2.0

mercoledì, 28 febbraio 2007

Lov, senza 'e' ma anche con

Mentre dopo una serie di dischi uno migliore dell'altro la sua band (i Devics) è in pausa e mentre il suo socio Dustin O'Halloran riscuote la giusta attenzione per i suoi dischi solisti di sonate di pianoforte alla Satie (inserite anche nella colonna sonora di Marie Antoinette), la meravigliosa Sara Lov non sta con le mani in mano. Come annuncia sul suo sito, la chanteuse californiano-ravennate sta lavorando al suo primo disco solista, che da quanto sentito finora non si discosta troppo dalle torch songs della sua band principale, arrangiate in maniera ancora più essenziale del solito. Una meraviglia, come al solito.


Sara Lov -
Touched (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (4)]

mercoledì, 28 febbraio 2007

Lego-time atop a skyscraper

[Da qui - Originale - Info]

 

[inkiostro | # | lego my ego | commenti (5)]

martedì, 27 febbraio 2007

Teaching the indie-geeks how to dance

Se frequentate blog e webzine il nome vi sarà probabilmente già noto; il che non è un buon motivo per farmi desistere dall'unirmi al coro pressochè unanime di apprezzamenti, e tessere le lodi dei «Bologna geek dancers» My awesome mixtape. Era da tempo che non mi imbattevo in una band italica così valida e interessante che, sebbene giovanissima, promette di regalare non poche soddisfazioni agli appassionati di indie-pop elettronico. I riferimenti più vicini sono l'indie-hop di Why?, le cantilene paranoiche dei migliori El guapo, il pop ballabile dei Postal Service o quello sghembo di certi gruppi della K Recs, centrifugati in maniera imprevedibile e assemblati con sensibilità e personalità da vendere.

Convincenti soprattutto negli episodi più movimentati (The painter & the anthropologist l'ho già provata al Covo, e la pista ha risposto niente male), ma anche le cose più cupe ed intimiste (come Amiga, ode al leggendario computer di casa Commodore e, in qualche modo, a Prince of Persia) non sono niente male.
I  My awesome Mixtape suonano stasera al Sesto Senso di Via Petroni, tra un paio di settimane a Villa Serena per Murato e, poco dopo, all'ottimo Motron festival di Modena di cui parlava anche ieri Enzo. A breve poi è in uscita un EP per Kirsten's Postcard e, a seguire, un LP per My Honey records; il resto sarà gloria. Ma ne riparleremo, eccome se ne riparleremo...

 

My Awesome Mixtape - The painter and the anthropologist (MP3)

My Awesome Mixtape - Amiga (MP3)

My Awesome Mixtape - The giant squid (MP3)

 

lunedì, 26 febbraio 2007

Una storia italiana, anzi tre

La prima è talmente ovvia che non vale quasi più la pena di parlarne, Il governo che cade (anzi che non cade), i tentativi dei giornalisti di non utilizzare la desueta ma sempre attuale parola «inciucio», i culi dei parlamentari dell'opposizione talmente attaccati alle poltrone che non insistono per andare alle elezioni anche sapendo che sicuramente le vinceranno, i dodici punti talmente vaghi e insulsi da non lasciare dubbi sull'inconcludenza dei mesi che ci aspettano e tutte queste cose.


GNeri e Colas (a sua volta chiosato sempre da GNeri) trovano online un paio di pezzi che saranno presentati a Sanremo, cosa che, rappresentando una violazione della regola che richiede che essi siano inediti, negli anni molti ha fatto squalificare. Ma sai che c'è, dipende dagli anni, dipende dalle volte, dipende da come gli gira, le regole (anche quelle fuori dal tempo) possono cambiare; come suggerisce Eddy Anselmi, guru del fondamentale sito indipendente FestivalDiSanremo.com, probabilmente non succede niente.


La storia del portale Italia.it la sapete, immagino, già tutti. Un sito bruttino, non accessibile (fatto con le tabelle!), incompleto e pieno di errori e un logo terrificante creati per la modica difra di qualche milione di euro (7,8 milioni di euro solo per la parte tecnologica, 45 milioni di euro in totale). Se non sapete, o se vi è sfuggito qualche pezzo, non potete perdere:
Il dossier di Punto Informatico.
La splendida locandina di It di Rododendro.
Font, brand identity e banana republic: il commento di Leonardo sul logo.
In un pomeriggio Pugia rifà il sito coi CSS.
Quello che ne pensano i blog italiani, su Technorati.
La chiamavano bananas mica a caso.

venerdì, 23 febbraio 2007

Niente piu' iNodi

Grazie (di nuovo) al blog del New Scientist e su segnalazione di Ganz, la soluzione a uno dei più tragici problemi che affliggono la iPod generation: il filo degli auricolari annodato. Funziona solo su lettori lunghi e stretti (come il nano, il vecchio shuffle o il mini) e richiede un certo esercizio, ma mi dicono che il risultato è garantito. Non aspettavate altro, suppongo.

venerdì, 23 febbraio 2007

Feeds update

Noto che alcuni di voi mi leggono ancora con i vecchi e malfunzionanti feed generati da BlogItalia, la maggior parte usa quelli (non meno malfunzionanti) di Splinder, ma qui da un po' si stanno usando (e non c'è gara), quelli di feedburner. Aggiornate il feedreader!

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[inkiostro | # | b-log | commenti (2)]

giovedì, 22 febbraio 2007

Giorni senza voce

Certo che a volte la vita è strana. A voi capita mai che, nonostante siano già tra le vostre mani diverse tra le uscite discografiche che attendete di più della stagione (e nonostante siate ancora nella fase in cui dovete capire se sono delle delusioni o delle conferme e, in quest'ultimo caso, quanto davvero vi piacciano), vi ritroviate con il lettore monopolizzato da dischi piccoli piccoli, outsider di classe, che spuntati fuori dal nulla si conquistano il tempo che da cartellone spetterebbe agli altri (e il tempo, al momento, da queste parti è merce molto rara) fino quasi a scalzarli via? A me sta succedendo con tre dischi indipendenti, italiani e strumentali, che in virtù delle loro personalità forti ma impalpabili colorano le mie serate e si conquistano un posto di rilievo tra i miei dischi favoriti della stagione.

C'è Egle Sommacal, ex chitarrista dei leggendari Massimo Volume e dei sottovalutatissimi Ulan Bator, giunto al suo primo disco solista Legno, appena pubblicato da Unhip Records. Otto composizioni per sola chitarra acustica, senza voce o altri strumenti, che invece di avere la vita corta che ti aspetteresti conquistano sfumature ad ogno corda pizzicata, cambio di tempo e passaggio di fingerpicking.

C'è Alessandro 'Asso' Stefana, più giovane ma non meno apprezzato chitarrista, che si è preso una pausa dalle sue collaborazioni (Vinicio Capossela e Marco Parente, tra gli altri) per sfornare Poste e telegrafi, un disco solista sfocato e stralunato, a volte un tantino troppo etereo ma a volte folgorante. Menzione speciale per gli ospiti di grido (Marc Ribot!) e il packaging con tanto di timbro in ceralacca.

E infine ci sono i Ronin del samurai solitario Bruno Dorella (Ovo, Bachi da Pietra, nonchè storico batterista dei fenomenali Wolfango), il cui secondo disco Lemming, già osannatissimo dalla critica, è probabilmente anche migliore del precedente, e mischia al solito suggestioni balcaniche, Morricone, Badalamenti e anarchia in parti uguali.
E così anche loro rimangono fissi sul lettore, e non se ne vanno più.


Egle Sommacal -
Cancellato (MP3)

Alessandro Stefana - Whales Cemetery (MP3)

Ronin - I pescatori non sono tornati (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (15)]

mercoledì, 21 febbraio 2007

Il riposo del guerriero

[La spettacolare sedia Consumer's rest di Frank Scheiner. Da qui, approfondimento qui]

 

[inkiostro | # | fantascienza | commenti (4)]

mercoledì, 21 febbraio 2007

Quattro link moderatamente 2.0

_Il servizio online definitivo: Useless account.
_Addiction, vita online ed offline, i blog e i loro scopi: How to keep the everlasting blogging love
_Santamail, PickyDomains, ovviamente la Million Dollar Page ma non solo: 10 Totally Stupid Online Business Ideas That Made Someone Rich.
_Lo spettacolare video che in 4 minuti dice tutto quello che c'è da sapere sul 2.0: The machine is us/ing us.
[si capisce in questo periodo lavoro troppo?]
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (8)]

martedì, 20 febbraio 2007

Nine Inch Smoke

Forse sono troppo vecchio per queste cose, oppure solo sospettoso: sta di fatto che appena ho sentito della caccia al tesoro virtuale messa in piedi per promuovere Year Zero, nuovo imminente disco dei Nine Inch Nails, la prima cosa che ho pensato è che solo di rado tanto fumo nasconde un vero arrosto. Tutto è cominciato con un paio di mosse che, c'è da ammetterlo, sono da antologia: una chiavetta USB contenente un mp3 e l'indirizzo di un sito web trovata nel bagno di uno dei locali dove si è svolta una delle recenti date del tour europeo dei NiN, e la t-shirt del tour che, attraverso alcune lettere evidenziate, punta a un altro sito web.
Da qui si è scatenata la caccia, che ha fatto cadere in pieno i fan di mezzo mondo nella campagna promozionale virale che descrive il mondo distopico dipinto in Year Zero (un concept album, pare). Frammenti mp3 inquietanti e misteriosi, numeri nascosti che puntano a segreterie telefoniche con anteprime del disco, suoni che spettrografati nascondono immagini nebulose, passaggi di libri con riferimenti occulti, codici da decrittare, link nascosti che si rimandano a catena e così via. L'armamentario è più o meno lo stesso della Lost Experience, il gioco virale multi-media che ha accompagnato la seconda stagione di Lost, e non fosse che un disco è un prodotto decisamente diverso da una serie tv designata quasi esclusivamente per tirare scemi i suoi fan, si sarebbe anche portati ad ammirarne le strategie (se avete voglia, qua c'è un riassunto del punto a cui è arrivata la caccia). Poi però si ascolta il primo singolo Survivalism, con la sua base so 90's e il suo synth so industrial, e il dubbio che il fumo abbia più sostanza dell'arrosto si fa decisamente verosimile.
La campagna è un successo (questo post ne è un'ulteriore conferma), e per chi ha tempo e voglia di starci dietro è abbastanza divertente. Il disco, però, non credo lo ascolterò.


Nine Inch Nails -
Survivalsim (MP3)

 

lunedì, 19 febbraio 2007

Monday gaming (Newton is alive edition)

Come contrappasso per il post non newtoniano di venerdì scorso e in risposta alle numerose richieste giunte in redazione (sic), il Monday gaming torna (con una cadenza rigorosamente random, però) con un gioco che più newtoniano non si può: Red non richiede nient'altro che di sopravvivere al ritmo dei Koop (e già basterebbe), durante una tempesta di meteoriti. Sono durato 266 secondi, ma in un periodo più newtoniano, forse, potevo anche fare di meglio.

[inkiostro | # | gaming | commenti (6)]

lunedì, 19 febbraio 2007

Bang bang (bacini e) rock'n'roll

La differenza che passa tra il Bang bang rock'n'roll degli Art Brut e i «Bacini e rock'n'roll» dei Tre Allegri Ragazzi Morti è la stessa che c'è tra le loro due versioni di My Little Brother e tra l'accento cockney di Eddie Argos e quel «contròl» con l'accento sulla seconda o pronunciato da Tofolo.


Confronta:

Art Brut - My little brother (MP3)

Tre Allegri ragazzi morti - Mio fratellino ha scoperto il rock'n'roll (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (10)]

venerdì, 16 febbraio 2007

Dichiarazione d'intenti oltremodo sibillina

Dopo aver letto questo post del blog del New Scientist e aver visto questo straordinario video, il presente blog si dichiara categoricamente non newtoniano.

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (9)]

giovedì, 15 febbraio 2007

The februarist

Le due cose non sono collegate, o forse sì:

_domani sera il sottoscritto mette i dischi al Covo (insieme a Marina) dopo il probabile sold-out dei cattivissimi Blood Brothers. Se siete in zona ci vediamo là.

_sabato Mr. Colin Meloy e i suoi Decemberists passano a Bologna (all'Estragon) per l'unica data italiana del tour di The Crane wife. Se sarà un concerto bello anche solo la metà di quanto lo fu due anni e mezzo fa, perderselo è una mossa davvero stupida.

[sì, lo so, i giochi di parole con «Decemberists» hanno stancato. Che ci volete fare]

giovedì, 15 febbraio 2007

Rubik > Ubrik > Kubrick

Spettacolare Malcolm McDowell in versione Arancia Meccanica ritratto con 176 cubi di Rubik. Altro ancora (Space Invaders! Super Mario! Le twin towers in fumo!) in questa splendida pagina dedicata a un nuovo movimento artistico: il cubismo di Rubik. Sublime.
[Un enorme grazie al commentatore anonimo del post precedente]

 

[inkiostro | # | wild wild web | commenti (8)]

mercoledì, 14 febbraio 2007

Hot geeky Valentine

Ok, è S. Valentino. L'anno scorso avevo postato il link allo speciale che ThinkGeek aveva dedicato all'occasione. Quest'anno rilancio con un paio di link non meno nerd ma decisamente più caldi: un lungo articolo sulla saga porno fantasy The world of whorecraft (complimenti al titolista) e un post dedicato a Cowgirls Espresso, la prima caffetteria erotica (un incrocio tra Starbucks e Hooters, a occhio) del mondo. Romantico, no?
[inkiostro | # | fantascienza | commenti (4)]

mercoledì, 14 febbraio 2007

Attenzio' Perturbazio'

Quest'anno San Valentino è una festa un po' meno inutile del solito. Con la scusa di invocare un improbabile «San Valentino Santo Subito!», i Perturbazione, già portabandiera dell'indie-pop italico da poco accasati presso la EMI, approfittano della festa per regalare ai loro fans un'anticipazione del nuovo disco, Pianissimo fortissimo, in uscita il 13 Aprile. Per tutto il giorno (dalle 00.01 alle 23.59) sarà infatti possibile scaricare dal sito della band l'MP3 del nuovo singolo un mese prima della sua uscita ufficiale; Un anno in più è una ballata arpeggiata piuttosto classica, che probabilmente non gareggia in bellezza coi pezzi vecchi della band torinese ma che forse gli darà finalmente un po' della visibilità mediatica che si merita. 
Una nota di merito va inoltre a questa iniziativa. Un'operazione che, anticipata da un fulmineo tam tam su blog, forum, myspace, mailing list e persino da un breve trailer casereccio diffuso su Youtube, per una volta pone lo stivale sullo stesso livello del resto del mondo discografico civilizzato, dove analoghe strategie promozionali virali sono all'ordine del giorno; mi si dice che dietro non ci siano casa discografica o management ma il gruppo stesso. Bravi.


Perturbazione - Un anno in più (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (9)]

martedì, 13 febbraio 2007

Praticamente un nuovo genere

Harry ti presento Sally? Mary Poppins? Siete proprio sicuri che siano delle commedie? Ma li avete guardati bene i trailer?

[inkiostro | # | guarda te | commenti (6)]

martedì, 13 febbraio 2007

Tu chiamale, se vuoi, deiezioni

Non so se mi fa più ridere o piangere, ma la campagna di sensibilizzazione in atto a Bologna sull'annoso problema delle deiezioni canine, si chiama «Cane, amore e compagnia».

 

Confronta:

Veni, vidi, feci

Una possibile soluzione per il problema?

Elio e le Storie tese - La ditta (MP3)

 

[inkiostro | # | fantascienza | commenti (9)]

lunedì, 12 febbraio 2007

Sei emmepitre', un video

Jens Lekman - Your beat kicks back like death (MP3)

Non mi ero accorto che il pezzo che spesso negli ultimi anni ha aperto i concerti del cantautore svedese fosse una cover (della Cat Power-wannabe Scout Niblett). E' quel tipo di mantra che a forza di handclapping, melodie fischiettate e joy of repetition riesce a far perdere significato alle parole. «We're all gonna die», mica roba da niente. (via)

LCD Soundsystem - North American Scum video (MOV lo-fi / MOV hi-fi / myspace

Vabbè le citazioni, ok il divertimento, perfetti gli effetti analogici invece che digitali, benissimo il retrofuturismo, ma Giacomino, mi hai fatto il video più brutto della tua carriera. Non volevamo che Sound of silver esordisse al numero uno? Proprio ora che il disco ne ha le carte e che i tempi sono maturi mandiamo tutto in vacca? Continuiamo così, a farci del male?

Laura Veirs - Pink Light (MP3)

La mia folkster occhialuta preferita torna ad Aprile con un nuovo disco (sempre per Nonesuch), e io non ne sapevo nulla. Ancora solo due pezzi resi pubblici, ma se è tutto così ho il sospetto che me lo ritroverò nella top 10 di fine anno, come nel 2005. L'altro pezzo non si chiamava appunto Cast a hook in me? (via)

Mark Ronson (feat. The Daptone Horns) - God put a smile upon your face (Coldplay instrumental cover) (MP3)

Ciao, sono Mark Ronson, forse vi ricorderete di me per l'ottima versione di Just che da sola teneva in piedi il disco di tributo ai Radiohead. Ora sta per uscire un disco tutto mio, Version, in cui mi diverto sempre ad inoculare robuste iniezioni di big band nel pop contemporaneo: ci sono Toxic, Apply some pressure (ne trovate un radio-rip da Max), Stop me if you think you've heard this one before (che forse però mi è venuta troppo soul), Oh my God e varie altre. E c'è questo pezzo dei Coldplay, che ora sembra uscito dalla colonna sonora di un film di James Bond. Chi l'avrebbe mai detto.

Art Brut - Nag nag nag nag (MP3)

Senza alcun costrutto come gli è proprio, mesi fa la band di Eddie Argos ha dato alle stampe un singolo citazionista e adolescenziale che ai primi ascolti sembra troppo quadrato rispetto alle vecchie produzioni della band, e andando avanti lo sembra troppo poco rispetto al riff classico che si ritrova. La risposta, come al solito, sta nel testo.

Chicks On Speed - MySpace (MP3)

Nello splendore della sua discubile qualità da myspace-rip, e in ritardo di mesi rispetto alla sua messa online, l'instant-song delle COS è un elettro-charleston con ritornello contagioso e testo stupido ("MySpace, YourSpace, WhoseSpace, is it? Let's switch on, drag and drop"). Non vedo l'ora che la pubblichino, per poterla ballare alzando gli occhi al cielo.

Future Pilot AKA (feat. Stuart Murdoch & Sarah Martin from Belle & Sebastian) - Eyes of Love (MP3)

Su Future Pilot AKA ricordo di aver letto anni fa un articolo di De Luca (a proposito, il 2007 è iniziato da un pezzo; torni?) che, a rileggerlo sentendo il disco nuovo, sembra parli completamente di un altro artista. Soprattutto a sentire la diabetica pop-song in cui ospita le voci dei Belle & Sebastian e che sembra uscita dai peggiori incubi dei detrattori dell'indiepop.

 

venerdì, 09 febbraio 2007

Una vita da blogger

A volte capita che qualcuno mi chieda cosa ci sia di così bello nei blog. Per quale motivo mi trovo spesso a preferire chi racconta la cultura (dischi, libri, film) e la realtà (politica, società, tecnologie) in modo non professionale, nei ritagli di tempo della sua vita, senza dimostare particolari competenze (anche se spesso ce le ha) e senza particolari doveri di obiettività e completezza critica? La risposta, con le dovute differenze, e tralasciando ovviamente i riferimenti ai soldi e (e, purtroppo, in deficit di addette stampa dagli occhi da cerbiatta), me l'ha data Nick Hornby nell'introduzione al suo ultimo libro, in cui parla delle differenze tra la sua vecchia rubrica di recensioni e la sua nuova column personale raccolta appunto in Una vita da lettore. La chiave del successo dei blog e del social networking è tutta qui.

All'inizio della mia carriera di scrittore ho recensito molta narrativa, ma dovevo fingere, come è prerogativa dei recensori, di avere letto i libri fuori dal tempo, dallo spazio e dal mio carattere: in altre parole, dovevo fingere di non averli letti mentre ero stanco o nervoso, o bevuto; di non invidiare gli autori, di non avere una mia agenda di impegni, nè gusti estetici o problemi personali; di non aver già letto altre recensioni della stessa opera, di ignorare chi fossero gli amici e i nemici dell'autore, di non avere in corso tratative per piazzare un mio libro allo stesso editore, di non essere stato invitato a pranzo da un'addetta stampa dagli occhi di cerbiatta. Soprattutto, dovevo fingere di non aver scritto la recensione perchè mi servivano urgentemente duceneto sterline. Essere pagato per leggere un libro e per poi scriverne crea una dinamica tale da compromettere il recensore secondo ogni modalità possibile, nessuna delle quali gli è di aiuto. Perciò questa rubrica sarebbe stata diversa. Sì, d'accordo, anche qui mi avrebbero pagato, ma per scrivere di qualcosa che avrei fatto comunque, cioè leggere libri che già volevo leggere. E qualora avessi sentito che l'umore, il morale, i livelli di concentrazione, il clima o le vicende familiari avrebbero influito sul mio rapporto con un libro, avrei potuto e dovuto ammetterlo. [Nick Hornby - Una vita da lettore (pag 9)]

giovedì, 08 febbraio 2007

Super Mario Classic

Nel corso degli anni ne ho già postata più di una, ma ogni volta che vedo cose del genere non riesco a resistere: eccovi un'imprescindibile raccolta di video del tema di Super Mario suonato su vari strumenti. Dalle ormai classiche versioni per basso solo o a cappella, a quelle abbastanza inedite per flauto, fisarmonica, sax o balalaika (!). La mia preferita, qui sotto, non è nè la più strana nè la più impressionante; ma certamente la più classica, e forse anche la più bella.
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (16)]

mercoledì, 07 febbraio 2007

Che tu sia per me il coltello

In un periodo in cui i concetti scarseggiano anche all'interno di un'intera carriera musicale (figuriamoci nelle singole canzoni), imbattersi in un concept album è una vertigine strana, a metà tra la sorpresa di chi vede una farfalla a Gennaio e la soddisfazione di chi trova il tesoro sepolto che stava cercando da tutta la vita. La vertigine è ancora maggiore se il disco rivela il suo nucleo tematico dopo mesi di ascolto, e ancor di più quando è sul tuo lettore da quasi un anno, e, in virtù dell'impressionante numero di ascolti che si è conquistato, è arrivato ad ottenere l'onore e l'ònere di essere il disco più rappresentativo del tuo 2006.

Qualche sera fa guardavo per l'ennesima volta il bellissimo Silent Shout, an audio visual experience, il DVD che, raccogliendo il lato iconico della carriera dei The Knife, è il perfetto compendio ai suoni alieni del capolavoro Silent Shout. Ci sono tutti i video della band: folli, misteriosi, geniali o semplicemente incomprensibili esattemente come ce li si potrebbe aspettare. Ma il piatto forte è la registrazione di un concerto tenuto lo scorso Aprile a Gotebörg, che per atmosfera e impianto scenico conferma quanto di buono dicono tutti dei live set del duo svedese.

E' stato solo durante la visione del DVD che Silent Shout mi si è rivelato per quello che è: un concept album sul corpo e sui sensi, e in particolare sulla fragilità del primo e sulla potenza dei secondi. Tanto i testi delle canzoni della band ritornano ossessivamente su questo tema quanto i video sono pieni di corpi sbagliati e anormali, e tanto Karin e Olof celano il loro vero aspetto dietro maschere e travestimenti grotteschi quanto il loro immaginario è fatto di disturbanti riferimenti a corpi che non si fanno controllare (anoressia?) o che vogliono essere abusati, a membra che sono l'unica via per raggiungere la serenità o ad apparenze lucide e scintillanti che recano al loro interno il marcio dei sentimenti malati. Il live set di Silent Shout, poi, è interamente giocato sui sensi e sul rapporto tra la musica, le luci, le parole e i concetti appena evocati dalle proiezioni; queste nascondono più che illustrare, e vestendo la nudità dei pezzi fanno loro violenza in modo inequivocabilmente rivelatorio e sempre malamente soffocato, come un sorriso contratto o un urlo muto.

E' una vertigine accorgersi di una cosa del genere, e mettersi a rileggere l'intero disco sotto questa luce (che illumina bene anche i tagli profondi tratti da Deep Cuts presenti sul DVD), almeno quanto dare un'occhiata al Disco Bravo di Gecco ed accorgersi che dei quasi 60 votanti siamo stati solo in due a mettere Silent Shout tra i dischi migliori del 2006, a fronte del plauso quasi unanime che questo si è conquistato negli USA. Del resto quale reazione migliore della vertigine, di fronte a un disco che magnifica potenza e limiti del corpo? Inatteso e scomodo come un capogiro, o violento e ineluttabile come la lama di coltello che si fa strada nelle carni, comunque vada, lascia un segno.

[di Silent Shout ho già scritto qui, qui e un po' forse anche qui]


The Knife -
Pass this on (live at Gothenburg 12/04/2006) (MP3)

The Knife - We share our mother's health (live at Gothenburg 12/04/2006) (MP3)


The Knife - Silent Shout - live video (youtube)

The Knife - We share our mother's health - live video (youtube)

 

martedì, 06 febbraio 2007

E il vincitore del Festival di Sanremo e':

Per saperlo non dovere far altro che cliccare nel link qua sotto ed ascoltare. Tutto ciò grazie ad Eddy Anselmi, già autore e voce di alcune delle più brillanti trasmissioni in onda su Radio Cittò Fujiko, nonchè creatore e gestore di www.festivaldisanremo.com, il sito indipendente sul Festival di Sanremo (a giorni verrà lanciata la versione 2007 del sito, intanto c'è qui quella dell'anno scorso). Una decina di giorni fa Eddy ha tentato di indovinare per noi di Airbag la top 5 dell'edizione 2007, e considerata la sua sterminata cultura musicale e la sua minuziosa conoscenza delle meccaniche che muovono la kermesse del teatro Ariston, mi mangio il cappello se alla fine non ne avrà indovinate almeno 4 su 5. Scommettiamo?


Eddy Anselmi - Top 5 Sanremo 2007 (Airbag, 26-01-07) (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, ma anche no | commenti (5)]

martedì, 06 febbraio 2007

Tuesday gaming (due palle edition)

Non ho dubbi sul fatto che arriverà qualcuno ad umiliarmi nel giro di qualche minuto, ma il punteggio che ho raggiunto a Jeu Chiant mi sembra un risultato di tutto rispetto; raramente 26 secondi mi sono parsi così lunghi.
[inkiostro | # | gaming | commenti (16)]

lunedì, 05 febbraio 2007

And be buried with a Rubik's cube

La cosa bella della sterminata collezione di cubi di Rubik di Georges Helm, interamente consultabile a questa pagina, è che molti non sono dei cubi.

[e alcuni non sono neanche di Rubik]

lunedì, 05 febbraio 2007

Conoscerete la nostra velocita'

«Never, never try to gauge temperature / When you tend to travel at such speed / It's Our Velocity» [#]

Il nuovo singolo della band capitanata da Paul Smith, che anticipa il nuovo Our earthly pleasures, in uscita ad Aprile su Warp, regge il confronto coi singoli del passato, e contiene un refrain contagioso, un synth epilettico e almeno un paio di passaggi da antologia. Love is a lie, which means I've been lied to, Love is a lie, which means I've been lying too.

Maxïmo Park - Our velocity (MP3)
[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (6)]

venerdì, 02 febbraio 2007

Genericamente orribile, in certi microistanti sublime

[inkiostro | # | fantascienza | commenti (14)]

venerdì, 02 febbraio 2007

Alla lunga e' un po' ripetititvo

La cosa più geek che abbia mai visto: Pong, the text based game.

 

giovedì, 01 febbraio 2007

Salvare capra, cavoli e industria musicale

Ormai lo sanno anche i sassi, il mercato discografico è in crisi, e i dischi non si vendono più. Costano troppo, spesso sono dotati di sistemi anticopia che rendono impossibile l'ascolto sulla maggior parte dei lettori, ci sono tantissimi modi per ottenerne la musica in maniera alternativa, senza spese e forse più comoda, e si diffonde sempre più l'idea secondo cui la musica è quasi un diritto, impalpabile, passeggera e gratuita come l'aria che respiriamo. Quello che si compra è un supporto che la ferma nel tempo e la custodisce in una bella confezione da mettere in fila accanto alle altre, oppure un'esperienza, quella del concerto, che la rende viva una tantum nelle mani di coloro che l'hanno creata, e ce la fa condividere con i corpi che ci circondano nel buio della platea. Non si tratta di decidere se sia giusto o sbagliato, bello o brutto; le cose ormai stanno così.


Se la musica è di tutti, e quello che si vende sono il disco o (soprattutto) il concerto, l'unico mezzo con cui l'industria discografica può salvarsi dal fallimento è probabilmente quello di combinare i due prodotti, facendo in modo che il supporto e l'esperienza si vendendano l'un l'altro. Oltremanica e oltreoceano se ne sono già accorti da un po'; ecco quindi i live in-store (come quelli organizzati proprio in questi giorni in giro per gli States in occasione della pubblicazione del nuovo disco degli Shins), concerti di ridotte dimensioni organizzati dai negozi in cui l'accesso è consentito solo contestualmente all'acquisto del disco (previa prenotazione, di solito). Ma ci si potrebbe spingere ancora oltre, immaginandosi inediti pacchetti Disco + Concerto che consentano di risparmiare non poco rispetto alla somma dei prezzi separati e che, adeguatamente incentivati, portino più frequentatori di concerti all'acquisto del disco e più acquirenti di dischi ai concerti.


Pensateci: e se il concerto della promettente indie-band svedese invece di costare 8 euro ne costasse 16, ma all'ingresso vi dessero anche il loro ultimo disco (o un EP a tiratura limitata con inediti e qualche cover appetitosa)? E se il cd del combo punk-funk newyorkese costasse 25 euro ma comprendesse un biglietto per una delle date italiane a vostra scelta (magari una data unica con pochi posti disponibili, come quegli insopportabili showcase milanesi a cui spesso e volentieri si limitano molte delle band più interessanti che ci sono in giro)? Non sarebbe una combinazione che fa guadagnare tutti (o, al limite, semplicemente una brillante strategia di marketing)?


Ovviamente non tutto è così facile. è chiaro. I concerti sono organizzati dai promoter o dai locali, mentre ai dischi pensano invece etichette e case discografiche, e le due cose, per quanto possa sembrare assurdo (perchè -pensateci- è assurdo), non sono affatto collegate, e coinvolgono attori, tempi e regole completamente diversi. Con le major e le grandi produzioni al momento c'è poca speranza, ma le piccole etichette, se lo volessero, potrebbero facilmente tentare questa strada, e scoprire se paga davvero.

Secondo voi si può fare? O da noi cose del genere non possono funzionare?


[Ma non ho proprio niente di più importante a cui pensare?]

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Get Black!, venerdì sera alle 21 sui 103.1 FM (Bologna) e in streaming (Resto del mondo).
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