venerdì, 29 settembre 2006
Questo triste mondo malaaaato
Oggi inkiostro diventa come la (ex) svergognata colonna blu di Repubblica (cit. - a proposito: Delio, che fine hai fatto?):
+ Bambino di 3 anni compra auto su internet.
+ Altro che chiavi, per mettere in moto la macchina si può usare anche un cane che ha inghiottito un tag RFID. Finchè dura. (via)
+ In Germania i simboli nazisti sono vietati. Anche se all'interno di simboli anti-nazisti.
+ Tette rifatte in aeroporto? Accomodatevi al controllo di polizia, perquisizione speciale in arrivo.
[e tutto per colpa di quelli con le bottiglie di Gatorade]
+ Del tizio che ha chiesto un passaggio a una volante, che lo ha poi fermato a causa della marjuana che aveva in tasca non vogliamo parlare?
+ Ma non ci sono modi meno complicati per tentare di uscire prima dal lavoro (per poi, peraltro, ritrovarsi in galera) del far pubblicare un finto necrologio del figlio della propria fidanzata sul giornale?


Immagino detesterà essere citata su queste pagine (che sono probabilmente un ottimo esempio di molte delle cose che odia), ma non si può non segnalare -senza una certa, forse malsana, soddisfazione- che 
Mentre nel corso del weekend il sottoscritto concorreva per premi quali 'Miglior intonatore dei versi di No fit state al concerto degli Hot Chip', 'Autore del commento più acido nei confronti della fighetteria dei 
Il sottoscritto si accoda a
Ma tu dimmi se uno deve venire a scoprire nientemeno che da 
Giusto per darvi un'idea dei livelli astrali di glamour che è in grado di toccare il tenutario del presente blog, candidato diqquà e linkato dillà, il momento più bello del mio weekend è stato guidare in mezzo al nubifragio lungo la A14 ascoltando gli Sparklehorse a tutto volume e pregando che la Società Autostrade (si chiamava così, una volta) quest'anno avesse deciso, per una volta, di non tagliare la voce dei costi relativa alla spesa in asfalto drenante. C'è questa canzone che si chiama Shade and honey (che era già uscita anni fa nella colonna sonora di un film che non ho visto, cantata da uno degli attori; non da Lou Barlow, però, che pure recitava nel film), che avrò ascoltato di fila circa 10 volte, perchè se una delle auto che mi superavano ai 190 si fosse trovata a sbandare e i suoi pneumatici Bridgestone avessero perso la tenuta di strada, mi sembarava un pezzo particolarmente bello per morirci su.
Nel 2006 essere famosi (i warholiani 15 minuti di notorietà, mica altro) è facilissimo e difficilissimo allo stesso tempo. Facilissimo perchè basta un accesso alla rete e grazie al passaparola è possibile raggiungere migliaia di persone anche con risorse molto limitate. Difficilissimo perchè possono farlo tutti, e anche chi fino a 10 anni fa aveva pochi rivali con cui competere nel mondo dell'intrattenimento si trova costretto a scovare nuovi metodi per attirare l'attenzione su di sè e sui propri prodotti.

Forse sono il preludio a roba grossa o forse solo una bella soddisfazione, ma le notizie che in questi giorni riguardano i veronesi 