO bricks have been produced since 1949.

• Two eight-stud LEGO bricks of the same color can be combined in 24 different ways.

• Three eight-stud bricks can be combined in 1,060 ways.

• There are more than 915 million combinations possible for six 2 x 4 LEGO bricks of the same color.

• The LEGO bricks sold in one year would circle the world 5 times.

• 40 billion LEGO bricks stacked on top of one another would connect the earth with the moon.

• A January 2008 Google search produces 57.6 million references to LEGO bricks.

• There are 55,600 LEGO videos on YouTube. [#]

Business Week invece ha ripubblicato il suo classico articolo The making of a Lego brick, mentre Boing Boing proprio ieri ha pubblicato uno dei suoi web zen dedicandolo a mattoncini e minifig (con alcuni link pregevoli: la chitarra -suonabile!-, New York, e l'impressionante portfolio di Eric Harshbarger); io, nel mio piccolo, ho sempre un'intera categoria del blog dedicata all'argomento.

Tanti auguri.

 

martedì, 05 febbraio 2008

Colline

[La prima pagina della Gazzetta di oggi VS la locandina di Le colline hanno gli occhi di Wes Craven. Grazie a Nuxx per l'occhio. Anzi, per gli occhi]

 

[inkiostro | # | fantascienza | commenti (5)]

martedì, 05 febbraio 2008

When I go back to Ludlow Street

Un paio di sere fa, mentre la quieta early selection del Covo passava l'omonima canzone di Suzanne Vega, raccontavo a Sara e Marina la storia di Ludlow Street, e pensavo colpevolmente che su queste pagine non ho mai parlato del disco da cui è tratta, il recente Beauty & Crime.

Dietro l'apparenza di una semplice canzone sulla perdita -una banale canzone d'amore, per dire- ambientata nella strada del Lower East Side già nota come meta di artisti e amanti della vita notturna (da quelle parti c'è Piano's), Ludlow Street è in realtà una straziante canzone dedicata alla morte di Tim Vega, fratello della cantautrice newyorkese che abitava proprio in quella via. Non so spiegare perchè, ma il colpo basso all'inizio dell'ultimo ritornello (un semplice, banale «Tim»), che esibisce tanto un dolore sordo che non può essere nascosto dietro ellissi o metafore quanto un coraggio onesto e semplice che in pochi altri possono vantare, riesce ancoa ogni volta a mandarmi al tappeto come la prima volta che l'ho sentito. E non è da tutti.

 

Suzanne Vega - Ludlow Street (MP3)

Suzanne Vega - New York is a woman (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (2)]

lunedì, 04 febbraio 2008

E' tanto liberatorio

[Netdisaster. Vecchio, ma sempre ottimo, e con sempre più opzioni]

 

[inkiostro | # | wild wild web | commenti (2)]

lunedì, 04 febbraio 2008

One more book

Bookshelves often seem to burst. You always try to squeeze in another book into the last gap which is far too narrow. This shelf gives in to force and makes space for more books by literally bursting.

A hidden board stretches between the split halves and widens the usable surface. The more books you add to the shelf, the wider it opens. The classical rectangular shape turns into a V-shaped outline. [#]

[per la libreria inValid Platzhalter basta spingere. Grazie a Dario per la segnalazione]

 

[inkiostro | # | faking the books | commenti (2)]

venerdì, 01 febbraio 2008

Spotted

[inkiostro | # | minimarketing | commenti (1)]
-InkLog-

Inklog »

-On air-
Get Black!, venerdì sera alle 21 sui 103.1 FM (Bologna) e in streaming (Resto del mondo).
Scarica il podcast.
-Disclaimer di rito-
Mp3 and video links posted on this site are for evaluation purposes only and point to files already available somewhere across the web. If you like them, buy the CDs and support the artists. If you are the artist or the copyright owner and would like a link removed, just let me know. I'll take it off, and you'll lose some free promotion.
Now, that's smart.


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