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Non avevo mai ascoltato con attenzione i Twilight Sad, ma da qualche settimana non riesco a togliermi dalla testa il loro ultimo singolo I became a prostitute.
E' bello nella versione acustica di The Laundromatinee ma è certamente meglio nella drammatica e nichilista versione elettrica, che oltre agli ovvi Interpol meno freddi mi ricorda, non so perchè, i migliori Afterhours.
The Twilight Sad - I became a prostitute (MP3)
[Clicca sull'immagine per ingrandire]
Le prese di alimentazione: ecco il tipo di cosa su cui ti soffermi a pensare solo quando (solitamente prima di partire per un viaggio) diventano un problema.
E invece questa cartina delle prese nel mondo è curiosamente affascinante, e mostra contemporaneamente scelte inspiegabili e apparentemente assurde insieme a pattern o affinità con radici storiche tra paesi che ora non potrebbero apparire più diversi. Notare che l'Italia è l'unica (insieme all'Etiopia -e fino a qui- alla Siria -?- e al Cile -?!-) ad avere la presa piccola con tre gambe allineate (che avrà anche un nome tecnico, che però ovviamente ignoro), che la Danimarca e la Tailandia sono le uniche a condividerne un modello, e che la Svizzera, che come al solito deve distinguersi, ne ha una unica al mondo (che hanno solo in Madagascar).
Su Gizmodo un sacco di dettagli, e la risposta alla domanda: verranno mai uniformati tutti questi modelli? La risposta ovviamente è no. Avevate dubbi?

Domani sera suonerà al Covo per la sua unica data italiana Jay Reatard, l'ultimo beniamino di una lunga tradizione di punk'n'garage'n'roll americano fatto di chitarre maltrattate, sudore, canzoni veloci e catchy e una pericolosa tendenza a combinare indicibili casini. Il suo ultimo disco è uscito nientemeno che per Matador (streaming intero qui), e sono molto, molto curioso di vedere se sul palco tiene fede alla leggenda.
[a seguire, peraltro, il sottoscritto e Arturo Compagnoni a mettere un po' di dischi. Sarà una di quelle belle]
Ne abbiamo parlato anche un paio di giorni fa a Impronte digitali, ma mi sono accorto di non avere mai linkato qui l'improbabile Do you wanna date my avatar firmata dalla cricca di The Guild. Ovvero, un piccolo anthem nerd pieno di umorismo di bassa lega e giochi di parole scontati dal cast di una delle più celebri sitcom online (interamente dedicata al mondo del gaming: Worlds of Warcraft e similia), già vincitrice nel 2007 dello Youtube Video Awards (eggià, esiste uno YouTube Video Award) e nel 2008 dello Yahoo Video Award (idem, ma non ha una voce wikipedia).
Anche questo singolo (un banale ma appiccicosissimo pezzo elettropop) è stato a suo modo un piccolo caso finendo, nella settimana in cui è uscito (ad Agosto) contemporaneamente primo nella Amazon MP3 chart e secondo della iTunes Muisc Video Chart. Come commenta Idolator, online bastano ancora qualche ragazza carina e un po' di giochi di parole nerd per spalancare molte porte.
The Guild - Do you wanna date my avatar (MP3)
Ricevo notizia (grazie a Giovanna) dell'esistenza di cravatte realizzate con il nastro di vecchie audiocassette e la prima cosa che penso è NO.
Indossarne una sarebbe come per un animalista indossare una pelliccia di volpe o ermellino. E non vale dire che erano già morte. Non scherziamo.
Un solo imperativo: alzare il volume.
Gli Sleigh Bells vengono da Brooklyn, sono pompatissimi da Pitchfork e col volume a palla ti fanno esplodere le casse e i timpani, e sorridere e ballare come uno scemo. Non ha molta importanza che abbiano suoni saturi come dei pezzi noise, ma facciano sostanzialmente un ammiccante pop da club con ritmiche vagamente hip-hop (file under: The Go! Team, M.I.A., The Kills), tutto quello che si può fare su Crown on the ground è repeat repeat repeat repeat repeat
Sleigh Bells - Crown on the ground (MP3)
Un'altra notte prima degli esami - la lotta armata al TAR. Un biopic che non vedremo mai, da Endism.
Le luci della centrale elettrica - Diamonds in the mine (Leonard Cohen cover) (MP3)
[da Stranger Music: an open-source tribute to the music and the art of Leonard Cohen]
Da Holy Taco, 25 awesome crop circles. Semplicemente splendidi.
Halloween è appena passato, restiamo in tema di horror: I can hardly wait, classico minore di PJ Harvey (da 4 track demos) già reinterpretata da Juliette Lewis in Strange days (video) è caduta sotto le grinfie del malefico Brian Molko ne ha registrato una versione coi suoi Placebo pubblicandola come b-side del recente singolo Ashtray heart. Immaginate già da soli quanto faccia schifo o volete anche spingere play?
Placebo - I can hardly wait (PJ Harvey cover) (MP3)
[da The joy of tech]
[Buon Halloween]
Bobby 'Boris' Pickett & the Crypt-Kickers - Monster Mash (MP3)
Lou Barlow Spin session [Sharing / Too much freedom / Bulletproof (La Roux)]