2.0

venerdì, 29 settembre 2006

Questo triste mondo malaaaato

Oggi inkiostro diventa come la (ex) svergognata colonna blu di Repubblica (cit. - a proposito: Delio, che fine hai fatto?):

+ Bambino di 3 anni compra auto su internet.

+ Altro che chiavi, per mettere in moto la macchina si può usare anche un cane che ha inghiottito un tag RFID. Finchè dura. (via)

+ In Germania i simboli nazisti sono vietati. Anche se all'interno di simboli anti-nazisti.

+ Tette rifatte in aeroporto? Accomodatevi al controllo di polizia, perquisizione speciale in arrivo.
[e tutto per colpa di quelli con le bottiglie di Gatorade]

+ Del tizio che ha chiesto un passaggio a una volante, che lo ha poi fermato a causa della marjuana che aveva in tasca non vogliamo parlare?

+ Ma non ci sono modi meno complicati per tentare di uscire prima dal lavoro (per poi, peraltro, ritrovarsi in galera) del far pubblicare un finto necrologio del figlio della propria fidanzata sul giornale?

[inkiostro | # | fantascienza | commenti (14)]

venerdì, 29 settembre 2006

Airbag ricomincia dalla fine

Dopo la pausa estiva e le dirette estemporanee dallo studio alla Festa dell'unità (qualcuno magari si sarà anche imbattuto nell'intervista ai Perturbazione) stasera parte la quarta stagione di Airbag, la trasmissione radiofonica che il sottoscritto si pregia di condurre insieme al socio AndreaNP sulle frequenze di Radio Città Fujiko a Bologna e dintorni.
Quella di stasera sarà l'ultima puntata della versione classica di Airbag, equamente divisa tra novità e monografia tematica random; dalla settimana prossima si cambia (quasi) tutto e si passa a una nuova formula ancora tutta da scoprire. Per questo motivo l'airbagrafia della serata avrà come tema...la fine. Una roba da manuale, praticamente.
L'appuntamento, come al solito, dalle 21 in poi sui 103.1 MHz in FM a Bologna o in streaming ovunque vogliate. 

[inkiostro | # | suoni, b-log | commenti (2)]

giovedì, 28 settembre 2006

Art Attack


Fa parte del gioco, ma negli anni mi sono sempre imbattuto nei lavori di Bansky senza sapere che fosse (e chi fosse) Bansky. Ci ha pensato un ottimo post di NicoleDiver a spiegarmelo, e spiegarmi i suoi mille volti, dalla stencil art più brillante e guerrigliera che ci sia in giro alle grandi opere remixate e sostituite/aggiunte nei musei, dai bellissimi squarci sul muro Palestinese, alla recente sostituzione di 500 copie del disco di Paris Hilton con una feroce versione dalla grafica ritoccata.
Indispensabile spulciare la sua voce su wikipedia e farsi un giro sul suo sito.

[inkiostro | # | guarda te | commenti (14)]

giovedì, 28 settembre 2006

Il destino e' segnato

Le 10.000 ragioni per cui la civiltà è spacciata. Sono ancora poco più di 4400, ma ognuno può aggiungere la sua (senza filtri, pare...e si vede).
Solo tra le prime 100 ci sono Paris Hilton (#1), le McChurches (#10), il bukkake (#14), il fatto che l'acqua costi più della Coca Cola (#25), le infradito (#36), il Comic Sans (#56), ratemypoo.com (#62 - non lo linko, dai), la serie The faboulous life of di Mtv (#86), e i siti come il suddetto (#37).
Se dovessi aggiungere la mia, non saprei davvero da dove cominciare. Forse da Sandro Bondi.

mercoledì, 27 settembre 2006

Evidentemente non abita neanche a New York, eppure

Immagino detesterà essere citata su queste pagine (che sono probabilmente un ottimo esempio di molte delle cose che odia), ma non si può non segnalare -senza una certa, forse malsana, soddisfazione- che Miss Violetta Beauregarde, già nota nelle vesti della prima (ora ex?) Suicide Girl italiana Aiki, qualche giorno fa è approdata nientemeno che sulle pagine del New York Times.
Violetta (ottima intervista di un paio di anni fa firmata De Luca qui), che sul proprio myspace dichiara tra le sue influenze artistiche «donato bilancia, erika e omar, napalm death, alessandro furlan e paolo bertocco, la tigre arkan, anal cunt, dr kevorkian, reign in blood, exume to consume» ha da poco pubblicato il suo secondo disco Odi Profanum Vulgus Et Arceo, il solito sapiente delirio electro-punk-industrial-hardcore-noise e via andare, che gode nel farsi odiare, e che forse anche per questo finisce per impressionare non poco. 
Nell'articolo, intitolato The universal language of musical psychodrama, Violetta viene accostata per intensità a Bonnie Prince Billie e agli Xiu Xiu, e strappa al recensore parole piuttosto lusinghiere:


She’s a little like Lydia Lunch was long ago. The quality of Miss Beauregarde’s disdain is pure and powerful; it inspires her to invent. And anyone so vehement about proclaiming both her own ineptitude and her audience’s is bound to be better than she lets on.


Miss Violetta Beauregarde - The umbearable lightness of a farm tractor (MP3)

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (15)]

mercoledì, 27 settembre 2006

Unita' di archiviazione alla seconda


[La Floppy Disk Bag. Ci sono anche le istruzioni per costruirsela]

martedì, 26 settembre 2006

DisServizio Postale

La società dell'informazione, il marketing virale, la diffusione della musica dal basso, i dischi che arrivano alle orecchie degli ascoltatori senza neanche essere stati pubblicati (o addirittura essere finiti): c'era da metterlo in conto che prima o poi succedesse anche questo.
Qualche settimana fa sugli m-blog di mezzo mondo (il mezzo mondo in cui gli m-blog esistono, visto che nell'altro mezzo mondo hanno ovviamente preoccupazioni ben più serie) ha cominciato a circolare un presunto nuovo demo dei Postal Service. La premiata ditta Gibbard e Tamborello, tra le prime band a diventare beniamine della rete, ormai più di 3 anni fa, è da qualche tempo al lavoro per dare un successore al fortunatissimo Give up, e la notizia sembrava credibile, così come sembrava credibile il sound della canzone, The importance of being.
Credibile ma non esattamente esaltante: da un lato decisamente troppo in linea con le vecchie produzioni della band, dall'altro inficiata da un cantato poco ispirato (interpretato non dal solito Gibbard ma da Tamborello), da una  melodia assai ripetitiva e da una generale atmosfera sciatta per nulla all'altezza della qualità a cui hanno abituato, anche separatamente, i due titolari del progetto. La cosa, associata all'assenza di segnali forti sulla provenienza dell'mp3, ha cominciato a suscitare dei dubbi sull'autenticità della segnalazione, portando lo stesso blog che aveva segnalato l'mp3 per primo (Good weather for airstrikes) a dedicare diversi post alla questione.
Qualche giorno fa, finalmente, Tamborello ha tolto ogni dubbio quando, interpellato da Mtv, ha risposto
 "Someone showed me that song yesterday ... it actually has nothing to do with me or Ben," he wrote. "I guess it's just someone playing a joke. I have no idea who it actually is."

Postal Service (FAKE) - The importance of being (demo) (MP3)


Confronta:


Postal Service - We will become silhouettes (MP3)
[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (13)]

lunedì, 25 settembre 2006

And the winner is

Mentre nel corso del weekend il sottoscritto concorreva per premi quali 'Miglior intonatore dei versi di No fit state al concerto degli Hot Chip', 'Autore del commento più acido nei confronti della fighetteria dei locali milanesi che giocano a fare quelli indie' e 'Persona più orgogliosa del mondo all'atto di entrare in possesso di una maglietta originale di Weekendance', pare proprio che questo blog sia stato eletto miglior blog musicale italiano del 2006. Quantomeno per quanto riguarda i lettori di Macchianera, e quantomeno all'interno della ristretta e per nulla rappresentativa rosa di blog candidati all'ambìto Macchianera Blog Award, fattori che ne riducono notevolmente la portata ma ne accrescono la controversia, e quindi, inevitabilmente, l'esclusività. Per questo motivo oggi il sottoscritto parlerà di sè esclusivamente in terza persona, come Ravanelli. E per lo stesso motivo da domani smetterà completamente di scrivere di musica, (un argomento da sfigati), e convertirà il proprio blog in un contenitore di post a sfondo sessuale. Per l'anno prossimo si punta al Macchianera Blog Award come Migliore blog erotico. 


AAVV - Cerimonia di premiazione Macchianera Awards 2006 (MP3)
[Ok, lo ammetto, non l'ho ascoltata. Tra l'altro è lunghissima. Poi me la raccontate?]

Macchianera Blog Awards 2006 -
Tutti i vincitori (link)
[E pensare che Chuck Norris non ha vinto neanche un premio. Sarà davvero arrabbiato]

[inkiostro | # | b-log | commenti (23)]

venerdì, 22 settembre 2006

Tune your Zune


Si chiama Zune, esce a Natale ed è l''iPod Killer. E porta nientemeno che il marchio della Microsoft. Riuscirà l'azienda  meno cool del pianeta a spodestare il dominio della scatoletta di titanio bianco più amata da grandi e piccini?
Alcuni indizi, forse per la prima volta, farebbero quasi pensare di sì. C'è uno schermo grosso il doppio di quello dell'iPod in cui forse guardare un film comincia ad avere un senso. C'è il wi-fi, che promette meraviglie (che -si spera- il DRM non infangherà), come la possibilità di scambiarsi musica e film con un click e senza fili o di creare delle instant-micro-radio personalizzate. C'è un design forse non esattamente sexy come quello dell'iPod ma non troppo lontano dalle sue linee morbide e stilose. C'è dietro una strategia di marketing all'avanguardia, gestita dallo stesso team che ha creato dal nulla l'XBOX e gli ha permesso di farsi spazio nell'affollato mondo delle console, che flirta con il mondo indie (con la Sub Pop, per la precisione), vanta come punti di riferimento blockbuster del web 2.0 come MySpace e YouTube e pare saperla lunga. E se ci si mette pure l'autorevole Gizmodo a spiegare Five reasons why the Microsoft Zune may succeed, forse questa volta ci siamo.
Voi che dite? Lo Zune ha speranze di avere successo? O l'iPod è destinato a rimanere il dominatore incontrastato dei player portatili ancora a lungo?
[ulteriori dettagli su questo articolo del Seattle Weekly e un po' ovunque in rete]

giovedì, 21 settembre 2006

Books are like a jigsaw

 

[Puzzle Bookshelf. Tutti i pezzi a posto, almeno fuori.]
[inkiostro | # | faking the books | commenti (6)]

mercoledì, 20 settembre 2006

You give miles and miles of mountains and I'll ask for the sea

Il sottoscritto si accoda a Lonox nel manifestare le sue perplessità nei confronti di 9 crimes, nuovo singolo di Damien Rice appena diffuso dalla sua etichetta 14th floor records. Una ballata molto classica per piano, violoncello e lisahannigan (ormai uno strumento al servizio di Rice, pare), che annoia presto e non mantiene nulla di quanto promesso dai carichissimi live o dagli EP più recenti del cantautore irlandese. Una bella canzone, per carità, ma quasi ogni pezzo di O (o degli EP) è in grado di superarla per forza, originalità e atmosfera. Speriamo in meglio per il disco intero, 9, che conterrà 10 tracce ed uscirà il 6 Novembre. Tutti gli altri dettagli sempre su Lonoise.


Damien Rice - 9 crimes (MP3)

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (3)]

mercoledì, 20 settembre 2006

M-bloggo ergo sum

Cos'è davvero un m-blog? Cosa spinge un utente a tenerne uno?
Lunga e interessante riflessione parasociologica del sempre straordinario Marathonpacks.

Blogs aren’t close to being responsible for any sort of sea change in the music industry—they’re much too small to take credit for that—but it’s important to note that they are reflective of the current, confusing, up-in-the-air state of affairs. They’re indicative of a new agency possessed by music fans, and the desire of many to (symbolically) make their presence known to (theoretically) whomever would like to read and listen. So, I suppose I’d urge those of you with a propensity toward browsing music blogs to take a step back, put on your ethnographic glasses for a moment and look at them for what they are: expressions of the personal tastes of a slim demographic group of mostly dudes, merged with the unique (and definitely problematic) materialism of the Web, that give interesting insight into not only the prevailing (and short-lived) indie-rock zeitgeist, but also into what can go into comprising an online “identity.”
[inkiostro | # | indie-gestione, b-log | commenti (1)]

martedì, 19 settembre 2006

Guardo un attimo online se e' il caso di stendere i panni

Ma tu dimmi se uno deve venire a scoprire nientemeno che da Wired (che in merito non lesina gli inevitabili commenti sarcastici) di un servizio fondamentale come Stendibiancheria.net, il sito che grazie al fantascientifico indice di bucato ha la missione di consigliare ogni giorno agli abitanti di varie città in Italia e in Europa quando stendere ad asciugare in tutta tranquillità i propri vestiti senza che il vento o la pioggia ne mettano a repentaglio la sicurezza. L'avanguardia la si vede dalle piccole cose.
[inkiostro | # | wild wild web | commenti (6)]

martedì, 19 settembre 2006

Forever tu rimarrai Brandon Walsh, Beverly High


Tutta la mia gratitudine ad Enver per avermi fatto scoprire questo gioiellino firmato dai Blume, band fiorentina di belle speranze che questa volta ha deciso di declinare il suo valido elettropop crepuscolare in salsa di divertissment, dedicando una canzone al protagonista dell'indimenticato principe dei teen-serial anni '90. Una gran ballata sul tempo che passa, che, nonostante il soggetto a dir poco suicida, riesce sapientamente a tenersi lontana dal grottesco e finisce per essere una bella canzone autenticamente malinconica. E dannatamente appiccicosa.


Blume - 90210 (MP3)

lunedì, 18 settembre 2006

May your shade be sweet

Giusto per darvi un'idea dei livelli astrali di glamour che è in grado di toccare il tenutario del presente blog, candidato diqquà e linkato dillà, il momento più bello del mio weekend è stato guidare in mezzo al nubifragio lungo la A14 ascoltando gli Sparklehorse a tutto volume e pregando che la Società Autostrade (si chiamava così, una volta) quest'anno avesse deciso, per una volta, di non tagliare la voce dei costi relativa alla spesa in asfalto drenante. C'è questa canzone che si chiama Shade and honey (che era già uscita anni fa nella colonna sonora di un film che non ho visto, cantata da uno degli attori; non da Lou Barlow, però, che pure recitava nel film), che avrò ascoltato di fila circa 10 volte, perchè se una delle auto che mi superavano ai 190 si fosse trovata a sbandare e i suoi pneumatici Bridgestone avessero perso la tenuta di strada, mi sembarava un pezzo particolarmente bello per morirci su.
[Non li faccio spesso, pensieri del genere. ma quando capita sono estremamente dettagliati, tipo con la sensazione fisica dello schianto e il momento interminabile in cui ti rendi conto che i giochi sono fatti. E con le immagini del funerale, il dettaglio di tutti i presenti e gli assenti, chi piange e chi no, chi ha tirato fuori qualche scusa per non venire e chi invece era meglio che se ne stava a casa, cose così. E' talmente un clichè che a indulgere in pensieri simili uno non si sente neanche in colpa, ammesso che debba.]
Poi ha smesso di piovere. Sono stato distratto da certi pensieri su un progetto di lavoro, ho cambiato disco, e ho preseguito verso casa dei miei.
Ogni volta che vado a trovare i miei per il weekend, e mi ritrovo nella casa in cui sono cresciuto, nel paesello in mezzo alle colline che odorano di erba bagnata, molte delle mie certezze vacillano. Finisco per concludere che l'horror vacui di cui è pervasa la società occidentale, e in particolar modo le sue zone più urbanizzate, sia un'enorme stronzata, e che annoiarsi alla fin fine non sia poi così male. Mi vengono desideri assurdi tipo avere una famiglia, io che di solito faccio patologicamente fallire tutte le storie vagamente sentimentali che ho a causa di una malsana tendenza alla perdita di interesse e/o alla scarsità d'impegno. Mi viene voglia di avere degli animali, o almeno delle piante, o comunque qualcosa da accudire. Mi viene voglia di un lavoro pratico e faticoso, tipo taglialegna, come in un qualunque film americano in cui il protagonista fugge dalla città per ritirarsi in un ranch di un'anonima cittadina del Michigan. Mi viene voglia di mettere in pratica quasi tutte le cose che compongono il luogocomune fuga-dalla-città, se non altro per provare l'effetto che fa. Poi, quando riparto, mi passa. Perchè alla fine riparto sempre.
Anche al ritorno, in autrostrada, pioveva fortissimo, e le Audi mi superavano ai 190 mentre ero incastrato nella seconda corsia in mezzo a una carovana interminabile di camper. Anche al ritorno ho ascoltato gli Sparklehorse, cercando di concentrarmi sulle sfumature pazzesche che Linkous riesce a tirare fuori dai suoni di batteria invece che sullo stridore delle gomme e sul tonfo secco che si sente da qualche parte a metà del collo prima che la carrozzeria inizi ad accartoccarsi. Ci sono riuscito abbastanza bene.
Quando sono arrivato a casa, però, continuava a piovere.


Sparklehorse - Shade and honey (MP3)

[inkiostro | # | ma anche no | commenti (19)]

venerdì, 15 settembre 2006

La vita e' solo uno stop-motion particolarmente veloce


[My animated world di Jelle Van Dun.]
[inkiostro | # | guarda te | commenti (11)]

giovedì, 14 settembre 2006

Ci siamo baciati, sono incinta?

La mia nuova lettura preferita è Girl Power VS Cioè, blog dedicato a raccogliere e deridere le migliori richieste di informazioni scovate sui forum per adolescenti a tematica sessuale:

Ho paura di essere incinta

Ho paura.Ho paura di essere incinta.Ragazze e ragazzi, scusate se disturbo, ma ho bisogno di un consiglio.Mi vergogno a parlare con le mie amiche di questo mio problema perchè sono piccola.Cioè,non sono abbastanza grande. Purtroppo credo di essere incinta.Sto male.Ho nausea.Ho mal di testa.Mal di reni.E ogni tanto mal di pancia.Mi fanno male i seni. Ho paura di essere incinta.Mi vergogno ad andare a comprare il test di gravidanza.Ho vergogna.Ma ho paura di essere incinta.In pratica ero in acqua col mio ex,il giorno 14 luglio,e lui ha messo il suo pene appoggiato alla mia vagina,e cioè,non era infilato,ma siccome era dritto e duro,bhè,lo ha puntato verso di me..XDecco...Da un paio di giorni sto male.Sono pallida...Aspetto le mestruzioni per il NOVE di agosto!Che faccio?

mirare... puntare... fuocooooo... più che altro controlla che insieme a te in piscina non abbia messo incinta altre persone togliendo il pene dal costume...

(segnalato da zioaxiom)

http://forum.giovani.it/t61192-sintomi-dellessere-incinta.html

[inkiostro | # | fantascienza | commenti (16)]

giovedì, 14 settembre 2006

cANDidATO

MacchianerAward 2006: Nomination
Siccome mi si fa notare che a non parlarne si sembra ancora più spocchiosi che a parlarne (bene o male, non fa differenza), vi segnalo che questo blog è stato candidato agli ormai classici Macchianera Blog Awards 2006 nella categoria Miglior Blog Musicale. Il fatto che questo non sia esattamente un blog musicale (a una stima sommaria non più di una metà dei post riguardano l'argomento; gli altri spesso e volentieri non lo toccano neanche di striscio) e che davvero troppi blog assai più musicali (e assai migliori) di questo siano assenti dalle candidature non fa che rendere il tutto ancor più privo di valore di quanto già non sia. Quel che conta davvero, però, è che ormai ho mancato la candidatura a Miglior Blog Erotico. Dovrò farmene una ragione.
[inkiostro | # | b-log | commenti (9)]

mercoledì, 13 settembre 2006

E poi magari spunta fuori che ha anche delle basi scientifiche

Un avvertimento: nonostante sia piuttosto chiaro fin dalla prima pagina, l'altissimo potere additivo di Like better, con le sue previsioni caratteriali basate sulla scelta più o meno irrazionale tra una serie interminabile di coppie di immagini, rischia di farvi perdere una scandalosa quantità di tempo prima di portarvi a concludere che si tratta di una stronzata pazzesca.
[inkiostro | # | fantascienza | commenti (10)]

mercoledì, 13 settembre 2006

It might have been the music from next door

Non credo di aver mai visto così tanta gente con gli occhi lucidi come nelle prime file del concerto dei Lucksmiths, ieri sera all'Hana-bi di Marina di Ravenna, durante The music next door. Quattro minuti e mezzo di pop australiano meta-musicale intriso correlativi sonori e di periodi ipotetici dell'irrealtà, che ciascuno nel tempo ha evidentemente associato a qualcosa in modo molto più profondo di quanto sia in grado di realizzare, trovandosi così completamente sguarnito di fronte alla performance di una canzone ascoltata a hundred times before.
Non credo di aver mai visto così tante persone con gli occhi lucidi, e senza alcuna vergogna di mostrarli. Non credo di averle mai viste, e in effetti non riuscivo poi a vederle così bene. Ero nelle prime file anch'io.

The Lucksmiths - The music next door (MP3)

martedì, 12 settembre 2006

Almost famous

Nel 2006 essere famosi (i warholiani 15 minuti di notorietà, mica altro) è facilissimo e difficilissimo allo stesso tempo. Facilissimo perchè basta un accesso alla rete e grazie al passaparola è possibile raggiungere migliaia di persone anche con risorse molto limitate. Difficilissimo perchè possono farlo tutti, e anche chi fino a 10 anni fa aveva pochi rivali con cui competere nel mondo dell'intrattenimento si trova costretto a scovare nuovi metodi per attirare l'attenzione su di sè e sui propri prodotti.
Meno di 3 mesi fa nel calderone del libero upload di video di Youtube è comparso il primo di una serie di videomessaggi (i videopost di un vlog, li chiamano; le parole sono importanti) firmati lonelygirl15. E in breve la storia della giovane Bree, sedicenne acqua e sapone con una vita come tante altre ma alcuni, sottili, dettagli un po' inquietanti, ha attirato un'attenzione enorme e, in parte, difficilmente spiegabile. Migliaia di accessi per ogni videopost, commenti, link, post sui blog, contatti su myspace. E' il social networking, baby. O è il viral marketing?
Parallelamente alla comune curiosità suscitata dai video di lonelygirl15, però, hanno cominciato a spuntare strani riferimenti a una misteriosa religione, numeri e immagini riconducibili al celeberrimo occultista Aleister Crowley e alcuni altri dettagli che lasciavano presagire ben più di un banale videoblog di una banale ragazzina.
Allora è stato il momento dei dubbi: Lonelygirl15 è sincera? Esiste davvero? Non esiste ed è la creazione di un gruppo di burloni? O dientro c'è qualcuno (e qualcosa) di molto più grosso?
Le perplessità sollevate dal suo video (minuziosamente illustrate dalla corrispondente voce di wikipedia) sono sfociate in una serie di articoli di giornale, di cui l'ultimo, pubblicato sull'LA Times, sostiene di aver smascherato l'operazione, scorgendo dietro di essa l'operato di un'agenzia di Hollywood. A distanza di pochi giorni ci si mette anche un messaggio degli amministratori sul forum del sito www.lonelygirl15.com, (che essendo stato registrato prima della comparsa in rete del primo post è con ogni probabilità riconducibile alla stessa mano che si cela dietro i video), che danno ad intendete che i videopost siano il primo passo di qualcosa di ben più grande. Tipo un film horror digitale con pretese di realismo alla Blair Witch Project, una serie tv con risorse online come Lost, una campagna pubblicitaria virale, o qualcosa di più comlpesso e pressochè inedito come un serial multimediale che si avvale degli strumenti bassi messi a disposizione dalla rete per rivolgersi a un target molto appetibile per gli inserzionisti. Oppure, magari, si tratta davvero di una cosa messa su per gioco e poco più. Sarebbe bellissimo.

Update: Silicon Vally Watcher sostiene di aver scoperto l'identità della ragazza; ecco varie sue foto e il suo myspace nella cache di google.

[inkiostro | # | wild wild web | commenti (16)]

lunedì, 11 settembre 2006

Ninne nanne per il Bimbo A


Non che la loro qualità abbia ancora bisogno di essere provata; ma se le canzoni dei Radiohead reggono persino in versione ninna nanna, esclusivamente a base di campanellini, vuol dire che sono davvero delle grandi canzoni.

Rockabye Baby! - Airbag (Radiohead lullaby cover) (MP3)
Rockabye Baby! - Knives out (Radiohead lullaby cover) (MP3)
[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (16)]

venerdì, 08 settembre 2006

La pupa, il secchione e la tv italiana

Parecchio tempo fa su queste pagine si parlava di Beauty and the geek, versione insolitamente nerd e insolitamente divertente del gioco delle coppie incrociata con un reality mandata in onda sul canale americano della Warner. Scopo del gioco mettere insieme (e osservare) la coppia malassortita formata da una bella e da un secchione nell'atto di tentare di trasmettersi conoscenze, influenzarsi a vicenda e, nel mente, tentare di fare il minor numero di figure di merda possibile. Non esattamente una trasmissione intellettuale, evidentemente; eppure molto spassoso e spesso per nulla stupido.
Dopo aver visto la prima serie americana -che, per la cronaca, è stata anche uno degli argomenti affrontati quando, un annetto fa, sono stato ospite su RadioDueRai- ieri sera sono incappato nella prima puntata dell'edizione italiana, linearmente intitolata La pupa e il secchione. Condotto da personaggi già vacui in origine e da un po' ulteriormente in caduta libera come Papi e la Panicucci, il gioco è una versione pecoreccia e abbondantemente defilippizzata dello show americano che rinuncia ad ogni sobrietà in favore di lustrini, culi all'aria, giuria, dibattito, pubblico, pianti, polemiche, prove vanamente spettacolari e scambi di battute degni della programmazione pomeridiana di Rai 2. L'ho trovata una lezione esemplare di tutto quanto ci sia di disprezzabile nella tv italiana; un ottimo esempio di come da un'idea se non buona almeno promettente qua da noi non riesca a tirar fuori nulla di più di una baracconata assolutamente inguardabile.

giovedì, 07 settembre 2006

Eternal darkness of the spotful mind


La cosa più bella è che se te lo chiedono non sai raccontarlo.
Magari ci provi, ma non ci riesci.
E non perchè non ci sia niente da raccontare, ovviamente. Solo che la banale narrazione della trama, la descrizione anche precisa degli straordinari effetti visivi 'poveri' utilizzati nel film e la ricerca di metafore adatte a spiegarne l'atmosfera finiscono per sembrare tragicamente incapaci di dire qualunque cosa davvero importante su un'opera tanto inafferrabile. E' una grandezza che non si spiega, frutto di un equilibrio talmente fragile e fatto di suggestioni che non si può capire senza averlo visto.
L'arte del sogno, in originale La science des rêves, è un film che non si dimentica, ma non si fa afferrare. E' molto frustrante. E' bellissimo.

La science des rêves è il nuovo film di Michel Gondry. Dopo essere stato presentato con grande successo al Sundance, a Berlino e a Taormina, il film è finalmente uscito nelle sale francesi il 16 Agosto, in anteprima mondiale. Il 17 Agosto il sottoscritto (che lo attendeva da tempo) era in un cinema di Marsiglia, pronto ad aspettarsi qualunque cosa; meno di due ore dopo, stava già sommergendo di parole la sua compagna di visione nel vano tentativo di prolungare almeno un po' le sensazioni suscitate da un film tanto bello. Non bisognerebbe farlo mai, in situazioni simili, tantomeno in questa. Ma è pura utopia. 

La trama importa poco; anche questa è una storia d'amore, e tanto vi basti. Il confronto con il precedente Eternal sunshine of the spotless mind / Se mi lasci ti cancello è inevitabile; ma quello che per chi scrive è uno dei film più belli, creativi e dolorosi degli ultimi anni non si fa pareggiare con tanta facilità. Eppure, nonostante ciò, La science des rêves, sotto certi punti di vista, è persino meglio. Ogni vero paragone, è, però, impossibile; sono due film troppo diversi. Anzi sono due film esattamente complementari: quanto Eternal sunshine è spietatamente realistico nel descrivere (in maniera tutt'altro che realistica, com'è nello stile di Gondry) lo sfasciarsi di una storia d'amore (di tutte le storie d'amore) tanto La science des rêves è invece completamente surreale e dichiaratamente irragionevole nella sua volontà di dare forma reale ai sogni (nel senso di esperienze oniriche, ma anche di desideri), portando alla luce quello che non può essere, che forse non deve essere o che forse si ha troppa paura perchè sia.

Un mutamento di prospettiva così grande, dal Gondry matematico al Gondry poetico, da una visione razionalmente pessimista a una posizione ottimisticamente sconsiderata non può essere casuale. E infatti non lo è; tale rivoluzione copernicana è sicuramente causata dal passaggio dagli incastri perfetti della sceneggiatura meccanica di Charlie Kaufmann alle suggestioni impressioniste della sceneggiatura naif firmata dallo stesso Gondry, che questa volta decide di fare tutto da solo e di mettere la sua firma su un film fortemente autobiografico.

Il ritorno alla cameretta del regista, tra l'altro, non è solo metaforico. La science des rêves non è infatti semplicemente il primo film di Gondry interamente girato in patria, ma è persino ambientato nello stesso palazzo e nella stessa camera di Parigi in cui il regista viveva quando aveva vent'anni.
Altri dettagli personali a parte, la vicinanza delle vicende narrate con quelle da lui realmente vissute è ulteriormente (e dichiaratamente) sottolineata dalla scelta di girare il film in due (a volte tre) lingue che spesso si danno il cambio senza soluzione di continuità, come a Gondry succede da anni a questa parte. Se si ha l'occasione di guardarlo in lingua originale la sensazione di estraneità è palpabile, come la distanza non solo metaforica tra i personaggi che gli impedisce di capirsi veramente. E a quel punto, forse, non c'è che un'alternativa.

La science des rêves è un film auto-indulgente e imperfetto, confuso e cerebrale, ma visto ciò di cui parla non poteva essere altrimenti. Gael Garcia Bernal è un protagonista bravissimo e assolutamente convincente, e riesce persino a non farsi odiare nonostante sia praticamente perfetto. Charlotte Gainsbourg è, come al solito, meravigliosa. Il terzo protagonista sono ovviamente gli effetti visivi creati da Lauri Faggioni, una fantasmagoria di bricolage onirico, sartoria animata e schizometria analogica già vista in diversi videoclip che si fonde alla perfezione con una trama tanto involuta e surreale, consentendole di raggiungere picchi di lirismo naif da applausi a scena aperta. Dopo aver visto il film, è quasi troppo facile decidere di aver scoperto la materia di cui sono fatti i sogni: stoffa, fili, carta e colla, cellophane al posto dell'acqua e cotone da lanciare in aria a mo' di nuvole.
Perchè la ritirata del bricoleur onirico nel suo mondo (in cui -forse- non potrà mai entrare nessuno) non è una fuga ma una vittoria.

Bonus:
La science des rêves - website (in francese) (link)
The science of sleep - website (in inglese) (link)
The science of sleep - Myspace (link)
The science of sleep soundtrack - Myspace (link)
The science of sleep - Trailer (in inglese) (MOV)
Gael Garcia Bernal & co. - If you rescue me (Velvet Underground - Afterhours) (MP3) updated!

[inkiostro | # | guarda te | commenti (24)]

mercoledì, 06 settembre 2006

Indovina qual e' la parodia

Guardate questo (basta anche un pezzo):


Un tamarrissimo video di techno olandese, di un duo chiamato Gebroeders Ko, con una canzone intitolata Ik heb een boot, ovvero «Ho una barca». Roba di nessun interesse. Poi guardate questo:


Si chiama Boten Anna («Anna, il bot») ed è del musicista svedese Basshunter. Chiunque abbia una qualche esperienza di chat può apprezzare il testo nerdissimo e involontariamente demenziale, e farsi quattro risate per la pochezza del testo solo superficialmente moderno e per le bizzarre espressioni di cui si serve. La cosa curiosa, però, è che non è quest'ultima versione ad essere una parodia della prima, ma viceversa, la prima è una cover seria (oddio, seria) del pezzo di eurodance tamarra di tematica nerd firmato Basshunter, che pare aver avuto un certo successo in nord europa qualche anno fa (la storia completa è qua). Praticamente, una rivoluzione copernicana. 
[grazie a Checco]

mercoledì, 06 settembre 2006

The hype side of Summer

Forse sono il preludio a roba grossa o forse solo una bella soddisfazione, ma le notizie che in questi giorni riguardano i veronesi Canadians, più volte citati su queste pagine (qui e qui, ad esempio) come una delle più interessanti promesse dell'indiepop nostrano, non sono cose che si sentono tutti i giorni. Come si evince dal blog del bassista Max e come conferma Rockit, la band è infatti finita a sorpresa al secondo posto tra le breaking bands della bibbia inglese dell'hype musicale NME, con una segnalazione entusiastica che recita «This is canny brilliant. Italian outfit Canadians draw upon a sound that's somewhere between a fledging Coldplay and a nattier Jimmy Eat World» ed è poi stata contattata dalla Parlophone, sussidiaria della EMI per cui incidono gruppuscoli come Radiohead, Coldplay e Blur e per cui pubblicavano persino i Beatles, molto interessata a sentire tutto il materiale registrato dalla band. Frattanto la band, indipendentemente da tutto ciò, è entrata in studio per registrare il suo debutto sulla lunga distanza, e con queste premesse possiamo aspettarci di tutto. A volte succede.


Canadians - The north side of Summer (MP3)

[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (8)]

martedì, 05 settembre 2006

Voce del verbo remixare

Tapes'n'Tapes - Cowbell (The Black Eyes remix) (MP3)
Difficile, quasi impossibile imbrigliare in un beat ballabile il nervosismo dei pezzi migliori della band di Minneapolis; ci riesce questo remix dei Black Eyes, che vira dalle parti dei Death from above 1979 e quanto perde in tiro aggiunge in potenza. Senza iniflarci neanche uno scontato assolo di cowbell, pensate un po'.

The Rapture - Get myself into it (Prince Language Disco Edit) (MP3)
Il nuovo singolo dei Rapture, da mettere in pista,ti frega sempre: parte tanto lento che rischia quasi di svuotare, e quando decolla ti accorgi che è già finito. Questo remix (pardon, edit) educatissimo gli aggiunge i 2 minuti che gli mancano, e si limita a fare un po' di cut and paste senza toccarne quasi il sound. E va bene così.

The Diggs - Everyone's starting over (Cassettes won't listen remix) (MP3)
Due delle mie giovani band newyorkesi preferite fanno squadra: i Cassettes won't listen (già linkati a suo tempo con la loro cover di Cut your hair dei Pavement) reinterpretano l'anthem degli arrembanti The Diggs (anch'esso linkato a suo tempo, ma nel frattempo il link è scaduto) trasformandolo nel pezzo che i Postal Service dovrebbero fare al loro rientro. Davvero niente di nuovo sotto il sole, ma chi ama certi suoni apprezzerà.

The Knife - Marble house (Rex the dog remix) (MP3)
Trasformare i The knife in qualcosa di tamarro è una bella sfida, ma ci si può riuscire. Poi ballarla davvero è un'altra storia, ma qua tanto Ibiza quanto la peggiore techno crucca sono dietro l'angolo. Eppure funziona.
[inkiostro | # | suoni, indie-gestione | commenti (5)]

martedì, 05 settembre 2006

Un paio di dubbi amletici /1

Quanto era fatto Kyp Malone dei TV on the radio quando, mentre mettevo i dischi dopo il loro concerto di due sere fa all'Estragon, ha mandato uno dei compari radiofonici Studentz on air a chiedermi di fargli sentire un pezzo degli Amari?
E cosa ne avrà pensato mentre scuoteva la sua voluminosa chioma al ritmo di Conoscere gente sul treno?
[tutto vero, giuro]

Amari - Conoscere gente sul treno (MP3)

[inkiostro | # | fantascienza | commenti (15)]

lunedì, 04 settembre 2006

Don't HASSEL the HOFF



Un vero e proprio museo degli orrori: The official David Hasselhoff site of worship.
[inkiostro | # | wild wild web | commenti (6)]

venerdì, 01 settembre 2006

Uno di quei link che vi fa capire che davvero inkiostro e' tornato dalle vacanze (e parla pure di se' in terza persona)


Top 20 strangest guitars. C'è anche la Air guitar.

venerdì, 01 settembre 2006

Incidentalmente

Da qualche giorno questo blog ha cambiato indirizzo mail: inkiostroblog|at|gmail.com al posto del vecchio _inkiostro_|at|virgilio.it, che a breve verrà completamente dismesso. Aggiornare le rubriche e gli smambot, please.
[inkiostro | # | b-log | commenti (2)]
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Get Black!, venerdì sera alle 21 sui 103.1 FM (Bologna) e in streaming (Resto del mondo).
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-Disclaimer di rito-
Mp3 and video links posted on this site are for evaluation purposes only and point to files already available somewhere across the web. If you like them, buy the CDs and support the artists. If you are the artist or the copyright owner and would like a link removed, just let me know. I'll take it off, and you'll lose some free promotion.
Now, that's smart.


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