2.0

giovedì, 30 novembre 2006

Il piccolo isolazionista

In questo periodo cammino molto.

Infilo gli auricolari bianchi, rigorosamente non marchiati Apple per una sorta di buon senso anticonformista residuo degli anni del liceo, metto una giacca nera comprata qualche anno fa per pochi euro e una sciarpa di tre colori nessuno dei quali saprei definire e fendo il centro da una parte all'altra come un coltello.

Di prima mattina, quando il cielo è cupo, il sole -se c'è- freddo, e gli occhi faticano a stare aperti, di solito il mio bozzolo bianco contiene rock fatuo ed inutilmente entusiasta o indie-pop narcoticamente rassicurante nella sua prevedibilità, quasi a simulare un barlume di attività cerebrale che vorrebbe anche svegliarsi ma ha paura a farlo. Poi arrivo al lavoro, grugnisco un saluto ai miei soci che sanno che gli rivolgerò di nuovo la parola solo molte ore dopo, e accendo il computer. Un numero random di ore dopo saluto, mi infilo nell'ascensore e mi preparo ad altri 45 minuti di camminata, coi capelli mai abbastanza spettinati e lo sguardo di chi ha visto qualcosa di sconvolgente che non vuole raccontare. Il bozzolo bianco a quel punto contiene spesso e volentieri Silent Shout dei The Knife, ratificando la metafora del coltello di cui sopra in una simmetria troppo inquietante per essere meditata.

Le mie lunghe camminate soddisfatte e solitarie, col bozzolo bianco di Silent Shout e lo sguardo che attraversa i passanti ed è da essi attraversato, piacerebbero a Tommaso LaBranca, e in particolar modo alla sua versione confessional sfoderata nel corso delle 249 pagine de Il piccolo isolazionista. Nella sua, imperfetta, fusione di intimismo dichiaratamente a buon mercato, teorizzazioni di una metafisica pop sempre filosoficamente ineccepibili e divagazioni destrutturate che non avrebbero sfigurato in uno dei suoi leggendari blog, Il piccolo isolazionista fotografa le mie  inquietudini con una precisione che a volte mi spaventa. Certo, la musica non è la stessa, lo scenario periferico e metropolitano ha qui connotazioni di tutt'altro tenore e il tono dell'autore riesce sempre ad essere canzonatorio quel tanto che basta a non ricadere nell'autocompiacimento di cui commenti come quello che state leggendo, sono, invece, profondamente intrisi. Le differenze, però, non hanno altro effetto che quello di far risaltare ancor di più i punti in comune

Prima di tornare a casa, di solito, mi fermo al supermercato a fare la spesa. Mentre mi aggiro come uno zombie tra il reparto frutta e verdura e il pane, valutando attentamente quale prodotto sarà in grado di colmare il vuoto e di risollevarmi l'umore sul finire della giornata, non scambio parola con anima viva ma non riesco a fare a meno di osservare le altre persone e cosa i cestini della spesa svelano di loro.
C'è il vecchio che ha comprato solo confezioni di cibo per gatti.
C'è la signora di mezza età col petto di pollo e un po' troppe bottiglie di Peroni.
C'è la ragazza che pare campare solo con insalata, Vitasnella e Filadelfia Light.
Ci sono gli studenti che questa sera banchetteranno con penne alle melanzane, lambrusco e saccottini.
Poi c'è un tizio anonimo, con lo sguardo perso, che ha nel cestino più o meno le stesse cose che ho preso io. Alzo lo sguardo, e mi accorgo che sto guardando la mia immagine, riflessa sul vetro degli sportelli del reparto surgelati. Non sono diverso da loro.
Prima di infilarmi di nuovo nel bozzolo bianco degli auricolari e di rimettere il pilota automatico per la strada verso casa, non posso fare finta che non sia così.

mercoledì, 29 novembre 2006

Pop flakes but time flies

Oggi volevo finalmente raccontarvi un po' di Pop Flakes, il contenitore non pretenzioso per la sveglia del giovedì mattina che conduco in solitaria sulle solite frequenze di Radio Città Fujiko, ma anche stavolta devo rimandare (lo streaming è , comunque).
Vi lascio con una manciata di link:



+ Il tono probabilmente è eccessivo, ma i concetti sono sacrosanti ed espressi con chiarezza ammirabile: Die, Pitchfork, die! - The indie music site that everyone loves to hate pubblicato su Slate è uno dei migliori articoli mai scritti sul sito musicale più importante del pianeta.



+ Sarà anche insopportabilmente politically correct, ma la mossa che ha fatto NME mettendo la straripante Beth Ditto dei The Gossip al primo posto della sua annuale Cool List non mi è dispiaciuta neanche un po'. Non tanto per i motivi addotti dal giornale:

«Raised trailer park poor in Bible-belt state Arkansas, Ditto was bullied for her weight, frowned upon for her record collection and threatened with eternal damnation for her sexuality»

Quanto, piuttosto, perchè un personaggio del suo carisma e della sua bravura merita tutte le soddisfazioni che si può permettere.
[A latere, delle prime 25 posizioni almeno 4 nomi mi risultano più o meno completamente sconosciuti. La cosa, va da sè, mi rincuora]



+ Quando abbiamo parlato del presunto iPod-killer Microsoft Zune la data di uscita del lettore mp3 della casa di Redmond era ancora lontana. Ora che è passata, c'è chi ci va giù pesante:

«Microsoft's new Zune digital music player is just plain dreadful. I've spent a week setting this thing up and using it, and the overall experience is about as pleasant as having an airbag deploy in your face»

Davvero niente male. Soprattutto considerando anche che secondo il Wall Street Journal lo Zune non se lo caga già più nessuno anche se è uscito solo da due settimane:

«The 30-gigabyte Zune player from Microsoft, which retails for $249, was on the Top 10 list of Amazon, the largest Internet retailer, for several days after its release on Nov. 14 before dropping off. But yesterday, the most popular model of the Zune, the black version, was at No. 76. The Top 10 digital media players included six iPods from top-seller Apple Computer Inc. and one MP3 player from SanDisk Corp.»

Che fine ingloriosa. Qualcuno per caso là fuori ha avuto modo di dargli un'occhiata da vicino? 

[inkiostro | # | indie-gestione | commenti (17)]

martedì, 28 novembre 2006

Everything but the blogger

Non è un mistero che, per motivi squisitamente dialettici nonchè un po' anche per deformazione professionale (nonostante là i campi e i luoghi di applicazione siano tutt'altri), io sia molto incuriosito dai potenziali e reali rapporti tra blog (e personal publishing in generale) e marketing. Anche solo l'esagerata quantità di volte che su queste pagine è comparsa la parola «virale», ad esempio, la dice lunga in merito.
Non posso quindi non segnalare (e sottoscrivere) il Contrappunto di Mantellini di questa settimana su Punto Informatico, che partendo dalle diverse ricerche che sottolineano il crescente ruolo di Internet (e al suo interno, in posizione privilegiata, dei blog) nell'influenzare il decision making che precede un acquisto, esamina (e critica) l'approccio old economy con cui molte aziende si stanno affacciando alla promozione in rete. Per me e per voi che leggete più o meno quotidianatemente dei blog, la loro importanza nel costruire l'idea che abbiamo di un prodotto è ovvia: io, ad esempio, è anche e soprattutto grazie ai blog e a Internet in generale che decido che dischi e libri comprare, che film andare a vedere, che gadget tecnologici mi faciliteranno la vita e, a volte, anche cosa mangiare e come vestirmi.
La cosa è presumibilmente molto meno ovvia per i tanti soggetti ancora saldamente ancorati a supporti promozionali e informativi classici come giornali, tv, manifesti e iniziative sui punti vendita, che solo ora, allarmati da statistiche come quella che dice che negli USA l'89% delle persone deciderà grazie al web che regali fare per Natale, si svegliano tutto d'un colpo e pretendono di mettere in piedi orrori senza senso come le «campagne blog», destinate a fare in modo che i blogger parlino bene dei propri prodotti. Ignorando il fatto che, senza la credibilità che gli viene dal parlare spontaneamente solo e unicamente delle cose che giudicano meritevoli, i blog non siano altro che rumore di fondo che, anzi, rischia di essere controproducente.
Per dire: se io decidessi di iscrivere il mio blog a servizi come Review me, che, sostanzialmente, paga i blogger per scrivere bene dei prodotti dei suoi inserzionisti, vi fidereste mai più (ammesso che qualcuno lo faccia) dei miei pareri e delle mie segnalazioni?
Ecco.

lunedì, 27 novembre 2006

Solo una parola: Oop!


E' bello sapere che quando trovate un Lego link vi viene in mente di segnalarmelo: BlockCAD, ad esempio, è un CAD che permette di creare modelli costruiti con i Lego. Undici anni dopo Microservi, Oop! (o meglio, la sua versione non visionaria) diventa realtà.
[grazie ad Abgely]

lunedì, 27 novembre 2006

Un blog di pubblica utilita': la mia

Non è che qualcuno sabato sera (anzi, tecnicamente era già domenica mattina) ha trovato la mia giacca blu?

venerdì, 24 novembre 2006

Non so se ci sia un nesso /2

Un discorso pretenzioso, in potenza. I tempi che cambiano, il mercato discografico che cambia, le cose nuove sempre meno piacevoli di quelle vecchie. O forse solo strategie di marketing più o meno improvvisate, che per una svista o la solita caccia al tesoro virale -non lo sapremo mai- rovinano il crescendo dell'attesa e ti recapitano un disco sull'hard-disk quasi prima che tu venga a sapere della sua esistenza.
Avrei voluto scrivere di quel percorso che cominciava già mesi prima dalle dichiarazioni fumose nelle interviste, poi le poche righe di news lacunose su Rumore che mettevano l'acquolina in bocca solo a leggerle, quindi le foto promozionali, con look nuovi o rughe inedite mostrate a tutti senza una parola, poi il singolo, che se andava bene c'era Planet Rock che te lo passava prima ancora che uscisse, e tu lo registravi su una TDK C90 e lo riascoltavi decine di volte voice-over compresi, quindi i lati B, e quello che la loro collocazione periferica sottintendeva, poi qualche volta persino il video, di solito di notte, dopo ore di attesa. Quando mettevi le mani sul disco, e a volte erano passate settimane dalla data d'uscita ufficiale (chè si sa che i negozi di provincia hanno i loro tempi), ti ci aveva portato una strada fatta di pieni e vuoti da colmare, che influenzava la tua percezione del disco almeno quanto la musica che questo conteneva, e a volte di più.
E' per questo che i dischi che aspetti, quando ci metti le mani così, non ti interessano poi così tanto, e ti piacciono ancora meno? E' per questo che le uniche cose che riescono a smuoverti sono le scoperte casuali? Esiste un valore assoluto che costringe all'attenzione a prescindere da date, supporti e strategie promozionali, o siamo schiavi delle condizioni di fruizione, e queste condizioni non ci piacciono più? 


Grinderman (Nick Cave, Warren Ellis & co.) -
Don't set me free (MP3)
Grinderman (Nick Cave, Warren Ellis & co.) - Vortex (MP3)

 

venerdì, 24 novembre 2006

Praticamente una release candidate

Ci manca solo che, mentre ancora il web 2.0 è poco più che la definizione di un'idea più che una realtà, si cominci già a parlare di web 3.0...
[inkiostro | # | wild wild web | commenti ]

giovedì, 23 novembre 2006

Non so se ci sia un nesso

Non riesco più a star dietro a tutto, in realtà. Stamattina alle 8 ha debuttato in radio Pop Flakes (poi quando ho un po' di tempo vi spiego, magari metto anche su un podcast, vediamo), sabato si è di nuovo in console per quello che, conoscendo le persone coinvolte, sarà probabilmente il party del millennio (Milf, quando dicevi di invitare un po' di amici, intendevi anche i lettori del blog?), nel mondo non ci si può fidare più neanche dello Zecchino D'Oro, la seconda serie del Dr. House finisce con un paio di battute memorabili, ieri sera prima di dormire ho letto sull'ultimo Klosterman una vecchia intervista a Britney Spears (versione online un po' tagliata qui) intitolata Piegando cucchiai con Britney Spears e contenente la frase «Britney is like Max Weber», nella mia camera sembra sia esplosa una bomba atomica, il numero di film che sto per perdermi al cinema raramente è stato così alto, al lavoro sono alle prese con quell'infame esercizio di design splendidamente vintage che sono le newsletter in HTML, non ho ancora neanche comprato Playlist (che, comunque, leggerò dopo Infinite Jest, quindi probabilmente nel 2012), ieri ho pulito la ventola di una CPU con pinzette da ciglia e phon, sto mancando clamorosamente tutte le graphic novel pubblicate da Repubblica, e credo di aver bisogno di un analista. Finchè non ho anch'io le allucinazioni, però, va bene.

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (13)]

mercoledì, 22 novembre 2006

Anche tu Air Guitar Hero

Dubito che la wearable guitar shirt di CSIRO funzioni davvero. Ma anche se fosse, chissenefrega. Se avessimo voglia di imparare davvero gli assoli che air-suoniamo lo faremmo con una chitarra, no?
[interazione naturale?]

martedì, 21 novembre 2006

MySpace is soooo last year

Lo sapete già, non ho mai avuto grande simpatia per Myspace e la sua rete di profili e contatti sociali. Il suo grande successo anche tra soggetti diversi da band ed etichette mi è sempre sembrato frutto di attività al meglio completamente inutili e al peggio espressione di un esercizio di narcisismo incomparabilmente più vacuo e inconsistente di quell'esercizio di narcisismo -che almeno, però, ha un po' di contenuto- che sono i blog.
Sono passati solo 16 mesi dai 580 milioni di dollari sborsati da Rupert Satana Murdoch per l'acquisto del sito e dal successivo sbarco dello stesso tra le cronache di praticamente qualunque settimanale sulla faccia della terra, e pare già che lo squalo sia stato saltato e che l'inesorabile declino della piattaforma di social networking sia cominciato. E' di qualche settimana fa l'articolo del Washington Post intitolato In teens webworld, MySpace is so last year, che partendo da una serie di interviste e di dati empirici, decreta la prossima fine della piattaforma, almeno per quanto riguarda l'utilizzo generalista. Questo confermerebbe il trend che vede i sistemi di social networking ottenere periodi di successo sempre più brevi ed effimeri (chi si ricorda realtà come Xanga e Friendster, e sente sempre più spesso parlare di Facebook e Vox sa cosa intendo), a fronte di utenti sempre più smaliziati che cercano siti sempre più belli, potenti ed evoluti. E chiunque conosca Myspace sa che ci vuole poco a fare di meglio. 
Nonostante io sia evidentemente lieto della notizia, seguendo poco quel mondo non ho avuto modo di avere conferme o smentite. L'impressione generale, però, è che al netto dei quasi unanimi «Non serve a niente» proferiti anche da chi lo usa spesso non siano molti, almeno da noi, quelli che decidono di chiudere davvero. La voce Myspace is so last year sarà una profezia che si autoavvera?

lunedì, 20 novembre 2006

In inglese si dice sempre 'Play'


Grazie ad Abgely per la avermi segnalato la NESPaul, la chitarra costruita con il case dell'indimenticata storica console di casa Nintendo (il NES, appunto). Musica a 6 corde, e a 8 bit. 

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (5)]

lunedì, 20 novembre 2006

WeekEnd Recap


Venerdì sera - Tunng @ Covo

Se la definizione  post hippie-folk potesse mai avere un qualche significato, alla corrispondente voce del grande dizionario dei generi musicali ci sarebbe una foto dei Tunng. Vecchia e plurisegnalata conoscenza di questo blog (1, 2, 3, 4), il combo folktronico inglese riesce a farmi digerire anche sonorità cattocomuniste che normalmente mi farebbero scappare a gambe levate. E al secondo live in pochi mesi confermo quanto già scritto: si tratta di uno dei migliori live act in circolazione, sia per quanto riguarda il folk che nel campo dell'indietronica. Peraltro la loro cover di The Pioneers dei Bloc Party, da queste parti in heavy rotation da mesi, rischia di essere il mio pezzo dell'anno.

Tunng -
The Pioneers (MP3)


Sabato sera - Sodastream @ Covo

Il duo australiano è considerabile ormai nel novero dei classici, e non è un caso che questa parola abbia la stessa radice di classe, dote di cui i Sodastream abbondano, riuscendo a tenere ipnotizzata una platea ben numerosa per quasi due ore con il solo ausilio di chitarra, voce e contrabbasso (ok, qualche volta anche una tastiera). A tanta intensità nuda e confessionale è sempre difficile abituarsi, e ho lasciato presto le prime file per sfuggire ai demoni che alcuni brani degli ultimi due dischi della band riescono a tirare fuori. Badate bene, non è roba che riesce a tutti.
[Ci sono ancora un sacco di date in Italia -una anche a Urbino!-, non perdeteveli]

Sodastream - Blinky (MP3)


Domenica sera - Peeping Tom @ Estragon

Varrebbe la pena di vedere live tutti i progetti di Patton, persino i più astrusi, anche solo per sentirlo arringare la folla nel suo italiano impeccabile. Anche ieri le perle sono state tante («Fuck Luca Carboni!», «I viali di Bologna: puttane, papponi....e piadine»), nonostante un pubblico non esattamente calorosissimo; e dire che il live set dei Peeping Tom è stato magnificamente paraculo, con Michele provvisto di camicia bianca e papalina a giocare a fare il gangsta in compagnia di Rahzel in modalità beatbox, corista soul gnocca e Dub Trio a tessere trame matematiche e spingere sulle chitarre. Nulla di fondamentale, ma uno show davvero ben fatto. Perchè essere presi per il culo può anche essere divertente, se chi lo fa lo sa fare bene.

Peeping Tom (feat. Odd Nosram) -
Five Seconds (MP3)

venerdì, 17 novembre 2006

Firefox 2 - Internet Explorer 0


E' una piccola soddisfazione, ma per un progettista web capirete che non è cosa di tutti i giorni: nelle ultime settimane tra i visitatori di questo blog la percentuale di utenti che navigano usando Mozilla Firefox ha di gran lunga superato quella degli utenti del sempre pessimo Microsoft Internet Explorer (e anche Safari ha una fetta niente male; un decimo dei visitatori ha un Mac, cose da pazzi). Percentuali assolutamente lontane dalla media del WWW, che vede Firefox attestarsi intorno al 30% e Safari intorno al 4%, con le varie versioni di IE ancora a farla da padrone. Che dire? Lo sapevo che non siete persone ordinarie.
Tutto ciò, tra l'altro, proprio nel periodo in cui assistiamo a un nuovo round dell'ormai mitica guerra dei browser, a causa dell'uscita -a distanza ravvicinatissima- delle major release sia di Internet Explorer (la 7, circa 5 anni dopo il rilascio della 6) che di Firefox (la 2).  Nonostante i passi in avanti fatti da Explorer, i commentatori sono unanimi nel considerare ancora Firefox lo strumento migliore per muoversi all'interno del World Wide Web con la massima sicurezza, user-experience e supporto degli standard. E la cosa -ma tu guarda- non stupisce neanche un po'.


Leggi il giudizio di Wired: A tale of two browsers
Leggi lo speciale di Punto Informatico: Battaglia navale tra IE7 e FF2

 

[inkiostro | # | oh my geekness, b-log | commenti (25)]

giovedì, 16 novembre 2006

Geeks in fashion /2


[La Diskette handbag è assolutamente splendida. Come già ribadito l'anno scorso per lancor più bella Keybag, voglio qualcuno a cui regalarla. A quando la versione maxi con i mitici floppy da 5 e 1/4?]

[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (9)]

giovedì, 16 novembre 2006

The kids are coming up from behind

Le band che mi mandano i loro video (grazie, eh) e la home page di Yahoo Video France che mi linka (screenshot qui) per una vecchia segnalazione come se il video l'avessi messo online io non mi faranno cambiare idea: l'Inkiostro Video Aggregator ha cessato di esistere e non tornerà in vita a breve. Troppo sbattimento ogni volta, poi ci sono YouTube e Flux, largo ai giovani. Chè, poi la segnalazione suddetta era il classico video con gli schiaffoni di Losing my edge degli LCD Soundsystem. Touché.


LCD Soundsystem - Losing my edge video (MOV)

 

mercoledì, 15 novembre 2006

Il guardone che passa inosservato

Difficile immaginare un personaggio meno di moda di Mike Patton. Ancorchè abbonato ad aggettivi pass-partout come «eclettico» e «poliedrico», e da tutti riconosciuto come personalità artistica di grande caratura e responsabile di un enorme numero di progetti interessanti (dai Faith no more ai Tomahawk, dai Mr. Bungle ai Fantomas), Patton non è mai diventato un'icona della musica come molti suoi colleghi e coetanei anche meno meritevoli. Non ha firmato nessun anthem generazionale buono per il revival degli anni '90 (ammesso che lo sia, Diggin' the grave vale solo per noi in Italia, thanks to Jack Frusciante film). Ha partecipato a troooooppi dischi con troppe realtà diverse appartenenti a contersti troppo diversi per essere adottato come simbolo di alcunchè. E' sconfinato spesso e volentieri in generi assolutamente uncool come la musica sperimentale e il noise (a volte imparentato col metal). E, last but not least, non ha mai prodotto nulla di anche solo vagamente associabile all'etichetta indie.
Quest'anno, lo saprete, Mike Patton è tornato alla carica con un nuovo progetto, chiamato Peeping Tom, che ha dato alle stampe un disco omonimo davvero notevole. Un disco al contempo estremamente immediato (è la cosa più pop che il nostro abbia prodotto da molto, molto tempo) e molto complesso, che snocciola generi (dall'hip-hop alternativo alla bossanova) come fossero caramelle e ospiti (da vari nomi Anticon fino ai Massive Attack, Norah Jones e Bebel Gilberto) come fossero figurine, e che è stato accolto in maniera appena meno fredda di una qualunque collaborazione con John Zorn o di un qualunque delirio cinematico dei Fantomas. Ovvero: non se l'è cagato quasi nessuno.
E sì che il disco ha tutti i singoli al posto giusto, una manciata di collaborazioni che incuriosiscono anche solo a sentirle nominare e una produzione forse non esattamente perfetta ma di certo foriera di soluzioni insolite e a volte sorprendenti. Invece niente: recensioni tiepide, pochi superlativi, pochissime copertine e l'impressione che, soprattutto in America, abbiano attirato meno attenzione di una qualunque band di 18enni al primo singolo che clonano i Gang of Four.
Quasi fosse una maledizione, il guardone Patton, che scruta dalle serrature della musica contemporanea, filtra quello che vede, e lo ritira fuori con la classe che lo contraddistingue, non viene notato da nessuno proprio quando produce la sua opera più accessibile da 10 anni a questa parte.
Per definizione, il guardone ci vede bene, ma non viene visto. Fossi in voi stavolta aguzzerei la vista, però.   

[I Peeping Tom saranno il 16/'11 alla Flog di Firenze, il 17/11 ai Magazzini Generali di Milano, il 18/11 al Deposito Giordani di Pordenone e il 19/11 all'Estragon di Bologna. Sono molto curioso di vederli. Chissà se ci sarà anche stavolta il piadinaro del Buon Gusto Romagnolo]


Peeping Tom (feat. Rahzel and Dan The Automator) -
Mojo (MP3)
Peeping Tom (feat. Odd Nosram) - Five Seconds (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (24)]

martedì, 14 novembre 2006

No tone deaf

Il test di percezione musicale di Jake Mandell non è un Monday gaming, ma potrebbe anche esserlo. Un 77,8% (addirittura un po' sopra al livello excellent) non è male, peraltro, ma sono sicuro che qualcuno di voi farà anche meglio.

[inkiostro | # | suoni, gaming | commenti (18)]

martedì, 14 novembre 2006

Sweet and tender bossa hooligana

Difficile immaginare una versione del classico degli Smiths più sweet and tender della versione che ne hanno fatto i Nouvelle Vague, uscita solo sulla versione giapponese del loro ultimo Bande à part. Una reinterpretazione tanto scontata da essere quasi rassicurante, che coglie e accentua le venature ritmiche per nulla lontane dalla bossa che negli anni già in molti hanno evidenziato e le narcotizzano in salsa fatalista perchè in mezzo alla vita c'è sempre un po' di morte.
Etcetera, etcetera etcetera.


Nouvelle Vague - Sweet and tender hooligan (Smiths cover) (MP3)

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (3)]

lunedì, 13 novembre 2006

Vuoi sprecare spazio? Chiedimi come


Crash è una libreria austriaca, e non è neanche da dire che da quelle parti abbiano spazio in abbondanza. Però sono pochi. E, per quanto mi riguarda, in questo caso hanno gusto.

[inkiostro | # | faking the books | commenti (3)]

lunedì, 13 novembre 2006

Report è un programma pericoloso per l'ordine pubblico

Non so se fa lo stesso effetto anche a voi (immagino di sì), ma io alla fine di ogni puntata di Report (ovvero, ogni maledetta domenica) sono costretto a trattenermi dall'uscire e andare a rapinare una banca o, alternativamente, dallo scendere in piazza molotov alla mano per preparare la rivoluzione. E' normale?

[inkiostro | # | guarda te | commenti (34)]

venerdì, 10 novembre 2006

Si' che ci credete

Ci credete che quando ho visto la Pac-man chart ho riso come un cretino per mezz'ora?
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (11)]

venerdì, 10 novembre 2006

See you in another life, brotha

Poco più di 24 ore fa negli States è andato in onda il mid-season finale di Lost, ovvero l'ultima puntata del primo troncone della terza serie del telefilm, che precede un'insolita pausa invernale che durerà addirittura fino al 7 Febbraio. Non vi preoccupate, niente spoiler qua (per quelli, e per tutte le teorie del caso si rimanda alla classica Lostpedia), anche se la voglia di mettersi per l'ennesima volta a stigmatizzare e contemporanemente a magnificare la capacità degli autori di tenere ancora in piedi una trama tanto improbabile è una tentazione difficile da combattere.
Tra l'altro, pare che per salvare la serie dal delirio in cui sta piombando, gli autori stiano pensando di cambiarne completamente il tono, accentandone la componente guerresca oppure, al contrario, calcando la mano sul lato comedy. Sulla falsariga di due grandi capolavori dei suddetti generi, A-team e Friends, sono già state elaborate due nuove versioni di sigla per il serial. Cliccate su play e date un'occhiata:



[inkiostro | # | guarda te | commenti (14)]

giovedì, 09 novembre 2006

Good news for people who love Modest Mouse

Che Johnny Marr, -chevvelodiccoaffà- leggendario chitarrista degli Smiths, si sia da un po' unito come membro stabile ai Modest Mouse, è cosa nota da mesi. Che i Modest Mouse, già autori di quel Good news for people who love bad news che per molti (tra cui il sottoscritto) è stato il miglior disco uscito nel 2004, siano in procinto di dare alle stampe We Were Dead Before The Ship Even Sank, previsto per inizio 2007, è sulla bocca di tutti da mesi. Che la nuova formazione della band sia da qualche giorno impegnata in un mini-tour per lo più americano, di cui è già possibile trovare traccia tra i video su YouTube è una notizia che è arrivata anche da noi (link e info da Colas). Che la band, al netto di alcune piccole cosette da sistemare, sia piuttosto in forma e che i pezzi nuovi siano molto promettenti è una cosa che invece potete scoprire anche da soli, cliccando sui link qui sotto. C'è in regalo l'audience recording (abbastanza buono, per essere amatoriale) dell'intero concerto tenuto 3 giorni fa al Wiltern di Los Angeles e in particolare un paio di canzoni nuove che mi piacciono assai.


Modest Mouse - Live @ LA, 6/11/06 (full concert) (link -> 16 MP3)
Modest Mouse - People we know (Live @ LA, 6/11/06) (MP3)
Modest Mouse - Dashboard (Live @ LA, 6/11/06) (MP3)

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (5)]

mercoledì, 08 novembre 2006

It's all about footprints

Buon ultimo, ma che ci volete fare.
Un paio di giorni fa, sul suo blog Footprints in the snow, Jukka ha preso spunto dal recente tour italiano dei Grizzly Bear per criticare più o meno provocatoriamente il «sistema media musicale» italiano, e in particolare i blog, dando il via nei commenti a una discussione piena di spunti.
Citando il punto che riassume meglio il concetto:

«e' evidente, se cerchi on line sui blog italiani che parlano di musica alternativa dei G.B. non se ne parla...mentre si sono persi in sbrodolamenti per le peggio cose...e nel dire questo ovviamente prendo una posizione. dico che molti blog seguono le mode e sono pressapochisti nel giudicare la musica. in italia ne abbiamo tantissimi che sono fatti da mezzi scrittori che in fin dei conti sono pure davvero bravi a far risalatare le loro storie personali... ma di blog che parlino di musica..anche quelle diverse da quelle che ascolto io sono veramente poche..e sembrano spesso la brutta copia delle testate in edicola o di quelle web.» [JR - #]

Dei tanti aspetti toccati dalla discussione (da semplici questioni di gusto a più complesse pretese di completezza, dall'indipendenza di giudizio alla qualità dello stesso, dalla mancanza di una piattaforma unica che dia visibilità e concretezza a tante voci frammentate all'irrisolvibile diatriba professionalistmo VS dilettantismo) quello che in qualche modo mi incuriosisce di più (e che, in maniera trasversale, si collega a quanto scrivevo la settimana scorsa) è la richiesta di una maggiore completezza e qualità nei contenuti da parte dei blog che si ritrovano più spesso a parlare di musica indipendente. 
In proposito, mi sembra impossibile non riportare il commento di Enzo che riassume in maniera perfetta ciò che penso anch'io:

«Mi preme sottolineare che secondo me non dovresti avere certe aspettative dai blog. Il blog non può essere informativo e completo come il sistema dell'informazione. Se io provassi un "senso di colpa" perché con un blog ho "bucato la notizia" di un gruppo, un disco o un concerto, sarei fuori di testa. Non ho il "dovere" di informare, non è un lavoro, non devo seguire tutto.» [Polaroid - #]

Per quanto mi riguarda, non solo non ho alcuna pretesa di completezza, originalità o particolare qualità, ma me ne guardo bene. Preferisco segnalare la musica che mi piace, illustrarne questo o quell'aspetto collaterale e, quando ritengo di avere qualcosa da dire e ho tempo per farlo, raccontare ciò di cui mi parla. Raramente mi dilungo sugli aspetti strettamente musicali, visto che in merito non credo di avere cose particolarmente interessanti da dire. E poi, fondamentalmente, non mi diverto a farlo.
Posto che un blog è un guscio vuoto e quindi, in quanto tale, può potenzialmente riempirsi di qualunque tipo di contenuti, se un blog arrivasse a raggiungere la qualità e la completezza desiderate da Jukka, si trasformerebbe in una webzine, tenuta da una sola persona. Con tutta evidenza qualcuno con un sacco di tempo libero.
Ma non è proprio ciò che li differenzia da giornali e webzine a rendere interessanti i blog? Non è esattamente la loro tendenza a costruire nel tempo una forte identità personale (limitata, per definizione) e ad applicarne il punto di vista a ciò che li circonda (e quindi anche alla musica) a far affezionare i suoi lettori? E non è anche l'inevitabile ristrettezza di tempo e risorse che li costringe a selezionare e rilanciare quanto, secondo la suddetta identità e il gusto ad essa connessa, trovano significativo tra quello in cui si imbattono nel mare magnum della produzione musicale (anche se spesso sono gli stessi nomi che girano su Pitchfork e sugli m-blog americani, esatto) ciò che li porta ad essere voci ascoltate?
Ciascuno lascia le sue tracce nella neve, sperando che qualcuno le segua. E ciascuno segue le tracce che promettono di portarlo nei posti migliori o quelle più profonde e visibili, quelle più fitte o quelle che gli ricordano di più i suoi stessi passi, quelle che sembrano appartenere a un essere particolarmente esotico, o quelle che si addentrano nel bosco evitando i centri abitati. Sono semplici scie, e la neve che cade rischia costantemente di cancellarle. Intanto, però, sono lì.

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (17)]

martedì, 07 novembre 2006

Geeky Tuesday

1. Internet soul portraits. Anche i siti hanno un'anima.
[E non fosse per le URL che riportano il nome del sito, indovinare anche i soliti noti non sarebbe esattamente banale.]
2. Guess the logo. Ho fatto un punteggio da schifo.
[Li vedi decine di volte al giorno, eppure non li guardi. Non che serva davvero a qualcosa farlo, ma non so, è un po' inquietante]
3. Abusing Amazon Images. Chamatelo generatore.
[La prima domanda è come abbiano fatto a scoprirlo, e quanto ci abbiano messo a capirne la sintassi. Quello che ne esce fuori, poi, è Computer Art. A modo suo.]
[inkiostro | # | oh my geekness | commenti (3)]

martedì, 07 novembre 2006

Ladies and gentleman, ecco a voi i Grinderman

La notizia è di quelle grosse:


Grinderman - Debut Album Out 5th March 2007

Foul-mouthed, noisy, hairy, and damn well old enough to know better, Grinderman are Nick Cave, Warren Ellis, Martyn Casey and Jim Sclavunos.


Born of babbling lyrics hatched from Bosch eggshells in the Hyde-bound apocalyptic margins of the Cave brain, the Grinderman sound is an instinctual yawlp that also resurrects the demons of each musician’s past: the trashcan proselytising of Birthday Party -era Nick; Sclavunos' late 70s New York no-wave noise wisdom; Martyn Casey’s ominous Triffids bass reverb; plus Ellis' avant-garde soundtrack work and his teenage love of Black Sabbath. Destination: Out!

[fonte: Mute.com]


Il disco del nuovo progetto del cantautore australiano (il primo non a suo nome da più di 20 anni), quindi, è previsto per il Marzo del 2007; per ora c'è già in giro una canzone, No pussy blues, che fin dal titolo la dice lunga sullo spirito del progetto.
Non bastasse, nella band Nick Cave suona per la prima volta (anche) la chitarra.
Dio ci salvi.


Grinderman - No pussy blues (MP3)
[new link]

 

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (9)]

lunedì, 06 novembre 2006

Urra' per Scottbert

Non era esattamente una notizia da prime pagine dei giornali: un cartoonist di culto viene colpito da una malattia rara, pittoresca e piuttosto sconosciuta, che non compromette in alcun modo il suo lavoro nè mette a rischio la sua vita, ma la rende solo un po' più difficile. Nel mondo dei media, una notizia di scarso interesse. Nel personalissimo universo dei miei punti di riferimento culturali, invece, la notizia che Scott Adams, autore e creatore di quell'imprescindibile manuale di cinismo lavorativo che è Dilbert, era stato colpito, un anno e mezzo fa, da una grave forma di disfonia spastica era una di quelle cose che non lasciano indifferenti.
La disfonia spatica è una malattia bizzarra, di origine neurologica, a causa della quale, di punto in bianco, la parte del cervello preposta al controllo della parola dà forfait, e molte delle attività connesse col parlare diventano un'impresa. Nei casi più gravi, come quello di Adams, in certi contesti (tipo quando c'è del rumore di fondo, oppure al telefono) diventa impossibile parlare, la voce non viene fuori; eppure negli stessi contesti si riesce a cantare, ridere o parlare in rima, e in altre situazioni (ad esempio quando si è da soli), la voce funziona normalmente. Una malattia quasi comica, non pericolosa ma estremamente fastidiosa e socialmente devastante, per cui non c'è cura, a parte iniezioni palliative di botulino sulle corde vocali che consentono di arrivare a sussurrare, e che è difficile da comprendere in tutte le sue sfumature. Semplicemente, in certe situazione si diventa muti, ed è per sempre. 
Oltre ad essere un lettore quotidiano delle strisce di Dilbert, a volte mi capita di fare un giro sul blog di Adams, in cui l'autore spesso racconta scampoli della sua vita quotidiana e, di conseguenza, della convivenza con una malattia tanto invadente. Qualche giorno fa Adams ha scritto uno splendido post, intitolato Good news day (che vi consiglio di leggere), in cui ha annunciato che, grazie a un lungo periodo di esercizi e grazie ad un'incredibile forza di volontà, è riuscito dove tutti gli altri hanno fallito e ha recuperato la propria voce. Il modo e la sincerità in cui lo racconta nel suddetto post sono davvero commoventi. E' bello vedere che qualche volta l'impossibile accade. E che, qualche volta, si può mettere da parte il cinismo ed esserne genuinamente contenti.

lunedì, 06 novembre 2006

Monday gaming (Playing with this Tag and Arrow edition)

A volte, anche se non dovrebbero, ritornano. Perchè se uno finisce per passare una certa percentuale della sua domenica pomeriggio a giocare ad Arrow Tag (fino a finirlo), un motivo ci sarà, no?
[inkiostro | # | gaming | commenti (7)]

venerdì, 03 novembre 2006

Friday I'm in points

_ Come colonna sonora dell'ultima pubblicità di TRL, da sempre la trasmissione più teen-oriented di Mtv in cui la fa da padrone la peggio musica che c'è in giro, c'è Do the whirlwind degli Architecture in Helsinki.


_ Sull'homepage di Mtv.it, in aggiunta, ci sono i Long Blondes (c'è persino l'intero disco in streaming), di cui si parlava parecchi mesi fa  qua (peraltro qualcosa come anni dopo molti altri con un fiuto più fino del mio). Se volete sapere chi sono i Long Blondes e per quale motivo li amerete (se non lo fate già), leggetevi l'ottimo articolo di Salvatore. Siete fregati.


The Long Blondes - Once and never again (MP3)



_ On a totally different note, TheEgo di Ciccsoft si lancia in un'arringa polemica sul Web 2.0. Dite la vostra.


_ Sempre da Ciccsoft, ma nella colonnina del blob di link, mi sono imbattuto nel filmato dell'Apple keynote di 5 anni fa (quasi) precisi, in cui Steve Jobs presentava al mondo nel suo solito modo iper-enfatico le meraviglie di quel nuovo aggeggino chiamato iPod.


_ Ve li ricordate i due simpatici personaggi armati di camice, diet coke, mentos, e troppo tempo libero? Hanno colpito ancora, questa volta con il clamoroso Domino effect:


 


[a latere, su Punto Informatico complesse e molto interessanti riflessioni sul fenomeno e sul marketing virale in genere]


_ «Compiamo trent'anni e non ce ne bastano altri trenta. Perchè non essendo di nessuno, siamo un po' di tutti»: con queste parole RadioCittàFujiko, la radio da cui il sottoscritto è onorato di trasmettere, festeggia i suoi 30 anni. E' la radio più longeva di Bologna, e una delle più longeve d'Italia. Per celebrare degnamente l'evento, la radio si unisce a un'altra grande festa, il ritorno dei Casino Royale, per una serata davvero imperdibile, sabato sera all'Estragon. Qui si fa la storia, altrochè.

giovedì, 02 novembre 2006

Caroselli solitari

Beth Gibbons, lo sapete, è la voce e il cuore dei Portishead.
Quelli che hanno pubblicato due tra i migliori dischi in assoluto degli anni '90, sì. 
Quelli che non danno alle stampe materiale nuovo da nove anni, esatto.
Quelli che qualche mese fa sembravano, per l'ennesima volta, sul punto di tornare in scena e invece niente, solo una -peraltro splendida- cover di Gainsbourg e poi di nuovo silenzio.
Loro.
La Beth Gibbons che quattro anni fa ha pubblicato un disco solista, bello ma un po' irrisolto, insieme a Rustin' man, è sempre lei.
La stessa che qualche mese dopo calcava i palchi d'Italia con un tour assolutamente struggente, che questo blog, più o meno al suo primo mese di vita, si trovò anche a raccontare.
Una delle autrici, delle voci e delle presenze sceniche più incredibili in cui possa capitare di imbattersi, già.
Adesso, dal nulla, la notizia.
Beth Gibbons, che non fa più un concerto da allora, domani sera suona al Piccolo di Milano, per il festival Eurotribu. Per la precisione suona insieme a Rodrigo Leão, già leader dei Madredeus, col quale ha già collaborato un paio di anni fa. Roba da far tremare le ginocchia alla sola idea. Roba che se anche cantasse un solo pezzo e niente di più, varrebbe la pena di farsi 300 chilometri.
E invece mi sa di no, rimango qua.
Carosello solitario.


Rodrigo Leão feat. Beth Gibbons -
Lonely carousel (MP3)

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (7)]

giovedì, 02 novembre 2006

'Risemantizzazione indie-pop della beta'?

[inkiostro | # | b-log | commenti (2)]

mercoledì, 01 novembre 2006

Dolcetto o scherzetto


Halloween era ieri, lo so, e ad aver visto prima questo Disgusting candy your kids will love forse sarebbe anche tornato utile. Oltre agli splendidi Scorpion suckers, ci sono il Toxic Waste, le Eyes of terror gumballs, i Lick your wounds candy scabs, i Cockroach bites, l'Hose nose, l'Ear Wax Candy e la Choka Ca-ca. Ora ho contemporaneamente fame e voglia di vomitare.

[inkiostro | # | fantascienza | commenti (1)]
-InkLog-

Inklog »

-On air-
Get Black!, venerdì sera alle 21 sui 103.1 FM (Bologna) e in streaming (Resto del mondo).
Scarica il podcast.
-Disclaimer di rito-
Mp3 and video links posted on this site are for evaluation purposes only and point to files already available somewhere across the web. If you like them, buy the CDs and support the artists. If you are the artist or the copyright owner and would like a link removed, just let me know. I'll take it off, and you'll lose some free promotion.
Now, that's smart.


-Categorie-
ahipod
b-log
blogcrossing
dilbert is me
diskoinkiostro
faccio cose vedo gente
faking the books
fantascienza
gaming
guarda te
inchiostro
indie-gestione
la vita dopo coupland
lego my ego
ma anche no
minimarketing
oh my geekness
peggyg
prendi un aereo jj
suoni
taglio cose copio gente
tv series
video aggregator
wild wild web
wtf news


-Blogfellas-
.:: Achille
.:: A day in the life
.:: Batteria ricaricabile
.:: Black Hair
.:: Blue Blanket
.:: Brodo Primordiale
.:: Bronson & Hana-Bi
.:: Cabal Dixit
.:: Chiara
.:: Colas
.:: Delay Decay Attack
.:: Dietnam
.:: Distilleria
.:: Ele
.:: EmmeBi
.:: Fabio De Luca
.:: Friends of mine
.:: Garnant
.:: Gecco
.:: Giulia Blasi
.:: Giuseppe
.:: Icepick
.:: Il Boss
.:: Indiepop Blog
.:: JR
.:: Junkiepop
.:: Kekkoz
.:: Leonardo
.:: Lonoise
.:: Lo Spettro
.:: Macchia nera
.:: Magenta & Woland
.:: ManteBlog
.:: Marina
.:: MatteoL
.:: Non si scherza più
.:: Nuxx
.:: Offlaga Disco Pax
.:: Passenger Seat
.:: Personalità Confusa
.:: Piste
.:: Polaroid
.:: Seconda Visione
.:: Socks
.:: Sniffin' glucose
.:: Tragedie Greche
.:: Trentesimo anno
.:: Valido
.:: Violetta
.:: Wittgenstein


-Archivio-
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
giugno 2003
maggio 2003
aprile 2003
marzo 2003
febbraio 2003
gennaio 2003


-Counter-
visitato *loading* volte


Tutti i contenuti sono tutelati dalla Licenza Creative Commons.